Visualizzazione post con etichetta Democrazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Democrazia. Mostra tutti i post

mercoledì 27 giugno 2012

Qualche appunto di Net-Democracy



Il Network Autonomo Sabotag nasce per realizzare un progetto, un fine, un obiettivo. Questo progetto si chiama Net-Democracy, cioè Democrazia in Rete. C'è subito una precisazione da fare: Net-Democracy e E-democracy non sono la stessa cosa, perché la seconda si riferisce all'utilizzo di tecniche e strumenti digitali per realizzare una democrazia (diretta, nella maggior parte dei casi); la "rete" della E-democracy è, quindi, fondamentalmente il web. 
La Net-Democracy, invece, è l'evoluzione - o se vogliamo, l'estremizzazione - del concetto e della pratica di Rete applicata alla Democrazia. Concetto e pratica: idea e azione. 
Da qui si desume il primo punto: la Net-Democracy non è un'idea a cui la realtà deve conformarsi, bensì è una pratica reale da cui nascono e si sviluppano alcune idee fondamentali, che noi chiameremo "nodi" proprio perché non vanno intesi come elementi fissi e immutabili, ma come punti in cui la rete arriva e riparte. La Net-Democracy non è una invenzione contemporanea, ma è una rivisitazione in chiave contemporanea delle antiche pratiche democratiche consiliari.

Nodo Egualitario: è il primo nodo della Net-Democracy. Tutti i soggetti operanti nella Net-Democracy devono essere in uno stato di parità formale e sostanziale. Formale, cioè hanno tutti gli stessi diritti e le stesse possibilità; sostanziale, cioè le loro azioni devono essere ed essere intese come utili alla comunità parimenti alle altre, indipendentemente dall'eventuale valore economico dell'azione o della cosa prodotta. Questo punto è importante e proviamo a spiegarlo meglio: nella società contemporanea, che fondamentalmente ha un impianto economico capitalista e, di conseguenza, un impianto culturale fondato sulla competizione e sulla libertà individuale anteposta al benessere collettivo, le differenze tra le persone sono principalmente di natura economica: se uno guadagna di più vuol dire che è più bravo o utile; se è più bravo o utile è giusto che guadagni di più. La realtà ha dimostrato, invece, che molto spesso il valore economico di un atto, di un prodotto e addirittura - cosa aberrante, ma il capitalismo è anche questo - di una persona, non esprimo l'utilità sociale per il miglioramento qualitativo della vita della comunità. Pertanto il Nodo Egualitario si sviluppa solo quando le differenze tra le azioni, i prodotti e le persone non sono succubi di processi e strutture economiche. L'economia, per quanto importante, non deve più essere il principale strumento di differenziazione tra azioni, prodotti e persone. Solo un approccio qualitativo, quindi soggettivo (laddove il soggetto è sia l'individuo che la comunità), può realizzare una vera democrazia.

Nodo Libertario: è il secondo nodo della Net-Democracy. Non è possibile alcuna democrazia senza libertà, ma la libertà deve essere messa in rete, deve appartenere a tutti e deve essere a disposizione di tutti coloro che vogliono essere e vivere liberi. Ciò significa che va superato la vetusta concezione liberale di libertà: "la mia libertà finisce dove comincia quella di un altro". La prima forma di libertà è la libertà dal bisogno: chiunque dipenda da qualcosa o qualcuno, non è libero. Da ciò si giunge alla seconda forma della libertà, cioè la libertà di pensiero e azione in un sistema di parità (Nodo Egualitario): se non c'è parità tra i soggetti operanti, c'è sopruso o sopraffazione, gerarchia e comando, predominanza di X su Y. Così facendo, si evitano le distorsioni del concetto e della pratica della libertà di pensiero ed azione, perché qualsiasi libero pensiero contraddica il sistema di parità (ad esempio, i bianchi sono meglio dei neri, gli etero sono superiori ai gay, i ricchi sono più intelligenti dei poveri, ecc...) è un pensiero non democratico. Stesso discorso, ovviamente, vale per l'inverso: se la libertà viene sacrificata sull'altare dell'uguaglianza, si genera appiattimento, omologazione, burocrazia. Ciò è avvenuto, ad esempio, nei regimi del cosiddetto "socialismo reale", che spesso hanno subito una involuzione burocratica a seguito di un appiattimento generale dovuto alla limitazione della libertà di tutti e di ciascuno.

Volendo dare una raffigurazione grafica, quasi plastica, della struttura nodale della Net-Democracy possiamo utilizzare il seguente schema:

Come si vede, i due nodi sono in uno stato di parità tra loro, sono in continua relazione tra loro, e da ognuno partono diramazioni che vanno a creare altri nodi, e da questi la Rete.


Se vuoi diventare un Sabotatore, e vuoi collaborare con articoli, poesie, canzoni, foto, video... e soprattutto con mani, testa e cuore, leggi http://www.antoniolucignano.com/2012/06/diventa-un-sabotatore-collabora-e.html


lunedì 25 giugno 2012

Contro l'iniquità, per la libertà



Non solo si può essere contro la privatizzazione degli strumenti, dei beni e dei saperi; bisogna esserlo sempre, anche a rischio di apparire velleitari o utopisti. Noi crediamo che tutto vada messo in comune, in maniera orizzontale. Per questo siamo contro il copyright e contro la proprietà privata (del singolo, dell'azienda o dello Stato) degli strumenti di produzione della ricchezza economica e culturale di una comunità. Solo così realizzeremo la vera uguaglianza: dentro, e non contro, la libertà di tutti e di ciascuno. 
Dobbiamo essere liberi, perché uguali. Dobbiamo essere uguali, perché liberi. Dobbiamo essere in uno stato di parità, esercitando ciascuno le proprie libere inclinazioni ed aspirazioni senza compromettere il bene della comunità.
Combattere l'iniquità significa combattere per la libertà. In ogni luogo di lavoro e di vita. Autorganizzarsi e autogestirsi, senza delegare. La delega può esserci, sia chiaro: ma deve essere momentanea, a breve termine e sempre revocabile. Altrimenti diventa burocrazia: nel pubblico o nel privato, la burocrazia è sempre negativa. Perché trasforma la libertà in sopruso e l'uguaglianza in appiattimento. Perché alimenta il privilegio e  mortifica il merito e le capacità.

Karl Kaphyer

lunedì 13 giugno 2011

Abbiamo vinto!

Alla faccia degli speculatori, dei liberisti e dei mafiosi...
alla faccia di chi voleva toglierci l'acqua...
alla faccia di chi voleva distruggere l'ambiente...
alla faccia di chi voleva boicottare le energie rinnovabili...
alla faccia di chi voleva far giocare i nostri figli su terreni neri sotto cieli atomici...
alla faccia di chi voleva distribuire l'acqua come la benzina...
alla faccia di chi vuole difendersi DAI processi...
alla faccia dei vecchi pedofili che fanno il bunga bunga...
alla faccia del Regime che ci governa, e le cui leggi abbiamo bocciato...
alla faccia dei Disponibili che si sono chiamati Responsabili ma sono solo venduti...
alla faccia delle zoccole che sono state elette nelle istituzioni...

ABBIAMO VINTO!!!

e adesso ROSICATE


_______________________________

Napoli, pronta la giunta De Magistris: FORZA GIGGINO!



E' (quasi) fatta. Salvo sorprese, la giunta di Luigi De Magistris è pronta. Una bella giunta. Fatta da gente che non appartiene alle classiche nomenclature di partito. Con poche donne (un terzo della giunta), ma con alcune cose interessanti: una insegnante assessora alla scuola, molti ambientalisti e gente con la fedina penale pulita. Tutte cose interessanti, in una città come Napoli. Forza Giggino!!!!

da Il Fatto Quotidiano

I punti di forza. E’ una giunta che nasce senza spartizioni politiche, senza ‘tavoli’ dove soppesare il peso delle deleghe, fatta di nomi scelti in piena autonomia dal sindaco, le cui storie e competenze rispecchiano fedelmente il programma politico-amministrativo da Luigi de Magistris, che punta molto sulla raccolta differenziata e sui tagli nelle società partecipate. E non c’è il Pd, con l’inevitabile carico di polemiche che la sua presenza avrebbe provocato, che dopo aver lasciato intendere la volontà di entrare, ha preferito stare alla finestra.

I punti deboli. Tra gli assessori emergono alcuni conflitti d’interesse che sovraespongono l’esecutivo a facili critiche ancora prima di mettersi al lavoro. E ci sono poche donne, solo 4 su 12, meno del 50 per cento che Giuliano Pisapia a Milano è riuscito a raggiungere.

Verrà presentata domani alle 18.30 a palazzo San Giacomo, ma la giunta de Magistris, salvo sorprese in zona Cesarini, è ormai pronta. Un cocktail di ambientalismo, urbanistica sostenibile e sano giustizialismo, con una spruzzata di competenze giuridiche ed economiche prelevate dal mondo dell’associazionismo e degli avversari da sinistra del bassolinismo. Non ci sono le grandi personalità da vetrina. Non ci sono ‘stranieri’, a meno che non si voglia definire tale Anna Donati, che sta diventare assessore alla Mobilità dopo aver ricoperto lo stesso ruolo a Bologna nei primi anni ’90. Già parlamentare dei Verdi, la Donati è ‘napoletana’ per acquisizione dal 2009 quando il governatore Antonio Bassolino la nominò direttore generale dell’Acam, l’azienda regionale della mobilità sostenibile.

Il vice sindaco, con delega all’Igiene Urbana e all’Ambiente, sarà Tommaso Sodano in quota Federazione della Sinistra. All’ex senatore di Rifondazione Comunista ed ex presidente della commissione parlamentare sui rifiuti andrà la patata bollente di far partire sul serio la raccolta differenziata a Napoli, finora ferma a un misero 20 per cento scarso. “Averne, di politici così preparati e rigorosi”, dissero di lui Marco Travaglio e Peter Gomez nel libro “Se li conosci li eviti”, inserendo Sodano nella ristrettissima lista dei parlamentari che avrebbero meritato la riconferma, per i meriti acquisiti sul campo delle battaglie per la legalità nel ciclo dei rifiuti. Al Bilancio andrà Riccardo Realfonzo, docente di Economia nel Sannio, già assessore con questa delega nella giunta Iervolino. Venne nominato nel gennaio 2009 dopo il rimpasto ‘obbligato’ per l’arresto degli assessori coinvolti nell’affaire Romeo (peraltro assolti in primo grado), se ne andò a dicembre denunciando i criteri clientelari di gestione delle società partecipate. Quell’esperienza è riassunta nel libro ‘Robin Hood a Palazzo San Giacomo’. Realfonzo deve predisporre il bilancio di previsione, da approvare entro il 30 giugno. L’amministrazione Iervolino non c’era riuscita.

All’ex sindaco di Melito Bernardino Tuccillo (Idv), protagonista di iniziative anticamorra nel suo comune, andrà la delega al Personale e al Patrimonio. Alberto Lucarelli, docente di Diritto Pubblico a Napoli, già candidato Idv alle europee e alle regionali, assumerà le deleghe alle società miste (chiamate ‘Beni Comuni’), alla Democrazia Partecipata e all’Informatizzazione. Marco Esposito (Idv), giornalista con trascorsi al “Mattino” e alla “Voce” di Indro Montanelli, diventerà assessore alle Attività Produttive. Luigi De Falco, architetto e segretario campano di Italia Nostra, riceverà la delega all’Urbanistica. Nel 2002 fu assessore per un giorno a Castellammare di Stabia. Il consiglio comunale sfiduciò il sindaco Ersilia Salvato 24 ore dopo il rimpasto.

Quattro le donne. Oltre alla Donati, entreranno in giunta Antonella Di Nocera (Cultura), direttrice dell’Arci Movie di Ponticelli, famosa tra l’altro per essere riuscita a portare Ken Loach nell’area est di Napoli, la dipietrista Pina Tommasielli (Sport e Giovani), medico di base, e Annamaria Palmieri (Scuola), insegnante.

Lasciamo per ultimi i due pomi della discordia. Ovvero le annunciate nomine del pubblico ministero Giuseppe Narducci alla Sicurezza e del presidente del consorzio di imprese sociali Gesco, Sergio D’Angelo, già candidato in Sel alle ultime regionali, alle Politiche Sociali. Sull’inopportunità di dare un incarico di assessore a Narducci, magistrato che ha lavorato nello stesso distretto giudiziario, peraltro titolare dell’inchiesta sulle presunte collusioni camorristiche del leader del Pdl Nicola Cosentino, con toni e sfumature diverse si sono pronunciati il presidente dell’Anm Luca Palamara, il vicepresidente del Csm Michele Vietti, il vicepresidente dell’Anm e pm dell’Antimafia di Napoli Antonello Ardituro (“io non lo avrei fatto”), il responsabile nazionale Pd per il Mezzogiorno Umberto Ranieri, il direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco Demarco. Che sul proprio blog si chiede: “C’è un codice etico dei magistrati, questo codice dice che chi esercita in una città non può diventare assessore nella stessa città. E allora perché questa regola non vale per Narducci?”

Diversa è l’incompatibilità contestata a D’Angelo. La Gesco ha lavorato a lungo col Comune di Napoli, accumulando crediti i cui ritardi nei pagamenti l’assessore ‘in pectore’ ha spesso denunciato politicamente e sui media. D’Angelo ha annunciato le dimissioni dalla presidenza del gruppo, ma la questione resta.

Resterà fuori dalla giunta Raffaele Del Giudice, direttore campano di Legambiente, in prima linea nel denunciare e stanare le ecomafie che hanno devastato il napoletano e il giuglianese. Era in predicato di assumere la delega all’Ambiente, ma non se ne farà nulla.
__________________________________

sabato 11 giugno 2011

Equilibrio, non moderazione




Questo blog ha la bava alla bocca. E' incazzato nero. Si è rotto i coglioni di questi moderatini che non hanno il coraggio di dire che in Italia serve una catarsi, una rigenerazione totale delle coscienze e della classe dirigente.
Domani e dopodomani si voterà per i referendum. Abbiamo la possibilità di dare un calcio in culo a tutti quegli speculatori che non aspettano altro che mettere le mani sugli appalti per la privatizzazione della gestione dei servizi pubblici (acqua, trasporti, rifiuti, ecc...) e sull'energia nucleare. Pensate un pò: moltissimi nuclearisti convinti, tra cui l'ex presidente di Legambiente Chicco Testa, sono imprenditori nel settore delle rinnovabili. Come ve lo spiegate? Sembra una contraddizione, vero? E invece no: questi maiali vogliono papparsi i finanziamenti di ogni settore energetico, dall'eolico al solare, dal idroelettrico al nucleare.
Abbiamo visto ciò che è successo a Cernobyl. Abbiamo visto ciò che sta succedendo in Giappone. Abbiamo elencato tutti i disastri nucleari avvenuti negli ultimi 50 anni. Niente. Questi maiali continuano a voler fare i miliardi sulla nostra salute.
Abbiamo dimostrato, tabelle alla mano, che ovunque vi sia stata una privatizzazione della gestione dei servizi pubblici, le tariffe sono aumentate e la qualità del servizio non è migliorato.
Ed infine, last but not least, abbiamo il legittimo impedimento: una legge fatta ad hoc per un settantene pedofilo che vuole sottrarsi ai molteplici processi in cui è coinvolto, e che paga una corte di servi e di troie piazzata nelle istituzioni e nei mass media. Questa corte ha un unico compito: ripetere il mantra della persecuzione nei confronti del miliardario settantenne.

Questo è quanto. A questo è ridotta l'Italia, una nazione che ha la Costituzione più avanzata tra tutte le costituzioni europee ed occidentali. Una nazione che per secoli, per millenni, è stato il centro culturale e politico del pianeta. Ed oggi è ridotta a baciare le mani al dittatore berbero di turno o ad avere ministri, come quelli della Lega, che ai tempi di Mussolini ed Hitler sarebbero stati trattati secondo i dettami del programma Aktion T4.

Contro questa deriva esistenziale non ci può essere dubbio. Bisogna agire. Anzi, reAgire. Opporsi. Ribellarsi. E smascherare tutti gli inganni della moderazione.
Siamo sull'orlo di un baratro, e per non cadere serve equilibrio. Non moderazione.



VIKTOR NILIN
_________________________________________

venerdì 10 giugno 2011

Grande azione di Greenpeace






Siamo di nuovo in azione. Questa volta non per protestare, ma per mandare un messaggio a tutti gli italiani: il 12 e 13 giugno votiamo Sì al Referendum per fermare il nucleare.

L'azione è partita stamattina all'alba. Primo round ore 7, striscione di 300 metri quadri sul Colosseo a Roma. Secondo round ore 9 da Ponte Vecchio a Firenze. Terzo round ore 10 sul Campanile di San Marco a Venezia. Tre luoghi simbolo del nostro Paese e un solo messaggio: "Italia, ferma il nucleare. Vota Sì".!

Insieme ai nostri attivisti anche i ragazzi de http://www.ipazzisietevoi.org/ che hanno aperto un altro striscione con lo slogan della loro protesta "I pazzi siete voi. Il nucleare non è il nostro futuro".

Ora, tra noi e un futuro senza nucleare c'è solo un ostacolo: il Quorum. Perciò, informiamo e mobilitiamo parenti, amici e vicini fino all'ultimo minuto. Il passaparola è l'unico strumento per rimediare alla censura di molti media. E tu quante persone porterai a votare?

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia
_____________________________

Beppe Grillo: "Il quorum è una fregatura"






http://www.beppegrillo.it/2011/06/il_quorum_e_un/index.html

Il quorum è un furto di democrazia. Un modo costituzionale per fottere il cittadino. Le porte del Palazzo devono rimanere chiuse. E' inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare, andrebbe denunciato. In giro ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti. Chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum. Preferisce quindi usare la tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2. Sanno che l'opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne. L'Italia è una dittatura con due soli spiragli di democrazia. Due lumini sempre più fiochi di partecipazione: la proposta di legge popolare e il referendum. La prima è solo fumo negli occhi, puoi raccogliere 350.000 firme per una nuova legge elettorale, come per Parlamento Pulito, e Schifani può usarle per pulirsi il culo senza che nessuno possa obiettare, in questi giorni ricorre il secondo anniversario della mia audizione alla commissione affari costituzionali per presentare la legge... Il referendum, quando supera le barriere della disinformazione durante la raccolta di firme e il giudizio della Corte Costituzionale e viene finalmente messo in calendario, diventa allora una pistola caricata contro la partitocrazia che inizia subito l'osceno balletto per depotenziarlo. Il primo passo è evitare qualunque accorpamento con elezioni amministrative, politiche o europee. Il secondo passo è scegliere una data estiva per il voto. Il terzo è evitare di parlarne o invitare la gente a stare a casa o ad andare al mare, come hanno fatto Formigoni e a suo tempo Craxi. E' ormai evidente che democrazia e partitocrazia sono inconciliabili. Quando esiste la prima non può esistere la seconda e viceversa. La democrazia è per i partiti italiani l'equivalente della luce per i vampiri, non possono tollerarla. Per questo il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e che propositivo senza quorum (chi non vota conta zero), come riportato nel suo Programma.

______________________________

giovedì 9 giugno 2011

Beppe Grillo: "Il quorum è una fregatura!"

http://www.beppegrillo.it/2011/06/il_quorum_e_un/index.html

Il quorum è un furto di democrazia. Un modo costituzionale per fottere il cittadino. Le porte del Palazzo devono rimanere chiuse. E' inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare, andrebbe denunciato. In giro ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti. Chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum. Preferisce quindi usare la tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2. Sanno che l'opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne. L'Italia è una dittatura con due soli spiragli di democrazia. Due lumini sempre più fiochi di partecipazione: la proposta di legge popolare e il referendum. La prima è solo fumo negli occhi, puoi raccogliere 350.000 firme per una nuova legge elettorale, come per Parlamento Pulito, e Schifani può usarle per pulirsi il culo senza che nessuno possa obiettare, in questi giorni ricorre il secondo anniversario della mia audizione alla commissione affari costituzionali per presentare la legge... Il referendum, quando supera le barriere della disinformazione durante la raccolta di firme e il giudizio della Corte Costituzionale e viene finalmente messo in calendario, diventa allora una pistola caricata contro la partitocrazia che inizia subito l'osceno balletto per depotenziarlo. Il primo passo è evitare qualunque accorpamento con elezioni amministrative, politiche o europee. Il secondo passo è scegliere una data estiva per il voto. Il terzo è evitare di parlarne o invitare la gente a stare a casa o ad andare al mare, come hanno fatto Formigoni e a suo tempo Craxi. E' ormai evidente che democrazia e partitocrazia sono inconciliabili. Quando esiste la prima non può esistere la seconda e viceversa. La democrazia è per i partiti italiani l'equivalente della luce per i vampiri, non possono tollerarla. Per questo il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e che propositivo senza quorum (chi non vota conta zero), come riportato nel suo Programma.
______________________________

Laszlo: "Svolta sostenibile o sarà autodistruzione"

A pochi giorni dai referendum sull'acqua e sul nucleare, la riflessione del filosofo Laszlo appare quanto mai interessante. L'epopea della Crescita, dello Sviluppo, della Privatizzazione, è definitivamente finita. Chiunque tenti di procastinare questa fine, non fa altro che causare danni agli altri e, di riflesso, a se stesso.
12 e 13 giugno: tutti alle urne a votare SI.



Una nuova economia industriale e un nuovo benessere planetario non sono solo possibili ma anche necessari. Pena la nostra stessa sopravvivenza. Ne è convinto Ervin Laszlo, filosofo ungherese esperto di filosofia della scienza e considerato il fondatore della teoria dei sistemi, che in una video-intervista esclusiva ad Affaritaliani.it spiega perché la svolta verso un'economia sostenibile è ormai una scelta obbligata.

Laszlo, che è anche fondatore del Club di Budapest e rettore della Giordano Bruno Global Shift University di Washington ed è candidato al Nobel, è stato uno dei protagonisti del convegno "Nutrire il pianeta d’immaterialità" organizzato da Plef (Planet Life Economy Foundation) l'8 giugno scorso a Milano.

Dietro l'importante incontro, cui Affaritaliani.it ha partecipato, Paolo Ricotti, presidente di Plef e docente di Global Communication alla Bicocca di Milano, che grazie alla sua esperienza di manager di lungo corso (è stato a.d. di Perugina-Nestlè, Ceo del gruppo Heineken in Italia e di Coin) ha mostrato alle imprese come il Capitalismo di Coscienza offra una nuova prospettiva alla cultura d'impresa e alla società civile.

E di una nuova prospettiva parla anche Laszlo nella sua video-intervista. Ormai, secondo il filosofo, siamo completamente interdipendenti a livello planetario ed è quindi necessaria la formazione di una coscienza planetaria che attui la svolta verso un'economia sostenibile. L'uomo va infatti verso l'autodistruzione, continuando ad introdurre elementi non naturali nel mondo, come il nucleare.

Staimo provocando, insomma, una sorta di divorzio uomo-natura nonostante non vi siano mai state nella storia tante possibilità a livello economico, manageriale e tecnologico per cambiare veramente il modello di sviluppo. Per Laszlo, allora, la rivoluzione deve partire dalla società, dai cittadini, che anche singolarmente grazie al web, possono aiutare a creare questa nuova coscienza planetaria.

martedì 7 giugno 2011

La Consulta ammette il referendum sul nucleare


Altra supposta amara per Berlusconi ed i suoi servi. Il ducetto di Arcore non è riuscito ad impedire la consultazione referendaria sul nucleare, che egli teme - e noi speriamo - possa fare da traino anche per gli altri questiti, i due sull'acqua e quello sul legittimo impedimento.

Quindi, cari cittadini, il 12 e 13 giugno bisogna andare alle urne e votare SI su tutte e quattro le schede!

CI FANNO VOTARE!!!

_________________________________________

Ecco perchè bisogna votare SI ai referendum sull'acqua









Oltre 300 milioni di euro. È questa la cifra che, alla vigilia del referendum, le utilities quotate in Borsa con attività nell’acqua distribuiscono ai loro soci sotto forma di dividendi. Naturalmente dopo aver pagato 8,6 milioni di compensi ad amministratori e sindaci. Le municipalizzate quotate a Piazza Affari che oltre all’acqua gestiscono servizi di energia l’anno scorso hanno realizzato utili per complessivi 443 milioni e dichiarato investimenti per 1,4 miliardi. La più generosa è Iren. Terzo operatore italiano dei servizi idrici integrati nato nel 2010 dalla fusione tra Iride (a sua volta frutto delle nozze tra Aem Torino e Amga Genova) ed Enia (Agac Reggio Emilia e Amps Parma e Tesa Piacenza), l’azienda, che vanta tra i soci i comuni di Torino, Genova, Parma e Reggio Emilia, oltre a un folto gruppo di piccoli comuni delle province di Reggio, Parma e Piacenza, ha guadagnato 178 milioni, un centinaio dei quali torneranno agli azionisti.

Nel dettaglio nelle casse degli enti pubblici andranno complessivamente 52,6 milioni, ben 30 dei quali ai comuni di Torino e Genova. Il resto è per Intesa San Paolo (3 milioni) e la Fondazione Crt (2,5 milioni) di Fabrizio Palenzona. Per Iride, che tra i partner più rilevanti conta il fondo F2I di Vito Gamberale, suo socio in Mediterranea delle Acque e che dà lavoro a 4.572 persone, il business dell’acqua è però solo una piccola fetta del totale, pari a circa un quinto dei margini.

Decisamente più importante è invece per la romana Acea, 6.700 dipendenti e già campo di battaglia tra il comune di Roma, i francesi di Gdf e il costruttore-editore Francesco Gaetano Caltagirone. Quest’ultimo infatti è molto interessato proprio all’oro blu e non è disposto a cedere ai francesi, che pure in Italia hanno diverse alleanze con enti pubblici per la gestione del servizio idrico. Il punto è che il business dell’acqua fa gola ai privati perchè nei prossimi trent’anni servono 64 miliardi di investimenti, 14 per cento dei quali dovrebbe arrivare dalle casse pubbliche. Di qui l’interesse per Acea, che gestisce il servizio idrico negli ambiti ottimali territoriali (Ato) di Roma, Frosinone e province, oltre a significative presenze in Toscana, Umbria, Campania e altre aree del Lazio, per un totale di 8,5 milioni di abitanti.

Il gruppo, che nel 2010 ha speso in pubblicità e sponsorizzazioni oltre 8 milioni, deve infatti quasi il 43 per cento dei suoi 666,5 milioni di margini all’acqua, nella quale dichiara di aver investito, nello scorso esercizio, 202,8 milioni. E dopo aver chiuso il bilancio con utili per 92,1 milioni, investimenti in calo di quasi 45 milioni a 473 milioni per “l’esigenza di calmierare l’espansione dell’indebitamento” che al 31 dicembre ammontava a 2,2 miliardi, si appresta a distribuire 95 milioni agli azionisti: poco più della metà, 48 milioni, al comune di Roma, mentre a Caltagirone sono destinati 14 milioni e ai francesi quasi 11. Ad amministratori e sindaci, invece, è già andato più di 1 milione e mezzo, 72mila euro dei quali al consigliere indipendente in quota Campidoglio Luigi Pelaggi, già noto per il suo contemporaneo ruolo di capo della segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente.

Conflitti d’interesse a parte, gli organi di amministrazione e controllo meglio retribuiti, però, sono quelli della bolognese Hera (oltre 6.400 dipendenti), che nel 2010 hanno percepito in totale ben 2,56 milioni. Del resto il secondo operatore italiano dell’acqua – l’anno scorso gli ha portato il 23 per cento dei 607 milioni di margine – ha chiuso l’esercizio con utili per 142 milioni e debiti per 1,86 miliardi, dopo investimenti per 341,9 milioni, il 27 per cento dei quali nel servizio idrico integrato che copre sette province dell’Emilia Romagna e del nord delle Marche. Ai soci andranno un centinaio di milioni in cedole, il 12,5 per cento in più del 2009. Quindi una quindicina di milioni al comune di Bologna, poco più di una dozzina a Modena, 7 a Ravenna, 5 a Imola, mentre a Rimini, Cesena e Ferrara andranno quote comprese tra 2 e 2,7 milioni, somme simili a quelle destinate agli investitori di Lazard e a Carimonte Holding.

Cifre lontane anni luce dalle piccole Acegas-Aps e Acsm-Agam, che però quanto a debito e stipendi degli amministratori, fatte le dovute proporzioni, non hanno nulla da invidiare alle grandi. Soprattutto la prima, che distribuisce l’acqua nelle aree di Trieste e Padova e ha chiuso il 2010 con 22 milioni di utili, 96,7 milioni di investimenti e ben 439 milioni di indebitamento. In attesa di trovare una soluzione al debito generato negli anni da una serie di operazioni finanziarie che hanno coinvolto i due comuni azionisti, con l’incombente rata da 250 milioni verso Intesa Sanpaolo che scadrà nel 2012, la municipalizzata del nord-est (1.700 dipendenti e il 35% dei margini generati dall’acqua) quest’anno ha stanziato per le cedole poco meno della metà dei profitti: 9,89 milioni. Il 62,84%, cioè 6,17 milioni, sono per Acegas-Aps holding, che a sua volta è controllata dai comuni di Padova e Trieste. A seguire, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste con circa 500mila euro e il socio-creditore Intesa con 360mila euro. É andata meglio agli amministratori e ai sindaci che hanno incassato quasi 1,4 milioni. Circa il doppio dei colleghi brianzoli di Acsm-Agam, 423 dipendenti, poco più di 8 milioni di utili nel 2010 dopo investimenti per 7,7 milioni e margini per quasi 40 milioni (solo 4 riferibili all’acqua) e un debito di 115 milioni. A spartirsi 4,6 milioni di cedola sono stati i comuni di Monza (29%), Como (25%) e la collega di Milano e Brescia A2A (22%). Pochi ma buoni, commenterebbero da Torino, dopo che Acque Potabili, affossata dalle attività siciliane, ha lasciato i soci a secco. Perché l’oro non luccica per tutti, anche se è un’indubbia fonte di cupidigia.
da IL FATTO QUOTIDIANO

_______________________________

sabato 4 giugno 2011

Non ci vogliono far votare!









Tipico esempio di democrazia liberale: il Regime Berlusconi ricorre alla Consulta (che lunedì eleggerà come presidente un uomo del centrodestra) per rendere inammissibile il referendum sul nucleare, che fa da traino anche per gli altri (e al dittatore interessa soprattutto quello sul legittimo impedimento).

di SILVIO BUZZANCA

ROMA - Silvio Berlusconi con una mano giura di voler rispettare il verdetto popolare sui referendum, soprattutto quello sul nucleare. Ma con l'altra lavora ancora al "sabotaggio" del quesito. Il governo, infatti, il primo giugno, con una lettera firmata da Gianni Letta, ha chiesto all'Avvocatura generale dello Stato, di "intervenire" all'udienza della Corte costituzionale sull'ammissibilità del nuovo quesito sul nucleare dopo il via libera dato dall'Ufficio per il referendum della Cassazione. Con il mandato chiarissimo di "evidenziare l'inammissibilità della consultazione".

Dunque gli avvocati dello Stato martedì chiederanno che ai cittadini sia impedito di votare sul nucleare. Mentre il premier giura in tv che "i referendum sono inutili e fuorvianti", ma che "il governo si rimetterà alla volontà dei cittadini; l'esito del referendum non ha nulla a che vedere con il governo: se i cittadini non vorranno il nucleare, il governo ne prenderà atto". "Inutili?", chiede Pierluigi Bersani: "Credo - dice - che quello del referendum sia un voto utilissimo". Gli avvocati nella loro memoria di fatto sollevano anche un conflitto di attribuzione "mascherato" su chi debba "verificare la permanenza dell'originaria intenzione del legislatore". E sostengono che il potere non spetta alla Cassazione. Nel merito, i legali di Palazzo Chigi spiegheranno ai giudici che non si deve andare a votare perché il referendum "avrebbe a questo punto un oggetto del tutto difforme rispetto al quesito in base al quale sono state raccolte le firme". Il quesito inoltre sarebbe inammissibile perché non sarebbe di tipo abrogativo, ma consultivo o propositivo.

Insomma il governo questo referendum non lo vuole proprio celebrare. E a Palazzo Chigi sperano ancora di potere ribaltare l'esito di una battaglia che al momento li vede perdenti. Lo rivela l'interesse con cui segue la vicenda il ministro Paolo Romani e quello che dice: "Ritengo che la Cassazione abbia riproposto un quesito referendario che non è stato sottoscritto da coloro che hanno chiesto di fare il referendum, quindi per dare un giudizio: aspetto la sentenza della Consulta". La questione si fa ancora più complessa alla luce delle motivazioni dell'Ufficio per il referendum che sono state rese note ieri. Intanto c'è da notare che il relatore non ha scritto la sentenza: segno di grande divisione fra i giudici. Che hanno constato, a maggioranza, che nelle nuove norme c'è una "manifesta contraddizione con le dichiarate abrogazioni" e si "dà luogo a una flessibile politica dell'energia che include e non esclude anche nei tempi più prossimi la produzione a mezzo di energia nucleare". Per i giudici il famoso comma 1 dell'articolo 5 "apre nell'immediato al nucleare (solo apparentemente cancellato". La sentenza appare molto "politica" e potrebbe prestare il fianco a qualche critica da parte dei giudici costituzionali, lasciando sul tappeto qualche dubbio sulla decisione della Consulta. Consulta che proprio lunedì eleggerà Alfonso Quaranta, che piace al centrodestra, nuovo presidente.

___________________________

venerdì 3 giugno 2011

Perchè voterò 4 SI ai referendum






L'epopea del "privato è meglio" sta crollando. Il privato non solo non è meglio, non solo non è meritocratico, non solo non abbassa i prezzi e le tariffe, ma si è dimostrato incapace di gestire "socialmente" le strutture della nazione.
Il pubblico non funziona bene? Giustissimo. Allora la battaglia va fatta affinchè il pubblico funzioni meglio, non dando tutto in mano ai privati.

Quindi: 2 si convinti sull'acqua.

Energia nucleare. Invece di ricordarci che la francia ha le centrali ai nostri confini, il governo italiano dovrebbe farsi paladino, in Europa, dell'abbandono continentale del nucleare.
Inoltre: un territorio sismico e dissestato come quello italico è inadatto alle centrali nucleari.
Inoltre: se si iniziasse a costruire oggi, le centrali produrrebbero una energia tale da legittimare gli intensi capitali utilizzati per costruirle tra 20 anni.
Sono certo che tra 20 anni, invece, gli sviluppi e le scoperte scientifiche sulle fonte alternative di energia avranno fatto passi da gigante.
Già OGGI, anno 2011, è possibile avere condomini e quartieri TOTALMENTE autosufficienti dal punto di vista energetico. Tra 20 anni INTERE CITTA' saranno indipendenti, grazie al solare, l'eolico, l'idroelettrico, ecc...

Quindi: SI all'energia pulita e no al nucleare.

Legittimo impedimento. La legge è uguale per tutti. E chi ha incarici pubblici o di governo deve non solo ESSERE una persona onesta, ma anche APPARIRE tale. Quindi dovrebbe PRIMA risolvere i propri problemi con la giustizia, e POI fare attività politica.
Nel caso specifico, inoltre, è chiaro che questa legge è stata fatta SOLO ET SOLTANTO per Silvio Berlusconi, non per la collettività.

Quindi: SI all'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
______________________________________

mercoledì 1 giugno 2011

Cassazione: si al referendum sul nucleare




La Corte di Cassazione ha detto SI: il 12 e 13 giugno, insieme ai due referendum sull'acqua e a quello sul legittimo impedimento, si terrà anche quello sull'energia nucleare.


Scende di giubilo, con tanto di spumante, si sono registrate fuori alla sede della Cassazione, dove i cittadini, insieme ai comitati referendari ed ai partiti politici de I Verdi, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia Libertà, hanno festeggiato la notizia.


Ennesima figura barbina per il governo Berlusconi e per il suo leader, che in conferenza stampa con Sarkozy aveva confermato il carattere strumentale della moratoria sul nucleare.


La speranza, inoltre, che il referendum non si tenesse era anche legata, come sempre, ad un egoistico interesse del premier: siccome tra i quattro quesiti vi è quello sul legittimo impedimento, Berlusconi sperava che l'annullamento del referendum sul nucleare facilitasse il non raggiungimento del quorum.


Mi spiace, Silvio B., ma anche questa volta ti sei preso una bella tranvata in faccia. Solo che stavolta non te l'ha lanciata un Tartaglia qualunque, bensì la pur fragile democrazia italiana.

______________________________

venerdì 1 aprile 2011

"Se avessi potuto, avrei applaudito da sola"




Con queste parole si è espressa, ieri pomeriggio, la deputata PD Ileana Argentin, disabile, affetta da problemi di movimento, tanto che è costretta sulla sedia a rotelle. Per cui è costretta ad entrare in aula con un accompagnatore che, oltre a spingere la carrozzella, la aiuta a premere i pulsanti per votare e, quando è necessario, applaude per conto della deputata.

"Se avessi potuto, avrei applaudito da sola", ha detto l'onorevole (in questo caso, attributo legittimo) Argentin, quando il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, le ha dato la parola dopo aver notato il putiferio che si stava scatenando.

Pare che un deputato della maggioranza abbia intimato all'accompagnatore della Argentin di non applaudire il discorso di Bocchino, e alle prime proteste della deputata un deputato leghista (tipica espressione dell'eleganza e dell'educazione settentrionali) avrebbe risposto: "Ma fatela stare zitta a quella handicappata del cazzo!".

I due deputati accusati di questo indegno atto sono Osvaldo Napoli del Pdl e Massimo Polledri della Lega.


Che voltastomaco! Rischio una denuncia alla polizia postale se scrivo quello che auguro ai due suddetti deputati!

____________________________

mercoledì 29 dicembre 2010

Bombe alle sedi della Lega: è ancora poco.



E' ancora poco. Le due piccole bombette carta che hanno rotto qualche vetro della sede della Lega di Gemonio (il paese di Bossi) non fanno ancora abbastanza paura. Maroni e gli altri ras leghisti, i servi del padre del Trota, hanno subito dichiarato che "questo non è un attacco contro un partito, ma contro la democrazia", come se la Lega Nord e la democrazia fossero sinonimi, invece che contrari. Solidarietà bipartisan da parte di tutti i pecorili partiti del Sistema: dal Pdl, per bocca della governatrice del Lazio, Renata Polverini (colei che ha imboccato Bossi dopo che quest'ultimo definì "porci" i romani); al Pd, che condanna "senza se e senza ma" l'atto TERRORISTICO!

Schifani e Fini ripudiano con fermezza questa barbara violenza, mentre il sempre moderato Gasparri dice: "Registro con preoccupazione la irresponsabile sottovalutazione da parte degli organi di informazione e da parte della magistratura per l'allarme che ho lanciato nei giorni scorsi. Altri, in altri tempi, sottovalutando quanto avveniva intorno a loro, contribuirono al consolidarsi del terrorismo. Non si ripeta lo stesso errore. Alzare la guardia è un dovere a tutela della libertà". Strano che a parlare così sia un ex militante e dirigente del partito neofascista Movimento Sociale Italiano, che si è reso protagonista di atti ben più gravi di due bombette carta. Ma cambiare idea è lecito, per carità...

Questi piccolo atto, che è praticamente considerabile meno di un atto dimostrativo, è ancora lontano dal dimostrare una reale volontà di ribellarsi ai partiti politici attuali, siano essi estremisti e xenofobi (la Lega, appunto) o sedicenti moderati. La stessa rivendicazione ("Antifa"), dice ben poco. Ci sono antifascisti comunisti, anarchici, autonomi... a quale famiglia appartengono gli autori del gesto?

Quindi io, sinceramente, non ci vedo ancora nessun pericolo per la liberaldemocrazia italiana. Siamo ancora lontani dal mettere il terrore addosso ai nostri governanti. Purtroppo.
_______________

domenica 19 dicembre 2010

Riflessione sulla violenza




Una riflessione, non mia, sul tema della violenza.
Personalmente, non condivido TUTTO ciò che è scritto qui: ma mi ci riconosco in buona parte.


da infoaut.org

Gli scontri avvenuti a Roma nei giorni scorsi fra giovani studenti e polizia ha riproposto il tema della violenza. Come al solito avviene in queste situazioni ci sono subito pronti dei cori. Il coro di destra che grida subito ai black block organizzati, agli anarchici, ai centri sociali palestre di violenza, agli studenti fannulloni che non hanno nulla da fare e che vanno tutti arrestati e messi in galera prima che i cortei partano. Questo coro, tende a non far fare più cortei, a rendere più difficili i percorsi, ad allontanare la gente dai palazzi del potere . E le avvisaglie le abbiamo viste nei mesi scorsi quando si cercava di legiferare a proposito dell'annullamento dei cortei nei periodi festivi, nei centri storici dediti allo shopping. Tutto questo fa il paio a quanto si è fatto negli anni scorsi a proposito della regolamentazione sugli scioperi che di fatto ha annullato lo sciopero cosiddetto selvaggio e che ha imbraghettato gli operai nelle morse burocratiche delle richieste delle ore di assemblee nelle fabbriche e di conseguenza di ore di sciopero da fare in orari prestabiliti di modo che l'azienda non ne esca danneggiata. Insomma un venire meno della forza degli operai che in quel modo costringevano i padroni , grazie agli scioperi cosiddetti selvaggi ad una trattativa immediata, ed a un conseguente accoglimento delle richieste operaie pena il blocco totale delle fabbriche. Questo non avviene più da circa 10-15 anni ed oggigli operai sono costretti a salire sulle gru o sui tetti come se fossero gatti ! I padroni se la ridono e continuano a fare ciò che vogliono degli operai e delle loro famiglie. Costringere un operaio a salire su un tetto per difendere il suo diritto al lavoro è un atto di violenza terribile. Ma questo non rientra nell'ipotesi violenza . E' normale. Se qualcuno va a tirare le uova a Marchionne o a qualche sindacalista venduto diventa un atto intollerabile di violenza ! L'altro coro è quello della sinistra. Che grida subito agli infiltrati, ai poliziotti travestiti da studenti, ai provocatori, alla divisione fra buoni e cattivi. Uno studente che non vede alcun futuro nella sua vita non subisce secondo questi soloni della politica alcuna violenza. Se scende in piazza a rivendicare un suo diritto allo studio contro una legge che di fatto privatizzerà tutto e gli viene anche impedito di arrivare nella zona dei palazzi del potere creando una zona rossa chilometri lontana da questi, deve subire in silenzio manifestare con le bandierine e tornarsene poi a casa. Lo può fare un giorno, due, ma non lo potrà fare sempre. Se la stessa cosa avviene in Russia, o in Cina, o in Iran, gli stessi coristi italiani ed europei, sia di destra che di sinistra, gridano subito alla dittatura, alle leggi democratiche che mancano, agli ayatollah intolleranti che tengono lontana la gente dal palazzo e quando la polizia manganella eccoli che sono squadristi, prezzolati, fascisti, che fanno il gioco della dittatura. In Italia la stessa cosa diventa altro, il poliziotto diventa democratico, il palazzo diventa di vetro, la zona rossa diventa zona di sicurezza. Dimentica l'Italia di destra e di sinistra che la polizia sta manganellando da mesi, tutti. I pastori sardi come gli operai davanti le aziende dei padroni, i cittadini di Terzigno, di Boscoreale, come quelli della Val di Susa. Bastano che sforano di un poco, dal percorso, dal lancio di qualche uova ed ecco le cariche. Poi a tutto questo aggiungi i ragazzi uccisi, da Cucchi ad Aldovrandi, a Carlo Giuliani. Le regole della democrazia non hanno voluto una commissione d'inchiesta sulla morte di Carlo Giuliani , durante il governo Prodi , grazie al voto di Di Pietro che votò con l'opposizione di allora. E ricordando Genova, non dimentichiamo che nella sala della questura di genova c'era quel Fini che oggi vuole rivedere proprio il comportamento della polizia spostando il proprio asse semrpe più lontano dalla destra forcaiola. Ed anche Saviano , che vorrebbe prendere il posto di Pasolini, lui che ha elogiato Israele per i bombardamenti su Gaza , ci parla di violenza fatta dai ragazzi, invitandoli a manifestare con i ciclamini ed a dialogare con i cordoni dei poliziotti a difesa delle zone rosse, o delle fabbriche da occupare, o dalle autostrade, o delle gru sulle quali salgono gli immigrati. Le cariche di Brescia, la distruzione dei gazebo in val di Susa, da parte delle cariche della polizia sono state già dimenticate e digerite . La vera violenza quindi è quella che impedisce alle persone di poter avere una vita tranquilla, nel proprio lavoro, nel proprio futuro, nelle case, nei quartieri.
___________________

domenica 28 novembre 2010

Le verità di Wikileaks




CORRIERE DELLA SERA

MILANO - Una campagna segreta dell'intelligence Usa nei confronti dei vertici delle Nazioni Unite, compreso il segretario generale Ban Ki-moon. A rivelarla è uno dei 250 mila file consegnati da Wikileaks al New York Times e al Guardian e anticipati in parte dalla stampa internazionale. Documenti per la maggior parte riferiti agli ultimi tre anni, che rivelano le conversazioni tra Washington e circa 270 ambasciate e consolati di diversi Paesi del mondo.

LA REAZIONE DI WASHINGTON - Un'azione «sconsiderata e pericolosa» attacca la Casa Bianca. «Questi file - si legge in un comunicato del portavoce Robert Gibbs - potrebbero compromettere le discussioni private con i governi stranieri e i leader dell'opposizione. Non solo, quando tutto questo finirà sulle prime pagine dei giornali del mondo, allora l'impatto non sarà solo sulla politica estera Usa ma su tutti i nostri alleati e amici nel mondo». Nella giornata di domenica il sito di Wikileaks ha denunciato di essere sotto attacco. Il suo fondatore Julian Assange è «scomparso» dal 18 novembre scorso, quando la magistratura svedese ha spiccato nei suoi confronti un mandato d'arresto internazionale per stupro e molestie. Nelle ore della pubblicazione dei documenti si è limitato a collegarsi in video con la conferenza dei giornalisti investigativi ad Amman, in Giordania. «Non è il posto migliore dove stare se ti cerca la Cia», ha detto, spiegando di non poter rivelare dove si trovi in questo momento. Riportiamo di seguito alcuni dei principali argomenti contenuti nei file di Wikileaks.

SPIONAGGIO E ONU - L'operazione nei confronti delle Nazioni Unite avrebbe riguardato non solo il segretario generale ma anche i membri permanenti cinese, russo, francese e inglese del Consiglio di sicurezza, rivelano i documenti pubblicati dal Guardian. Nel 2009, sotto il nome di Hillary Clinton, sarebbe stata inviata ai diplomatici americani una direttiva - a metà tra diplomazia e spionaggio - in cui si chiedevano dati tecnici e password sui sistemi di comunicazione usati dai funzionari Onu, dettagliate informazioni biometriche su uomini chiave come sottosegretari o capi di agenzie speciali, oltre a numeri di carte di credito, indirizzi email e numeri di telefono.

GHEDDAFI - Uso del botox, paura o comunque fastidio quando si trova ai piani alti degli edifici, timore di volare sopra l’acqua, passione per le corse di cavalli e il flamenco, l’abitudine a farsi accompagnare ovunque dalla sua assistente/infermiera ucraina Galyna Kolotnytska, descritta coma una «voluptous blonde», una bionda voluttuosa, da cui sembra dipendere «pesantemente». E’ il ritratto del colonnello Gheddafi che esce fuori dalle note diplomatiche Usa diffuse da Wikileaks e pubblicate sul New York Times. L’occasione per tracciare un quadro delle abitudini, anche le più private, del leader libico venne offerta dalla sua partecipazione all’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il colonnello viene descritto come «volubile ed eccentrico», con una certa tendenza a causare «mal di testa» al suo staff quando deve organizzare gli eventi ai quali partecipa. Per quanto riguarda l’infermiera ucraina, 38 anni, i rapporti sottolineano che non ne può fare a meno perché è «l’unica a conoscere la sua routine». Le carte sottolineano tuttavia che non c’è certezza che i due abbiano «una relazione romantica».

ATTACCO ALL'IRAN E MISSILI DA PYONGYANG - Rivelazioni pubblicate dal Guardian anche sul regime di Teheran. Nelle note diplomatiche Usa si legge che il re Saudita Abdullah «ha ripetutamente esortato gli Usa ad attaccare l'Iran per mettere fine al suo programma di armamento nucleare». L'ambasciatore saudita a Washington, Adel al-Jubeir, in un incontro nell'aprile 2008 con il generale Usa David Petraeus «disse di tagliare la testa al serpente». Scrive invece sui rapporti Iran-Corea del Nord il New York Times. Secondo un documento di Wikileaks datato 24 febbraio 2010, Teheran ha ottenuto 19 missili dalla Corea del Nord e i diplomatici Usa temono che potrebbero dare per la prima volta all'Iran la capacità di colpire una capitale europea o Mosca e che la loro avanzata propulsione potrebbe accelerare lo sviluppo iraniano di missili balistici intercontinentali. Su richiesta dell'amministrazionE Obama - afferma inoltre il quotidiano - il New York Times ha deciso di non pubblicare il testo completo del documento.

AFGHANISTAN E SOSPETTI DI CORRUZIONE - In base ai file di Wikileaks, il New York Times scrive che, quando lo scorso anno il vicepresidente dell’Afghanistan Ahmed Zia Massoud visitò gli Emirati Arabi Uniti, le autorità locali - in collaborazione con la Drug Enforcement Administration americana - avevano scoperto che portava con sé 52 milioni di dollari in contanti. L’ambasciata Usa di Kabul inviò a Washington un documento con il quale specificò che si trattava di una «somma significativa», e che Massoud «aveva il diritto di averla con sé e di non rivelare l’origine e la destinazione del denaro». Massoud invece negò di aver portato denaro fuori dall’Afghanistan.

GUANTÁNAMO E LE TRATTATIVE CON I PAESI STRANIERI - Rivelano alcuni documenti in possesso del New York Times che, dopo le numerose polemiche riguardanti Guantánamo, i diplomatici americani fecero pressioni su alcuni Paesi stranieri perché accettassero alcuni detenuti del carcere. Alla Slovenia fu detto che se voleva incontrare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe dovuto accettare un prigioniero mentre all’isola di Kiribati furono offerti incentivi per milioni di dollari in cambio di un gruppo di detenuti. Gli Stati Uniti suggerirono inoltre al Belgio che accettare più detenuti sarebbe stato «un modo low cost di emergere in Europa».

CINA E ATTACCO INFORMATICO - Sin dal 2002 le autorità cinesi avrebbero diretto un’intrusione nei sistemi informatici di Google, come rivelato da una fonte cinese all’ambasciata Usa di Pechino, e come è riportato in un telegramma riservato reso pubblico da Wikileaks (di cui da conto il New York Times). L’attacco a Google faceva parte di una campagna coordinata di sabotaggio informatico condotta da agenti governativi, esperti privati e «fuorilegge di internet» reclutati dal governo cinese. Sin dal 2002 avrebbero avuto accesso al sistema informatico del governo Usa e dei suoi alleati occidentali.

I SAUDITI E AL QAEDA - Secondo una nota diplomatica Usa dello scorso dicembre, riassunta dal New York Times, i Sauditi sono i principiali finanziatori di Al Qaeda e lo stato del Qatar è il «peggiore nella regione» nella lotta al terrorismo e il suo servizio di sicurezza «esitante ad agire contro noti terroristi».

SIRIA E ARMI ALL'HEZBOLLAH - Dai documenti in possesso del New York Times emerge anche la preoccupazione americana per la fornitura di armi «sempre più potenti» dalla Siria a Hezbollah. I file riguardano conversazioni avvenute una settimana dopo che il presidente siriano, Bashar al-Assad, aveva garantito al Dipartimento di Stato americano di non fornire armi alla milizia nel sud del Libano.

PAKISTAN - Secondo documenti del dipartimento di Stato Usa, resi noti da Wikileaks e pubblicati dal New York Times, fin dal 2007 gli Usa hanno avviato azioni segrete, finora senza successo, per rimuovere da un reattore nucleare del Pakistan uranio altamente arricchito che «funzionari americani temevano potesse essere utilizzato per un ordigno non lecito».

I RITRATTI DEI LEADER - Dai file di Wikileaks sono spuntati anche giudizi sui leader del mondo, resi noti dal tedesco Der Spiegel che li ha ritratti sulla copertina del numero in uscita lunedì (guarda). Mahmud Ahmadinejad, con la didascalia «questo è Hitler», il colonnello Muammar Gheddafi («procaci biondine come infermiere»), il presidente afghano Karzai («spinto dalla paranoia»), il presidente francese Sarkozy («Il re nudo») e ultimo in fondo a destra, il premier italiano Silvio Berlusconi, con la didascalia «Feste selvagge».
_________________

REPUBBLICA

ROMA - Il sospetto per la politica autoritaria di Vladimir Putin. La sfiducia in Silvio Berlusconi, portavoce della Russia in Europa segnalato per le sue "feste selvagge". Il fastidio per come Sarkozy, chiamato "imperatore nudo" contrasta la politica statunitense. Ma anche le strategie per bloccare l'Iran e arginare la Cina, gli avvertimenti alla Germania sul contrasto alle "rendition", lo spionaggio nei confronti dell'Onu.

Faranno discutere per settimane, o forse per mesi, i documenti riservati della diplomazia americana diffusi oggi da Wikileaks e rilanciati su internet da El Pais, New York Times, Guardian e Le Monde. Oltre 200mila documenti, di cui 3.012 sull'Italia, destinati a incidere in maniera indelebile sulle relazioni diplomatiche internazionali. Ecco le pagine più significative.

Berlusconi incapace, portavoce di Putin. "Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno": questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non solo: il presidente del Consiglio italiano è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". Secondo i documenti svelati da Wikileaks, il premier italiano è visto con scarsa fiducia, se non con aperto sospetto, per i suoi rapporti con Vladimir Putin, di cui viene definito il "portavoce
in Europa". I rapporti americani parlano di rapporti sempre più stretti tra i due leader, conditi da "regali sontuosi" e da "contratti energetici lucrativi". I diplomatici segnalano anche la presenza di "misteriosi intermediari". Nei documenti appare anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che avrebbe espresso "frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l'Europa e l'Iran da parte della Turchia".

Putin maschio alfa, Merkel evita i rischi. Vladimir Putin definito "alpha dog", il maschio dominante: è una delle colorite espressioni contenute dei cablogrammi del Dipartimento di Stato. Nei documenti giudizia anche sul rapporto tra il Putin e il presidente russo Dmitri Medvedev. In uno di questi rapporti, della fine del 2008, si afferma che Medvedev, ufficialmente di rango maggiore, "fa la parte di Robin rispetto al Batman di Putin". I leader russi sono solo due dei leader mondiali che vengono etichettati senza peli sulla lingua dai diplomatici di Washington: il presidente afghano Hamid Karzai è "ispirato dalla paranoia", mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel "evita i rischi ed è raramente creativa".

Gli avvertimenti alla Germania citando Abu Omar. Nel 2007 a Berlino venne intimato di non emettere mandati di arresto nei confronti di agenti Cia coinvolti nel sequestro e nella deportazione in Pakistan di un cittadino tedesco la cui unica colpa era quella di portare lo stesso nome di un sospetto terrorista. "Il nostro intento non è minacciare la Germania", spiegava nell'occasione un diplomatico americano, "ma di fare in modo che il governo tedesco valuti attentamente le implicazioni delle sue azioni. Visto cosa è successo all'Italia con Abu Omar?".

L'ipocondria di Gheddafi e la sua infermiera. Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra "le più delicate" El Pais cita questa sera quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, secondo ElPais, l'ambasciatore americano a Tripoli "racconta che Gheddafi usa il botox ed è un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori". Il New York Times riferisce invece della curiosità suscitata dalla vistosa infermiera ucraina dalla quale il leader libico non si separa mai.

La Cina dietro gli attacchi a Google. Le carte di Wikileaks confermano che le intrusioni nei computer di Google sono state dirette dal governo cinese. L'aggressione informatica è parte di una campagna che ha coinvolto funzionari governativi, esperti di sicurezza e cybercriminali. Gli attacchi informatici vanno avanti dal 2002 e avrebbero permesso di entrare nei sistemi informatici del governo americano, di alcuni alleati e anche in quelli del Dalai Lama.

Spiati Ban Ki-moon e i diplomatici Onu. Hillary Clinton in una nota del 31 luglio 2009 decise di mettere sotto osservazione i diplomatici stranieri presso le Nazioni Unite. La nota inviata dalla Clinton ha come titolo National Humint Collection Directive. Nella nota si chiede di raccogliere informazioni sui piani dell'Onu e sulle intenzioni del segretario Onu Ban Ki-Moon e del suo segretariato su temi specifici come l'Iran. La nota è stata inviata a 30 ambasciate americane da Amman a Berlino fino a Zagabria.

Gli Usa pronti alla guerra con l'Iran. In un dispaccio si parla di colloqui confidenziali di funzionari Usa con il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed Bin Zayed in cui secondo il principe "una rapida guerra convenzionale con l'Iran sarebbe meglio delle conseguenze a lungo termine di un conflitto nucleare". Secondo il generale americano David Patraeus l'Iran sarebbe per gli Stati Uniti "il migliore strumento di reclutamento", mentre "il numero di alleanze e di accordi per un sostegno militare tra Usa e partner arabi nel Golfo è considerevolmente aumentato". In altri documenti si afferma che l'Iran ha ottenuto sofisticati missili dalla Corea del Nord in grado di colpire l'Europa occidentale.

I timori per il nucleare pakistano. Fin dal 2007 gli Usa hanno avviato azioni segrete, finora senza successo, per rimuovere da un reattore nucleare del Pakistan uranio altamente arricchito che "funzionari americani temevano potesse essere utilizzato per un ordigno non lecito".

Gli scenari in caso di collasso nordcoreano. Tra Stati Uniti e Corea del sud si è discusso dell'eventualità di una Corea riunificata nel caso Pyongyang dovesse implodere per le difficoltà economiche e della transizione politica al vertice dello stato. A preoccupare sarebbe soprattutto la reazione della Cina, che secondo i funzionari di Seul potrebbe essere superata con i giusti accordi commerciali. Secondo gli americani, la Nord Corea possiede missili "in grado di colpire l'Europa".

I detenuti di Guantanamo come merce di scambio. Quando gli Stati Uniti si sono trovati di fronte alla necessità di chiudere il carcere di Guantanamo, i presunti terroristi detenuti sono diventati moneta di scambio con gli alleati minori: alla Slovenia è stato detto di prendersi un prigioniero in cambio di un incontro con il presidente Obama. All'isola di Kiribati sono stati offerti incentivi milionari per convincerla ad imbarcare un gruppo di detenuti. Anche al Belgio sarebbe stato detto che prendersi qualche prigioniero sarebbe stato un sistema valido e poco costoso per diventare più importante in Europa.

Gli arabi e la guerra al terrorismo. I donatori sauditi restano i principali finanziatori di Al Qaeda, che pure ospita molte basi statunitensi, viene definito il peggior paese della regione per quanto riguarda la lotta al terrorismo. Gli Stati Uniti, riferiscono i documenti, non riescono a evitare che la Siria fornisca armi a Hezbollah in Libano. A una settimana di distanza dalle solenni promesse del presidente Assad di non inviare nuove armi, i rapporti riferiscono che la Siria continua a consegnare ai libanesi dispositivi sempre più sofisticati.
_______________________


Lo stile autoritario e machista di Vladimir Putin gli permette di relazionarsi perfettamente con Silvio Berlusconi. Questo provoca negli statunitensi una profonda diffidenza. Lo scrive il quotidiano spagnolo El Paìs che stasera ha iniziato a pubblicare le rivelazioni di Wikileaks. Di Berlusconi sia il giornale madrileno che il settimanale tedesco Der Spiegel mettono in evidenza “le feste selvagge”. Un altro documento reso pubblico dal Guardian è la relazione sull’incontro tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e l’omologo americano Robert Gates (leggi la nostra sintesi). I cablogrammi diplomatica riguardanti l’Italia sono 3.012.

“Irresponsabile, vanesio e inefficace, come un leader europeo moderno”, dice Elizabeth Dibble, agente diplomatico americano a Roma di Berlusconi. Un altro rapporto dalla Capitale segnala la debolezza “fisica e polica” di un leader la cui “inclinazione per le feste notturne e frequenti significa che non si riposa abbastanza”. Lo riporta il Guardian.

Il New York Times riporta altre notizie dalle relazioni che i diplomatici americani a Roma hanno inviato a proposito dei rapporti con il premier russo Vladimir Putin. Parlano anche dei “regali sontuosi”, dei vantaggiosi contratti energetici e di un “misterioso” intermediario russo-italiano. I diplomatici scrivono che Berlusconi “sembra sempre più il portavoce di Putin” in Europa e che mentre Putin può godere di una supremazia su tutte le figure pubbliche in Russia, Berlusconi è ostacolato da ingestibile burocrazia che spesso ignora i suoi editti.

Queste e altre critiche degli Usa a importanti leader mondiali sono quindi i contenuti dei rapporti diplomatici contenuti nei 260 mila documenti che verranno resi pubblici dal sito di Julian Assange, un sito a cui molte persone non riescono ad accedere. “Siamo sotto attacco”, dicono i gestori su Twitter. L’edizione di Der Spiegel uscita in anticipo in Svizzera ha permesso al mondo di vedere in anteprima la copertina e conoscere i temi dei documenti

Nella copertina del settimanale tedesco compare la grossa scritta, ’Enthullt’ (Rivelato), e il sottotitolo: “Come l’America vede il mondo, il rapporto segreto del Dipartimento di Stato americano” e 12 foto di personaggi illustri. Tra questi, solo per citarne alcuni, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, con la didascalia “questo è Hitler”, il colonnello Muammar Gheddafi (“procaci biondine come infermiere”), il presidente afghano Karzai (“spinto dalla paranoia”), il presidente francese Nicolas Sarkozy (’imperatore senza vestiti’) e ultimo in fondo a destra, il premier italiano Silvio Berlusconi. “Feste selvagge”, recita invece la didascalia sotto il presidente del Consiglio italiano.

Il giornale Mail on Sunday scrive che il presidente sudafricano accusò il presidente Usa George Bush di essere razzista perché, ai tempi dell’invasione dell’Iraq, ignorò le richieste dell’Onu perche Kofi Annan era di colore. Secondo il Sunday Times invece ci sarebbero rivelazioni esplosive per le relazioni di Usa e Gran Bretagna con opinioni negative date da Washinghton sui governi di Blair, Brown e dello stesso Cameron. Una ’gelata’ si attende anche per i rapporti di Usa e Russia.
Secondo il Kommersant infatti ci sarebbero palesi critiche degli Usa ai leader russi nonché le registrazioni di colloqui tra diplomatici americani e russi. Non dovrebbe invece esserci nulla di compromettente per i rapporti tra Usa e Israele. Il premier Benjamin Netanyahu ha fatto oggi sapere di essere stato contattato dal governo Usa in merito ai file Wikileaks da cui non dovrebbero emergere elementi di polemica.

I giornali che hanno avuto le esclusive

The New York Times
The Guardian
Der Spiegel
Le Monde
El Paìs

martedì 16 novembre 2010

Campania in deficit, ma i privilegi restano!





I politici sono dei privilegiati nel senso che godono di privilegi sconosciuti ai cittadini. Privilegi che si concedono con leggi fatte da loro. Questo schifo deve finire a iniziare dal Parlamento fino all'ultimo consiglio comunale. Tutti i partiti incassano in silenzio soldi pubblici sotto forma di stipendi da nababbi, benefit, finanziamenti elettorali. Nessuno vi rinuncia, soprattutto quelli che vogliono il rinnovamento della politica che è oggi solo uno status symbol e un insulto alla crisi.
"Se sei consigliere regionale semplice, ti spettano: un computer portatile o un iPad, un computer fisso, un cellulare, due telefoni fissi digitali, una viacard, un telepass, uno studio dirigenziale completo (scrivania, tre poltrone e divano due posti in pelle, un mobile a 4 ante, un appendiabito e una libreria), un completo da scrittoio in pelle e un bel dischetto per auto con lo stemma della Regione per ricordare al mondo il tuo status anche quando parcheggi, non si sa mai. Se sei pure uno dei dodici presidenti di commissione, uno dei sette membri dell’ufficio di presidenza o uno degli otto capigruppo consiliari, ti danno pure un televisore, un frigobar, un fax. E il trittico di bandiere Italia, Regione, Europa. (delibera dell’ufficio di presidenza numero 54 del 28 settembre, http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=126563&sez=NAPOLI )."

Vincenzo R.

mercoledì 20 ottobre 2010

Esempi di democrazia liberale

Ecco come il liberale e democratico Stato italiano tutela il diritto alla salute delle popolazioni vesuviane, in lotta perchè non vogliono l'ennesima discarica di munnezza nel loro territorio. Da notare che il Parco Nazionale del Vesuvio ha già 10 (dieci) discariche abusive non bonificate della camorra e 3(tre) discariche dello Stato. Quale parco nazionale AL MONDO ha 13 discariche??? Risposta: nessuno.
I "camorristi" che lottano contro la discarica sono, come vedete, donne disperate che vanno contro i manganelli dello Stato armate di rosario e lacrime.






Ecco, inoltre, come il liberale e democratico Stato italiano tutela la pastorizia in Sardegna, la cui economia è notoriamente fondata su turismo, industria e, appunto, pastorizia e prodotti tipici. I pastori sardi sono sul lastrico, e lo Stato cosa fa? Manda i poliziotti a pestare i "rivoltosi", i "guerriglieri", e a sparare AD ALTEZZA D'UOMO lacrimogeni.



Stiamo solo aspettando che ci scappi il morto???

_________________