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lunedì 3 febbraio 2014

Marinaleda, la città fuori dal Sistema

Il mio articolo pubblicato su Insorgenza.it



Marinaleda è un comune andaluso di quasi 3.000 abitanti, non troppo distante da Siviglia. Il suo sindaco, Juan Manuel Sánchez Gordillo, è un militante del movimento nazionalista indipendentista andaluso, il CUT-BAI (Colectivo de Unidad de los Trabajadores - Bloque Andaluz de Izquierdas). Gordillo ha avuto un'idea geniale: alla luce della volontà di autogoverno degli andalusi e di contestuale stralcio dei vincoli centralisti che il governo di Madrid impone (per cercare di tenere unita la Spagna, percorsa da moti e movimenti autonomisti e indipendentisti in ogni angolo), il sindaco ha espropriato le terre, che sono passate al Comune; ha organizzato un  bando per assegnare le terre confiscate a coloro che si impegnavano a autocostruirsi la casa; ha chiesto in cambio un canone mensile minimo, che al momento si aggira intorno alle 2.550 pesetas al mese (all'incirca 15 euro mensili).
Inutile dire che l'iniziativa ha avuto un successo incredibile, prendendo la ribalta dell'informazione spagnola e mondiale, con grave aumento di bile per il Governo centrale, che per l'ennesima volta ha avuto la dimostrazione di cosa sia capace una comunità unita e autonoma. Questo ennesimo schiaffo al centralismo spagnolo è fondato su pochi, semplici principi: il terreno viene ceduto gratuitamente dal Comune all'autocostruttore; l'acquisto dei materiali da costruzione è agevolato da una convenzione con il governo regionale andaluso ed il cosiddetto P.E.R. (Plan de Empleo Rural); alcuni operai edili, disposti a seguire i cantieri, si mettono a disposizione gratuitamente; il progetto della casa, redatto da architetti, è gratuito; gli autocostruttori stabiliscono la quota mensile da pagare per divenire proprietari della casa che stanno edificando riunendosi in assemblea. Ad oggi sono quasi 400 le case costruite con questo sistema. Sono in genere trilocali con bagno, dotati di un giardino o patio di circa 100 mq. 

Questo modello di edilizia sociale, oltre ad essere affascinante, è soprattutto efficace e conveniente: permette a chiunque di poter realizzare il sogno di costruirsi da solo una casa, senza entrare nei gangli della speculazione edilizia e dello strozzinaggio mediante mutuo. Il comune di Marinaleda non è nuovo a iniziative di questo tipo. Qualche anno fa divenne un punto di riferimento sia per i movimenti politici di sinistra, sia per quelli autonomisti e indipendentisti, grazie alla propria originale organizzazione economica e sociale: i cittadini sono quasi tutti impiegati nella cooperativa Humar; la loro paga è, indipendentemente dalle mansioni, 47 ore al giorno; lavorano sei giorni a settimana, per 35 ore settimanale; lo stipendio mensile, quindi, supera di poco i 1.100 euro.

Marinaleda, chiamata anche "Città dell'Utopia", è la dimostrazione reale di quanto non solo sia possibile, ma addirittura sia preferibile, vivere fuori dal Sistema capitalistico, fondato sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sul dominio dell'economia e della finanza. Quando una comunità, soprattutto se di piccole dimensioni, si organizza in maniera libera e autonoma dal potere centrale e centralista dello Stato unitario (in questo caso, la Spagna), riesce a raggiungere un livello altissimo di qualità della vita. Per tutti e per ciascuno.

venerdì 11 maggio 2012

Roma: soldi per case mai realizzate, a processo il cons. Orsi




ROMA - Una truffa immobiliare da più di un milione di euro, porta al banco degli imputati Francesco Maria Orsi, consigliere comunale del Pdl ed ex delegato al decoro del sindaco Alemanno. Ieri, è stato rinviato a giudizio assieme ad altre tre persone, Umberto Santich, Luigi Maniero e Stefano Masotti, tutti accusatidi associazione a delinquere e truffa, con l’aggravante, per il consigliere, di aver agito in violazione dei doveri inerenti all’esercizio di pubblica funzione.
L'inchiesta. E’ stato il gup Maddalena Cipriani a decidere, accogliendo la richiesta avanzata dal pm Paolo Ielo, e fissando la prima udienza del processo per il prossimo 13 novembre, davanti alla VI sezione penale del tribunale di Roma. Secondo l’accusa, tra il 2006 e il 2009, i quattro imputati, tramite la società Lloyd team, prospettarono a diverse persone la possibilità di acquistare a prezzi molto vantaggiosi, e a tassi agevolati, una serie di immobili non ancora realizzati, nel comprensorio residenziale «Stella fissa», che sarebbe dovuto sorgere in via della Maglianella. Secondo la procura, si trattava di un complesso fantasma, a quanto sembra, visto che i lavori di costruzione non sono mai stati avviati.
Nessuno dei clienti sospettava nulla, perché ad alcuni di loro erano state effettivamente mostrate piantine e planimetrie, e pure un cantiere, con tanto di lavori in corso. Non si trattava, però, delle fondamenta degli immobili che avevano pagato, ma di quelle di un istituto religioso in costruzione. Così, otto acquirenti, costituitisi parte civile nel procedimento, hanno sborsato somme che vanno da 81mila a 356mila euro. E mentre la consegna delle abitazioni era stata promessa per il primo semestre del 2011, per «Stella fissa» non ci sarebbe stata non solo la concessione edilizia, ma nemmeno la proprietà del terreno.
Le accuse. Orsi «nel rappresentare, contrariamente al vero, che i progetti avevano un’elevata possibilità di realizzazione - scrive il pubblico ministero nella richiesta di rinvio a giudizio - faceva leva sulla sua qualità di consigliere comunale, espressione della maggioranza e molto vicino al sindaco, circostanza che avrebbe consentito il superamento di problemi da parte dell’amministrazione comunale». Proprio citando la vicinanza con il sindaco Gianni Alemanno, il consigliere si sarebbe dichiarato quindi sicuro del superamento di qualsiasi eventuale ostacolo.
La difesa di Orsi. Dopo la decisione del gup, gli avvocati Francesco Gianzi e Romolo Reboa, difensori di Orsi, si sono dichiarati comunque fiduciosi di poter dimostrare la completa estraneità del consigliere alla vicenda: «Il nostro cliente ha versato tutti gli importi incassati ad un’altra società, ma il giudice ha ritenuto di dover sottoporre la vicenda al vaglio dibattimentale. Siamo però sicuri che in giudizio dimostreremo che il consigliere Orsi non ha truffato nessuno». Di diverso avviso, gli avvocati che rappresentano le parti civili: «Ci aspettiamo ora una condanna e la restituzione della somma - ha dichiarato la penalista Giovanna Passiatore - il rinvio a giudizio fa giustizia alle aspettative delle famiglie che con quegli investimenti speravano di costruirsi un futuro».

tratto da Il Messaggero http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_truffa_degli_alloggi_fantasmi_a_processo_il_consigliere_orsi/notizie/195276.shtml