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lunedì 10 marzo 2014

Pure 'a Calabria mo s'è arrevutata...



La Calabria diventa sempre più attiva nella difesa del territorio. Di riunione in riunione aumentano sempre più comitati e associazioni pronti a battersi affinché si trovino soluzioni alternative alle discariche per lo smaltimento dei rifiuti. Pubblichiamo dunque il comunicato della riunione che si è svolta due giorni fa, che fa un appello a tutte le associazioni ambientaliste attive in Calabria in questo momento. Prossimo appuntamento è previsto la mattina del 10 marzo, quando una delegazione dei comitati presidierà il Consiglio regionale in concomitanza della riunione della IV Commissione: il pomeriggio conferenza stampa a Bisignano. Pubblichiamo integralmente l’ultimo comunicato con l’elenco di movimenti e associazioni che aderiscono alla lotta.

Ci siamo riuniti a Lamezia Terme come uomini e donne calabresi, cittadini attivi – facenti parte di comitati ed associazioni di tutto il territorio calabrese – che non si rassegnano a vedere distrutti i loro territori, devastato il loro ambiente ed i loro Beni Comuni e messa a rischio la loro salute per una pericolosa (mal)gestione dei rifiuti, causata in tanti anni da una politica regionale “superficiale e collusa” e caratterizzata da “una cultura mafiosa”.

Come sostiene, il Sindaco di Cosenza, che frequenta e ben conosce i decisori politici attuali, questa (mal)gestione è predisposta e finalizzata a favorire delle imprese private che “hanno interesse nel verificarsi delle emergenze, perché è nel corso di queste crisi che si fanno i massimi profitti”.

Per questo ci stiamo organizzando per gridare la nostra rabbia e, soprattutto, per informare i cittadini calabresi sulla necessità di attivarsi e pretendere, in primis dai sindaci e poi dalla Regione, un ciclo virtuoso, interamente pubblico e partecipato, dei rifiuti.

Una gestione in cui si mettano in campo iniziative di prevenzione della produzione dei rifiuti, si applichi la raccolta differenziata spinta porta-a-porta con  piccoli impianti per il riuso ed il riciclo dei materiali raccolti e per il compostaggio dell’organico. Infine utilizzare poche e controllate discariche per il conferimento della parte residua inertizzata. Tutte pratiche facenti parte di una strategia più ampia: Rifiuti Zero.

Se ci riesce il Comune di Saracena, perchè gli altri Sindaci non riescono? E’ evidente che o, con superficialità, si disinteressano della vita e della salute dei loro cittadini o sono determinati a favorire solo gli interessi degli speculatori.

In Calabria, in barba alla normativa nazionale ed europea, qualcuno ha deciso di inviare il tal quale direttamente in discarica, non solo si prevedono di spendere 186 milioni di euro, con la scusa dell’emergenza, per inviare i rifiuti fuori regione, non solo si è deciso di spendere senza logica 250 milioni di euro in favore di discariche e mega-impianti ma, addirittura, si è deciso di legiferare per autorizzare abbanchi (e guadagni!)  nelle discariche private non autorizzate.

Per bloccare questo sistema perverso e per lanciare le nostre proposte alternative, la mattina del prossimo 10 marzo manifesteremo a Reggio Calabria, davanti alla sede del Consiglio regionale, e nel pomeriggio saremo tutti a Bisignano per una nostra conferenza stampa. Inoltre, stiamo predisponendo un  documento per una gestione alternativa dei rifiuti e, presto, elaboreremo una proposta di Legge sul “Riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati in Calabria” che offriremo ai consiglieri regionali che vorranno farsene carico.

Per questo chiediamo a tutti i calabresi, alle tantissime associazioni, ad ognuna delle organizzazioni sociali, sindacali e politiche ed a tutti gli amministratori pubblici di attivarsi, alzarsi in piedi e scegliere da che parte stare: con chi vuole distruggere il nostro futuro e le nostre vite, o con chi non si è arreso e pretende di decidere sul proprio destino e su quello dei propri figli.

Comitato Difesa del Territorio – DONNICI, COSENZA (CS)
Comitato Ambientale Presilano – CELICO (CS)
Comitato per le bonifiche dei terreni, dei fiumi e dei mari della Calabria – PRAIA A MARE
Comitato No Di No discarica Giani – LAGO
Comitato civico spontaneo per il “NO” alla piattaforma rifiuti – BISIGNANO (CS)
Comitato Territoriale Valle Crati, Rifiuti Zero – TORANO CASTELLO (CS)
Comitato No Mega Discarica – CASTROLIBERO (CS)
Comitato anti discarica – SCALA COELI (CS)
Movimento Terra, Aria, Acqua e Libertà – CROTONE
Comitato per la Difesa dei Beni Comuni – ACRI (CS)
Associazione Paolab – PAOLA (CS)
Badolato in Movimento – BADOLATO (CZ)
Solidarietà e Partecipazione – CASTROVILLARI (CS)
Ass. il Riccio – CASTROVILLARI (CS)
Ass. La Piazza CLETO (CS)
Csoa Angelina Cartella – REGGIO CALABRIA
Cpoa Rialzo – COSENZA
Lsa Assalto – RENDE (CS)
Lsoa Ex Palestra – LAMEZIA TERME (CZ)
Ass. Le Lampare – CARIATI (CS)
Movimento Terra e Popolo – ROSSANO (CS)
Ass. Il Brigante – SERRA SAN BRUNO (VV)
Ass. Fratorel – CORTALE (CZ)
Ass. Net-left – SAN DONATO DI NINEA (CS)
Ass. Forum Ambientalista CALABRIA
Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” – CALABRIA
Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” – CALABRIA

Tratto da Insorgenza.it 

giovedì 6 marzo 2014

Terra dei fuochi: 9 marzo, corteo a Imola dei comitati del Nord



Il “Comitato #ioL8 – Coordinamenti Comitati Fuochi Nord” facenti capo ai “Coordinamenti Comitati Fuochi Campani”, dopo la manifestazione il 3 novembre 2013 a Modena, l’ 8 dicembre a Reggio Emilia e il 1° il febbraio a Udine, marcerà ancora una volta il giorno 9 marzo 2014 ad Imola (BO) alle ore 11,00 partendo da Via A. Pacinotti c/o parco Bernabé, meglio conosciuto piazzale Michelangelo, per giungere alla conclusione del corteo in piazza Matteotti.

Il 9 Marzo si terrà la marcia per informare e sensibilizzare la popolazione sul dramma della “terra dei fuochi”. Toccherà stavolta alla cittadinanza di Imola partecipare numerosa e con passione al corteo. Tutti insieme, uniti dal dovere-diritto alla vita, saremo un’unica voce atta ad esternare quel sentimento di amore per la propria terra e il creato che appartiene alla collettività e deve rimanere tale e salubre per le future generazioni!

La nostra passione ci spinge a valorizzare e rompere un muro di paura che sta mettendo letteralmente in ginocchio le aziende agricole e di trasformazione campane. Le analisi compiute dalla Coop Adriatica, rivelano e certificano la salubrità dei prodotti agroalimentari nell’occhio del ciclone; inoltre ciò è affermato da un’inchiesta firmata da “la Repubblica” in collaborazione con l’università Federco II di Napoli e dal Gen. del Corpo Forestale Sergio Costa, promosso a generale per merito straordinario (primo caso in Italia di promozione per merito a un comandante provinciale), affermando con fermezza come gli ortaggi vantino di una doppia sicurezza alimentare, in quanto i più controllati d’Italia.
Lo scopo della manifestazione è quello di portare a conoscenza anche alle popolazioni del nord il problema che sta attraversando l’ormai cosiddetta “Terra dei Fuochi” a causa dell’interramento dei rifiuti tossici e radioattivi sversati ormai da più di vent’anni in Campania.
La marcia, pertanto, non solo si propone di sensibilizzare le genti del problema, quanto a sfatare quei luoghi comuni relativi l’avvelenamento dei prodotti agroalimentari provenienti da quella terra attraverso la cattiva informazione che sta distruggendo l’economia di un paese un tempo denominato “Campania Felix.”

Coordinamento Comitati Fuochi Romagna Cesena/Imola – Comitato #ioL8
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venerdì 28 febbraio 2014

SISTRI, la Lega Nord chiede l'ennesimo aiutino per le imprese del Nord

La Lega Nord Padania, partito che ha fondato la propria esistenza sulla discriminazione razziale e territoriale, covo di trogloditi e di mariuoli d'alto livello, ha chiesto al Governo di esentare le imprese del Nord per un anno dal SISTRI, il sistema radar di tracciabilità dei rifiuti tossici. Sia chiaro: SOLO quelle del Nord, perchè le altre imprese, in particolare quelle presenti in Campania, non vanno assolutamente escluse dal SISTRI. Nonostante TUTTI i dati e le informative dimostrino quanto il Nord sia colpevole dello sversamento di rifiuti tossici al SUD, e quanto forti e duraturi siano i legami tra imprenditoria settentrionale e criminalità organizzata meridionale, viene perpetrata la favola dell'innocenza delle imprese del Nord, e quindi viene richiesta la loro ennesima tutela.
BASTA!!!


giovedì 27 febbraio 2014

Approvato il testo sui crimini ambientali alla Camera



Il risultato è di quelli da segnare in agenda, non solo perché il testo approvato ieri alla camera darà un forte aiuto alla lotta ai crimini ambientali, ma anche perché c’è stata una grande unione tra le varie forze politiche: hanno votato 390 deputati sui 445 presenti e il testo è stato approvato con 386 sì, 4 no e 45 astensioni.

Il testo, nato a partire da tre proposte di legge i cui i firmatari erano l’On Realacci-Pd, Micillo-M5S e Pellegrino-Sel, renderà più efficace il contrasto alle illegalità e alle ecomafie. Attraverso questo strumento si è finalmente introdotto un adeguamento del nostro codice penale ai sempre più diffusi reati contro l’ambiente e alla normativa europea in materia ambientale (direttiva n. 2008/99/CE).

Ricordiamo che i crimini contro l’ambiente sono arrivati ad essere uno dei più grandi affari per la malavita organizzata, infatti dal rapporto ”Ecomafia di Legambiente” fruttano alle organizzazioni criminali circa 16,7 miliardi l’anno.

I punti fondamentali del testo unificato sono l’introduzione di quattro nuovi reati: disastro ambientale, punito con il carcere da 5 a 15 anni  per coloro che alterano gravemente o irreversibilmente l’ecosistema o compromettono la pubblica incolumità; delitti di inquinamento ambientale in cui è prevista la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10mila e 100mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità o l’ecosistema o la qualità del suolo, delle acque o dell’aria; il traffico di materiale radioattivo che colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10mila a 50mila euro) chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa illegittimamente; l’impedimento di controllo, per cui chi nega o ostacola l’accesso o intralcia i controlli ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

A questo si aggiunge l’aggravante per chi commette reati ambientali in forma associativa: “aggravante ecomafiosa”, che scatta in presenza di associazioni mafiose, finalizzate a commettere i delitti contro l’ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale. Aggravanti, peraltro, sono previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.  

Nel caso di ravvedimento operoso sono stati introdotti “sconti pena”: se l’imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli o provvede alla bonifica e al ripristino dei territori, la sua pena sarà ridotta da metà a due terzi.

Inoltre è stato inserito il raddoppio dei tempi di prescrizione del reato per i delitti; se poi si interrompe il processo, per dar corso al ravvedimento operoso, la prescrizione è sospesa.

Fondamentale è il ripristino a carico del condannato dello stato dei luoghi: sarà Il giudice, in caso di condanna o patteggiamento della pena, a ordinare il recupero e, dove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi a carico del condannato.

In conclusione, il testo dà un fortissimo impulso alla lotta a quei reati che negli ultimi anni, in particolare nei nostri territori, hanno  martoriato un ecosistema e inflitto non solo danni spesso irreparabili, quali aumento di malattie e distruzione di territori, ma anche danni in termini di immagine a settori produttivi fondamentali per la sopravvivenza delle economie territoriali, come la nostra agricoltura.

Vincenzo Triunfo
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lunedì 14 ottobre 2013



Cariche della polizia sui manifestanti, nel tentativo di fermare la mobilitazione, in corso ormai da tempo, contro il biocidio nella “Terra dei fuochi”.

Stamattina centinaia di manifestanti e residenti si sono ritrovati sotto la sede dell’assessorato regionale all’Ambiente in via Depetris a Napoli per protestare contro la realizzazione di un nuovo inceneritore a Giugliano, nel Napoletano.

Oggi, nonostante il bando sia stato sospeso, era prevista l’aggiudicazione dell’appalto. Stamattina una quarantina di manifestanti erano riusciti a entrare nell’edificio esponendo scritte come ‘L’inceneritore né a Giugliano né altrove’.

Un’invasione pacifica che ha determinato una carica da parte delle forze dell’ordine. Feriti e contusi ancora non si contano. Scrive Ciro Corona, di Resistenza Anticamorra, sulla sua pagina fb: “Pestati a sangue i manifestanti che con le mani alzate protestavano contro l’apertura delle buste della gara d’appalto x l’inceneritore di Giugliano… SIETE COME SCHIAVONE urlava ai celerini e ai politici la folla che assisteva al massacro”. Una vera e propria vergogna.

Sul fronte istituzionale come è noto sono due le offerte giunte sulla scrivania del commissario straordinario Alberto Carotenuto per la costruzione del termovalorizzatore di Giugliano. A partecipare al bando “sospeso” sono la A2A, la multi utility che gestisce l’impianto di Acerra, e l’Astaldi di Roma, nota per la realizzazione della Tav Roma-Napoli, la Fiera di Milano e l’ospedale di Mestre e che già ci aveva provato, senza successo, con l’inceneritore di Napoli Est. Le offerte sono pervenute pochi giorni prima della scadenza. Tutto come previsto insomma. Grandi multinazionali degli appalti pronte a invaderci, senza pensare al dramma del nostro territorio, solo per i propri interessi economici e non certo per altro. Il problema dei rifiuti non si risolve così!

I due colossi delle grandi opere sono dunque pronti a costruire l’impianto che dovrebbe incenerire i 6 milioni di ecoballe di Taverna del Re. Il termovalorizzatore dovrebbe sorgere nell’ex centrale turbogas, in zona Torre Carinati. Un’opera da 316 milioni di euro per la costruzione e 24 milioni l’anno per la gestione. Ma la gente campana si sta svegliando e fa sentire ogni giorno sempre più forte il suo no. Ai manifestanti di questa mattina non può che arrivare tutta la solidarietà di Insorgenza. Riteniamo sia un atto gravissimo caricare persone che difendono solo ed esclusivamente la nostra terra, la nostra salute, la nostra vita, il nostro futuro. La lotta non si ferma e non si fermerà, tantomeno con i manganelli.

Tratto da Insorgenza

mercoledì 25 settembre 2013

No Discarica Divino Amore: "Se i conti non tornano è colpa del populismo?"



Altro comunicato del Presidio No Discarica Divino Amore. Annunciamo che tra qualche giorno, su questo sito pubblicheremo un'intervista ad un cittadino in lotta contro la discarica.

ROMA, 25 settembre 2013 - "Tutti sanno che la matematica non è un’opinione, tranne il Governatore Zingaretti, il Commissario, Sottile, l’Assessore Civita e Marino, che continuano a sostenere una linea in totale contrasto col buon senso, la logica, e dulcis in fundo con la matematica. Alla luce delle dichiarazioni rilasciate da Zingaretti, che definisce il dissenso popolare affetto da derive populistice, partiamo all’ insindacabilità dei dati. Roma produce circa 4.500 – 5.000 tonnellate di rifiuti al giorno che, su base annua, corrispondono a oltre 1.650.000 tonnellate. Con l’imminente chiusura di Malagrotta, nasce l’emergenza rifiuti nella Capitale. Un appellativo continuamente usato come strumento autoritativo e derogatorio a norme e vincoli legislativi. Prima contraddizione: si chiude un amarissimo capitolo per aprirne uno nuovo, tutt’altro che dolce. 


E’ questa l’intenzione del Governatore Zingaretti, - ribadisce il Presidio - quando in Consiglio straordinario dichiara di voler voltare pagina, chiudere col passato. Peccato che la nuova, non è una pagina vergine, tutta da scrivere. La nuova è già scritta e ipotecata. Si esce dall’emergenza rifiuti attraverso Falcognana definito “un piccolo sito di servizio”. Ma se uno scoglio non può arginare il mare, come può Falcognana con i suoi dodici camion giornalieri arginare un oceano di immondizia? L’impossibilità sta nei numeri, per l’appunto. 

E’ una conclusione insindacabile, e non populista. Facciamo un ulteriore passo in avanti. Perché la scelta sul sito di Falcognana è così tenacemente difeso dalle autorità competenti se attualmente presenta caratteristiche volumetriche ridicole in confronto al volume di rifiuti prodotti dalla Capitale? E’ lo stesso buon senso ad indicarci che tale decisione è irrazionale, a meno che non si voglia guardare più in là.
Falcognana sarà la nuova Malagrotta. E cosa dire sulle rassicurazione del Governatore Zingaretti in merito alla salute e all’esclusione di un ampliamento? Anche qui le cose non tornano. In primis, la miscelazione del fluff con i rifiuti urbani è vietata dalla legge e dall’Europa per le immani contaminazioni; in seconda istanza, tenuto conto che il sito si riempirà in un brevissimo arco temporale, la soluzione all’emergenza si baserà ancora su strumenti e poteri derogatori: nuove cave da riempire o ampliamento di quelle esistenti. 
La scelta di Falcognana è dunque illogica e priva di buon senso (non risolve il problema rifiuti ne tantomeno fornisce rassicurazioni e garanzia per la popolazione residente). E’ anche una scelta in totale disaccordo con i numeri.

"Zingaretti dimentichi Falcognana". Il Comitato No Discarica pronto alla mobilitazione



Insorgenza Civile Roma solidarizza con i cittadini in lotta contro l'insano progetto di creare a Falcognana, lungo la via Ardeatina e nei pressi del Santuario del Divino Amore, una discarica che rischia di diventare una "nuova Malagrotta". Noi meridionali residenti a Roma, che ben conosciamo i disastri di una gestione dei rifiuti che preferisce le discariche alla differenziata porta a porta, al riciclo e al riuso, non vogliamo una nuova Terzigno. Vogliamo che si chiuda DEFINITIVAMENTE la pagina delle discariche e che si incentivi SOLO E FORTEMENTE la differenziata e la trasformazione in compost.
Di seguito, il comunicato del Comitato No Discarica Divino Amore:

ROMA, 25 settembre 2013 - "Non è  bastato portare in piazza 15 mila manifestanti, lo scorso sabato. Non è bastata la nascita dell'Assemblea Costituente per l'ambiente e i diritti. Zingaretti prenda atto che la primavere a Roma è arrivata. La sua ostinazione su Falcognana dovrà fare i conti con le comunità in lotta. Questo territorio è il simbolo della nuova resistenza e intorno a Falcognana si sta  costruendo una rete regionale dei movimenti di lotta ambientalisti.  La lotta sarà senza quartiere e durerà fin tanto che Zingaretti non deciderà di ritirarsi".  E' quanto dichiara il Presidio No Discarica Divino Amore.

Venerdì dalle ore 14 il Presidio No Discarica Divino Amore manifesterà davanti al ministero dell'Ambiente. Sarà una protesta popolare contro la firma di Orlando. Lunedì 30 settembre si svolgerà al Presidio al chilometro 15,3 della Viua Ardeatina un mega raduno della gente davanti alla Falcognana. Partiranno cortei da tutti i quartieri della zona, quali Spregamore, Santa Maria delle Mole, Castel di Leva e Porta medaglia.
E questo sarà solo l'inizio perché il Presidio No Discarica Divino Amore impedirà un danno ambientale irreparabile che la giunta regionale, con la silenziosa complicità, di quello capitolino ha pianificato per l'Agro Romano.
"Ci faremo promotori di iniziative incessanti a oltranza  e la zona di Falcognana, come tutte le sedi istituzionali, saranno assediate da una protesta popolare inarrestabile perché è la gente a dire no e perché  questa è la democrazia e non un sistema di fedeltà che crea consenso privo di una reale base popolare. Il Presidio No Discarica, promotore dell'Assemblea Costituente per l'ambiente e i diritti, avvierà un diverso percorso articolato sulla democrazia di base che ci porterà su tutte le piazze".

martedì 5 giugno 2012

No alla discarica di Riano: la voce dei comitati

Il teorema Bertolaso, cioè la logica emergenziale che spinge ad attendere senza far nulla per poi imporre alla cittadinanza scelte folli, giustificate dalla arcinota formula "siamo in emergenza, dobbiamo agire in fretta", continua a mietere vittime. Dopo Corcolle, adesso tocca a Riano. Hanno deciso che una discarica a Roma va fatta, anche perchè bisogna chiudere Malagrotta (ma come? E' ancora aperta? Eppure Alemanno aveva giurato nel 2008 che l'avrebbe chiusa subito!). Invece di pensare a smaltire i rifiuti fuori regione e fuori Italia, e di sfruttare l'emergenza per imprimere una accelerazione sul terreno della differenziata porta a porta, del riciclo e del riuso, lo Stato e le varie lobbies spingono per continuare la realizzazione di discariche e, magari, di inceneritori.
Dobbiamo dire NO a questo disegno criminale, e sostenere in ogni modo la lotta dei comitati e dei cittadini.
La discarica NON DEVE ESSERE REALIZZATA!






Tratto da Il Fatto Quotidiano Tv

venerdì 25 maggio 2012

Discaricatevi!



"Mi sono dimesso perché il presidente del Consiglio scelga in piena libertà", ha dichiarato il prefetto Pecoraro stamattina, dopo le dimissioni dalla carica di commissario ai rifiuti. Più che dal Presidente Monti, però, la decisione di (di)scaricare il commissario Pecoraro è stata presa dal Consiglio dei Ministri, all'interno del quale le posizioni contrarie alla discarica di Corcolle, fortemente voluta da Pecoraro e altrettanto fortemente contrastata dai ministri Clini e Ornaghi, hanno avuto la meglio.
I cittadini festeggiano, giustamente. Anche perchè il ministro Clini ha affermato che l'ipotesi Corcolle può considerarsi tramontata definitivamente. La Polverini, che è stata la più grande sostenitrice del progetto discarica a Corcolle e che ha sempre difeso Pecoraro, ha avuto una reazione uterina: "Quanto è accaduto nella giornata di ieri per un Paese civile è assolutamente vergognoso, con gli attacchi che sono arrivati da ogni parte nei confronti di un uomo dello Stato che ha cercato semplicemente di mettere a disposizione il proprio impegno per tentare di risolvere un problema complesso che questa città si trascina ormai credo da decenni", ha detto la governatrice del Lazio, la quale poi lancia una frecciatina al camerata Alemanno: "In questi giorni l'attività del sindaco sicuramente non ha aiutato l'azione del prefetto-commissario". In effetti Alemanno è passato dal sostegno incondizionato al progetto di discarica a Corcolle al pilatesco lavarsi le mani e scaricare sullo stesso Pecoraro tutta la responsabilità, fino a dichiarare di non essere favorevole a Corcolle. Un triplo carpiato degno della Cagnotto, con la differenza che la Tania nazionale si tuffa in piscina, mentre Alemanno e la Polverini farebbero bene a dimettersi e a tuffarsi dentro la discarica che volevano costruire.

venerdì 13 aprile 2012

Rifiuti, Clini dice no alle discariche di Riano e Corcolle



tratto da http://www.romatoday.it/politica/discarica-no-riano-corcolle-clini.html  

L'intervento di Clini nella gestione dell'emergenza rifiuti è deciso e, forse, decisivo. La prima sostanziale novità che emerge da una sua dichiarazione è che la discarica per il post Malagrotta non si farà né a Riano, né a Corcolle con buona pace dei residenti della zona in lotta da mesi ed estremo disappunto della Regione e del prefetto Pecoraro che aveva indicato proprio i due comuni come siti alternativi alla discarica storica della capitale.

Sembrerebbe quindi che l'emergenza sia a un punto di svolta: dopo anni di impasse, deroghe alla chiusa di Malagrotta, il passaggio di competenze tra comune e regione e l'indicazione dei sette siti in cui realizzare la nuova discarica Clini sbaraglia tutto e indica un nuovo modo di procedere il quale, in qualche modo, sovverte completamente le dinamiche istaurate da Regione e Comune.

Il ministro, infatti, non pone al centro del suo piano la nuova discarica, ma una raccolta differenziata che punti agli standard dell'Unione Europea e che sancisca un nuovo modo di pensare ai rifiuti della città eterna. Potremmo dunque parlare di una nuova era dei rifiuti se uscire dallo stagno dell'emergenza non sembrasse così arduo.

Infatti, l'obbligo di legge prevede, entro il 2012, che la differenziata arrivi al 65% , obiettivo a oggi non certo facile da raggiungere, tanto che Alemanno vorrebbe una proroga, ma il ministro non sembra affatto disposto a cederla. Al contrario, Clini chiede a Regione e Comune di puntare al 50% di recupero entro il 2014, che significa avere una raccolta differenziata intorno al 60%. Quella proposta da Clini, dunque, è una nuova strategia che non punti più sulla discarica, ma sulla raccolta e soprattutto al recupero e, conseguentemente, agli introiti che il recupero può rendere.

I dubbi sul futuro dei rifiuti della capitale potrebbero essere scacciati il 30 aprile, data in cui si dovrebbe decidere il sito per la discarica alternativa, con Pian dell'Olmo che scalza gli altri e torna in pole position e la firma dell'accordo di programma con gli enti locali coinvolti per dar vita al nuovo piano che ha il primario obiettivo di scongiurare l'emergenza a Roma.

lunedì 23 gennaio 2012

ImmondiziaZero



Spero che ieri sera abbiate visto Presa Diretta, su RaiTre. Si è parlato dell'emergenza rifiuti a Roma. Perchè già di emergenza rifiuti si tratta, visto che la chiusura di Malagrotta (la discarica più grande d'Europa, che doveva essere chiusa anni fa) è stata prorogata di altri 6 mesi.
La Giunta Polverini ha approvato in pompa magna un piano rifiuti che TUTTI gli osservatori hanno definito "fantascienza": tra le tante fandonie scritte, vi è anche la previsione di passare IN UN ANNO da un 24% di raccolta differenziata al 65%. Non esiste AL MONDO un caso di un aumento del 40% di raccolta differenziataq in un anno. Inoltre, il piano rifiuti prevede anche la realizzazione di due nuove discariche, definite "temporanee" esattamente come temporanee dovevano essere le varie discariche che, da Malagrotta in poi, infestano il territorio romano.

Ieri sera, Presa Diretta ha focalizzato l'attenzione su vari aspetti del problema rifiuti capitolino: dalla differenziata insufficiente, perchè non prevede il porta a porta, agli sversamenti di talquale, dalle discariche abusive alle deroghe continue alle più elementari norme di legge, dai livelli tossici rilevati nelle acque, nei terreni e nell'aria alla vecchia tecnica di nominare un commissario (in questo caso, il prefetto Pecoraro) per individuare le discariche.
La politica se ne lava le mani. Tutta la politica, sia chiaro. Non possiamo certo dire che prima della Polverini e di Alemanno il ciclo dei rifiuti a Roma funzionasse alla grande. Possiamo, però, affermare che la Polverini e Alemanno hanno aggravato la situazione, evitando di intervenire da anni (in barba alle loro promesse elettorali) e dimostrandosi sordi e ciechi rispetto a tutte le innovazioni nel campo della raccolta e della lavorazione dei rifiuti. Basti pensare che la stessa barbarica idea di costruire, nel 2012, due nuove discariche invece di investire nella differenziata porta a porta, nel riciclio, nel riuso, nel compostaggio e anche nella riduzione dei rifiuti prodotti, è l'ennesima dimostrazione dell'inadeguatezza politica del tandem "de destra" Alemanno-Polverini.
Per non parlare, poi, dei siti in cui è prevista la costruzione delle discariche: Riano e Corcolle. Nel primo caso, ci troviamo in una zona con agricoltura biologica d'avanguardia, capace di immettere sul mercato prodotti di qualità che vengono invidiati anche all'estero; nel secondo caso, a tutta la produzione di vino e olio si aggiunge la presenza di un sito archeologico, la Villa Adriana, inserito dall'Unesco nella lista dei patrimoni dell'umanità, al pari del Colosseo o delle Piramidi egizie.
Ce la vedete, voi, una discarica a 600 metri dalla Sfinge?

sabato 31 dicembre 2011

Napoli: Rossi non sarà più presidente di ASIA



La municipalizzata Azienda Servizi Igiene Ambientale, più comunemente detta ASIA, non sarà più presieduta da Raphael Rossi, L'Incorruttibile. Per chi non lo sapesse, Rossi fu oggetto di un tentativo di corruzione quando si occupava di rifiuti a Torino. Invece di intascare i soldi, rifiutò e denunciò tutto. Per questo fu isolato dalla giunta Chiamparino.
Perchè si sa, chi collabora con la giustizia si rende inaffidabile nel suo ambiente. Tipica logica mafiosa.

Dal giugno 2011, il neosindaco di Napoli, Luigi De Magistris, lo aveva voluto a presiedere l'ASIA, nella convinzione che le idee e gli atti di Rossi riuscissero ad indirizzare la cronica emergenza rifiuti partenopea verso la strada della soluzione. In questi sei mesi Rossi ha lavorato sodo, producendo risultati importanti sul fronte della raccolta differenziata, programmando anche la differenziata porta a porta e contribuendo a stabilire accordi con altri Stati Europei (in primis l'Olanda) per il trasporto dei rifiuti.
Stupisce, quindi, la decisione della Giunta napoletana di revocare l'incarico di presidente dell'ASIA a Raphael Rossi: sia il sindaco De Magistris che il vicesindaco e assessore ai rifiuti Tommaso Sodano garantiscono che non vi sono stati dissapori, nè che questa sia da considerarsi una "esclusione", bensì è semplicemente un "riposizionamento" della figura e della professionalità di Rossi.
Girano voci, però, che parlano di un Rossi "cavaliere solitario, incorruttibile, e per questo inadatto a ruoli politici", capace di contrastare il disegno di assunzione di 24 lavoratori dell'ex bacino 5: "meglio assumere giovani che ti rivoltano la città dalla testa ai piedi piuttosto che personale che probabilmente non non si riuscirà a utilizzare neanche nella raccolta stradale”, avrebbe detto l'ormai ex presidente di ASIA.

Questa notizia pare un fulmine a ciel sereno, inutile nasconderlo. Nessuno si aspettava questa decisione, nè le motivazioni addotte paiono convincenti. Lunedì vi sarà una conferenza stampa a Palazzo San Giacomo, sede della giunta comunale di Napoli: vedremo se le nubi e le incertezze si diraderanno o meno.
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sabato 17 dicembre 2011

Alba - ecopoesia



Gelida notte:
brillano insieme,
gemendo nel buio,
spilli di stelle di limpido gelo.

Poi, lentamente,
un velo
di tenue chiarore glaciale,
risale
dalla nera lavagna di mare
e la spuma grigia del cielo
si impregna di latte d’opale.

Laggiù, ad Oriente,
appena sopra all’orizzonte,
fra nubi di ceneri spente,
s’arroventa
un rosso tizzone

che accende,

con flash di luce abbagliante,
il maxischermo a colori del Mondo.

Ovunque, di colpo, si risveglia la Vita.

Si rompe, di colpo, l’incanto :
motori ringhianti,
rumori stridenti,
clacson assordanti,
fumi di gas puzzolenti.

Miliardi di uomini, in corsa,
vanno a sbranare la terra,
voraci la spolpano come nere formiche,
lasciando deserti di sabbie roventi
e muri di grigi cementi.

Lievitano,
putrescenti lerciumi
in sconce montagne imponenti,
fra striduli gridi d’ingordi gabbiani.

Sbocciano,
sulle luride sponde dei fiumi,
immondi fiori di sacchetti e pattumi.

Vomitano
le onde del mare vischiosi bitumi,
su spiagge già lorde di fogne e di schiume.

Sbuffano
ciminiere e camini, nuvole nere di fumi,
saturando con tossiche brume
la fetida aria già troppo inquinata.

Ricomincia un giorno
d’ordinaria violenza,

ricomincia un giorno
di Natura violata.

Ivana Trevisani Bach
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lunedì 14 novembre 2011

No alla discarica di Corcolle



Comincia oggi una rassegna stampa di tutto ciò che riguarda l'infausto progetto della Regione Lazio e del Comune di Roma di realizzare una discarica a Corcolle-San Vittorino.
La annunciata prossima chiusura della discarica di Malagrotta costringerà Roma a sversare rifiuti in altre discariche, definite temporanee (3 anni) come temporanea doveva essere Malagrotta, che invece esiste da un trentennio!

"Pensare globale, agire locale" significa contrastare il Sistema partendo dai territori, e dato che io vivo proprio nel territorio interessato da questa discarica, cominciamo oggi il nostro lavoro di informazione e denuncia.
Per la verità, già a luglio sulle pagine di questo blog abbiamo messo in evidenza la delibera della Regione Lazio che individuava a Corcolle il sito ove costruire una discarica.
Da allora alcune cose si sono mosse, a partire dalla nascita di un movimento spontaneo di cittadine e cittadini che vuole contrastare duramente il progetto della costruzione della discarica nell'Ottavo municipio.
Un municipio che è ancora parecchio deficitario sul versante dei trasporti e dei servizi pubblici; un municipio che è stato trasformato dall'ingente intervento edilizio che, in pochi anni, ha visto nascere nel versante orientale di Roma veri e proprio quartieri, come Ponte di Nona.
E cosa diamo a questi cittadini, che già subiscono un traffico devastante, l'assenza di strutture sanitarie e scolastiche capaci di soddisfare i bisogni della cittadinanza, e la carenza di trasporto pubblico? Una bella discarica!

Come abbiamo più volte detto (http://antoniolucignano.blogspot.com/2011/08/esiste-lalternativa-alle-discariche.html ) esiste l'alternativa alle discariche. La rete Rifiuti Zero (http://www.zerowastelazio.it/ ), che si è costituita anche nel Lazio, dimostra in maniera inequivocabile come sia possibile una via d'uscita alle logiche delle discariche.
Diciamo la verità: la Polverini, Alemanno e i loro amichetti NON HANNO LA MINIMA INTENZIONE di risolvere il problema dei rifiuti in maniera alternativa. Si nascondono dietro la parola d'ordine: non abbiamo più tempo, dobbiamo intervenire con emergenza. La stessa, identica logica emergenziale con cui Bertolaso ha potuto gestire il territorio italiano per conto del governo Berlusconi. Ciò è falso, e chi lo dice è bugiardo e in malafede.
Roma ha una raccolta differenziata parecchio sotto la soglia del 30%: significa che in discarica andrebbero sversate schifezze di ogni risma, con conseguenze pericolose per i cittadini e per l'ambiente. La differenziata porta a porta non c'è, e TUTTI gli indicatori dimostrano che una differenziata porta a porta migliora la qualità del servizio di smaltimento rifiuti.

Insieme ai cittadini in lotta, questo blog vuole vigilare, informare, denunciare e soprattutto contrastare i progetti antipopolari e nocivi della giunta Polverini, in combutta con la giunta Alemanno.
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martedì 2 agosto 2011

Lettera all'AMA



Forza del Sud è un partito federalista e territoriale. La politica vera si fa nei territori e coi cittadini, per risolvere i problemi di tutti i giorni.
Lasciamo ad altri partiti "nazionali" di disquisire su cose che francamente riteniamo stucchevoli: noi vogliamo interessarci di vivibilità, viabilità, ambiente, sicurezza, trasporti, servizi, lavoro.
A tal proposito, riceviamo e pubblichiamo la lettera che Antonio Iaquaniello, dirigente di Forza del Sud Roma, ha inviato all'AMA, l'azienda municipalizzata romana che si occupa di gestire il ciclo dei rifiuti nella Capitale.
Un piccolo problema, che però è sentito dai residenti del neonato quartiere Colle del Sole, ed in particolare dagli abitanti di Via Riola Sardo.
A questa mail, se non vi sarà risposta, ne seguiranno altre. Poi si passerà all'azione: i cassonetti saranno rimossi dai cittadini, che filmeranno e scatteranno foto durante l'azione.

Spett.le AMA,
ho appena acquistato casa a via riola sardo,23 C.A.P. 00132 (RM) e tra poco tempo , andrò ad abitarci.

Ho notato che, proprio fuori casa e nel posto lasciato libero dal costruttore come parcheggio esterno, ci sono tre cassonetti adibiti alla raccolta di rifiuti.
Credo che non sia l’alloggio più congeniale e adatto, visto che ci risulta difficile parcheggiare all’esterno della nuova abitazione oltre alla troppa vicinanza con la stessa.

Con la presente vi chiedo se possibile , di creare un apposito alloggio e spostarli dalle abitazioni, in modo da non creare disagio ai residenti.

Sicuro di una vostra risposta in merito e sicuro del vostro interesse,
Vi ringrazio anticipatamente,

Antonio Iaquaniello, Direttivo Forza del Sud Roma

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lunedì 1 agosto 2011

Esiste l'alternativa alle discariche!


Se si fa una seria raccolta differenziata, è possibile evitare la costruzione di altre discariche! Utopia? Non sembra... visto che già accade:

Centro Riciclo Vedelago


Senza andare tanto lontano, alle porte di Roma si è cominciato un lavoro interessante:


Chiediamo alla Regione Lazio e al Comune di Roma: perchè individuare discariche invece di individuare siti ove costruire impianti come questi????
Perchè a Corcolle - San Vittorino, invece di una discarica (che con i livelli di raccolta differenziata di Roma, sarebbe una bomba a cielo aperto), non si costruisce un impianto del genere?????

Inoltre: siccome questi impianti necessitano di una differenziata fatta bene, prendiamo ad esempio un comune del profondo sud, Torre del Greco.
Ecco come fanno:
http://www.comune.torredelgreco.na.it/index_html/download/raccolta-differenziata

Perchè il Comune di Roma, insieme all'AMA e ai Municipi, non organizza una differenziata siffata? Facciamo notare che Torre del Greco è un comune di 87.388 abitanti (censimento 2001), quindi non è certo un paesino! I municipi romani sono grandi più o meno lo stesso (sempre censimento 2001)!

Come si vede, quindi, il nostro non è "l'ambientalismo del no": noi facciamo sempre proposte alternative. Noi vogliamo indirizzare lo sviluppo dei territori verso la sostenibilità ambientale.
Quindi diciamo NO ALLA DISCARICA, e SI ALLA DIFFERENZIATA E ALLA COSTRUZIONE DEI CENTRI DI RICICLO!
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sabato 30 luglio 2011

Firmato l'accordo per i rifiuti di Napoli



di CRISTINA ZAGARIA, La Repubblica

"Assicureremo i fondi per arrivare al 66 per cento di differenziata entro fine anno", promette il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che a Napoli firma un protocollo di intesa con Comune, Provincia e Regione. Il protocollo prevede anche discariche in cave abbandonate e trasferimento dei rifiuti fuori regione e oltre i confini nazionali. Nessuna intesa invece sul termovalorizzatore. "L'urgenza ora è fare altro", spiega la Prestigiacomo.

"La gente del Sud sa fare (e vuole fare) la raccolta differenziata, che non è mai decollata perché si sono spesi troppi soldi in campagne informative, mentre sono mancati i mezzi. Assicureremo i fondi per arrivare al 66 per cento di differenziata entro fine anno". Il ministro all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo arriva a Napoli e tra una passeggiata, una sfogliatella e un caffè al Gambrinus firma un protocollo di intesa con Comune, Provincia e Regione. Il ministro parla apertamente di "ecomafia" e "di fondi investiti male", ma anche di "un approccio nuovo".

PAUSA DA GAMBRINUS PER SFOGLIATELLA E CAFFE'
I buoni propositi ci sono, anche perché il Comune, in accordo con il Conai, ha presentato un programma dettagliatissimo (curato dal vice sindaco Tommaso Sodano) per la differenziata. Meno certi i fondi. Il ministro parla dello "sblocco imminente" (ma non ancora avvenuto) da parte della Regione degli 8 milioni e 250 mila disposti dal decreto dirigenziale del 5 maggio 2010 e di "buona parte dei 10 milioni di euro pianificati dal governo per il 2012, perché per quest'anno i fondi sono finiti". Tra gli obiettivi del protocollo c'è, infatti, il raggiungimento, entro il 2012, di 500 mila cittadini per la differenziata porta a porta. "Il programma del Comune di Napoli è ambizioso ma realizzabile e porterà anche introiti per 15 milioni l'anno per la città", commenta Roberto De Santis, presidente del Conai. Il protocollo prevede oltre l'incremento della differenziata, anche la realizzazione degli impianti connessi, discariche in cave abbandonate, e trasferimento dei rifiuti fuori regione e oltre i confini nazionali.

Ma quando si apre il capitolo "impianti" scatta il secondo impasse. "Il termovalorizzatore di Napoli Est è un impianto necessario, ma l'urgenza ora è fare altro - spiega la Prestigiacomo - nel protocollo non c'è perché abbiamo evidenziato solo ciò su cui siamo d'accordo. Sul termovalorizzatore è in corso la gara di appalto, sulla quale il Comune ha fatto ricorso. Gli impianti sono di competenza regionale ne parleremo al momento giusto, quando sapremo i risultati del ricorso".
"Questo è lo spirito giusto. Possiamo farcela" commenta, a margine della firma, il sindaco de Magistris che sottolinea "l'importanza della collaborazione con il governo". Caldoro commenta, invece, la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso della Provincia di Avellino: "Le ordinanze, strumento eccezionale e derogatorio, sono necessarie finché ci sarà la crisi". E il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, annuncia la firma dell'accordo di programma con i 22 Comuni dell'area nolana. L'accordo prevede piani di potenziamento della raccolta differenziata e l'autosufficienza dei comuni firmatari tramite la realizzazione, tra gli altri, di impianti di compostaggio o di digestione anaerobica. Esclusa l'apertura di discariche per il "tal quale". Intanto in città scatta un campanello d'allarme. Da giovedì è bloccato lo stir di Giugliano. "È l'impianto con la maggiore capacità - afferma Raphael Rossi, presidente Asia - se non si sblocca, il rischio è che aumentino le giacenze".

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mercoledì 27 luglio 2011

No alla discarica di Corcolle-San Vittorino




Ma guarda un pò!
La zona est di Roma, dove stanno nascendo quartieri e dove i cittadini stanno provando a realizzare il sogno di una casa e di una famiglia, è colma di disservizi: non vi sono trasporti pubblici decenti, le stazioni ferroviarie sono chiuse, c'è una presenza di rom altissima, gli asili nido hanno pochissimi posti, non vi sono uffici comunali, alcune chiese sono realizzate dentro strutture prefabbricate, il traffico è congestionato, non esistono strutture sanitarie di pronto soccorso, non esistono strutture sanitarie convenzionate capaci di gestire una utenza che, negli ultimi 10 anni (dall'ultimo censimento del 2001) ha visto questo territorio ospitare circa 40 mila persone in più.
E cosa fanno, la Giunta Polverini e la Giunta Alemanno? Aprono le stazioni ferroviarie? Aumentano le corse dei bus? Ampliano gli asili nido? Realizzano un pronto soccorso o un consultorio?
No, pensano bene di mettere in questo territorio dimenticato UNA DISCARICA!

La Regione Lazio sta valutando in quali siti aprire una discarica, visto che Malagrotta sarà chiusa. E cosa hanno messo al primo posto? Corcolle - San Vittorino, periferia orientale, proprio dove sono nati i quartieri di Ponte di Nona, Colle degli Abeti, Colle del Sole e dove si sono sviluppati quartieri più antichi come Prato Fiorito, Borghesiana, Lunghezza.
Cioè: consentono ai loro amici costruttori (i soliti palazzinari) di costruire interi quartieri su terreni che erano agricoli; una volta costruiti i palazzi e vendute le case, nessuno si impegna a realizzare anche i servizi principali in tempi celeri; infine, pensano bene di piazzarci una discarica da 160 ETTARI (!) in un territorio ove scorre l'Aniene, fiume già gravemente inquinato.
Inoltre, la periferia est di Roma ha ancora una buona economia agricola, prodotti tipici, e l'ulteriore inquinamento del territorio, causato certamente da una discarica in cui verrà messo di tutto, visto che la raccolta differenziata a Roma è sotto la media nazionale.
Chi ci garantisce che in discarica andranno solo i rifiuti che debbono andarci? Fossimo a Salerno, ove la differenziata è al 71%, si potrebbe capire... ma a Roma, in questa Roma dove l'AMA funziona ad intermittenza e la raccolta differenziata porta a porta NON ESISTE, è una follia!
Va anche smascherata un'altra menzogna: le discariche sono inevitabili. Falso. Facendo una raccolta differenziata porta a porta, mettendo su un ciclio virtuoso basato sul riciclo e sul rifiuto, si può pensare di mettere in discarica solo il 5% (avete letto bene, non è un errore di stampa) dei rifiuti prodotti! E non stiamo parlando di utopie: a Treviso, 60 comuni già realizzano ciò!

PRIMA I SERVIZI, POI I DISSERVIZI!
ROMA EST CONTRO LA DISCARICA

giovedì 21 luglio 2011

Il SUD non è terra di conquista, nè merce di scambio




di Maurizio Iapicca*

La Camera ha deciso di rinviare in commissione il decreto rifiuti che, come sostiene il ministro Stefania Prestigiacomo, avrà la possibilità di valutare al meglio gli effetti dell’ordinanza del Consiglio di Stato, letta dai campani in modo più favorevole rispetto alle previsioni del decreto. Ciò che sarà del provvedimento lo vedremo a partire da domani, ma ciò che deve essere chiaro a tutti è che il Sud non è terra di conquista e nemmeno merce di scambio. E così anche le aspettative di quasi sei milioni di cittadini della Campania, assediati da un’emergenza che non hanno creato, e nemmeno voluto. Il Sud non chiede elemosine. Rivendica semmai un ruolo che la storia e l’economia gli avevano riservato per secoli.

Lo fa con coerenza e convinzione, ben conscio che certe affermazioni potrebbero essere invise a chi, indossando l’abito dell’antistoricismo e della provocazione politica, predica la divisione del Paese.

A costoro – e non solo a loro – diciamo che interesse prioritario di Forza del Sud e del costituendo partito per il Sud è il varo di una strategia, che abbia come obiettivo il superamento del gap che, in Italia, esiste tra le prime nove regioni settentrionali – che sono tra le più ricche d’Europa, e il Sud. Un Sud lontano come il sole dalla luna da certi livelli di redditività del Paese. Ma che proprio per questo – diciamolo pure – offre straordinari margini di crescita, funzionali non solo alla rinascita del Mezzogiorno ma al rilancio dell’economia italiana. Compresa quella del Nord, che attualmente vive una fase di profonda stagnazione.

A dirci queste cose non è l’uomo della strada, ma l’analisi di Bankitalia, che per il Mezzogiorno individua tassi di crescita superiori a quelli dell’intero Paese. A dicembre 2010 – ci riferisce l’ultimo rapporto della Banca d’Italia – al Sud si registrava un tasso di crescita economico del +5%, che è il doppio della media nazionale. Un trend positivo riconfermato dai dati del primo semestre 2011. Nonostante ciò, nonostante che a parlare siano i dati diffusi dal più autorevole osservatorio economico del Paese, c’è ancora – su al Nord – chi crede che il Mezzogiorno sia una zavorra e non una risorsa per l’Italia.

Certo, il Sud è ancora vittima delle sue contraddizioni; sul Sud pesano ancora decenni di malapolitica e di malgoverno. Quegli stessi mali che a Napoli abbiamo imparato a conoscere con il nome di emergenza criminalità, emergenza occupazione, emergenza rifiuti… No, nessuno vuol negare l’evidenza dei fatti. Anzi…

Prendiamo l’ultima delle emergenze, quella dei rifiuti. Nessuno – nemmeno la Lega – può contestarci che il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, non abbia messo in campo tutti gli strumenti che aveva a disposizione per far fronte all’emergenza. Quello che abbiamo chiesto per porre un argine a un disastro che affonda le sue radici nei dieci anni di gestione Bassolino, è un atto di solidarietà da parte delle altre regioni. Un atto di disponibilità caldeggiato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Una solidarietà che la Lega – che i vari Bossi, Calderoli, Speroni, Borghenzio, Castelli, Tosi, Gentilini, Reguzzoni, Zaia, Cota… ma l’elenco potrebbe continuare – ci ha negato. Ci ha negato con l’arroganza e la tracotanza che, da sempre, contraddistingue i comportamenti e i ragionamenti delle camicie verdi.

Ma ciò che, anche adesso, ci irrita non è il loro monotono e davvero ingiustificato “no” al trasferimento dei rifiuti della Campania in altre regioni, quanto la strana amnesia che sembra aver colpito una parte del popolo leghista quando gli si chiede conto delle migliaia di tonnellate di rifiuti industriali che, per decenni, hanno viaggiato (e tuttora viaggiano) dal nord verso la provincia di Napoli e di Caserta, avvelenando quel che resta di un territorio oltraggiato dagli scarti industriali dell’Acna di Cencio e delle altre centinaia di industrie padane che per risparmiare sui costi dello smaltimento non hanno avuto remore nello scendere a patti con la camorra.

Tutto ciò non sta più bene a noi; non sta bene al Sud e non sta bene neppure all’Italia, che piaccia o non piaccia al partito del Carroccio, continuerà a essere un Paese unito, fortemente ancorato a quei valori che centocinquant’anni di storia unitaria del Paese hanno lasciato in dote a tutti gli italiani, homo padanus compreso.

* coordinatore regionale di Forza del Sud in Campania

"Anche sui rifiuti continua il ricatto della Lega!"




Intervista a Miccichè sul decreto rifiuti che l'ostruzionismo della Lega riporta in commissione.

di Miriam Giangiacomo da Clandestinoweb.com

Decreto rifiuti, l’esecutivo va due volte sotto sulle mozioni dell’opposizione, vota non seguendo le indicazioni del ministro dell’Ambiente Prestigiacomo e alla fine indirizza il decreto sui rifiuti (sgradito alla Lega) in Commissione.

Con i voti della sola opposizione è passata una parte di una mozione dell’Idv sui rifiuti, su cui il ministro dell’Ambiente aveva espresso parere favorevole, ma contro cui hanno votato i deputati di maggioranza e tutti i ministri. Prestigiacomo si è astenuta mentre tutti i membri del governo in aula votavano no. E nel centrodestra scoppia la bagarre.
A commentare la situazione in un’intervista a Clandestinoweb è l’onorevole Gianfranco Micciche ‘, leader di Forza del Sud.

Onorevole, come possiamo commentare quanto è avvenuto oggi alla Camera riguardo al decreto rifiuti?
“Purtroppo dimostriamo per l’ennesima volta sudditanza nei confronti della Lega Nord e per l’ennesima volta si evidenzia quanto sia necessaria l’esistenza di Forza del Sud. Finche’ continuera’ il ricatto della Lega gli scontenti aumenteranno ogni secondo e ci dovremo affidare, a causa di questa situazione, ai Responsabili“.

Cosa dovrebbe accadere, quindi, perche’ la situazione cambi?
“Berlusconi deve riassumere il suo ruolo di mediatore, ruolo che potrebbe riacquistare se ci fosse un partito che si contrappone alla Lega. In passato venivano rappresentate le esigenze di piu’ parti del territorio e Berlusconi mediava per arrivare a dei compromessi, oggi questa maggioranza è formata da Pdl e Lega, e tutto cio’ che dice la Lega si deve necessariamente fare. Bene, Forza del Sud vuole portare in Parlamento un numero di deputati tale da poter condizionare le scelte della maggioranza. Il Carroccio deve rendersi conto che non conquista piu’ il consenso degli elettori con questi atteggiamenti, non prende in giro piu’ nessuno. Conduce battaglie che gettano nello sconforto la maggioranza per ottenere cosa? Dei ministeri a Monza di cui non importa niente a nessuno. La Lega sta perdendo il suo consenso e sta cercando disperatamente di dire ‘come vedete siamo contro Berlusconi’ dicendogli no su argomenti vitali per il Paese. Ma non sanno quanto sbagliano! Tanto per capirci, c’è una novella di Menenio Agrippa che narra del fatto che un giorno le braccia, le gambe e gli altri organi di un essere umano, vedendo lo stomaco che poltriva stando li’ ad aspettare che gli arrivasse cibo, decisero di non portare piu’ cibo alla bocca: il risultato fu che si indeboli’ tutto il corpo fino a morire. Allo stesso modo la Lega sbaglia se pensa che indebolendo noi, non ne scaturisca una negativita’ complessiva per tutto il Paese, e di conseguenza anche per loro. Con il loro atteggiamento stanno compiendo un vero e proprio suicidio“.

Quanto pensa che potra’ contare Forza del Sud nel panorama politico italiano?
“Non dimentichiamo che l’unica zona d’Italia in cui è possibile immaginare una crescita di consensi è proprio il sud. Purtroppo oggi il Pdl è ancora arroccato sulla difesa di alcune posizioni, per cui fa di tutto per evitare che Forza del Sud cresca, senza rendersi conto che di fatto anche loro moriranno dentro questa maggioranza, mentre una posizione di dialettica vera sarebbe straordinariamente utile anche a loro. La speranza è che le cose possano cambiare con Angelino Alfano, ma è ancora presto per dire cosa effettivamente riuscira’ a fare per il centrodestra“.

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