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venerdì 20 dicembre 2013

Come a scuola



Oggi è venerdì.
Se fossi stato ancora uno studente liceale, sarebbe stato il mio ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie. Un giorno speciale, perché sentivi la sensazione di essere libero (anche se solo per due settimane).
Raramente mi è capitato di riprovare quel sapore di libertà. Per questo motivo, da oggi ho deciso che cominciano le mie "vacanze natalizie". Continuerò ad aggiornare il blog, ma utilizzerò soprattutto canzoni, piuttosto che articoli e poesie. Perché le mie vacanze di natale da liceale passavano sempre ascoltando tanta, tantissima musica.

Do svidanijia
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sabato 21 luglio 2012

Strage di Denver: in difesa dell'arte



Ogni volta che un pazzo squinternato assalta un liceo con qualche arma da guerra e lascia sul selciato decine di morti, la stampa liberaldemocratica (dei conservatori come dei progressisti) comincia a raccontarci che quel bravo ragazzo insospettabile era in realtà un matto da legare, assuefatto dalla musica heavy metal o dai fumetti violenti o dai documentari su Hitler o Stalin.
E' davvero stucchevole dover ricordare, ogni santissima volta che una tragedia così "inspiegabile" si realizza, che l'arte non può essere colpevole di niente. L'arte lancia messaggi (d'amore, d'odio, di speranza, di giustizia) che una persona può apprezzare o disprezzare, sostenere o rifiutare, comprendere o non comprendere. Sta poi alla persona, alla sua libertà e alla sua capacità di interpretazione dei messaggi - perchè la Verità, è bene ricordarlo, non esiste in forma assoluta - discernere il messaggio che sta dietro una canzone, un quadro, un romanzo o un film.

Quando vi fu la strage del liceo Columbine, la colpa fu data alla musica di Marilyn Manson, di cui i due assassini erano assidui ascoltatori, invece che alle indegne leggi americane sulla vendita e sul possesso di armi da fuoco. Facile crocifiggere il fu Reverendo Manson, invece che la lobby delle armi!
Stesso discorso per Brevik, autore di più di 70 omicidi in Norvegia. Siccome aveva visto documentari sul Terzo Reich e la razza ariana, era diventato un assassino. Ebbene, io quasi ogni venerdì vedo i documentari de La Grande Storia sulla Rai, e vi posso garantire che parlano di nazismo, di terrorismo, di mafia. Eppure mica vado in giro a bruciare campi rom, sparare agli ebrei o a gambizzare chi non mi bacia la mano.
In Italia abbiamo avuto ed abbiamo ancora il fenomeno delle fiction. Una delle migliori, a mio avviso, è stata Il Capo dei Capi. Piovvero critiche clamorose perchè si notò che molti ragazzi, vedevdo le gesta di Riina e Provenzano, cominciarono ad atteggiarsi a mafiosi e a parlar bene di quella vita. Beh, se un ragazzo volesse vivere come Riina, Provenzano o i camnorristi, costretti a nascondersi sempre, a dover tremare ogni volta che un familiare esce di casa, a star rintanati in tuguri, catapecchie, solo perchè "cummannà è meglio che fottere", possiamo mai dare la colpa alla fiction?
Stesso discorso per Romanzo Criminale, che avrebbe causato un aumento di Libanesi, Freddi e Dandi in giro per Roma. Come se i coatti, prima di Rpmanzo Criminale, non esistessero o fossero pochi.
Ora, in occasione della tragedia di Denver, si da la colpa al fumetto di Batman, e ai fumetti in generale. La maschera di V per Vendetta, ad esempio, è addiritura divenuto simbolo di partiti e movimenti politici! Tutti possibili futuri terroristi?

Non voglio cedere a questi ragionamenti, specie quando poi vedo la tv e i giornali inzeppati di Belen, Sara Tommasi, Fabrizio Corona, Mario Balotelli e gente simile. Batman è un fumetto pericoloso, mentre il Grande Fratello è un programma innoquo? Il Capo dei Capi va censurata, mentre il ciarpame dei reality va promosso?
Almeno nel primo caso parliamo di arte! Nel secondo parliamo solo - adesso si - di modelli negativi. Secondo voi, ci sono più ragazzi che vogliono imitare Joker o Fabrizio Corona? Faranno saltare in aria il Parlamento, come V per Vendetta, o faranno le mignotte e i leccaculi del Potere, come tanti volti noti della tv italica?

Io ho già risposto a queste domande.
Ora tocca a voi.

Do svidanija.

giovedì 15 marzo 2012

La "manutenzione" dei diritti




Il ministro del governo bocconiano Elsa Fornero sta realizzando, in accordo coi sindacati confederali, la (contro)riforma del mercato del lavoro. Invece di partire dai veri problemi del lavoro (precarietà, stipendi bassi, straordinari a iosa, disoccupazione), sul tavolo c'è la riforma dell'articolo 18, cioè di quell'articolo dello Statuto dei Lavoratori che tutela i lavoratori licenziati, è bene ricordarlo, senza giusta causa. Si parla di "manutenzione" della norma, prevedendo la possibilità che un lavoratore licenziato ingiustamente possa non essere reintegrato sul posto di lavoro, ma debba soltanto ricevere un indennizzo economico. Non è spiegato, ovviamente, a quanto ammonta questo indennizzo (un anno? due anni? sei mesi?) e chi lo debba pagare (la sola impresa? lo Stato? entrambi?): si sa solo che se un giudice sancisce un licenziamento ingiusto, il lavoratore avrà comunque perso il lavoro.
Siamo passati, quindi, alla monetizzazione dei diritti, alla "manutenzione" delle tutele. Non esistono più cose intangibili, come i diritti dovrebbero essere ontologicamente: tutto può essere messo in discussione, tutto può essere monetizzato, tutto ha un prezzo. E' la vittoria del Sistema sui cittadini e sui lavoratori. Bersani e Bonanni, cioè il leader del principale partito "di sinistra" italiano e il segretario del secondo maggior sindacato nazionale, si dicono disponibili alla manutenzione. Lo Statuto dei Lavoratori necessita di una revisione, secondo lorsignori. Come se fosse un'auto.
Peccato, però, che le manutenzioni dei privilegi, delle ricchezze patrimoniali, dell'evasione fiscale, della struttura produttiva (industriale e non) del Paese, della classe politica e imprenditoriale, delle caste, non sono sul tavolo di discussione. Eppure l'Italia ha bisogno proprio di una manutenzione, di una revisione generali di questi gangli, di questi apparati, di queste strutture.
Se passa questa norma, si potrà essere licenziati senza giusta causa e non si potrà essere reintegrati sul posto di lavoro se un giudice dirà che il licenziamento era illegittimo.
E questa sarebbe Giustizia?

E dunque addio, cara Signora Giustizia. Ancor oggi il nostro commiato mi peserebbe, se tu fossi ancora la donna che un tempo amavo. Ecco un ultimo dono lo lascio ai suoi piedi: le fiamme della libertà, belle e giuste. Ah, mia mia preziosa Vendetta…

martedì 14 dicembre 2010

Ecco i volti di chi ha votato la fiducia.

Se vi capita di incontrarli, manifestate loro il vostro dissenso...








Domenico Scilipoti (quello che… l’agopuntura e l’IdV), Massimo Calearo (quello che… scelto da Uolter Veltroni), Bruno Cesario (quello che…come Calearo), Maria Grazia Siliquini (quella che… oggi qui, domani là, io vado e vivo così) , Antonio Razzi (quello che… tengo il mutuo, pure famiglia e sono operaio), Catia Polidori (quella che… l’aiutino al suo CEPU). Vi dicono qualcosa questi nomi? Beh, dai! Come non riconoscere i componenti della band(a) che ha lanciato un nuovo tormentone natalizio:

Le opposizioni possono legittimamente denunciare la "compravendita" dei voti che ha portato tra le braccia di Berlusconi gli ex Pd Calearo e Cesario, oltre agli ex Idv Scilipoti e Razzi, ma resta il fatto che l'annunciata compattezza di Futuro e libertà non c'è stata e per un Moffa che ha preferito non votare, ben due deputati - Catia Polidori e Anna Maria Siliquini - hanno votato contro la stessa mozione di sfiducia che avevano sottoscritto appena pochi giorni fa, uscendo di fatto dal partito.
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Unica soluzione

Dopo la fiducia ottenuta dal governo Berlusconi.
Dopo che alcuni finiani e alcuni dell'Italia dei Valori hanno votato la fiducia.
Dopo che la scuola è ridotta uno straccio.
Dopo che la munnezza è ancora in strada.
Dopo che i terremotati sono stati presi per il culo.
Dopo che il parlamento è stato chiuso per 15 giorni.
Dopo che ogni via legalitaria per sconfiggere questa classe politica ha fallito.

L'UNICA SOLUZIONE E'




martedì 14 settembre 2010

Buonasera Londra

Buona sera, Londra.
Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese.

Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio.

Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre.
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato.