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martedì 17 giugno 2014

Un quattordicenne mette a posto Forza Nuova


Due spine che si incrociano non generano corrente. Due maschi o due femmine funzionano alla stessa maniera. Con questa immagine, banale e semplicistica, il movimento di estrema destra italiano Forza Nuova, "gemellato" per sua stessa ammissione coi nazisti greci di Alba Dorata, intende rendere palese le proprie posizioni sui temi dell'omosessualità, della famiglia, dei matrimoni gay e delle adozioni.
Un ragazzo di quattordici anni prende questa immagine e la posta sul proprio profilo facebook, commentando il tutto con un chiaro "che schifo".
Ne nasce una discussione tra coetanei... e sopra potete leggere il post di Matteo.
Quel post andrebbe fatto leggere in tutte le scuole di questa sottospecie di nazione; andrebbe spedito agli assessori di ogni comune, provincia e regione; dovrebbe essere incorniciato nella stanza del Ministro alle Politiche Sociali e alla Famiglia.

Io non ho altro da aggiungere. Lì c'è tutto.
Tutto.
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lunedì 6 gennaio 2014

Famiglia e Politica: l'esempio di Sigmar Gabriel



Se sei il segretario della SPD, vicecancelliere di Germania, ed hai una riunione fondamentale con la Merkel per la composizione del neonato governo tedesco, devi assolutamente andarci. Nulla ti può tenere lontano da questo impegno.
Siete d'accordo con questa affermazione? Io no. Ci possono sempre essere motivi più importanti di una riunione di governo. Persino più importanti dello stesso governo. Ad esempio, andare a prendere tua figlia, perché tua moglie - per motivi di lavoro - non può. La politica è importante, è fondamentale, ma la famiglia e l'amore (per un figlio/a, per una moglie/marito) vengono prima di tutto.
"Anke ha bisogno di tempo per il suo lavoro, dunque è giusto che io dia una mano [...] Mercoledì tocca a me andare a prendere Marie al Kindergarten, e occuparmi di lei, e ne sono felice". Anke e Marie sono rispettivamente la moglie e la figlia del vicecancelliere tedesco, che seguirà la riunione con lo smartphone e dialogherà con la Merkel e gli altri via sms.
Una cosa folle, fuori dal mondo? Per moltissime persone, certamente. Perché la moglie e la figlia possono aspettare, quando ci sono di mezzo affari importanti - addirittura il governo della Germania!

E' una questione di priorità. Nella vita di una persona, cosa c'è al primo posto? Credo che siamo tutti d'accordo: gli affetti. E la famiglia è - mi correggo, deve essere - il Tempio degli affetti. 
Solo nel Sistema in cui viviamo, la scelta di Sigmar Gabriel può fare notizia. Gabriel ha fatto la cosa più naturale per un padre ed un marito. Non è un eroe: è un Uomo.
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martedì 5 giugno 2012

La più bella lettera scritta ad un figlio



La recente notizia della tragedia che ha colpito il calciatore Luca Toni e la sua compagna Marta Cecchetto, il cui figlioletto è nato morto, mi ha davvero scioccato. Intristito. Addolorato, nonostante io non conosca personalmente i due. Queste sono notizie che uno non vorrebbe sentire mai: il giorno più bello che si trasforma nel giorno più triste.
Sarà che da quattro mesi sono padre. Sarà che mia moglie Rachele ed io abbiamo desiderato tanto il nostro piccolo Federico. Sarà che ricordo ancora la tensione ogni volta che si andava dalla ginecologa. Sarà che bastava una macchiolina a farci andare in allarme. Sarà che se ne sentono davvero di tutti i colori. Sarà che quando torno a casa dopo una giornata di lavoro (e di traffico), basta il sorriso di quel piccolo scricciolo a farti passare tutto. Sarà che quando vedo Federico in braccio a Rachele provo ad immaginare cosa ci sia di più bello al mondo, e non mi viene in mente niente. Sarà che i bambini sorridono con gli occhi e tendono le manine perchè vogliono essere presi in braccio.
Saranno tutte queste cose, ma la notizia mi ha sconvolto. Non voglio nemmeno immaginare il dolore che provano Luca e Marta, perchè al sol pensiero soffro da cane.

Quando è capitata questa tragedia, ho pensato a cosa avrei fatto io nella stessa condizione. Non ne ho idea. Sono passati giorni dal triste evento, eppure ancora non mi sono dato una risposta. Un dolore del genere annebbia la mente, indurisce il cuore, perfora lo stomaco.
Ho pensato che, forse, avrei scritto una lettera. Una lettera ad un bambino mai nato, come il noto scritto di Oriana Fallaci. Allora mi sono messo a cercare le più belle lettere che sono state scritte da un padre, o da una madre, al proprio figlio.
Ed ho trovato questa. La più bella di tutte. Intrisa di amore per il figlio, e per l'umanità tutta. Una lettera in cui il figlio e il padre vengono chiamati compagni. Perchè sono compagni. Non solo parenti, non solo amici, ma proprio compagni. Dividono il pane, come l'etimologia della parola "compagno" insegna. Una lettera in cui un padre vuole insegnare al figlio quelle due o tre cose che reputa importanti: l'amore per la famiglia, l'amore per gli ultimi e gli oppressi, l'amore per la libertà.
Questa lettera è stata scritta dall'anarchico Nicola Sacco, poco prima di essere condotto sul patibolo e giustiziato:

"Mio carissimo figlio e compagno,
sin dal giorno che ti vidi per l'ultima volta ho sempre avuto idea di scriverti questa lettera: ma la durata del mio digiuno e il pensiero di non potermi esprimere come era mio desiderio, mi hanno fatto attendere fino ad oggi. Non avrei mai pensato che il nostro inseparabile amore potesse così tragicamente finire!
Ma questi sette anni di dolore mi dicono che ciò è stato reso possibile. Però questa nostra separazione forzata non ha cambiato di un atomo il nostro affetto che rimane più saldo e più vivo che mai. Anzi, se ciò è possibile, si è ingigantito ancor più. Molto abbiamo sofferto durante il nostro lungo calvario.
Noi protestiamo oggi, come protestammo ieri e protesteremo sempre per la nostra libertà. Se cessai il mio sciopero della fame, lo feci perchè in me non era rimasta ormai alcuna ombra di vita ed io scelsi quella forma di protesta per reclamare la vita e non la morte, il mio sacrificio era animato dal desiderio vivissimo che vi era in me, per ritornare a stringere tra le mie braccia la tua piccola cara sorellina Ines, tua madre, te e tutti i miei cari amici e compagni di vita, non di morte. Perciò, figlio, la vita di oggi torna calma e tranquilla a rianimare il mio povero corpo, se pure lo spirito rimane senza orizzonte e sempre sperduto tra tetre, nere visioni di morte. Ricordati anche di ciò figlio mio. Non dimenticarti giammai, Dante, ogni qualvolta nella vita sarai felice, di non essere egoista: dividi sempre le tue gioie con quelli più infelici, più poveri e più deboli di te e non essere mai sordo verso coloro che domandano soccorso. Aiuta i perseguitati e le vittime perchè essi saranno i tuoi migliori amici, essi sono i compagni che lottano e cadono, come tuo padre e Bartolomeo lottarono e oggi cadono per aver reclamati felicità e libertà per tutte le povere cenciose folle del lavoro. In questa lotta per la vita tu troverai gioia e soddisfazione e sarai amato dai tuoi simili. Continuamente pensavo a te, Dante mio, nei tristi giorni trascorsi nella cella di morte, il canto, le tenere voci dei bimbi che giungevano fino a me dal vicino giardino di giuoco ove vi era la vita e la gioia spensierata - a soli pochi passi di distanza dalle mura che serrano in una atroce agonia tre anime in pena! Tutto ciò mi faceva pensare a te e ad Ines insistentemente, e vi desideravo tanto, oh, tanto, figli miei! Ma poi pensai che fu meglio che tu non fossi venuto a vedermi in quei giorni, perché nella cella di morte ti saresti trovato al cospetto del quadro spaventoso di tre uomini in agonia, in attesa di essere uccisi, e tale tragica visione non so quale effetto avrebbe potuto produrre nella tua mente, e quale influenza avrebbe potuto avere nel futuro. D'altra parte, se tu non fossi un ragazzo troppo sensibile una tale visione avrebbe potuto esserti utile in un futuro domani, quando tu avresti potuto ricordarla per dire al mondo tutta la vergogna di questo secolo che è racchiusa in questa crudele forma di persecuzione e di morte infame. Si, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come già fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre Idee che rimarranno ancora più belle per le future generazioni a venire. Dante, per una volta ancora ti esorto ad essere buono ed amare con tutto il tuo affetto tua madre in questi tristi giorni: ed io sono sicuro che con tutte le tue cure e tutto il tuo affetto ella si sentirà meno infelice. E non dimenticare di conservare un poco del tuo amore per me, figlio, perchè io ti amo tanto, tanto...
I migliori miei fraterni saluti per tutti i buoni amici e compagni, baci affettuosi per la piccola Ines e per la mamma, e a te un abbraccio di cuore
dal tuo padre e compagno".

Brividi...

martedì 27 settembre 2011

Un ribelle in arrivo






A fine gennaio nascerà mio figlio.
Un altro ribelle in arrivo.
Spero che si ribelli sempre, anche a noi genitori, per inseguire i suoi sogni e l'idea di Giustizia.

A lui che mondo consegnerò? Un mondo peggiore di quello che ho trovato 31 anni fa, quando mi affacciai alla vita. Ho lottato e lotto ogni giorno per cambiare questo mondo. E come me, ve ne sono tanti. Disorganizzati, distanti, disconnessi. Però ci sono.

Uomini sulle Rovine.
E i figli di questi Uomini stanno giungendo.
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martedì 6 settembre 2011

Octopus: il simbolo del blog




Octopus, comunemente chiamato "polpo", è un animale di cui si conosce poco. Forse è questo il motivo principale per cui esso viene spesso denigrato, deriso, associato alla bruttezza e alla cecità.
Pochi, pochissimi sanno che l'Octopus è un animale intelligentissimo, cosa ancor più stupefacente visto che è un animale fondamentalmente solitario. Inoltre, l'Octopus ha ben tre cuori, cosa che gli consente di compiere sforzi notevoli e di sviluppare una forza enorme se confrontata con la sua stazza. Infine, recenti studi dimostrerebbero che è un animale essenzialmente monogamo.

Ho sempre creduto che gli animali siano esempi, per noi umani. Esempi di fedeltà, di astuzia, di grinta, di forza, di equilibrio. Ognuno di noi, forse, ha un animale con cui è spiritualmente e caratterialmente in simbiosi.

L'Octopus è come il redattore di questo blog.
Ha tre cuori: Onore, Amore, Gloria. Sono queste le tre cose che dovrebbero far battere i cuori di tutte le persone. A cosa serve vivere se non si ha una vita onorevole, piena d'amore e votata alla gloria (per le proprie opere e per la propria stirpe)?
Come l'Octopus, anche io ho otto tentacoli, cioè otto canali di trasmissione, di conoscenza, di formazione, di creazione.
Famiglia, Cultura, Oligarchia, Mentalità, Ribellione, Solidarietà, Identità, Indipendenza.

La Famiglia è la base, il fondamento, l'origine e lo scopo del nostro essere e del nostro agire. Non mi interessa se la famiglia è costituita da eterosessuali, omosessuali o single. L'importante è che la Famiglia sia creata, curata, sviluppata, difesa, sostenuta. Tutto il bagaglio ideale di un singolo come di un Popolo si trasmette tramite la Famiglia.

La Cultura è la conditio sine qua non. Chiunque può diventare Presidente del Consiglio o leader in qualche settore. Non è necessario avere una valida e ampia cultura; possono bastare i soldi di papà o gli aiuti di amici e conoscenti, di ogni risma. La Cultura, però, consente ad una persona di amare e di essere amata, di apprezzare l'arte e di vedere apprezzata la propria. La Cultura amplifica il potere dei nostri sensi, amplia i confini, allontana gli orizzonti, distrugge i muri. La Cultura è rivoluzionaria.

L'Oligarchia è una concezione politico-esistenziale: sono le minoranze a fare la Storia. Bisogna sempre diffidare dalle masse: esse sono volubili e facilmente influenzabili o comprabili. Pochi ma buoni, nella vita e nel lavoro. Se un libro è letto da milioni di persone non vuol dire che sia un capolavoro, anzi. Molto spesso è una boiata clamorosa che ha avuto successo commerciale solo perchè fondato sui principali istinti di pancia delle Masse. Un film campione di incassi non necessariamente è un'opera d'arte. Probabilmente, invece, è una cagata mostruosa zeppa di effetti speciali, luoghi comuni, trame scontate e qualche attore/attrice di grido. Essere eletto con milioni di voti non vuol dire essere un leader politico valido e utile alla comunità: i voti possono essere comprati e scambiati, e lo stesso Hitler fu democraticamente eletto (cosa che dovrebbe far riflettere i difensori della liberaldemocrazia e del suffragio universale).

La Mentalità è un modo di porsi rispetto agli eventi e alle persone che quotidianamente interagiscono con noi. Mentalità significa portare avanti i propri ideali, se si ritengono giusti, a tutti i costi e con coerenza. Quando non si ritengono giusti, la Mentalità impone di cambiarli e di sostituirli. Solo gli ottusi continuano nell'errore. Mentalità significa non scendere a compromessi per compiacere chicchessia: questo siamo, questo pensiamo, così agiamo e fanculo al mondo. Siamo noi a decidere se una cosa va fatta o no. Ascoltiamo tutti i consigli, ma noi decidiamo. E se una cosa è ingiusta, la combattiamo. Se una legge è sbagliata, disobbediamo. Mentalità.

La Ribellione è un mezzo espressivo. Ognuno di noi può eszprimersi tramite due canali: la moderazione e la ribellione. Lo status quo può piacerci o non piacerci. Nel secondo caso, possiamo provare a correggerlo o ad abbatterlo. Non c'è altra via, tertium non datur. La Ribellione, però, non è da intendersi come parossistico estremismo: anche, anzi soprattutto, nella Ribellione ci vuole equilibrio. Ribellarsi ai canoni del "vivere civile" e della "morale comune" è un dovere per chi vede quale grado di inciviltà e di immoralità ha raggiunto la nostra società. Non arretrare di un passo. Avanzare appena possibile ed ogni volta che c'è uno spiraglio, una breccia.

La Solidarietà è il sentimento di amore verso la propria comunità. Noi non saremmo quello che siamo senza i giganti che ci hanno preceduto. La nostra comunità non progredirà se non aiutiamo i nostri fratelli e i nostri figli in difficoltà. La Solidarietà non va declinata in senso altruistico: diffidate da chi vi dice "lo faccio per te". La vera Solidarietà, ci insegna Kropotkin, è fondamentalmente egoistica: lo faccio per noi. Perchè questa cosa fa bene a me e a te, alla comunità. Se una cosa fa bene solo a te, non è solidarietà: è privilegio.

L'Identità è il "conosci te stesso". Bisogna sempre essere orgogliosi di ciò che si è, non disconoscere ciò che si è stati (anche se abbiamo commesso errori) nè da dove proveniamo. Noi siamo figli dei nostri padri e siamo padri dei nostri figli. Abbiamo un bagaglio di tradizioni che va sempre rinverdirto, riattualizzato. Abbiamo un sangue nelle vene ed una terra da cui proveniamo o su cui siamo nati. Non siamo migliori o peggiori di nessuno. Noi siamo. Padroni di nulla e servi di nessuno.

L'Indipendenza è una lotta costante. Contro ogni forma di dipendenza, sia essa fisica o psicologica. Tutto ciò che ci dà dipendenza ci rende più deboli, più ricattabili, più comprabili. Non sto dicendo che bisogna smettere di fumare una canna o di bersi una birra. Sto dicendo che quando il bisogno di nicotina diviene opprimente, è il momento di smettere. L'Indipendenza va coltivata anche nei confronti degli altri, della religione, della politica. La nostra capacità di analisi deve sempre essere libera, equilibrata e lucida. Non dobbiamo pensare o fare secondo quanto ci viene detto o imposto dal partito, dal prete o dall'amico: noi non abbiamo bisogno che di noi stessi e della persona che amiamo.
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lunedì 10 gennaio 2011

Bologna, neonato muore di stenti e freddo




Nella civile Bologna, anno 2011, tra l'indifferenza di tutti, un neonato di appena 20 giorni è morto a causa di stenti e freddo.
Ripeto.
Nella civile Bologna, anno 2011, tra l'indifferenza di tutti, un neonato di appena 20 giorni è morto a causa di stenti e freddo.
Devid Berghi era il suo nome. Era venuto al mondo poco prima di Natale, insieme ad un gemellino.
La sua sfortuna è stata nascere in una famiglia con serissimi problemi economici ed esistenziali: padre, madre, gemellino e sorellina di un anno e mezzo vivevano in mezzo alla strada. Trovavano rifugio in Sala Borsa, nella biblioteca. La madre aveva sempre rifiutato gli aiuti dei sedicenti "servizi sociali". Perchè? Perchè negli anni passati aveva accettato questi "aiuti", e si era visto togliere i due bambini. La famiglia Berghi è abbastanza nota in città: ha avuto un rovescio di fortuna notevole, e ormai viveva come i clochard.

I servizi sociali si sono allertati? La famiglia sembra fosse conosciuta dalle strutture pubbliche, almeno in passato, anche per altre vicende, ma perché nessuno è intervenuto? Come è possibile che nessuno in Sala Borsa o per strada abbia notato questa donna girare con due neonati in condizioni evidentemente disagiate? Può mai definirsi "sviluppata" una società, anzi una struttura economica e sociale di una società, che non interviene efficacemente in casi palesi di difficoltà? Può mai definirsi "progredita" una società che, alla radice, è fondata sulla ricchezza di pochissimi ed il costante impoverimento dei molti?
Siamo proprio sicuri che il rapporto deficit/pil, il tasso di vendita della Fiat, la competitività delle nostre imprese, siano gli unici indicatori della salute della nostra società?

Io una risposta ce l'ho: NO.
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