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martedì 29 maggio 2012

Leonardo Metalli, il minzoliniano grillino



Dopo le ultime elezioni politiche, che hanno segnato una sconfitta (o una "non-vittoria", per dirla con Bersani) per tutti i partiti che sostengono il governo bocconiano e la conseguente affermazione del MoVimento 5 Stelle, tutti si sono affrettati a mostrare i famigerati "flussi elettorali". Da questi dati, sulla cui scientificità - come ci insegnò Kant - è inutile dissertare, si evincerebbe che il MoV abbia preso voti al Pd, ma di più al PdL, anzi no alla Lega, e magari pure all'Udc. Insomma, tutti quelli che hanno perso dicono che i loro voti sono andati al MoVimento fondato da Beppe Grillo. Questo avviene per due ragioni: dimostrare che il proprio elettorato non è passato "dall'altra parte", testimoniando che gli avversari storici non sono capaci di rappresentare una reale alternativa politica; affermare che il voto in libera uscita si è rivolto alla cosiddetta antipolitica, ontologicamente non costruttiva, evitando accuratamente di analizzare i motivi che dovrebbero spingere un elettore del Pd o del PdL a votare per Grillo.
Il problema, però, è che i grillini stanno spuntando come funghi, ed in ogni settore e ambiente del Paese, produttivo o improduttivo che sia. Addirittura in Rai è nato un Gruppo 5 Stelle, capitanato dal giornalista Leonardo Metalli, il quale afferma che le fila dei grillini in Rai si stanno ingrossando. Chi è Leonardo Metalli? Beh, ufficialmente è l'inviato dello spettacolo del Tg1, ma soprattutto è un amico personale di Augusto Minzolini, cioè del peggiore direttore del Tg1 degli ultimi 20 anni, nonchè un estimatore di Gasparri ed un appassionato berlusconiano della prima ora. Sentite alcune dichiarazioni, riportate da Il Fatto Quotidiano: "la fase berlusconiana? Per me è stata brevissima. Mi piaceva il movimentismo di Forza Italia, un sentimento tradito dal Pdl. Ancora non ci posso credere che Maurizio Gasparri, una persona che conosco e che apprezzavo, sia l’autore di una legge che ammazza la Rai"; "Quando in Rai non hai un politico di riferimento sei affossato, annullato, finito"; "Minzolini come Maccari è stato un direttore politico e doveva rispettare un patto non scritto. Augusto potrebbe raccontare perché aveva il dovere di fare determinate scelte".

Un uomo saggio, senza dubbio. Un uomo coerente, di principi. Ci chiediamo se Beppe Grillo e Casaleggio daranno la possibilità a quest'uomo di utilizzare il marchio del MoVimento 5 Stelle. Scommettiamo di si: fa sempre comodo avere qualche entratura in Rai.




lunedì 30 aprile 2012

Grillo, lo Stato e la mafia




«La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la sua vittima». Questa frase di Beppe Grillo ha scatenato, come ovvio, un vespaio di polemiche. Alcune illegittime, visto che provengono da chi mette i mafiosi nelle proprie liste elettorali; altre legittime, perchè provengono da persone o movimenti che hanno fatto della lotta alle mafie la propria ragione sociale. Personalmente credo che, stavolta, Beppe Grillo abbia esagerato. Anzi no, perchè il comico genovese esagera sempre. Stavolta Grillo ha semplicemente detto una cazzata, una cosa vergognosa. Non so in quale Paese viva Grillo, ma nel paese in cui vivo io la mafia strangola da decenni i propri clienti: cittadini, commercianti, imprenditori. O paghi il pizzo o ti incendio il negozio. O voti chi ti dico o chiudi baracca.

Qualcuno obietterà: ma lo Stato non fa lo stesso? Pensate ad Equitalia, all'usura bancaria tutelata dallo stato, o alle stesse forze dell'ordine che sono "i picciotti dei banchieri" che ci governano.
Non sono d'accordo, almeno non completamente. Io non credo che TUTTO lo Stato sia mafioso: la maggioranza dei magistrati e dei poliziotti, ad esempio, è sicuramente contro la mafia e spesso paga questa scelta di campo con la vita. Anche la generalizzazione "tutti i politici sono mafiosi" è una stronzata colossale: esistono tantissimi esponenti politici e amministratori locali che QUOTIDIANAMENTE combattono contro le mafie e per la legalità. Perchè dovremmo spazzare via tutti? Solo perchè sono stati eletti nel Pd o nel PdL, in Sel o nell'IdV?

Caro Grillo, dici spesso cose giuste utilizzando la tecnica dell'eccesso tipico della satira. Stavolta, però, hai detto una cosa grave, sbagliata, falsa. Il movimento che tu hai contribuito a fondare è sicuramente lontano anni luce da questa e da altre posizioni che hai espresso negli ultimi tempi. Il problema sai qual è? Queste tue uscite fanno perdere consenso al MoVimento 5 Stelle. E in politica il consenso è importante. Fidati.

giovedì 19 aprile 2012

Andrea Scanzi: "Pro e contro Beppe Grillo"


Vi sottopongo un interessante articolo del sempre ottimo Andrea Scanzi, pubblicato su Il Fatto Quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/beppe-grillo-contro/205571/

Beppe Grillo cresce nei sondaggi, molti prevedono un suo exploit alle prossime amministrative e tutti lo crivellano. Dal centrodestra al centrosinistra, dalla Lega (a cui Grillo saboterà parte dei voti) ai dalemini caricaturali. Passando per Vendola, che – per quanto colto e munito di perenne supercazzola retorica – non è andato oltre l’accusa stantia di “populismo”. Ovvero una variazione sul tema della solita melassa piddina: demagogo, qualunquista, disfattista, bla bla bla. Prenderà davvero il 7 percento alle prossime amministrative? Più? Meno? Vediamo i pro e i contro, suoi e del Movimento 5 Stelle.


Contro

- Il programma qua e là leggero. O quantomeno un po’ troppo utopico e sognante. Il M5S sembra molto forte nel criticare, non si sa quanto nel costruire. Non è vero che non abbia una parte propositiva (menzogna atta a screditarlo in partenza), ma al momento sembra più credibile come sentinella del (contro)potere che come progetto di governo.

- Alcune uscite sbagliatissime, come lo Ius Soli. Grillo è abile nell’alzare i toni, ma se li alzi sempre finisce che perdi la voce. E ti esce qualche sciocchezza greve.

- La generalizzazione. Grillo deve smetterla di dire “tutti i politici”, “tutti i giornalisti”. Non sono “tutti”: ce ne sono di bravi e onesti e di pavidi e disonesti. Sarebbe come dire che Grillo è uguale a Panariello, o Martufello; o che è uguale a Casini, o Bersani.

- Una tendenza alla dittatura interna. Grillo mal sopporta il dissenso, ama essere detestato dal potere ma pretende un po’ troppo l’adulazione dagli adepti (era così anche il vecchio Pci, per la cronaca).

- I toni. Non puoi usare sempre la forma eccessiva del linguaggio satirico per commentare la realtà. Più prende in giro (i nomignoli ad esempio), più presta il fianco alla critica facile di essere “volgare” (e dunque on meritevole di attenzioni). Grillo si disinnesca spesso da solo.

- Casaleggio. E’ lui – l’ineffabile spin doctor – a dettare la linea, quasi imponendosi e plagiando Grillo, o semplicemente la pensano allo stesso modo?

- Inesperienza. I militanti sono tutti alle prime esperienze politiche. Non è detto che sia un male.

- Manicheismo. Lui (e loro) sono il bene, gli altri il male. Magari fosse così facile.

- Ripetizioni. Grillo tende a reiterare le stesse battute e per chi lo segue da anni scatta il déjà vu.

- La latente rozzezza della prima (ma anche seconda) Lega.

- Lo scazzo con De Magistris. Grillo può fare l’offeso quanto vuole, ma se cominciano a litigare tra loro anche i pochi in grado di catalizare la “società civile”, non c’è speranza.

- Il rischio di una progressiva berlusconizzazione (l’uomo che si è fatto da sé, etc), per quanto le differenze tra i due siano contenutisticamente abissali.


Pro

- Una attività di controcultura, e controinformazione, che nessuno – o quasi – ha fatto in Italia. E non da ieri: da più di 20 anni, abbandonando tv e territori facili. Occorre coraggio: tanto.

- La capacità preveggente di individuare temi cardine (ambiente, informazione, economia) e contesti (la Rete), anticipando evoluzioni (e involuzioni) politiche e mediatiche.

- La competenza in ogni ambito, sua e dei collaboratori (Grillo citava Chomsky e Rifkin quando Vendola era ancora ai presocratici: e c’è rimasto).

- Il coraggio (a volte ostentato) di essere politicamente scorretti.

- L’attenzione a battaglie spesso sottaciute (o peggio) dai media. Per esempio l’omicidio di Federico Aldrovandi e la spaventosa realtà carceraria.

- La credibilità (figlia di una carriera inattaccabile o quasi).

- La politica intesa come servizio civile. Niente rimborsi, tetto agli stipendi.

- L’avere raggiunto gli obiettivi attuali, pur avendo quasi tutti contro.- L’entusiasmo, la novità, la capacità di incarnare il nuovo (che poi lo sia davvero, è aperto il dibattito).

- Il saper essere pienamente politico e non antipolitico (a meno che l’antipolitica sia banalmente il non accontentarsi dell’attuale “abc” al governo).

- Quando sei in grado di fare arrabbiare così tanto, in un colpo solo, Belpietrini e Velardi Muppets, vuol dire che hai innegabili meriti.

Si potrebbe andare avanti, ma l’estrema sintesi può essere questa: Grillo fa battaglie giuste e sbagliate, alterna intuizioni lodevolissime a inciampi rovinosi, ma di sicuro non è il “Male” né “il distruttore” della democrazia. Più semplicemente, al momento sembra essere la figura più brava a catalizzare quel malcontento (a volte confuso) che non voterà mai Berlusconi ma al tempo stesso non ha più voglia di farsi bastare i brodini lessi del Partito Democratico (e derivati).

E’ un reato votare Movimento 5 Stelle? Chi lo fa è antipolitico, qualunquista, populista, demagogo? Sciocchezze. E alibi facili, a cui si aggrappano politici inadeguati e tromboni stonati.

martedì 3 gennaio 2012

Tutti contro Beppe Grillo. Mah.


Tutti contro Beppe Grillo. Il comico genovese, promotore del Movimento 5 Stelle, è accerchiato dal fuoco congiunto di destracentrosinistra istituzionale, per aver scritto sul proprio blog: "Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze".
Una atteggiamento di buonsenso, che andrebbe applicato a tutti i fenomeni umani: non limitiamoci a condannare chi, scioperando, ci rompe i coglioni, ma cerchiamo di capirne le ragioni; non fermiamoci nella critica alle violenze di piazza (cfr 15 ottobre 2011), ma cerchiamo di comprendere perchè c'è gente che sfonda vetrine o incendia auto.
Giustificare la violenza? Non pare che Grillo l'abbia fatto, nè in questo caso nè in altri casi. Ha semplicemente espresso un concetto semplicissimo, eppure rivoluzionario: anche chi sbaglia, anche chi incendia, anche chi frantuma vetrine, anche chi blocca le strade, anche chi blocca i lavori del TAV... potrebbero avere delle ragioni giuste. Il condizionale è d'obbligo, come sempre in questi casi e per evitare la facile strumentalizzazione del tipo "allora anche i mafiosi potrebbero avere ragione?".
Ammettere che dietro un sanpietrino, dietro una molotov, dietro un atto violento/vandalico possa esserci addirittura una ragione giusta, è inimmaginabile e spaventoso per chi detiene il potere economico-politico: significherebbe ammettere che i cittadini non vivono nel migliore dei mondi possibili.

lunedì 13 giugno 2011

Abbiamo vinto!

Alla faccia degli speculatori, dei liberisti e dei mafiosi...
alla faccia di chi voleva toglierci l'acqua...
alla faccia di chi voleva distruggere l'ambiente...
alla faccia di chi voleva boicottare le energie rinnovabili...
alla faccia di chi voleva far giocare i nostri figli su terreni neri sotto cieli atomici...
alla faccia di chi voleva distribuire l'acqua come la benzina...
alla faccia di chi vuole difendersi DAI processi...
alla faccia dei vecchi pedofili che fanno il bunga bunga...
alla faccia del Regime che ci governa, e le cui leggi abbiamo bocciato...
alla faccia dei Disponibili che si sono chiamati Responsabili ma sono solo venduti...
alla faccia delle zoccole che sono state elette nelle istituzioni...

ABBIAMO VINTO!!!

e adesso ROSICATE


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venerdì 10 giugno 2011

Beppe Grillo: "Il quorum è una fregatura"






http://www.beppegrillo.it/2011/06/il_quorum_e_un/index.html

Il quorum è un furto di democrazia. Un modo costituzionale per fottere il cittadino. Le porte del Palazzo devono rimanere chiuse. E' inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare, andrebbe denunciato. In giro ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti. Chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum. Preferisce quindi usare la tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2. Sanno che l'opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne. L'Italia è una dittatura con due soli spiragli di democrazia. Due lumini sempre più fiochi di partecipazione: la proposta di legge popolare e il referendum. La prima è solo fumo negli occhi, puoi raccogliere 350.000 firme per una nuova legge elettorale, come per Parlamento Pulito, e Schifani può usarle per pulirsi il culo senza che nessuno possa obiettare, in questi giorni ricorre il secondo anniversario della mia audizione alla commissione affari costituzionali per presentare la legge... Il referendum, quando supera le barriere della disinformazione durante la raccolta di firme e il giudizio della Corte Costituzionale e viene finalmente messo in calendario, diventa allora una pistola caricata contro la partitocrazia che inizia subito l'osceno balletto per depotenziarlo. Il primo passo è evitare qualunque accorpamento con elezioni amministrative, politiche o europee. Il secondo passo è scegliere una data estiva per il voto. Il terzo è evitare di parlarne o invitare la gente a stare a casa o ad andare al mare, come hanno fatto Formigoni e a suo tempo Craxi. E' ormai evidente che democrazia e partitocrazia sono inconciliabili. Quando esiste la prima non può esistere la seconda e viceversa. La democrazia è per i partiti italiani l'equivalente della luce per i vampiri, non possono tollerarla. Per questo il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e che propositivo senza quorum (chi non vota conta zero), come riportato nel suo Programma.

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giovedì 9 giugno 2011

Beppe Grillo: "Il quorum è una fregatura!"

http://www.beppegrillo.it/2011/06/il_quorum_e_un/index.html

Il quorum è un furto di democrazia. Un modo costituzionale per fottere il cittadino. Le porte del Palazzo devono rimanere chiuse. E' inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare, andrebbe denunciato. In giro ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti. Chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum. Preferisce quindi usare la tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2. Sanno che l'opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne. L'Italia è una dittatura con due soli spiragli di democrazia. Due lumini sempre più fiochi di partecipazione: la proposta di legge popolare e il referendum. La prima è solo fumo negli occhi, puoi raccogliere 350.000 firme per una nuova legge elettorale, come per Parlamento Pulito, e Schifani può usarle per pulirsi il culo senza che nessuno possa obiettare, in questi giorni ricorre il secondo anniversario della mia audizione alla commissione affari costituzionali per presentare la legge... Il referendum, quando supera le barriere della disinformazione durante la raccolta di firme e il giudizio della Corte Costituzionale e viene finalmente messo in calendario, diventa allora una pistola caricata contro la partitocrazia che inizia subito l'osceno balletto per depotenziarlo. Il primo passo è evitare qualunque accorpamento con elezioni amministrative, politiche o europee. Il secondo passo è scegliere una data estiva per il voto. Il terzo è evitare di parlarne o invitare la gente a stare a casa o ad andare al mare, come hanno fatto Formigoni e a suo tempo Craxi. E' ormai evidente che democrazia e partitocrazia sono inconciliabili. Quando esiste la prima non può esistere la seconda e viceversa. La democrazia è per i partiti italiani l'equivalente della luce per i vampiri, non possono tollerarla. Per questo il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e che propositivo senza quorum (chi non vota conta zero), come riportato nel suo Programma.
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giovedì 2 giugno 2011

Risposta di SEL a Beppe Grillo



Sono giorni che Beppe Grillo sta accusando Pisapia, da lui ribattezzato "Pisapippa", di essere un uomo del Sistema, una persona che non cambierà un cazzo a Milano. Non c'è nessuna differenza, nè personale, nè politica, nè programmatica, tra Pisapia e la Moratti, secondo il comico genovese.


Come è noto, non condivido queste posizioni di Grillo, in quanto esse rischiano di far etichettare come "qualunquista" il MoVimento 5 Stelle, che meritoriamente rappresenta la più bella novità di queste elezioni.


Per completezza, posto qui sotto la risposta di SEL alle accuse di Grillo:

Friedrich Nietzsche affermava che “le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità”. Si parte dal presupposto che il proprio pensiero sia giusto senza ombra di dubbio, che si possegga la verità assoluta. La politica deve essere umiltà, dialogo, dibattito, senza pretendere di avere la verità in tasca. Beppe Grillo è sempre certo di tutto: gli altri sono i cattivi, lui è il buono; gli altri sono i morti, lui è il nuovo; gli altri sono i neri, lui è il bianco.

Queste elezioni hanno determinato un nuovo modo di fare politica: costruttività, partecipazione, pacatezza (che non vuol dire non essere passionali), confronto, delicatezza (a Milano gli atteggiamenti aggressivi del PDL e della Lega sono stati sonoramente bocciati).
Occorre dialogare con i militanti, i candidati e gli eletti del MoVimento 5 Stelle, sentire e accogliere, se condivise (e ce ne sono tante sui cui è possibile convergere), le loro proposte, senza partire col pressuposto che uno dei due abbia torto a prescindere.

Nell’ultimo post sul suo blog, l’Italia di Pisapippa, Beppe Grillo, tanto per cambiare, spara su tutto e tutti, anche sul neo-eletto Giuliano Pisapia.
“Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui”, scrive il comico-politico, riferendosi al trionfo di Pisapia a Milano.Ciò, tuttavia, contraddice quanto detto da lui stesso in Piazza Duomo, il 4 Maggio 2011: “La Sinistra qui a Milano ha messo Pisapia, che è una brava persona, ma non ce la fa, è un vecchio di 60 anni. Con 15 milioni di euro chiunque diventa sindaco, la Moratti è già rieletta, si sono spartiti le città, Torino a Fassino, Milano a Berlusconi“ e “Questa città ha già deciso chi deve essere il sindaco, qui il sindaco lo farà una signora che ha il marito petroliere”.

1.Se Pisapia “fa parte del Sistema”, perché Grillo aveva detto che Milano sarebbe finita al centrodestra in quanto se l’era spartita col centrosinistra?
2.Se era a conoscenza di questo Sistema, perché Beppe non l’ha “denunciato” prima del risultato elettorale?
3.Essendo a conoscenza del Sistema, perché ha previsto la vittoria della Moratti? Il Sistema non si era ancora mosso il 4 Maggio 2011 per Pisapia (data del suo comizio)?
Il fondatore del MoVimento 5 Stelle prosegue poi con le accuse, spostando l’obiettivo dal neo-sindaco di Milano a Nichi Vendola “che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua”
Per quanto riguarda gli inceneritori, Vendola ha spiegato in diverse situazioni i fatti (video 1, video 2, video 3).

In sostanza, come stanno le cose: nel 2005, anno del primo mandato Vendola, gli impianti previsti dal piano Fitto (5) erano stati già appaltati relativamente alla loro gestione. A questi appalti erano seguiti anche diversi contenziosi amministrativi, per lo più promossi dalle ditte concorrenti e escluse dall’aggiudicazioni. La giunta Vendola ha bloccato tutti gli inceneritori previsti nella parte pubblica. Al contrario, non ha potuto bloccare la parte privata (della Marcegaglia, progettata in Capitanata), poiché questa è regolamentata da normative nazionali e comunitarie e non da leggi regionali.

La battaglia contro gli inceneritori è sacrosanta e bene si fa a promuovere campagne di denuncia sulla dannosità degli stessi al fine di far crescere la consapevolezza dei più, e in particolare della classe politica, sulla dannosità che essi hanno sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Ma la vittoria la conseguiremo solo e se riusciremo a cambiare la normativa vigente.

Sul “San Raffaele del Mediterraneo”, ci sono diversi interventi di Nichi Vendola che chiariscono la situazione (video 1, video 2, post 1). Il nuovo Polo Oncologico di Taranto, il “San Raffaele del Mediterraneo”, non sarà una struttura privata diretta da Don Verzè. Sarà, infatti, un mix tra pubblico e privato, ma a maggioranza pubblica. La parte privata e minoritaria è costituita dalla Fondazione San Raffaele Monte Tabor, quella pubblica e maggioritaria dalla Regione Puglia.

I fondi finora deliberati dalla giunta pugliese fanno riferimento al pacchetto dei fondi FAS 2007-2013 e rispondono alla quota finanziaria spettante al proprietario maggioritario (ovvero la Regione Puglia) per la costruzione e l’avvio dell’ospedale. Nessun regalo alle società di Don Verzè, ma solo gli stanziamenti dovuti per l’edificazione del Polo.

In sostanza, la Regione Puglia, essendo la parte maggioritaria (e pubblica) pagherà 120 milioni di € (dai FAS), mentre la Fondazione San Raffaele Monte Tabor, la parte privata (e minoritaria) ne pagherà 90. Va precisato, inoltre, che il “San Raffaele del Mediterraneo” non sarà un semplice ospedale, ma un IRCCS, vale a dire un centro di ricerca a di eccellenza (come quello di Milano) e che, proprio nel campo della ricerca, viene considerato uno dei migliori a livello internazionale.

Per quel che concerne l’Acquedotto Pugliese, non solo Vendola ha già risposto a Grillo, ma, probabilmente, il fondatore del MoVimento 5 Stelle deve essersi perso qualche passaggio. Il 18 Maggio 2011, infatti, la Commissione Regionale ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto, che da ora potrà essere discusso in Consiglio Regionale.

Caro Beppe, ci parli continuamente di “Sistemi di potere” (come in questo caso), ma vogliamo parlare del sistema di potere che ruota attorno al tuo editore, la Casaleggio Associati? L’esponente principale della Casaleggio, azienda uscita dall’universo Telecom (qui per approfondimenti) è Enrico Sassoon, che si occupa del business e delle relazioni. E’ un ex giornalista del Sole 24 ore, ex direttore di Mondo economico e in particolare amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby delle corporation americane in Italia. Tra i componenti del Cda di questa camera di commercio figurano tra gli altri Mediaset, Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia, Ibm Italia, Walt Disney, Esso, Rcs, Standard & Poor’s, Impregilo Spa, Aspen Institute, guidato da Giulio Tremonti. Come dire: una consistente parte del potere mediatico di marca conservatrice e del sistema berlusconiano.

Inoltre, Casaleggio Associati, l’editore dell’uomo per cui tutti sono uguali, ha una partnership con la Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management. La quale è sostenuta da Pepsico, Northrop Grumman, il Dipartimento del Tesoro Usa, Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller, Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa).

Noi saremo anche delle pecorelle smarrite, Beppe, ma tu, che ti ergi a pastore, sei proprio sicuro di conoscere bene la strada?
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giovedì 19 maggio 2011

Scosse di assestamento del MoV





Beppe Grillo dice che il MoVimento 5 Stelle non appoggerà la Moratti (e vorrei vedere) nè Pisapia. Aggiunge che tra Lettieri (il prestanome di Cosentino) e De Magistris non c'è differenza. I militanti del MoV di Milano e Napoli, però, rivendicano il sacrosanto diritto dei territori di decidere liberamente, senza cappelli da parte dei capi. Se il Movimento 5 Stelle è un Non-Partito, non può avere gli stessi problemi e le stesse logiche dirigistiche dei partiti!

Grillo può dire tutto quello che vuole, ma nel MoV OGNUNO VALE UNO e le assemblee cittadine decideranno di votare il candidato che abbia un programma più vicino a quello del MoV.
Personalmente, però, vorrei tanto che vi fosse una PUBBLICA dichiarazione di Pisapia e De Magistris, i quali si impegnino a dire COSA vogliono realizzare del programma del MoV, COME vogliono realizzarlo e QUANDO vogliono realizzarlo.

La trasparenza è la cifra della democrazia.
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martedì 17 maggio 2011

Amministrative 2011: analisi del voto

I vincitori delle elezioni??? Eccoli!!!



Le elezioni amministrative, pur non essendosi concluse in quanto bisogna attendere i ballottaggi per i responsi definitivi, hanno messo in evidenza alcune questioni che meritano un approfondimento.


Prima di tutto, l'arretramento della destra. Anche se La Russa, Napoli, la Santanchè, Lupi, Stracquadanio, Belpietro, Sallusti e vari leghisti hanno provato a minimizzare, i risultati dimostrano un crollo verticale del Pdl e della Lega, che al Nord (la loro roccaforte) perdono consensi in 14 su 15 comuni capoluogo rispetto alle regionali dell'anno scorso.


Secondo dato: il terzo polo non va. Hanno ottenuto risultati davvero modesti, e solo la frammentazione potrebbe rendere determinanti i voti di Udc, Fli e Api in alcune realtà.


Terzo dato: l'elastico dell'opposizione di centrosinistra. Pd, Idv e Sel hanno percentuali troppo diverse al nord, al centro e al sud, e se per il Pd ciò potrebbe indicare una differenza di radicamento, Idv e Sel sembrano essere percepiti dagli elettori sempre più come partiti d'opinione. L'opposizione ancora non riesce ad essere riconoscibile, proprio perchè continua a barcamenarsi tra il rincorrere il terzo polo e la necessita di creare un profilo riformista e progressista degno della storia della sinistra italiana.


Infine, last but not least, la crescita delle liste civiche, ed in particolare del MoVimento 5 Stelle: l'idea di far politica (altro che antipolitica) fuori dai partiti e dagli schemi politologico-elettorali classici viene premiata dall'elettorato, soprattutto in occasione di elezioni amministrative. Invece di parlare di processi al premier, guerra in Libia, uso politico della giustizia, correntismo di partito, ecc... le liste civiche si occupano di viabilità, ambiente, territorio, scuola, trasporti, rifiuti, energia, nuove tecnologie, insomma dei temi che davvero interessano ai cittadini perchè hanno ripercussioni sulla vita di tutti i giorni nei territori. A Bologna il record italiano: 9,9 % al candidato del MoV 5 stelle. Impressionante.


Analizziamo, adesso, i due casi più interessanti: Napoli e Milano.


La capitale del Sud vedrà, tra 15 giorni, un ballottaggio tra Luigi De Magistris (appoggiato da Idv, Federazione della Sinistra, PdSud e la lista civica Napoli è Tua, che ha preso più del 4%) e il candidato della destra Gianni Lettieri, convinto di vincere al primo turno ed invece fermatosi al 38,5%. Balza subito all'occhio il risultato individuale di De Magistris, capace di prendere il 27%, cioè undici punti in più rispetto a tutte le liste che lo appoggiavano. Determinante, quindi, il voto discgiunto che ha premiato l'ex magistrato ed ha distrutto Lettieri e, soprattutto, il candidato ufficiale del centrosinistra Morcone, fermo da un 19% deludentissimo. L'affermazione di de Magistris dimostra che non è affatto vero che i candidati meno moderati siano svantaggiati, se questi candidati sono ben riconoscibili, chiari ed onesti nei programmi politici e nella vita privata. L'elettorato premia i candidati chiari, specie l'elettorato di un territorio che è stanco di essere umiliato da decenni di compromessi al ribasso, di accordi sottobanco, di zone d'ombra.


Milano è la sorpresa delle sorprese: convinti della loro roccaforte, Pdl e Lega erano certi di vincere al primo turno. Ebbene, non solo vanno al ballottaggio col "Komunista" Pisapia, ma addirittura si fermano ad un incredibile 40 %, mentre il candidato del centrosinistra supera il 48% e, se riesce a fare un alleanza programmatica con il MoV 5 Stelle su determinati punti in comune, potrebbe vincere al ballottaggio senza nemmeno dover sperare in un aiuto degli elettori del terzo polo. Anche Pisapia dimostra che l'equilibrio, non la moderazione, è la carta vincente: equilibrio e nettezza, trasparenza e coerenza. Senza mai rinnegare il proprio passato e presente di sinistra, Pisapia ha interpretato il bisogno di cambiamento di ampi settori "borghesi" di Milano, riuscendo a far comprendere che quando si parla di elezioni amministrative bisogna focalizzare l'attenzione sui marciapiedi, sulla disoccupazione, sulle speculazioni edilizie, sull'ambiente, sul traffico abominevole.


Il fallimento della Moratti è il fallimento di Berlusconi, che ha ripresentato una candidata indecente ed invisa alla cittadinanza. Lo stesso Berlusconi ha visto dimezzati i voti di preferenza, ed ora deve sorbirsi anche i mal di pancia della Lega, che esce clamorosamente sconfitta da queste elezioni amministrative.


Bene così, andiamo avanti e sviluppiamo il Civismo.

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giovedì 18 novembre 2010

Una serata grillesca




Ieri sera sono uscito dall'ufficio poco dopo le 18. Il clamoroso e quotidiano traffico di Roma mi ha permesso di arrivare a casa (che dista 14 km da dove lavoro) alle 19 circa. Faccio tutto di fretta per essere al Gran Teatro di Viale Tor di Quinto entro le 20.30. Ahimè, giungo al teatro solo pochi minuti prima delle 21.

Entriamo e subito scorgiamo i volontari di Greenpeace sotto il megamanifesto di Beppe Grillo che distribuiscono volantini ed informano i presenti più interessati. A destra e a sinistra due banchetti dei "Grilli Romani" vendono magliette, spille e libri per autofinanziare il MoVimento 5 stelle di Roma. Una breve fila per farci staccare il biglietto, e subito entriamo in sala: il teatro è bello grande, illuminato, e brulica di gente il cui vociare mette allegria e riempie la sala di elettricità, di energia positiva.

La fila interminabile alla toilette mi impone di sedermi ed attendere momenti più propizi, che non vi saranno perchè poco prima delle 21.30 le luci in sala si spengono e sul megaschermo posizionato sul palco vengono proiettate le immagini del pianeta Terra: laghi, montagne, fiumi, deserti, boschi... che respirano! Senti il respiro della Terra in un silenzio tombale, e l'emozione comincia, fin da subito, ad essere forte.

Le immagini finiscono quando compare Beppe Grillo, con una camicia nera che al termine dello spettacolo sarà sudatissima. Grillo comincia a ringraziare i romani presenti, a fare i complimenti alla splendida città di Roma, e come suo solito prende per culo gli spettatori ricordando loro il dialetto romanesco, la famigerata NON finezza dei romani, e la capacità tutta masochista di farsi governare da incapaci (Rutelli, Veltroni, ora Alemanno) che stanno svendendo la "città eterna" per ripianare i debiti che l'amministrazione comunale ha contratto con banche e fondazioni, che oggi sono le vere padrone dei comuni italiani.

Dopo una carrellata sulla mignottocrazia che sta al governo (le extravergini) e sugli esemplari dell'attuale classe politica, vecchia d'età e di idee (quelli che, ad esempio, pronunciano Google dicendo "Gogool"), dopo aver ricordato i lavori della Metro C a Roma che costa 5 miliardi di euro e non risolve alcun problema di viabilità, dopo aver citato Bossi che parla male dei romani salvo poi venire a Roma ed essere imboccato dalla Polverini e da Alemanno, dopo aver ricordato che Fini e Bocchino (chiamato, per non scandalizzare le donne, "Chinotto") negli ultimi 16 anni stavano AL FIANCO di Berlusconi mentre questi si faceva le leggi ad personam, sviliva la democrazia, e sopprimeva le proteste dei cittadini con la violenza (A Genova, durante il G8 del 2001, Fini era in cabina di regia)... Beppe Grillo è passato a dimostrare come si possa "cambiare il mondo" fin da subito. Ha parlato di partecipazione, di movimento civico e civile, dei due V-day, del concerto a Cesena (Woodstock, con una dimostrazione esemplare di cosa significa "rifiuti zero"), delle nuove tecnologie, di Rifkin (consigliere di Obama) che definisce l'Italia come "l'Arabia Saudita delle energie pulite", della condivisione di idee e della dimensione sociale del sapere (contro il copyright).

La serata si è conclusa con un fischio. Beppe Grillo, tramite una stampante 3d, ha realizzato davanti a noi tutti, in tempo reale, un fischietto. Per dimostrare che il sapere sociale, il sapere messo in rete, può realizzare in tempo reale oggetti e progetti.

Tutti possiamo agire, se tutti vogliamo pensare. Sono le idee a muovere il mondo. L'energia non può più essere il petrolio, ma l'Intelligenza.
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giovedì 28 ottobre 2010

Beppe Grillo e l'Italia dei "Quelliche"




In Italia quasi nessuno dà il buon esempio, ma tutti vogliono fare una "bella figura". Apparire è più importante che essere, promettere più importante di mantenere, prendere per il culo gli altri (e qualche volta anche sé stessi) un comportamento etico, adottato per non deludere e dare speranza. La sindrome della "bella figura" attraversa tutte le classi sociali, è un nostro tratto distintivo dall'ultimo barbone al presidente della Repubblica. I Quelliche.

Quelloche chiede l'abolizione della pensione dei parlamentari e continua a prenderla

Quelloche lo Scudo Fiscale non si è accorto che era una porcata e non era in aula a votare contro

Quelloche va in televisione per raccontare la verità a prezzi modici

Quelloche vuole la raccolta differenziata con gli inceneritori della Marcegaglia

Quelloche fa un partito contro le leggi ad personam e vota l'ennesima legge ad personam

Quelloche ha ripulito la Campania con le discariche tossiche

Quelloche la rivoluzione comunista domani, ma Casini e Cuffaro oggi

Quelloche fa informazione progressista con i finanziamenti ai giornali e i profitti privati

Quelloche la televisione è in mano a Berlusconi, ma è sempre in televisione a dirlo

Quelloche vuole l'acqua pubblica, ma la gestione deve essere privata

Quelloche che è per la riduzione dell'inquinamento dell'aria e va in Comune con l'auto blu

Quelloche cura i tumori e che bruciare i rifiuti ha conseguenze ZERO per la salute

Quelloche la politica è una missione, "dalla nascita" , e incassa lo stipendio pubblico dalla maggiore età

Quelloche la legge elettorale va cambiata, ma quando era al governo non ha mosso un dito

Quelloche il popolo italiano ha bisogno di "lavoro, lavoro, lavoro" e ha un lavoro insieme alla moglie in Parlamento da più di vent'anni

Quelloche fa il politico per informare e il giornalista per fare politica

Quelloche ognuno conta uno, ma quando si tratta di muovere il culo conta sempre zero

Quelloche i partiti non rappresentano nessuno, ma per cambiare bisogna dialogare con i partiti

Quelloche ha il SUV a rate, ma fa un solo pasto al giorno

Quello che è contro i finanziamenti pubblici ai partiti, ma li incassa fino all'ultimo euro

Quelloche ha il salotto buono chiuso a chiave con la plastica sulle poltrone per ricevere gli ospiti

Quelloche è stato licenziato, ma ogni mattina bacia la moglie per andare in ufficio

Quelloche non si è mai laureato, ma ha fatto due feste di laurea

Quelliche i manifestanti di Terzigno sono camorristi, ma Cosentino non si può processare...
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