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domenica 4 dicembre 2011

Compleanno



Oggi è il mio compleanno. Qualcuno dei miei pochi, ma fedeli, lettori avrà notato che ultimamente questo blog è diventato ancor più personale. Sono solito scriverci più battute (di dubbio gusto, lo ammetto...) e più riflessioni personali di una volta.
Meno politico, meno collettivo, più individuale e satirico.

Anche la grafica è cambiata: il simbolo dell'Octopus è ormai indissolubilmente legato al blog e alla mia persona, per i motivi esposti negli Orientamenti Octopusiani


(http://antoniolucignano.blogspot.com/2011/09/octopus-il-simbolo-del-blog.html ).

Potranno cambiare gli sfondi, ma l'immagine è la medesima: bandiera nera con un Octopus bianco.

Anche il nome d'arte, Nilin, comincia a piacermi davvero tanto. Lo sto usando per firmare le mie battute e qualche scritto da poco tempo, eppure mi pare rispecchiare meglio ciò che sono diventato.

In questo periodo ho ripreso a scrivere anche una sinossi che avevo in animo di realizzare da anni, forse decenni. Se diventerà un romanzo, una serie di racconti o una semplice trama, si vedrà.

Vi lascio con questi versi:

"Fino a quando non saremo onde
non potremo infrangerci sugli scogli
e lasciarci illuminare dai fari.
Spumeggeremo rabbia, invece che amore
e ascolteremo i venti senza sentirli,
Fino a quando non saremo onde."
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giovedì 24 novembre 2011

Twittatemi, se vi va



Nilin è su twitter: @antoniolucignan

Anche lì sparerò il mio sogghigno magico... "A Mandrà, annamo che sennò ce pijano pure pe' froci!"

mercoledì 9 novembre 2011

Un volantino in strada


La strada è sporca. Bagnata da una pioggia acida. I miei anfibi ci affogano dentro, ma resistono. Non cedono.
Sui muri della città si vedono i segni delle esplosioni. Dei saccheggi. Della rabbia sociale. L'intonaco sbriciolato dipinge una città morta. Che forse resusciterà. Forse.
I manifesti inneggiano alla rivolta. I volantini tappezzano la strada come sampietrini di carta.
Leggo con gli occhi rossi dei gas lacrimogeni uno slogan:
Disobbediamo Agli Obbedienti.
Politica Contro Politicanti.

Mi guardo le mani. Sono sporche di sangue e terra. L'origine del mondo: sangue e terra.
Nelle mani stringo un fucile. L'ho preso ad un ribelle morto. Non ho mai sparato. Imparerò.

Comincia la disobbedienza. La Negazione.
Che sia rinascita o apocalisse.
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Prima vi massacro, poi mi dimetto.




Silvio Berlusconi, alias Il Peggior Primo Ministro nella storia repubblicana d'Italia, ha annunciato le sue dimissioni dopo l'approvazione del DDL Stabilità, cioè il pacchetto di manovre che devono rispondere ai diktat europei.
Le dimissioni si danno, non si annunciano. Specie quando è palese che ad oggi non c'è più una maggioranza in Parlamento e che solo il soccorso di qualche altro transfugo (penso ai Radicali) potrebbe consentire a questo governo di sopravvivere.
Il problema, però, è un altro: più giorni campa questo governo, più problemi ci sono per gli italiani. E non parlo solo di spread ed altre amenità economiciste: parlo di un Paese fermo, paralizzato, in cui tutti hanno paura di tutti, in cui non c'è fiducia nella politica, nella magistratura, nelle forze dell'ordine, nei datori di lavoro e nei lavoratori.
Berlusconi ha rotto il Paese. Lo ha spaccato in due: o con me o contro di me. E chi si trova contro di lui è un traditore dell'Italia, nonchè comunista, nonchè sovversivo, nonchè golpista.

Le dimissioni di questo losco figuro, però, non saranno una liberazione. Esse infatti, se vi saranno, seguiranno l'approvazione del DDL Stabilità. E cosa prevede, questo testo di legge? Al momento c'è solo una bozza, perchè il Governo e la (fu) maggioranza che lo sostiene ancora non lo hanno scritto:
- Ci sarà un taglio di mille impiegati amministrativi a partire dall’anno scolastico 2012-2013.
- Tagli per 60 milioni di euro a Carabinieri e Polizia nei prossimi due anni. Alla faccia della tanto decantata "sicurezza innanzitutto".
- Tassa sui concorsi: arriva un contributo tra i 10 e i 15 euro come “diritto di segreteria” per partecipare a determinati concorsi pubblici.
- Stretta alle spese di funzionamento dell’Inps, dell’Inpdap e dell’Inail per il 2012 e gli anni successivi.
- Mobilità per i dipendenti statali.
- Vendita di immobili del patrimonio pubblico (leggi in particolare alla voce Difesa)
- Binari di privatizzazione volontaria delle partecipate degli enti locali
- Riforma e liberalizzazioni delle professioni.
Tutto questo condito da un regalino alla Lega Nord: "Al fine di consentire il completamento delle operazioni di protezione civile in atto, il Consiglio ha prorogato lo stato d'emergenza già deliberato per gli eventi atmosferici eccezionali che hanno colpito il territorio della Regione Veneto nell'ottobre dello scorso anno".

Come si può vedere, un massacro sociale: meno posti nelle scuole, meno soldi alla sicurezza, più tasse anche sui concorsi (quindi su chi cerca lavoro!), meno soldi per previdenza e assistenza, mobilità per i dipendenti pubblici, privatizzazioni (in barba al referendum appena votato!).
A ciò si aggiunga che ancora non sappiamo, ma il timore c'è, se verranno inserite norme come il famigerato articolo 8 (cioè la possibilità di licenziare senza giusta causa PER TUTTE LE AZIENDE, indipendentemente dal numero dei dipendenti), oppure se sarà varata l'ennesima revisione degli scaloni e delle finestre pensionistiche.

Prima ci massacra, e poi si dimette.
E noi, per attendere le sue dimissioni, dobbiamo subire tutto ciò? Non esiste proprio! Se la sedicente opposizione parlamentare, pur di levarsi dai coglioni Berlusconi, dovesse far passare queste norme, saranno corresponsabili del disastro e della macelleria sociale.

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sabato 11 giugno 2011

Equilibrio, non moderazione




Questo blog ha la bava alla bocca. E' incazzato nero. Si è rotto i coglioni di questi moderatini che non hanno il coraggio di dire che in Italia serve una catarsi, una rigenerazione totale delle coscienze e della classe dirigente.
Domani e dopodomani si voterà per i referendum. Abbiamo la possibilità di dare un calcio in culo a tutti quegli speculatori che non aspettano altro che mettere le mani sugli appalti per la privatizzazione della gestione dei servizi pubblici (acqua, trasporti, rifiuti, ecc...) e sull'energia nucleare. Pensate un pò: moltissimi nuclearisti convinti, tra cui l'ex presidente di Legambiente Chicco Testa, sono imprenditori nel settore delle rinnovabili. Come ve lo spiegate? Sembra una contraddizione, vero? E invece no: questi maiali vogliono papparsi i finanziamenti di ogni settore energetico, dall'eolico al solare, dal idroelettrico al nucleare.
Abbiamo visto ciò che è successo a Cernobyl. Abbiamo visto ciò che sta succedendo in Giappone. Abbiamo elencato tutti i disastri nucleari avvenuti negli ultimi 50 anni. Niente. Questi maiali continuano a voler fare i miliardi sulla nostra salute.
Abbiamo dimostrato, tabelle alla mano, che ovunque vi sia stata una privatizzazione della gestione dei servizi pubblici, le tariffe sono aumentate e la qualità del servizio non è migliorato.
Ed infine, last but not least, abbiamo il legittimo impedimento: una legge fatta ad hoc per un settantene pedofilo che vuole sottrarsi ai molteplici processi in cui è coinvolto, e che paga una corte di servi e di troie piazzata nelle istituzioni e nei mass media. Questa corte ha un unico compito: ripetere il mantra della persecuzione nei confronti del miliardario settantenne.

Questo è quanto. A questo è ridotta l'Italia, una nazione che ha la Costituzione più avanzata tra tutte le costituzioni europee ed occidentali. Una nazione che per secoli, per millenni, è stato il centro culturale e politico del pianeta. Ed oggi è ridotta a baciare le mani al dittatore berbero di turno o ad avere ministri, come quelli della Lega, che ai tempi di Mussolini ed Hitler sarebbero stati trattati secondo i dettami del programma Aktion T4.

Contro questa deriva esistenziale non ci può essere dubbio. Bisogna agire. Anzi, reAgire. Opporsi. Ribellarsi. E smascherare tutti gli inganni della moderazione.
Siamo sull'orlo di un baratro, e per non cadere serve equilibrio. Non moderazione.



VIKTOR NILIN
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venerdì 10 giugno 2011

Punto



Ogni abuso verrà punito.

Viktor Nilin

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