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giovedì 18 agosto 2011

Roma: la finanziaria mette a rischio i servizi minimi





Dalle pagine romane di La Repubblica



Chiusi alcuni centri anziani diurni. Bloccato il servizio di trasporto a chiamata per i disabili e lo scuolabus a piedi per i più piccoli. Stop ai centri estivi per i bambini come alle gite per gli over 70. Insanabili le liste d'attesa. Quello che fino a poco tempo fa era solo un allarme dei municipi, ora si è concretizzato nella paralisi dei servizi sociali. E i minisindaci sono stati costretti a serrare i battenti di alcune realtà assistenziali. A rischio, dopo la circolare del 9 agosto che sancisce il blocco degli impegni di spesa se non ci sono i soldi in cassa, oltre al decoro della città anche gli assistenti educativi dei ragazzi disabili nelle scuole e le mense negli asili nido. È la débâcle.



"Sembrerà incredibile, ma parrebbe che anche in Campidoglio si siano accorti che Roma sta vivendo e vivrà una stagione di grande privazione - sottolinea Sandro Medici, presidente del municipio X - anche la vicesindaco Sveva Belviso ha ammesso che la spesa sociale è del tutto insufficiente per garantire servizi di cura e sostegno, anche di tipo primario". Sì perché la manovra del governo si abbatte sulla capitale come una mannaia dopo una finanziaria comunale che è stata definita "lacrime e sangue". Entro metà ottobre il municipio X non potrà più far fronte al sostegno per i bambini disabili della scuola dell'obbligo, così come di assicurare i pasti ai bambini dei nidi del territorio: in pratica, 287 alunni e alunne con handicap lasciati a se stessi e mille piccini dei nidi digiuni. "Si paventa la chiusura dei servizi sociali per l'anno prossimo, quando tale eventualità sta per verificarsi a breve - osserva Medici - È insopportabile assistere a questa danza macabra tra Comune e governo, entrambi espressione di una cultura politica antipopolare, che sceglie di rendere ancora più difficile la vita a persone che già l'affrontano tra stenti e amarezze".



Analoga la situazione nel municipio XI, guidato da Andrea Catarci. "Da settembre, se non si apporteranno i dovuti interventi integrativi per una cifra pari a 350 mila euro, richiesti dall'Assessorato per le Politiche Sociali del Campidoglio, 90 alunni diversamente abili non avranno più l'assistenza a scuola e a 23 persone portatrici di handicap e a 50 anziani sarà soppressa l'attuale assistenza domestica", denuncia il minisindaco.



È paradossale, invece, lo scenario che si profila nel municipio III: "Sono stato costretto a spostare alcuni fondi per la manutenzione stradale nelle spese di gestione del municipio perché eravamo rimasti senza toner né carta per le fotocopie", ammette Dario Marcucci che ha inviato una lettera al sindaco e all'assessore al Bilancio, Carmine Lamanda, per chiedere un incontro urgente. A nome dei presidenti del centrodestra interviene Cristiano Bonelli, al timone del municipio IV: "Serve senso di responsabilità e non piagnistei: non siamo stati eletti per frignare e lamentarci a ogni piè sospinto". Ribatte il consigliere pd del quarto parlamentino, Riccardo Corbucci: "Bonelli ha già iniziato da tempo a tagliare i servizi per i cittadini: sono scomparsi lo sportello famiglia al Tufello, il centro diurno per minori a Cinquina nonché tutte le dismissioni protette per gli anziani fragili".

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martedì 2 agosto 2011

Lettera all'AMA



Forza del Sud è un partito federalista e territoriale. La politica vera si fa nei territori e coi cittadini, per risolvere i problemi di tutti i giorni.
Lasciamo ad altri partiti "nazionali" di disquisire su cose che francamente riteniamo stucchevoli: noi vogliamo interessarci di vivibilità, viabilità, ambiente, sicurezza, trasporti, servizi, lavoro.
A tal proposito, riceviamo e pubblichiamo la lettera che Antonio Iaquaniello, dirigente di Forza del Sud Roma, ha inviato all'AMA, l'azienda municipalizzata romana che si occupa di gestire il ciclo dei rifiuti nella Capitale.
Un piccolo problema, che però è sentito dai residenti del neonato quartiere Colle del Sole, ed in particolare dagli abitanti di Via Riola Sardo.
A questa mail, se non vi sarà risposta, ne seguiranno altre. Poi si passerà all'azione: i cassonetti saranno rimossi dai cittadini, che filmeranno e scatteranno foto durante l'azione.

Spett.le AMA,
ho appena acquistato casa a via riola sardo,23 C.A.P. 00132 (RM) e tra poco tempo , andrò ad abitarci.

Ho notato che, proprio fuori casa e nel posto lasciato libero dal costruttore come parcheggio esterno, ci sono tre cassonetti adibiti alla raccolta di rifiuti.
Credo che non sia l’alloggio più congeniale e adatto, visto che ci risulta difficile parcheggiare all’esterno della nuova abitazione oltre alla troppa vicinanza con la stessa.

Con la presente vi chiedo se possibile , di creare un apposito alloggio e spostarli dalle abitazioni, in modo da non creare disagio ai residenti.

Sicuro di una vostra risposta in merito e sicuro del vostro interesse,
Vi ringrazio anticipatamente,

Antonio Iaquaniello, Direttivo Forza del Sud Roma

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venerdì 3 giugno 2011

CdQ Colle Prenestino: esempio da seguire







di ELEONORA DI CARLO, da OttavoNews
Un grande esempio di cosa sia una comunità unita. Questo è apparso agli occhi di chi passava la mattina di sabato 28 maggio per viale Nusco, nel quartiere Colle Prenestino. Il nuovo comitato di quartiere dopo aver richiesto più volte l'intervento delle autorità competenti, nello specifico la società Acea, che si limitano al taglio dell'erba, ha organizzato con l'aiuto di volontari una pulizia straordinaria del grande viale che da troppo tempo si trovava in stato di abbandono. E così di prima mattina questo gruppo di 'cittadini modello', termine più adatto non potremmo usare, ha letteralmente preso arnesi e sacchi e ha ripulito questa importante strada del quartiere. La pulizia delle strade di Colle Prenestino è solo uno dei tanti obiettivi che si è posto il nuovo comitato di quartiere, che benchè di recentissima costituzione è già riuscito ad ottenere dalla società Ama una pulizia straordinaria delle strade in giorni prestabiliti. Migliorare la qualità del quartiere è il traguardo che si è prefissato il comitato grazie anche al coinvolgimento della comunità: perchè il termine periferia non deve necessariamente significare degrado e indifferenza.
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giovedì 2 giugno 2011

Risposta di SEL a Beppe Grillo



Sono giorni che Beppe Grillo sta accusando Pisapia, da lui ribattezzato "Pisapippa", di essere un uomo del Sistema, una persona che non cambierà un cazzo a Milano. Non c'è nessuna differenza, nè personale, nè politica, nè programmatica, tra Pisapia e la Moratti, secondo il comico genovese.


Come è noto, non condivido queste posizioni di Grillo, in quanto esse rischiano di far etichettare come "qualunquista" il MoVimento 5 Stelle, che meritoriamente rappresenta la più bella novità di queste elezioni.


Per completezza, posto qui sotto la risposta di SEL alle accuse di Grillo:

Friedrich Nietzsche affermava che “le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità”. Si parte dal presupposto che il proprio pensiero sia giusto senza ombra di dubbio, che si possegga la verità assoluta. La politica deve essere umiltà, dialogo, dibattito, senza pretendere di avere la verità in tasca. Beppe Grillo è sempre certo di tutto: gli altri sono i cattivi, lui è il buono; gli altri sono i morti, lui è il nuovo; gli altri sono i neri, lui è il bianco.

Queste elezioni hanno determinato un nuovo modo di fare politica: costruttività, partecipazione, pacatezza (che non vuol dire non essere passionali), confronto, delicatezza (a Milano gli atteggiamenti aggressivi del PDL e della Lega sono stati sonoramente bocciati).
Occorre dialogare con i militanti, i candidati e gli eletti del MoVimento 5 Stelle, sentire e accogliere, se condivise (e ce ne sono tante sui cui è possibile convergere), le loro proposte, senza partire col pressuposto che uno dei due abbia torto a prescindere.

Nell’ultimo post sul suo blog, l’Italia di Pisapippa, Beppe Grillo, tanto per cambiare, spara su tutto e tutti, anche sul neo-eletto Giuliano Pisapia.
“Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui”, scrive il comico-politico, riferendosi al trionfo di Pisapia a Milano.Ciò, tuttavia, contraddice quanto detto da lui stesso in Piazza Duomo, il 4 Maggio 2011: “La Sinistra qui a Milano ha messo Pisapia, che è una brava persona, ma non ce la fa, è un vecchio di 60 anni. Con 15 milioni di euro chiunque diventa sindaco, la Moratti è già rieletta, si sono spartiti le città, Torino a Fassino, Milano a Berlusconi“ e “Questa città ha già deciso chi deve essere il sindaco, qui il sindaco lo farà una signora che ha il marito petroliere”.

1.Se Pisapia “fa parte del Sistema”, perché Grillo aveva detto che Milano sarebbe finita al centrodestra in quanto se l’era spartita col centrosinistra?
2.Se era a conoscenza di questo Sistema, perché Beppe non l’ha “denunciato” prima del risultato elettorale?
3.Essendo a conoscenza del Sistema, perché ha previsto la vittoria della Moratti? Il Sistema non si era ancora mosso il 4 Maggio 2011 per Pisapia (data del suo comizio)?
Il fondatore del MoVimento 5 Stelle prosegue poi con le accuse, spostando l’obiettivo dal neo-sindaco di Milano a Nichi Vendola “che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua”
Per quanto riguarda gli inceneritori, Vendola ha spiegato in diverse situazioni i fatti (video 1, video 2, video 3).

In sostanza, come stanno le cose: nel 2005, anno del primo mandato Vendola, gli impianti previsti dal piano Fitto (5) erano stati già appaltati relativamente alla loro gestione. A questi appalti erano seguiti anche diversi contenziosi amministrativi, per lo più promossi dalle ditte concorrenti e escluse dall’aggiudicazioni. La giunta Vendola ha bloccato tutti gli inceneritori previsti nella parte pubblica. Al contrario, non ha potuto bloccare la parte privata (della Marcegaglia, progettata in Capitanata), poiché questa è regolamentata da normative nazionali e comunitarie e non da leggi regionali.

La battaglia contro gli inceneritori è sacrosanta e bene si fa a promuovere campagne di denuncia sulla dannosità degli stessi al fine di far crescere la consapevolezza dei più, e in particolare della classe politica, sulla dannosità che essi hanno sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Ma la vittoria la conseguiremo solo e se riusciremo a cambiare la normativa vigente.

Sul “San Raffaele del Mediterraneo”, ci sono diversi interventi di Nichi Vendola che chiariscono la situazione (video 1, video 2, post 1). Il nuovo Polo Oncologico di Taranto, il “San Raffaele del Mediterraneo”, non sarà una struttura privata diretta da Don Verzè. Sarà, infatti, un mix tra pubblico e privato, ma a maggioranza pubblica. La parte privata e minoritaria è costituita dalla Fondazione San Raffaele Monte Tabor, quella pubblica e maggioritaria dalla Regione Puglia.

I fondi finora deliberati dalla giunta pugliese fanno riferimento al pacchetto dei fondi FAS 2007-2013 e rispondono alla quota finanziaria spettante al proprietario maggioritario (ovvero la Regione Puglia) per la costruzione e l’avvio dell’ospedale. Nessun regalo alle società di Don Verzè, ma solo gli stanziamenti dovuti per l’edificazione del Polo.

In sostanza, la Regione Puglia, essendo la parte maggioritaria (e pubblica) pagherà 120 milioni di € (dai FAS), mentre la Fondazione San Raffaele Monte Tabor, la parte privata (e minoritaria) ne pagherà 90. Va precisato, inoltre, che il “San Raffaele del Mediterraneo” non sarà un semplice ospedale, ma un IRCCS, vale a dire un centro di ricerca a di eccellenza (come quello di Milano) e che, proprio nel campo della ricerca, viene considerato uno dei migliori a livello internazionale.

Per quel che concerne l’Acquedotto Pugliese, non solo Vendola ha già risposto a Grillo, ma, probabilmente, il fondatore del MoVimento 5 Stelle deve essersi perso qualche passaggio. Il 18 Maggio 2011, infatti, la Commissione Regionale ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto, che da ora potrà essere discusso in Consiglio Regionale.

Caro Beppe, ci parli continuamente di “Sistemi di potere” (come in questo caso), ma vogliamo parlare del sistema di potere che ruota attorno al tuo editore, la Casaleggio Associati? L’esponente principale della Casaleggio, azienda uscita dall’universo Telecom (qui per approfondimenti) è Enrico Sassoon, che si occupa del business e delle relazioni. E’ un ex giornalista del Sole 24 ore, ex direttore di Mondo economico e in particolare amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby delle corporation americane in Italia. Tra i componenti del Cda di questa camera di commercio figurano tra gli altri Mediaset, Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia, Ibm Italia, Walt Disney, Esso, Rcs, Standard & Poor’s, Impregilo Spa, Aspen Institute, guidato da Giulio Tremonti. Come dire: una consistente parte del potere mediatico di marca conservatrice e del sistema berlusconiano.

Inoltre, Casaleggio Associati, l’editore dell’uomo per cui tutti sono uguali, ha una partnership con la Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management. La quale è sostenuta da Pepsico, Northrop Grumman, il Dipartimento del Tesoro Usa, Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller, Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa).

Noi saremo anche delle pecorelle smarrite, Beppe, ma tu, che ti ergi a pastore, sei proprio sicuro di conoscere bene la strada?
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Vogliono massacrare i No Tav







COMUNICATO STAMPA
Torino, 1 giugno 2011

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” (http://www.unitiediversi.it/ ) fa proprie le dichiarazioni del Coordinamento delle Liste Civiche Valsusa, alla luce delle scandalose affermazioni di questi ultimi giorni, da parte del mondo politico, imprenditoriale e sindacale locale, torinese e nazionale, in cui si auspica l'intervento della forza pubblica “ad ogni costo” e “senza regole di ingaggio” in Valsusa, per consentire l'installazione del cantiere per il cunicolo esplorativo della Maddalena a Chiomonte, propedeutico alla costruzione della nuova ferroviaria ad Alta Velocità Torino – Lione, e condanna fermamente tali affermazioni sia sul piano politico sia sul piano democratico.

Si considera fin d'ora politicamente e moralmente responsabili di qualunque atto di violenza si potesse verificare in queste ore nei territori della Valsusa, coloro i quali hanno rilasciato tali dichiarazioni sui mezzi di comunicazioni, ritenendoli i mandanti di un clima di tensione e di giustificazione della violenza non accettabile in una nazione democratica.

Invitiamo tutti i rappresentanti del mondo politico, imprenditoriale, sindacale e tutti coloro che rappresentano pezzi della società civile, intellettuale e associazionistica, a dissociarsi pubblicamente dalle dichiarazioni che auspicano il ricorso alla violenza e alla militarizzazione del territorio della Valsusa.

Si ritiene che l'installazione di un cantiere di un'opera di tali dimensioni non possa avvenire “ad ogni costo” e “senza regole di ingaggio”, ma solo attraverso la dimostrazione della validità e dell'utilità di quell'opera, circostanza questa mai avvenuta.
Se ad “ogni costo” significasse anche a costo di violenza su un popolo in lotta, questo sarebbe un atto gravissimo e ingiustificabile e a questo ogni persona, ogni individuo onesto, si deve ribellare.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” si uniscono al Coordinamento delle Liste Civiche Valsusa nel chiedere a coloro che hanno auspicato pubblicamente la violenza su chi si oppone alla Torino-Lione, di ritrattare le loro dichiarazioni pubbliche che li rendono responsabili di qualunque incidente possa verificarsi nei prossimi giorni.
La violenza non è mai la soluzione per dirimere controversie, in particolare per una lotta sociale, pacifica e consapevole che da 22 anni, il popolo della Valsusa, porta avanti con coerenza, caparbietà e correttezza.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” e le liste civiche Valsusa esecrano altresì l’organizzazione del presidio di Edili organizzato il 30 maggio 2011 a Susa da parte della CISL.
Si tratta evidentemente di un gesto sconsiderato, fatto in un momento in cui la tensione sociale in Valle di Susa è altissima.
La difesa del posto di lavoro e la dignità dei lavoratori sono tra le priorità dei promotori del progetto “Uniti e Diversi”, oltre che delle Liste civiche Valsusa. Difesa e dignità di tutti i lavoratori, compresi i circa 3.000 addetti in campo agricoltura che vedranno svanire il proprio posto di lavoro con l’installazione dei cantieri. Non così pare per il segretario nazionale della CISL che, dopo aver dimenticato la dignità dei lavoratori di Mirafiori ora sta dimenticando anche la dignità dei lavoratori agricoli della Valle e utilizza i bisogni dei lavoratori per porli gli uni contro gli altri.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” sostengono le Liste civiche della Valsusa nell’invito alle lavoratrici e ai lavoratori a non prestarsi a queste bieche strumentalizzazioni e a pensare insieme a un presente e a un futuro sicuri e non funzionali all’arricchimento di pochi a
scapito della vita sia degli agricoltori che degli edili.

Invitiamo tutti gli uomini e le donne di buon senso a far la loro parte per evitare atti e azioni dalle conseguenze incalcolabili.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi”:
Movimento Zero (Massimo Fini), , Per il Bene Comune (Monia Benini), Alternativa (Giulietto Chiesa), Maurizio Pallante (Presidente del Movimento per la Decrescita Felice), Rete Provinciale torinese dei Movimenti e delle Liste di Cittadinanza.

Per contatti:
Maurizio Pallante – Portavoce nazionale “Uniti e Diversi” – 339 7522290
E_mail: info@unitiediversi.it
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martedì 31 maggio 2011

Municipio VIII: striscioni contro il degrado















Sabato mat­tina sono apparsi a Colle degli Abeti e nei quar­tieri a noi limi­trofi vari mani­fe­sti che denun­cia­vano la situa­zione di degrado pre­va­len­te­mente ambien­tale che pur­troppo l’intera zona sta vivendo e che appare sem­pre più grave con l’aumentare degli abi­tanti. La mag­gior parte di essi sono già stati rimossi e di loro riman­gono solo le poche foto scat­tare pas­sando ed alle­gate alla pre­sente. Altri ancora sono visi­bili come, pur­troppo, alcune scritte sui muri che gli ignoti autori di que­sta ini­zia­tiva pote­vano rispar­miarsi dato che aggiun­gono solo degrado a degrado, a pre­scin­dere dal loro con­te­nuto a volte discu­ti­bile, con­tri­buendo solo ad accre­scere ciò che si vuole combattere.

L’iniziativa è comun­que impor­tante e testi­mo­nia pale­se­mente che il disa­gio per que­sta situa­zione , denun­ciata alle com­pe­tenti isti­tu­zioni (anche con espo­sti e ini­zia­tive legali) anche da que­sto e da altri comi­tati di quar­tiere non­ché da tanti sin­goli cit­ta­dini, è ormai arri­vato a livelli di guardia:

- le disca­ri­che, per citarne solo alcune, nel Fosso Ben­zone, sulla rota­to­ria del Cen­tro Com­mer­ciale Roma Est, nei pressi delle scuole di via Don Primo Maz­zo­lari, nei Piani di Zona C2 Lun­ghezza e B4 Castel­verde (quest’ultimo vera­mente mar­to­riato visto che ancora è terra di nessuno);

- il sito del “peco­raro”, lungo via Mejo de Gnente (ora via Saliola), con il suo carico di puzza, pecore, maiali e soprat­tutto strut­ture fati­scenti, barac­che e rou­lot­tes a 20 metri dalla scuola materna Scarpe Sciolte e dalla Scuola ele­men­tare di via Cor­bel­lini; una situa­zione degra­data per la quale abbiamo già rice­vuto rispo­ste dirette ed indi­rette secondo cui “il pastore lì ci può stare”, cosa che, non avendo ancora visto le carte e fino a prova con­tra­ria, potrebbe anche andare bene poi­chè non abbiamo nulla con­tro la per­sona né con­tro il tipo di atti­vità. Ci sem­bra però strano che un ter­reno possa essere tenuto in quel modo a pochi metri da case e scuole ed è su que­sto punto che con­ti­nue­remo ad insi­stere fin­chè non verrà siste­mato in maniera decente;

- inse­dia­menti abu­sivi in vari punti, più volte sgom­be­rati anche ulti­ma­mente, ma sem­pre a rischio fin­chè non ver­ranno chiusi al tran­sito i sen­tieri ster­rati uti­liz­zati per i “tra­slo­chi”, primo fra tutti quello del Fosso Benzone;

- la fogna a cielo aperto sco­perta alcuni giorni fa che rende sem­pre più urgente la rea­liz­za­zione di via Liberti (l’Asse Inter­quar­tiere a cui è legata la rea­liz­za­zione delle pompe di sol­le­va­mento defi­ni­tive, oltre all’urbanizzazione di Castel­verde B4 e la vivi­bi­lità e mobi­lità dell’intero nostro quadrante)

- le molte aree a verde pub­blico abban­do­nate a se stesse invece di essere siste­mate, in tutto o in parte, per farne aree gio­chi per bam­bini o par­chi attrez­zati. Colle degli abeti per esem­pio né è piena ma i bambini/ragazzi, anche per la man­cata siste­ma­zione dell’unica piazza pre­sente, sono costretti a gio­care per strada;

- il ser­vi­zio AMA che con­ti­nua a fun­zio­nare a sin­ghiozzo come testi­mo­niato dalla mon­ta­gna di rifiuti che ieri sta­zio­na­vano accanto ai cas­so­netti di via Cal­ta­gi­rone in pros­si­mità dell’ufficio postale.

- La pro­sti­tu­zione a tutte le ore soprat­tutto sulle vie Collatina-Prenestina e Acqua Vergine

Sono tutte pro­ble­ma­ti­che che i cit­ta­dini non pos­sono più tol­le­rare e che le auto­rità devono affron­tare e risol­vere al più pre­sto. Sulla mag­gior parte di esse l’unico ritorno rice­vuto è stato un numero di protocollo.

Vera­mente troppo poco per scon­fig­gere il degrado dilagante!!
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mercoledì 25 maggio 2011

Giulietto Chiesa: la fine del sistema dei partiti è vicina






C'è una proletarizzazione, una riduzione del tenore di vita di grandi masse popolari. Questo avviene in tutti i paesi europei e la gente comincia a rendersi conto. O meglio, non si rende conto di cosa sta accadendo. Scarica sulla politica la sua insoddisfazione, i suoi redditi sono diminuiti.

In Italia secondo i calcoli attendibili pubblicati dall'Istat, gli italiani hanno perduto nell'ultimo decennio qualcosa come 10/15 mila Euro a testa nel loro bilancio. Ciò significa che il tenore di vita si riduce. Questa cifra dice che ciascuna famiglia ha perduto 10/15 mila euro l'anno di reddito, ma a tutto ciò va aggiunta la diminuzione dei servizi sociali, l'aumento del costo della scuola, dei libri, la riduzione dei servizi sanitari, l'introduzione dei ticket sanitari, quindi in realtà la perdita è molto superiore a questa.

E' vicino il funerale dei partiti politici?

Sì. E' così. Le persone si ribellano contro chi le rappresenta. Siccome i rappresentanti non stanno difendendo in nessun modo gli interessi della gente, la gente comincia a perdere fiducia nelle istituzioni democratiche, nei parlamenti, nei partiti. E lo fa con buona ragione perché questi partiti non hanno difeso nulla, hanno gestito per conto delle grandi corporation e per conto delle grandi banche finanziarie. La riduzione del tenore di vita della gente è palese. Basti guardare costa sta succedendo in Grecia. In Grecia la rivolta ha assunto una forma politico - sindacale. La gente non può reggere a una drastica riduzione del suo reddito del 20/25/30% in un colpo solo, quindi si ribella. In Grecia siamo all'inizio di una grande ribellione.
In Spagna le cose sono avvenute un po' diversamente, perché i Paesi sono uno diverso dall'altro. Lì sta esplodendo l'intelligentia giovanile che è più accorta, più informata, più politicamente matura, che si ribella e si ribella contro i partiti, contro le istituzioni: "andate tutti al diavolo, voi non ci rappresentate più!".

La domanda è: in Italia può succedere? Secondo me noi siamo alla vigilia di una cosa analoga. Il successo delle liste non partitiche, fuori dalla casta, in particolare quella di Beppe Grillo che ha intercettato sicuramente una parte di questa protesta, non è che un avvertimento. L'insoddisfazione è molto più estesa. Parecchia gente ancora non la attua perché continua a essere prigioniera del trucco "o io voto per il centro-sinistra o rimane Berlusconi", quindi hanno votato per il centro-sinistra. Ma in realtà la fiducia in questi partiti è largamente già consumata, quindi si tratta semplicemente di vedere chi prende la palla al balzo e chi si muove prima. Ma la sostanza è che l'insoddisfazione e la crisi della politica dei partiti ha ormai raggiunto delle proporzioni gigantesche.

Si tratta di vedere semplicemente quando esplode, ma fenomeni analoghi stanno esplodendo anche in altri paesi europei, penso all'Olanda, alla Finlandia.

In questi casi la gente si orienta a destra, anche questo è quasi inevitabile, perché non essendoci più nessuno che rappresenta un ragionamento razionale e alternativo, perché le opposizioni di sinistra non ci sono più, i sindacati non sono capaci di fare l'opposizione e non sono capaci neanche di proporre delle linee alternative. Quindi il risultato finale qual è? Che si aspetta l'apparizione di un demiurgo, di un duce, di un condottiero, qualcosa del genere e quindi si va a destra, quindi la prima e più grave preoccupazione è che il fenomeno spagnolo non sia accompagnato in altri paesi da una chiara svolta a destra verso spinte naziste, fasciste, xenofobe, intolleranti, religiose, fanatiche

Fonte: http://www.cadoinpiedi.it/2011/05/23/il_tramonto_della_partitocrazia.html#anchor

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venerdì 20 maggio 2011

Roma, Municipio VIII: troppi bambini esclusi dagli asili










Una catastrofe. Non si può definire altrimenti.
Sono uscite le graduatorie degli ammessi alle scuole dell'infanzia a Roma. Io, che abito a Ponte di Nona (Municipio VIII), sono andato a spulciarmi i dati del mio municipio, consultabili sul sito https://www.comune.roma.it/servizi/mesis-portal-reports-war/loadGraduatoriaScuoleInfanzia.do

Su 1533 domande di ammissione in 16 istituti scolastici del Municipio, solo 485 sono stati ammessi. Quindi 1048 famiglie saranno costrette a iscrivere i loro figli in asili privati o paritari, in cui le rette sono notevolmente più alte.
Come mai, ci chiediamo? Ci sono pochi istituti? Costruiamone altri, magari con una edilizia eco-sostenibile, con strutture prefabbricate, con pannelli solari.
Gli istituti sono troppo piccoli? Ampliamoli, ove è possibile. Diamo l'appalto a cooperative del territorio per costruire nuove aule e nuovi plessi.
Non ci sono i soldi? Il Municipio ed il Comune mettano una "tassa di scopo" per questo obiettivo, organizzino eventi culturali (ad esempio un concerto) o sportivi (una partita di calcio) che abbiano lo scopo di raccogliere fondi per questa vera e propria emergenza.

I cittadini devono allearsi, fare blocco, fare RETE, e lottare per i diritti dei propri figli ad essere accolti nelle strutture scolastiche pubbliche.
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In Spagna vogliono una "Democracia Real"








Da qualche giorno, i mass media europei (e qualche italiano) stanno ponendo sotto la luce dei riflettori le vicende spagnole. Nel paese iberico, una massa enorme di persone, per lo più giovani precari e disoccupati, è scesa in piazza per manifestare la loro sfiducia nei confronti di TUTTI i partiti esistenti in Spagna, e per sostituire al sistema dei partiti (la Casta) un sistema realmente democratico.
Potrebbe sembrare utopistico, detto in questi termini. Eppure i manifestanti hanno discusso ed approvato un documento programmatico, una "piattaforma" di rivendicazioni politiche e sociali, che è tutt'altro che utopistica.
Essi chiedono, al primo punto, la soppressione dei privilegi della classe politica, accusata di assenteismo e menefreghismo, di percepire stipendi troppo alti che andrebbero equiparati agli stipendi degli altri dipendenti statali, di utilizzare l'immunità e la prescrizione per evitare processi e condanne.
Chiedono nuovi posti di lavoro, tramite una riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, sgravi fiscali per le aziende che hanno meno del 10% dei dipendenti a tempo determinato, sussidio di disoccupazione fino a quando non verrà raggiunta la disoccupazione strutturale nazionale (5%).
Chiedono misure per la casa, come l'esprorio delle abitazioni edificate in stock e che non sono state vendute per metterle nel mercato in regime di locazione protetta e sovvenzioni alla locazione per giovani e cittadini con bassi redditi.
Chiedono un maggior intervento pubblico in settori strategici, come la sanità, l'istruzione, i trasporti e l'accesso al credito (banche).
Chiedono il ripristino della tassa sui ricchi, una nuova tassa sugli enti bancari e l'introduzione della Tobin Tax.
Infine, chiedono maggior partecipazione e potere decisionale: referendum obbligatori per la ricezione o meno delle direttive europee; libertà di informazione e di navigazione in internet; modificazione in senso totalmente proporzionale della legge elettorale; indipendenza totale del potere giudiziario (magistratura) dall'Esecutivo.

Come si può notare, le richieste della piattaforma di Democracia Real sono assolutamente fattibili. Molte sono a costo zero. Viene spiegato anche come finanziarie quelle che hanno un costo. Si è calcolato che con la riduzione degli stipendi e dei privilegi della casta, a cui vanno aggiunte tutte le tasse che sono state sopra elencate, si possano fare TRE finanziarie in Spagna.

L’imminenza delle elezioni amministrative, che il prossimo 22 maggio riguarderanno più di 8000 comuni spagnoli – e delle autonomiche, per 13 delle 17 comunità autonome – fa sì che il dissenso venga riportato con forza sulla classe politica in toto, declinando questo “Qué se vayan tod@s” in uno specifico “No les votes!” (non votarli!), un appello all’astensionismo che riunisce nello stesso disprezzo PP, PSOE e qualsiasi altro partito, perché “senza il nostro voto non sono nulla”.

“Senza casa, senza lavoro, senza pensione, senza PAURA!” è uno degli slogan più ripetuti da questo movimento, che trova le proprie fondamenta nella rete sociale allargata fra realtà molteplici, e nei social network il proprio altoparlante - Facebook e Twitter in testa.
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giovedì 19 maggio 2011

Scosse di assestamento del MoV





Beppe Grillo dice che il MoVimento 5 Stelle non appoggerà la Moratti (e vorrei vedere) nè Pisapia. Aggiunge che tra Lettieri (il prestanome di Cosentino) e De Magistris non c'è differenza. I militanti del MoV di Milano e Napoli, però, rivendicano il sacrosanto diritto dei territori di decidere liberamente, senza cappelli da parte dei capi. Se il Movimento 5 Stelle è un Non-Partito, non può avere gli stessi problemi e le stesse logiche dirigistiche dei partiti!

Grillo può dire tutto quello che vuole, ma nel MoV OGNUNO VALE UNO e le assemblee cittadine decideranno di votare il candidato che abbia un programma più vicino a quello del MoV.
Personalmente, però, vorrei tanto che vi fosse una PUBBLICA dichiarazione di Pisapia e De Magistris, i quali si impegnino a dire COSA vogliono realizzare del programma del MoV, COME vogliono realizzarlo e QUANDO vogliono realizzarlo.

La trasparenza è la cifra della democrazia.
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mercoledì 18 maggio 2011

Più vicini a Pisapia, come è giusto che sia






“Guardando le posizioni degli attivisti sono principalmente se votare o no, ma in caso di voto molti si sono espressi per il centrosinistra”. “Io – spiega in conferenza stampa non andrò a votare perché ho la residenza a Segrate, ma se vivessi a Milano andrei a votare per Giuliano Pisapia”.

Così parlò Mattia Calise, candidato a sindaco di Milano per il MoVimento 5 Stelle e capace di far convergere sulla propria candidatura il 3,2 % di voti. Se si potessero ipoteticamente sommare al 48% di Giuliano Pisapia, quest'ultimo diventerebbe sindaco di Milano senza dover cercare accordi con altri partiti.
Sappiamo bene, però, che questa somma matematica non ha valore, in quanto è notorio che in occasione dei ballottaggi l'affluenza alle urne subisce una flessione. In genere, ai ballottaggi sono sfavoriti i candidati di Destra, ma trattandosi di Milano, cioè del feudo berlusconiano e leghista, questi ragionamenti lasciano il tempo che trovano.

Confrontando il programma del MoVimento con quelli di Pisapia e Moratti, balza subito all'occhio che con Pisapia vi sono maggiori convergenze, se non addirittura identità. A ciò va aggiunta la preoccupazione, condivisa da Pisapia e dal MoV, che il Progetto Expo gestito da una nuova giunta Moratti rappresenti un pericolo ambientale, occupazionale e, diciamolo chiaramente, anche malavitoso, in quanto è molto probabile che le mafie abbiano maggiori e proficui contatti con chi da decenni detiene il potere politico (e, quindi, di indirizzo economico). Pisapia rappresenterebbe una rottura dei vecchi schemi di potere, delle vecchie logiche clientelari, e potrebbe aprire la strada a qualcosa di nuovo.
Sarà anche meglio? Ai posteri l'ardua sentenza.

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martedì 17 maggio 2011

Amministrative 2011: analisi del voto

I vincitori delle elezioni??? Eccoli!!!



Le elezioni amministrative, pur non essendosi concluse in quanto bisogna attendere i ballottaggi per i responsi definitivi, hanno messo in evidenza alcune questioni che meritano un approfondimento.


Prima di tutto, l'arretramento della destra. Anche se La Russa, Napoli, la Santanchè, Lupi, Stracquadanio, Belpietro, Sallusti e vari leghisti hanno provato a minimizzare, i risultati dimostrano un crollo verticale del Pdl e della Lega, che al Nord (la loro roccaforte) perdono consensi in 14 su 15 comuni capoluogo rispetto alle regionali dell'anno scorso.


Secondo dato: il terzo polo non va. Hanno ottenuto risultati davvero modesti, e solo la frammentazione potrebbe rendere determinanti i voti di Udc, Fli e Api in alcune realtà.


Terzo dato: l'elastico dell'opposizione di centrosinistra. Pd, Idv e Sel hanno percentuali troppo diverse al nord, al centro e al sud, e se per il Pd ciò potrebbe indicare una differenza di radicamento, Idv e Sel sembrano essere percepiti dagli elettori sempre più come partiti d'opinione. L'opposizione ancora non riesce ad essere riconoscibile, proprio perchè continua a barcamenarsi tra il rincorrere il terzo polo e la necessita di creare un profilo riformista e progressista degno della storia della sinistra italiana.


Infine, last but not least, la crescita delle liste civiche, ed in particolare del MoVimento 5 Stelle: l'idea di far politica (altro che antipolitica) fuori dai partiti e dagli schemi politologico-elettorali classici viene premiata dall'elettorato, soprattutto in occasione di elezioni amministrative. Invece di parlare di processi al premier, guerra in Libia, uso politico della giustizia, correntismo di partito, ecc... le liste civiche si occupano di viabilità, ambiente, territorio, scuola, trasporti, rifiuti, energia, nuove tecnologie, insomma dei temi che davvero interessano ai cittadini perchè hanno ripercussioni sulla vita di tutti i giorni nei territori. A Bologna il record italiano: 9,9 % al candidato del MoV 5 stelle. Impressionante.


Analizziamo, adesso, i due casi più interessanti: Napoli e Milano.


La capitale del Sud vedrà, tra 15 giorni, un ballottaggio tra Luigi De Magistris (appoggiato da Idv, Federazione della Sinistra, PdSud e la lista civica Napoli è Tua, che ha preso più del 4%) e il candidato della destra Gianni Lettieri, convinto di vincere al primo turno ed invece fermatosi al 38,5%. Balza subito all'occhio il risultato individuale di De Magistris, capace di prendere il 27%, cioè undici punti in più rispetto a tutte le liste che lo appoggiavano. Determinante, quindi, il voto discgiunto che ha premiato l'ex magistrato ed ha distrutto Lettieri e, soprattutto, il candidato ufficiale del centrosinistra Morcone, fermo da un 19% deludentissimo. L'affermazione di de Magistris dimostra che non è affatto vero che i candidati meno moderati siano svantaggiati, se questi candidati sono ben riconoscibili, chiari ed onesti nei programmi politici e nella vita privata. L'elettorato premia i candidati chiari, specie l'elettorato di un territorio che è stanco di essere umiliato da decenni di compromessi al ribasso, di accordi sottobanco, di zone d'ombra.


Milano è la sorpresa delle sorprese: convinti della loro roccaforte, Pdl e Lega erano certi di vincere al primo turno. Ebbene, non solo vanno al ballottaggio col "Komunista" Pisapia, ma addirittura si fermano ad un incredibile 40 %, mentre il candidato del centrosinistra supera il 48% e, se riesce a fare un alleanza programmatica con il MoV 5 Stelle su determinati punti in comune, potrebbe vincere al ballottaggio senza nemmeno dover sperare in un aiuto degli elettori del terzo polo. Anche Pisapia dimostra che l'equilibrio, non la moderazione, è la carta vincente: equilibrio e nettezza, trasparenza e coerenza. Senza mai rinnegare il proprio passato e presente di sinistra, Pisapia ha interpretato il bisogno di cambiamento di ampi settori "borghesi" di Milano, riuscendo a far comprendere che quando si parla di elezioni amministrative bisogna focalizzare l'attenzione sui marciapiedi, sulla disoccupazione, sulle speculazioni edilizie, sull'ambiente, sul traffico abominevole.


Il fallimento della Moratti è il fallimento di Berlusconi, che ha ripresentato una candidata indecente ed invisa alla cittadinanza. Lo stesso Berlusconi ha visto dimezzati i voti di preferenza, ed ora deve sorbirsi anche i mal di pancia della Lega, che esce clamorosamente sconfitta da queste elezioni amministrative.


Bene così, andiamo avanti e sviluppiamo il Civismo.

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lunedì 16 maggio 2011

Comunque vada, vincerà la cittadinanza attiva




Lo dico adesso, mentre le urne per le elezioni amministrative sono ancora aperte e non ci è dato sapere chi sia in vantaggio e dove.


Lo dico adesso, prima delle 15, quando i politicanti di partito cominceranno a dire che ognuno ha vinto, a modo suo.


Lo dico adesso, prima che Napoli e Milano abbiano deciso se andare al ballottaggio o abbiano scelto i sindaci di destra.


Queste elezioni, che segnano una ulteriore diminuzione dell'affluenza al voto, avranno un vincitore certo: il civismo, la cittadinanza attiva. Ovunque i candidati esterni (ed estranei) al sistema dei partiti vedranno crescere i consensi, specie i candidati del Movimento 5 Stelle, che sarà la più grande ed importante lista civica d'Italia!


Chi scrive non ha votato: è residente a Roma, dove non erano previste elezioni. Eppure posso dire con certezza che avrei votato, se avessi potuto, per una lista civica. Perchè credo che ormai la gente cominci a capire che l'unico modo per migliorare o cambiare le cose sia partecipare attivamente alla risoluzione dei problemi del territorio, senza lasciarsi ingabbiare in statuti, tesseramenti, correnti e logiche di partito. Le liste civiche sono ormai l'unica chance per la nostra martoriata e inefficace democrazia. Persone che possono anche provenire da destra o da sinistra, ma che si uniscono per risolvere i veri problemi dei cittadini: rifiuti, viabilità, ambiente, posti negli asili nido, servizi sociali per bambini, famiglie ed anziani, promozione della cultura e della storia del territorio.


Mentre i partiti perdono tempo a fare dibattiti sul legittimo impedimento o sull'uso politico della giustizia, le liste civiche si adoperano per costituire cooperative al fine di realizzare la raccolta differenziata porta a porta, organizzano la manutenzione e la pulizia del parco pubblico municipale, realizzano strutture e attività sportive a prezzi sociali.


Per questo mi auguro, anzi sono certo, che le liste civiche registrino una crescita: soprattutto la lista civica per eccellenza, cioè il Movimento 5 Stelle. Che non sono "grillini", sia chiaro: sono giovani e anziani, uomini e donne, di un livello culturale alto, che hanno deciso di far qualcosa per i loro territori senza aspettare che il segretario provinciale del Partito decida cosa fare, quando farla ed invitando quali persone. Persone che usano il web per informarsi ed informare, per confrontarsi con le persone degli altri paesi del mondo che magari stanno già sperimentando questa o quella soluzione.


Se una rischio c'è, si chiama qualunquismo. Credere che "tutti sono ladri" e che "nessuno si interessa della gente" è un errore. Il civismo, cioè le liste civiche, non devono mai schierarsi contro i partiti, ma semplicemente fuori dai partiti. Stringere una alleanza con questop o quel partito, per risolvere questo o quel problema del territorio, non è vendersi nè trasformarsi in altro da sè. E' cercare un accordo, un compromesso, una soluzione, una sinergia. E', o almeno dovrebbe essere, lo scopo di ciò che ancora oggi, dopo più di duemila anni, chiamiamo Politica.

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