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lunedì 23 luglio 2012

Non vi preoccupate dello spread




Non c'è un canale di informazione italiano che non stia osservando, con crescente preoccupazione, la caduta delle borse europee (tra cui la peggiore è Milano) e l'aumento dello spread tra Italia e Germania. La volontà di iniettare panico generalizzato sta cominciando a produrre frutti: non passa ora senza che qualcuno passi vicino a me commentando le oscillazioni della Borsa. Inutile precisare che NESSUNO di coloro che si preoccupano per la Borsa sono possessori di azioni o abili speculatori o quant'altro. Non avrebbero una ragione al Mondo per preoccuparsi, se non fosse che i media hanno fatto passare il seguente messaggio: se i mercati finanziari continuano ad andare così, andremo tutti in default. Tradotto: se i miliardari non continueranno a far miliardi, saranno costretti a licenziarvi e a far aumentare le tasse dal loro governo di fiducia. Stesso discorso, ovviamente, fa fatto per le banche: se lo Stato (cioè noi) non aiuta le banche private  (cioè loro) coi soldi pubblici (cioè coi nostri soldi), allora andremo in default.
Esattamente come è successo in Spagna, e prima ancora in Grecia, adesso anche in Italia stiamo notando come tutte le manovre, tutte le leggi, tutti i tagli, tutte le cosiddette riforme fatte in questi mesi dal governo bocconiano in combutta con la troika della Unione (bancaria) Europea, non sono servite ad una beneamata ceppa. I Greci e gli Spagnoli hanno obbedito a tutti i diktat europei, facendo manovre sanguinarie e realizzando controriforme degne del peggior fascismo. Risultato? Atene rischia il default in autunno; Madrid ha appena vissuto tre giorni di guerriglia urbana, ed il governo Rajoy ha appena comunicato che "nun ce sta na lira", quindi bisogna tagliare ancora gli stipendi, abolire la tredicesima e ridurre le ferie.

In Italia non siamo ancora a questi livelli? Beh, qualche settimana fa un sottosegretario del governo bocconiano, tale Paolillo, ha comunicato a tutti gli italici che bisogna lavorare di più (taglio delle ferie) e guadagnare meno (taglio dei salari e delle tredicesime) se si vuole evitare il default.
Sono di ieri due notizie interessanti: gli stipendi sono fermi da 10 anni; solo due assunzioni su dieci avvengono a tempo indeterminato.
Quindi possiamo dirlo: tecnicamente siamo già in default.

Allora, cari concittadini, piantatela di dar retta ai messi di informazione parziale di massa dietro cui vi sono famosi gruppi economico-finanziari che fanno azione di lobby. Smettetela di preoccuparvi della Borsa, dello spread, dei bund tedeschi. Sono cose da miliardari, da padroni. E se i padroni si vorranno vendicare con noi perché le loro speculazioni non sono più redditizie, perché i loro conti correnti non sono più gonfi come prima, noi abbiamo solo una cosa da fare: reagire.
E solo di questo ci dovremmo preoccupare, perché è palese che non siamo minimamente pronti a reagire, ma solo e soltanto a subire.

Do svidanija

venerdì 20 luglio 2012

Informarsi prima di (stra)parlare



Vi sottopongo un interessantissimo articolo di Wu Ming Foundation sull'omicidio di Carlo Giuliani e sulle tante leggende metropolitane spacciate come verità dai media di regime (di destra, centro, sinistra, sotto, sopra).
Solo i media obliqui, come questo, non sono cascati nel tranello. Ed ogni anno, il 20 luglio, ricordano a tutti ciò che accadde.
Per non dimentiCARLO mai...
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=9071

lunedì 27 febbraio 2012

Il governo bocconiano e la Sindrome di Stoccolma




I reati vanno in prescrizione. L'ennesima dimostrazione ce l'ha data il processo Mills, in cui l'imputato Berlusconi è stato prosciolto (non assolto, come hanno affermato i suoi servi) perchè il reato è prescritto.
Quello che ancora non è andato in prescrizione è il senso dell'indegnità del Governo Monti. Ribadisco: indegnità, morale ed istituzionale, individuale e sociale. Nonostante questo governo venga dopo Berlusconi, cioè il peggior primo ministro della storia repubblicana d'Italia, non posso fare a meno che provare un senso di disgusto profondo e radicato nei confronti di costoro che, chiamati impropriamente tecnici, stanno facendo danni in malafede ai cittadini: continuano gli attacchi, velati o meno, ai diritti dei lavoratori; persistono le ingiustizie sociali di una tassazione iniqua e di una precarietà dilagante; rimangono i dubbi circa l'effettiva capacità di risolvere la crisi tramite questi interventi che i cervelloni bocconiani hanno messo o stanno per mettere in campo.

Come se non bastasse, gli ultimi dati dimostrano inconfutabilmente che i lavoratori italiani guadagnano pochissimo: una media di 23 mila euro lordi annui, a fronte dei 41 mila dei tedeschi, solo per fare un esempio. Eppure in Germania esiste l'articolo 18, eppure in Germania i sindacati sono forti e sono dentro ai consigli di amministrazione delle fabbriche e delle aziende.
Meno dei lavoratori italiani guadagnano i portoghesi, gli sloveni, gli slovacchi e i maltesi.
Questi dati palesano, per l'ennesima volta, che la crisi la stanno pagando SOLO i lavoratori, e che quindi esso sono gli UNICI  a non dover pagare più: nè in tema di diritti, nè in tema di stipendi, nè in tema di tasse.
Il problema è che i bocconiani non faranno MAI pagare la crisi a coloro che, dopo essere stati la causa della stessa, ora sono più tutelati nei loro patrimoni.

Reazioni? Nessuna. Nè da parte della sinistra istituzionale, nè da parte dei cittadini. Tutti continuano a subire. Le masse si dimostrano, ancora una volta, prone e succubi del potere politico, a sua volta prono e succube del potere economico.
La Bocconi et similia continuano a formare la futura classe dirigente italiana ed internazionale secondo i dettami del più bieco liberismo antisociale ed antipopolare, eppure la maggioranza di voi ancora sogna, un giorno, di avere un figlio laureato alla Bocconi.
Contenti voi...

"Non è il Popolo che deve temere il Governo, ma è il Governo che deve temere il Popolo". Purtroppo non è così, anzi: chi ci governa non ha paura a dire che si deve licenziare senza giusta causa; che il posto fisso è "monotono"; che l'Ici non la devono pagare le strutture ecclesiastiche non commerciali. Chi ci governa se ne strafrega altamente dei cittadini.
E fa bene. Perchè i cittadini, la MASSA dei cittadini, continua a sostenere convintamente l'azione del governo. "Altrimenti rischiamo di fare la fine della Grecia", viene ripetuto a destra e a manca. E per questo accettiamo le stesse identiche cose che hanno condotto la Grecia allo stato attuale.

Si chiama, per chi non lo sapesse, di un tipico caso di Sindrome di Stoccolma su scala collettiva.

venerdì 13 gennaio 2012

Repressioni strane



Premessa: sono stato iscritto a partiti di sinistra (Prc e PdCI) fino al 2008.
Pertanto non posso certo essere tacciato di vicinanza a CasaPound e al suo leader, Gianluca Iannone, che stamane si è trovato i poliziotti a casa ed ha subito una perquisizione. Perchè? Domenico Di Tullio, legale del presidente di Casapound Italia, nel corso di una conferenza stampa nella sede del movimento a Roma, ha spiegato: "Gianluca Iannone, che non è indagato per la vicenda dell'agguato a Tivoli, è stato perquisito e da casa sua sono stati portati via due pen-drive e due computer, uno fisso ed uno portatile. Iannone aveva partecipato lo scorso 31 dicembre ad una discussione su Facebook, sulla sede di Acca Larentia ed è stato perquisito in quanto persona informata dei fatti".
Lo stesso Iannone, il 10 gennaio, aveva pubblicamente gioito per la morte del magistrato Pietro Saviotti, accusato da Iannone di "perseguitare" i militanti di CasaPound.

Iannone e CasaPound si definiscono "fascisti del terzo millennio". Sono, quindi, dichiaratamente un movimento fascista, ideologia - è bene ricordarlo - che non può essere professata in Italia, "sotto qualsiasi forma" si presenti. CasaPound ha, inoltre, un movimento giovanile, il Blocco Studentesco, assunto agli onori delle cronache a seguito di scontri di piazza con studenti di sinistra.

Noto, però, che la repressione nei confronti di un movimento autodichiaratosi fascista come CasaPound da parte dello Stato non avviene PERCHE' questo movimento è fascista, ma perchè il suo leader ha espresso pubblici pareri riguardanti un magistrato stroncato da un infarto o Acca Larentia.
Ciò che lo Stato Liberale e Democratico vuole reprimere, quindi, non è il fascismo di Iannone e di CasaPound, ma la sua e le loro espressioni verbali contro un magistrato o circa un accadimento luttuoso datato 1978. Il reato contestato dal Sistema non è, che so, "ricostituzione del disciolto partito fascista", ma "resistenza a pubblico ufficiale": Iannone si sarebbe seduto a terra davanti al portone della sede di Casapound, dove lui abita.

Cosa vuole reprimere, questo Stato Liberale e Democratico? Il fascismo (del secondo, del terzo e del quarto millennio) o la libertà di gioire per la morte di questo o quel magistrato, giornalista (penso a Giorgio Bocca), imprenditore, politico?
Pare quasi che sia più tollerabile essere fascisti che esultare per la morte di un tizio...

giovedì 5 gennaio 2012

Neanche la Bocconi paga l'ICI



L'Università Bocconi di Milano non paga l'Ici dal 2005 e il Sindaco Giuliano Pisapia presenta il conto a Mario Monti. L'oggetto del contendere è l'immobile universitario di via Spadolini, un edificio adibito a residenza per studenti fuori sede. Il primo cittadino di Milano ha incaricato l'avvocatura comunale di portare a termine il contenzioso chiedendo una cifra pari a 600 mila euro. Fino ad oggi, infatti, le commissioni tributarie hanno dato ragione alla Bocconi.

Secondo la legge 504 del 1999 gli immobili "con finalità istituzionali, assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive" non sono soggetti a tassazione. Secondo Pisapia questo beneficio legislativo non può essere applicato all'immobile di via Spadolini dato che l'affitto per una camera costa dai 3.100 agli 8.500 euro l'anno. Un guadagno che di fatto l'assimila ad un albergo o un affittacamare privato e che dunque non dovrebbe godere dell'esenzione.

mercoledì 21 dicembre 2011

Non ci crede nessuno


L'ex ministro leghista Roberto Calderoli, autorevole esponente del peggior governo della storia repubblicana italiana nonchè autore della famigerata legge elettorale definita dallo stesso autore "Porcata", ha tuonato contro il governo Monti: "Dia le dimissioni, perchè
diversamente ci sarà tanta gente, operai, pensionati, piccoli imprenditori, che la verranno a prendere a casa".

Vorremmo tranquillizzare Monti, Calderoli e tutto il governo italiano: non verrà nessuno a cercarvi. Gli italiani non sono più un popolo, ma una massa di pecoroni che è stata capace di tenersi Berlusconi al governo per un decennio senza reagire, figuriamoci se si permetteranno di reagire adesso. Adesso che TUTTI i principali partiti italiani appoggiano le scelte politiche ed economiche di questo governo.
Adesso che l'opposizione non esiste. Adesso che i sindacati minacciano (che paura!!!) uno sciopero generale!

Andarli a prendere a casa? Non ci crede nessuno. Questo governo continuerà a distruggerci, realizzerà ciò che il Sistema vuole e che Berlusconi non è stato capace di fare, ci ridurrà alla fame e tutto per salvare le banche, gli investimenti economici e finanziari, gli industriali.
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venerdì 9 dicembre 2011

Voi a rischio default, NOI già in default





Fate i vertici di notte per decidere il futuro di una cosa che solo voi avete voluto: l'Unione economica europea. Non avete mai chiesto ai popoli se erano favorevoli o meno, e quando l'avete chiesto (tramite referendum nazionali) avete perso. Avete obbligato i singoli Paesi a realizzare politiche antipopolari pur di stare dentro questa fantomatica unione, che di unito ha solo una cosa: la moneta. A voi quello interessa: i soldi. Questo vi hanno insegnato nelle vostre Bocconi, e questo state realizzando. Non avete più nessuno a contrastarvi, siete l'UNICO Sistema al mondo. E io dovrei perdere le mie giornate dietro a voi, ai vostri cambi di umore, ai vostri progetti su come uscire da una crisi che VOI avete creato insieme alle BANCHE che finanziano i VOSTRI partiti e le VOSTRE campagne elettorali?
Ho di meglio da fare: devo vedere come arrivare alla fine del mese, nella maniera più legale possibile. Perchè io, a differenza VOSTRA, cerco di fare il meglio senza infrangere la legge e senza cambiare le leggi a mio piacimento. Perchè io, a differenza VOSTRA, avrò una pensione da fame a 70 anni, se tutto va bene. Perchè io, a differenza VOSTRA, non ho fatto investimenti finanziari, non ho comprato il debito di altri paesi nè ho delocalizzato imprese (e posti di lavoro).
VOI e i VOSTRI padroni banchieri avete causato la crisi, e pensate di poterla risolvere? E come? Utilizzando le VOSTRE ricette, cioè le stesse che hanno causato la crisi? Non mi risulta che ad un malato di cancro si consigli di fumare di più. Beh, noi abbiamo un cancro, e siete VOI. Dato che nessun VOSTRO governo avrebbe avuto il sostegno elettorale per realizzare queste politiche liberticide ed antipopolari, siete scesi in campo direttamente: in Italia come i Grecia, in Irlanda come in Spagna. Adesso i VOSTRI candidati governano e realizzano ciò che VOI gli avete insegnato nelle VOSTRE scuole, nei VOSTRI master, nei VOSTRI consigli di amministrazione.

E' possibile che per conoscere la manovra del governo ho dovuto vedere Porta a Porta? E' possibile che i partiti "de sinistra", cioè quelli che ha parole dovrebbero difendere i ceti più deboli, protestino pochissimo e annuncino di "dover votare" questa manovra? "Perchè l'alternativa è il default", ci dicono tutti. Ed io mi e VI chiedo: il default di che? Dello Stato Sociale? Già c'è: lavoro precario a rotta di collo, stipendi fermi da 11 anni, evasione fiscale spaventosa, tagli alla scuola e alla sanità pubblica, revisione al rialzo degli estimi catastali, aumento della tassazione su ogni cosa, accise dei carburanti ai massimi storici, pensioni di anzianità abolite, età pensionabile portata ai livelli europei con 10 anni di anticipo rispetto alla Germania (!!!)... E ANCORA AVETE IL CORAGGIO DI DIRE CHE NON C'E' IL DEFAULT???

Ah, ora ho capito: non c'è ancora la gente per strada, la disoccupazione al 30% e la Grande Depressione. Ma soprattutto, c'è ancora il rischio serio di default per VOI, le VOSTRE famiglie, le VOSTRE imprese, i VOSTRI investimenti, le VOSTRE scuole, i VOSTRI ospedali, i VOSTRI conti all'estero.
VOI siete ancora in rischio default. NOI siamo già in default.

N.b da oggi fino a data da destinarsi non parlerò più di politica ed economia. La stomachevole attualità mi impone il rifiuto di commentare i propositi e le azioni di questi assassini sociali. Commentarli significherebbe prenderli in considerazione, cosa di cui non sono degni.
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martedì 6 dicembre 2011

Noi bocconiani abbiamo deciso



Noi bocconiani abbiamo deciso: devi pagare l'IMU. Abbiamo cambiato nome all'ICI, ma è praticamente la stessa cosa. Abbiamo messo una percentuale minore sulla prima casa (0,4 %), ma abbiamo detto che vanno rivisti al rialzo gli estimi catastali. Così pagherai una tassa sul possesso della prima casa, sia essa di 50 mq o di 250 mq, sia essa a Tor Bella Monaca o ai Parioli: devi pagare. A meno che tu non abiti in un appartamento del Vaticano, perchè noi bocconiani l'ICI la facciamo pagare a tutti, tranne che alla Chiesa.

Noi bocconiani abbiamo deciso: devi andare in pensione tardi. Più tardi. Tardissimo. E non ci importa se hai lavorato su una catena di montaggio o negli uffici con le poltrone di pelle umana: in pensione non ci vai se non a pochi, pochissimi anni dalla morte. E i più giovani, che sono precari e rimarranno precari, devono pagare pensioni di cui non godranno mai. La chiamiamo equità, e i media devono anche dire che è giusto così.

Noi bocconiani abbiamo deciso: aumentiamo l'IVA del 2% ma non aumentiamo l'IRPEF per i redditi più alti. Ci giustifichiamo dicendo che altrimenti sarebbe una manovra recessiva, anche se non è vero. Tanto nessuno ce lo verrà a chiedere, perchè siamo i salvatori della Patria. Siamo venuti dopo Berlusconi, quindi la sinistra e i sindacati ci devono solo ringraziare, anche se aumentiamo l'IVA (tassa sui consumi, quindi pagata da tutti) e non colpiamo i redditi più alti.

Noi bocconiani abbiamo deciso: aumento delle accise sui carburanti. éerchè tanto gli amministratori locali non hanno mai fatto nulla per il trasporto pubblico e per il traffico, quindi voi sarete sempre costretti a prendere la macchina e a pagare la benzina, anche se arriva a 1,8 euro al litro. E i nostri amici petrolieri, che hanno aziende gestite da grandi bocconiani, ringrazieranno. Come ringrazia Guarguaglini, che ha avuto una liquidazione di 5,6 milioni di euro: praticamente, duecento anni di stipendio di un dipendente di Finmeccanica.

Noi bocconiani abbiamo deciso: faremo queste e tante altre cose, e dato che non siamo stati eletti da nessuno, i partiti politici ci devono dare la maggioranza. Avete sentito cosa dice il PD? "E' una manovra iniqua ma tocca votarla". Bravi bambini ubbidienti, hanno fatto i compiti a casa e hanno capito che devono votare tutte le schifezze che facciamo. Poi si presenteranno agli elettori e diranno che l'hanno dovuto fare per forza. E gli elettori, cioè voi beoti, li voteranno.
E noi bocconiani torneremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: comandare da dietro le quinte.
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giovedì 1 dicembre 2011

Questione di gradi



La CGIL è sul piede di guerra. La Camusso ha comunicato che "40 è un numero magico, oltre il quale non si può andare". Si suppone che stia parlando degli anni di contributi per avere la pensione: se così fosse, siamo contenti. Anche perchè dopo decenni a 90 (gradi), almeno raddrizziamo un pò la schiena.

CISL e UIL sono d'accordo con la Camusso. Questa è una notizia! Si vede che non è ancora arrivato il bonifico di Marchionne. La Marcecaglia, invece, avverte tutti: in tempi di crisi, non è opportuno porre veti. Tutti devono fare sacrifici: sia quelli che li fanno sempre, sia quelli che non li hanno fatti mai. In gergo bocconiano, si chiama equità. Graduale equità.

A proposito di equità: il presidente indagato di Finmeccanica, Guargaglini, verrà probabilmente deposto dal CdA dell'azienda. Sta trattando per la liquidazione. Probabilmente avrà una cifra pari a 200 anni di stipendio di un impiegato. Mario Monti lo sa? L'azionista di maggioranza di Finmeccanica è il Tesoro: il neoministro del Tesoro del governo Monti lo sa?
Che faranno? Ridurranno gradualmente gli stipendi e gli introiti di questi squali o non faranno gradualmente nulla?
Nulla, come bocconianamente viene insegnato.

Un bel governo, quello messo su da Monti. Il neo sottosegretario alla Difesa, Filippo Milone, è stato più volte inquisito ed una volta persino condannato in Cassazione (1997), ed è amico di Ligresti e dell'ex Ministro della Difesa (che caso!), Ignazio "Olio di ricino" La Russa. Mettere una persona del genere al sottosegretariato alla Difesa, proprio nei giorni dello scandalo Finmeccanica, è un vero colpo di genio.

Torniamo ai gradi. Lo spread coi bund tedeschi sta gradualmente scendendo. Quindi pagheremo meno interessi a quei pochissimi che possono permettersi di fare investimenti. Ciò che non scende mai, anzi sale gradualmente, è il prezzo della benzina, o della bolletta energetica, o della pizza in pizzeria, o della birra al pub, o dei biglietti del tram, o dei pedaggi autostradali.

Ci stanno gradualmente fregando.

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mercoledì 30 novembre 2011

Lapsus di un montiano d.o.c.



Bisogna andar veloci, caxxo!
L'Europa ce lo chiede! Non possiamo perdere altro tempo: dobbiamo salvare le banche...ops... i cittadini!
Abbiamo chiesto ed ottenuto un governo tecnico, perchè solo i tecnici ci possono salvare. E adesso perchè non ci facciamo salvare? Alziamo le braccia e facilitiamo loro il compito: non avranno difficoltà a metterci le mani in tasca... ehm... intorno al collo... eddai... intorno al torace e tirarci su, prima di farci affogare.
Perchè sia chiaro: se affoga l'Italia, affoga l'Europa. E se affoga l'Europa, siamo tutti nella merda. Mica come adesso, che con qualche lacrima e sangue...ahm...qualche sacrificio riusciamo a salvarci.
Basta lavorare fino a schiattare...ehm...fino a che ce la si fa, visto che l'aspettativa di vita è aumentata. Poi basta essere a vita precari...ops...flessibili, per poter lavorare meno, lavorare tutti e guadagnare tantissimissimo!
Dovete seminare oggi se volete che domani i nostri figlio... mmh... i vostri figli abbiano un futuro. Dobbiamo puntare sui giovani, sulla loro formazione, sull'inserimento nel mondo del lavoro. E' necessario un patto generazionale: i più vecchi devono lavorare di più così possiamo assumere più giovani. Mi pare chiaro come ragionamento, no? E' talmente ovvio.
Poi basta con questa precarietà: meglio essere assunti tutti a tempo indeterminato, però ti posso licenziare perchè sei comunista... ops... perchè c'è crisi.

Tutti hanno capito la gravità della situazione: pensate che sia il Pd, sia il Terzo Polo, sia il Pdl appoggiano il governo Monti. Non è una sconfitta della democrazia, anzi. E' IL TRIONFO della dittatura liberticida...ehm...della democrazia liberale!
Ce lo hanno insegnato alla Bocconi: non c'è libertà senza liberismo, non c'è liberismo senza libertà.
Libertà di licenziare... ehm... assumere.
Libertà di sfruttare... ops... di incentivare la permanenza al lavoro.
Quaranta anni di contributi? Sono troppo pochi, per avere la pensione!
Dico io: uno arriva ad avere un lavoro stabile intorno ai 30 -35 anni, aggiungiamo quarant'anni di contributi, si arriva a 70 - 75 anni.
E vi pare giusto che uno a SOLI SETTANTACINQUE ANNI vada in pensione? Poi ci lamentiamo delle baby pensioni, caxxo! Dopo quaranta anni di catena di montaggio a Pomigliano, devi andare in pensione? VERGOGNA! La classe operaia non è più quella di una volta.
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'A munnezza d''a gente




Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro".
E' pieno di munnezza.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Vacilla l'alleanza con la Lega.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
E camorrista fuori.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Solo che preferisce Sodoma a Gomorra.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
E' un falso invalido

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Infatti ricorda Mario Merola, 'o mammasantissima...

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Speriamo che il Vesuvio non abbia sentito.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Adora i culi a mandolino.

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
Piersilvio è 'nu piezz 'e core...

Apicella: "Berlusconi è napoletano dentro"
L'avevo detto che dire a Obama che in Italia c'era una dittatura dei giudici comunisti fosse una sceneggiata!
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sabato 26 novembre 2011

Parole sante



Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Adesso mi legge anche nel pensiero.

Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Ditelo a Renzi.

Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Però mi tengo il lettone di Putin.

Berlusconi: "meno male che non sono piu' premier".
Però sei ancora Berlusconi.
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lunedì 14 novembre 2011

Caduto il dittatore, la dittatura resiste



E' caduto il dittatore, ma la dittatura resiste.
La dittatura del Sistema, dei mercati, del capitalismo, del liberalismo antidemocratico.
Berlusconi si è dimesso: alleluja.
Ora tocca ai bocconiani:. Ciò non mi rende affatto più tranquillo.
Fare peggio di Berlusconi è difficile, ma non impossibile.

Consapevole del fatto che questo nuovo governo godrà del sostegno incondizionato di Pd, Pdl e Terzo Polo, posso solo sperare negli scettici dell'IDV, che hanno annunciato di sostenere SOLO un governo tecnico e di votare o non votare i singoli provvedimenti. I leghisti non li considero nemmeno: in questi anni hanno proposto e votato di tutto, ed ora fanno i verginelli che difendono il Popolo. Io non ci credo.

Faranno la patrimoniale? Giusto, perchè colpisci chi ha di più.
Rimetteranno l'Ici anche sulla prima casa? Sbagliato, perchè colpisci tutti coloro che hanno una casa, cioè l'80 % degli italiani.
Revisione delle pensioni e del mercato del lavoro? Sbagliato, perchè pensionati e lavoratori hanno già pagato tanto. Ora tocca ad altre categorie fare sacrifici.
Liberalizzazioni? In teoria sono una cosa buona, in pratica rischiano di essere de facto privatizzazioni.

E la legge elettorale? E la revisione del sistema bancario? E l'usura legalizzata di Equitalia? E la legge su conflitto di interessi? Perchè queste cose non sono nell'agenda di Monti?
Semplice: alla Bocconi non insegnano queste cose.
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giovedì 10 novembre 2011

Tutti d'accordo su Monti, l'Ultraliberista bocconiano






Non ho nulla contro ciò che Mario Monti è: uno stimato professore di economia, forgiato in una delle più prestigiose scuole del liberismo europeo (la Bocconi).
Ho tutto contro ciò che Mario Monti rappresenta: il capitalismo, il liberismo spinto, l'europeismo mercatista.
Ancora una volta è confermata la teoria: quando il Sistema si accorge che qualche suo strumento (Berlusconi) non è più utile, lo deve sostituire. E con chi? Con un governo che segni, formalmente, una discontinuità col precedente, ma che nei fatti realizzi esattamente ciò che il precedente non è riuscito a fare:
- licenziamenti più facili;
- revisione della contrattazione collettiva;
- innalzamento dell'età pensionabile;
- tagli allo stato sociale;
- privatizzazioni e liberalizzazioni.

Il problema, però, è che il Governo Monti non riuscirà a fare TUTTE queste cose. Avrà poco tempo, e dovrà fare solo le cose più urgenti. Dovrà, in sintesi, risolvere l'emergenza e preparare il terreno per misure antipopolari più incisive.

Secondo voi, Monti cosa ne pensa della lettera della BCE


Semplicissimo: la condivide in toto. Come se l'avesse scritta lui, o un suo discepolo come Mario Draghi.
Il Governo Monti deve essere per il Sistema ciò che fu il Governo Dini, che fece una riforma delle pensioni devastante oltre a preparare il terreno per la vittoria del centrosinistra, la cui missione fu entrare in Europa (in questa Europa, schifossissima Europa). E per entrare in questa Europa aumentarono il prelievo fiscale, misero in campo il Pacchetto Treu (detto anche Il Principio del Male) che sancì l'entrata della precarietà nelle vite di tutti, costruirono i lager moderni chiamati Centri di Permanenza Temporanea, e infine bombardarono la Serbia perchè il Sistema lo impose.

Monti avrà meno mesi di Dini, quindi potrà fare un numero di danni numericamente inferiore. Ma la profondità di questi danni potrebbe essere ben peggiore.

Questa crisi è stata CAUSATA dal liberismo e dal mercatismo: non sarà certo un ultraliberista come Monti a invertire la rotta!
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mercoledì 9 novembre 2011

Prima vi massacro, poi mi dimetto.




Silvio Berlusconi, alias Il Peggior Primo Ministro nella storia repubblicana d'Italia, ha annunciato le sue dimissioni dopo l'approvazione del DDL Stabilità, cioè il pacchetto di manovre che devono rispondere ai diktat europei.
Le dimissioni si danno, non si annunciano. Specie quando è palese che ad oggi non c'è più una maggioranza in Parlamento e che solo il soccorso di qualche altro transfugo (penso ai Radicali) potrebbe consentire a questo governo di sopravvivere.
Il problema, però, è un altro: più giorni campa questo governo, più problemi ci sono per gli italiani. E non parlo solo di spread ed altre amenità economiciste: parlo di un Paese fermo, paralizzato, in cui tutti hanno paura di tutti, in cui non c'è fiducia nella politica, nella magistratura, nelle forze dell'ordine, nei datori di lavoro e nei lavoratori.
Berlusconi ha rotto il Paese. Lo ha spaccato in due: o con me o contro di me. E chi si trova contro di lui è un traditore dell'Italia, nonchè comunista, nonchè sovversivo, nonchè golpista.

Le dimissioni di questo losco figuro, però, non saranno una liberazione. Esse infatti, se vi saranno, seguiranno l'approvazione del DDL Stabilità. E cosa prevede, questo testo di legge? Al momento c'è solo una bozza, perchè il Governo e la (fu) maggioranza che lo sostiene ancora non lo hanno scritto:
- Ci sarà un taglio di mille impiegati amministrativi a partire dall’anno scolastico 2012-2013.
- Tagli per 60 milioni di euro a Carabinieri e Polizia nei prossimi due anni. Alla faccia della tanto decantata "sicurezza innanzitutto".
- Tassa sui concorsi: arriva un contributo tra i 10 e i 15 euro come “diritto di segreteria” per partecipare a determinati concorsi pubblici.
- Stretta alle spese di funzionamento dell’Inps, dell’Inpdap e dell’Inail per il 2012 e gli anni successivi.
- Mobilità per i dipendenti statali.
- Vendita di immobili del patrimonio pubblico (leggi in particolare alla voce Difesa)
- Binari di privatizzazione volontaria delle partecipate degli enti locali
- Riforma e liberalizzazioni delle professioni.
Tutto questo condito da un regalino alla Lega Nord: "Al fine di consentire il completamento delle operazioni di protezione civile in atto, il Consiglio ha prorogato lo stato d'emergenza già deliberato per gli eventi atmosferici eccezionali che hanno colpito il territorio della Regione Veneto nell'ottobre dello scorso anno".

Come si può vedere, un massacro sociale: meno posti nelle scuole, meno soldi alla sicurezza, più tasse anche sui concorsi (quindi su chi cerca lavoro!), meno soldi per previdenza e assistenza, mobilità per i dipendenti pubblici, privatizzazioni (in barba al referendum appena votato!).
A ciò si aggiunga che ancora non sappiamo, ma il timore c'è, se verranno inserite norme come il famigerato articolo 8 (cioè la possibilità di licenziare senza giusta causa PER TUTTE LE AZIENDE, indipendentemente dal numero dei dipendenti), oppure se sarà varata l'ennesima revisione degli scaloni e delle finestre pensionistiche.

Prima ci massacra, e poi si dimette.
E noi, per attendere le sue dimissioni, dobbiamo subire tutto ciò? Non esiste proprio! Se la sedicente opposizione parlamentare, pur di levarsi dai coglioni Berlusconi, dovesse far passare queste norme, saranno corresponsabili del disastro e della macelleria sociale.

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venerdì 4 novembre 2011

Accanimento terapeutico




Tenere in vita questo governo Berlusconi è indegno ed immorale. Accanirsi così tanto nei confronti del Governo, e soprattutto dei cittadini che da questa feccia sono governati, è una colpa che non si laverà via facilmente. Possono riciclarsi in altri partiti o partitini, possono nascondersi dietro il "golpe di palazzo" e i governi tecnici. La verità è che la sopravvivenza di questo governo è inversamente proporzionale alla sopravvivenza nostra.
Chi verrà dopo? Alcuni dicono il centrosinistra di Bersani, Di Pietro, Vendola, magari aperto a qualche terzopolista. Non lo so, e onestamente questa prospettiva non mi affascina per niente. Di certo, non voterò per il PD ed i suoi eventuali alleati.

Non voglio più scegliere la marca di vaselina con cui ce lo state mettendo nel culo.
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lunedì 31 ottobre 2011

La "sinistra" italiana tra Montezemolo e Renzi







Complimenti. Davvero complimenti.
Un governo "de destra" come quello Berlusconi necessiterebbe di una sinistra capace di essere radicalmente alternativa al berlusconismo. Di più: una sinistra ANTAGONISTA del berlusconismo.
E chi ci ritroviamo, come papabili candidati premier? Montezemolo e Renzi. Non solo loro, sia chiaro. Ma già il fatto che si stia discutendo di questi "leaderssss" mi fa venire l'orticaria.
Ce lo vedete voi un operaio, a cui Sacconi vuole togliere il diritto di non essere licenziato senza giusta causa, votare Montezemolo??? Ce lo vedete voi un neolaureato disoccupato o precario che, dopo aver creduto alle baggianate isolazioniste di Veltroni, mette una croce sul nome di Renzi?
Per carità, tutto è possibile. Anzi, dirò di più: è probabile. Probabile che la gente, pur di togliere di mezzo Berlusconi e il peggior governo della storia repubblicana, vada a votare per Montezemolo, Renzi e gli altri cavalli di Troia che il Sistema liberaldemocratico e capitalista vuole utilizzare quando Berlusconi non sarà più premier.

L'alternativa di governo può anche esserci con questi esemplari, ma non abbiate speranza in una alternativa di Sistema.
Se volete cambiare le cose, piantatela di pensare a Bersani, Di Pietro, Vendola, Montezemolo e Renzi.
Se volete cambiare le cose, smettetela di pensare che basti una croce su una scheda elettorale. E' importante, certo: ma non è mai stata e non sarà mai sufficiente, fin quando vivremo sotto questo Sistema.
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giovedì 27 ottobre 2011

L'ennesima figura di merda di Cisl e Uil




I segretari di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti, hanno passato gli ultimi anni a firmare qualsiasi cosa il Governo Berlusconi proponesse, e a criticare la CGIL colpevole, ai loro occhi, di essere un sindacato "che fa politica".
Vorrei vedere le loro facce oggi, alla luce della lettera che il governo Berlusconi ha inviato alla UE per confermare la cieca obbedienza dell'Italia ai dettami del Sistema liberaldemocratico e capitalista che governa il Mondo.
Vorrei vedere le facce degli iscritti alle loro confederazioni sindacali, che negli anni hanno dovuto subire sacrosanti rimproveri (verbali e talvolta fisici) da parte dei lavoratori che si rendevano conto che accordi come quelli di Mirafiori e di Pomigliani sono ONTOLOGICAMENTE antisindacali e antioperai.

Oggi si sono svegliati dal torpore, e annunciano: "Se il Governo dovesse modificare la normativa sui licenziamenti, siamo pronti allo sciopero generale". Strano, perchè la CGIL ha fatto due mesi fa uno sciopero generale su questi temi, ed in particolare sull'Articolo 8 della manovra, il quale articolo consentiva licenziamenti più facili. Sono veggenti quelli della CGIL? Avevano capito tutto con due mesi di anticipo? O sono semplicemente S-I-N-D-A-C-A-L-I-S-T-I, che leggono tra le righe dei contratti, degli accordi e dei disegni di legge gli attacchi più beceri ai diritti dei lavoratori?

Vorrei rivedere la faccia di Bonanni quando, durante una festa del PD, fo duramente contestato dai "komunisti dei centri sociali". Solo che, stavolta, la contestazione dovrebbe partire dagli iscritti alla CISL!
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giovedì 6 ottobre 2011

A Wall street si occupa, qui ci si rassegna



Vi incollo un pezzo di un articolo tratto da Repubblica.it

È finita con scontri tra la polizia e alcune centinaia di dimostranti la marcia degli "indignados" che da tre settimane occupano lo Zuccotti Park vicino a Wall Street. Quella che era cominciata pacificamente come una marcia di migliaia di persone (almeno 10.000 secondo i dimostranti, fino a 30.000 secondo altre stime dei media) si è conclusa intorno alle 21 locali, le tre del mattino in Italia, con arresti e violenze quando la testa del corteo ha raggiunto la zona transennata intorno alla borsa di New York e alcuni dimostranti hanno tentato di saltare le barriere.

A quel punto la polizia ha circondato i manifestanti del gruppo di testa, tra i quali c'era il regista premio Oscar Michael Moore, senza consentire l'ingresso alla stampa. Testimoni raccontano di avere visto poliziotti usare spray urticante.


Notate niente? Io si:
"indignados che da tre settimane occupano lo Zuccotti Park vicino a Wall Street".
Tre settimane. Riuscite ad immaginare, in Italia, una occupazione lunga tre settimane che abbia questa risonanza mediatica?
Io no, sinceramente. A fatica, mi viene in mente la Val di Susa o Terzigno. Ma niente di più.
Forse perchè in Italia, ormai, non si occupa più? o perchè non si occupa per tre settimane? o perchè, se si occupa, non si fa nulla per farsi notare dai media? Forse perchè è sempre meglio evitare gli scontri? Non sia mai che dovessero definirli komunisti, terroristi, brigatisti o altro!
Fino a quando in Italia i cortei saranno pacifici anche nelle parole (basti pensare che "solleviamoci" è stato sostituito col più rassicurante "cambiamo l'Italia, cambiamo l'Europa", in puro stile berlusconiano); fino a quando si faranno scioperi di 4 ore; fino a quando non si farà nulla per portare l'attenzione dei media sui luoghi di conflitto... non c'è speranza di veder crescere l'indignazione.
Farebbero bene a chiamarsi "rassegnados", gli italiani.
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