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sabato 21 luglio 2012

Strage di Denver: in difesa dell'arte



Ogni volta che un pazzo squinternato assalta un liceo con qualche arma da guerra e lascia sul selciato decine di morti, la stampa liberaldemocratica (dei conservatori come dei progressisti) comincia a raccontarci che quel bravo ragazzo insospettabile era in realtà un matto da legare, assuefatto dalla musica heavy metal o dai fumetti violenti o dai documentari su Hitler o Stalin.
E' davvero stucchevole dover ricordare, ogni santissima volta che una tragedia così "inspiegabile" si realizza, che l'arte non può essere colpevole di niente. L'arte lancia messaggi (d'amore, d'odio, di speranza, di giustizia) che una persona può apprezzare o disprezzare, sostenere o rifiutare, comprendere o non comprendere. Sta poi alla persona, alla sua libertà e alla sua capacità di interpretazione dei messaggi - perchè la Verità, è bene ricordarlo, non esiste in forma assoluta - discernere il messaggio che sta dietro una canzone, un quadro, un romanzo o un film.

Quando vi fu la strage del liceo Columbine, la colpa fu data alla musica di Marilyn Manson, di cui i due assassini erano assidui ascoltatori, invece che alle indegne leggi americane sulla vendita e sul possesso di armi da fuoco. Facile crocifiggere il fu Reverendo Manson, invece che la lobby delle armi!
Stesso discorso per Brevik, autore di più di 70 omicidi in Norvegia. Siccome aveva visto documentari sul Terzo Reich e la razza ariana, era diventato un assassino. Ebbene, io quasi ogni venerdì vedo i documentari de La Grande Storia sulla Rai, e vi posso garantire che parlano di nazismo, di terrorismo, di mafia. Eppure mica vado in giro a bruciare campi rom, sparare agli ebrei o a gambizzare chi non mi bacia la mano.
In Italia abbiamo avuto ed abbiamo ancora il fenomeno delle fiction. Una delle migliori, a mio avviso, è stata Il Capo dei Capi. Piovvero critiche clamorose perchè si notò che molti ragazzi, vedevdo le gesta di Riina e Provenzano, cominciarono ad atteggiarsi a mafiosi e a parlar bene di quella vita. Beh, se un ragazzo volesse vivere come Riina, Provenzano o i camnorristi, costretti a nascondersi sempre, a dover tremare ogni volta che un familiare esce di casa, a star rintanati in tuguri, catapecchie, solo perchè "cummannà è meglio che fottere", possiamo mai dare la colpa alla fiction?
Stesso discorso per Romanzo Criminale, che avrebbe causato un aumento di Libanesi, Freddi e Dandi in giro per Roma. Come se i coatti, prima di Rpmanzo Criminale, non esistessero o fossero pochi.
Ora, in occasione della tragedia di Denver, si da la colpa al fumetto di Batman, e ai fumetti in generale. La maschera di V per Vendetta, ad esempio, è addiritura divenuto simbolo di partiti e movimenti politici! Tutti possibili futuri terroristi?

Non voglio cedere a questi ragionamenti, specie quando poi vedo la tv e i giornali inzeppati di Belen, Sara Tommasi, Fabrizio Corona, Mario Balotelli e gente simile. Batman è un fumetto pericoloso, mentre il Grande Fratello è un programma innoquo? Il Capo dei Capi va censurata, mentre il ciarpame dei reality va promosso?
Almeno nel primo caso parliamo di arte! Nel secondo parliamo solo - adesso si - di modelli negativi. Secondo voi, ci sono più ragazzi che vogliono imitare Joker o Fabrizio Corona? Faranno saltare in aria il Parlamento, come V per Vendetta, o faranno le mignotte e i leccaculi del Potere, come tanti volti noti della tv italica?

Io ho già risposto a queste domande.
Ora tocca a voi.

Do svidanija.

venerdì 25 maggio 2012

Quando la montagna partorisce il topolino... o la zoccola.



Nel giorno in cui una nota zoccola, frequentatrice dei festini di Berlusconi, afferma che "Silvio mi faceva travestire da Obama e da Ilda Boccassini", il signor B. di cui sopra indice una conferenza stampa e, insieme al suo delfino Alfano, propone una riforma costituzionale che trasformi l'Italia da repubblica parlamentare a repubblica presidenziale. Quella che era stata presentata come "la più grande novità politica degli ultimi anni" si è dimostrata, viceversa, una ciofeca riscaldata. Si sa da anni che il Napoleone di Milano 2, affetto da grave forma di ducismo novecentesco, voleva tutto il potere per sè: quando era premier, voleva il premierato forte; ora che ha capito che a Palazzo Chigi non risiederà mai più, vuole il presidenzialismo. Chi, se non lui, può essere il candidato presidente del centrodestra? C'è da scommettere che, nel caso probabile che questa ennesima proposta venga bocciata dagli altri partiti, il Duce di Arcore proporrà una nuova riforma costituzionale: l'Impero democrato e liberale. In cui Egli, imperatore maximo, primus super pares, sarà attorniato dal suo zoccolame e dai suoi servili lecchini. Attenersi alla forma istituzionale prevista dai Padri costituenti no, vero?
Il signor B. snocciola tutti i limiti dell'azione dell'Esecutivo, "ostaggio" della Magistratura e del Parlamento. Ciò che si chiama "democrazia", e che prevede che il Governo sia limitato, nella sua azione, dagli altri poteri dello Stato, è per Berlusconi un freno insopportabile. Sicuramente vi sono procedure tecniche troppo farraginose, che ritardano la nascita e la promulgazione delle leggi, ma pensare di bypassare il tutto dando un potere privo di contrappesi all'Esecutivo o, addirittura, al Presidente della Repubblica, testimonia il grado di democraticità del Cavaliere. Perchè, invece di pensare a cambiare la forma istituzionale dello Stato, Berlusconi non avanza proposte su come migliorare l'attuale forma istituzionale della Repubblica, democratica e parlamentare (nonchè fondata sul Lavoro, è meglio ricordarlo sempre)?
L'ex premier dice di essere arrivato a questa conclusione, che già balenava nella sua testa da anni, quando ha visto la differenza tra le elezioni francesi e quelle greche: le prime, hanno consegnato alla Francia un governo stabile; le seconde, che non hanno condotto nessuna coalizione al governo, hanno costretto il presidente greco ad indire nuove elezioni a giugno. Questi due episodi, secondo B, sono il bivio di fronte al quale si trova l'Italia: andare verso Parigi o verso Atene?
Facciamo sommessamente notare al fu Presidente del Consiglio che la differenza di governabilità tra i due paesi non è tanto nella forma istituzionale, bensì nella legge elettorale. Nel primo caso, abbiamo un doppio turno; nel secondo caso, un proporzionale puro. Perchè Berlusconi, invece di pensare alla riforma presidenziale dello Stato, non si preoccupa semplicemente di cambiare la legge elettorale in "senso francese", magari prendendo spunto dal sistema utilizzato per l'elezione dei sindaci?
Domanda retorica, perchè sappiamo già la risposta: la megalomania di Berlusconi spinge lo stesso a tentar di finire la propria carriera politica ricoprendo la più alta carica dello Stato. Siccome sa che, rebus sic stantibus, non riuscirebbe mai a trovare una maggioranza parlamentare disposta a votare per lui, fa appello al Popolo italiano. Vuole essere il primo Presidente della Repubblica eletto direttamente dai cittadini. E vuole magari ripercorrere i sentieri di Reagan o di Chirac.
Anche se, a nostro avviso, B. cercherà di assomigliare a Bill Clinton, rispetto al quale, però, ha circa trecento Lewisky in più.

martedì 6 dicembre 2011

Jail work



Corona deve trovare un lavoro per evitare il carcere. Dovra farsi un culo così. Un'altra volta.

Corona deve trovare un lavoro per evitare il carcere. Fare il pappa di Belen non è considerato un lavoro.

Corona deve trovare un lavoro per evitare il carcere. Credo che Belen glielo troverà.

martedì 22 novembre 2011

Carfagna elettorale



Carfagna: "Resterei in politica, ma non dipende solo da me".
Ha aggiunto: "La mia bocca è d'accordo, il mio culo no!".

Carfagna: "Resterei in politica, ma non dipende solo da me".
Dipende anche dai nuovi palinsesti Mediaset.

Carfagna: "Resterei in politica, ma non dipende solo da me".
Tranquilla: Silvio è d'accordo.
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lunedì 21 novembre 2011

Silvio da Vinci



Sgarbi: "La Gioconda mi ricorda Nicole Minetti".
Vista da dietro o vista da sopra?

Sgarbi: "La Gioconda mi ricorda Nicole Minetti".
Ha confuso la Monna Lisa con la Mona in Leasing.

Sgarbi: "La Gioconda mi ricorda Nicole Minetti".
Ma la Gioconda non aveva la bocca chiusa?

Sgarbi: "La Gioconda mi ricorda Nicole Minetti".
E sullo sfondo potete vedere l'Olgettina.
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domenica 20 novembre 2011

La Politica in ginocchio



Sara Tommasi: "Voglio scendere in politica".
Un altro Bocchino nella politica italiana.

Sara Tommasi: "Voglio scendere in politica".
Un esempio di politica in ginocchio.

"Voglio scendere in politica", disse il perizoma di Sara Tommasi.
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giovedì 15 settembre 2011

Elenco troiano




Secondo le intercettazioni telefoniche pubblicate su Repubblica e riguardanti le "serate galanti" del premier, ecco l'elenco "troiano" composto da tutte quelle femmine (mi pare eccessivo chiamarle donne) che hanno partecipato alle suddette serate e che hanno deliziato il sultano Berlusconi in cambio di qualche favore o di una buona parcella:

Maria Teresa De Nicolò, detta Terry (palazzo Grazioli), Carolina Marconi, Daniela Lungoci (villa San Martino), Francesca Lana, Hawa Kardiatau, Karen Buchanan (palazzo Grazioli), Camille Charao Cordeiro (Palazzo Grazioli), Barbara Montereale (villa Certosa), Sara Tommasi, Sebbar Fadoua (Palazzo Grazioli), Chiara Guicciardi (palazzo Grazioli), Vanessa di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro (palazzo Grazioli), Maria Josefa De Brito Ramos (palazzo Grazioli), Grazia Capone (Arcore e villa San Martino), Luciana de Freitas Francioli (Arcore), Michaela Pribisova, Maria Ester Garcia Polanco (centro Messeguè di Melezzole), Mariasole Caci (Arcore), Ioana Visan, Barbara Guerra, Patrizia D’Addario (palazzo Grazioli), Sara Tommasi, Lucia Rossini (palazzo Grazioli).


Non ci stupiremo certo, se dovessimo venire a sapere che queste esemplari della mignottocrazia imperante in Italia fossero state insultate nella pubblica via. Anzi, quasi quasi ce lo auguriamo.

lunedì 5 settembre 2011

Il sultano mi fa pena







Berlusconi mi fa pena. E questa è una notizia.

L'odio per lui, e per ciò che lui rappresenta, non si è certo affievolito.

Semplicemente, oggi mi rendo conto che l'indistruttibile dittatorello in doppiopetto e scarpe col tacco, alla fin fine, è una merdaccia come tutti noi. Anzi, più di tutti noi.

E un figuro povero nell'anima, senza un vero amico, sfruttato e ricattato da una corte di troie e di papponi che gli impongono un pizzo pur di non aprire bocca sulle sue debolezze. In puro stile mefioso.

E il sultano paga, paga tutti e tutte, con cifre notevoli.

Con che occhi guarda i suoi figli, i quali sanno che puttaniere è il padre?

Con che faccia si guarda allo specchio, quando sa che ciò che vede è solo un vecchio rifatto che nessuno oggi ama, nemmeno tra coloro che gli leccano il culo o qualche altre parte del corpo.

E' un povero stronzo, che ha una grande colpa: governa l'Italia. Si, governa questo "paese di merda" (cit. sua). E lo governa malissimo. Perchè pensa solo ai cazzi suoi, alle sue aziende, ai suoi amici (che tanto amici non si stanno dimostrando) e alle sue debolezze da puttaniere e da mecenate.



Provo pena per quest'uomo che sta rovinando se stesso proporzionalmente a come sta rovinando l'Italia. Un uomo di cui la Storia dirà: "Odiato dai suoi avversari, non amato e sfruttato da tutti gli altri".

Che tristezza passare alla storia così.

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lunedì 27 giugno 2011

L'ex della Minetti è sconvolto: Nicole mentiva. Ma va?





La moda di intervistare gli ex fidanzati, gli ex mariti, gli ex amanti, gli ex concorrenti... insomma gli ex, ha ormai preso piede nel sedicente giornalismo italiano.

Vanity Fair ha intervistato Simone Giancola, da due mesi ex fidanzato di Nicole Minetti, la consigliera regionale del PDL assurta alle cronache nazionale per essere l'igienista dentale di Berlusconi (falso) e per essere accusata di organizzare festini per il premier.

Uno sconvolto Giancola ha scoperto ciò che tutta Italia sa (berlusconiani compresi): la Minetti mente. "Mi telefonò per dirmi che era dovuta andare a Rimini dai genitori. Ebbene nelle intercettazioni del Rubygate ho letto che quella chiamata me l'aveva fatta dalla piscina di una villa di Berlusconi. Una rivelazione traumatica".
Immaginiamo lo sconforto. Avrà pensato a tutte le volte che Nicole gli diceva: "Scusami, devo andare a lavorare", e lui pensava che si recasse al Consiglio Regionale.
Aggiunge, addolorato: "Nicole non si dimetterà. La poltrona da consigliera significa per lei l'inizio di una carriera. Il suo modello è Mara Carfagna".
Alla faccia della statista di fama mondiale! Invece della Tatcher o della Merkel, donne capaci di governare Paesi come Inghilterra e Germania, il modello della Minetti è la Carfagna.

Onorevole Alfano, se davvero ella sarà messo a capo del PDL, si impegni a fare una cosa: candidi ragazze che, oltre ad essere belle e ad avere una grande apertura orale, abbiano anche una notevole apertura mentale.
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giovedì 27 gennaio 2011

Un'orrida fiaba su una zoccola ed un drago




C'era una volta una zoccola,
che fece carriera politica e a 25 anni si alzava 12 mila euro mensili pagati da noi cittadini. Questa zoccola parlava al telefonino. Con una amica. Era incazzata parecchio con un vecchio dal culo flaccido, un lurido porco per il quale lei organizzava festini con minorenni. Questo vecchio dal culo flaccido la ripagò dandole il posto nelle istituzioni del Paese, così i cittadini le pagavano lo stipendio. 25 anni, zero esperienza, posto nelle istituzioni.
Aveva fatto carriera, la zoccola. E continuava a portare al vecchio dal culo flaccido troie di tutte le età. Il vecchio si trasformava in un drago, e le feste diventavano riti sacri in onore del Drago. In una di queste feste, la zoccola portò una troietta marocchina di 17 anni. La piccola, nel suo paese di orgine, era stata stuprata dagli zii. Questa dolorosa esperienza personale le dava diritto, secondo lei, ad un credito nei confronti del Mondo. Visto che le avevano tolto qualcosa, adesso lei doveva toglierlo ad altri e altre. Come? Beh, ad esempio guadagnando in una sera ciò che le precarie italiane guadagnano in sette mesi di lavoro.
La troietta, inoltre, era solita vivere con una prostituta, a cui un giorno rubò dei soldi. Fu arrestata e portata al commissariato, ma poi fu rilasciata perchè il vecchio dal culo flaccido chiamò la Questura e la fece rilasciare in quanto "nipote di Mubarak". La troietta marocchina fu presa in custodia dalla zoccola che organizzava festini, la quale dopo 50 metri la affidò ad una prostituta.

Per tutte queste cose, dei giudici hanno indagato (ascoltando i telefonini) e vogliono processare il vecchio dal culo flaccido. Ma egli, il drago, non vuole farsi processare. Interviene in tv e dice a tutti che è in atto un colpo di stato contro di lui. E le stesse cose sono ripetute a destra e a manca dai suoi stipendiati.

Come finirà questa fiaba? Chi può dirlo. Forse come Piazzale Loreto, o in altra maniera. Chi può dirlo.
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lunedì 17 gennaio 2011

Berlusconi non è... In cerca di Amy

Un grande monologo, tratto dal film IN CERCA DI AMY.
Silent Bob, noto per non parlare mai, decide di dire la sua. Riesce ad esprimere in maniera molto importante i sentimenti dell'Amore, della Fiducia, del Perdono.

Mentre Berlusconi va in tv a spiegare che non un puttaniere, e che le mignotte che bazzicano le sue case vengono candidate ed elette nelle istituzioni solo perchè sono brave e capaci... mentre Berlusconi ci racconta che lui non paga per fare sesso, perchè sarebbe degradante per la SUA dignità, e non per quella delle donne... mentre Berlusconi monetizza gli affeti e gli amori, pagando anche settemila euro a sera ad una minorenne marocchina solo per "compagnia"... mentre l'Amore viene svilito a corollario della Vita, perchè ciò che conta sono i Soldi, la Fama, le Scorciatoie, i Compromessi, la Carriera... io vi faccio ascoltare e vedere un monologo che mi è servito molto, nel corso di questa vita.

Spero possa essere utile anche a qualcuno di voi, fratelli.
A voi che siete alla ricerca della vostra Amy. A voi che avete perduto la vostra Amy. A voi che, come me, avete ritrovato la vostra Amy.


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venerdì 14 gennaio 2011

Indagati per prostituzione minorile









Il vostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è indagato, dal 21 dicembre 2010, per concussione e prostituzione minorile dalla procura di Milano che ha anche notificato al premier un ordine di comparizione. Le ipotesi di reato sono concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile, nell'ambito della vicenda di Ruby Rubacuori, quel zoccolone marocchino che all'epoca dei fatti era minorenne.
Informazioni di garanzia anche per Emilio Fede (direttore del Tg4, il telegiornale di regime sulle tv private del premier), Lele Mora (già coinvolto in numerosi scandali sessuali e la cui azienda è andata in fallimento) e il consigliere regionale Nicole Minetti (ex igienista dentale del premier, candidata ed eletta al consiglio regionale della Lombardia senza avere ALCUNA ESPERIENZA in politica). Per tutti l'accusa è di violazione della Legge Merlin sulla prostituzione e di induzione alla prostituzione minorile. Nel pc della ragazza sono stati trovati filmati e foto di feste nella villa in Sardegna del Premier.

Ora, secondo il garantismo liberaldemocratico, questi figuri sono innocenti fino a prova contraria. Quindi dal punto di vista penale, essì sono ancora presunti innocenti. Bene.
Vi chiedo e mi chiedo, però, se sia moralmente accettabile avere un Presidente del Consiglio indagato in faccende come questa. Oltre ad essere una persona onesta e pulita, un esponente politico non dovrebbe anche apparire onesto e pulito? In questo caso, poi, parliamo del Presidente del Consiglio, mica di un consigliere comunale!

Personalmente credo, da tempo ormai, che Berlusconi sia stato e sia il peggior primo ministro della storia repubblicana italiana. Oltre a tutti i disastri economici, sociali e politici realizzati da quest'uomo, bisogna ricordare la pochezza morale con la quale ha infettato la già fragile democrazia italiana, rendendola ormai inefficace e addirittura dannosa. Non c'è più una etica pubblica, tutti possono fare tutto visto "che lo fa pure Berlusconi". Non si pensa più al futuro, ai nostri figli, ma solo al presente, al tutto e subito, all'hic et nunc.

La fragile democrazia italiana si è ormai definitivamente in una NonDemocrazia libelare e liberista, e Berlusconi ne è stato il principale, ma non l'unico, protagonista.
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giovedì 18 novembre 2010

Una serata grillesca




Ieri sera sono uscito dall'ufficio poco dopo le 18. Il clamoroso e quotidiano traffico di Roma mi ha permesso di arrivare a casa (che dista 14 km da dove lavoro) alle 19 circa. Faccio tutto di fretta per essere al Gran Teatro di Viale Tor di Quinto entro le 20.30. Ahimè, giungo al teatro solo pochi minuti prima delle 21.

Entriamo e subito scorgiamo i volontari di Greenpeace sotto il megamanifesto di Beppe Grillo che distribuiscono volantini ed informano i presenti più interessati. A destra e a sinistra due banchetti dei "Grilli Romani" vendono magliette, spille e libri per autofinanziare il MoVimento 5 stelle di Roma. Una breve fila per farci staccare il biglietto, e subito entriamo in sala: il teatro è bello grande, illuminato, e brulica di gente il cui vociare mette allegria e riempie la sala di elettricità, di energia positiva.

La fila interminabile alla toilette mi impone di sedermi ed attendere momenti più propizi, che non vi saranno perchè poco prima delle 21.30 le luci in sala si spengono e sul megaschermo posizionato sul palco vengono proiettate le immagini del pianeta Terra: laghi, montagne, fiumi, deserti, boschi... che respirano! Senti il respiro della Terra in un silenzio tombale, e l'emozione comincia, fin da subito, ad essere forte.

Le immagini finiscono quando compare Beppe Grillo, con una camicia nera che al termine dello spettacolo sarà sudatissima. Grillo comincia a ringraziare i romani presenti, a fare i complimenti alla splendida città di Roma, e come suo solito prende per culo gli spettatori ricordando loro il dialetto romanesco, la famigerata NON finezza dei romani, e la capacità tutta masochista di farsi governare da incapaci (Rutelli, Veltroni, ora Alemanno) che stanno svendendo la "città eterna" per ripianare i debiti che l'amministrazione comunale ha contratto con banche e fondazioni, che oggi sono le vere padrone dei comuni italiani.

Dopo una carrellata sulla mignottocrazia che sta al governo (le extravergini) e sugli esemplari dell'attuale classe politica, vecchia d'età e di idee (quelli che, ad esempio, pronunciano Google dicendo "Gogool"), dopo aver ricordato i lavori della Metro C a Roma che costa 5 miliardi di euro e non risolve alcun problema di viabilità, dopo aver citato Bossi che parla male dei romani salvo poi venire a Roma ed essere imboccato dalla Polverini e da Alemanno, dopo aver ricordato che Fini e Bocchino (chiamato, per non scandalizzare le donne, "Chinotto") negli ultimi 16 anni stavano AL FIANCO di Berlusconi mentre questi si faceva le leggi ad personam, sviliva la democrazia, e sopprimeva le proteste dei cittadini con la violenza (A Genova, durante il G8 del 2001, Fini era in cabina di regia)... Beppe Grillo è passato a dimostrare come si possa "cambiare il mondo" fin da subito. Ha parlato di partecipazione, di movimento civico e civile, dei due V-day, del concerto a Cesena (Woodstock, con una dimostrazione esemplare di cosa significa "rifiuti zero"), delle nuove tecnologie, di Rifkin (consigliere di Obama) che definisce l'Italia come "l'Arabia Saudita delle energie pulite", della condivisione di idee e della dimensione sociale del sapere (contro il copyright).

La serata si è conclusa con un fischio. Beppe Grillo, tramite una stampante 3d, ha realizzato davanti a noi tutti, in tempo reale, un fischietto. Per dimostrare che il sapere sociale, il sapere messo in rete, può realizzare in tempo reale oggetti e progetti.

Tutti possiamo agire, se tutti vogliamo pensare. Sono le idee a muovere il mondo. L'energia non può più essere il petrolio, ma l'Intelligenza.
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giovedì 4 novembre 2010

Non vogliamo fare la scorta alle escort




“Non ne possiamo più. Non siamo diventati carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Molti nostri colleghi sono morti mentre facevano la scorta a magistrati o politici che difendevano lo Stato. E noi, invece… È mai possibile essere ridotti cosi?”. A parlare sono alcuni “ragazzi” dei servizi di scorta. Carabinieri allenati a difendere le “personalità” loro affidate fino a mettere a rischio la propria vita. “Ma qui ci fanno fare i tassisti dei festini. Per questo, dopo essere stati tanto zitti e obbedienti, ora vogliamo, a nostro rischio, far sentire la nostra voce”. Cominciano i racconti, che si incrociano, si intrecciano e si sommano.

“Le feste ad Arcore si tengono nei giorni del fine settimana, dal venerdì al lunedì. Molte sono proprio di lunedì. Nell’estate si moltiplicano. Noi accompagniamo le personalità fino alla villa e poi aspettiamo fuori. Vediamo un giro di ragazze pazzesco. Arrivano con vari mezzi. Moltissimi Ncc, le auto a noleggio con conducente. Alcuni pulmini, di quelli da 10-15 posti. Una volta abbiamo visto alcune ragazze scendere da due fuoristrada di quelli massicci. Alcune ragazze le porta direttamente Emilio Fede nella sua auto, altre scendono dalla macchina di Lele Mora con targa del Canton Ticino”.

“L’estate scorsa abbiamo visto molte feste alla villa di Arcore. Altre volte abbiamo accompagnato le nostre personalità in ristoranti di Milano, come ‘da Giannino’, in via Vittor Pisani, zona stazione Centrale. O in una casa privata di zona Venezia. Che ne sappiamo noi di che cosa succede là dentro? Ce li immaginiamo, magari fanno uso di droghe o infrangono la legge e ridono di noi, dicendo: noi siamo qua al sicuro, abbiamo anche i carabinieri che ci proteggono. E che gente c’è a quelle feste? Noi per arruolarci nell’Arma dobbiamo dimostrare di essere puliti per due generazioni, i nostri padri e i nostri nonni, e finiamo a far la guardia a gente che magari pulita non è”.
“Sì, la scorsa estate ad Arcore c’era un gran via vai. Ruby? No, non me la ricordo, ma sa, sono tante, tutte uguali, tutte giovani… Abbiamo riconosciuto una giornalista. E Flo, quella che ha partecipato alla ‘Pupa e il secchione’. Poi una bionda che era stata al Grande Fratello… Molte si capisce che sono straniere, tante hanno la cadenza napoletana. Poi alcune escono a fine festa, altre si fermano lì per la notte, ma è difficile tenere la contabilità, c’è un tale via vai…”.

“Ci è capitato di fare missioni all’estero e di incontrare colleghi stranieri che fanno il nostro stesso lavoro: ci sfottono per questa storia delle feste, delle ragazze. Ma è mai possibile che dobbiamo vergognarci, noi che vorremmo lavorare per le istituzioni e difendere lo Stato? Abbiamo orari massacranti, turni di otto ore al giorno che spesso diventano dodici. Facciamo anche 120 ore di straordinario, ma ce ne pagano al massimo trenta, a 6 euro e mezzo all’ora, più un buono pasto da 7 euro. Va bene, non ci lamentiamo, è il nostro lavoro. Ma lo vorremmo fare per lo Stato, non per questa vergogna. Vorremmo proteggere le personalità delle istituzioni, non gente che ci fa vergognare davanti al mondo”.
“Comunque non ci lamentiamo del nostro stipendio. Solo ci chiediamo se è giusto che una ragazza giovane e carina senz’altra esperienza politica prenda 15 mila euro al mese, perché è stata fatta diventare consigliere regionale. Il presidente? Con noi è gentile. Qualche volta è venuto a salutarci, a raccontaci qualche barzelletta. Una volta ci ha fatto, ammiccando, una battuta: ‘Eh, beati voi che adesso andate a casa a dormire, a me invece tocca trombare’. Un’altra volta ci ha portato qualche ragazza e ce l’ha presentata. Una notte ci ha mandato una ragazza che ci ha fatto la danza del ventre…”.

“A fine serata riportiamo le personalità a casa. Vediamo alcune ragazze uscire e tornare verso Milano, altre restano nella villa per la notte. Capita che dobbiamo scortare personalità che fanno il giro a riaccompagnare le ragazze nei residence milanesi, alla Torre Velasca o in corso Italia. L’ultima magari se la portano a casa. E noi dobbiamo accompagnare la nostra personalità fino alla porta dell’appartamento: è imbarazzante salire in ascensore con un signore anziano e una ragazzina. Pensiamo alle nostre figlie e diciamo che non ci piace questo mondo. Sarà moralismo, ma non ci piace”.

Da il Fatto quotidiano del 3 novembre 2010
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mercoledì 3 novembre 2010

Non solo B.





Non è solo Berlusconi a fare "battute" di pessimo gusto che fanno ridere solo lui, la sua corte, le mignottocrati che lo deliziano e i servi che da lui sono stipendiati per NON fare i giornalisti.

E' noto, purtroppo, che anche Rocco Buttiglione, esponente di primo piano dell'UDC ed ex ministro del governo berlusconiano due legislature fa, è un collezionista di uscite a vuoto e di frasi "infelici", per non dire infami. L'ultima perla buttiglioniana è:

«E' oggettivamente sbagliato. Sul piano politico e sociale sono contro ogni discriminazione contro i gay. Ma moralmente penso che sia sbagliato. Come non pagare le tasse».

Per Buttiglione, quindi, gli omosessuali creano danni alla società come gli evasori fiscali. Essere omosessuale, spiega il "filosofo" cattolico, è immorale: non è un reato, bensì è un peccato. Questa affermazione è stata rilasciata qualche giorno prima dal più noto motto berlusconiano: "Meglio apprezzare le donne che essere gay", a cui fa eco Daniela Santanchè con "tutte le mamme italiane sperano di avere un figlio etero". Come dire: meglio malato che frocio. Credo che le mamme italiane, che sono ben diverse dalle mignottocrati che la Santanchè frequenta abitualmente al Billionaire, siano pronte a smentire il Sottosegretario Santanchè, che meno di tre anni fa diceva cose del tipo: "Berlusconi è ossessionato da me, ma io non gliela do!"; "Berlusconi vede le donne solo orizzontali".