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domenica 9 febbraio 2014

#SettentrioneLadrone. Un po' mafiosi, un po' massoni: il Sistema Torino



La locuzione Sistema Torino è una creazione quasi sincrona di una giovane consigliere comunale torinese del M5S Chiara Appendino e di un giornalista torinese Maurizio Pagliassotti. Chiara Appendino ha parlato di un Sistema Torino in un’intervista a Presa Diretta in cui si parlava delle ragioni del dissesto del Comune di Torino, figlio anche di un sistema coordinato finalizzato alla cogestione della città. Pagliassotti ha scritto un fortunato libro dal titolo: Chi comanda Torino che ha avuto un buon successo nonostante non non siano state pubblicate recensioni dai due quotidiani più diffusi a Torino.

Sistema Torino vuole indicare una serie di persone e di potentati che hanno dominato e gestito consociativamente i centri nevralgici della città della Mole. È stato un processo non casuale gestito da persone che hanno occupato i luoghi critici di Torino, di fatto comandandola come una cosa propria negli ultimi 15 anni, gli anni del dopo Tangentopoli, della Seconda Repubblica, delle Olimpiadi e poi del deficit e della crisi di Torino. Sono stati gli anni dei sindaci di centrosinistra Castellani, Chiamparino e poi Fassino.

L’ex sindaco di Torino Valentino Castellani, in un’intervista ha detto: “Per quanto riguarda il fatto che a Torino lavorano sempre gli amici degli amici va anche detto che la città non è grandissima, l’ambiente è quello che è, diventa persino difficile non rapportarsi sempre agli stessi”. Valentino Catellani è persona intelligente e preparata e con questa dichiarazione diplomatica ha fatto poco onore alla matematica e alla sua laurea in Ingegneria dato che cercando un po’, facendo uno sforzino per lo meno dal punto di vista numerico, qualche cosa si può trovare fra 900mila abitanti al di fuori dei giri dei soliti noti.

Ma quali sono le radici di questo Sistema. Si tratta di gruppi di potere originariamente diversi apparentemente agli antipodi che si sono compenetrati, miscelandosi fino a formare un tutt’uno omogeneo in cui i personaggi si scambiamo ruoli di potere, ma al cui interno si accede attraverso un esclusivo processo di cooptazione. Sistema Torino è un’assenza di meritocrazia, ma una necessità di appartenenza giudiziosa e devota al Sistema per ambire alle nomine sempre dietro la porta, per cui direttori di teatri diventano referenti di musei o sindaci passano a fondazioni bancarie e viceversa.

I componenti del pool di persone che hanno dominato la città sono stati da un lato i politici e sindacalisti della sinistra, poi centrosinistra torinesi insieme alle loro assortite corti che hanno detenuto il potere da molti anni sulla città. Con questi spesso a braccetto o in imprendibili partite di carte, i personaggi della famiglia allargata Agnelli e i manager del gruppo ora migrato negli Usa. Molti ex dirigenti del gruppo Fiat si sono riciclati dopo la loro carriera manageriale in cariche pubbliche senza che ci sia stato particolare reazione da parte della città, quasi fosse la naturale prosecuzioni delle loro carriere.

Poi ci sono importanti professionisti di quelle che un tempo si chiamavano professioni liberali soprattutto avvocati e commercialisti, qualche architetto, pochi medici e ingegneri. A questi aggiungiamo un nutrito gruppo di radical chic in parte accasati in potentati accademici, altri alla testa di istituzioni culturali.

Ma ora Sistema Torino è diventato anche un racconto diverso: un libro che sta diventando un reading teatrale che si sta finanziando grazie al Crowdfunfing, che ovviamente faticherà a trovare finanziatori nei circoli vip della città, ma che sta iniziando a girare raccogliendo persone e informazione secondo un virtuoso sistema a rete. Forse è davvero qualcosa di simile a quello che diceva Castellani: “Torino e dintorni sono piccoli e la gente mormora”.

martedì 4 febbraio 2014

#SettentrioneLadrone: al Nord c'è più evasione e sommerso da attività criminali



Il sommerso criminale vale quasi l’11% del Pil mentre il sommerso fiscale, ossia quello che sfugge al fisco, vale il 16,5% del Pil. È quanto emerge da uno studio, riferito al periodo 2005-08, della Banca d’Italia in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II. “Le province del Centro-Nord mostrano in media un incidenza maggiore, sia del sommerso da evasione, sia di quello associato ad attività illegali, rispetto alla province del Sud”, spiega Anna Maria Tarantola, Vice direttore generale della Banca d’Italia. La maggiore incidenza nel Centro-Nord, spiega lo studio, “probabilmente si giustifica con il fatto che l’utilizzo del contante per transazioni illegali riguarda specificatamente attività criminali che, pur avendo centri decisionali localizzati in prevalenza al Sud, vede pero il mercato al dettaglio per questi beni e servizi concentrato nelle aree più ricche del paese”.

Tratto da Il Denaro

#SettentrioneLadrone: il Piemonte approva il "vitalizio anticipato".



La Casta rinuncia alla pensione futura. Ma solo per intascare subito i soldi. Anzi in Piemonte succede che il consiglio regionale – con il voto contrario del Pd – abbia approvato nella manovra finanziaria anche un emendamento sui vitalizi, presentato dal centrodestra. La norma prevede che i consiglieri – molti dei quali indagati per l’inchiesta sui rimborsi - possano ritirare subito i contributi versati, rinunciando al vitalizio che spetterebbe una volta raggiunta l’età pensionabile. L’emendamento è passato con i voti di una parte della maggioranza. Daniele Cantore, capogruppo di Ncd, e Mario Carossa della Lega Nord, non lo hanno firmato. Calcolando tra 100-130mila euro a consigliere e altrettanti ad assessore il bottino che si portano a casa i politici piemontesi arriva a 7 milioni. Senza considerare che diversi esponenti sono stati in carica per più di una legislatura e quindi avranno diritto a un importo decisamente più alto; facendo di fatto raddoppiare la spesa per le casse della Regione. 

La scelta è stata ritenuta “inopportuna” non solo dalle opposizioni, ma anche da alcuni consiglieri di maggioranza. “Era il momento meno opportuno per fare questa discussione” ha detto infatti il capogruppo leghista Mario Carossa. “La maggioranza – ha commentato il capogruppo del Pd, Aldo Reschigna – si è concentrata su una misura di cui non si coglie l’urgenza, nonostante lo stesso presidente del Consiglio, Valerio Cattaneo, avesse chiesto di soprassedere. Il fatto che l’unico emendamento del centrodestra sia stato sui vitalizi, la dice lunga su quali siano le sue reali priorità”.  

Il Bilancio di previsione 2014, pluriennale 2014-2016 della Regione Piemonte, è stato approvato dopo una lunga giornata, alla scadenza dell’esercizio provvisorio, con 25 voti favorevoli e 2 non votanti. Un testo, basato su disposizioni indifferibili e urgenti, che completa la manovra finanziaria 2014, dopo l’approvazione, poche ore prima, della legge Finanziaria 2014. Nelle battute conclusive vi erano stati aggiustamenti frutto del confronto tra Giunta regionale, rappresentata dal vicepresidente Gilberto Pichetto, maggioranza e opposizione: ancora 7 milioni in più per le politiche sociali (anziani), altri 500 per l’Ipla e un aggiustamento in positivo per i fondi ex Gescal nell’edilizia. La prossima settimana (lunedì l’attività istituzionale sarà ferma mentre), martedì 4 febbraio riprenderà con la Conferenza dei capigruppo e l’esame in I Commissione – martedì 4 e mercoledì 5 – del ddl n. 373 sulla montagna. 

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