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lunedì 16 giugno 2014

E' nato il Fronte Unitario del Lavoratori

E' ufficialmente nato sabato 14 giugno a Torino il FUL, Fronte Unitario dei Lavoratori. La necessità di rilanciare in Italia un percorso politico e sindacale unitario per tutti i comunisti, a partire dai luoghi di lavoro e di conflitto, ha portato alla nascita di questo progetto, che si incarna nel sentiero delle esperienze del PAME in Grecia e del CUO in Spagna.
Di seguito alcune foto dell'assemblea di Torino (tratte da Iskrae), che ha visto la partecipazione di molti lavoratori da tutti i territori.







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domenica 9 settembre 2012

"Si perderanno mille posti al giorno". E allora agite.



Luigi Angeletti, segretario generale UIL, intervistato da SkyTg24 ha dichiarato: "Ci aspettano mesi peggiori di quelli passati. In autunno perderemo circa mille posti al giorno". E lei che ha fatto, per impedirlo? Bonanni ,la Camusso e lei, in questi mesi e in questi anni, cosa avete fatto per evitare tale scempio sociale? Ben poco, per non dire niente.
Signor Angeletti, mi sbaglio o lei è tra i firmatari del famigerato "Patto per l'Italia", prodromico all'attuale macelleria sociale che stiamo vivendo? Anni fa, quando il governo Berlusconi era forte e Cisl e Uil facevano a gara per prendere le distanze da quei komunisti della Cgil, il suo compare Bonanni e lei avete consegnato milioni di lavoratori italiani nelle mani del precariato, della disoccupazione, della riduzione dei diritti. Il tutto per la promessa, rivelatasi poi una chimera, di tempi migliori. 
"Gli italiani si stanno impoverendo", afferma giustamente. E allora perché, invece di piagnucolare come se lei non avesse colpe, non chiede scusa ai lavoratori italiani e non si mette ad organizzare scioperi ad oltranza, non le classiche quattro ore del venerdì o del sabato?
"Ci sono 960mila persone che vivono di politica e negli ultimi 10 anni hanno aumentato il loro reddito dell'80%. Non c'è lavoratore o imprenditore che ha beneficiato dello stesso trattamento". Ottimo, signor Angeletti, ma lei in questi 10 anni cosa ha fatto per contrastare questa deriva? Non ricordiamo suoi attacchi o manifestazioni di dissenso esplicito su questo tema, mentre ricordiamo benissimo i suoi ripetuti inviti ad abbassare i toni e a lavorare per il bene del Paese. Con la conseguenza che si è lavorato solo al bene della classe dirigente del Paese, mentre i cittadini, i lavoratori, il Popolo, hanno visto peggiorare tragicamente la loro condizione di vita. Senza che il suo sindacato facesse nulla che sia meritevole di passare alle cronache.
Le va riconosciuto che, nell'ultimo periodo, alcune sue posizioni sono tornate ad essere apprezzabili, mentre il suo compare Bonanni appare ormai irrecuperabile. Intanto, però, vorremmo sapere se lei è favorevole o meno al referendum promosso da Fiom e IdV sulla abolizione dell'attuale normativa sui licenziamenti, che ha de facto abolito l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Inoltre, vorremmo anche sapere se il suo sindacato ha intenzione di organizzare o sostenere le lotte sociali che inevitabilmente - come lei stesso ha ricordato - ci saranno nel prossimo futuro.
Vedremo.

Do svidanija

mercoledì 27 giugno 2012

Ripartire dal Sud e rivoltare il paese



Sabato in piazza a Napoli per “Ripartire dal Sud e rivoltare il paese”: Cremaschi: “Connettere le vertenze sociali e sindacali del Meridione”. Una manifestazione contro un dispositivo autoritario contro i settori popolari.

"Assume particolare importanza la manifestazione di Napoli, del prossimo Sabato 30 giugno, organizzata dal Comitato No/Debito nazionale in sinergia con centri sociali e organizzazioni del sindacalismo di base e conflittuale, nel quadro della mobilitazione permanente contro i variegati effetti antisociali del governo Monti in corso, da mesi, nel paese” così dichiara, Giorgio Cremaschi portavoce del Comitato No/Debito, il quale invita a sostenere la piattaforma rivendicativa “Ripartiamo dal Sud, rivoltiamo il paese” la quale mette a centro della mobilitazione di Napoli la necessità di connettere la tante vertenze sociali e sindacali che attraversano il territorio meridionale a partire dalla orgogliosa rivendicazione delle proteste contro il sistema/Equitalia che, particolarmente, nel Sud d’Italia, rappresenta un dispositivo autoritario rivolto, prevalentemente, contro i ceti sociali subalterni. Ritornare in piazza a Napoli sabato 30 giugno – conclude Giorgio Cremaschi, è una necessità urgente per articolare e generalizzare la mobilitazione che stiamo alimentando nel paese e che dovrà rafforzarsi sempre più anche in vista degli ulteriori affondi che i poteri forti del capitale, nazionale e multinazionale, stanno preparando per scaricare, con ancora più virulenza, i costi della crisi sulla pelle dei ceti popolari.

Il prossimo 30 giugno, Napoli si candida dare un appuntamento di mobilitazione ampio con un corteo che vedrà la partecipazione di delegazioni anche di altre regioni ed a lanciare un messaggio chiaro e forte contro il Governo Monti, la Controriforma Fornero e per la chiusura di Equitalia. 
Le realtà sociali, politiche e sindacali che aderiscono sono ormai tante: dall’Unione Sindacale di Base alla rete Commons, dal Laboratorio occupato Insurgencia al Sindacato lavoratori in lotta, dai Precari Bros organizzati alla Rete dei Comunisti, da Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra al Comitato nazionale No debito nazionale. 
”Stop Equitalia, Stop precarietà”, è lo slogan che oggi hanno fatto proprio gli organizzatori in occasione della conferenza stampa che ha presentato il corteo del 30 giugno prossimo a Napoli. “Il nostro messaggio non è certo quello di non pagare le tasse - hanno spiegato - piuttosto chiediamo la dismissione dei metodi da usura e una sanatoria del debito per le fasce deboli della popolazione”. 
”Pretendiamo nuovi diritti e non una nuova precarietà”. Da qui al 30 giugno in una città che, contro Equitalia, ha già visto scontri anche duri, gli attivisti annunciano azioni a sorprese. Intanto, in occasione del corteo arriveranno a Napoli anche delegazioni da Puglia, Calabria, Abruzzo, Lazio.

Tratto da Contropiano.org