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venerdì 20 giugno 2014

Voci dall'Ucraina resistente



Pubblico oggi un articolo tratto dal blog sull'Espresso di Nicolai Lilin, scrittore famoso per "Educazione Siberiana" e per altri splendidi romanzi.
In questo articolo c'è la traduzione di una Intervista ad una ragazza ucraina (clicca) che sta combattendo nella resistenza popolare contro il regime di Kiev. Un regime, è bene ricordarlo, sostenuto e finanziato dagli USA; un regime che si serve di squadre nazifasciste per assassinare il proprio popolo, "colpevole" di non sostenere il colpo di stato filoeuropeo realizzato due mesi fa.

“Buongiorno, mi chiamo Elena, mi trovo nella città di Slavyansk. Io vivo in questa città, sono nata e cresciuta qui. Sono entrata nella difesa popolare perché non potevo più sopportare l’orrore delle aggressioni che stiamo subendo. Nella nostra città non c’è luce, nelle case non c’è acqua, le persone vanno a prenderla dalle fontane.

L’esercito ucraino ci sta bombardando ogni giorno, per ordine della giunta golpista di Kiev. Stanno usando contro di noi l’artiglieria, gli aerei da guerra. Buttano le bombe sulle zone abitate. I cittadini rimangono senza le loro case, non hanno niente da mangiare, costretti a vivere nelle cantine. Intere famiglie, anche con bambini piccoli, vivono sotto terra. Non tutti sono riusciti a lasciare la città, qui è rimasta gran parte dei cittadini civili. Fino a quando dovremo sopportare queste ingiustizie? Com’è possibile che il governo mandi contro il proprio popolo un esercito composto da non si capisce chi: estremisti del Settore Destro (organizzazione neonazista ucraina sponsorizzata dal governo attuale, ndt), mercenari o semplicemente delinquenti comuni.

La propaganda ucraina dice che tra noi ci sono dei mercenari, dei ceceni, soldati di Kadirov. Io non ho ancora visto nessuno di loro. Noi siamo persone semplici, cittadini di Slavyansk, difendiamo la nostra città. Vogliamo vivere, non esistere, ma vivere.

Qui accadono cose terribili. Qualche giorno fa un aereo militare ucraino si è nascosto dietro un aereo civile di linea. Quando è passato sopra la città si è abbassato, ha bombardato una zona abitativa nelle vicinanze, un paesino che si chiama Semyonovka, e poi si è nascosto di nuovo dietro l’aereo con i civili a bordo. Noi l’abbiamo visto ma non abbiamo potuto abbatterlo, perché avremmo sicuramente potuto colpire anche l’aereo civile. L’esercito ucraino vuole provocarci per creare un caso mediatico, per poter dire che siamo terroristi che abbattono gli aerei civili.

Qui non ci sono terroristi, ci sono le persone semplici che sono uscite dalle loro case per difendere la loro città. Persone che non riescono più a sopportare tutto questo orrore. Qui ci sono bambini, ci sono anziani, veterani della Seconda Guerra Mondiale che sono costretti a rivivere momenti drammatici. E’ possibile che al governo non sia rimasto più niente di umano?”
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mercoledì 16 ottobre 2013

Onore alla Albano antifascista che insorge



Non è possibile non gioire nel vedere cittadini di tutte le età scendere in piazza e difendere la memoria e l'attualità democratica e antifasista della propria città. E' quello che è accaduto ieri ad Albano Laziale, in occasione del tentativo di funerali per il boia nazista delle Fosse Ardeatine, Erich Priebke. La salma del criminale mai pentito è arrivata ad Albano Laziale dopo che il Prefetto di Roma, il famigerato Pecoraro, aveva annullato la delibera del Sindaco Marini che impediva al feretro di arrivare in città.
Una decisione assolutamente immotivata e incomprensibile, anche alla luce del fatto che Albano Laziale (e un po' tutta la zona dei Castelli Romani) è stata storicamente colpita dal nazifascismo ed ha duramente lottato per la Liberazione; inoltre, è notorio che ad Albano viva Maurizio Boccacci, nazista e negazionista dichiarato, più volte arrestato per le sue attività politiche di stampo fascista; infine, il funerale del maiale nazista sarebbe stato celebrato in una chiesa lefevbriana, afferente cioè ai cristiani scismatici integralisti di Lefevbre, negazionisti e tradizionalisti.
Tutti questi motivi avrebbero dovuto scongiurare la scelta di Albano Laziale come sede per i funerali del gerarca nazista, ma il prefetto Pecoraro se ne è altamente sbattutto gli zebedei ed ha spedito pure un bel mucchietto di sbirraglia. E' molto grave che un prefetto non calcoli i rischi di decisioni di tale natura. Infatti non ci è voluto molto prima che vi fossero scontri e tafferugli, che hanno raggiunto l'apice nella notte, quando la Albano antifascista aveva già causato la sospensione del rito funebre e presidiava le strade manifestando in maniera netta il proprio disgusto e odio per Priebke e per il nazifascismo. Nonostante una ventina di fascistelli dai 17 ai 70 anni, con tanto di saluto romano e canti indegni, fosse giunta ad Albano col solo intento di provocare i manifestanti democratici e antifascisti, la sbirraglia non è intervenuta: si sa, i servi del Sistema e i fascisti sono sempre dalla stessa parte della barricata.

La Albano antifascista ha vinto la battaglia: il funerale non è stato celebrato e il feretro è stato trasportato all'aeroporto di Pratica di Mare, da dove probabilmente verrà spedito da qualche parte. Cittadini di tutte le età e, probabilmente, di varia estrazione politica e sociale (imprenditori e disoccupati, elettori del PD e militanti comunisti) sono scesi in piazza ed hanno urlato la loro rabbia e il loro disprezzo, difendendo la memoria della propria città e impedendo al solito gruppetto di fascisti di celebrare una specie di parata nostalgica per rendere omaggio ad un essere abietto come Priebke.
I cittadini di Albano hanno dimostrato, ancora una volta, come si ottengono i risultati: lottando, scendendo in piazza, bloccando le strade, presidiando il territorio. 

In una parola: insorgendo.

sabato 4 giugno 2011

Quando giunsero gli Alleati nella Roma liberata...



4 giugno 1944 - 4 giugno 2011
Gli Alleati entrano nella Roma abbandonata dagli occupanti tedeschi, sfiacchiti dalla resistenza partigiana e dai G.A.P.

Ho trovato questo video autoprodotto. Molto ben fatto, secondo me.