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venerdì 9 maggio 2014

Bologna, 24 maggio: corteo popolare per chiedere la chiusura di Casapound



Posto un articolo tratto da Zic.it, in cui c'è l'appello degli antifascisti bolognesi a scendere in strada il 24 maggio per partecipare al corteo popolare per chiedere la chiusura di Casapound:

Da troppo ormai i fascisti di Casapound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna. Due anni sono passati da quando, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, “Sole e acciaio”, si sono fatti affittare un locale al piano terra da Biagetti, titolare dell’omonimo esercizio commerciale in via Emilia Levante 94.

Chi sono i fascisti di Casapound lo sanno tutti. Nel corso degli ultimi anni sono state decine le aggressioni fisiche contro oppositori politici, o chiunque sia da loro ritenuto “diverso”. Nel 2008 a Piazza Navona hanno bastonato gli studenti che protestavano contro la cosiddetta “riforma” Gelmini. Nel dicembre 2011 Gianluca Casseri, militante della sede di Casapound di Firenze, ha preso il fucile e ha sparato sui venditori ambulanti dei mercati rionali ammazzando due lavoratori senegalesi e ferendone tre.

Fin dall’apertura i residenti del quartiere Murri si sono mobilitati e hanno dato vita a iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e agli abitanti. Si è costituito un coordinamento antifascista di zona che ha organizzato nel novembre del 2012 un corteo nel quartiere partecipato da più di mille persone tutti uniti nell’esprimere la propria volontà: la sede di via Malvolta deve chiudere subito! Da allora a oggi si sono tenute numerose iniziative di controinformazione e sensibilizzazione con presidi, volantinaggi, passeggiate in quartiere, giornate di socialità e dibattito al parco della Lunetta Gamberini nella convinzione che quella sede è fonte di pericolo per l’incolumità di tutti e che da lì i fascisti se ne devono andare!

I rappresentanti istituzionali del Quartiere, con in prima linea la presidente Ilaria Giorgetti e il vice presidente Mario De Dominicis, entrambi di Forza Italia, hanno sempre favorito la propaganda di Casapound e di altri neofascisti o neonazisti dichiarati concedendo a ripetizione sale pubbliche e patrocini a gruppi di estrema destra e cercando persino di intitolare una sala di Quartiere a Rachele Mussolini, la moglie del Duce. Da parte sua la giunta comunale Pd non ha mai espresso nemmeno una parola sulla presenza della sede e l’ANPI si è adeguato al silenzio. In piena campagna elettorale, nel febbraio 2011, il sindaco Merola aveva detto riferendosi a una sede di Casapound in via Guerrazzi (chiusa ancora prima di aprire grazie a una vasta mobilitazione antifascista): “Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo”. Tutto ciò non ci stupisce ma vale la pena constatare quanto siano meschini i nostri governanti, ad ogni livello.

Di fronte a tutto ciò noi non possiamo tollerare oltre la presenza di una sede di Casapound o di altre simili formazioni fasciste a Bologna.

Perchè sono intolleranti e razzisti, odiano gli immigrati e fomentano l’odio tra la gente con la loro propaganda. E come sappiamo dall’odio alla violenza razziale il passo è breve. Non si può usare come capro espiatorio dell’attuale situazione conomica e sociale italiana chi ha la colpa di essere ancora più povero e scappa da una vita di di stenti e miseria. La colpa è di chi governa e di chi vota e sta a guardare.

Perchè sono omofobi e omofobe, sostengono la famiglia tradizionale e vorrebbero precludere diritti civili e libertà a chi ha altri gusti sessuali. Con questo discorso sulla famiglia tradizionale veicolano tra l’altro un’idea della donna, moglie e madre, tipica del periodo fascista, che dal dopoguerra ad oggi in milioni hanno rifiutato, nel nome dell’autodeterminazione della donna e della sua libertà di scelta se donare o meno il proprio corpo alla patria.

Perchè sono xenofobi e nazionalisti. Certo, come tanti altri perchè questa oggi tra l’altro è la moda. Ma osservando i conflitti che nel mondo si sono susseguiti negli ultimi decenni, moltissimi dei quali hanno visto grossi spargimenti di sangue, migrazioni forzate di massa, campi profughi e altre atrocità, essi sono stati mossi da idee nazionaliste. L’idea che entro certi confini risiedano solo persone appartenenti alla stessa nazione (per discendendenza di sangue) è antistorica. Da sempre l’umanità si è incrociata, migrando, dando vita alle più belle e ricche culture, ed esperienze di convivenza e tolleranza che sono alla base di una società inclusiva, libera e più giusta.

Il nostro antifascismo noi non lo deleghiamo. Noi siamo quelli che ogni giorno si autorganizzano e costruiscono un’alternativa reale alla sistematica devastazione sociale, ambientale e culturale in cui i governanti ci vogliono costringere.

Noi siamo quelli impegnati ogni giorno nella lotta per condizioni di lavoro dignitoso e per il diritto al reddito, per la scuola pubblica e gratuita e per un’altra università, per il diritto alla casa e per la libertà di movimento dei migranti, in difesa dell’ambiente e contro le megaopere come il TAV, contro il militarismo e per lo smantellamento delle basi militari, contro la discriminazione di genere e il razzismo, contro le galere e gli abusi degli uomini in divisa.

Noi siamo quelli che diamo vita a spazi liberati, concreti e reali, dove è possibile mangiare sano a prezzi popolari, acquistare cibi biologici, andare al cinema gratuitamente, assistere a presentazioni di libri, a seminari o a concerti, fare un laboratorio di danza o per i bambini, coltivare un orto o stampare in serigrafia, ecc dove è possibile insomma vivere senza sfruttamento né gerarchia.

Noi siamo tutto l’opposto dei fascisti perché portiamo un mondo nuovo dentro di noi e lo facciamo crescere attimo dopo attimo. I fascisti invece sono i servi di questo sistema che vogliamo trasformare, pronti ad offrire i propri servizi alle manovre più torbide e reazionarie dei poteri forti.

Noi facciamo nostro uno slogan che non perde mai d’attualità: fascisti carogne tornate nelle fogne!

Invitiamo quindi tutti i gruppi, le associazioni, le realtà, le singole e i singoli antifascisti a scendere di nuovo in piazza sabato 24 maggio per un corteo popolare e determinato che imponga la chiusura di Casapound

Bologna Antifascista
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venerdì 13 gennaio 2012

Repressioni strane



Premessa: sono stato iscritto a partiti di sinistra (Prc e PdCI) fino al 2008.
Pertanto non posso certo essere tacciato di vicinanza a CasaPound e al suo leader, Gianluca Iannone, che stamane si è trovato i poliziotti a casa ed ha subito una perquisizione. Perchè? Domenico Di Tullio, legale del presidente di Casapound Italia, nel corso di una conferenza stampa nella sede del movimento a Roma, ha spiegato: "Gianluca Iannone, che non è indagato per la vicenda dell'agguato a Tivoli, è stato perquisito e da casa sua sono stati portati via due pen-drive e due computer, uno fisso ed uno portatile. Iannone aveva partecipato lo scorso 31 dicembre ad una discussione su Facebook, sulla sede di Acca Larentia ed è stato perquisito in quanto persona informata dei fatti".
Lo stesso Iannone, il 10 gennaio, aveva pubblicamente gioito per la morte del magistrato Pietro Saviotti, accusato da Iannone di "perseguitare" i militanti di CasaPound.

Iannone e CasaPound si definiscono "fascisti del terzo millennio". Sono, quindi, dichiaratamente un movimento fascista, ideologia - è bene ricordarlo - che non può essere professata in Italia, "sotto qualsiasi forma" si presenti. CasaPound ha, inoltre, un movimento giovanile, il Blocco Studentesco, assunto agli onori delle cronache a seguito di scontri di piazza con studenti di sinistra.

Noto, però, che la repressione nei confronti di un movimento autodichiaratosi fascista come CasaPound da parte dello Stato non avviene PERCHE' questo movimento è fascista, ma perchè il suo leader ha espresso pubblici pareri riguardanti un magistrato stroncato da un infarto o Acca Larentia.
Ciò che lo Stato Liberale e Democratico vuole reprimere, quindi, non è il fascismo di Iannone e di CasaPound, ma la sua e le loro espressioni verbali contro un magistrato o circa un accadimento luttuoso datato 1978. Il reato contestato dal Sistema non è, che so, "ricostituzione del disciolto partito fascista", ma "resistenza a pubblico ufficiale": Iannone si sarebbe seduto a terra davanti al portone della sede di Casapound, dove lui abita.

Cosa vuole reprimere, questo Stato Liberale e Democratico? Il fascismo (del secondo, del terzo e del quarto millennio) o la libertà di gioire per la morte di questo o quel magistrato, giornalista (penso a Giorgio Bocca), imprenditore, politico?
Pare quasi che sia più tollerabile essere fascisti che esultare per la morte di un tizio...

giovedì 8 settembre 2011

Disperato Amore - ZetaZeroAlfa



Prima ancora delle critiche stucchevoli riguardanti l'ideologia politica di Iannone e degli altri componenti degli ZetaZeroAlfa, vi dico di ascoltare questa canzone: è bellissima.
Un testo splendido ed una musica rock davvero disperata.

Ti senti solo su questa strada e pensi al sogno che avevi un tempo
È tanto peso, tanto dolore tra il bianco e il nero di una stagione
Ti senti solo su questa strada, ti hanno cacciato, ti hanno tradito
Ti hanno ingiurato e calpestato e dato in pasto all'assassino
Ti senti solo su questa strada, piove nel buio tutto intorno,
Ma non c'è notte senza mattino perché combattere è un destino!

Ti senti solo su questa strada, ma il grande sogno è in ogni momento
E con silenzio e con decisione difendi la tua postazione
Ti senti solo su questa strada e poi di botto un gran rumore
E strappa al sogno il suo torpore e il bianco e nero torna colore
Ci sono tante persone intorno e tutte con lo stesso sogno
La stessa voglia di camminare, la stessa voglia di lottare adesso!

Ti senti solo su questa strada, ma non sei solo su questa strada
E questo peso, questo dolore è solo il tuo disperato amore
Ti sento solo su questa strada, ma non sei solo su questa strada
E brucia il peso, brucia il dolore di questo tuo disperato amore
Ti senti solo su questa strada, ma non sei solo su questa strada
E non c'è peso, non c'è dolore: figli di un disperato amore!

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mercoledì 7 luglio 2010

CasaPound: "Alemanno servo delle lobbies"




‘’Alemanno si dimostra ancora una volta un sindaco a mezzo servizio, pronto a scendere in campo solo quando vengono toccati gli interessi delle lobby che rappresenta’’. Ad affermarlo è il vicepresidente di CasaPound Italia, Simone Di Stefano, che commenta così le dichiarazioni del sindaco di Roma sulla presa di posizione del governatore del Veneto Luca Zaia, che ieri aveva invitato Unicredit a pensare al Nord anziche’ all’As Roma.

‘’Oggi – spiega Di Stefano - il primo cittadino della Capitale si è scagliato contro la Lega perché, ha detto, ‘dimenticare che Unicredit è nata anche dalla Banca di Roma significa tradire i risparmiatori’.
Di fronte a una così solerte reazione viene spontaneo chiedersi se raddoppiare le rette degli asili nido, ignorare del tutto questioni cruciali come l’emergenza abitativa che soffoca Roma e non spendere una parola per la tutela delle fasce deboli non significhi 'tradire' la città’’.

‘’Alemanno – conclude Di Stefano - evidentemente si sente in dovere di tutelare i poteri che ritiene lo abbiano portato in Campidoglio o che spera lo possano portare ancora più in alto, ma sbaglia, perché a farlo sindaco sono stati i romani, ed è a loro che lui deve rispondere: a quei cittadini, che, esasperati dalla gestione ‘spartitoria’ in cui Veltroni fu maestro, ingenuamente speravano in un cambiamento di rotta e invece si sono ritrovati con un primo cittadino ostaggio di banche, costruttori e lobby religiose’’.




Ho postato su L'OLIGARCA questo intervento di Di Stefano, perchè spiega al meglio quanto incancrenita sia la democrazia quantitativa italiana.
Alemanno è stato prontissimo a rispondere a questo tema, mentre è molto lento a rispondere su tanti altri temi.
Mi piace anche sottolineare una cosa, e lo dico da NON iscritto nè militante di CasaPound: Di stefano parla di "chiedersi se raddoppiare le rette degli asili nido, ignorare del tutto questioni cruciali come l’emergenza abitativa che soffoca Roma e non spendere una parola per la tutela delle fasce deboli non significhi 'tradire' la città’’.
Parole che potrebbe sottoscrivere anche un militante di "sinistra": ciò ad ulteriore dimostrazione che la dicotomia destra/sinistra è ormai incapace di comprendere i fenomeni sociali contemporanei. Oggi più che in passato, su certi temi non c'è differenza tra destra e sinistra.
La differenza è sempre e solo tra i difensori di questa vecchia democrazia (in questo caso, veltroniani e alemanniani) e chi lotta per una Nuova Democrazia.