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lunedì 30 luglio 2012

Aula Giulio Cesare, sempre più sorda e grigia




Alemanno continua ad infestare Roma assumendo a destra e a ... destra ex terroristi neri, delinquenti della Banda della Magliana, parenti di amici e conoscenti. L'ultima perla del sindaco soprannominato AleDanno è stato consentire alla vicesindaco Belviso di assumere Maurizio Lattarulo, negli anni ’80 considerato prima vicino al gruppo di estrema destra dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar) e poi alla Banda della Magliana.
La motivazione? Non si sa. Probabilmente il suddetto Lattarulo avrà un curriculum ricco di esperienze nel campo delle Politiche Sociali, visto che è stato assunto (a 1500 euro al mese) proprio dall'assessorato al ramo.
La giustificazione? Geniale quella della Belviso: "Si è riabilitato". Giustissimo: quando una persona paga il debito con la giustizia non deve più essere discriminato. Privilegiare, però, quelli che hanno la fedina penale pulita, no è fattibile? Evidentemente no. Alemanno, viceversa, dichiara di non sapere nulla e che la decisione è stata presa dalla Belviso.
A sua insaputa, ovviamente.

Do svidanija

sabato 21 luglio 2012

Caro Alemanno, la Corte ha detto che non puoi svendere Acea



Ieri la sentenza della Corte Costituzionale, relativa all'illegittimità costituzionale dell'articolo 4 della finanziaria-bis 2011 (che disponeva la possibilità di privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali), di fatto potrebbe porre fine alla vicenda della vendita di Acea. La sentenza rileva che la disposizione dell'allora Ministro Tremonti, ripristinata dal governo bocconiano di Monti, viola il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare desumibile dall'articolo 75 della Costituzione.
Una pietra tombale sull'idea di svendere Acea e di privatizzare le altre società che gestiscono i servizi, idrici e non, pubblici? Pare di si, ma con questa classe politica non bisogna mai abbassare la guardia. Più volte è capitato che una norma, espulsa dalla porta, sia rientrata dalla finestra. Ragion per cui i partiti, i movimenti, i comitati e i cittadini farebbero bene a gioire per la vittoria di questa battaglia fondamentale, ben sapendo che la guerra non è ancora finita.



 

mercoledì 18 luglio 2012

E' partita la campagna elettorale per il Campidoglio



Sarà una lunga corsa a tappe. Talmente lunga che, al confronto, il Giro d'Italia e il Tour de France sembrano corse per dilettanti. Il traguardo è il Campidoglio, e per raggiungerlo vi saranno parecchi gran premi della montagna e, soprattutto, una lunghissima volata finale. 
Corsa da scalatori o da velocisti? Si vedrà. E soprattutto bisognerà capire se i candidati a sindaco di Roma Capitale sono scalatori o velocisti. 
Le prime pedalate ufficiali le ha date l'attuale Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che il 16 luglio ha ufficializzato la sua partecipazione alle primarie del centrosinistra. Parte, ovviamente, con i favori del pronostico, sia perché da tempo giravano voci riguardanti la sua candidatura, sia perché onestamente non si vedono, all'interno dello schieramento di centrosinistra, avversari capaci di impensierirlo. Oggi è stata la volta di Gianni Alemanno, l'attuale sindaco di Roma, che ha ufficializzato l'intenzione di candidarsi alle primarie del centrodestra, assicurando che si terranno indipendentemente dal volere del PdL nazionale. Una bella sfida, quella di Alemanno: parte con l'handicap, alla luce dei disastrosi risultati ottenuti dalla sua giunta su TUTTI i punti del suo programma elettorale; ha una coalizione poco coesa ed un partito in rotta, anche se c'è la speranza che la nuova discesa in campo del Cavaliere Padrone possa spostare qualche voto verso destra. Va anche detto, però, che Alemanno partiva con l'handicap anche contro Rutelli, e poi riuscì a vincere grazie ad un'ottima campagna elettorale e ad un simmetrico suicidio politico del centrosinistra capitolino.

A proposito di campagna elettorale: come al solito si parte dagli uomini, e non dai programmi. Zingaretti, in realtà, due giorni fa ha già messo in campo qualche proposta programmatica interessante: mobilità e sicurezza saranno due priorità imprescindibili del suo programma politico. Secondo Zingaretti, i cittadini romani devono avere il diritto di scegliere tra prendere l'auto e non fare ore di traffico prima di giungere a destinazione oppure prendere i mezzi pubblici, che devono essere efficienti e sicuri. Per quanto concerne la sicurezza, tema da sempre caro alla destra e fallimento più grande della giunta Alemanno, il presidente della Provincia sostiene che sia necessario, ma non sufficiente, incrementare la presenza delle forze dell'ordine nei quartieri di Roma (e il nostro municipio, come è noto, è costituito da quartieri come Ponte di Nona ove non esiste alcun presidio delle forze dell'ordine); a ciò bisogna affiancare ordine e decoro dei quartieri, perchè anche strade sicure e illuminate fungono da deterrente alla criminalità.

Alemanno, viceversa, è stato muto sui programmi, limitandosi a dire che Zingaretti è troppo spostato a sinistra. Omettendo, però, di spiegare come, perchè, in base a cosa Zingaretti sarebbe troppo spostato a sinistra.

E gli altri? La Destra di Storace che farà? Parteciperà alle primarie, rischiando di dover sostenere il candidato che dovesse vincerle? E se quel candidato fosse nuovamente Alemanno?
L'area fascista pare in rotta totale: CasaPound ha annunciato mesi fa di candidarsi autonomamente, evitando quindi di disobbligarsi con Alemanno che gli ha regalato il palazzo in cui ha sede (11 milioni e 800 mila euro nel bilancio del comune di Roma); Forza Nuova e camerati vari non hanno ancora fatto sapere cosa faranno.
Vendiamo al centro: l'Udc che farà? Appoggerà uno dei due candidati principali, o andrà da sola? E il Terzo Polo, dato per morto da Casini, a Roma andrà separato o unito?
Ovviamente, in tutti questi casi non c'è la minima ombra dei programmi.

Prima decideranno chi ci deve governare, poi decideranno cosa vogliono fare per Roma e per i suoi cittadini.
Procedimento esattamente contrario a quello che andrebbe fatto: prima i programmi, poi le persone che li devono realizzare.

mercoledì 11 luglio 2012

Municipio 8, forse non hanno capito il livello dell'emergenza scuola...



Questo è il testo che ho pubblicato sul blog del Comitato di Quartiere di Nuova Ponte di Nona, a seguito dell'incontro avvenuto ieri tra cittadini e istituzioni sull'emergenza scuola nel nostro municipio.


Ho fatto passare la nottata per sbollire un po' della rabbia accumulata ieri a sentire i nostri "amministratori" durante il secondo incontro tra cittadini e istituzioni sul tema degli asili nido, delle materne e delle elementari nel nostro territorio (o dovrei dire "quadrante", così Di Cosimo è contento...). Innanzi tutto voglio ringraziare i due CdQ e il Movimento Genitori per la Scuola per questo secondo incontro: è sempre costruttivo quando i cittadini si mettono in moto e si organizzano autonomamente.
Voglio riprendere un intervento di una mamma, che palesemente inviperita ha detto "Questa è una emergenza!". Beh, cari concittadini, penso che lor signori non abbiamo ancora capito il livello dell'emergenza. Non parlo del mio caso personale, o dei tanti casi personali che ognuno potrebbe esporre: parlo del diritto costituzionale a farsi una famiglia e una vita, come ricordato ieri da Bruno Foresti. E sbattere un figlio a Castelverde, un altro a Tor Bella Monaca e poi andare in ufficio a lavorare sia DISUMANO. Così come è DISUMANO pagare due scuole private e il mutuo della casa. Dato che il diritto alla resistenza contro atti DISUMANI è sancito persino dall'ONU, credo sia necessario - e lo dico apertamente - alzare il livello dello scontro. Cominciare seriamente a forme di lotta dure, che siano blocchi stradali o sit-in o occupazioni dell'aula consiliare o altro. Vengo da Napoli, e so bene che se i cittadini di Terzigno (e di altri comuni) non si fossero sollevati, anche in maniera dura, contro le Istituzioni, adesso avremmo qualche altra discarica nel Vesuvio (vulcano più visitato al mondo, nda). Ma potrei fare anche altri esempi. Non dico - sia chiaro - di abbandonare il terreno del confronto con gli attuali amministratori e con coloro che si candidano ad amministrarci tra un anno: dico che a questo confronto sia necessario affiancare lo scontro, la lotta, la disobbedienza. Bisogna cominciare ad alzare la voce, a creare problemi, a rendere palese ed evidente a tutti la nostra emergenza. Hanno costruito un quartiere e ci hanno sbattuto i cittadini, strafregandosene altamente di tanti servizi primari. Ora io posso anche farmi due ore di traffico al giorno o pagare il casello o non avere una stazione metro o avere un bus che mi porta a Rebibbia in un'ora e mezza la mattina. Ma non posso nè voglio lasciar passare sul presente e sul futuro di mio figlio e dei bambini in genere. Quando si toccano temi quali scuola, sanità, sicurezza, salubrità ambientale... beh, lì non c'è spazio per trattative. O otteniamo I NOSTRI DIRITTI o dobbiamo andarceli a prendere.
Pertanto sono disponibile ad ogni iniziativa atta agli scopi sopra elencati, pur ribadendo la necessità di continuare sul terreno del confronto politico ed istituzionale.

mercoledì 20 giugno 2012

9 mila bambini fuori dagli asili nido romani




Sono 9000 in tutta Roma i bambini tagliati fuori anche quest’anno dalle graduatorie di accesso ai nidi comunali. E il Comune che fa? Beh, tanto per dirne una impiega 5 anni per ristrutturare uno dei pochi asili comunali. Cinque anni per risolvere, in origine, un problema di infiltrazioni d’acqua. E poi lo lascia chiuso, con la scusa che i lavori non sono ancora terminati, nonostante l’ingente stanziamento di fondi. Da ultimo 150 mila euro per la cancellata esterna. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: sta ristrutturando un nido o la Reggia di Caserta?

Questa mattina alcune famiglie romane, insieme alle educatrici e all’Unione sindacale di base, hanno occupato il nido comunale Il Gallo Alfonso, nel XIX municipio di Roma, dove sono ben 600 i bambini rimasti senza asilo. Hanno voluto così rilanciare la mobilitazione e chiedere la riapertura della struttura che, se entrasse in funzione da settembre, potrebbe ospitare almeno 80 bambini e bambine del quartiere. Il sentore comune che la chiusura forzata del nido nascondi il tentativo di privatizzarlo, ha spinto le famiglie ad autorganizzarsi, riappropriandosi di ciò che è e deve rimanere pubblico, nel tentativo di riaprire il tavolo delle trattative.

E’ mai possibile che si debba arrivare a tanto per vedere garantito un diritto? E chi si trova veramente nell’illegalità, chi occupa un edificio pubblico chiuso da cinque anni, o chi lo tiene chiuso per cinque anni sottraendo un servizio ai cittadini?

Ci domandiamo quali interessi ruotino intorno a questa struttura e quali affari si vogliano fare alle spalle dei bambini e delle loro famiglie. Alemanno, da un lato, e la Regione Lazio, dall’altro, stanno cavalcano il problema delle liste di attesa in modo del tutto irresponsabile: il Comune di Roma privatizzando un servizio che dovrebbe essere accessibile a tutti, la Regione Lazio con l’entrata in vigore a settembre di una legge regionale, la 12/2011 che, aumentando il rapporto educatrice bambino e riducendo lo spazio a loro disposizione, dequalificherà il servizio e porterà al licenziamento di molte educatrici precarie. La mancanza di nidi comunali a Roma è un’emergenza sociale che grava sul bilancio delle famiglie e determina condizioni di impoverimento: c’è chi si indebita per pagare le elevate rette di un privato e chi non può è costretto persino a restare a casa, abbandonando il lavoro.

Nel paese del family day mancano i nidi e le scuole materne, mancano i servizi essenziali rivolti alla genitorialità, mancano persino i parchi e le ludoteche pubbliche. Nel paese del family day si specula sull’infanzia e a pagare il prezzo più alto sono proprio le famiglie.

di Manuela Campitelli, Il Fatto Quotidiano

venerdì 25 maggio 2012

Discaricatevi!



"Mi sono dimesso perché il presidente del Consiglio scelga in piena libertà", ha dichiarato il prefetto Pecoraro stamattina, dopo le dimissioni dalla carica di commissario ai rifiuti. Più che dal Presidente Monti, però, la decisione di (di)scaricare il commissario Pecoraro è stata presa dal Consiglio dei Ministri, all'interno del quale le posizioni contrarie alla discarica di Corcolle, fortemente voluta da Pecoraro e altrettanto fortemente contrastata dai ministri Clini e Ornaghi, hanno avuto la meglio.
I cittadini festeggiano, giustamente. Anche perchè il ministro Clini ha affermato che l'ipotesi Corcolle può considerarsi tramontata definitivamente. La Polverini, che è stata la più grande sostenitrice del progetto discarica a Corcolle e che ha sempre difeso Pecoraro, ha avuto una reazione uterina: "Quanto è accaduto nella giornata di ieri per un Paese civile è assolutamente vergognoso, con gli attacchi che sono arrivati da ogni parte nei confronti di un uomo dello Stato che ha cercato semplicemente di mettere a disposizione il proprio impegno per tentare di risolvere un problema complesso che questa città si trascina ormai credo da decenni", ha detto la governatrice del Lazio, la quale poi lancia una frecciatina al camerata Alemanno: "In questi giorni l'attività del sindaco sicuramente non ha aiutato l'azione del prefetto-commissario". In effetti Alemanno è passato dal sostegno incondizionato al progetto di discarica a Corcolle al pilatesco lavarsi le mani e scaricare sullo stesso Pecoraro tutta la responsabilità, fino a dichiarare di non essere favorevole a Corcolle. Un triplo carpiato degno della Cagnotto, con la differenza che la Tania nazionale si tuffa in piscina, mentre Alemanno e la Polverini farebbero bene a dimettersi e a tuffarsi dentro la discarica che volevano costruire.

giovedì 19 aprile 2012

La Destra capitolina vuole privatizzare Acea!




Intervistato da Sky Tg 24 all'interno della trasmissione "Un caffè con...", il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha parlato di tante cose: dai problemi nazionali ai temi più locali. Particolarmente interessante è stata la risposta sulla questione della privatizzazione di Acea, inserita nella previsione di Bilancio di Roma Capitale:
"La questione holding e la privatizzazione di Acea possono essere una spinta all’economia e possono far entrare risorse nelle casse comunali per gli investimenti. Chi è contro questa ipotesi è contro lo sviluppo della città. I segnali che ho non sono positivi – ha continuato Alemanno - c’è un’opposizione blindata sull’ostruzionismo pregiudiziale. Invece bisogna affrontare questo bilancio comprendendo che siamo in una fase di emergenza. Chi continua a pensare di fare ostruzionismo non si rende conto della situazione drammatica che c’è in città. Ci vuole grande senso di responsabilità e grande attenzione al lato economico. Chiedo al Pd di non paralizzare Roma per mesi perchè abbiamo bisogno di risposte immediate”.

Tradotto in soldoni: Alemanno e la Destra capitolina hanno intenzione di privatizzare Acea, vendendo il 21% delle azioni in possesso del Comune. Nonostante l'ultimo referendum abbia sancito l'impossibilità di privatizzare i servizi idrici locali. E nonostante Acea sia una azienda in attivo, un "gioiello" per dirla con Legambiente Lazio.
La svendita del patrimonio pubblico è nel dna della Destra berlusconiana, e Alemanno giustamente cerca di ottemperare anche ai suoi obblighi verso le lobbies che, magari, potranno tra un anno sponsorizzare la sua ricanditatura a sindaco.
Auspichiamo che TUTTO il centrosinistra romano sia UNITO in questa battaglia CONTRO la privatizzazione di Acea e, in genere, dei servizilocali. Se vi sono problemi e disservizi nel pubblico, è GIUSTO che si risolvano SENZA svendere a privati. Nel caso di Acea, peraltro, siamo addirittura al paradosso della vendita di azioni di una azienda in attivo!

giovedì 12 aprile 2012

Dalla parte dei centurioni



"Scontri a Roma tra vigili urbani e centurioni". A leggere questo titolo si rischia di trasalire: ce stanno ancora i centurioni? E da quanno?
In realtà ci si riferisce a quelle persone che, vestite da centurioni, stazionano nei pressi del Colossseo e si fanno fotografare (previo pagamento) con i turisti. Dopo la lettera spedita dalla soprintendente Mariarosaria Barbera al sindaco Alemanno con la disposizione immediata di sgomberare le aree sottoposte a vincoli archeologici da camion-bar, bancarelle e centurioni, l'assessore al Commercio Davide Bordoni ha dichiarato guerra all'illegalità. "L'abusivismo deve essere represso, per questo partirà una task force che vedrà la polizia municipale impegnata in una vasta operazione di decoro intorno al monumento più celebre di Roma".
Ora ci chiediamo: i centurioni creano al decoro urbano lo stesso danno dei camion-bar o delle bancarelle abusive? Perchè, se comprendiamo le ragioni che spingono ad impedire la presenza di camion-bar nei pressi dei monumenti più belli di Roma, non riusciamo a comprendere perchè i centurioni non possano fare un lavoro onesto. Meglio se andassero a rubare? Crediamo proprio di no!
La motivazione addotta è: contrastano col decoro. I centurioni? Col Colosseo alle spalle? Fossero dei rompicoglioni che ti pedinano fino a quando non ti fai fare una foto con loro... capiremmo il fastidio, ma non è così!
Allora la motivazione cambia: sono abusivi. Per loro scelta o perchè non esiste quella figura professionale? Cioè: è possibile fare i centurioni senza essere abusivi? Pare di no, visto che i centurioni chiedono di essere regolarizzati e il Comune di Roma, tramite l'assessore al Commercio (e non alla Cultura, si noti bene) Davide Bordoni ha proposto una sorta di Tessera del Centurione. Dopo la Tessera del Tifoso, l'idea di tesserare tutti i cittadini e i lavoratori continua a prendere piede. Comunque sarebbe già un'ottima cosa, questa tessera.
Eppure non riusciamo a capire: PERCHE' i centurioni sarebbero un ostacolo, un limite per il decoro dei monumenti romani? Che male fanno, sti centurioni che si fanno pagare per le foto al Colosseo?
Parlo per esperienza personale: praticamente tutte le volte che passo per il Colosseo vengo avvicinato da un centurione che chiede se voglio farmi una foto; al mio diniego, lasciano andare e non mi infastidiscono affatto.

Si vede che sono fortunato.

mercoledì 8 febbraio 2012

Ecco il documento che smentisce Alemanno!



Dalle pagine romane del Corriere della Sera, proponiamo un articolo molto interessante che dimostra come la nevicata di venerdì scorso a Roma fosse stata annunciata e prevista. Già il giorno prima, infatti, era stato inviato un "fax urgentissimo" ove si parlava inconfutabilmente di valori di guardia per la neve in arrivo:

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_febbraio_8/fax-inviato-ghiaccio-neve-campidoglio-sapeva-menicucci-1903189657734.shtml

C'è un documento riservato, inviato dal Campidoglio, che smentisce la ricostruzione fatta da Alemanno sui bollettini «poco chiari» della Protezione civile e sull'equivoco tra «millimetri d'acqua e i centimetri di neve».
È un fax spedito dal Dipartimento Lavori pubblici alle ditte appaltatrici della manutenzione strade, che afferma esattamente il contrario: il Comune, fin da giovedì 2 febbraio (il giorno prima del black out ), sapeva che a Roma avrebbe nevicato.

Anzi, i fiocchi erano attesi fin dal pomeriggio dello stesso giovedì. Nella tarda mattinata del 2, infatti, i Lavori Pubblici mandano un «fax urgentissimo», protocollato col numero 5163, alle dieci ditte che gestiscono la manutenzione stradale sui circa 800 chilometri della «Grande viabilità», dell'ex Ente Eur e delle sedi tranviarie. Nell'oggetto si legge: «Informativa comunale a seguito di fenomeni attesi e di "Avviso di condizioni metereologiche avverse" emesso da Presidenza del consiglio dei ministri-Dip. Protezione civile». E poi, nel testo: «Si comunica che dal pomeriggio della giornata del 2 febbraio 2012, fino a cessato allarme, si prevede la caduta di neve o il formarsi di ghiaccio all'interno del territorio di Roma Capitale. Si invitano, pertanto, codeste imprese ad assicurare la disponibilità, 24h su 24, delle risorse per l'attuazione del Piano Neve Ghiaccio 2011-2012 sin dal pomeriggio dello stesso giorno 2 febbraio, operando anche autonomamente in caso di formazioni di ghiaccio o precipitazioni nevose».

La comunicazione è firmata dal Dirigente della U.O. Manutenzione stradale Fabrizio Mazzenga, in allegato ci sono le sei pagine del «Piano neve-ghiaccio», che specificano quanti mezzi vanno impiegati (4 pale meccaniche e 4 autocarri per gli otto lotti, 2 pale e due autocarri all'Eur e nelle sedi tranviarie), quanti uomini (4 o 2 squadre di tre operai ciascuna), quanto sale (215 tonnellate solo alle ditte, divise nei vari lotti).

Il Comune, quindi, sapeva tutto. Ma poi, a nevicata avvenuta, il sistema va in tilt. Sabato mattina, con Roma imbiancata, Alemanno telefona al presidente dell'Acer Eugenio Batelli e gli sollecita un intervento sulle ditte appaltatrici: «Datemi una mano», gli dice il sindaco. E Batelli chiama le ditte. Ma le imprese, ora, vogliono essere pagate. Anche perché, nel capitolato d'appalto, sotto la voce «oneri a carico con apposito compenso» c'è «l'obbligo di prestare soccorsi ivi incluse le emergenze relative al piano neve». Il conto può essere salato: si parla di almeno 100 mila euro al giorno, per un totale che - ad emergenza conclusa - potrebbe superare il milione di euro. Ieri, alle ditte, è arrivato un nuovo «fax urgentissimo» per «intensificare l'attività e rimuovere i pericoli» e, sempre ieri, gli è stato chiesto di liberare gli accessi alle scuole.

Ma anche con le imprese qualcosa è andato storto. Per i disagi di Roma nord, il Campidoglio ha messo nel «mirino» l'impresa che gestisce quel lotto: sono in corso delle verifiche, che potrebbero portare a sanzioni o alla revoca dell'appalto.
E la manutenzione stradale ha fatto anche litigare due assessori. Nella notte di sabato, c'è stato uno scontro tra Marco Visconti (Ambiente) e Fabrizio Ghera (Lavori pubblici). Col primo ad accusare il secondo per la situazione-strade, e il secondo a replicare che le vie (di sua competenza) erano pulite, mentre i problemi erano sui marciapiedi (gestiti dai Municipi). È il gioco dello scaricabarile, in queste ore molto in voga.

martedì 7 febbraio 2012

Le pale spazzaneve c'erano! Ma Alemanno le ha dismesse!



Dalle pagine romane del CorSera, l'ennesima dimostrazione dell'incapacità di Alemanno e della sua Giunta di prevenire e gestire le emergenze:

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_febbraio_7/san-saba-cimitero-spazzaneve-capponi-1903171325596.shtml

Sono rimaste lì per qualche anno e di certo erano lì venerdì pomeriggio e venerdì notte, proprio mentre i romani erano bloccati sul Raccordo, o nelle tante strade paralizzate dalle precipitazioni atmosferiche e da un piano antineve che, oggettivamente, non ha funzionato. Alle otto della sera di quel venerdì, racconterà poi il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, «Alemanno mi ha telefonato, cercava uno spazzaneve».
Un po' come tutti i romani, che si guardavano intorno nella speranza di trovare mezzi in grado di liberare le strade - e le loro vite - da quella morsa di traffico e neve. In quei momenti, le lame erano lì: ferme, abbandonate. Comprate - con i soldi dei romani - e poi lasciate lì, senza manutenzione.

Per trovarle basta andare in via Baccelli, a San Saba. Il deposito Ama si trova dietro un centro anziani: sono decine, sia fisse sia con i pistoni per girare. Sono di quelle da attaccare ai compattatori dell'Ama per trasformare i mezzi in spazzaneve: e sono di proprietà dell'Ama, comprate a più riprese in anni nei quali il Piano antineve del Campidoglio puntava tutto sulla municipalizzata. Poi, con l'arrivo di Gianni Alemanno al Comune, è cambiato tutto. Perché nel dicembre 2005 l'ordinanza antineve era chiara: «L'Ama deve fare fronte alle proprie incombenze con tutti i mezzi a disposizione e con il personale necessario, collaborando con gli organi comunali per lo sgombero della neve e per lo spargimento del sale».

Invece, nell'atto del 14 dicembre 2011, il Campidoglio stabilisce che «Ama parteciperà a supporto, compatibilmente con i propri compiti istituzionali (...) per le opere di spazzaneve metterà a disposizione sei mezzi, tre pale meccaniche, una lama, due spandisale». Sei mezzi. E il sale chi lo sparge? Il servizio giardini, «le ditte appaltatrici della manutenzione stradale» e le associazioni di volontariato. E chi sono i volontari che devono salvare i romani dal ghiaccio? Ci sono vigili in pensione, la «misericordia Appio tuscolano» e «Park forest rangers». La «Federcaccia». «Blu sub». Cacciatori e sommozzatori.

Il Pd, con il consigliere Athos De Luca, si indigna: «Quelle lame spazzaneve non utilizzate sono un monumento allo spreco e all'insipienza. E ciò dimostra che, per salvare la città dall'incubo neve, sarebbe stato sufficiente riuscire a organizzare quello che c'era. Anche perché affidarsi ad Ama avrebbe significato puntare su squadre organizzate, alle quali era sufficiente pagare gli straordinari. Invece si sono affidati alle ditte esterne. E a quei volontari lì».

«Alemanno la smetta di dire che "Roma non è pronta alla neve": con lui, forse, ma prima i mezzi c'erano, c'era il sale, c'era tutto». Le lame spazzaneve, adesso, così abbandonate e senza manutenzione da anni, saranno probabilmente destinate alla dismissione. La signora del centro anziani che ce le mostra aspetta gli uomini dell'Ama: «Mi hanno telefonato perché vogliono prenderle, ma quando arrivano?». Troppo tardi signora, troppo tardi.

Il vittimismo di AleDanno



"Il fatto di vedere su tante prime pagine dei giornali, soprattutto del Nord, un'enfatizzazione dell'emergenza neve a Roma è francamente sospetto. Non vorrei ci fosse una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma, nel momento in cui la Capitale si appresta a candidarsi per i grandi eventi, proprio quando il premier Monti sta per decidere sulle Olimpiadi". E' questa l'ultima perla di vittimismo di Gianni Alemanno, sindaco di Roma, ormai soprannominato "AleDanno, lo Spalatore Nero". Vuole mettere le mani avanti, anticipando un eventuale fallimento della candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020. Se Roma non avrà le Olimpiadi, la colpa non sarà sua nè della sua amministrazione, ma solo di quei "legaioli nell'animo" che scrivono sulle colonne dei giornali del nord. Un eguale ragionamento porterebbe a dire: se a Roma verranno assegnate le Olimpiadi, il merito non sarà ascrivibile all'amministrazione Alemanno.
Intanto venerdì vienne annunciata una nuova perturbazione ed una probabile nevicata. AleDanno annuncia su Facebook: "Si parla di possibili nuove nevicate venerdì. Domani faremo una nuova riunione con tutte le strutture di protezione del Comune e ci prepareremo al meglio, leggendo tutti i bollettini in senso peggiorativo, non fidandoci più di quanto ci viene trasmesso. E' difficile comunque dire di quale entità sarà il maltempo di venerdì".

lunedì 6 febbraio 2012

AleDanno contro tutti



Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ormai soprannominato "AleDanno, lo Spalatore Nero", adesso se la prende pure col ministro Cancellieri, colpevole di aver detto: "Il sindaco è sempre il primo responsabile degli interventi di Protezione Civile". E poi ha aggiunto: "l'assenza di taxi e di autobus nei giorni scorsi è un fatto gravissimo. I mezzi pubblici devono essere provvisti di catene".
Apriti cielo! AleDanno ha subito risposto per le rime: "Il ministro Cancellieri è certamente male informata". E te pareva!
Sono passati giorni, eppure il sindaco di Roma non si è ancora degnato di fare un minimo di autocritica e di chiedere scusa ai cittadini romani per i disagi.
E' SEMPRE COLPA DEGLI ALTRI!

P.s. fossi in AleDanno, darei la colpa anche a Veltroni. Perchè no.

domenica 5 febbraio 2012

Alemanno, Bertolaso e la Protezione Civile "de na vorta"



Embè, c'era da aspettarselo. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rimpiange Bertolaso, l'uomo della "logica emergenziale": non fare nulla fino a che non arriva l'emergenza, e poi scendere in campo come salvatore della Patria. L'ex picchiatore fascista divenuto sindaco della Capitale, da giorni, sta polemizzando con la Protezione Civile, nel sacrosanto ma patetico tentativo di scaricare le proprie responsabilità di capo dell'amministrazione comunale nei giorni dell'emergenza-neve. "Oggi non esiste più una Protezione Civile, sono solo dei passacarte, passano notizie ai comuni, e le passano anche male. La protezione Civile è ridotta ad una serie di passacarte da quando è stata sciolta al struttura di Bertolaso". Alemanno insiste: "Bedrtolaso non abbandonò Roma quando vi fu la piena del Tevere, anzi... si fece nominare commissario straordinario".
Si potrebbe obiettare ad Alemanno che proprio la logica dei commissariamenti straordinari ha causato una costante deresponsabilizzazione della classe politica italiana. Emergenza rifiuti? Commissario. G8 alla Maddalena o a l'Aquila? Commissario. Discariche? Commissario. Piena del Tevere? Commissario. Nevicata massiccia? Commissario. Se le Istituzioni necessitano di commissari per funzionare, a che servono i politici? E' palese l'autogol di Alemanno, eppure Angelino Alfano fa sapere (tramite Twitter) che il PdL chiederà conto dell'operato della Protezione Civile. Il messaggio è chiaro: difendere Alemanno, e con lui la logica emergenziale.

Il capo della Protezione Civile, Gabrielli, risponde per le rime ad Alemanno nel programma di Lucia Annunziata: "Contesto tutte le affermazioni del sindaco, che non può dire cose che non stanno né in cielo né in terra". Sulla differenza Bertolaso - Gabrielli: "L'emergenza sul Tevere non ha nulla a che vedere con la neve, il raffronto è fuori luogo".

Intanto a Roma continuano a latitare i mezzi spalaneve e spargisale. Nessuno li ha visti. Moltissimi quartieri della Capitale sono in autogestione: i cittadini autonomamente spalano e liberano le strade dalla neve, o si sostengono a vicenda, visto che è difficile anche reperire beni di prima necessità.

sabato 4 febbraio 2012

Neve, Roma in tilt: è sempre colpa degli altri



7 ore per percorrere 5 km. Grande Raccordo Anulare bloccato: 12 uscite chiuse e code interminabili. Persone per ore in auto senza che qualcuno portasse loro una tazza di thè per riscaldarsi. Treni paralizzati: cittadini scendono dai vagoni e percorrono chilometri a piedi sui binari, sotto la neve. Autobus costretti a fermarsi prima delle salite "perchè non abbiamo le catene alle ruote". Sono bastati in media 20 cm di neve per mandare in tilt Roma.
A chi, giustamente, chiede spiegazioni ad Alemanno e alla sua giunta, alla luce del fatto che da giorni le previsioni meteo annunciavano una nevicata importante a Roma, il Sindaco di destra risponde che la colpa non è sua nè della sua macchina amministrativa.
La colpa è della Protezione Civile Nazionale, "che ha sbagliato le previsioni e, quindi, immaginato un intervento di minore intensità", con la conseguenza che "Roma è stata lasciata sola" a risolvere l'emergenza. Peccato che il capo della Protezione Civile abbia risposto evidenziando che l'ultimo tavolo con l'istituzione capitolina aveva previsto tutto, e che il piano antineve di Roma Capitale ha dimostrato, ancora una volta dopo il 2010, di essere totalmente inappropriato. Dove erano, infatti, i mezzi spargisale? Come mai gli autobus non avevano montato le catene sulle ruote? Come mai lo stato di emergenza è stato dichiarato solo alle 13.30? Inoltre, la Protezione civile ha diramato un comunicato stampa:
"Aspettando il lavoro della Commissione d’inchiesta auspicata dal sindaco Alemanno, date le informazioni scorrette che stanno circolando, il Dipartimento della Protezione Civile ritiene necessario puntualizzare quanto segue.
I 35 mm di cui parla il sindaco sono contenuti nelle previsioni giornaliere che il Centro Funzionale Centrale del Dipartimento ha inviato nei giorni scorsi al Centro Funzionale della Regione Lazio, dove, crediamo, lavorino tecnici ed esperti capaci di leggere tali dati. I 15-35 mm sono riferiti a cumulate di precipitazione di acqua equivalente: i tecnici, che leggono le previsioni e le traducono in informazioni intelligibili per tutti, sanno bene che 1 mm di acqua corrisponde a circa 1 cm di neve. Quindi, i 15-35 mm, se riferiti a neve, si trasformano in centimetri.
Inoltre, è bene sottolineare che il Dipartimento non ha competenza sulla vidimazione dei piani comunali di protezione civile, anche perché sarebbe complicato farlo su 8.092 comuni; i dubbi sull’adeguatezza, stante le rassicurazioni del comune giunte anche attraverso i media, non sono sorti prima del verificarsi dell’evento calamitoso, ma nella fase della sua applicazione".
Messo alle strette, il centrodestra capitolino ha cambiato obiettivo: la colpa non è solo della Protezione Civile, ma anche della Provincia (guidata da Zingaretti, centrosinistra). "Le strade consolari sono andate in tilt, e quelle strade sono di competenza della Provincia". Pronta la risposta del presidente Zingaretti: "Solo Ardeatina, Nomentana e Laurentina sono di competenza della Provincia, e su queste strade non si è verificato alcun disservizio". Infatti, i problemi principali per Roma si sono verificati sulle strade che dal Raccordo Anulare conducono al Centro e viceversa, quindi in tratti di competenza del Comune.
Non sapendo più a chi dare la colpa dei clamorosi disagi a cui sono stati costretti i tantissimi cittadini romani, Alemanno se l'è presa col Caso: "Era dal 1985 che non nevicava così. Non è il momento delle polemiche stucchevoli, proprio per la straordinarietà dell'evento". In realtà, disagi simili si sono verificati solo due anni fa, quando il 12 febbraio 2010 Roma si svegliò coperta di neve. Anche allora, nonostante la quantità di neve caduta fosse inferiore a quella di questi giorni, vi furono strade bloccate, treni paralizzati, taxi introvabili, autobus senza catene, assenza di spalaneve e spargisale.
L'antico vizio di non far nulla, aspettando l'evento per poi dichiarare l'emergenza e lavarsi le mani addosando ad altri le colpe, è duro a morire.

venerdì 3 febbraio 2012

Roma sotto la neve



Si ricomincia a scrivere su questo blog, dopo la nascita di mio figlio Federico, con una immagine splendida e tragica: Roma coperta di neve. Per chi, come me, non è abituato a paesaggi candidi e innevati, è sempre un'emozione. Vedere i fiocchi cadere per terra insieme a mia moglie e mio figlio dal caldo della nostra casa di periferia è delizioso.

Poi, però, sale l'incazzatura. L'Italia è paralizzata, Roma ha vissuto, e sta ancora vivendo, ore di autentico panico: strade bloccate, mezzi spargisale che non si sono visti, interventi d'aiuto realizzati con ritardi biblici, persone bloccate in auto al freddo senza alcun supporto, manco un bicchiere di te da parte della protezione civile. Sulla Salaria sono bloccati da ora, della Tiburtina è meglio non parlare, l'Eur è intasato e, in genere, tutte le consolari (strade che hanno quasi duemila anni) sono paralizzate.
Questa neve ha colto di sorpresa i nostri amministratori? Strano! Perchè da giorni ogni santissimo telegiornale non fa che parlare del maltempo in arrivo. ERA TUTTO PREVISTO! Eppure non è stato preso alcun provvedimento.

lunedì 23 gennaio 2012

ImmondiziaZero



Spero che ieri sera abbiate visto Presa Diretta, su RaiTre. Si è parlato dell'emergenza rifiuti a Roma. Perchè già di emergenza rifiuti si tratta, visto che la chiusura di Malagrotta (la discarica più grande d'Europa, che doveva essere chiusa anni fa) è stata prorogata di altri 6 mesi.
La Giunta Polverini ha approvato in pompa magna un piano rifiuti che TUTTI gli osservatori hanno definito "fantascienza": tra le tante fandonie scritte, vi è anche la previsione di passare IN UN ANNO da un 24% di raccolta differenziata al 65%. Non esiste AL MONDO un caso di un aumento del 40% di raccolta differenziataq in un anno. Inoltre, il piano rifiuti prevede anche la realizzazione di due nuove discariche, definite "temporanee" esattamente come temporanee dovevano essere le varie discariche che, da Malagrotta in poi, infestano il territorio romano.

Ieri sera, Presa Diretta ha focalizzato l'attenzione su vari aspetti del problema rifiuti capitolino: dalla differenziata insufficiente, perchè non prevede il porta a porta, agli sversamenti di talquale, dalle discariche abusive alle deroghe continue alle più elementari norme di legge, dai livelli tossici rilevati nelle acque, nei terreni e nell'aria alla vecchia tecnica di nominare un commissario (in questo caso, il prefetto Pecoraro) per individuare le discariche.
La politica se ne lava le mani. Tutta la politica, sia chiaro. Non possiamo certo dire che prima della Polverini e di Alemanno il ciclo dei rifiuti a Roma funzionasse alla grande. Possiamo, però, affermare che la Polverini e Alemanno hanno aggravato la situazione, evitando di intervenire da anni (in barba alle loro promesse elettorali) e dimostrandosi sordi e ciechi rispetto a tutte le innovazioni nel campo della raccolta e della lavorazione dei rifiuti. Basti pensare che la stessa barbarica idea di costruire, nel 2012, due nuove discariche invece di investire nella differenziata porta a porta, nel riciclio, nel riuso, nel compostaggio e anche nella riduzione dei rifiuti prodotti, è l'ennesima dimostrazione dell'inadeguatezza politica del tandem "de destra" Alemanno-Polverini.
Per non parlare, poi, dei siti in cui è prevista la costruzione delle discariche: Riano e Corcolle. Nel primo caso, ci troviamo in una zona con agricoltura biologica d'avanguardia, capace di immettere sul mercato prodotti di qualità che vengono invidiati anche all'estero; nel secondo caso, a tutta la produzione di vino e olio si aggiunge la presenza di un sito archeologico, la Villa Adriana, inserito dall'Unesco nella lista dei patrimoni dell'umanità, al pari del Colosseo o delle Piramidi egizie.
Ce la vedete, voi, una discarica a 600 metri dalla Sfinge?

sabato 21 gennaio 2012

Parentopoli, la città di "Alemagno"






Due rinvii a giudizi per l'ennesimo scandalo delle "assunzioni facili" nelle aziende controllate dal comune di Roma. Dopo il "caso AMA" (871 spazzini e 75 funzionari assunti in tre anni) e il "caso Eur spa" (31 assunzioni per chiamata diretta in 18 mesi), che sono stati i più eclatanti, ora tocca all'ATAC, l'Agenzia per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune di Roma. Secondo gli inquirenti, erano settanta i raccomandati a inserire nell’organico della società dei trasporti capitolina Me.tro spa, società che gestiva il servizio di metro e ferrovie nella capitale e che è stata assorbita da Atac. Rinviati a giudizio Riccardo Di Luzio, attuale responsabile del personale di Atac ed ex responsabile del personale di Me.tro spa, e Stefania Sangiovanni, responsabile della Manpower nella procedura di selezione del personale.
Secondo l'accusa, I due imputati tentarono di modificare le graduatorie di selezione affinché nel 2009 alla Metro fossero assunti 30 macchinisti e 40 operatori della manutenzione "amici". Qualcosa andò storto e le assunzioni pilotate saltarono un attimo rpima della firma sui contratti.
Secondo il pubblico ministero Ilaria Calò, titolare dell'indagine, Di Luzio avrebbe scelto la società interinale Manpower per selezionare 70 persone da inserire in organico. Di Luzio avrebbe scritto su un foglietto alla Sangiovanni i nominativi delle persone da far salire in graduatoria, così da poterle assumere. L'imbroglio sarebbe saltato all’ultimo momento quando la Manpower, durante un controllo, riscontrò la presenza di diverse irregolarità nella selezione dei lavoratori, e denunciò tutto.

Questo ennesimo scandalo capitolino pare dimostrare, ancora una volta, che il sindaco Alemanno sia solito utilizzare il più classico e bieco clientelismo per rafforzare la propria posizione ed il proprio peso politico a Roma. Dopo gli incarichi assegnati ad ex terroristi neri e a noti militanti neofascisti degli anni di piombo, il potere di "Alemagno" vuole estendersi a tutte le ramificazioni della città.
Ma di quale città parliamo? Di Roma, capitale d'Italia? O di Parentopoli?

Legambiente: cigno nero ad Alemanno



Legambiente consegna il cigno nero ad Alemanno. Il trofeo "premia" simbolicamente la città di Roma, che nel 2011 ha visto crescere, anzi raddoppiare, il tasso di smog. Alla faccia delle targhe alterne e delle altre invenzioni della Giunta Alemanno, il problema ambientale capitolino (in cui si innestano traffico congestionato, trasporti insufficienti, industrie inquinanti e questione rifiuti, con una differenziata sotto il 30%) continua ad essere enorme.
"Roma ha raddoppiato nel 2011 i giorni fuorilegge per le polveri sottili - spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - per questo assegniamo al sindaco Alemanno il nostro Cigno nero di smog, una sorta di papiro ambientalista per la cattiva qualità dell'aria. Nella Capitale è sempre più difficile muoversi e respirare. Il sindaco non se ne può infischiare. Dopo essere stato costretto ad adottare targhe alterne e blocchi, necessari in questa situazione di emergenza smog, ora sarebbe bene per la salute dei cittadini che si convincesse pure a limitare il traffico privato impazzito".

mercoledì 18 gennaio 2012

Lunghezza: stop alle complanari. Troppo vicine alle case.



Ma guarda un pò! Un ordine del giorno presentato dal PdL ed approvato dal consiglio comunale di Roma chiede la sospensione dei lavori di realizzazione delle complanari della A24 in zona Lunghezza. Perchè si è "scoperto" che il progetto prevedeva che le complanari dovessero passare a pochi centimetri dalle abitazioni (abusive, poi condonate) della zona.
La domanda, direbbe Antonio Lubrano, sorge spontanea: coloro che hanno progettato, approvato e finanziato i lavori delle complanari, non avevano preso le misure? Hanno scoperto adesso che la strada sarebbe passata a pochi centimetri dalle case?
La Polverini e Alemanno avevano annunciato questi lavori in pompa magna, preannunciando sia la risoluzione del problema traffico nell'estrema periferia orientale della città, sia il miglioramento dei servizi nel territorio.
Ed oggi scopriamo che un odg presentato da tre consiglieri eletti nello stesso partito del sindaco (Giovanni Quarzo, Federico Rocca e Marco Di Cosimo) e della governatrice sospende i lavori di quest'opera fondamentale. Le elezioni del 2013 si avvicinano a passo spedito, ed il serbatoio di voti per la destra rappresentato dalla zona est di Roma va curato con la massima attenzione.

Intanto i lavori sono cominciati, con conseguente restringimento delle carreggiate ed aumento del traffico. Questo stop, oltre a rallentare o addirittura a fermare definitivamente i lavori, rischia anche di peggiorare la viabilità della zona.
Oltre al danno, anche la beffa. Complimenti!

La Destra capitolina e la (in)sicurezza



Gianni Alemanno è il primo sindaco di destra nella storia di Roma dal dopoguerra ad oggi. La sua campagna elettorale, tra i tantissimi punti programmatici, verteva su un punto qualificante: la sicurezza. Sono anni, anzi decenni, che la destra nazionale ed internazione fa di questo tema un totem.
Il Dipartimento di pubblica sicurezza e il SILP (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia) hanno pubblicamente sconfessato i recenti dati della Giunta Alemanno sulla sicurezza a Roma, che tendevano a dimostrare quanto Roma sia una città sicura, addirittura "la più sicura d'Europa" secondo la vicesindaco Sveva Belviso, la quale ostentava il dato dei "soli" 28 omicidi del 2011 come un dato più che confortante.
"Gli omicidi a Roma, nel 2011, sono stati 33", spiega Gianni Ciotti, segretario generale provinciale del SILP, "e se si analizzano attentamente i dati, ad oggi risulta essere in percentuale la città europea tra le più violente. Il trend in Europa registra una flessione di omicidi, nella capitale assistiamo a una escalation di delitti che non può non destare preoccupazione".
Il Campidoglio aveva anche annunciato che due tipologie di reato risultavano in calo: violenze sessuali e furti in abitazione. Ebbene, i dati del Dipartimento e del SILP dicono un'altra verità: dalle 341 violenze sessuali del 2008 si è passati alle 345 del 2009 fino alle 380 del 2010. Per quanto concerne i furti in abitazione, nel 2008 sono stati 10.132 e nel 2010 sono passati a 12.732. Infine, le lesioni dolose (tra cui rientrano le gambizzazioni) nel 2008 sono state 3670, nel 2009 sono scese a 3587, ma nel 2010 sono schizzate a 3857.

Questi dati, forniti da operatori del settore che quotidianamente contrastano il crimine, lasciano poco spazio ai dubbi: anche sul tema della sicurezza, Alemanno e la destra capitolina hanno fallito.