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mercoledì 19 febbraio 2014

Renzi e la passione italiota di perdere tempo



Facciamo il punto.
La direzione del PD vota un documento che sfiducia Letta, il quale va al Quirinale e dà le dimissioni irrevocabili, impedendo un voto di sfiducia palese (e dichiarandosi "uomo delle istituzioni" invece che "uomo di partito"... chi vuol capire, capisca).
Napolitano SI SORPRENDE e non sa cosa fare: inizia le consultazioni di TUTTI i partiti presenti in Parlamento. I ben pagati collaboratori e consiglieri di Napolitano non hanno pensato di suggerirgli direttamente il nome di Renzi? Tutto il Mondo sapeva che sarebbe toccato al sindaco di Firenze, ma Napolitano ha voluto perdere ore, giorni, in inutili consultazioni.
Dalle consultazioni esce il nome di Renzi (ma va?), il quale SI SORPRENDE per questo incarico e accetta con riserva. CON RISERVA??? Si, perchè prima deve farsi un giro di consultazioni (e stiamo a due...) con gli altri partiti per sentirsi dire quello che TUTTO IL MONDO già sapeva: la maggioranza che lo sosterrà sarà la stessa che ha sostenuto Letta. Intanto passano altri giorni totalmente inutili, mentre la gente continua a suicidarsi o scende in piazza (sessantamila piccoli imprenditori e artigiani a Roma, e ancora non si sono mossi gli operai...).
Arriviamo ad oggi: dopo aver flirtato con Berlusconi, aver subito gli affondi di Beppe Grillo e aver consultato il PD (partito di cui è SEGRETARIO,  e che pochi giorni prima ha votato un SUO DOCUMENTO con una maggioranza schiacciante), è salito al Colle per comunicare a Napolitano che sabato scioglierà la riserva. SABATO??? Ci vogliono due giorni di riflessione personale per decidere se accettare o meno l'incarico?

Ovviamente no. Renzi deve passare i prossimi due giorni a chiudere la lista dei ministri e comunicarla, in via segreta, ai potentati economici che lo sostengono, così questi potentati avranno tempo di organizzarsi e speculare in borsa. Venerdì alle 17 la borsa sarà chiusa... e sabato mattina, MAGICAMENTE, Matteo Renzi saprà dirci se scioglie o meno la riserva.
Vogliamo scommettere?
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giovedì 28 novembre 2013

Decadenze



Ieri è stata sancita la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore della Repubblica. Detto in soldoni: il puttaniere frodatore fiscale di Arcore è considerato indegno persino di far parte di un letamaio immondo quale è il Senato.
Non voglio partecipare al gioco di chi grida allo scandalo, al complotto, al colpo di stato; né voglio stare in compagnia di chi crede che adesso "l'Italia si rialzerà! Finalmente l'Italia è libera!".
L'Italia non esiste. Si scrive Italia, si legge Nord. Dal Lazio alla Sicilia ci sono terre e popoli che da anni subiscono le politiche liberticide e assassine di quel Sistema che chiamiamo Italia. Quando capiremo che non si risolvono i problemi di Pordenone e di Siracusa con la stessa ricetta? Quando capiremo che Milano, Bergamo, Brescia, Torino, Cuneo, Verona, Padova, ecc.... non sono sul mare e non possono ricevere i fondi per il dissesto idrogeologico prima dei territori costieri? Quando capiremo ciò e lotteremo per la nostra libertà, smettendo di votare partiti "nazionali" che propinano le stesse ricette in Friuli come in Calabria, allora faremo davvero passi in avanti.
Fino ad allora, io non sarò tra i golpisti (Berlusconi è una vittima), né tra gli ottimisti (senza Berlusconi, l'Italia rinascerà). Non è possibile costruire nulla, su queste macerie. Bisogna prima ripulire tutto.

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venerdì 25 maggio 2012

Quando la montagna partorisce il topolino... o la zoccola.



Nel giorno in cui una nota zoccola, frequentatrice dei festini di Berlusconi, afferma che "Silvio mi faceva travestire da Obama e da Ilda Boccassini", il signor B. di cui sopra indice una conferenza stampa e, insieme al suo delfino Alfano, propone una riforma costituzionale che trasformi l'Italia da repubblica parlamentare a repubblica presidenziale. Quella che era stata presentata come "la più grande novità politica degli ultimi anni" si è dimostrata, viceversa, una ciofeca riscaldata. Si sa da anni che il Napoleone di Milano 2, affetto da grave forma di ducismo novecentesco, voleva tutto il potere per sè: quando era premier, voleva il premierato forte; ora che ha capito che a Palazzo Chigi non risiederà mai più, vuole il presidenzialismo. Chi, se non lui, può essere il candidato presidente del centrodestra? C'è da scommettere che, nel caso probabile che questa ennesima proposta venga bocciata dagli altri partiti, il Duce di Arcore proporrà una nuova riforma costituzionale: l'Impero democrato e liberale. In cui Egli, imperatore maximo, primus super pares, sarà attorniato dal suo zoccolame e dai suoi servili lecchini. Attenersi alla forma istituzionale prevista dai Padri costituenti no, vero?
Il signor B. snocciola tutti i limiti dell'azione dell'Esecutivo, "ostaggio" della Magistratura e del Parlamento. Ciò che si chiama "democrazia", e che prevede che il Governo sia limitato, nella sua azione, dagli altri poteri dello Stato, è per Berlusconi un freno insopportabile. Sicuramente vi sono procedure tecniche troppo farraginose, che ritardano la nascita e la promulgazione delle leggi, ma pensare di bypassare il tutto dando un potere privo di contrappesi all'Esecutivo o, addirittura, al Presidente della Repubblica, testimonia il grado di democraticità del Cavaliere. Perchè, invece di pensare a cambiare la forma istituzionale dello Stato, Berlusconi non avanza proposte su come migliorare l'attuale forma istituzionale della Repubblica, democratica e parlamentare (nonchè fondata sul Lavoro, è meglio ricordarlo sempre)?
L'ex premier dice di essere arrivato a questa conclusione, che già balenava nella sua testa da anni, quando ha visto la differenza tra le elezioni francesi e quelle greche: le prime, hanno consegnato alla Francia un governo stabile; le seconde, che non hanno condotto nessuna coalizione al governo, hanno costretto il presidente greco ad indire nuove elezioni a giugno. Questi due episodi, secondo B, sono il bivio di fronte al quale si trova l'Italia: andare verso Parigi o verso Atene?
Facciamo sommessamente notare al fu Presidente del Consiglio che la differenza di governabilità tra i due paesi non è tanto nella forma istituzionale, bensì nella legge elettorale. Nel primo caso, abbiamo un doppio turno; nel secondo caso, un proporzionale puro. Perchè Berlusconi, invece di pensare alla riforma presidenziale dello Stato, non si preoccupa semplicemente di cambiare la legge elettorale in "senso francese", magari prendendo spunto dal sistema utilizzato per l'elezione dei sindaci?
Domanda retorica, perchè sappiamo già la risposta: la megalomania di Berlusconi spinge lo stesso a tentar di finire la propria carriera politica ricoprendo la più alta carica dello Stato. Siccome sa che, rebus sic stantibus, non riuscirebbe mai a trovare una maggioranza parlamentare disposta a votare per lui, fa appello al Popolo italiano. Vuole essere il primo Presidente della Repubblica eletto direttamente dai cittadini. E vuole magari ripercorrere i sentieri di Reagan o di Chirac.
Anche se, a nostro avviso, B. cercherà di assomigliare a Bill Clinton, rispetto al quale, però, ha circa trecento Lewisky in più.

mercoledì 21 dicembre 2011

Non ci crede nessuno


L'ex ministro leghista Roberto Calderoli, autorevole esponente del peggior governo della storia repubblicana italiana nonchè autore della famigerata legge elettorale definita dallo stesso autore "Porcata", ha tuonato contro il governo Monti: "Dia le dimissioni, perchè
diversamente ci sarà tanta gente, operai, pensionati, piccoli imprenditori, che la verranno a prendere a casa".

Vorremmo tranquillizzare Monti, Calderoli e tutto il governo italiano: non verrà nessuno a cercarvi. Gli italiani non sono più un popolo, ma una massa di pecoroni che è stata capace di tenersi Berlusconi al governo per un decennio senza reagire, figuriamoci se si permetteranno di reagire adesso. Adesso che TUTTI i principali partiti italiani appoggiano le scelte politiche ed economiche di questo governo.
Adesso che l'opposizione non esiste. Adesso che i sindacati minacciano (che paura!!!) uno sciopero generale!

Andarli a prendere a casa? Non ci crede nessuno. Questo governo continuerà a distruggerci, realizzerà ciò che il Sistema vuole e che Berlusconi non è stato capace di fare, ci ridurrà alla fame e tutto per salvare le banche, gli investimenti economici e finanziari, gli industriali.
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mercoledì 30 novembre 2011

'A munnezza d''a gente




Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro".
E' pieno di munnezza.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Vacilla l'alleanza con la Lega.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
E camorrista fuori.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Solo che preferisce Sodoma a Gomorra.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
E' un falso invalido

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Infatti ricorda Mario Merola, 'o mammasantissima...

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Speriamo che il Vesuvio non abbia sentito.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Adora i culi a mandolino.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Piersilvio è 'nu piezz 'e core...

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
L'avevo detto che dire a Obama che in Italia c'era una dittatura dei giudici comunisti fosse una sceneggiata!
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sabato 26 novembre 2011

Parole sante



Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Adesso mi legge anche nel pensiero.

Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Ditelo a Renzi.

Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Però mi tengo il lettone di Putin.

Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Però sei ancora Berlusconi.
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domenica 20 novembre 2011

L'epopea berlusconiana






1994 - 2011.
17 anni.
Berlusconi non ce l'ha fatta ad aspettare che la sua epopea politica diventasse maggiorenne.
Come sempre.
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lunedì 14 novembre 2011

Caduto il dittatore, la dittatura resiste



E' caduto il dittatore, ma la dittatura resiste.
La dittatura del Sistema, dei mercati, del capitalismo, del liberalismo antidemocratico.
Berlusconi si è dimesso: alleluja.
Ora tocca ai bocconiani:. Ciò non mi rende affatto più tranquillo.
Fare peggio di Berlusconi è difficile, ma non impossibile.

Consapevole del fatto che questo nuovo governo godrà del sostegno incondizionato di Pd, Pdl e Terzo Polo, posso solo sperare negli scettici dell'IDV, che hanno annunciato di sostenere SOLO un governo tecnico e di votare o non votare i singoli provvedimenti. I leghisti non li considero nemmeno: in questi anni hanno proposto e votato di tutto, ed ora fanno i verginelli che difendono il Popolo. Io non ci credo.

Faranno la patrimoniale? Giusto, perchè colpisci chi ha di più.
Rimetteranno l'Ici anche sulla prima casa? Sbagliato, perchè colpisci tutti coloro che hanno una casa, cioè l'80 % degli italiani.
Revisione delle pensioni e del mercato del lavoro? Sbagliato, perchè pensionati e lavoratori hanno già pagato tanto. Ora tocca ad altre categorie fare sacrifici.
Liberalizzazioni? In teoria sono una cosa buona, in pratica rischiano di essere de facto privatizzazioni.

E la legge elettorale? E la revisione del sistema bancario? E l'usura legalizzata di Equitalia? E la legge su conflitto di interessi? Perchè queste cose non sono nell'agenda di Monti?
Semplice: alla Bocconi non insegnano queste cose.
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giovedì 10 novembre 2011

Tutti d'accordo su Monti, l'Ultraliberista bocconiano






Non ho nulla contro ciò che Mario Monti è: uno stimato professore di economia, forgiato in una delle più prestigiose scuole del liberismo europeo (la Bocconi).
Ho tutto contro ciò che Mario Monti rappresenta: il capitalismo, il liberismo spinto, l'europeismo mercatista.
Ancora una volta è confermata la teoria: quando il Sistema si accorge che qualche suo strumento (Berlusconi) non è più utile, lo deve sostituire. E con chi? Con un governo che segni, formalmente, una discontinuità col precedente, ma che nei fatti realizzi esattamente ciò che il precedente non è riuscito a fare:
- licenziamenti più facili;
- revisione della contrattazione collettiva;
- innalzamento dell'età pensionabile;
- tagli allo stato sociale;
- privatizzazioni e liberalizzazioni.

Il problema, però, è che il Governo Monti non riuscirà a fare TUTTE queste cose. Avrà poco tempo, e dovrà fare solo le cose più urgenti. Dovrà, in sintesi, risolvere l'emergenza e preparare il terreno per misure antipopolari più incisive.

Secondo voi, Monti cosa ne pensa della lettera della BCE


Semplicissimo: la condivide in toto. Come se l'avesse scritta lui, o un suo discepolo come Mario Draghi.
Il Governo Monti deve essere per il Sistema ciò che fu il Governo Dini, che fece una riforma delle pensioni devastante oltre a preparare il terreno per la vittoria del centrosinistra, la cui missione fu entrare in Europa (in questa Europa, schifossissima Europa). E per entrare in questa Europa aumentarono il prelievo fiscale, misero in campo il Pacchetto Treu (detto anche Il Principio del Male) che sancì l'entrata della precarietà nelle vite di tutti, costruirono i lager moderni chiamati Centri di Permanenza Temporanea, e infine bombardarono la Serbia perchè il Sistema lo impose.

Monti avrà meno mesi di Dini, quindi potrà fare un numero di danni numericamente inferiore. Ma la profondità di questi danni potrebbe essere ben peggiore.

Questa crisi è stata CAUSATA dal liberismo e dal mercatismo: non sarà certo un ultraliberista come Monti a invertire la rotta!
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mercoledì 9 novembre 2011

Prima vi massacro, poi mi dimetto.




Silvio Berlusconi, alias Il Peggior Primo Ministro nella storia repubblicana d'Italia, ha annunciato le sue dimissioni dopo l'approvazione del DDL Stabilità, cioè il pacchetto di manovre che devono rispondere ai diktat europei.
Le dimissioni si danno, non si annunciano. Specie quando è palese che ad oggi non c'è più una maggioranza in Parlamento e che solo il soccorso di qualche altro transfugo (penso ai Radicali) potrebbe consentire a questo governo di sopravvivere.
Il problema, però, è un altro: più giorni campa questo governo, più problemi ci sono per gli italiani. E non parlo solo di spread ed altre amenità economiciste: parlo di un Paese fermo, paralizzato, in cui tutti hanno paura di tutti, in cui non c'è fiducia nella politica, nella magistratura, nelle forze dell'ordine, nei datori di lavoro e nei lavoratori.
Berlusconi ha rotto il Paese. Lo ha spaccato in due: o con me o contro di me. E chi si trova contro di lui è un traditore dell'Italia, nonchè comunista, nonchè sovversivo, nonchè golpista.

Le dimissioni di questo losco figuro, però, non saranno una liberazione. Esse infatti, se vi saranno, seguiranno l'approvazione del DDL Stabilità. E cosa prevede, questo testo di legge? Al momento c'è solo una bozza, perchè il Governo e la (fu) maggioranza che lo sostiene ancora non lo hanno scritto:
- Ci sarà un taglio di mille impiegati amministrativi a partire dall’anno scolastico 2012-2013.
- Tagli per 60 milioni di euro a Carabinieri e Polizia nei prossimi due anni. Alla faccia della tanto decantata "sicurezza innanzitutto".
- Tassa sui concorsi: arriva un contributo tra i 10 e i 15 euro come “diritto di segreteria” per partecipare a determinati concorsi pubblici.
- Stretta alle spese di funzionamento dell’Inps, dell’Inpdap e dell’Inail per il 2012 e gli anni successivi.
- Mobilità per i dipendenti statali.
- Vendita di immobili del patrimonio pubblico (leggi in particolare alla voce Difesa)
- Binari di privatizzazione volontaria delle partecipate degli enti locali
- Riforma e liberalizzazioni delle professioni.
Tutto questo condito da un regalino alla Lega Nord: "Al fine di consentire il completamento delle operazioni di protezione civile in atto, il Consiglio ha prorogato lo stato d'emergenza già deliberato per gli eventi atmosferici eccezionali che hanno colpito il territorio della Regione Veneto nell'ottobre dello scorso anno".

Come si può vedere, un massacro sociale: meno posti nelle scuole, meno soldi alla sicurezza, più tasse anche sui concorsi (quindi su chi cerca lavoro!), meno soldi per previdenza e assistenza, mobilità per i dipendenti pubblici, privatizzazioni (in barba al referendum appena votato!).
A ciò si aggiunga che ancora non sappiamo, ma il timore c'è, se verranno inserite norme come il famigerato articolo 8 (cioè la possibilità di licenziare senza giusta causa PER TUTTE LE AZIENDE, indipendentemente dal numero dei dipendenti), oppure se sarà varata l'ennesima revisione degli scaloni e delle finestre pensionistiche.

Prima ci massacra, e poi si dimette.
E noi, per attendere le sue dimissioni, dobbiamo subire tutto ciò? Non esiste proprio! Se la sedicente opposizione parlamentare, pur di levarsi dai coglioni Berlusconi, dovesse far passare queste norme, saranno corresponsabili del disastro e della macelleria sociale.

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venerdì 4 novembre 2011

Accanimento terapeutico




Tenere in vita questo governo Berlusconi è indegno ed immorale. Accanirsi così tanto nei confronti del Governo, e soprattutto dei cittadini che da questa feccia sono governati, è una colpa che non si laverà via facilmente. Possono riciclarsi in altri partiti o partitini, possono nascondersi dietro il "golpe di palazzo" e i governi tecnici. La verità è che la sopravvivenza di questo governo è inversamente proporzionale alla sopravvivenza nostra.
Chi verrà dopo? Alcuni dicono il centrosinistra di Bersani, Di Pietro, Vendola, magari aperto a qualche terzopolista. Non lo so, e onestamente questa prospettiva non mi affascina per niente. Di certo, non voterò per il PD ed i suoi eventuali alleati.

Non voglio più scegliere la marca di vaselina con cui ce lo state mettendo nel culo.
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lunedì 31 ottobre 2011

La "sinistra" italiana tra Montezemolo e Renzi







Complimenti. Davvero complimenti.
Un governo "de destra" come quello Berlusconi necessiterebbe di una sinistra capace di essere radicalmente alternativa al berlusconismo. Di più: una sinistra ANTAGONISTA del berlusconismo.
E chi ci ritroviamo, come papabili candidati premier? Montezemolo e Renzi. Non solo loro, sia chiaro. Ma già il fatto che si stia discutendo di questi "leaderssss" mi fa venire l'orticaria.
Ce lo vedete voi un operaio, a cui Sacconi vuole togliere il diritto di non essere licenziato senza giusta causa, votare Montezemolo??? Ce lo vedete voi un neolaureato disoccupato o precario che, dopo aver creduto alle baggianate isolazioniste di Veltroni, mette una croce sul nome di Renzi?
Per carità, tutto è possibile. Anzi, dirò di più: è probabile. Probabile che la gente, pur di togliere di mezzo Berlusconi e il peggior governo della storia repubblicana, vada a votare per Montezemolo, Renzi e gli altri cavalli di Troia che il Sistema liberaldemocratico e capitalista vuole utilizzare quando Berlusconi non sarà più premier.

L'alternativa di governo può anche esserci con questi esemplari, ma non abbiate speranza in una alternativa di Sistema.
Se volete cambiare le cose, piantatela di pensare a Bersani, Di Pietro, Vendola, Montezemolo e Renzi.
Se volete cambiare le cose, smettetela di pensare che basti una croce su una scheda elettorale. E' importante, certo: ma non è mai stata e non sarà mai sufficiente, fin quando vivremo sotto questo Sistema.
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giovedì 27 ottobre 2011

L'ennesima figura di merda di Cisl e Uil




I segretari di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti, hanno passato gli ultimi anni a firmare qualsiasi cosa il Governo Berlusconi proponesse, e a criticare la CGIL colpevole, ai loro occhi, di essere un sindacato "che fa politica".
Vorrei vedere le loro facce oggi, alla luce della lettera che il governo Berlusconi ha inviato alla UE per confermare la cieca obbedienza dell'Italia ai dettami del Sistema liberaldemocratico e capitalista che governa il Mondo.
Vorrei vedere le facce degli iscritti alle loro confederazioni sindacali, che negli anni hanno dovuto subire sacrosanti rimproveri (verbali e talvolta fisici) da parte dei lavoratori che si rendevano conto che accordi come quelli di Mirafiori e di Pomigliani sono ONTOLOGICAMENTE antisindacali e antioperai.

Oggi si sono svegliati dal torpore, e annunciano: "Se il Governo dovesse modificare la normativa sui licenziamenti, siamo pronti allo sciopero generale". Strano, perchè la CGIL ha fatto due mesi fa uno sciopero generale su questi temi, ed in particolare sull'Articolo 8 della manovra, il quale articolo consentiva licenziamenti più facili. Sono veggenti quelli della CGIL? Avevano capito tutto con due mesi di anticipo? O sono semplicemente S-I-N-D-A-C-A-L-I-S-T-I, che leggono tra le righe dei contratti, degli accordi e dei disegni di legge gli attacchi più beceri ai diritti dei lavoratori?

Vorrei rivedere la faccia di Bonanni quando, durante una festa del PD, fo duramente contestato dai "komunisti dei centri sociali". Solo che, stavolta, la contestazione dovrebbe partire dagli iscritti alla CISL!
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mercoledì 26 ottobre 2011

Articolo 8, ovvero la distruzione del lavoro






Da un'inchieta di La Repubblica, ecco cosa prevede il famigerato articolo 8 inserito nell'ultima manovra finanziaria:

"Tra le pieghe della manovra correttiva settembrina, il Governo ha inserito un articolo, l'articolo 8, che poco ha a che fare con la salute dei conti pubblici e molto con la salute del diritto del lavoro. Nei mesi del declassamento del debito pubblico italiano e dei conti in rosso, il Ministro Sacconi non rinuncia a mettere le mani su Contratto Collettivo Nazionale e Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. L'articolo 8 prevede la possibilità di derogare, con intese a livello territoriale, sia ai contratti collettivi nazionali di lavoro che alla legge, su un ampio ventaglio di materie: dal licenziamento, agli orari di lavoro, alla regolamentazione del part-time, alle mansioni e agli inquadramenti, fino alla disciplina delle assunzioni e dei rapporti di lavoro.

Concretamente significa che i diritti dei lavoratori sanciti dalla Legge e le condizioni previste nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro potrebbero non valere più. O, almeno, non per tutti, non ovunque. I contratti di "prossimità" (questa la dicitura utilizzata per le intese da attivare a livello aziendale o territoriale) potrebbero stabilire cose anche molto diverse tra luogo e luogo. Titolati a firmare queste intese i sindacati "comparativamente più rappresentativi" anche sul piano territoriale o aziendale: un sindacato presente in una sola impresa, magari perché gradito all'azienda e quindi magari meno autonomo dagli interessi dell'impresa, è, insomma, investito dello stesso ruolo di un sindacato nazionale.

Addio al principio di eguaglianza di trattamento tra lavoratori? Addio allo Statuto dei Diritti dei Lavoratori? Questa è la posta in gioco? Lo si vedrà a partire dalle (presumibilmente) numerose cause di lavoro che partiranno non appena questa norma farà i primi passi. Sì, perché la norma, oltre ad essere stata fin da subito molto contestata in ambito sindacale, tanto da scatenare una dura reazione della CGIL partita con lo sciopero generale del 6 Settembre 2011, è anche particolarmente confusa, ragion per cui è diventata oggetto di una pioggia di critiche da parte di una consistente porzione di giuslavorasti.

In realtà ciò che ispira l'articolo 8 sembra essere la generalizzazione a tutto il mondo del lavoro delle condizioni e del trattamento oggi riservate ai lavoratori precari. Per questo il modo migliore per raccontare le possibili ripercussioni di quella norma è raccontare la condizione di vita e di lavoro dei così detti "atipici", ormai sempre più numerosi, ormai sempre più "tipici".

Licenziamenti, mansioni e inquadramenti, orario di lavoro, compenso, malattia, disciplina: sono tutti temi sui quali a chi ha un contratto precario non è data alcuna garanzia, né alcuna certezza, come denuncia la campagna Giovani NON+ disposti a tutto della Cgil, che sulla condizione dei lavoratori precari e sui rischi dell'articolo 8 della manovra economica ha promosso la campagna "La precarietà non paga".

E' ipotizzabile, dunque, che un "contratto di prossimità" preveda che, a seguito di un licenziamento senza giusta causa, non ci sia la reintegra nel posto di lavoro, ma solo un indennizzo, magari irrisorio. Ecco che l'instabilità dei lavoratori precari irrompe anche nella vita di tutti gli altri.

Oppure ci si può attendere che a livello aziendale vengano attribuiti ai lavoratori mansioni e inquadramenti a prescindere dai titoli e dall'esperienza. Ed ecco quindi l'iper-qualificato a cui viene chiesto di svolgere compiti di segreteria o il dirigente con venti anni di anzianità spostato all'ufficio timbri. Oppure, il contrario: un lavoratore inquadrato a un basso livello cui viene chiesta un'assunzione di responsabilità sproporzionata. Esattamente come avviene oggi per quell'esercito di parasubordinati e lavoratori a termine a cui viene chiesto di far di tutto e di più pur di assicurarsi il rinnovo del contratto.

Si tratta degli stessi soggetti per cui lo stipendio lo decide, quasi sempre, il datore di lavoro. Ora, con l'articolo 8, rischiano di essere in larga compagnia. La retribuzione potrebbe diventare per tutti, anche per chi ha un contratto collettivo di riferimento, una variabile su cui intervengono i contratti di prossimità: stipulare intese sull'inquadramento del personale, infatti, potrebbe comportare anche un abbassamento della retribuzione, senza alcun rispetto per la professionalità e le competenze del lavoratore.

Ma l'articolo 8 interviene anche nel concreto svolgimento della propria prestazione di lavoro: sull'orario di lavoro, per esempio, si rischia di dire addio al limite delle 40 ore settimanali, così come sarà possibile una stretta sulle pause, sui riposi giornalieri e settimanali o sul lavoro notturno. Uno scenario simile a quanto accaduto nella nota vicenda della Fiat di Pomigliano (a cui l'articolo 8 della manovra dà il suo imprimatur) e a quello dei lavoratori precari costretti a lavorare con orari che lasciano poco spazio alla programmazione della propria esistenza, chiamati senza preavviso a coprire turni improvvisamente vaganti o a svolgere lavoro extra a parità di retribuzione.

Una stretta è assai probabile anche sul part-time, su cui potrebbe accadere quasi di tutto: il tempo di lavoro potrebbe essere organizzato a seconda delle esigenze dell'impresa e distribuito in modo variabile da periodo a periodo. Qualcosa di simile a quanto avviene oggi ai lavoratori con contratto "a chiamata": una delle tipologie contrattuali introdotte con la legge 30 e ritenute tra le più "precarizzanti".

E ancora, nell'universo delle possibili ripercussioni della nuova norma, ritroviamo la tutela della malattia, potenzialmente soggetta a restrizioni, e tutto ciò che attiene alla "disciplina del rapporto di lavoro", che significa uno spettro particolarmente ampio di ambiti: dal possibile allungamento del "periodo di prova" (oggi di massimo 6 mesi da previsione legislativa) producendo anche per questa via una surrettizia eliminazione dell'articolo 18; alla drastica riduzione degli scatti d'anzianità; all'ampliamento a dismisura dello spettro di sanzioni disciplinari possibili, alla limitazione dei diritti sindacali. Tutte cose che i precari non hanno sostanzialmente mai conosciuto."


Come si vede, questo articolo DISTRUGGE il sistema lavorativo italiano. DISTRUGGE le tutele dei lavoratori, conquistate negli anni a seguito di lunghe e faticose (talvolta anche tragiche) lotte. DISTRUGGE il Contratto Collettivo Nazionale, ponendo al centro i contratti "di prossimità" (aziendali e territoriali). DISTRUGGE le prospettive di crearsi una famiglia, di acquistare casa, di vivere una vita "borghesemente" onesta.
Mentre vi scandalizzate per la DISTRUZIONE di una vetrina o l'incendio di un auto, riflettete sulla DISTRUZIONE del lavoro e della vita che il Sistema realizza quotidianamente.

La violenza del Popolo è SEMPRE CONSEGUENZA della violenza del Sistema.

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martedì 25 ottobre 2011

Barcollantes governi pensionanda (lat. maccheronicus)






Mentre tutti si chiedono se il governo Berlusconi, cioè il peggior governo della storia repubblicana d'Italia, cadrà o meno a seguito delle richieste IRRICIVEBILI della UE, le quali stanno creando notevoli mal di pancia a Palazzo Chigi e a Via Bellerio, io mi chiedo:
il prossimo governo che farà? Rispondera garibaldinamente "OBBEDISCO" ai diktati del Unione Capitalista Europea o si schiererà dalla parte dei Popoli lavoratori? Mi farà andare in pensione a 60, 65, 67, 73, o 128 anni? Privatizzerà o ripubblicizzerà?

In attesa dell'ardua sentenza dei posteri, sottoscrivo le parole sbiascicanti di Bossi: "Se lo facciamo, la gente ci ammazza!".
Ecco, bravo. Cominciate a tremare.
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martedì 20 settembre 2011

Da Minzolini a Ferrara, in onda RaiRegime





Non so se vi è capitato di vedere RaiUno ultimamente. Io la vedo sempre meno spesso, però l'altra sera mi è capitato di guardarla. E di assistere ad una cosa indegna. Il peggior direttore del Tg1 nella storia, tal Augusto Minzolini, e l'intelligentissimo paraculo ex Kompagno Giuliano Ferrara, impegnati in una difesa del Duce di Arcore. Silvio è "un eroe", i magistrati sono "dei ragazzotti", le colpe di Berlusconi sono veniali atti di "sciatteria".
Mi rifiuto di pensare che una persona intelligente come Ferrara pensi davvero queste cose. Minzolini, viceversa, è un servo alla pari di Belpietro e Sallusti, quindi non mi sorprende la sua presa di posizione.
RaiUno, cioè la rete più vista del servizio pubblico, ha il Telegiornale più visto d'Italia: ed è proprio da lì che l'85 % degli italiano apprende le notizie. Subito dopo il TG1, va in onda Radio Londra, il programma di cinque minuti condotto da Giuliano Ferrara che rappresenta la risposta "di centrodestra" al fu Il Fatto di Enzo Biagi.

A quale livello di degrado umano e culturale è giunto il giornalismo italiano! Quanto servilismo verso il potere e il Sistema. Non vedo grande differenza tra berlusconiani e debenedettiani: entrambi servi del Sistema. L'unica differenza è nella decenza. E non è poco.
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giovedì 15 settembre 2011

Elenco troiano




Secondo le intercettazioni telefoniche pubblicate su Repubblica e riguardanti le "serate galanti" del premier, ecco l'elenco "troiano" composto da tutte quelle femmine (mi pare eccessivo chiamarle donne) che hanno partecipato alle suddette serate e che hanno deliziato il sultano Berlusconi in cambio di qualche favore o di una buona parcella:

Maria Teresa De Nicolò, detta Terry (palazzo Grazioli), Carolina Marconi, Daniela Lungoci (villa San Martino), Francesca Lana, Hawa Kardiatau, Karen Buchanan (palazzo Grazioli), Camille Charao Cordeiro (Palazzo Grazioli), Barbara Montereale (villa Certosa), Sara Tommasi, Sebbar Fadoua (Palazzo Grazioli), Chiara Guicciardi (palazzo Grazioli), Vanessa di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro (palazzo Grazioli), Maria Josefa De Brito Ramos (palazzo Grazioli), Grazia Capone (Arcore e villa San Martino), Luciana de Freitas Francioli (Arcore), Michaela Pribisova, Maria Ester Garcia Polanco (centro Messeguè di Melezzole), Mariasole Caci (Arcore), Ioana Visan, Barbara Guerra, Patrizia D’Addario (palazzo Grazioli), Sara Tommasi, Lucia Rossini (palazzo Grazioli).


Non ci stupiremo certo, se dovessimo venire a sapere che queste esemplari della mignottocrazia imperante in Italia fossero state insultate nella pubblica via. Anzi, quasi quasi ce lo auguriamo.

lunedì 5 settembre 2011

Il sultano mi fa pena







Berlusconi mi fa pena. E questa è una notizia.

L'odio per lui, e per ciò che lui rappresenta, non si è certo affievolito.

Semplicemente, oggi mi rendo conto che l'indistruttibile dittatorello in doppiopetto e scarpe col tacco, alla fin fine, è una merdaccia come tutti noi. Anzi, più di tutti noi.

E un figuro povero nell'anima, senza un vero amico, sfruttato e ricattato da una corte di troie e di papponi che gli impongono un pizzo pur di non aprire bocca sulle sue debolezze. In puro stile mefioso.

E il sultano paga, paga tutti e tutte, con cifre notevoli.

Con che occhi guarda i suoi figli, i quali sanno che puttaniere è il padre?

Con che faccia si guarda allo specchio, quando sa che ciò che vede è solo un vecchio rifatto che nessuno oggi ama, nemmeno tra coloro che gli leccano il culo o qualche altre parte del corpo.

E' un povero stronzo, che ha una grande colpa: governa l'Italia. Si, governa questo "paese di merda" (cit. sua). E lo governa malissimo. Perchè pensa solo ai cazzi suoi, alle sue aziende, ai suoi amici (che tanto amici non si stanno dimostrando) e alle sue debolezze da puttaniere e da mecenate.



Provo pena per quest'uomo che sta rovinando se stesso proporzionalmente a come sta rovinando l'Italia. Un uomo di cui la Storia dirà: "Odiato dai suoi avversari, non amato e sfruttato da tutti gli altri".

Che tristezza passare alla storia così.

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