sabato 30 novembre 2013

Mi piacerebbe volare

... ma le mie ali sono tarpate.

(I'd like to fly, but my wings have been so denied)

venerdì 29 novembre 2013

Notte da divano



Son tante notti, ormai, che sento
la mancanza del tuo respiro caldo
sulla mia pelle. A stento

riesco a svegliarmi quando
non ho dormito vicino a te. Lento
mi insinuo nel nuovo giorno, camminando

come uno zombie verso lo specchio:
maledetto custode del tempo che vola,
ogni giorno mi mostra più vecchio

di un mese. Non mi consola
saper che abbiamo da viver ancora parecchio
insieme. Senza di te, la mia anima ogni notte è sola.
_____________________________

giovedì 28 novembre 2013

Decadenze



Ieri è stata sancita la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore della Repubblica. Detto in soldoni: il puttaniere frodatore fiscale di Arcore è considerato indegno persino di far parte di un letamaio immondo quale è il Senato.
Non voglio partecipare al gioco di chi grida allo scandalo, al complotto, al colpo di stato; né voglio stare in compagnia di chi crede che adesso "l'Italia si rialzerà! Finalmente l'Italia è libera!".
L'Italia non esiste. Si scrive Italia, si legge Nord. Dal Lazio alla Sicilia ci sono terre e popoli che da anni subiscono le politiche liberticide e assassine di quel Sistema che chiamiamo Italia. Quando capiremo che non si risolvono i problemi di Pordenone e di Siracusa con la stessa ricetta? Quando capiremo che Milano, Bergamo, Brescia, Torino, Cuneo, Verona, Padova, ecc.... non sono sul mare e non possono ricevere i fondi per il dissesto idrogeologico prima dei territori costieri? Quando capiremo ciò e lotteremo per la nostra libertà, smettendo di votare partiti "nazionali" che propinano le stesse ricette in Friuli come in Calabria, allora faremo davvero passi in avanti.
Fino ad allora, io non sarò tra i golpisti (Berlusconi è una vittima), né tra gli ottimisti (senza Berlusconi, l'Italia rinascerà). Non è possibile costruire nulla, su queste macerie. Bisogna prima ripulire tutto.

_____________________________

martedì 26 novembre 2013

Catene




"L'uomo è nato libero, e ovunque è in catene", diceva Rousseau.
Sbagliava: se l'uomo nascesse libero, la schiavitù a cui moltissimi sono condannati sin dal primo vagito sarebbe una condizione successiva alla loro nascita. Invece no: tantissimi uomini nascono già in catene. Il Sistema insegnerà ad amare queste catene, a ritenerle essenziali per la vita. Quale bruto animale sarebbe l'uomo, se lasciato libero? Cosa sarebbe capace di fare, se non avesse una catena (lo Stato, la Religione) a frenare i suoi istinti animaleschi, talvolta persino pecorili? E l'uomo crescerà credendo che le catene in cui è costretto siano l'unica garanzia di vivere una vita degna. Chiunque gli mostrerà la possibilità di una vita senza catene, verrà da lui deriso se non contrastato. "Perché mi dici che vivo in catene? Perché le chiami catene? Esse non mi imprigionano, ma mi consentono di vivere bene, in libertà!". Solo in pochi capiscono. Ancor meno reagiscono, si ribellano, organizzano una Opposizione.

Il peggior nemico dell'uomo libero non è il padrone, ma l'uomo ancora in catene.
__________________________________

lunedì 25 novembre 2013

Suona la campana a martello



Nelle campagne suonava a martello
la campana della libertà.
"Nabat" si chiamava, ed era bello

veder contadini e operai darsi solidarietà
nelle lotte sociali, nelle rivendicazioni
sindacali. Creavano l'unità

intorno a gelidi fuochi, cantando canzoni
che parlavano di comunità, anarchia,
rivolte e rivoluzioni.

Nelle prigioni che chiamiamo città, la via
della libertà è ancora battuta
oggi? Non so cosa sia

- forse pessimismo, forse esperienza vissuta -
ma credo che siamo in pochi ormai
a sentir che la vita è lotta: essa va combattuta,

non vissuta. Né ora, né mai
possiamo permettere che la campana a martello
non suoni più. Guai

a pensare che le idee di rivolta subiscano il fardello
del tempo! Esse non invecchiano!
E al loro cospetto, toglietevi il cappello!
____________________________________

domenica 24 novembre 2013

Alice in Chains - Nutshell



Un'altra domenica di lavoro è finita.
Mi aspetta la mia famiglia.
A separarci, un'ora di Grande Raccordo Anulare.
Nell'attesa, questa splendida canzone fa compagnia al mio cuore...

sabato 23 novembre 2013

33 anni fa, la terra irpina tremò



Sono nato il 4 dicembre 1980, a Napoli. Due settimane prima la terra si era scossa nella vicina Irpinia e nelle province della Basilicata. Ovviamente non ricordo nulla di quei giorni. Tutto ciò che so, l'ho scoperto dopo: dai racconti di chi c'era, dagli articoli di giornale, dai libri che ho studiato, dai filmati che ho visto.
Non voglio perdere tempo a ricordare l'indegno saccheggio che fu operato ai danni delle popolazioni irpine e lucane, in quanto i miliardi destinati alla ricostruzione furono letteralmente trafugati da imprenditoria del nord e cartelli camorristici coperti dalle amministrazioni locali; non voglio nemmeno ricordare il grido di dolore di Pertini che, giunto sui luoghi del disastro, sbraitò contro l'immobilismo del governo; non voglio ricordare i tempi biblici della ricostruzione, le tangenti versate in tasche luride e insanguinate.
Voglio ricordare che negli stadi del nord, da quella domenica in poi, si esulta ricordando quella tragedia. "Terremotati" si urla nei cori e si scrive sugli striscioni. Qualcuno vuole farla passare per goliardia.
Io no. Io non dimentico.
_____________________________

mercoledì 20 novembre 2013

"La Tav si farà", ovvero la volgarità del Potere.



Ci vuole davvero uno stomaco foderato per declamare i presunti benefici del Treno ad Alta Velocità in ValSusa proprio nel giorno in cui si celebrano i funerali delle vittime dell'alluvione in Sardegna.
Ci vuole tanta faccia tosta per dire che bisogna buttare miliardi su miliardi per realizzare un'opera, sulla cui inutilità e pericolosità si sono espressi, negli ultimi decenni, professionisti di ogni genere e di ogni scuola, proprio quando sarebbe necessario investire ingenti somme nel riassetto idrogeologico delle coste italiche, falcidiate dall'abusivismo edilizio e dalla cementificazione indiscriminata del territorio.
Ci vuole stomaco, ci vuole faccia tosta a dire queste cose oggi. Eppure il Potere le ha, e le espone con la volgarità tipica di chi dice ai tanti sardi che oggi piangono i loro cari: "Io sono io, e voi nun siete un cazzo!".
Si, il Potere sa essere volgare come il Marchese del Grillo, il quale almeno riusciva a strapparci un sorriso. Il Potere (italico ed extraitalico) invece non riesce a farci sorridere e nemmeno ci prova. A Letta interessa molto più garantire a chi di dovere che "la Tav si farà", stringendo la mano al presidente francese Hollande; a Letta interessa molto più incassare la fiducia al ministro Cancellieri, obbedendo al diktat di Re Giorgio Napolitano (mai cognome fu così poco indicato...) e mettendo in scena la farsa dell'assemblea del PD che ratifica il voto di sostegno alla Cancellieri; a Letta interessa molto più continuare a governare, seppur male, questa sottospecie di Paese invece di destinare i tantissimi miliardi inutili per la Torino - Lione ad altre opere pubbliche, molto più urgenti.
Letta lo sa che la Salerno - Reggio Calabria è ancora ben lungi dall'essere completata? Letta lo sa che è impossibile andare in treno da Napoli a Bari? Letta conosce il livello delle infrastrutture in Sicilia? Letta è consapevole che quello che è accaduto in Sardegna ieri, può accadere oggi in Campania e domani in Calabria?

Certo che Letta lo sa. Come lo sapevano tutti i governi che si sono avvicendati negli ultimi decenni. 
E ciò li rende colpevoli. E ciò li rende criminali.

P.S. per la Torino - Lione ci vogliono altri 3 miliardi di euro. Per la Orte - Mestre ci vogliono 10 miliardi di euro. Per il riassetto idrogeologico delle nostre coste sono stati stanziati 30 milioni.
Milioni, non miliardi.

Falsi bivi



Io ci ho provato, tante volte, ma adesso
mi arrendo. Molte strade non si sono
dimostrate valide, e sempre più spesso

mi sono ritrovato di fronte a falsi bivi, dove il suono
dei rimpianti sovrastava il rumore sommesso
dei rimorsi e dei sospiri. Chiedo perdono

a tutti, ma soprattutto a me stesso.
_________________________________

venerdì 1 novembre 2013

L'Insorgente num. 2



Esce oggi il secondo numero de l'Insorgente - Quindicinale Meridionalista Identitario.
E' possibile leggere la versione online qui: L'Insorgente num. 2