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domenica 6 febbraio 2011

F.Corona: "La camorra ha le foto di B. Nudo"




Da Il Mattino

MILANO - «A Napoli sono arrivati emissari di un importante settimanale nazionale per comprare dalla malavita le foto di Berlusconi nudo». A parlare è Fabrizio Corona, il re dei paparazzi, che in un’intervista al Mattino rivela l’esistenza di una «pista napoletana» per le foto hard di Arcore. L’altra notte, la sua casa, è stata «visitata» dai ladri che hanno portato via l’intero archivio fotografico della «Fenice», la sua nuova agenzia fotografica: «Si è trattato di un blitz su commissione, cercavano foto di Berlusconi nudo - ribadisce Corona - ma nella mia abitazione non c’era nulla di compromettente. Non ho quelle foto anche se tutti mi cercano. È in atto una caccia forsennata». E ancora: «Mi sono proprio rotto con questa storia che io avrei le foto. Da quando si dice che ho delle foto scottanti, non vivo più».


Se ciò che dice Fabrizio Corona fosse vero, avreste un premier (che è anche proproetario del famoso settimanale nazionale...) sotto ricatto dalla camorra la quale è in possesso di foto del premier nudo e le può utilizzare come minaccia. La base del ragionamento, comunque, non sfugga: esistono davvero foto del premier nudo durante i propri festini.

Non basta ancora? Non deve ancora dimettersi per indegnità?

L'Italia, per come è nata, non poteva che finire in mano a mignotte e mignottocrati.
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venerdì 14 gennaio 2011

Indagati per prostituzione minorile









Il vostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è indagato, dal 21 dicembre 2010, per concussione e prostituzione minorile dalla procura di Milano che ha anche notificato al premier un ordine di comparizione. Le ipotesi di reato sono concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile, nell'ambito della vicenda di Ruby Rubacuori, quel zoccolone marocchino che all'epoca dei fatti era minorenne.
Informazioni di garanzia anche per Emilio Fede (direttore del Tg4, il telegiornale di regime sulle tv private del premier), Lele Mora (già coinvolto in numerosi scandali sessuali e la cui azienda è andata in fallimento) e il consigliere regionale Nicole Minetti (ex igienista dentale del premier, candidata ed eletta al consiglio regionale della Lombardia senza avere ALCUNA ESPERIENZA in politica). Per tutti l'accusa è di violazione della Legge Merlin sulla prostituzione e di induzione alla prostituzione minorile. Nel pc della ragazza sono stati trovati filmati e foto di feste nella villa in Sardegna del Premier.

Ora, secondo il garantismo liberaldemocratico, questi figuri sono innocenti fino a prova contraria. Quindi dal punto di vista penale, essì sono ancora presunti innocenti. Bene.
Vi chiedo e mi chiedo, però, se sia moralmente accettabile avere un Presidente del Consiglio indagato in faccende come questa. Oltre ad essere una persona onesta e pulita, un esponente politico non dovrebbe anche apparire onesto e pulito? In questo caso, poi, parliamo del Presidente del Consiglio, mica di un consigliere comunale!

Personalmente credo, da tempo ormai, che Berlusconi sia stato e sia il peggior primo ministro della storia repubblicana italiana. Oltre a tutti i disastri economici, sociali e politici realizzati da quest'uomo, bisogna ricordare la pochezza morale con la quale ha infettato la già fragile democrazia italiana, rendendola ormai inefficace e addirittura dannosa. Non c'è più una etica pubblica, tutti possono fare tutto visto "che lo fa pure Berlusconi". Non si pensa più al futuro, ai nostri figli, ma solo al presente, al tutto e subito, all'hic et nunc.

La fragile democrazia italiana si è ormai definitivamente in una NonDemocrazia libelare e liberista, e Berlusconi ne è stato il principale, ma non l'unico, protagonista.
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martedì 2 novembre 2010

Il verbale di polizia dell'affaire Ruby

QUESTURA di MILANO
COMMISSARIATO P,S, MONFORTE-VITTORIA
Volante Monforte Bis IV Turno
Via Carlo Poma n” 8 -20129 MILANO 1ir 754.1131 -~ 6226.57.04


Milano, 28.07.2010


Oggetto: Seguito d’Annotazione relativo all’intervento effettuato in data 27.05.2010 ove si è provveduto ad accompagnare presso gli uffici della locale questura tale: XXXXXXXXX Karima, nata in Marocco il 01.11.1992, res.te a Letojanni in via Contrada San Filippo nr 14 tel. 347/XXXXXXXX.


AL SIGNOR DIRIGENTE
IL COMMISSARIATO DI P.S MONFORTE-VITTORIA
SEDE


I sottoscritti Agenti di P.G., Assistente della Polizia di Stato XXXXXXXX Capo equipaggio della Volante denominata XXXXX Bis 4° Turno e Agente della Polizia di Stato XXX XXX XXXXXXXX entrambi in forza presso lo Questura di Milano ed in servizio presso gli uffici in intestazione informano lo S.V. di quanto segue:
in data 27.05.2010 alle ore 22.25 circa, questo equipaggio su disposizione della locale C.O. si portava presso gli uffici del Commissariato di P.S. Monforte Vittoria, per procedere all’accompagnamento e al fotosegnalamento presso il locale G.P.R.S. della persona in oggetto meglio generalizzata e successivamente provvedere all’affido della stessa ad una struttura protetta per minori, come deciso dal P.M. di turno dei minori contattato telefonicamente dall’Assistente della P. di S.XXXXXX E. (Capopattuglia della volante Monforte Bis l° turno) che aveva proceduto all’identificazione della minore in Corso Buenos Aires 23. Questa unità operativa, dopo aver preso in carico la minore con i relativi atti di p.g. redatti dal personale della volante Monforte bis 1° turno, presso gli uffici del Commissariato in intestazione, si portava presso l’ufficio coordinamento della locale Questura per chiedere delucidazioni in merito.


Qui, l’Assistente della P. di S. XXXXXX XXX prendeva contatti con il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott.ssa XXXXX XXXX, la quale riferiva, che a seguito di intervento della volante Monforte bis l° turno, la minore su indicata aveva a carico una denuncia di scomparsa e quindi questa unità operativa avrebbe dovuto procedere al fotosegnalamento della minore e provvedere (tramite centralino questura) alla collocazione della ragazza presso una struttura di accoglienza per minori.


Sempre a dire della Dott.ssa XXXXX G., data l’ora tarda (23.40 circa), nel nel caso in cui non ci fosse stata la disponibilità di ricevere la minore da parte di una struttura adeguata, la ragazza sarebbe stata ospite presso gli uffici della locale questura, in attesa di essere affidata l’indomani mattina mediante altro personale, a una struttura per minori; disposizione che la Dott.ssa XXXXX G. aveva impartito agli operanti a seguito di colloquio telefonico che in precedenza, l’Assistente XXXXXX E. aveva avuto col P.M. di turno dei minori. Quindi, l’Assistente della P. di S. XXXXXX XXXX provvedeva ad effettuare tramite centralino questura (Dagli apparecchi telefonici degli uffici della terza sezione UPG-Questura), un giro di telefonate presso le strutture di accoglienza per minori per provvedere alla collocazione della giovane donna, ma riceveva risposta negativa da parte di quest’ultimi, poiché al momento delle chiamate, il personale di turno delle varie strutture contattate, riferiva che poteva dare ospitalità solo a ragazzi e non a ragazze in quanto non vi era altro personale che poteva provvedere alla sistemazione e alla sorveglianza della giovane donna. Durante tali fasi, l’Agente XXXXXXXX XXXXX XXXXXXX unitamente alla ragazza in oggetto indicata si portava presso gli uffici del locale GPRS dove venivano effettuati i rilievi fotografici e dattiloscopici da parte di personale specializzato a carico della stessa. Durante l’ultima telefonata, l’Assistente XXXXXXXX M. veniva raggiunto di gran corso presso gli uffici della terza sezione Upg, dal Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa XXXXXXX G., la quale riferiva di aver ricevuto una comunicazione telefonica da parte del Capo di Gabinetto della locale Questura Dott. XXXXX, dove si doveva lasciar andare lo minore e che non andava fotosegnalata.


L’Assistente XXXXXXXX XXXX nel raggiungere il collega l’Agente XXXXXXXXXX le, chiedeva spiegazioni alla Dott.ssa XXXXXXX G. in merito a quanto riferitogli, il Commissario Capo riferiva che detta telefonata le era pervenuta da parte del Capo di Gabinetto che a sua volta era stato contattato telefonicamente da parte della Presidenza presso il Consiglio dei Ministri dove era stato specificato che la ragazza fermata era la nipote del Presidente MOUBARACH e che quindi doveva essere lasciata andare.

Quindi, gli operanti unitamente alla minore e al Commissario Capo Dott.ssa XXXXXXX G. si portavano presso gli uffici del locale coordinamento dove ad attenderci vi era l’Ispettore Superiore XXXXXXX XXXXXXX. Arrivati nell’ufficio coordinamento, la Dott.ssa XXXXXX G. continuava a ricevere numerose telefonate da parte del Capo di Gabinetto che sollecitava il rilascio della giovane donna, poiché aveva già dato comunicazione al personale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’avvenuto rilascio della ragazza, inoltre giungeva tramite il centralino del corpo di guardia della locale questura, comunicazione che all’ingresso della questura erano giunte due amiche della minore e cioè la signora


Nicole MINETTI, Consigliere Regionale della Regione Lombardia con incarico presso lo Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’inquilina della minore tale COINCECAO SANTOS OLIVEIRA Michele nata in Brasile il 03.05 1978 res.te a Milano in via XXXXXXX 19, che chiedevano un colloquio con gli operanti per conto della minore.
Successivamente si prendevano contatti con lo signora MINETTI N. e l’inquilina della minore, alle quali si spiegava cosa era accaduto e cosa era stato disposto dal P.M. dei minori, la signora MINETTI N. si offriva di prendere in affidamento la minore e di provvedere per ogni necessità a carico della stessa, consapevole delle conseguenze giuridiche in caso di non ottemperanza agli oneri dell’affidatario. Dal controllo ai terminali CED/SDI effettuati in precedenza dalla pattuglia Volante Monforte Bis 1° turno si evinceva che la minore risultava avere a suo carico una denuncia di scomparsa da parte dei suoi genitori e di personale di una comunità per minori di Messina dove la ragazza era stata in precedenza ospite in quanto in passato aveva avuto dei problemi di natura familiare col padre; inoltre nel terminale CED/SDI, risultavano dei passaggi successivi alla denuncia di scomparsa, dove si evinceva che lo ragazza era stata fermata dai carabinieri e addirittura lo ragazza aveva sporto anche una querela, quindi nessuno aveva ritirato dal CED/SDI lo denuncia di scomparsa.


Si precisa che l’Assistente della P. di S. XXXXX F. aveva contattato telefonicamente il personale della comunità e quest’ultimi gli avevano detto che un inno fa circa, erano stati contattati telefonicamente dai Carabinieri che avevano chiesto delucidazioni sulla denuncia di scomparsa poiché avevano trovato la minore e di non avergli in seguito più fornito altro tipo di informazione. Gli operanti chiedevano alla Dott.ssa XXXXX G. se il P.M. di turno dei minori era stato informato della nuova situazione e cioè del fatto che lo ragazza era la nipote del Presidente MOUBARACH e che lo signora MINETTI N. si era resa disponibile a prendere in affidamento la ragazza in oggetto indicata. La Dott.ssa XXXXX G. chiedeva ai sottoscritti di contattare il P.M. per spiegare quanto era emerso, quindi l’Assistente della P. di S. XXXXXXX contattava telefonicamente il P.M. di turno spiegando cosa era emerso dal contenuto delta telefonata ricevuta dalla Dott.ssa da parte del Capo di Gabinetto della Questura. Il P.M. disponeva comunque l’affido della minore ad una comunità o la contemporanea custodia della minore presso gli uffici della Questura in attesa di essere data l’indomani mattina ad una comunità. L’Assistente della P. di S. XXXXXX M. comunicava alla Dott.ssa XXXXXX G. disposto dal P.M. e lo Dott.ssa XXXXX G. contattava telefonicamente il P.M. E aggiungeva il seguente accordo, e cioè bisognava avere lo copia di un documento d’identità della minore, per poi poterla affidare alla Minetti e lasciarla andare.


Data la situazione, l’Ispettore Superiore XXXXXX r. alla presenza degli operanti, della Dott.ssa XXXXX G., del Sost.to Comm.rio della P. di S. XXXXX S. e dell’lsp.re Capo XXXXX A. (Personale del coordinamento del turno notturno/montante) contattava telefonicamente personale del Commissariato di Letojanni luogo di dimora dei genitori della minore, dove presso l’abitazione di quest’ultimi veniva mandata una pattuglia della P. di S. che informava i genitori della presenza della ragazza in località Milano, inoltre la minore riferiva agli operanti, al Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa XXXXX G. e all’Ispettore Superiore XXXXXX L., che probabilmente i suoi documenti d’identità erano in casa dei genitori poiché il padre li aveva requisiti. Sul posto i colleghi di Letojanni spiegavano lo situazione ai genitori della minore e quest’ultimi riferivano di essere già a conoscenza che la figlia era a Milano. I genitori riferivano di non avere i documenti della ragazza, pertanto i colleghi di Letojanni riprendevano regolare servizio. A questo punto, l’Assistente XXXXXX M. d’accordo con lo Dott.ssa XXXXX G. e l’Ispettore s. XXXXXX r. contattava telefonicamente la struttura di Messina dove ere stata ospite la minore, qui il responsabile riferiva di aver nell’archivio della struttura una copia dei documenti della minore, quindi quest’ultima che al momento della telefonata non era al centro ma alla propria casa, riferiva che l’indomani mattina avrebbe inviato a mezzo fax copia del documento della ragazza presso gli uffici della locale questura e del Commissariato in intestazione.

L’Assistente XXXXX M. spiegava alla Dott.ssa XXXXX G. e all’Ispettore S. XXXXX quanto riferito dalla responsabile del centro di Messina, quindi visto che al P.M. dei minori occorreva solo lo copia del documento d’identità della minore, che al momento del fermo da parte del personale della volante Monforte bis 1° turno era sprovvista, col codice univoco ottenuto mediante il fotosegnalamento e lo copia del documento pervenuto dalla struttura di Messina si addiveniva all’identificazione della ragazza. Ottenuta l’identificazione della minore, il Commissario Capo Dott.ssa XXXXXX G. come da accordi intercorsi col Capo di Gabinetto della locale Questura ed il P.M. di turno dei minori, disponeva agli operanti di affidare la minore alla signora Nicole MINETTI come si evince da regolare verbale di affidamento minore.

Si precisa che gli operanti, una volta stilato il verbale di affidamento della minore alla Nicole Minetti nelle modalità disposte, lo sottoponevano per lo firma alla Dott.ssa XXXXXX G., ma questa, su consiglio del Sost.to Comm.rio XXXXX, non lo firmava.

Si precisa che durante tutta la fase degli accertamenti e dei contatti con il PM dei minori il Dott. XXXXX continua a ricevere continue telefonate da parte del Capo di gabinetto, il quale chiedeva perché lo ragazza non fosse stato ancora rilasciata e sollecitava a provvedervi. Quindi terminati gli atti del caso, la minore in compagnia della MINETTI N. e della sua coinquilina lasciava gli uffici dello locale Questura, mentre questa unità operativa riprendeva regolare servizio di perlustrazione. Il tutto si riferisce per dovere d’ufficio.


Gli operanti
L’Ass.re dello P. di p. XXXXX M.
L’Agt. dello P. di S. XXXXX L.A

venerdì 29 ottobre 2010

Per la stampa estera siamo il Paese del Bunga Bunga





da Il Fatto Quotidiano


Vizietto, incubo, scandalo, pedofilia. Così il nuovo scandalo che coinvolge il premier è definito dalla stampa estera. La vicenda che lega Ruby a Silvio Berlusconi sta facendo il giro del mondo, finendo nelle prime pagine di molti giornali internazionali che, nel migliore dei casi, definiscono quanto accaduto “trash”.

Così l’Italia è definita il Paese del “bunga bunga”. Una storia con dettagli “interessanti conditi con particolari hot”. Se lo spagnolo El Mundo sottolinea “l’habituè” di Berlusconi ai festini erotici, il Courrier International punta sullo scenario: “La vita privata di Berlusconi di nuovo in prima pagina”.

In Inghilterra è il Guardian a riportare i “legami del premier con la minorenne marocchina” soffermandosi sulla reazione del premier: ”Berlusconi denuncia il furore contro di lui sui legami con una diciassettenne”; mentre il Daily Telegraph titola: “Soldi in cambio di sesso con una teenager: ‘la teenager è stata testimone, nella lussuosa villa del premier, dei ‘bunga-bunga’ party, termine che indica uno dei giochi osceni favoriti da Berlusconi”.

In Germania, la Bild titola: ”17enne sostiene: Berlusconi voleva il ‘Bunga Bunga’. La procura indaga su persone fidate del presidente del consiglio”. Mentre le autorevoli Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) e Sueddeutsche Zeitung (SZ) ignorano il caso, la conservatrice Die Welt titola ”Clamore per party con minorenni. La marocchina ‘Ruby R.’ ha appena 17 anni. Sostiene di aver ricevuto regali peccaminosamente costosi da Silvio Berlusconi”.

Fra i siti delle riviste, lo Stern Online sottolinea invece ”Nuovo clamore su presunti Sexpartys da Berlusconi”. In Francia la vicenda compare su numerosi siti di informazione. Liberation, in un ampio articolo, osserva: ”In Italia, la politica è come il cinema”. Il quotidiano online Rue89 legge l’avventura di Ruby come un sequel: ”Le serate del bunga-bunga, Berlusconi e le donne, capitolo secondo”, dopo la vicenda Patrizia D’Addario. Lo spagnolo El Pais dedica alla vicenda un ampio reportage da Roma, sottolineando che il caso suscita ”una nuova questione di responsabilita’ politica” e chiedendosi se ”la fragilita’ privata del Cavaliere metta in dubbio la credibilita’ del suo lavoro pubblico”. Anche il Time, si occupa del caso con foto del Cavaliere, titolo e didascalia: “Sono qui a parlare di spazzatura vera, quella dei giornali ve la lascio”.

Ma l’eco delle rivelazioni di Ruby travalica i confini dell’Europa. In Russia ne parla il quotidiano moscovita Pravda mentre negli Stati Uniti se ne occupa l’Huffington Post: “Il premier – scrive l’influente blog politico – ha offerto 30mila euro a Ruby”. Nell’Argentina scossa dalla morte dell’ex presidente Kirchner La Nacion scrive che ”un nuovo sexgate ha coinvolto Berlusconi”. E dall’India, il quotidiano Hindustan Times, nel riportare ”il nuovo scandalo” del premier, osserva: ”Berlusconi dice di non essere un santo ma nega di aver mai pagato per fare sesso”. In Brasile, l’Estado de Sao Paolo riporta il caso, titolando l’articolo con la reazione del premier: ”E’ solo spazzatura”.

venerdì 2 luglio 2010

Anche la Polizia contro la legge Bavaglio

Premessa: io sono favorevole ad una legge che limiti la pubblicazione delle intercettazioni e che metta fine allo scempio mediatico cui assistiamo da anni. Persone (che poi saranno dichiarate innocenti) vedono il loro nome e la loro vita sbattute in prima pagina perchè, magari, hanno parlato al telefono con questo o quell'esponente del mondo politico-finanziario.
Ovviamente, la legge BAVAGLIO che Berlusconi vuole urgentemente approvare non riguarda affatto questo tema (il diritto alla riservatezza è sancito dall'art. 15 della Costituzione), bensì si propone soltanto di limitare la libertà di stampoa e di informazione. Cosa ancora più grave, la legge BAVAGLIO prevede fortissime limitazioni anche all'utilizzo stesso della metodologia investigativa delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita, Stidda, terroristi vari, palazzinari, faccendieri, immobiliaristi spregiudicati, donatori di case al colosseo, infami che sghignazzano per il terremoto a L'Aquila... tutti costoro ringraziano il premier Berlusconi!
Il seguente intervento lo dimostra in maniera lampante.