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sabato 15 febbraio 2014
Insorgenza Civile ed i Grillini - intervista a Nando Dicè
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giovedì 13 febbraio 2014
Insorgenza lo aveva detto. Le Iene confermano.
Questo è il video delle Iene, realizzato dallo stranamente ottimo Lucci.
Questo è l'articolo dell'insorgente Floriana Tortora, di qualche giorno fa.
Quello che segue è, invece, l'articolo di Nando Dicè alla luce del servizio delle Iene:
Ieri sera un servizio di Enrico Lucci alle Iene sull’altra verità in merito allo scippo avvenuto in un vicolo di Napoli, presunto scoop di Repubblica, da noi ampiamente contestato.
Un video che ha aperto subito un dibattito feroce sul web.
Ora le Iene sono sempre jene e nelle jene non c’è coerenza, ma solo istinto del branco, verso prede deboli isolate, morenti. E si sa, l’odore della “morte” attira l’audience italiano.
E’ però evidente che se la Vera Napoli non avesse reagito, al punto di essere aggressivissima contro la diffamazione giornalistica standard denominata Sputtanapoli, le Iene avrebbero sbranato un cadavere morente. Ma Napoli non è morta e quindi quando una jena si accorge di questo che fa? È costretta a dire la verità e lo dice da jena, col sorriso maligno di chi sghignazza innanzi al “pasto mancato”.
Ma ogni jena, deve mangiare, deve portare il servizio giornalistico a casa e quindi dopo le varie reazioni dei napoletani sui servizi scandalosi dedicati alla presunta indifferenza di Napoli, avviene il miracolo.
La jena Lucci, ridendo ridendo, dice la verità. Certo: la dice come chi non è abituato a parlare bene di Napoli, pescando alla rinfusa i nomi e le azioni considerate “buone” su Napoli , mischiando Giacobini e Lazzari, Vico e Resistenza, Masaniello e Settembrini, e offrendoci una ricerca da terza media, in perfetto stile italico, ovviamente.
Ma alla fine dice quello che a noi interessa: era impossibile che quello che la maggior parte della stampa ha descritto fosse vero. Infatti non lo era. Non era vero che il popolo ha aiutato lo scippatore, non era vero che la gente non ha fatto nulla, non era vero che Napoli morente fosse acquiescente alla morte per inciviltà che l’Italia dei media auspica per Napoli.
E poi? E poi Benjamin su cui la jena ritorna jena… povero, emigrato, in cerca di lavoro, poverino ora deve pure preoccuparsi che “gli amici dello scippatore” lo puntino per una ritorsione. Logicamente il fatto che Benjamin fosse tutti i giorni li, dove era stato da prima dell’atto eroico, dovrebbe fugare ogni dubbio, avrebbe dovuto far ritenere inutile quella domanda, ma in fondo senza quella domanda che jene sarebbero? E poi? E poi il signore anziano che nonostante abbia cercato di fermare il mezzo e chiamato i poliziotti, si è visto accusare di “associazione solidale con gli scippatori” ma che invece reagisce e fa bene.
Potrei continuare a lungo, ma mi basta dire che lo scippatore era a detta dei testimoni in “pigiama”, sotto i chiari effetti della droga, che la signora rapinata continuava a dire “lasciatelo andare” e che la situazione era altamente confusa ed il tutto si è svolto in pochi minuti. Vorrei chiudere con qualche considerazione.
Le jene sono jene, ma gli sciacalli non mancano mai… e sciacallaggio è quello di chi per sputtanare i napoletani chiede la cittadinanza onoraria di Benjamin, sciacallaggio è non ricordare che per le strade di Napoli c’è l’esercito e nonostante tutto esistono gli scippi. Sciacallaggio e sputtanapoli è non sottolineare che le forze dell’ordine hanno assicurato lo scippatore alla galera grazie alla denuncia dei napoletani.
Invece azzannata la preda e preso il boccone migliore, lasciano il cadavere alle jene… e poi parlano di vergogna.
Stavolta però la jena era sazia: e la verità, o almeno una parte di essa ha sputtanato lo sputtanapoli. Dandoci ragione. E lo sappiamo, fa male a chi non ha avuto il coraggio e mai l’avrà di difendere il suo popolo continuando a automassacrarsi masochisticamente.
Nando Dicè
E ADESSO CHIEDETECI SCUSA!
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mercoledì 12 febbraio 2014
"Repubblica senza patria" - Intervento di Nando Dicè
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venerdì 6 dicembre 2013
In ricordo del Mandela non globalizzato
Quando viene a mancare uno dei riferimenti ideali e politici della gioventù, si avverte sempre un vuoto. Avrei voluto scrivere tante cose riguardanti il "mio" Nelson Mandela, ma non ne sono stato capace. O meglio: ho trovato chi ha scritto meglio di me le cose che volevo dire io. E ve lo propongo qui sotto:
Nelson Mandela è morto a 95 anni. Il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, ha annunciato giovedì sera in un commosso discorso televisivo alla nazione la scomparsa del suo predecessore, eroe della lotta all’apartheid nel Paese. «I nostri pensieri – ha detto – sono con la sua famiglia, con i colleghi e amici e con il popolo sudafricano». Zuma, come tutto il mondo in queste ore, ha espresso «profonda gratitudine» per Mandela e ha ordinato il lutto nazionale. Le bandiere saranno a mezz’asta in tutto il Paese da oggi al giorno delle esequie. «La sua anima riposi in pace. Dio benedica l’Africa», ha detto ancora Zuma.«Voglio ricordare con semplici parole la sua umiltà, la sua grande umanità per la quale il mondo intero avrà grande gratitudine per sempre». Nel suo annuncio Zuma si è rivolto ripetutamente a Mandela col suo popolare soprannome: Madiba.
Nel 1991 Nelson Mandela dichiarò “abbiamo imbracciato le armi per non essere più sottomessi, per non morire schiavi”.
Ma chi pensa che la condizione di schiavitù sia prerogativa dell’uomo nero, E’ RAZZISTA!
Esistono almeno due Mandela, secondo noi: quello che in nome delle proprie origini tribali, della propria tribù, della propria Identità, si è fatto anni di galera e di lotta anche armata.
Ed esiste un secondo Mandela , quello che funzionale al sistema Globalizzato, prende i Nobel, frequenta la politica e le Star di Hollywood finaziate dall’alta finanza.
E’ evidente che sino a quando l’economia speculativa finanziaria aveva tutto l’interesse a conservare al proprio interno aree economiche protette, Mandela doveva stare in galera. Quando, insomma, la finanza decise che l’Oro, i diamanti e le ricchezze enormi del Sud Africa andavano globalizzate, Mandela si trasformò nell’uomo della provvidenza anti razzista del mondo.
Ma vi facciamo notare che gli stessi che oggi lodano Mandela erano in partiti o in schieramenti ideologici che all’epoca in cui Mandela era in carcere e rifiutò di uscire per non rinunciare alla “Lotta armata” , governavano Paesi che votarono contro agli embarghi economici al Sud Africa.
Se l’ipocrisia fosse denaro, voi sareste miliardari…. ops…. lo siete. E lo siete anche di più, grazie alle ricchezze del Sud Africa. L’uomo vero, il tribale, il guerrigliero, quello che difendeva la sua lingua non riconosciuta che per essere se stesso ha messo sul piatto della vita anni di galera, quello si, quello è un nostro simbolo. L’Uomo politico internazionale, l’uomo immagine, il premio nobel, l’uomo di sport mondiale, simbolo di multinazionali e alta finanza , non ci appartiene, soprattutto se ci domandiamo, quante miniere d’oro e diamanti, oggi sono di proprietà dei neri?
Noi vogliamo piangere quel giovane Mandela, ricordandolo per quello che ha determinato i suoi anni di galera. L’essere se stesso.
Nando Dicè
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mercoledì 30 ottobre 2013
Riferimenti meridionalisti identitari
Il secessionismo come componente delle proteste e delle manifestazioni sociali?
Non è una mia idea...ma di Zitara....
Il meridionalismo come componente culturale del superamento ideale del nazionalismo giacobino?
Non è una mia idea...ma di Vitale....
Il meridioanlismo come movimento ideale di antagonismo al sistema camorristico?
L'ha inventato Tassoni...
L'alfabetizzazione del popolo meridionale alla verità storica?
l'ha fatta Pino Aprile...
La propensione politica del meridionalismo?
I primi furono Barone e Manna
Il meridionalismo culturale come arma da usare nei media?
Manna (de gregorio-de Marco-canale 21.tormentone) fu maestro a tutti.
Il meridionalismo come idea mediterranea?
Idea di Franco Nocella... con tentativo (ottimo) di riconcretizzazione concettuale di Esposito
Il meridionalismo come sfondo su cui rivalutare l'epoca Borbonica e di conseguenza tutto il sud ed ridare orgoglio al nostro popolo?
De crescenzo-Pazzaglia-Gulì-Lanza-Laricchia....sono stati precursori e sono grandi motori.
La rivalutazione storica come movimento d'Opinione al fine di una nuova nazione e di una nuova idea di nazione... con tanto attivismo?
Marro ha dato l'anima...
L'imporre una visione nuova del meridionalismo, professionale, profonda, preparata,pulita senza orpelli e senza torcicollo?
Parlato...solo lei poteva riuscire in un'impresa ardua....
Nando Dicè
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venerdì 11 ottobre 2013
Napoli colera: lettera di un Fedayn a Insorgenza Civile
Caro Nando,
da meridionalista e da appartenente al gruppo Fedayn (seppur lontano dal mondo ultras da qualche anno) nonché amico fraterno di Alessandro Cosentino, l’ultras che ha spiegato alla stampa le ragioni dello striscione: ”Napoli colera”… riscuotendo ancora una volta il malcontento del mondo meridionalista tutto e divenendo così oggetto di critica, spiego a te la reale natura di quel tipo di contestazione difficile da comprendere per chi non vive questo tipo di realtà: va innanzitutto detto che è impossibile conciliare due linguaggi così distinti quali quello ultras da quello politico. Per un meridionalista, ascoltare cori autoironici contro la propria città o leggere una frase offensiva come “napoli colera” è il massimo dei peccati capitali. Questo avviene perchè la chiave di lettura è politica, ma da un punto di vista ultras tutto ciò non ha nulla a che fare con i concetti e le interpretazioni errate cui assistiamo in questi giorni da parte dei vari movimenti, difatti non dobbiamo certo andare a Milano per ascoltare cori razziali contro Napoli….si verifica il medesimo fenomeno anche quando giochiamo con altre squadre del Sud. Quello che cerco di dire è che il mondo ultras sposa battaglie differenti dalle nostre pur contrastando il medesimo nemico, gli ultras infatti si battono contro quella stessa repressione atta a zittire tanto il loro pensiero quanto quello meridionalista. Non è concepibile che una curva venga chiusa per uno sfottò, e se oggi è accaduto a Milano…domani accadrà a Napoli. La contestazione promossa dai Fedayn non è stata di sostegno ai milanisti e dunque al nemico, si è trattato bensì di un atto di coerenza verso la propria mentalità, una messaggio antisistemico verso uno Stato che cerca di penetrare nel tessuto del tifo calcistico dettando le proprie leggi e punendo i non omologati. E chi meglio dei napoletani avrebbe potuto dissentire essendo noi la parte lesa, essendo stati noi tutelati da quello stesso STATO che ci proponiamo di combattere? Il messaggio degli ultras è chiaro e lampante: non vogliamo essere difesi dal nemico e soprattutto non attraverso quegli stessi mezzi che il nemico utilizza per annientare il nostro pensiero. Tutto ciò con la politca non ha nulla a che fare, non ha nulla a che fare con il divario Nord-Sud, nulla a che fare con i soprusi sul nostro territorio, nessuna autocritica o autoironia, solo un semplice messaggio: lo Stato deve restare fuori dal nostro mondo. LA CURVA NON SI TOCCA!
Risposta di Nando Dicè, presidente di Insorgenza Civile: "è un modo di ragionare troppo distante dal mio, anche se nel loro odio verso lo Stato in fondo li comprendo, anche se le ragioni mi sembrano limitative, ma come ho espresso pubblicamente la mia idea, così mi sembra giusto far conoscere quella degli Ultras".
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mercoledì 2 ottobre 2013
Video di Nando Dicè sull'importanza delle prossime elezioni Europee
Il video di Nando Dicè, presidente del Movimento di Insorgenza Civile, in cui il leader insorgente parla delle novità virtuali e reali di Insorgenza, e in cui apre la lunga campagna elettorale per le Europee 2014.
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giovedì 19 settembre 2013
Perchè mi sono nuovamente iscritto a Insorgenza Civile
Oggi ho incontrato Nando Dicè, il presidente del Movimento di Insorgenza Civile. Un movimento meridionalista identitario, antiliberista e anticapitalista, a cui sono stato iscritto anni fa. Avevo, poi, deciso di non rinnovare la tessera, consapevole dell'impossibilità di avere tempo da dedicare alla causa del SUD e anche alle lotte territoriali (scuola, trasporti, ambiente, lavoro, rifiuti, ecc...) della città in cui mi trovo a vivere dal 2007, cioè Roma.
Negli ultimi mesi, però, ho riflettuto molto sulla possibilità e sulla necessità di dedicare alla causa del Popolo Napolitano, ovunque esso sia disperso da decenni di emigrazione, e della Terra Napolitana, quella splendida terra che sta a SUD del Reatino e del Tronto. Davvero non riuscivo a trovare un minuto al giorno, un'ora alla settimana, da dedicare a questa causa?
Allora ho ricontattato Nando, spiegandogli che volevo ricominciare a mettermi a disposizione di Insorgenza e volevo anche lavorare per i tantissimi napolitani che vivono a Roma e che hanno gli stessi problemi dei cittadini del Sud. Si, perchè Roma è ormai una città del Sud: per composizione "etnica", per le problematiche che vive, per il razzismo che subisce dal nord. Volevo lavorare per creare una realtà politicamente e culturalmente attiva, in maniera democratica e orizzontale.
I mesi son passati e la relazione con Nando, con Insorgenza e col mondo del meridionalismo (sostantivo che non mi piace, ma che utilizzo per ragioni di semplicità e chiarezza), si è fatta man mano più forte. Cresceva anche il convincimento che, se davvero vuoi dedicare tempo a qualcosa, deve essere qualcosa di bello, di importante, di altissimo valore ideale. Fino ad oggi, quando ho ufficializzato il mio nuovo tesseramento.
Ora devo, ora voglio lavorare per creare una Delegazione Insorgente a Roma, un nucleo di militanti che vogliono dedicare qualche scampolo di tempo ad una lotta politico-culturale durissima e faticosissima.
Ma per cosa siamo nati, se non per lottare per la Giustizia e la Libertà?
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lunedì 21 marzo 2011
Insorgenza Civile
NANDO DICE', PRESIDENTE DI INSORGENZA CIVILE
INSORGERE E' GIUSTO!!!
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mercoledì 23 febbraio 2011
Napoli è un simbolo

Napoli è un simbolo e come tale è stato più di ogni altro attaccato da chi ha tutto l’interesse a distruggerne l’identità. Enfatizzare determinati aspetti della napoletanità per condurli ad una parodia di se stessi è uno dei metodi per distruggere il senso di appartenenza.Far divenire gli indiani d’America tutti ubriaconi era una strategia definita per distruggere dall’interno l’identità dei 100 e passa popoli indiani che costituivano la nazione indiana. Napoli era un simbolo del Sud non era e non è il Sud, ma attaccando Napoli si attacca un simbolo del Sud, quindi tutto il Sud. Il problema [...] è che la strategia mira a far vergognare la Napoli che resiste della Napoli che si è arresa. Frasi del tipo “è colpa nostra”, “siamo proprio fatti cosi”, “al nord queste cose non succedono” sono sintomatiche di come vogliono ridurre i napoletani. Come ha ben scritto, e descritto, Malcom X, se vuoi dominare uno schiavo devi convincere lo schiavo che per lui non è mai esistita altra scelta e che la schiavitù è nella sua natura. Non puoi dirgli “sei schiavo perché io sono più forte” quello alla prima occasione cerca di ammazzarti nel sonno, e fa bene.Quando una nave affonda é al grido “si salvi chi può” che si scatenano gli istinti bestiali di ogni uomo lasciato in balia degli eventi, Vale per i Napoletani ma anche per i Parigini o gli americani di Los Angeles o di New Orleans. Ordine, rispetto delle proprie regole comuni, fiducia nelle istituzioni, rispetto delle origini e delle proprie tradizioni, orgoglio dell’ appartenenza comportamento di integrità nel rispetto di se stessi e del proprio orgoglioso passato e presente stabiliscono l’atteggiamento di un popolo. Ma non quando a questo popolo si è insegnato sin dalle scuole elementari che nel proprio passato non c’è altro che schiavitù e dominazioni, che i propri antenati non erano altro che ladri, briganti (nel senso di banditi) e peones. Quante volte sentiamo dire quella perdurante bugia che al Sud si è sempre emigrato, cantando “santa lucia luntano” come se l’emigrazione fosse nel dna dei nostri padri e non una precisa volontà politica dei liberali del nord. Quando a questo popolo non si danno istituzioni, leggi e stili di vita conformi alle tradizioni, anzi lo vogliono convincere che non ha mai avuto tradizioni, se non l’arte di arrangiarsi e di cantare, cosa succede? Gli Inglesi sono divenuti impero grazie ai pirati, ma quando i pirati non sono serviti più non hanno sputato nel piatto in cui mangiavano e nella letteratura hanno epicizzato l’etica (inesistente) di corsari e bucanieri. Se avesse vinto il Nazismo in Inghilterra avrebbero insegnato agli inglesi che il loro punto di riferimento non era l’onore ma la vergogna piratesca, cosa sarebbero ora gli inglesi? Gli americani hanno nel loro dna lo sterminio degli indiani, ma non senti nessun americano dire di se stesso, certo se ammazziamo 50 bambini iracheni in una scuola è perché abbiamo dai tempi di Custer sempre ammazzato bambini e se un americano fa saltare con una bomba un albergo, nessuno dirà siamo proprio noi che siamo bombaroli pur avendo scaraventato bombe su mezzo mondo. La festa che li accomuna tutti è l’indipendenza dagli Inglesi, mica la vittoria del nord sul Sud durante la guerra di secessione.A noi cosa vogliono farci festeggiare, il Risorgimento? Cioè di come in nome dell’unire gli italiani qualcuno volle attaccare la religione degli italiani e volle depredare gli italiani del Sud? L’Arno puzza e Venezia è piena di ”zoccole”, ma non senti nessun telegiornale ripetere ad ogni intervento su queste città, queste scontate verità. A Milano si rubano più auto che a Roma e Napoli messe insieme, ma se lo dici ad un Napoletano questo ti risponderà con quasi orgoglio che siamo noi che c’è le andiamo a rubare. E questo che dovrei insegnare a mia figlia? Che apparteniamo tutti ad un popolo di munnezzari e ladri di macchine? Napoli è altro, Napoli è scienza, Napoli è cultura, Napoli è il posto dove nonostante 160 anni di dominazione risorgimentale si resiste ancora. Se lo stato Italianunito avesse trattato Milano come ha trattato Napoli a quest’ora tutti i Milanesi sarebbero peggio, ma molto peggio, della 167 di Scampia. E sarebbe anche normale visto che quando Napoli era faro di legalità e di diritto in Lombardia c’erano padrini mafiosi chiamati Don Rodrigo ed assassini incalliti e coglioni chiamati Bravi e vigliacchi chiamati Abbondio. Se non sono ancora arrivati ad insegnare ad i nostri figli che il Manzoni scrisse Lago di Como, ma voleva scrivere ….golfo di Napoli e perché non vogliono far capire bene cosa erano i Milanesi di quel tempo. Poveri, appestati, Assassini, mafiosi… e poi parlano del colera… ma mi facciano il piacere! Se ad un Mammasantissima di Napoli gli togli il potere che i Savoia gli hanno dato nel 1861, troverai un Don Rodrigo qualsiasi. Napoli per tutto il medio evo è stato il fulcro del feudalesimo (oggi lo potremmo chiamare federalismo) Francorum, il nord era governato dal principio feudale Longobardorum. Per quasi mille anni gli italiani del Sud e del nord hanno avuto istituzioni e modi di concepire lo stare insieme diversi. Con il nazionalismo hanno fatto l’Italia, ma hanno iniziato a distruggere gli Italiani del Sud. Hanno iniziato amici, ma non ci sono ancora riusciti.La mia Napoli è l’orgoglio di appartenere ad una grande civiltà, una grande cultura, dei grandi antenati. La mia Napoli siete voi che non vi arrendete, siamo noi che conserviamo il ricordo di quello che saremo e che lo tramandiamo ai nostri figli. La mia Napoli è lo sberleffo all’onorevole Trombetta, è la caustica pernacchia del de Filippo che ogni giorno facciamo NOI NAPOLETANI che non ci siamo arresi alle lusinghe della vita borghese. Io difendo Napoli, cari amici non perché sono napoletano (chi mi conosce sa che difendo con orgoglio le mie origini sannitiche), ma perché la Napoli che vogliono creare non è la stessa Napoli dei miei, dei nostri antenati. Napoli è gioia di vivere in un territorio baciato dagli Dei, non è quel luogo di rassegnazione e di sofferenza e stress che impongono con i media e con il traffico.Napoli è ancora il simbolo del genio italico, anche se per applicarlo dobbiamo, costretti, emigrare all’estero. Napoli è la socialità dei popoli di mare, non è l’individualismo cronico dell’egoismo liberale. Potrei continuare, ma Napoli è un simbolo, non si può spiegare. Dante definiva l’amore come la forza che muoveva il cielo, le stelle e tutte le cose dell’universo. Ciò che viene fatto per amore accade sempre al di là del bene e del male diceva Nietzsche e noi, amiamo Napoli.
Nando Dicè
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