Visualizzazione post con etichetta Prosa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Prosa. Mostra tutti i post

martedì 28 agosto 2012

La nostra generazione se la passa male



La nostra generazione se la passa male. Non abbiamo i residui di una guerra mondiale sulle spalle, non abbiamo conosciuto la fame e i vestiti passati di fratello in fratello, non abbiamo festeggiato quando c'era la carne a tavola. La nostra generazione, però, se la passa male lo stesso.
Abbiamo i cellulari di ultima generazione e gli indumenti griffati, abbiamo tutti l'automobile e l'impianto stereo, abbiamo la possibilità di informarci in tempo reale e gratis, abbiamo gli effetti speciali al cinema e anche gli occhialini 3D. Eppure la nostra generazione se la passa male.
Abbiamo la possibilità di viaggiare, girare l'Europa con l'interrail o con i voli low cost, visitare luoghi che i nostri genitori vedevano solo in viaggio di nozze, e i nostri nonni in qualche cartolina di parenti emigrati. La nostra generazione, intanto, se la passa male lo stesso.
Abbiamo conosciuto la neve sotto uno snowboard d'inverno nonostante fossimo nati in paesi di mare. Abbiamo mangiato talmente tanto che tutti siamo a dieta. Abbiamo gli abbonamenti in palestra e spendiamo fette dei nostri stipendi in prodotti di bellezza. Abbiamo i centri commerciali in cui fa caldo d'inverno e si sta freschi d'estate, dove possiamo comprare tutto ciò che ci serve senza preoccuparci del parcheggio dell'auto o delle nuvole grigie che, all'orizzonte, minacciano pioggia.
Eppure, la nostra generazione se la passa male. Lavori precari e sottopagati. Diritti ridotti o inesistenti. Prospettive di costruire una famiglia pari a zero. Traffico e inquinamento aumentati in maniera proporzionale al costo della benzina. Servizi sociali e sanitari insufficienti. Monopolio culturale del pensiero unico. Partito unico benpensante moderato liberista. Anche la musica dura è diventata abbastanza morbida da piacere ai figli di papà. Anche le rivoluzioni si organizzano su facebook, e i rivoluzionari si limitano a mettere "mi piace".

A volte mi guardo intorno alla ricerca di una risposta alla domanda: perché ce la passiamo così male? E non riesco a darmi una risposta che non sia un'altra domanda:
Abbiamo lottato?

Do svidanija

lunedì 27 agosto 2012

Stasera ci vorrebbe proprio...



Stasera ci vorrebbe proprio una bella cenetta sostanziosa. Di quelle che l'indomani non ti metti sulla bilancia perché tanto sai che è inutile. Sputerà un numero a tre cifre e tu potresti incazzarti. Mai incazzarsi la mattina e la sera prima di mettersi a letto. Mai.
Stasera ci vorrebbe una bella birretta. Dopo la scorpacciata di calcio del week end appena trascorso, ci vorrebbe un bel film cazzuto. Magari un action movie o una fiction dai colori obliqui tendenti allo scuro. Uno di quei film che vedi con tua moglie e che commenti duro mentre dondoli tuo figlio che se ne strafotte di chi ha voluto Aldo Moro morto, lui vuole solo le coccole dalle tue braccia.
Stasera ci vorrebbe un alito di vento che ti rinfreschi mentre stai fuori al balcone on pantaloncini e t-shirt. Una leggera brezza di tarda estate. Perché l'estate sta finendo, un anno se ne va, eccetera eccetera ci siamo capiti.
Stasera ci vorrebbe una serata dai ritmi sincopati. Momenti adagio con sprazzi e spruzzi di andante e/o allegro. Qualche assolo di chitarra sopra una ritmica ben strutturata, indie.

Stasera vorrei addormentarmi e sognare di vivere da un altra parte con la mia famiglia.

Do svidanija

domenica 19 agosto 2012

Ti sei alzato stamattina




Ti sei alzato stamattina e schiattavi di caldo. Il letto era inzuppato, ma non ti eri pisciato addosso. Sudore del cazzo che manco un ventilatore sparato in faccia è riuscito ad attenuare.
Se sei fortunato ti sei catapultato al mare o in piscina, magari con la tua famiglia o col partner. Se sei meno fortunato, stai a casa o in giro in qualche outlet di provincia a cercare il colpo dell'estate oppure sei imprigionato in qualche mega centro commerciale con aria condizionata e fila ai punti di ristoro. Se sei sfortunato, stai buttando il sangue a lavorare.

Ti sei alzato stamattina con la voglia di non avere voglia. Magari lasciarti vivere per una giornata senza pensare a un beneamato. Oppure ti sei alzato con la voglia di realizzare ciò che avevi organizzato e preparato nei minimi dettagli. Avevi un progetto per oggi? Va realizzato.

Ti sei alzato stamattina e non hai minimamente pensato a chi non si è alzato o a chi non si è ancora disteso. Ed è giusto così. Il mondo è infame ma tu non puoi fare un cazzo per migliorarlo. Fai ciò che puoi e nel tuo piccolo stai nel giusto quasi sempre, stai al posto tuo e continui la tua vita tranquilla. Paghi le tasse maledicendo il governo che te le chiede senza darti un cazzo in cambio e magari pensi a come evadere qualche piccola sommetta. Roba di poco, tipo il canone rai. E' uno stronzo chi lo paga, si sa. Allora meglio non pagarlo, o pagarlo senza dirlo in giro. Bisogna vergognarsi di pagare il canone rai, giusto?

Ti sei alzato stamattina ed hai potuto accendere il tuo televisore e sentire le stesse notizie in tutti i telegiornali. Una capatina ai canali sportivi non può mancare. Magari anche un po' di zapping tra le stazioni radio più cool: passano tutte gli stessi pezzi, ma cazzo bisogna conoscere il trend musicale del momento, no? Sennò sei out!

Ti sei alzato stamattina ed hai fatto esattamente ciò che ci si aspetta che tu faccia.
Ed ora ripeti insieme a me: "Sono libero. Sono libero".

Do svidanija

sabato 14 gennaio 2012

Estraneo



Ti hanno sempre insegnato che esistono solo due posizioni rispetto alla società in cui vivi: il conformismo e l’anticonformismo. Tu puoi essere come la maggioranza delle persone, oppure essere “anti”, cioè “contro” la maggioranza delle persone. Ti danno un modello di vita: tu puoi aderirvi o meno. E ti hanno detto che questa tua possibilità di scelta si chiama Libertà.
Non è vero. Ti hanno preso e ti prendono per il culo. La scelta di essere a favore o contro, conformista o anticonformista, non rappresenta una libertà, bensì un obbligo. Il Sistema ha bisogno della tua scelta, perché così può dimostrarti che sei libero di scegliere. Prova a non scegliere. Prova a negare la falsa contrapposizione tra conformismo e anticonformismo. Prova a dire, anzi a gridare, che conformismo e anticonformismo sono DUE mode, DUE modelli, DUE creazioni del Sistema. Prova a tirarti fuori dai due gruppi.
Prova a dichiararti Estraneo. Né con, né contro: semplicemente Estraneo. Perché tu sai che esiste una barricata. Da una parte il Sistema, i suoi servi e i suoi utili idioti. Dall’altra, gli Estranei. Una minoranza, certo. Ma sono le minoranze a cambiare la Storia. E’ sempre stato così, e sempre sarà così. Bisogna sempre diffidare dalle masse: esse sono volubili e facilmente influenzabili o comprabili. Pochi ma buoni, nella vita e nel lavoro. Se un libro è letto da milioni di persone non vuol dire che sia un capolavoro, anzi. Molto spesso è una boiata clamorosa che ha avuto successo commerciale solo perché stimola i principali istinti di pancia delle Masse. Un film campione di incassi non necessariamente è un'opera d'arte. Probabilmente, invece, è una cagata mostruosa zeppa di effetti speciali, luoghi comuni, trame scontate e qualche attore/attrice di grido. Essere eletto con milioni di voti non vuol dire essere un leader politico valido e utile alla comunità: i voti possono essere comprati e scambiati, e lo stesso Hitler fu democraticamente eletto.
Spesso definiamo “eccezionali” quei libri, quei film, o anche quelle persone. Eppure l’Eccezione è trovare un capolavoro apprezzato da milioni di persone.

Sii una Eccezione. Impegnati ad essere ciò che conferma la Regola. Non per puro gusto di essere un bastian contrario, tipico degli anticonformisti blasè che sono ormai professionisti dell’andare contro le regole perché “fa figo”. La grandezza sta nel capire se una Regola è giusta o sbagliata. Se è giusta, difenderla a tutti i costi. Come una trincea. Come un muro. Il famoso muro di cui ti ho già parlato. Se una Regola è sbagliata, lottare per cambiarla. Con ogni mezzo. Anche il più estremo.
Perché è meglio intendersi subito: la Storia non si cambia con le raccolte di firme e gli scioperi della fame. Né si può pensare che bastano due molotov per cambiare gli eventi. La costruzione di un progetto di opposizione politica, sociale o semplicemente esistenziale è un percorso lento, non istantaneo. Come un enorme grattacielo da cui guarderai il Mondo e le sue povertà mentali. Nessuno costruirà questo grattacielo per te. Sei tu che devi gettare le fondamenta. E’ arrivato il momento.

venerdì 13 gennaio 2012

Liebe und Ehre - Amore e Onore



Mi è sempre piaciuta la poesia. Ancor di più, mi piacciono i poeti. Le loro vite. La loro arte. E quel confine netto tra loro e la sedicente società civile. Poeta è colui che scrive le solite cose in un in modo, ricordalo bene. Essi non scoprono nulla. Essi svelano. Non creano niente. Distruggono: giudizi e pregiudizi, norme e codici del benpensare, conformismo e moderatismo. Il poeta non è un muratore, che costruisce edifici. Il poeta non è uno scienziato, che inventa una formula per salvare o annientare il Mondo. Il poeta vede. Tra le impercettibili sfumature della quotidianità, il poeta vede i bianchi. E i neri. Forse per questo ho sempre amato i poeti: perché mi vedevano. Mentre tutti mi ascoltavano, loro mi sentivano. Ed io sentivo loro, nonostante fossero morti anche duemila anni prima della mia nascita.

Uno dei generi più famosi di poesie è la lirica amorosa. Praticamente tutti i poeti si sono posti il problema dell’Amore. E della ricerca della famigerata rima migliore. “Cosa fa rima con amore?”, ci hanno chiesto fin dalle elementari. I più dolci hanno risposto “cuore”. I più romantici, “dolore” (e ciò dimostra che l’esser dolci e l’esser romantici sono due cose diverse, se non proprio opposte). Anche io mi sono posto questa domanda. E dopo trent’anni ho trovato la risposta. La MIA risposta. Onore. Amore fa rima con Onore.

L’Amore è la benzina della Vita. Come la benzina alimenta il motore, così l’Amore alimenta il Conflitto, cioè il motore della Vita.
La vita è lotta, conflitto. Ed ogni conflitto è generato dall’amore. Se non ami qualcosa o qualcuno, non combatteresti mai. E’ l’amore (per te stesso, per la tua famiglia, per il tuo popolo, per la tua terra, per le tue idee) che ti fa imbracciare una penna o un fucile. Indossare una maschera (come V per Vendetta) o un paio di guantoni (come Jim Braddock).
Lo stesso Odio è generato dall’Amore. Non esiste l’Odio puro. Tu odi solo ciò che mina l’esistenza tua e delle persone che ami. Se tu non amassi qualcosa o qualcuno, non conosceresti l’Odio. E siccome l’Odio è pericoloso, il Sistema cerca di indirizzarlo lontano da se stesso. E ti induce ad amare cose o persone per le quali, in realtà, non provi nulla. Ma sei lobotomizzato.
Amando ciò che ti dicono di amare, automaticamente odi ciò che loro vogliono farti odiare.

Tirati fuori da questo schema. Impara ad amare in maniera AUTONOMA. Trovala tu la parola, l’idea, il valore che fa rima con “amore”. Io ho trovato la mia rima personale. Onore.
Si può amare in tanti modi, non c’è dubbio. Io ho deciso di amare con Onore. Voglio, cioè, rendere quotidianamente onore a tutte le persone e le idee che amo. Voglio vivere una vita fiera, dove i vizi ed i peccati di una gioventù conforme siano stati abbandonati “dall’altra parte” del muro di cui ti ho parlato precedentemente.
Il filo spinato sono le mie idee. I miei valori. Amore ed Onore sono i miei fari. Dal punto di scontro tra ciò che ero e ciò che sono si sono salvati solo l’Amore e l’Onore. Perché sono forti. Il resto, distrutto e ormai inutilizzabile, è dall’altra parte del muro. E sta bene lì.
Vivere e amare con Onore. Schiena dritta. Testa alta. Se hai una idea, combatti per essa. Se ami una persona, sii pronto ad uccidere o ad essere ucciso. Se hai combattuto con Onore, il tuo nemico te ne renderà atto. La Storia dirà di te che hai vissuto con onore. E nel Valhalla ci sarò posto anche per te.

Nella mia vita precedente ho amato. E tanto, credimi. Ma senza onore. Mi sono macchiato di azioni disonorevoli. E devo alla mia grinta se oggi sono qui a parlare con te. Avrei potuto conformarmi. Farmi trascinare dalla corrente. Attendere sulle sponde del fiume. Far finta di niente. Essere come tanti altri. Superare i miei errori, senza imparare nulla da loro.
Invece no. Ho dichiarato guerra a me stesso. Mi sono sputato in faccia ed ho reagito. Ho raggiunto il mio punto di scontro. E alla fine sono risorto. Ed ho deciso di vivere, amare, essere a modo mio. In maniera Estranea.

giovedì 12 gennaio 2012

Punto di scontro



Dico a te.
A te che hai questo scritto tra le mani.
Non so niente di te. Quanto guadagni. Per chi voti. Per chi tifi. Se indossi o meno una divisa. Se sei giovane o anziano. Se hai figli o se sei figlio. Non so niente di te, tranne una cosa: hai questo libro tra le mani. Ed è mio dovere avvisarti che al termine di questo scritto, se mai questo scritto avrà una fine visto che l’ho cominciato oggi, tu dovrai fare una scelta fondamentale. Che riguarderà te e solo te.

“E’ nelle sfumature che si cela il segreto dell’esistenza”. Sono in molti a crederlo. Io no. E ti spiego perché. Le sfumature sono una scusa. Il tentativo di dare ad un punto di incontro, ad un tacito accordo, ad un atto di moderazione una valenza superiore. Tutti i colori del mondo sono sfumature. Rosso, giallo, blu, verde. Sono tutte gradazione diverse di una medesima scala. Anche i partiti politici attuali sono così: tutte gradazioni diverse della scala del Sistema. Fingono di essere in conflitto tra loro, come il marrone col rosso. Alla fine, però, stanno tutti sulla stessa tavolozza. Tutti dalla stessa parte della barricata. E tu, su quella tavolozza, non ci sei. Non c’è posto per te. A meno che…non diventi una sfumatura anche tu. A meno che tu non sfumi la tua essenza e la tua esistenza, le tue idee e le tue azioni. Se riesci a sfumare e a sfumarti, allora il posto per te si trova. Tra i rossi, forse. O tra i verdi. Non importa dove: il Sistema ti concede un posto sulla tavolozza, a patto che tu ti sfumi, che smetti di avere contorni netti, ben marcati, fortemente delineati.

Io no. Io odio le sfumature. Perché amo la nettezza. Se i colori sono tutte gradazioni diverse di una medesima scala, tale scala ha un inizio ed una fine. Un bianco e un nero. Ecco, io sto tra i neri. Io sono l’assenza di colore, quindi il colore più puro. Ed amo me stesso e gli altri pochissimi neri che nella mia vita ho incontrato. E sai che ti dico? Amo anche i bianchi. I miei opposti. Perché sono puri. Di una purezza uguale e contraria alla mia. I bianchi e i neri non ci vogliono stare sulla tavolozza del Sistema. I bianchi e i neri stanno dalla stessa parte della barricata. I bianchi ed i neri si combattono, perché la loro vita è lotta. I bianchi e i neri non cercano un punto di incontro, ma un punto di scontro. Perché solo dallo scontro, dal conflitto, dalla lotta, può sorgere la forza pura. Quella che consente a me di dirti ciò che penso fregandomene altamente del tuo giudizio. Perché io non ho scritto questo libro per avere un tuo giudizio. Non ho scritto questo libro per convincerti che io ho ragione. Io voglio solo farti fare una cosa che il Sistema non ti fa fare più: pensare. Riflettere. In maniera AUTONOMA. Ecco la parolina magica: autonomia.

Alla fine di questo scritto tu dovrai fare una scelta. Prima di allora, io ti dirò delle cose. Sono tutte cose che ho vissuto o che ho visto vivere a persone a me vicine. Parenti ed amici. Compagni di squadra o di militanza. Non farò filosofia né utilizzerò il tipico lessico ricercato da professorone. Con questi ed altri vizi del passato ho chiuso. Ho edificato un muro, che separa ciò che ero da ciò che sono. Nessuna sfumatura, né via di passaggio: un muro alto e solido. Su questo muro ho messo del filo spinato. Ed una scritta, in tedesco: Liebe und Ehre. Amore e Onore. Ora capirai perché.

giovedì 15 dicembre 2011

Non credo nell'Umanità. Credo nell'Uomo.






Guardo i vari siti di informazione italiana, e non riesco a trovare nulla che meriti un commento. Cosa altro aggiungere alla indegna manovra economica che i bocconiani ci stanno propinando? Cosa altro dire della strage di Firenze? O delle minacce di Confindustria riguardanti la disoccupazione e la recessione? O dei sistemi autoritari e antidemocratici utilizzati dalla Fiat marchionniana? O del fallimentare vertice di Durban? O del fatto che a giorni chiuderà la discarica di Malagrotta e tra qualche mese ci ritroveremo con Roma sommersa dai rifiuti e tutti pronti a sostenere la Polverini e Alemanno "perchè adesso c'è l'emergenza rifiuti"?
Nulla. Non ho nulla da aggiungere. So che accadrà. So che potranno mettere la benzina a 3 euro al litro, ma non rinunceremo all'auto. So che potranno licenziarci senza giusta causa, e i sindacati e la "Sinistra" sottoscriveranno e voteranno questi propositi. So che si discuterà sulla rinascità del fascismo o sulla singola follia del singolo individuo. So che l'immondizia ci sommergerà e noi appoggeremo chi vuole costruire discariche. So che sosterremo chi palrerà di "emergenza rifiuti simile a Napoli", nonostante il problema non sia stato affrontato (a Roma come a Napoli) da anni. So che continueremo ad inquinare pur di avere qualche soldo in più in banca. So che appena qualcuno alzerà un dito o lancerà una pietra, sarà accusato di essere un violento di professione, un terrorista, un black bloc.

So che ciò accadrà. E' già accaduto, e accade ogni giorno.
Io mi sottraggo a questo gioco. Io ve lo dico fin da ora: non sono dalla vostra parte. Io non giustifico questa macelleria sociale che è diventata macelleria umana. Io non credo alle emergenze. Io non credo a Confindustria. Io non credo alla "sinistra" italiana. Io non credo che il Protocollo di Kyoto sia un freno. Io non credo nello sviluppo, nella crescita, nel Pil.

Io non credo nell'Umanità. Credo nell'Uomo.
_______________________________

giovedì 13 ottobre 2011

La scintilla della parola




Le parole non cambiano il mondo. Le poesie, le canzoni non fanno la rivoluzione.
Tutto vero. E sapete perchè? Perchè la rivoluzione è un incendio.
Rivoltarsi, anzi ribellarsi, significa dare fuoco all'esistente, distruggere per ricosatruire. Come quelle strutture che non possono essere sistemate, ma solo abbattute.

La ribellione è un incendio.
E un incendio, per essere efficace e potente, deve avere tre cose:
una scintilla, una miccia, la benzina.
La benzina già c'è: è la nostra vita, il nostro lavoro, il mondo che abitiamo, il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo, le guerre che combattiamo, i licenziamenti che subiamo, i contratti precari che firmiamo, i colloqui che sosteniamo, i turni che facciamo, la disoccupazione nostra e dei nostri cari, gli stipendi da fame, il tasso usuraio delle banche, le mafie.
La miccia si sta formando: giovani, anziani, precari, ricercatori, studenti, lavoratori in mobilità, insegnanti, infermieri, addirittura anche qualche imprenditore e qualche esponente delle forze dell'ordine.
E la scintilla? La scintilla manca. Potrebbe essere uno dei partiti di opposizione? Non mi pare proprio. Uno dei sindacati? Solo la CGIL, soprattutto nella sua componente "filo FIOM", potrebbe essere la scintilla, a patto di non spegnersi quando al governo ci sta il centrosinistra.
E allora, questa scintilla?
La parola è la scintilla. La parola indignata, la parola incazzata, la parola che non scende a compromessi, la parola politicamente scorretta, la parola offensiva, la parola violenta, la parola minacciosa, la parola spaventosa, la parola pietrificata, la parola molotoviata, la parola sampietrinata.
Ognuno usi la parola nell'ambito più congeniale: in un romanzo o in una canzone, in fabbrica o in ufficio, su un volantino o in un comizio. Non abbiate paura di usare parole dure, violente, terrificanti: il Sistema DEVE tremare. E fino a quando non tremerà per le azioni del Popolo, facciamolo tremare per le parole del Popolo.

Nulla esiste se non viene detto. Dite "rivolta" e rivolta sarà.

_________________________________________

martedì 14 settembre 2010

Buonasera Londra

Buona sera, Londra.
Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese.

Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio.

Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre.
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato.

sabato 28 agosto 2010

La Massa che ringrazia il Regime




Sono decenni che ti prendono per i fondelli.
Ti dicono che la cosa più importante non è la libertà, nè l'uguaglianza.
E' la sicurezza. E' il controllo. L'Ordine.
Ti dicono che senza sicurezza non c'è libertà. Senza controllo non c'è uguaglianza.
E te lo dicono tutti i giorni, tramite i giornali, i telegiornali, le radio.
Non cala il Sole senza che un rom abbia rubato, un rumeno abbia violentato, un arabo abbia spacciato.

La sicurezza è sempre da qualcosa o qualcuno.
Devono creare un nemico, da cui essere sicuri.
Straniero, frocio, comunista, punkabbestia, black block, musulmano, ebreo, negro. Ultimamente tocca agli ultras.

Biglietti nominali, poi caro prezzi, poi pay tv, poi divieti di trasferte, poi Osservatori sulla violenza, poi abolizione dei treni speciali, poi la flagranza differita, poi il Daspo.
Ovviamente, più controllo. Ovviamente, meno libertà. E la sicurezza? E' aumentata o diminuita a seguito di queste azioni? Diminuita.
Ora tocca alla tessera del tifoso. Poi toccherà alle impronte digitali per tutti. Poi ci metteranno un chip nel corpo. E tutto per farci un piacere, per farci vivere in un mondo più sicuro.

E la Massa dice grazie. La massa dice che è giusto. I Rom vanno cacciati, gli ultras sono terroristi, i napoletani non lavorano. C'è un partito, in Italia, che su parole quali "frocio, negro, terrone, zingaro" ha fondato la propria esistenza: si chiama Lega Nord, è al governo. Il ministro degli interni, Maroni, è della Lega. Ed è Maroni che ha voluto la tessera del tifoso.

Fatti due conti, fratello.

Se il Regime dicesse: "vi chiudiamo in gabbia per proteggervi e farvi stare al sicuro", la Massa direbbe "Si, Grazie. E' giusto".

Fino a quando dalla Massa non sorgerà un Popolo, il Regime prospererà.

venerdì 30 aprile 2010

Io sono Nero.



Come si vive con una persona che ti dice, ogni santo giorno, che non sarà mai più felice come una volta?
Male. Si vive male.
C'è una soluzione a tutto ciò?
Credevo di si. Credevo che bastasse cambiare, capire di aver sbagliato, non sbagliare più, e fare tutto il possibile e l'impossibile per renderla di nuovo felice.
Ci sei riuscito?
No. Ho fallito.
E adesso?
Adesso vivrò così. Sapendo che qualsiasi cosa faccia, non sarà mai abbastanza.
E' giusto vivere così?
La giustizia non è di questo mondo.
Sei felice?
Non è importante. Non interessa a nessuno.
A me interessa...
Tu sei nessuno. Tu sei me.
A te non interessa di te stesso?
Non più.
Perchè?
Perchè ho capito che l'Amore fa rima con Dolore. Perchè ho scoperto che chi mi ama, mi odia.
Frasi fatte...
Si. Frasi fatte. E frasi vere, come tutte le frasi fatte.
Sei banale...
Tu mi trovi banale. E tu sei me.
Cosa farai oggi?
Vivrò. Respirerò. Mi guarderò in giro.
E cosa vedrai?
Non-morti. Gente che sopravvive, senza vivere.
Tu invece vivi?
Si. Per questo posso morire.
Hai paura dei non-morti?
Ho paura di tutto.
Anche di te stesso?
Soprattutto di me stesso.
Cosa ti fa paura di te stesso?
Quello che non vedo. Quello che ho dentro.
Cosa hai dentro?
Tanto amore, tanto dolore.
Insieme?
Te l'ho detto prima: stanno sempre insieme.
Sei arrabbiato?
Si. Con me stesso.
Come mai?
E' tutta colpa mia. Ho rovinato tutto.
Mi sembri pessimista...
Il pessimismo lo lascio ai poeti. E' molto più spaventosa la realtà.
C'è possibilità di cambiare le cose?
Credevo di si.
Invece?
Invece no. Al massimo puoi modificare te stesso.
Fino a snaturarti?
No, questo no. Non sarebbe giusto.
Ma la giustizia non è di questo mondo...
Vero.
Mi dai ragione?
No. Non posso darti torto.
E' la stessa cosa...
No, non è la stessa cosa.
Sono sfumature...
Non amo le sfumature. Amo ciò che è bianco o nero.
E tu come sei?
Nero. Io sono Nero.