Visualizzazione post con etichetta AnarcoInsurrezionalismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AnarcoInsurrezionalismo. Mostra tutti i post

giovedì 22 maggio 2014

Informali, nasce la Cospirazione del Fuoco Nero



Dopo aver letto su RadioAzione.org questo documento pubblicato da alcuni militanti dell'area anarchica informale, ho pensato che fosse interessante postarlo sul mio blog. Da un po' di tempo sto seguendo le vicende della FAI - Federazione Anarchica Informale e, in generale, dell'anarchismo informale e nichilista. Lo scritto sotto riportato rappresenta, a mio avviso, un esempio topico di ciò che l'informalità sia e voglia.

Diamo vita alla Cospirazione del fuoco nero, con un attacco compiuto il 7 maggio 2014. A due anni dal giorno in cui i nostri compagni anarchici e fratelli Nicola Gai e Alfredo Cospito colpirono l’ A.D. di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi con dei colpi d’arma da fuoco. A loro, con vendetta e amore sono dedicate queste nostre azioni.
Durante la notte del 7 maggio abbiamo posizionato un ordigno incendiario su un distributtore di benzina, l’ordigno forse mal costruito stando all’inesperienza, non ha svolto il suo compito di distrutore tramite il fuoco, ma fisicamente armati di alcune trance abbiamo tagliato tutti i tubi di erogazione del carburante. Mentre appena un mese prima abbiamo attacato fisicamente alcuni bancomat.
Abbiamo trascorso molto tempo a riflettere sulla questione dell’informalità e il dar vita a un gruppo d’azione. Durante queste
riflessioni, tra risate e inquietudini, dibattiti accesi, desideri e ansie,
progetti e strategie, abbiamo deciso di dar vita alla Cospirazione del Fuoco Nero ed entrare in guerra con la megamachina del dominio.
Siamo Anarchici d’azione, rifiutiamo qualunque modello centralista di organizzazione che attenui la nostra rottura con tutto l’esistente.
Parliamo di una nuova Anarchia e di conflittualità permanente, senza dogmi nè “avanguardie rivoluzionarie”.
Come Cospirazione del Fuoco Nero siamo e saremo una rete
informale di cellule autonome d’azione diretta. Una rete che lotta per
l’Anarchia con le lancette puntate sul Qui ed Ora.
Abbandoniamo definitivamente il basso profilo dell’Anarchismo sociale, e passiamo a un conflitto permanente contro ogni Potere, senza arrestarci di fronte alle conseguenze legali, mettendo in gioco tutti noi stessi.
Siamo Anarchici e non avvocati preoccupati delle leggi del nostro nemico.
Ci liberiamo dal cappio al collo e della frustrazione e della sconfitta.
Tutte le azioni che compieremo e rivendicheremo come Cospirazione del Fuoco Nero, formano parte della guerra che dichiariamo al dominio, alla civilizzazione e alla sua società.
Purtroppo molto pochi oggi sono quelli che parlano e propongono una sovversione esistenziale delle nostre condizioni di vita, quelli che rivendicano una liberazione totale di fronte alla degradazione della nostra esistenza.
Esistenza che viene valutata in base al possesso di oggetti morti e illusioni.
Pertanto, per noi la questione non è se siamo più o meno liberi in questo mondo, ma se accettiamo di continuare a vivere in una maniera che ci opprime.
Vediamo intorno a noi tante persone, inclusi poveri, operai, carcerati,
immigrati ecc. che vivono dipendenti da questo mondo e dalla sua civilizzazione come se fosse la cosa più preziosa che hanno.
Per questo noi, come Anarchici Nichilisti, dichiariamo guerra a tutto, alla mano che tiene la frusta come alla schiena che la sopporta. Riteniamo che non basti dedicarci a ideologie indulgenti che offrono sempre un alibi all’immobilità e alla passività del ”popolo sfrutato”. E’ questo “popolo oppresso” che ogni 4 anni vota per i propri tiranni, è il “popolo” che vede nei propri padroni dei modelli da imitare, è il
“popolo” quello che entra in estasi con la droga del consumismo, è il “popolo” che crede come una religione nella proprietà, è il “popolo” che chiede “più polizia, più carceri, più tecnologia…”.
E’ basandosi su questa critica che fa irruzione la tendenza Anarchica Nichilsta e la nostra prospettiva antisociale.
Queste azioni che rivendichiamo con questo comunicato andiamo a inserirle nel PROGETTO FENICE, sono per noi stessi, per i nostri fratelli e le nostre sorelle in guerra contro qualunque potere, sono per i nostri compagni e la nostra compagna della CCF incarcerati come per chi continua fuori, sono per i compagni Anarchici Gianluca Iacovacci e Adriano Antonacci, per Niccolò Blasi, Claudio Alberto, Mattia Zanotti, e la compagna Chiara Zenobi come per tutti i
compagni e tutte le compagne nei circuiti dell’ Alta Sorveglianza qua in Italia come in qualunque nazione, sono per Andreas Tsavdaridis e Spyros Mandylas, sono per i nostri fratelli e le nostre sorelle sequestrati nelle galere del dominio in ogni parte del mondo, dall’Indonesia al SudAmerica.

COSPIRAZIONE del FUOCO NERO – FAI-FRI
NIENTE MENO DI TUTTO!
CON LE LANCETTE
PUNTATE SUL QUI ED ORA!
________________________________

sabato 17 maggio 2014

Lettera di un anarchico informale



Sono mesi, per non dire anni, che si parla della FAI, Federazione Anarchica Informale (da non confondere con la più antica Federazione Anarchica Italiana). Mi sono interessato subito a questo aspetto dell'anarchismo che non conoscevo, e non nascondo di criticarne alcune analisi e azioni così come ne condivida altrettante.
Un mondo, quello dell'anarchismo informale, che non conoscevo e che certamente è vivo, per quanto ricco di contraddizioni (talvolta anche insormontabili e insostenibili).
Oggi vi posto una lettera, che è anche una rivendicazione, scritta da Gianluca Iacovacci dalla cella di un carcere di Stato. Una lettera pubblicata sul mensile La Miccia, e che io ho trovato tra le pagine del sito RadioAzione.org.
Credo sia una lettera molto interessante, che svisceri alcuni punti fondamentali per incominciare a comprendere il fenomeno dell'informalità anarchica.

Cari compagni e coraggiosi resistenti, 
mi trovo prigioniero come tanti, colpito dalla repressione dello stato che ci vuole annientare.
Non per quello che si fa ma per ciò che ci siamo “azzardati” ad essere, a dire o pensare.
Mi trovo con Adriano e tanti altri sulla giostra inquisitoria della gogna mediatica antiterroristica della democrazia.
Voglio prima di tutto ringraziare tutte le compagne e i compagni che mi hanno portato Solidarietà anche oltre confine, direttamente e non, perché sono convinto che ci si sostiene anche solo con le proprie esistenze di lotta.

Abbiamo la stessa rabbia contro questo esistente grigio e misero che ci schiaccia e ne sentiamo le stesse ferite, ma proveremo la stessa gioia con la meravigliosa realtà dei nostri sogni e desideri.

La mia è una condizione di individuo ostile catturato e messo in cattività.
La prigionia ed i patimenti a cui vengo sottoposto sono stati escogitati premeditatamente da altri esseri umani, e dipendono dalla permanenza al potere del sistema che me li ha inflitti.
Sarò certo rinchiuso, ma lo Spirito e le idee continuano; non si possono tenere sotto chiave né addomesticare e questo non può che continuare a darmi la forza di resistere.

Con gioia e nelle mie piene volontà ho scelto l’anarchia e continuerò a farlo, amando la terra per ciò che è, alla continua ricerca di selvatichezza e dell’emancipazione dalle comodità, denaro compreso.
Vedo nell’Anarchia la pulsione selvaggia e primordiale ormai assopita, se non del tutto morta, nell’uomo civilizzato del progresso.
Non ho mai adoperato mezzi termini e maniere, accetto il rischio di dovermi procurare il cibo, coltivare e raccogliere quanto basta a nutrirmi.
Per arrivare a questo userò ogni mezzo necessario per convincere altri individui, dopodiché potrò anche rinunciare alla penna e all’inchiostro con cui scrivo la mia rabbia.

Sono da sempre al fianco della resistenza indigena, degli antiautoritari e nativi che lottano contro le prove di forza dello Stato delle Multinazionali, mettendo in pratica la resistenza attiva, il sabotaggio e l’azione diretta.
Supporto tutti/e i/le compagni e compagne che vogliono liberarsi dall’autorità e partecipano con determinazione alla Lotta internazionale anticapitalista e antimperialista.

Tralasciando il bene e il male o il giusto e sbagliato, che vanno bene per le suore e i preti, la mia posizione e di altri individui è spinta dai propri istinti, nelle possibilità dei propri mezzi e con le probabili conseguenze di rischio.

Ho sempre messo in una visione unica la Liberazione dell’Uomo da ogni padrone e dalle sue gabbie mentali e reali, con la Liberazione degli animali dalle strutture di tortura e morte, e ogni altro luogo che trasforma un vivente in prodotto, oggetto o svago.

Sono anarchico, non appartengo a questo tempo di non-vita meccanizzata ad uso e consumo dei governi. Non riconosco nessuno Stato, tribunale o qualsiasi altra istituzione e autorità, né i sistemi giuridici, militari, civili e religiosi.

Per i giudici e magistrati in vestaglia dell’inquisizione non sono altro che una pratica burocratica a giustificare i loro stipendi. Giudizi non ne voglio, soprattutto da chi non sa amare la terra, lottare e sognare, ma sa far solo il suo mestiere ed eseguire ordini; non ne voglio tantomeno dal popolo, coccolato da sempre nel ventre putrido dello Stato e legato ad ogni costo alla democrazia che come parola ha ancora un buon effetto soporifero.

Questi Uomini di legge giocano con le loro leggi fasciste-democratiche per vomitare sentenza, e nel mio caso “l’appartenenza” a un’associazione terroristica organizzata, come lo sono in realtà lo Stato, gli eserciti e le Multinazionali.

Entrando nella fastidiosissima e paranoica caccia alle streghe, detta anche questione giudiziaria, anche una scritta su un muro viene catalogata dalla polizia Politica come “azione/atto terroristico in esecuzione del programma (?) eversivo F.A.I….”, in casi differenti individualmente o insieme al compagno e fratello Adriano, a cui non trovo altro modo per esprimergli il mio affetto e la mia Solidarietà se non con la mia determinazione, già contraccambiata con il suo coraggio e forza di Spirito.

Questi giochetti se li possono tenere da parte. Mi sarei risparmiato parecchie rogne “formali” visto che l’informalità è la mia realtà, ma non sono da solo (nel caso) in mani nemiche.

Le azioni a cui si riferiscono nello specifico, che non eseguono nessun “programma”, sono state messe in pratica da me e dichiarate con comunicati FRONTE RIVOLUZIONARIO INTERNAZIONALE – FEDERAZIONE ANARCHICA INFORMALE/ Individualità Sovversive Anticivilizzazione e sanno bene, grazie alle loro amate telecamere, che sono state eseguite da una sola persona, cioè io, in risposta alla devastazione, per logiche di profitto, del Pianeta e delle terre in cui vivo e in Solidarietà con i ribelli in conflitto con l’esistente.

Il GPS, e altre diavolerie, che gentilmente i militari hanno installato su un auto da me in uso da un paio d’anni, mi collegherebbero, in modo indiziario o più, ad altre azioni dirette e sabotaggi. In certi casi viene da pensare alle amate biciclette, ma bisogna capire che stiamo combattendo un sistema che probabilmente vorrà installare rilevatori satellitari direttamente nelle teste delle persone.

Mentre qualcuno teneva in caldo le mogli di questi pedinatori, ho notato come hanno catalogato il materiale sequestrato e come hanno svolto i loro compitii di polizia politica nell’aver impaginato, anche in grassetto e copia-incolla, minuziosamente nei loro fogli, diverse azioni contro Entri energetici/industriali e commerciali, compreso un fantasioso furto di denaro, e altre inutilità, da un distributore incendiato. Per non intaccare la mia integrità, il coraggio e il sacrificio non mi piego al “colpevole-innocente”, è veramente troppo.

Che siano trenta o cento azioni non importa, vorrà dire che in Italia sono mille e nel mondo diecimila!

Comunque è ridicolo e banalmente sminuitivo discuterne dei fatti, sarebbe come annullare la visione reale di conflitto e Resistenza, e riconoscere la logica democratica del “gioco finito male” o dei buoni contro cattivi.

Ora gioiscano pure dei loro trofei di caccia questi giudici, sulla vita e sulla morte dei loro simili, mentre il pianeta muore e l’uomo decade. Ma tutto ha u inizio e una fine, come i loro organi e le ossa, la legge e l’ordine cadranno e ne resterà solo cenere e macerie.

La società è oramai una forzatura dei valori rabberciati e rattoppati qua elà, con sforzi coercitivi a tenerli insieme e allo stesso tempo usati per annientare individui ostili ad essi.

Da secoli in nome di Dio e Potere l’autorità impone la civilizzazione, l’ordine e la dottrina. Trasforma l’Uomo in macchina da forza lavoro, in contribuente e cavia per la scienza; quei pochi conservano nativa selvatichezza e un pensiero conflittuale li schiaccia con la violenza, il terrore e li rinchiude nelle galere o nei manicomi per “rieducarli”, fino a che non ne avrà il totale controllo.
In caso contrario agirà per il loro annientamento.

I pilastri della Civiltà stanno crolando sotto i colpi dei suoi stessi fallimenti. Sempre meno spazi restano vivibili e incontaminati, le guerre dilagano ovunque con tutte le conseguenze, e sono sempre più efferate a minacciare lo sterminio con armi tecnologiche e il dominio dei vinti.
Queste violente e gratuite capacità di dominio e tirannia dell’uomo civilizzato, sono tanto più efferate quanto la società è “avanzata” tecnologicamente.

La Resistenza della Macchina Tecnologica-industriale vive soltanto in un percorso di liberazione da ogni autorità e ordine, corre verso un’orizzonte degli eventi, un nulla non scritto. E la nuova resistenza selvaggia e informale che risponde, e prende iniziativa, contro la violenza dei governi sempre più blindati e spietati a reprimere gli oppositori, come le compagne e i compagni colpiti e rastrellati nelle “operazioni” persecutorie/repressive antianarchiche e controinsurrezionali.
Compagni che non si sono piegati alle torture e all’isolamento nelle sezioni speciali delle carceri e nemmeno alle ferite negli attacchi, persino alla morte.

Sono orgoglioso di essere forte della mia integrità di Spirito e di correre in questi sentieri difficili che ci aspettano, al fianco dei non-sottomessi e dei senza legge, gli ANARCHICI.
Eterni cospiratori, sognatrici e sognatori forgiati dal coraggio, che affrontano titaniche e TIRANNICHE forze e l’esistenza in una Vita non scritta. Con elementari e limitatissimi mezzi, eppure posseggono un irriducibile determinazione.
Per concludere vorrei incoraggiare tutti con una metafora di quello che sento in tutti voi: vedo lo Stato e l’ordine come un solitario Uomo civile sperduto nella Foresta, in balia di animali feroci. Allo scorgere dell’arrivo di una tempesta nella notte, quell’Uomo non teme più di diventare pasto delle belve ma trema all’arrivo della tempesta.

Dalle valli ai monti, dalle campagne alle Foreste, per la Liberazione del Pianeta e i suoi viventi. Perchè la terra vale più dello sporco denaro!

MORTE ALLA CIVILTA’!
LUNGA VITA ALL’ANARCHIA!

Gianluca Iacovacci
Prigioniero anarchico
_____________________________