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venerdì 6 aprile 2012

Idv Lazio: le proteste dei pendolari sono sacrosante!

Dopo alcuni giorni di "pausa", con questo post ricomincio a parlare di politica:


«Le continue proteste che ci arrivano tramite incontri, email e azioni dimostrative da parte degli ormai sfiniti pendolari laziali, sulle loro odissee giornaliere, non possono che avere il nostro massimo sostegno». Lo dichiarano, in una nota, Giovanni Loreto Colagrossi, consigliere regionale dell' Italia dei Valori e Componente Commissione Mobilità della Regione Lazio e Daniele Parrucci, Responsabile Regionale IDV Trasporti. «Non è più accettabile - prosegue Colagrossi - che su linee come la Roma/Tivoli, la Roma-Cassino, la Roma-Viterbo, e non ultima per disagi la Roma-Lido i nostri cittadini laziali, per recarsi sul posto di lavoro o di studio, siano costretti ogni giorno a condizioni di viaggio disumane». «Continui ritardi, - continua Parrucci - numero di treni insufficiente per coprire un bacino d'utenza di migliaia di persone, carrozze chiuse nonostante il sovraffollamento al limite della decenza umana, sporcizia e assenza di bagni praticabili, fanno delle linee sopracitate vere e proprie macchie indelebili per tutta la nostra Regione». «È il momento di dire basta - concludono Colagrossi e Parrucci - assistere e vivere questo disagio ogni giorno è assolutamente intollerabile». Ci rivolgiamo nuovamente all'Assessore Lollobrigida affinché si adoperi quanto prima nel prendere, e nel pretendere, provvedimenti immediati dai vertici di Trenitalia, nel pieno rispetto del Contratto di Servizio stipulato dalle parti.

sabato 3 marzo 2012

T.reno A.lta V.oracità

Lo splendido editoriale di Marco Travaglio, durante l'ultima puntata di Servizio Pubblico, spiega in maniera perfetta perchè il TAV è un'opera inutile, dannosa e costosa. Oltre a evidenziare gli interessi economici delle solite lobbies, che tanta influenza hanno su Pdl, Pd e Terzo Polo, Marco Travaglio denuncia anche i comportamenti di quella grande fetta delle forze dell'ordine che stanno dando vita a mattanze cilene in Val di Susa.

sabato 4 febbraio 2012

Neve, Roma in tilt: è sempre colpa degli altri



7 ore per percorrere 5 km. Grande Raccordo Anulare bloccato: 12 uscite chiuse e code interminabili. Persone per ore in auto senza che qualcuno portasse loro una tazza di thè per riscaldarsi. Treni paralizzati: cittadini scendono dai vagoni e percorrono chilometri a piedi sui binari, sotto la neve. Autobus costretti a fermarsi prima delle salite "perchè non abbiamo le catene alle ruote". Sono bastati in media 20 cm di neve per mandare in tilt Roma.
A chi, giustamente, chiede spiegazioni ad Alemanno e alla sua giunta, alla luce del fatto che da giorni le previsioni meteo annunciavano una nevicata importante a Roma, il Sindaco di destra risponde che la colpa non è sua nè della sua macchina amministrativa.
La colpa è della Protezione Civile Nazionale, "che ha sbagliato le previsioni e, quindi, immaginato un intervento di minore intensità", con la conseguenza che "Roma è stata lasciata sola" a risolvere l'emergenza. Peccato che il capo della Protezione Civile abbia risposto evidenziando che l'ultimo tavolo con l'istituzione capitolina aveva previsto tutto, e che il piano antineve di Roma Capitale ha dimostrato, ancora una volta dopo il 2010, di essere totalmente inappropriato. Dove erano, infatti, i mezzi spargisale? Come mai gli autobus non avevano montato le catene sulle ruote? Come mai lo stato di emergenza è stato dichiarato solo alle 13.30? Inoltre, la Protezione civile ha diramato un comunicato stampa:
"Aspettando il lavoro della Commissione d’inchiesta auspicata dal sindaco Alemanno, date le informazioni scorrette che stanno circolando, il Dipartimento della Protezione Civile ritiene necessario puntualizzare quanto segue.
I 35 mm di cui parla il sindaco sono contenuti nelle previsioni giornaliere che il Centro Funzionale Centrale del Dipartimento ha inviato nei giorni scorsi al Centro Funzionale della Regione Lazio, dove, crediamo, lavorino tecnici ed esperti capaci di leggere tali dati. I 15-35 mm sono riferiti a cumulate di precipitazione di acqua equivalente: i tecnici, che leggono le previsioni e le traducono in informazioni intelligibili per tutti, sanno bene che 1 mm di acqua corrisponde a circa 1 cm di neve. Quindi, i 15-35 mm, se riferiti a neve, si trasformano in centimetri.
Inoltre, è bene sottolineare che il Dipartimento non ha competenza sulla vidimazione dei piani comunali di protezione civile, anche perché sarebbe complicato farlo su 8.092 comuni; i dubbi sull’adeguatezza, stante le rassicurazioni del comune giunte anche attraverso i media, non sono sorti prima del verificarsi dell’evento calamitoso, ma nella fase della sua applicazione".
Messo alle strette, il centrodestra capitolino ha cambiato obiettivo: la colpa non è solo della Protezione Civile, ma anche della Provincia (guidata da Zingaretti, centrosinistra). "Le strade consolari sono andate in tilt, e quelle strade sono di competenza della Provincia". Pronta la risposta del presidente Zingaretti: "Solo Ardeatina, Nomentana e Laurentina sono di competenza della Provincia, e su queste strade non si è verificato alcun disservizio". Infatti, i problemi principali per Roma si sono verificati sulle strade che dal Raccordo Anulare conducono al Centro e viceversa, quindi in tratti di competenza del Comune.
Non sapendo più a chi dare la colpa dei clamorosi disagi a cui sono stati costretti i tantissimi cittadini romani, Alemanno se l'è presa col Caso: "Era dal 1985 che non nevicava così. Non è il momento delle polemiche stucchevoli, proprio per la straordinarietà dell'evento". In realtà, disagi simili si sono verificati solo due anni fa, quando il 12 febbraio 2010 Roma si svegliò coperta di neve. Anche allora, nonostante la quantità di neve caduta fosse inferiore a quella di questi giorni, vi furono strade bloccate, treni paralizzati, taxi introvabili, autobus senza catene, assenza di spalaneve e spargisale.
L'antico vizio di non far nulla, aspettando l'evento per poi dichiarare l'emergenza e lavarsi le mani addosando ad altri le colpe, è duro a morire.

lunedì 16 gennaio 2012

"Anderground" - Targhe alterne in una capitale invivibile






La Giunta Alemanno, nella persona dell'assessore all'Ambiente Marco Visconti, ha deciso un provvedimento rivoluzionario e innovativo per le alte concentrazioni di polveri sottili: le targhe alterne.
Il piano antismog del Campidoglio prescrive infatti che al sesto giorno di superamenti scattino le limitazioni del traffico. All'interno della fascia verde, transito vietato per le targhe dispari dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21. Martedì, lo stop scatterà per le targhe pari nei medesimi orari. Deroghe per le auto euro 5, le moto euro 3, le vetture gpl, metano, elettriche e ibride. Per i trasgressori 155 euro di multa.

Ovviamente, il Campidoglio ha predisposto un potenziamento dei mezzi pubblici, per venire incontro ai cittadini che hanno le auto con le targhe dispari.
Il problema, direbbe Er Pomata di Febbre da Cavallo, sta a monte: i famosi e famigerati mezzi pubblici romani sono capaci di soddisfare le esigenze della cittadinanza? Facciamo giusto un esempio: il capolinea della linea B di Metroroma è Rebibbia, nei pressi del famoso carcere. Il confine orientale di Roma si estende fino a Ponte di Nona. Quanto tempo ci vuole, in auto, per percorrere i circa 12 km da Ponte di Nona al capolinea di Rebibbia alle 8.00 di mattina? Un'ora. Chiedete a qualsiasi cittadino romano: circa un'ora.
Arrivati a Rebibbia bisogna trovare parcheggio (impresa epica), dopodichè bisogna prendere la metro in direzione Roma Termini, dove scendere e cambiare per prendere la linea A, oppure continuare fino alla periferia sudovest di Roma.
Tradotto in soldoni: se una persona lavora, ad esempio, all'Eur e non può prendere l'auto perchè vi sono le targhe alterne o altre misure, deve calcolare NON MENO DI DUE ORE per raggiungere il luogo di lavoro E LO STESSO TEMPO per tornare a casa.
Questo è lo stato dell'arte della viabilità romana, tenendo conto della sola metropolitana. Quando si parla di targhe alterne e di "potenziamento dei mezzi di trasporto", bisogna tener conto di queste cose. Si possono anche raddoppiare le corse della metro, ma se ci vuole sempre un'ora per fare 12 km, se le linee dei bus non hanno corsie preferenziali, se le strade consolari (Tiburtina, Prenestina, Pontina, Appia, ecc...) sono intasate QUOTIDIANAMENTE, si aumentano solo i problemi per i lavoratori.

Infine, paragoniamo Roma ad un'altra capitale europea: Berlino.
La capitale tedesca ha una superficie di 892 km quadrati, mentre Roma si estende su 1285 km quadrati. Gli abitanti di Berlino sono 3.471.756, mentre quelli di Roma sono 2.770.882.
Berlino, in definitiva, ha 700mila abitanti in più, ma una superficie minore di Roma. Quante linee della metro ci sono a Berlino? 9 linee U-Bahn e 15 linee S-Bahn.
Non c'è altro da aggiungere.

giovedì 17 novembre 2011

I vagoni affollati: scene da far west a Roma Est



No, non parliamo dei tristi vagoni della vergogna stracolmi di ebrei che venivano spediti nei lager nazisti.
Parliamo di un'altra vergogna, meno grave forse, ma più attuale: i treni dei pendolari.
Parliamo di Roma, ma sappiamo bene che questo problema riguarda un pò tutta Italia.
Roma ha visto, negli ultimi anni, uno sviluppo edilizio intensivo della periferia orientale: palazzi e centri commerciali sono spuntati come funghi, mentre i servizi (scarsi) sono totalmente insufficienti per una utenza così vasta.
Roma Est non è servita dalle linee Metro, ma ha solo una linea ferroviaria (la FR2) che arriva fino a Roma Tiburtina.
Due giorni fa, dopo che una corsa era saltata (per motivi sconosciuti), il treno successivo è stato preso letteralmente d'assalto dalla folla: le immagini di persone che salivano sul treno attraverso i finestrini (!!!) facevano inferocire e rabbrividire.
Ieri, all'arrivo del treno con ben tre vagoni chiusi per malfunzionamento, è scattata la protesta: i cittadini hanno occupato i binari per circa un'ora per protestare contro le indegne condizioni di trasporto e di vita cui sono soggetti i pendolari di Roma Est.
"Il treno dei deportati", come è stato tristemente soprannominato, genera quotidianamente scene da far west, di tutti contro tutti pur di accaparrarsi un posto per raggiungere il lavoro.
E pensare che erano in cantiere lavori per aumentare il numero di corse al giorno, oltre alla stazione di Ponte di Nona che è pronta ma che, stranamente, rimane chiusa.
L'assessore ai trasporti di Roma, ovviamente, non risponde al telefono nè alle mail.
Che dobbiamo fare?
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lunedì 25 luglio 2011

Rogo stazione Tiburtina: nessuno pensa ai pendolari




Il rogo di ieri notte presso la Stazione Tiburtina di Roma sta creando molti disagi ai pendolari.

Cosa ampiamente prevedibile... eppure non prevista! Nessuno ha pensato di organizzare treni speciali per condurre comunque i pendolari ai luoghi di lavoro, oppure realizzare un servizio navette che trasportasse su gomma i tantissimi lavoratori che ogni giorno si recano a Roma su rotaie.

Si tenga anche presente che stiamo in estate, e oltre ai soliti pendolari vi sono anche moltissimi turisti che stanno affollando Roma e intasando la sua rete dei trasporti pubblici, già notoriamente deficitaria.

Chiediamo alle istituzioni, e al Comune in primis, come mai non è stato fatto nulla per limitare al massimo le ripercussioni negative del rogo sulla vita dei tantissimi pendolari romani. E' mai possibile che, con un giorno intero davanti, non si è riusciti a predisporre piani alternativi di mobilità?

Attendiamo risposte.

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mercoledì 6 luglio 2011

Dalla parte del torto



Gli ultimi accadimenti in Val di Susa meritano un breve commento.


Partiamo dalla storia: senza interpellare, tramite referendum cittadino, gli abitanti della Val di Susa, le Istituzioni decidono di costruire una linea ad alta velocità per collegarsi al corridoio 5 (la Torino - Lione). I soldi stanziati, dall'Europa, sono una cifra clamorosa.


Viene identificato il luogo e viene anche presentato il progetto, che prevede (tra le altre cose) la perforazione di una montagna che contiene amianto e il traffico ferroviario in una valle che arriverà, a regime, a circa 500 treni al giorno.


I cittadini, ovviamente, si schierano contro un progetto siffatto e PROPONGONO (attenzione) un progetto alternativo, avallato da studiosi, scenziati, geologi, tecnici: raddoppiare l'attuale linea ferroviaria, creando una linea ad alta velocità.


Eppure le istituzioni, tramite i rappresentanti eletti in esse, decidono di tirare dritto: si fa il traforo e si inquina la valle. Perchè il progetto è più facile, ma soprattutto è già stato appltato (alle solite società, amici di amici).



Allora i cittadini raccolgono le firme: inascoltati.


Fanno lo sciopero della fame: inascoltati.


Fanno i presidi: inascoltati.


Fanno una manifestazione, in cui accadono scontri: ascoltati. Finalmente ascoltati.


Fittano dei terreni e fanno presidi permanenti, in tutti questi anni.


Arriviamo ad oggi: lo Stato, che sta per perdere i soldi stanziati dall'Europa, decide che è giunto il momento di risolvere la questione. La Tav va fatta, e va fatta in quel modo, seguendo quel progetto. Manda le Forze dell'Ordine lì in Val di Susa, le quali sgomberano i terreni LEGALMENTE AFFITTATI e cominciano a sciogliere CON LA VIOLENZA i presidi. I cittadini, allora, convocano una grande manifestazione per il 3 luglio 2011. Manifestazione a cui partecipano, OVVIAMENTE, non solo i valligiani, ma TUTTI COLORO che contrastano questo modo di fare e di imporre le scelte del Sistema alle popolazioni e ai territori.


Durante la manifestazione del 3 luglio accadono scontri. Era facile prevederlo? Si, era facilissimo. Anzi, era stato previsto. Il Ministero dell'Interno aveva avuto tutte le informative, e diramato tutte le circolari. Quindi chi dice di essere rimasto sorpreso e stupito da questa violenza, mente sapendo di mentire.


Il giorno dopo gli scontri, le ragioni del valsusini sono scomparse. I media parlano solo di Matteoli ("prova di forza dei Black Bloc, molti dei quali provenienti dalla Spagna, dalla Grecia e dal CILE!"); di Maroni ("Vanno incriminati per tentato omicidio"); Bersani ("Solidarietà alle forze dell'ordine che difendevano un cantiere LEGITTIMO"). I giornali di regime parlano di No Tav = Br, di anni di piombo, di professionisti della violenza.


E le ragioni dei valsusini? Perchè da anni stanno lottando contro lo Stato, contro il Sistema? Perchè si parla dei 204 poliziotti, carabinieri e finanzieri feriti... e non si parla dei manifestanti che parlano di violenza verso i manifestanti pacifici, pestaggi, torture in caserma?


Semplice, perchè loro hanno torto. Hanno tirato una pietra? Allora passano AUTOMATICAMENTE dalla parte del torto. La violenza, se non hai una divisa, non è ammessa: chi la compie, anche se ha ragione, passa dalla parte del torto.


Ci sedemmo dalla parte del Torto, perchè dalla parte della Ragione tutti i posti erano occupati (B. Brecht)


P.s. vi ricordo anche questo post:
http://antoniolucignano.blogspot.com/2011/06/vogliono-massacrare-i-no-tav.html

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domenica 26 giugno 2011

Forza del Sud: "Una class action per avere trasporti decenti anche al sud!"



Scritto da StaffSud

L’arretratezza del sistema trasporti fa della Sicilia un caso unico in Europa.

La rete ferroviaria è per circa 1200 km a binario unico, di cui elettrificati circa 630 km, cioè poco più del 50 %. Le linee a doppio binario elettrificato ammontano appena a 169 km.

I vagoni sono antiquate macchine dismesse dai circuiti del Nord da oltre un decennio.

Fino ad oggi in Sicilia non sono state realizzate linee ad alta velocità.

Siamo così relegati ai margini del “sistema Italia”, poiché le reti di collegamento a sud di Napoli sono ferme a standard da “primi del secolo scorso”.

Serve dunque uno slancio, un programma di investimenti strategici infrastrutturali.

Serve un accordo di programma tra Regione, Stato e parti sociali per un progetto di sviluppo per le reti di collegamento in Sicilia.

La politica fino ad oggi è rimasta a guardare, acconsentendo che aziende che fanno riferimento allo Stato, con l’avallo di “certe” forze politiche, abbia tralasciato gli investimenti per il potenziamento delle grandi arterie ferroviarie, condannando così la Sicilia alla marginalità.

Il vizietto di mettere alle corde il Sud, e la Sicilia in particolare, forzandoci in una posizione di inferiorità oggettiva, resi inerti e incapaci di agire proprio perchè privi dei basilari strumenti che possano presupporre una ripresa economica, ma relegati ad essere sempre un’emergenza assistenziale da parte dello Stato, permane, così, da 150 anni.

Forza del Sud si intesta anche questa battaglia; in questi giorni la deputazione arancione si sta muovendo in tal senso all’interno degli organi di competenza.

I cittadini del Sud non dovranno mai più ritenersi passeggeri di serie B.

Detto, fatto. Ecco la prima iniziativa concreta sul tema.

Il parlamentare nazionale di Forza del Sud Giacomo Terranova, componente della commissione Trasporti di Montecitorio, e il presidente nazionale dei Club del movimento arancione Costanza Castello, hanno dato formalmente incarico allo Studio Legale dell’avvocato Vincenzo Minnella, di redigere lo statuto e l’atto costitutivo di un Comitato per la promozione di una ‘Class Action’ contro le aziende di trasporto che hanno percepito o percepiscono tuttora fondi statali ma non garantiscono uguali standard qualitativi e quantitativi in tutto il territorio nazionale, danneggiando così il Sud.

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giovedì 23 giugno 2011

Castelli: "Romani arretrati culturalmente"


collage da Il Corriere della Sera e da Il Tempo

ROMA - «A mio avviso i romani non vogliono pagare perchè sono arretrati culturalmente, perchè pensano che lo Stato debba pensare a tutto». Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, intervenendo alla Zanzara su Radio 24. «I più tignosi in questa vicenda- ha aggiunto- sono comunque quelli della sinistra».

ALEMANNO: OFFESE GRATUITE - «Siamo veramente stanchi di queste offese gratuite che ogni giorno vengono sparate a caso, che siano i ministeri o i pedaggi». Con queste parole il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha risposto al sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli che questo pomeriggio aveva spiegato che i romani non vogliono pagare i pedaggi perché hanno una cultura arretrata. Secondo il sindaco: «Chi dice sciocchezze di questo genere dimostra lui di non avere nessuna cultura e nessuna capacità di governo e dunque dovrebbe fare il piacere di stare zitto».

ZINGARETTI - «Il viceministro Castelli non l’hanno voluto neanche quelli del suo Comune: le sue opinioni contano poco perché per fortuna rappresenta un’oligarchia minoritaria e invidiosa. La stravaganza è che un tipo del genere che in qualsiasi paese del mondo potrebbe fare a malapena l’attacchino, qui, grazie alla destra, fa parte del Governo. E’ il segno dell’inadeguatezza di questa classe politica che per rimanere attaccata alle poltrone sta danneggiando le famiglie italiane. Il minimo che dovrebbe chiedere la sua maggioranza sono le dimissioni, ma non lo faranno perché si ricattano l’un l’altro», ha dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

Alla fine, in tarda serata, è arrivata la precisazione del viceministro leghista: «Non parlavo dei cittadini romani. Mi riferivo alla classe politica». Il solito metti e leva, insomma, che parafrasando un francesismo di Gigi Proietti, «c’ha rotto er ca’...».

Stavolta non c’è Pajata che tiene. Passi il «Sono Porci Questi Romani» di Bossi, passi il complimento di ieri del viceministro Castelli, «I romani sono culturalmente arretrati», ma sul Gra non si scherza, anzi, non "se passa" proprio.

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venerdì 3 giugno 2011

La politica romana dice no ai pedaggi. Speriamo.







http://www.romatoday.it/politica/pedaggi-raccordo-roma-fiumicino-polemiche.html

Si torna a parlare dei pedaggi sulla Gra e sulla Roma - Fiumicino. Ieri infatti è stato presentato il bilancio dell'Anas e tra i vari argomenti toccati dal presidente Ciucci, c'è anche la destinazione degli introiti dei futuri pedaggi su Gra e Roma - Fiumicino.

Spiega Ciucci: "La prossima introduzione del pedaggio sulle autostrade e i raccordi autostradali gestiti direttamente dall’Anas non lascia prevedere, al momento, la creazione di nuove fonti finanziarie da dedicare a investimenti sulla rete stradale di interesse nazionale. Infatti la stessa norma dispone che gli introiti derivanti dall’applicazione del pedaggio su parte della rete aziendale vadano a ridurre l’esposizione debitoria dello Stato verso la stessa Anas".

ZINGARETTI - Il presidente della Provincia Zingaretti affida ad una nota le sue considerazioni: "E' evidente che il governo Berlusconi è il governo delle tasse che anche sulla questione dei pedaggi continua a perseguitare i cittadini italiani. Le parole dell'Anas sono inequivocabili: i pedaggi servono solo a ripianare i debiti e non a creare nuove infrastrutture o a rendere migliori e più sicure quelle già esistenti. Ci siamo opposti ai pedaggi, con successo, di fronte al Tar e al Consiglio di Stato e - conclude - continueremo su questa strada per la difesa dei cittadini del nostro territorio dalla persecuzione dalle tasse del governo Berlusconi".

POLVERINI - "Ci eravamo già opposti all'introduzione di pedaggi sul Gra e sulla Roma Fiumicino, a maggior ragione la Regione Lazio ribadisce oggi la sua contrarietà se come sostiene l'Anas i proventi servono solo a ripianare i debiti. La Regione - aggiunge la Polverini - proseguirà il suo impegno, insieme alle altre istituzioni locali, come ha già fatto sostenendo il primo ricorso della Provincia di Roma, per tutelare i cittadini e i pendolari di Roma e del Lazio da un provvedimento ingiusto".

ALEMANNO - Alemanno si accuda: "Ribadiamo la nostra opposizione all'introduzione di pedaggi sul Gra, anche se solo per i pendolari, soprattutto se gli introiti derivanti dai pagamenti non sono vincolati alla manutenzione di questa stessa rete stradale. Per questo, insieme a Regione e Provincia, proseguiremo - conclude - nel nostro fermo impegno come sempre abbiamo fatto finora, nell'interesse dei cittadini".

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Al via i lavori per le complanari della A24



http://www.ottavonews.com/1/territorio_1331729.html


Al via i lavori per la realizzazione delle complanari sul tratto urbano dell'autostrada A24 (Roma-L’Aquila-Teramo) tra la Barriera di Roma Est e Via Palmiro Togliatti. A dare il simbolico "start" al cantiere, nei pressi di Lunghezza, la scorsa settimana, erano presenti il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, gli assessori capitolini alla Mobilita' e ai Lavori pubblici, Antonello Aurigemma e Fabrizio Ghera, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, l'assessore regionale ai Lavori pubblici Luca Malcotti, il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, il presidente di Strada dei Parchi Lelio Scopa e l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci. La realizzazione dell'opera viaria durerà 37 mesi, con ultimazione prevista per il mese di giugno 2014, e costerà 256 milioni di euro. "Una volta completate - ha detto Matteoli - le complanari della A24 apporteranno benefici significativi alla circolazione su un asse fondamentale della capitale. In questo triennio di Governo - ha ricordato il ministro - il ministero delle Infrastrutture ha assicurato alla capitale circa 10 miliardi per adeguare le sue infrastrutture alle crescenti necessita' di modernita' e di sviluppo. Uno sforzo necessario che rappresenta anche un forte sostegno alla candidatura di Roma quale sede delle Olimpiadi del 2020". Nel corso della cerimonia di avvio dei lavori di realizzazione delle complanari, Zingaretti ha tenuto a sottolineare come "quest'opera interviene significativamente sulla qualita' della vita dei cittadini che vengono a Roma per lavoro: tutto cio' che aiuta la competizione del nostro territorio costituisce una grandissima opportunita' di sviluppo". Secondo Aurigemma, la realizzazione delle complanari "dimostra che il lavoro di squadra porta a rsultati concreti sul territorio", mentre Malcotti ha assicurato che la Regione si impegnera' "a fare in modo che quest'opera possa essere completata prima di tre anni". Tecnicamente, la realizzazione delle due complanari una per ogni carreggiata della A24, e la conseguente separazione dei flussi di traffico locali da quelli di più lunga distanza, consentira' di aumentare la capacità di trasporto in entrambe le direzioni (in uscita da Roma per L'Aquila e viceversa). "Saranno cosi' ridotti - ha detto Ciucci - i tempi di percorrenza, migliorati i livelli di sicurezza con un abbassamento del tasso d'incidentalita'". I lavori si articoleranno in diverse fasi e saranno eseguiti compatibilmente con i limiti sonori ed ambientali. Inoltre, durante le ore diurne le attivita' verranno svolte garantendo sempre, come oggi, due corsie di transito per ogni senso di marcia. Tutte le operazioni che invece potrebbero determinare eventuali turbative al traffico e rallentare la circolazione, verranno eseguite in orario notturno con la chiusura del tratto autostradale interessato. Con l'occasione, Ciucci ha anche ribadito che "l'Anas e' un patrimonio nazionale e deve rimanere tale". Era presente anche il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro.


Va tutto benissimo. Siamo lieti che si intervenga per ridurre il traffico a Roma.

Abbiamo solo due perplessità:

- siamo certi che i lavori termineranno nel giugno 2014 e non vi saranno problemi al traffico diurno? Con chi ce la dobbiamo prendere se ciò non avvenisse?

- le complanari saranno gratuite o i cittadini dovranno pagare un pedaggio?


Attendiamo risposte.

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giovedì 17 febbraio 2011

Alemanno chiude il centro storico al traffico




Sono d'accordo con Alemanno. L'idea di chiudere al traffico, e di rendere totalmente pedonale, la zona del centro storico racchiusa tra le seguenti strade:

Via del Corso, via Brunetti, via del Vantaggio, via della Fontanella, via Laurina, via di Gesù e Maria, via di San Giacomo, via dei Greci, via Canova, via della Frezza, via Condotti, via Belsiana, via Bocca di Leone, via Mario dei Fiori, via del Gambero, via delle Colonnette;

mi trova favorevolmente predisposto. Basta col traffico che congestiona le grandi città: tutti dobbiamo imparare un nuovo tipo di mobilità, sia essa pubblica (metro, tram, bus) sia essa privata (car sharing, rent bike, ecc...).

Ho solo un grande dubbio: dove verrà deviato il traffico? Saranno create nuove zone di parcheggio gratuito o a basso costo?
Lo chiedo perchè la "fase uno" prevede la chiusura al traffico, mentre la "fase due" prevede la creazione di nuovi parcheggi e l'allargamento degli esistenti. Nessuna fase prevede un'incremento del trasporto pubblico su gomma o su ferro.

Non era meglio invertire le due fasi? Fare PRIMA i parcheggi e POI chiudere il traffico? E poi, quando si faranno investimenti seri sul trasporto pubblico?
Ecco perchè, per l'ennesima volta, la Giunta Alemanno propone cose che, in linea di principio, sono condivisibili (come la realizzazione della Nuova Tor Bella Monaca), ma che nei fatti hanno ancora troppe incognite.
Il rischio di bloccare il traffico per far contenti i miliardari che vivono o hanno negozi inel Centro Storico di Roma, strafregandosene altamente dei cittadini dirottati in un traffico ancor maggiore e senza parcheggi nè decenti servizi pubblici di trasporto, è molto molto alto.
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venerdì 11 febbraio 2011

Insorgenza contro l'ennesimo aumento della tangenziale di Napoli




Sabato 12 febbraio 2011 il Movimento di Insorgenza Civile si attiverà ancora una volta a favore di una Tangenziale di Napoli gratuita, questa volta con un corteo di auto sulla stessa arteria, che partirà alle 09:30 dall’ingresso di Capodichino per poi terminare dinanzi la sede degli uffici Rai di Fuorigrotta alle 11:30.

La Tangenziale di Napoli, costruita tra il 1972 ed il 1977 con finanziamenti prevalentemente privati, ufficialmente denominata A56, è asse autostradale urbano. Questa è una anomalia. Com’è possibile che venga definito asse autostradale un tratto di strada che non raccorda due autostrade, bensì un’autostrada (verso Roma o Bari) e una strada statale che porta al mare (la SS Domitiana)? Che si tratti di un’autostrada anomala, appare chiaro allo stesso Ministero, laddove la si definisce (D.M. 12.11.2001, preambolo) un’ ”autostrada, interamente urbana, non interconnessa con il resto del sistema”. Le conseguenze di tale definizione non sono irrilevanti, poiché proprio per questo motivo, il pedaggio della tangenziale di Napoli viene ancorato agli aumenti tariffari autostradali.

“È da tanto che siamo impegnati nella lotta contro il pagamento della Tangenziale – spiega il presidente di Insorgenza Civile Nando Dicè – ma ancora una volta ci dimostrano che nessuno ascolta il popolo napoletano. La tangenziale di Napoli è l’unico asse extraurbano a pagamento in Italia e non solo ci costringono a pagarlo ogni giorno più volte, ma ne aumentano l’importo annualmente. Siamo stanchi di pagare un pedaggio che per convenzione doveva essere pagato solo per i primi 33 anni della costruzione dell’asse stradale, e di vedere i nostri soldi arricchire le tasche di persone che non si occupano né della manutenzione delle strade, né della nostra città. L’incasso (oltre 55 milioni di euro all’anno – dati bilancio 2008), non va alla Città Partenopea, né al Comune, né alla Cittadinanza, ma alla Benetton, maggiore azionista del gruppo Autostrade Meridionali. Ogni settimana siamo presenti con i nostri banchetti nelle piazze partenopee per raccogliere le firme contro il pagamento della tangenziale. Ma questa volta abbiamo voluto organizzare un corteo, in modo tale che tutti i napoletani siano a consocenza di questo grande sopruso ai nostri danni che va avanti da troppo tempo. Bisogna far sentire le nostre voci e far rispettare i nostri diritti e noi lo facciamo insorgendo!”
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lunedì 29 novembre 2010

Assunzioni facili all'Atac





IL MESSAGGERO

ROMA (29 novembre) - Basta pronunciare la parola Atac e dal cilindro esce di tutto. E’ di tre giorni fa la notizia che negli ultimi due anni (in pratica dall’inizio dell’era Alemanno) sono state effettuate 854 assunzioni a chiamata diretta che hanno interessato parenti e amici (c’è anche un’ex cubista) di molti politici.

Il fatto di oggi che l’assessore ai trasporti Sergio Marchi ha una fidanzata che lavora proprio all’Atac. Il sindaco si dice «tranquillo», l’assessore si sente offeso per quello che definisce un «attacco personale» mentre l’opposizione chiede spiegazioni e chiarezza sulla parentopoli dei bus. Tutto questo avviene il giorno il cui il sindaco ha insediato una commissione d’inchiesta sulle assunzioni all’azienda di trasporto. Una commissione che però non si occuperà solo di quanto è emerso in questi giorni ma degli ultimi dieci anni. La speranza, forse, è quella di trovare “qualcosina” di compromettente anche sulle gestioni del passata per stendere un velo su tutto.

Il sindaco promette di non fare sconti a nessuno. «In coerenza con quanto annunciato, è stata quest’oggi avviata la commissione di indagine sulle politiche del personale dell’Azienda. La commissione che sarà guidata dal dottor Renato Castaldo, avrà compito di svolgere un’analitica ricognizione nel corso dell’ultimo decennio delle procedure di assunzione e di gestione delle risorse umane, valutando eventuali anomalie». È quanto si legge in una nota di Atac. Come se non bastasse, Atac ha intenzione di verificare come si fa carriera nell’azienda «in una logica di massima trasparenza e rispetto delle norme procedurali».

Il sindaco e la trasparenza. «Non sono preoccupato e ho chiesto che l’inchiesta vada fino in fondo e sia estremamente trasparente», ha aggiunto il sindaco.

Il sindaco e la fidanzata di Marchi. Quanto al coinvolgimento di Flavia Marino, fidanzata dell’assessore alla Mobilità del Campidoglio Sergio Marchi, il sindaco sottolinea: «È fuori luogo la polemica perché si tratta non di una assunzione ma di un trasferimento da pubblico a pubblico. La fidanzata di Marchi è stata assunta molti anni fa e quindi ha acquisito la sua professionalità in quel contesto. Quindi non c’entra nulla con eventuali assunzioni facili».

Miccoli: non abbiamo la stessa visione di Alemanno. «La saga della parentopoli nell’Atac di Alemanno sembra non avere mai fine anzi, ogni giorno si arricchisce di nuovi incredibili particolari. Oggi veniamo a scoprire che la fidanzata dell’assessore ai trasporti Sergio Marchi si è ritrovata in Atac dal 2009, pochi mesi dopo che l’assessore aveva assunto la carica». Lo afferma, in una nota, il coordinatore del Pd Roma Marco Miccoli. «Il sindaco e l’assessore ci fanno sapere che - conclude - è tutto regolare e sembrano essere tranquilli. Per noi è una situazione incredibile e più di qualche dubbio lo abbiamo. Ma se per loro è tutto regolare, poveri romani».

Marchi offeso: è tutto regolare. «Considero un inqualificabile attacco personale quanto appreso nella mattinata odierna da alcuni organi di informazione relativamente a un mio presunto coinvolgimento, anche se indiretto, nelle assunzioni operate nell’azienda Atac Spa». Lo afferma l’assessore alle Politiche della Mobilità di Roma Capitale, Sergio Marchi. «In merito alla vicenda - spiega - non vi è stata alcuna assunzione perché la persona in questione (la fidanzata, ndr) era già dipendente Cotral da circa un decennio. Il passaggio in Met.Ro Spa, oggi Atac Spa dopo la fusione, è stato un semplice trasferimento aziendale previsto dalla normativa vigente nel comparto del trasporto pubblico locale. Questo trasferimento si è tra l’altro svolto nel rispetto dei parametri retributivi già maturati in precedenza, senza nessuno scatto di carriera nè di ruolo».

Colagrossi: c’è un disegno per favori altri imprenditori? «Sono stanco di ripetere sempre le stesse cose, parentopoli e modelle non sono altro che, la goccia che sta facendo traboccare un vaso colmo da tempo». Lo dichiara in una nota il consigliere regionale dell’Itala dei Valori, Giovanni Loreto Colagrossi. «Non vorrei - prosegue - che gli enormi sprechi prodotti in questi due anni dalla gestione Alemanno sulla nostra azienda di Trasporti, ormai vicini alla soglia dei 120 milioni, siano solamente una strategia messa in atto, ad arte, per permettere a “falchi imprenditori” di appropriarsi di importanti e consistenti fette del Trasporto Pubblico Locale».

L’Acea e i debiti di Atac. Sui giornali romani sta emergendo l’ipotesi di utilizzare gli utili dell’Acea per coprire i debiti dell’Atac. Su questo tema il sindaco Alemanno precisa: «È un’asserzione assolutamente astratta, è chiaro che dovremmo fare degli interventi per aiutare Atac in questo momento difficile ma le risorse comunali potranno provenire dagli utili di Acea così come da altre entrate. Non c’è un rapporto diretto tra le due cose».
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LA REPUBBLICA

Non si placa la bufera sulla parentopoli dell'Atac. Ora nel mirino dell'affaire sulle assunzioni facili nell'azienda capitolina è finita anche la fidanzata dell'assessore comunale alla Mobilità, Sergio Marchi. "Attacchi personali inqualificabili", li ha definiti lo stesso Marchi che ha così spiegato la vicenda: "Si tratta di un semplice trasferimento, da Cotral a Met.Ro (oggi Atac) previsto dalla normativa vigente nel comparto trasporto pubblico. Ho coscienza assolutamente tranquilla". È intervenuto anche il sindaco Gianni Alemanno che ha preso le difese del suo assessore definendo "fuori luogo il caso Marchi. La sua fidanzata è stata assunta molti anni fa, ha acquisito la sua professionalità e quindi non c'entra nulla con eventuali assunzioni facili. L'inchiesta all'ad Maurizio Basile andrà fino in fondo e farà chiarezza sugli ultimi 10 anni".

Così nel polverone delle 854 assunzioni a chiamata diretta disposte negli ultimi due anni, fra Trambus e Atac, dall'ex amministratore delegato Adalberto Bertucci che ha coinvolto amici, nipoti, generi e parenti, ora è finita dentro anche la compagna dell'assessore capitolino alla Mobilità. "Non vi è stata alcuna assunzione, perché la persona in questione era già dipendente Cotral da circa un decennio. Il passaggio in Met. Ro Spa, oggi Atac Spa dopo la fusione è stato, dunque, un semplice trasferimento aziendale che si è svolto nel rispetto dei parametri retributivi già maturati in precedenza, senza nessuno scatto di carriera né di ruolo", ha spiegato Marchi. Non c'è bisogno di chiarire altro, secondo l'assessore. Anzi. "La mia coscienza è assolutamente tranquilla. È stato creato un 'casò che non esiste. C'è la volontà di montare scandali mediatici costruiti a tavolino con argomentazioni pretestuose e inaccettabili", ha concluso.

Non è preoccupato neanche il sindaco che ha definito "fuori luogo la questione Marchi". E ha precisato che si tratta di un "trasferimento, non c'entra nulla con eventuali assunzioni facili". In merito all'inchiesta dell'amministrato delegato, Maurizio Basile, Alemanno ha assicurato: "Andrà avanti fino in fondo e farà chiarezza sugli ultimi 10 anni". Riguardo invece alla reale situazione finanziaria dell'azienda capitolina, ormai a un passo dal crac, il sindaco ha aggiunto: "È chiaro che dovremmo fare degli interventi per aiutare Atac in questo momento difficile, ma le risorse comunali potranno provenire dagli utili di Acea come da altre entrate e altre aziende".

Ma dopo l'esposto che il Pd presenterà alla Corte dei Conti e la denuncia depositata alla Procura dall'Italia dei Valori, l'opposizione continua a chiedere maggiore chiarezza sulla parentopoli che ha scosso l'azienda municipalizzata. Stupito per le nuove rivelazioni, Enzo Foschi, consigliere regionale del Pd: "Appena due giorni fa, con tono di sfida, l'assessore faceva sapere a tutta Roma che avrebbe fatto una ricerca accurata sulla parentopoli in Atac e testuale 'ne sarebbero uscite cose sconvolgenti'. Ovviamente Marchi alludeva a qualcosa di attribuibile alle precedenti amministrazioni. E invece oggi veniamo a scoprire che anche la fidanzata dello stesso Marchi si è ritrovata in Atac dal 2009 dove ha avuto anche numerosi aumenti di stipendio. Sono forse queste le cose sconvolgenti a cui alludeva Marchi o ci sono altri nuovi parenti?". Mentre Giovanni Loreto Colagrossi, consigliere Idv alla Pisana, che mesi fa aveva denunciato la "drammatica situazione in cui versa Atac", ha commentato: "Non vorrei che gli enormi sprechi prodotti in questi due anni dalla gestione Alemanno sulla nostra azienda di trasporti (ormai vicini alla soglia dei 120 milioni), siano solamente una strategia messa in atto, ad arte, per permettere a 'falchi imprenditorì di appropriarsi di importanti e consistenti fette del trasporto pubblico locale, guarda caso proprio in concomitanza dell'avvento della legge Ronchi nel prossimo anno".
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