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martedì 13 maggio 2014

‘Speziale libero’: lo striscione-manifesto negli stadi di tutta Europa (e alla Fiat)




Tratto da Il Fatto Quotidiano

Un’onda che attraversa l’Europa dal Portogallo alla Macedonia, unendo le curve e gli operai. Gli ultras fanno fronte comune contro la condanna a 5 anni di daspo di Genny ‘a Carogna anche per aver indossato la t-shirt ‘Speziale libero’. E nei settori del tifo organizzato si moltiplicano gli striscioni che invocano giustizia per il ragazzo catanese condannato a 8 anni per l’omicidio dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti. Non solo Germania, dunque. Nel corso del week end le prese di posizione sono arrivate anche nel resto d’Europa e ovviamente da parte del tifo organizzato italiano. A Salerno, Vicenza e Sassari sono comparsi striscioni su alcuni cavalcavia. I tifosi della squadra veneta, impegnata nei playoff promozione contro il Savona, hanno alzato dei fogli con il testo dell’articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di espressione e la copertina del libro ‘Il caso Speziale’, pubblicato dal giornalista Simone Nastasi che ripercorre le tappe di un processo sul quale – secondo molti – permangono zone d’ombre.

Quello che il mondo delle curve contesta è l’interpretazione della maglia indossata dal capoultras dei Mastiffs in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. Non si tratta a loro avviso di un’offesa alla memoria di Raciti ma della richiesta di giustizia per una sentenza ritenuta sbagliata. I tifosi dell’Andria hanno espresso il concetto con ironia: “Scajola libero… ci diffidate tutti?”. Situazione simile sugli spalti del Savoia e allo Jacovone di Taranto: “Articolo 21… libertà di espressione ma in questa nazione è solo contraddizione”. Anche a San Siro, prima di Inter-Lazio, la curva nerazzurra ha esposto uno striscione per contestare la decisione contro Gennaro De Tommaso: “Dateci il daspo a vita. Verremo a casa vostra a vedere la partita. Siamo tutti un po’ carogne”. Senza mezzi termini, gli ultras della Nocerina: “Per Speziale è chiedere verità… applaudire assassini pura infamità”, un chiaro riferimento ai cinque minuti di applausi riservati agli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi durante il congresso del Sap.

Quasi tutte le curve hanno ricordato anche Ciro Esposito, il ragazzo ferito a colpi di pistola prima di Napoli-Fiorentina. Mentre la curva della Roma ha omaggiato Daniele De Santis, l’uomo che avrebbe sparato al tifoso partenopeo. Ma è in Europa che il fenomeno è entrato prepotentemente nelle curve, spingendo il presidente del Coni Giovanni Malagò a definirsi “frastornato, come se ci fosse uno sdoganamento di certi ragionamenti fuori dai nostri confini”. “Speziale libero” è comparso in quattro campi del Portogallo, comprese le curve di Sporting Lisbona e Porto. In Germania la richiesta di giustizia per Speziale ha toccato gli spalti del Borussia Monchengladbach fino ad arrivare alle serie minori, oltre a Bayern, Borussia e Hertha Berlino, i cui tifosi hanno sintetizzato così il loro pensiero: “Italia è piena di vergogna ma si pensa alla Carogna”. Striscioni sono comparsi anche tra gli ultras norvegesi (Aalesund e Staebek) e austriaci (Innsbruck e Vienna) fino all’Europa dell’est, dove hanno manifestato solidarietà con il ragazzo catanese anche le curve di Slovan Bratislava, Dinamo Tblisi, Skopje, Spartak Trnava e Galatasaray.

E in mattinata la richiesta pro Speziale è arrivata anche davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, mischiandosi con le rivendicazioni operaie. Un gruppo di lavoratori del Comitato di lotta, che protesta davanti all’ingresso 2 per chiedere il ritorno al lavoro a tempo pieno di tutti i dipendenti, ha indossato una t-shirt con lo slogan “Speziale libero. Marchionne dimettiti” e ha esposto dei cartelli con un fotomontaggio dove appare il corpo di Gennaro De Tommaso e la testa dell’ad della Fiat, oltre alla scritta “Marchionn… chi è ‘a carogn?”.
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venerdì 9 maggio 2014

Contro il reato d'opinione, anche noi vogliamo "Speziale libero"



Vi posto un interessante articolo redatto dal Collettivo Militant di Roma:

Il copione repressivo orchestrato dal circuito politico-mediatico, per giunta questo volta davvero condiviso da tutte le posizioni politiche – anche le meno sospettabili, ha raggiunto ieri il suo punto culminante, e cioè l’introduzione del reato d’opinione. Gennaro De Tommaso, ultras del Napoli, sarebbe stato oggetto di un provvedimento di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (un Daspo di 5 anni!), nonché indagato dalla magistratura, per la maglietta indossata sabato scorso all’Olimpico, recante la scritta “Speziale Libero”. Anche altri tifosi del Napoli l’altro ieri sera, nella partita contro il Cagliari, sarebbero stati fermati e allontanati dallo stadio con l’unica accusa di indossare la maglietta incriminata. Bocciata da anni dal dibattito pubblico, quindi, la proclamazione del reato d’opinione è rientrata dalla finestra sfruttando il clima accusatorio verso il tifo organizzato, oggi più che mai terreno di sperimentazione di tecniche repressive da estendere al resto della società. Un fatto inaudito, che per fortuna ha smosso anche quegli esponenti liberali più coscienti, come il giornalista Enrico Mentana, che giustamente si diceva perplesso di un provvedimento disciplinare per la manifestazione di un’opinione, cioè la vicinanza ad un condannato in primo grado (qui la parte di trasmissione, di cui condividiamo al 100% le parole espresse). Ora, non solo la vicenda Speziale è uno dei molti buchi neri della giustizia italiana, ma qui siamo di fronte ad un salto qualitativo delle politiche repressive a dir poco epocale. Se dovesse passare senza intoppi, e anzi col malcelato compiacimento di una sinistra legalitaria distante anni luce dalle contraddizioni sociali che dice voler rappresentare, un domani (molto prossimo) quello stesso reato sarà utilizzato contro di noi, magari per una maglietta non conforme ai desideri del magistrato di turno, o per un’opinione discorde rispetto al politicamente accettabile. Oggi più che mai è necessario batterci non solo per la liberazione di Antonino Speziale, ingiustamente elevato a mostro pubblico da sbattere sui media nazionali garantendo l’impunità di Stato, ma solidarizzare con Gennaro De Tommaso, accusato illegalmente di aver espresso, tramite una maglietta, la vicinanza a Speziale e alla sua vicenda.


E’ necessario ribadire il concetto: se oggi passa in silenzio questo paradigma contro i tifosi organizzati, domani ce lo ritroveremo contro le organizzazioni politiche e sociali che portano avanti il conflitto nel paese. E quando fioccheranno denunce contro militanti politici solo per aver espresso un’opinione, per quanto radicale o anche opinabile, se non ci batteremo oggi per questi fatti con quale coerenza chiederemo solidarietà quando saremo noi sul banco degli imputati? Se oggi il mondo politico ci chiede di scegliere fra la legalità di Alfano e la presunta illegalità di Gennaro De Tommaso e di Antonino Speziale, oggi noi ribadiamo che non saliamo sul carro dei poliziotti di Stato. Speziale e De Tommaso liberi!
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