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domenica 23 marzo 2014
Modena city ramblers - La guerra d'l barot
Era un giorno come gli altri alla fiera del paese,
quando arrivarono gli sgherri dell'armata piemontese.
"Giovinetti che aspettate! Qui per voi il futuro è gramo,
accettate la proposta che vi fa il vostro sovrano!".
Paga ricca e pancia piena, arruolatevi stamani
e dimostrate a quei briganti il valor degli occitani,
abbiam preso l'Italia all' Asburgo ed al Borbone,
dobbiam fare gli italiani a colpi di cannone!
Addio miei monti addio, l'armata se ne va
e se non partissi anch'io sarebbe una viltà,
il barotto va alla guerra e pieno d'onore tornerà,
i bei ragazzi vanno al soldato e i bighelloni stanno a casa.
"Bel giovine avvicinati, non sei stanco di fare il pastore?
Magari la carriera militare potrebbe essere il tuo mestiere!".
Una croce sopra un foglio anche un barotto la sa fare,
non piangere cara mamma, io parto bersagliere!
Neanche il tempo d'imparare a aver lo schioppo sul groppone
che mi han messo su un vapore diretto al meridione,
figli della nuova Italia, orgogliosi di esser qua,
i bei ragazzi vanno al soldato e i bighelloni stanno a casa.
Addio miei monti addio, l'armata se ne va
e se non partissi anch'io sarebbe una viltà,
Il barotto va alla guerra e pieno d'onore tornerà,
i bei ragazzi vanno al soldato e i bighelloni stanno a casa.
Ma arrivato al meridione al comando del Caldini
mi hanno messo ad ammazzare anche le donne ed i bambini,
Li chiamano banditi, briganti e malfattori,
a me sembran brava gente e non certo traditori.
Sono nato in mezzo ai monti, nato povero e barotto,
ero pronto a far la guerra e non a questo quarantotto,
sarò pure un ignorante che si firma con la croce,
ma questa vostra Italia a me proprio non piace!
Aspettatemi mie montagne, il barotto toma a casa,
il cuore mi fa tanto male, non ne posso più di fare il soldato.
Non c'è niente di bello nell'ammazzare la brava gente,
è meglio fare il pastore e morire povero e contento!
Addio miei monti addio, l'armata se ne va
e se partissi anch'io sarebbe una viltà,
non c'è niente di bello nell'ammazzare la brava gente,
è meglio essere barotto e morire povero e contento!
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venerdì 14 febbraio 2014
Dalle Calabrie, la lezione di Acquaformosa
In Calabria c’è un paesino di poco più di mille abitanti, il suo nome è Acquaformosa ed è sconosciuto ai più. Anche il sindaco di questo paesino è un uomo che è sconosciuto ai più ma meriterebbe di essere una celebrità, quantomeno per quello che fa ogni giorno per il suo paese e i suoi abitanti.
Ad Acquaformosa circola una valuta particolare, il suo nome è Turrese ed è una valuta “solidale”, come la definisce il primo cittadino Giovanni Manoccio: sono banconote che riportano da una parte e dell’altra i volti di Ernesto Che Guevara e dell’eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg (Acquaformosa è infatti uno dei 27 paesi della Calabria di minoranza Arbereshe).
Sulle banconote vi è stampata una scritta tratta dal testo de Il ritorno di Paddy Garcia dei Modena City Ramblers:
Non combatto per servire una bandiera,
ma per lo sguardo stupito e gli occhi dolci dei bambini.
A questo punto della storia, però, è necessario compiere un piccolo passo indietro e spiegare lo speciale rapporto che Acquaformosa ha con il concetto di solidarietà. Il comune, nel 2011, vince il bando SPRAR con il quale si aggiudica la gestione del “Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati”.
Da allora Acquaformosa diventa l’isola “felice” per tutti i migranti che approdano a Lampedusa dopo i lunghi viaggi della speranza nel Sahara, cosicché oggi il comune calabrese conta al suo interno fra i 50 e i 60 rifugiati, di 12 etnie e 4 religioni diverse.
Da qualche tempo a questa parte, ai migranti che vivono all’interno di Acquaformosa, il comune (anche grazie all’intervento economico statale previsto dal progetto SPRAR) destina ogni settimana 100 Euro di sussidio. O meglio: 80 Euro in buoni alimentari e 20 in monete solidali, in Turresi. Questi ultimi sono spendibili solamente nel territorio comunale di Acquaformosa e solamente per attività ludico-ricreative, “in questo modo cerchiamo di equilibrare la vita di queste persone” – dice un po’ troppo modestamente il sindaco Manoccio – “e di favorire l’integrazione con la comunità di Acquaformosa”, aggiungiamo noi.
Per dire, Acquaformosa è anche quel paese che nel 2009, sempre grazie al sindaco Manoccio, decise per l’installazione di pannelli recanti la scritta “Comune deleghistizzato”; è anche il paese di quella signora che, quando la Kyenge venne a vistarlo, ci rimase davvero male perché la ministra non poteva portarsi via il cesto pieno di melanzane e pomodori che le aveva appena preparato.
Tutta questa umanità in soli 1170 abitanti.
Ma chi l’ha detto che le politiche sociali sono una prerogativa del nord del mondo?
Tratto da Il Resto del Caffè
Tratto da Il Resto del Caffè
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mercoledì 1 gennaio 2014
Flogging Molly - The Worst Day Since Yesterday
Buon anno!
E con l'auspicio che ogni giorno sia migliore del precedente... vi posto con ironia questa splendida canzone dei Flogging Molly!
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martedì 24 dicembre 2013
Dropkick Murphys - The season's upon us
Oggi è la vigilia di Natale... e questa canzone dei Dropkick Murphys è perfetta!
Gustatevi anche il video!
La stagione [natalizia] incombe su di noi, è quel periodo dell’anno,
Brandy e eggnog, allegria in abbondanza
Ci sono luci sugli alberi e ci sono ghirlande da appendere
Ci sono dispetti e caos e canzoni da cantareCi sono campane e c’è l’agrifoglio, i bambini sono super-entusiasti
Il vero amore trova un bacio sotto il vischio fresco
Alcune famiglie sono incasinate mentre altre stanno bene
Se credete che la vostra sia folle, beh, dovreste vedere la mia
Le mie sorelle sono delle svitate, vorrei non averne affatto
I loro mariti sono dei perdenti, e anche i loro figil
Mio nipote è un orribile idiota saccente
Una volta mi ha dato un bel regalo, una scatola incartata piena di merda
Gli piace bombardare a palle di neve i cantori delle canzoni natalizie
Vorrei farlo uscire fuori e fargli sentire ben altro che Deck the Halls.*
Con una famiglia così, devo confessarlo
Stari decisamente meglio solo, distrutto e depresso
[Chorus:]
La stagione [natalizia] incombe su di noi, è quel periodo dell’anno,
Brandy e eggnog, allegria in abbondanza
Ci sono luci sugli alberi e ci sono ghirlande da appendere
Ci sono dispetti e caos e canzoni da cantare
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
A mia madre piace cucinare, conosce i nostri punti deboli e ci pungola
Mio fratello ha appena portato a casa un’altra ragazzona
Gli occhi che roteano, sussurra “amore, vieni” dalla cucina
Tornerei a casa più spesso se solo la smettessero di fare stronzate
Papà, invece, è un vecchio stronzo egoista
Beve whiskey da solo con il mio povero cane
Che non riporta mai indietro la roba perché non gliene può fregar di meno
Ha sporcato il mio orsacchiotto e ha lasciato me a spicciare il casino
[Chorus:]
La stagione [natalizia] incombe su di noi, è quel periodo dell’anno,
Brandy e eggnog, allegria in abbondanza
Ci sono luci sugli alberi e ci sono ghirlande da appendere
Ci sono dispetti e caos e canzoni da cantare
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
La tavola è pronta, facciamo un brindisi
In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Sono contento che questo giorno arrivi solo una volta l’anno
Potete tenervi le vostre opinioni, i vostri regali, il vostro “buon anno”
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
Gustatevi anche il video!
La stagione [natalizia] incombe su di noi, è quel periodo dell’anno,
Brandy e eggnog, allegria in abbondanza
Ci sono luci sugli alberi e ci sono ghirlande da appendere
Ci sono dispetti e caos e canzoni da cantareCi sono campane e c’è l’agrifoglio, i bambini sono super-entusiasti
Il vero amore trova un bacio sotto il vischio fresco
Alcune famiglie sono incasinate mentre altre stanno bene
Se credete che la vostra sia folle, beh, dovreste vedere la mia
Le mie sorelle sono delle svitate, vorrei non averne affatto
I loro mariti sono dei perdenti, e anche i loro figil
Mio nipote è un orribile idiota saccente
Una volta mi ha dato un bel regalo, una scatola incartata piena di merda
Gli piace bombardare a palle di neve i cantori delle canzoni natalizie
Vorrei farlo uscire fuori e fargli sentire ben altro che Deck the Halls.*
Con una famiglia così, devo confessarlo
Stari decisamente meglio solo, distrutto e depresso
[Chorus:]
La stagione [natalizia] incombe su di noi, è quel periodo dell’anno,
Brandy e eggnog, allegria in abbondanza
Ci sono luci sugli alberi e ci sono ghirlande da appendere
Ci sono dispetti e caos e canzoni da cantare
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
A mia madre piace cucinare, conosce i nostri punti deboli e ci pungola
Mio fratello ha appena portato a casa un’altra ragazzona
Gli occhi che roteano, sussurra “amore, vieni” dalla cucina
Tornerei a casa più spesso se solo la smettessero di fare stronzate
Papà, invece, è un vecchio stronzo egoista
Beve whiskey da solo con il mio povero cane
Che non riporta mai indietro la roba perché non gliene può fregar di meno
Ha sporcato il mio orsacchiotto e ha lasciato me a spicciare il casino
[Chorus:]
La stagione [natalizia] incombe su di noi, è quel periodo dell’anno,
Brandy e eggnog, allegria in abbondanza
Ci sono luci sugli alberi e ci sono ghirlande da appendere
Ci sono dispetti e caos e canzoni da cantare
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
La tavola è pronta, facciamo un brindisi
In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Sono contento che questo giorno arrivi solo una volta l’anno
Potete tenervi le vostre opinioni, i vostri regali, il vostro “buon anno”
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
Dalle mie parti, lo chiamano Natale
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mercoledì 18 dicembre 2013
Belly Bluster, arrembaggio identitario!
Ieri ho postato una splendida versione di "Brigante se more", celeberrimo inno identitario composto da Eugenio Bennato. Gli autori di questa versione sono i Belly Bluster, combo casertano che cerca di coniugare musica folk, rock, punk e temi identitari.
Come promesso, L'Insorgente li ha contattati ed intervistati.
Gustatevela tutta!
Ciao ragazzi. Raccontateci un po’ di come vi siete formati… e soprattutto perché! Cosa vi ha spinto a formare i Belly Bluster?
Ciao Antonio, beh si parte sempre da un fattore comune... amici, affetto, pub e follia!
Amici di bevuta e di vita che suonicchiando in vari gruppi più o meno "seri" hanno deciso poi di divertirsi e di creare un gruppo che fosse qualcosa di diverso! Qualcosa che li slegasse dal classico concetto di band, che comunemente è quello di " svoltiamoci la vita con la musica"!
I Belly Bluster sono nati per divertimento, e soprattutto per intrattenimento!
Si, ci piaceva molto l'idea di poter far divertire chi veniva ai nostri concerti e allo stesso tempo di creare un mix esplosivo di follia, tutto questo senza il peso del rendimento, delle aspettative!
Volendo usare una categoria musicale, possiamo dire che il vostro genere è il Combat Folk? Quali sono le vostre influenze musicali?
Direi che sì, possiamo affermare che facciamo Combat Folk.
Ci siamo ispirati molto ai Dropkick Murphys, ai Paddy and the Rats, ai Floggin Molly e molti altri che seguono la scia del Folk irlandese miscelato alla musica rock. Ma ci abbiamo inserito poi le singole influenze dei membri. Ciascuno di noi ha un forte background che parte dall'Hard Rock, passa per l'HipHop, attraversa il Punk, colpisce la musica Classica e abbraccia la musica popolare che è alla base delle nostre radici.
Siamo quasi come un cocktail esplosivo, uno di quelli che prendi il sabato sera per chiudere in bellezza la settimana!
Musica per l’insorgenza: quali sono le vostre posizioni politiche ed esistenziali?
Non ne abbiamo! I Belly Bluster non hanno bandiera, l'unico credo è la Pirateria!
Siamo in un momento storico di grande caos e di insoddisfazione, dove credere è quasi sempre sbagliare, perchè chi più chi meno, fa buchi nell'acqua e anche la bandiera più severa, arriva a volte ad essere rappresentata da soggetti che ne rovinano e sciupano l'ideale e gli obiettivi.
Per cui noi siamo Briganti che hanno abbracciato a lungo la causa, ma che sono stati traditi da chi era al comando e ora sono in mare hanno come unica legge la pirateria!
Songwriting: come nasce una canzone dei Belly Bluster?
Mi viene quasi da sorridere pensando a come nasce una nostra canzone! E' riduttivo raccontare come nasce una canzone ma grossomodo è così :
E' tutto senza controllo, arriva qualcuno che dice ho un nuovo rif... o una nuova idea.. gli altri ascoltano e boom! Viene fuori una canzone! Gli strumenti vanno da soli, la penna di Betty Hop viaggia, il Capitano chiude gli occhi e dirige l'orchestra! Si lima qua e là, Eric e Padre Pedro si lanciano negli arrangiamenti e tutto diventa realtà, da una sola idea di Iron magari buttata per gioco e si parte! Inutile dire che Adamas al violino e GumGum alla batteria in fase di creazione sono uno spettacolo, due strumenti così lontani che cercano di venirsi incontro e danno il meglio!
Se una persona non conosce i Belly Bluster, quali canzoni gli consigliereste di ascoltare?
Gli consiglieremo di chiudere gli occhi, armarsi di spensieratezza e raggiungersi al primo bar!
Non siamo vincolabili in un solo genere, siamo un po' per tutti i gusti, l'unica linea guida è: la voglia di muoversi e liberare il proprio corpo e la propria mente dalle catene della routine!
La vostra versione di “Brigante se more” è assolutamente fantastica. Come certamente saprete, essa è anche un inno identitario, cantato nelle iniziative dei movimenti meridionalisti. Come vi ponete rispetto al risveglio identitario che sta coinvolgendo tutto il Sud?
Siamo felicissimi che ci sia un risveglio!
Siamo fieri della nostra origine, siamo fieri di essere le radici e amiamo il nostro sud!
(ci sarà un perché se ancora nessuno di noi ha la minima intenzione di muoversi verso il nord!)
Noi restiamo qui e cerchiamo di dare il massimo per cambiare le cose o per lo meno per dimostrare che anche il SUD ha elementi validi su cui appoggiarsi.
Speriamo che molti di più abbraccino questa idea e che si riesca a risollevare l'immagine di questo Sud che ha bisogno di aria nuova!
Siamo ai saluti. Grazie per l’intervista e aggiornateci sempre sui vostri concerti!
Grazie a te e siamo contentissimi che "Brigante se more" sia arrivata fino all'Insorgente!
Le date sono sempre pubblicate sul nostro sito www.bellybluster.com e sulla nostra pagina facebook http://www.facebook.com/bellybluster/
A presto! La ciurma della Belly Bluster vi saluta e salpa per una nuova avventura!
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martedì 17 dicembre 2013
Belly Bluster - Brigante se more
Una fantastica versione della famosa canzone di Eugenio Bennato. Gli autori sono un supercombo casertano, i Belly Bluster, dediti alla sperimentazione e alla commistione di generi e tematiche diverse, dal rock alla celtica, dal punk alla musica popolare. Se proprio vogliamo catalogarli in un genere, possiamo forse utilizzare la categoria del Combat Folk, a cui appartengono gruppi come Modena City Ramblers e Dropkick Murphys.
L'Insorgente proverà a contattare e ad intervistare questo fantastico gruppo!
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