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lunedì 16 luglio 2012
Il Sistema non è riformabile. Va sabotato.
L'Articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana, quella che Bersani ama definire "la più bella Costituzione del mondo", salvo poi dimenticarsela puntualmente quando si tratta di votare leggi contro i lavoratori, i pensionati, le donne, gli omosessuali, ecc..., recita così:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."
Pertanto mi appello all'articolo 21 per dire quanto segue:
Dopo le condanne per reati di devastazione e saccheggio inflitte a ragazzi che erano a Genova durante il G8 del 2001, e confrontando le stesse con le tenui condanne inflitte ai dirigenti di polizia che causarono "la più grande sospensioni delle libertà democratiche in un paese occidentale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale" (cfr Amnesty International), posso senz'altro affermare che lo stato di diritto, in Italia, non esiste più. Non c'è equità tra le pene inflitte, né criterio di proporzionalità. Erano anni, anzi decenni, che questa situazione si protraeva: questa è l'ennesima, ultima goccia che fa traboccare il vaso. Genova è stata, per la mia generazione, la dimostrazione della violenza e del fascismo liberale e liberista del Sistema. Dopo undici anni posso affermare senza timor di smentita che non c'è stata giustizia.
Il Sistema ha vinto. Così come nel 1925 il Fascismo vinse definitivamente la sua battaglia sul piano istituzionale, e fu necessario organizzare la resistenza sul piano extraistituzionale.
Pertanto ritengo sia necessario lottare con ogni mezzo contro questo Sistema oppressivo, che ormai ha raggiunto dimensioni planetarie. Che ognuno organizzi la lotta come meglio crede: con la parola (come fa questo blog) o con altri mezzi. Socializzi, collettivizzi, costruisca reti di relazioni e di lotta. Quando un Sistema opprime i cittadini è sempre una dittatura. Esistono le dittature nazifasciste, le dittature staliniste, e le dittature liberali, che si autodefiniscono democratiche eppure violentano la democrazia a proprio uso e consumo.
Ognuno contrasti il Sistema, in ogni luogo e con ogni metodo. Ognuno operi per il sabotaggio sistematico di ogni ganglio del Sistema. Anche mettere una croce su un simbolo elettorale può essere un canale di espressione e di ribellione al Sistema. L'importante è non credere MAI che sia sufficiente l'espressione di un voto per essere e sentirsi liberi. Chiunque creda che la lotta politica si possa esplicare SOLO tramite gli strumenti che il Sistema mette a disposizione (elezioni, raccolta firme, referendum) è un folle utopista. Allo stesso modo: chiunque creda che l'unica soluzione sia imbracciare un fucile o lanciare una bomba, è un velleitario utopista. Ed io, di questi cazzo di utopisti, ne ho piene le palle.
E adesso, arrestateci tutti.
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giovedì 7 giugno 2012
Sabotare
RADIO SABOTAG - TRASMISSIONE N.3
Questo mondo non piace a nessuno. Gli unici che riescono a farselo piacere sono quelli che comandano, che hanno i conti correnti gonfi, che non hanno problemi di lavoro. Tutti gli altri campano male. Alcuni resistono, pochi lottano, molti si lamentano ma non muovono un dito.
Il Sistema non è modificabile, correggibile, migliorabile. Il Sistema va resettato. Punto.
Come fare? Alcuni pensano che basti mettere una croce su un simbolo elettorale ogni cinque anni per cambiare le cose. Sbagliano.
Altri pensano che bisogna mettere le bombe a destra e a manca. Sbagliano.
Altri ancora ritengono che è necessaria una rivoluzione. O un colpo di stato. O una bella dittatura che rimetta le cose a posto. Sbagliano.
Sbagliano tutti quelli che credono che ci sia una sola strada percorribile: la via elettorale e legalitaria; la via terroristica; la via rivoluzionaria o reazionaria. Errore madornale. Perchè se questo Sistema ha fatto qualcosa di buono è stato generare coloro che lo distruggeranno. E ha dato a costoro tutti i mezzi, da quelli legali a quelli illegali, per realizzare quest'opera di distruzione.
Vorrei chiedere a quelli la cui attività politica si riduce all'espressione del voto: pensate davvero che basti? O bisogna impegnarsi ogni giorno, in ogni luogo, senza limitarsi a votare per il partito X o il candidato Y?
Vorrei chiedere a quelli che sparano, gambizzano, mettono bombe: pensate davvero che sia sufficiente per far crollare il Sistema? La paura allontana il Popolo da voi e dalle piazze, dai luoghi di confronto e dai luoghi di conflitto.
Vorrei chiedere a quelli che parlano di rivoluzione delle masse o di dittatura dell'ordine e della disciplina: vedete le masse interessate alla prospettiva rivoluzionaria? Il Sistema non è già abbastanza ordinato e disciplinato, tanto dal lobotomizzare le masse impedendogli di diventare Popolo?
Vorrei chiedere a quelli la cui attività politica si riduce all'espressione del voto: pensate davvero che basti? O bisogna impegnarsi ogni giorno, in ogni luogo, senza limitarsi a votare per il partito X o il candidato Y?
Vorrei chiedere a quelli che sparano, gambizzano, mettono bombe: pensate davvero che sia sufficiente per far crollare il Sistema? La paura allontana il Popolo da voi e dalle piazze, dai luoghi di confronto e dai luoghi di conflitto.
Vorrei chiedere a quelli che parlano di rivoluzione delle masse o di dittatura dell'ordine e della disciplina: vedete le masse interessate alla prospettiva rivoluzionaria? Il Sistema non è già abbastanza ordinato e disciplinato, tanto dal lobotomizzare le masse impedendogli di diventare Popolo?
E' una questione di tattica, fratelli e sorelle, non di strategia. L'obiettivo strategico è sempre lo stesso: cambiare il mondo, abolire lo stato di cose presente, realizzare una comunità di Uomini Liberi e Eguali. Questo obiettivo può essere raggiunto in ogni modo, basta che la modalità prescelta non sia realizzata in via esclusiva. Non c'è SOLO la via elettorale, oppure SOLO la via terroristica o SOLO la via rivoluzionaria. Altrimenti si rischia di scadere nel parlamentarismo, nel brigatismo/stragismo, nel velleitarismo. E nessuna di queste tre cose cambierà mai il Sistema, anzi gli darà nuova forza. Il parlamentarismo consentirà al Sistema di dimostrare di essere democratico, perchè concede l'esistenza di una minoranza su cui la maggioranza esercita una dittatura; il brigatismo/stragismo consentirà al Sistema di realizzare ed applicare leggi repressive e di imporre politiche antipopolari, in nome della "sicurezza" e della "salvaguardia della libertà"; il velleitarismo accenderà gli animi per un poco, vincerà qualche battaglia ma perderà alla lunga la guerra. Perchè la guerra al Sistema è una guerra di trincea: lenta, costante, inesorabile. Una guerra di Resistenza e di Liberazione.
L'unico modo conosciuto per vincere guerre così lunghe è il sabotaggio. Bisogna sabotare il Sistema. Ci consentono di presentarci alle elezioni? Presentiamoci. Ci permettono di candidarci e magari essere eletti e di usare le loro tribune per parlar male di loro? Facciamolo. Ci danno un muro dove affiggere manifesti? Tappezziamolo di slogan incendiari. Ci fanno usare il web? Usiamolo contro il Sistema, creando blog e informando i cittadini. Costruiscono un palazzo o una piazza? Occupiamola. Ci caricano con la polizia? Resistiamo e reagiamo. Distruggono il lavoro? Opponiamoci. Licenziano i lavoratori e ledono i diritti? Scioperiamo. Fanno le parate? Alziamo le barricate. Ci tappano la bocca? Urliamo più forte. Ci arrestano o ci uccidono? Rendiamo libere e immortali le nostre idee.
Fanno il deserto e lo chiamano Pace? Sabotiamoli.
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venerdì 11 maggio 2012
Rapporto Municipio 8 di Laboratorio Roma
E' stato pubblicato dal Laboratorio Roma il rapporto sul Municipio delle Torri (VIII°). Dal rapporto si evince la geografia umana del nostro territorio e si evidenzia quanto l'Ottavo Municipio sia popolato da giovani coppie con bambini rispetto agli altri municipi. Alla luce di questo studio, consultabile nel link a piè di pagina, gli amministratori capitolini e municipali dovrebbero calibrare le loro politiche sociali sul nostro municipio, soprattutto per quanto concerne i problemi della scuola e dei servizi in genere. Purtroppo non è così: nè Alemanno nè Lorenzotti hanno mai fatto qualcosa per venire incontro ai cittadini del nostro municipio su questi temi.
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mercoledì 9 maggio 2012
Il lavoro dello Spin Doctor
Tratto da Wikipedia:
Lo Spin doctor viene definito dal dizionario della Oxford University Press come una "persona incaricata di presentare le scelte di un partito politico sotto una luce favorevole". Nel corso del novecento, il termine è andato assumendo un significato deteriore. Poiché spin è il termine usato nel gioco del baseball o di cricket per indicare il moto rotatorio o effetto impresso dal lanciatore alla palla, "spin doctor" è definizione che è venuta a indicare l'autore di raggiri o il manipolatore di parole o notizie. Con esso si indicano in politica sempre più spesso i portavoce e i consiglieri degli uomini politici e, a volte, gli stessi uomini politici.
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Introduzione storica [modifica]
Il primo spin doctor della storia è Ivy Lee (soprannominato Poison Ivy per via della sua spiccata capacità di "avvelenare" l'informazione), che nel 1906 pubblica la Dichiarazione dei principi delle pubbliche relazioni (PR). Benché ufficialmente seguisse una linea di onestà e trasparenza, è diventato famoso per aver protetto il magnate John D. Rockefeller dall'accusa di omicidio nel 1914. Rockefeller aveva infatti assoldato alcuni agenti della Guardia del Colorado per sedare uno sciopero: durante l'assalto al campo degli scioperanti rimasero uccise 20 persone. Lee diffuse una versione modificata dei fatti per coprire Rockefeller, dando origine alle moderne tecniche di spin.
Un altro esponente di spicco dello spin è stato Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud, che nel 1928 pubblica L'ingegneria del consenso, nel quale teorizza la pratica dello spin con lucida attenzione. Si distinse per la prima volta nella difesa dell'industria del tabacco nel 1929, durante la quale inventa la figura della femme fatale secondo una semplice equazione: fumo=emancipazione. Molte femministe tutt'oggi ignorano che l'ideale della donna fumatrice emancipata è stato creato a tavolino. Un secondo successo di Bernays fu la campagna a favore dei produttori di bacon statunitensi: le sue idee ebbero un tale successo che ancora oggi la colazione fatta con uova e pancetta è considerata un classico americano. Bernays sviluppò e affinò la tecnica detta "della terza parte", che prevede di rilasciare notizie prodotte da enti/personalità estranee (in apparenza) alla campagna in corso, ma in realtà sapientemente "istruite" su cosa devono dire. Per ironia della sorte uno dei maggiori estimatori di Bernays fu Paul Joseph Goebbels, ministro della propaganda di Hitler, che applicò alla lettera le sue teorie per creare consenso popolare attorno al regime nazista.
Meritano una menzione, nell'analisi del fenomeno, anche: Walter Lippman, autore nel 1922 del libro L'opinione pubblica, in cui critica aspramente la già diffusa abitudine dei governi di manipolare l'informazione; e Daniel Boorstin il quale, nel suo saggio L'immagine sancisce una sostanziale differenza fra quei fatti che lui chiama "creati da Dio" e quelli "creati dall'uomo". Nel 1962 conierà il termine pseudoeventi per definire quegli eventi orchestrati ad arte dai manipolatori dei media per distrarre l'attenzione del pubblico.
Compiti dello spin doctor [modifica]
I compiti dello spin doctor sono diversificati, ma tutti riconducibili ad una radice comune: "massaggiare il messaggio", cioè estrarre il meglio da qualsiasi situazione in cui sia implicato il suo committente, fornendo ai giornalisti e ai media una versione "aggiustata" di un evento-notizia in veste volta per volta di consigliere per la comunicazione, capo ufficio stampa, portavoce o campaign manager.
- Lo spin doctor sa gestire una crisi con messaggi o tattiche comunicative ad hoc, specialmente nel settore della politica, nei confronti ad esempio di una decisione impopolare, correggendo e smussando eventuali incaute prese di parola del politico che assiste, e fornendo ai media (e quindi all’opinione pubblica) l’interpretazione sexed up delle esternazioni del soggetto per cui lavora, al fine di evitargli critiche o comunque commenti malevoli.
- Un'altra attività dello spin doctor è fornire notizie "informali" ai giornalisti, facendole passare per "confidenze" o facendole filtrare come notizie "anonime".
- Altro compito dello spin doctor è promuovere l’immagine di un soggetto come se fosse un prodotto, utilizzando tecniche di marketing.
- A volte può succedere di dover "creare" un evento che possa dare interesse e convincere l'opinione pubblica: è il news management, ovvero l'informazione gestita.
Le attività dello spin doctor, quindi, in un certo senso riassumono e per altro verso travalicano gli incarichi del tradizionale addetto stampa e del consulente d’immagine.
La duplice natura dello spin doctor [modifica]
Lo spin doctor è senza dubbio un professionista, spesso con un curriculum ed un bagaglio culturale notevoli, solitamente proveniente dai ranghi dei consulenti di marketing.
Allo stesso tempo, proprio per la peculiare attività di "massaggiatore" dei messaggi o "creatore" di candidati elettorali (nell'ambito della cd. personalizzazione della competizione elettorale), deve essere indifferente alla verità dei fatti, e per di più essere in grado di manipolare tale verità, rendendola attraente all'occhio del pubblico.
Allo stesso tempo, proprio per la peculiare attività di "massaggiatore" dei messaggi o "creatore" di candidati elettorali (nell'ambito della cd. personalizzazione della competizione elettorale), deve essere indifferente alla verità dei fatti, e per di più essere in grado di manipolare tale verità, rendendola attraente all'occhio del pubblico.
Come Giano bifronte, lo spin doctor ha il duplice ruolo di professionista mediatore della comunicazione, e di "genio del male", una specie di ammaestratore di notizie, un regista degli effetti speciali creativo e al tempo stesso bugiardo, sempre comunque coerente con il proprio impegno lavorativo.
Lo spin doctor è ad esempio colui che suggerisce alla stampa di non titolare in prima pagina "Aumento delle tasse" ma "Riassetto fiscale".
Lo spin doctor è ad esempio colui che suggerisce alla stampa di non titolare in prima pagina "Aumento delle tasse" ma "Riassetto fiscale".
Casi recenti [modifica]
Benché il termine sia stato usato già alla fine degli anni Settanta ed abbia poi visto designati in tal modo vari consiglieri di Reagan negli anni Ottanta (nonché lo stesso segretario di Stato James Baker sotto la presidenza di Bush padre), fino all'ingresso nell'universo mediatico di Tony Blair si può dire che lo spin doctor fosse un razionalizzatore a posteriori di decisioni assunte dal politico con cui egli lavorava.
Il decennio di Tony Blair come primo ministro britannico è apparso a molti come la vera rivoluzione, in questo approccio: molte delle decisioni, soprattutto di politica estera, sono state assunte proprio perché il "polso" dell'opinione pubblica era tenuto dallo staff di spin doctors di Blair, in cui primeggiavano l'addetto stampa Alastair Campbell ed il consigliere alle relazioni pubbliche Peter Mandelson. Giunti ad un livello di potenza ed influenza politica del tutto inedito, in una democrazia, offrivano al loro responsabile politico una linea d'azione ad alto rendimento nell'immediato, proprio perché erano in grado di discernere nell'andamento fluttuante della gente l'evento da seguire e sul quale dimostrare la capacità di incidere del vero statista.
La politica britannica verso la Bosnia dopo l'eccidio di Srebrenica ne fu un primo segnale, confermato dalla guerra del Kossovo; ma anche la scelta di Blair di incalzare la monarchia dopo la morte della principessa Diana pare aver risposto a questo medesimo intento (anche se è stata presentata assai più poeticamente nel film The Queen - La regina, che nel 2006 fu l'ultimo esempio di "spin-doctoring" della gestione blairiana dell'industria culturale).
Ma la linea d'azione degli 'spin doctors' blairiani fu anche nel senso opposto, in direzione cioè della vera e propria manipolazione dell'opinione pubblica per convincerla ad avallare decisioni già assunte per diversi ed inconfessabili motivi: è proprio a loro che si ascrive il successo di aver "surriscaldato" l'opinione pubblica contro il presunto possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein nel 2003, fino a portare come prevedibile conseguenza l'ingresso in guerra contro l'Iraq a fianco degli USA. Le commissioni d'inchiesta di Lord Hutton (2003) e di Lord Chilcot (2010), nell'indagare sulle origini della guerra in Iraq, offrirono uno squarcio abbastanza attendibile delle tecniche impiegate per "presentare" all'opinione pubblica le risultanze della comunità di intelligence come favorevoli all'intervento militare.
Sceneggiature cinematografiche [modifica]
Indiscusso capolavoro cinematografico che ruota intorno a una figura di spin doctor (interpretata da Robert De Niro) è Sesso e potere di Barry Levinson, in cui per aiutare il Presidente degli Stati Uniti in una difficile fase pre-elettorale viene assoldato appunto uno spin doctor che ha un colpo di genio: "inventare" una guerra tutta virtuale fra USA e Albania, con tanto di filmati, inni, l'eroe, ecc. In questo caso lo spin doctor assolda addirittura un produttore di Hollywood (interpretato da Dustin Hoffman) per dare alla simulazione la massima "verosimiglianza" in termini di effetti speciali.
Più recentemente il film di Armando Iannucci In the Loop ha presentato uno scenario assai simile alla preparazione dell'intervento in Iraq, sotto forma di commedia satirica[1]: riconoscibile è il ruolo di spin doctor imputato ad Alastair Campbell.
Sempre su un piano comico e satirico, un buon esempio di resa cinematografica di questo tipo di personaggio è quella di Sergio Rubini nel film Qualunquemente, dove Rubini, richiamato per supportare la campagna elttorale di Cetto La Qualunque, svolge il suo ruolo in modo abile e spregiudicato.
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lunedì 30 aprile 2012
In memoria di Pio La Torre
Il 30 aprile 1982 veniva assassinato Pio La Torre, sindacalista ed esponente politico comunista. Al momento della morte, il deputato siciliano era segretario regionale del PCI. L'omicidio fu rivendicato dai Gruppi Proletari Organizzati, ma in realtà la matrice dell'assasinio era mafiosa: il pentito Messina, nove anni dopo, asserì che l'ordine di uccidere Pio La Torre venne dato dal capo dei Corleonesi, Totò Riina, che voleva punire il politico siciliano per la proposta di legge riguardante l'esproprio dei beni immobili dei mafiosi.
La Torre aveva capito una cosa fondamentale: il modo migliore per colpire la mafia è togliere ai mafiosi i loro beni. "Colpirli nei soldi". E' grazie all'insegnamento di Pio La Torre che associazioni come Libera sono riuscite a porre all'attenzione pubblica il tema della "riconversione ad uso sociale" dei beni sottratti alle mafie.
Al ricordo di Pio La Torre, esempio di politica pulita che combatte le mafie e l'illegalità, dedico questo video tratto da youtube:
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Grillo, lo Stato e la mafia
«La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la sua vittima». Questa frase di Beppe Grillo ha scatenato, come ovvio, un vespaio di polemiche. Alcune illegittime, visto che provengono da chi mette i mafiosi nelle proprie liste elettorali; altre legittime, perchè provengono da persone o movimenti che hanno fatto della lotta alle mafie la propria ragione sociale. Personalmente credo che, stavolta, Beppe Grillo abbia esagerato. Anzi no, perchè il comico genovese esagera sempre. Stavolta Grillo ha semplicemente detto una cazzata, una cosa vergognosa. Non so in quale Paese viva Grillo, ma nel paese in cui vivo io la mafia strangola da decenni i propri clienti: cittadini, commercianti, imprenditori. O paghi il pizzo o ti incendio il negozio. O voti chi ti dico o chiudi baracca.
Qualcuno obietterà: ma lo Stato non fa lo stesso? Pensate ad Equitalia, all'usura bancaria tutelata dallo stato, o alle stesse forze dell'ordine che sono "i picciotti dei banchieri" che ci governano.
Non sono d'accordo, almeno non completamente. Io non credo che TUTTO lo Stato sia mafioso: la maggioranza dei magistrati e dei poliziotti, ad esempio, è sicuramente contro la mafia e spesso paga questa scelta di campo con la vita. Anche la generalizzazione "tutti i politici sono mafiosi" è una stronzata colossale: esistono tantissimi esponenti politici e amministratori locali che QUOTIDIANAMENTE combattono contro le mafie e per la legalità. Perchè dovremmo spazzare via tutti? Solo perchè sono stati eletti nel Pd o nel PdL, in Sel o nell'IdV?
Caro Grillo, dici spesso cose giuste utilizzando la tecnica dell'eccesso tipico della satira. Stavolta, però, hai detto una cosa grave, sbagliata, falsa. Il movimento che tu hai contribuito a fondare è sicuramente lontano anni luce da questa e da altre posizioni che hai espresso negli ultimi tempi. Il problema sai qual è? Queste tue uscite fanno perdere consenso al MoVimento 5 Stelle. E in politica il consenso è importante. Fidati.
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venerdì 20 aprile 2012
Elezioni: se fossi a Pozzuoli, voterei Mauro Serpico
Dal 2007 vivo e lavoro a Roma. Qui ho la mia residenza, qui faccio politica, e qui esprimo il mio voto. Ma se abitassi ancora a Pozzuoli, non avrei dubbi su chi votare alle prossime elezioni comunali: Mauro Serpico. Perchè? I motivi sono centinaia, migliaia, ma proverò a sintetizzarne alcuni.
Conosco Mauro Serpico da quando ancora non mi facevo la barba. Non l'ho conosciuto in una delle tantissime e sterili riunioni in politichese a cui ho partecipato, nè nei finti cortei che qualche politicante organizzava per poi fregare i lavoratori. L'ho conosciuto sotto un canestro, tra le gocce di sudore di una gioventù che oggi è più nel cuore che nel fisico (ci stiamo facendo vecchi, abbiate pietà). L'ho conosciuto con una palla di basket sotto la sella di un motorino mezzo scassato, gli ho fatto qualche blocco che lui ha tradotto immancabilmente in canestro, oppure ho sfruttato qualche suo assist al bacio. Nonostante Mauro fosse abbondantemente più forte di me e dei tanti ragazzi che giocavano, non ha mai lesinato un passaggio dietro la schiena o una pacca sulla spalla. Allora, però, già si capiva qualcosa del suo orientamento politico: bastava parlargli cinque minuti, per capire da che parte della barricata stava. E il suo schema cestistico preferito - consentitemi lo scherzo - era il "pugno chiuso".
Mauro Serpico è un cittadino, un padre, un compagno. Non è un politico. Non ha un curriculum di Assessore alla Supercazzola o di Consigliere comunale municipale condominiale sindacale. Mauro Serpico fa sport e aiuta i ragazzi a fare sport: perchè i proletari, sia chiaro, possono emanciparsi anche tramite lo sport. E se l'obiettivo di un comunista è emancipare i proletari, Mauro Serpico lo persegue ogni giorno e da anni.
Se in questi anni avete frequentato il Consiglio Comunale puteolano, non l'avete visto mai: non era solito leccare il culo a qualche pseudopolitico che - da destra a sinistra - ha portato Pozzuoli nello stato di degrato civile, politico, culturale ed economico in cui versa da anni.
Non ha mai portato borse che non fossero borsoni da basket, non ha mai scritto delibere che favorivano lobbies ma solo schemi contro la 1-3-1. Questo significa che non ha esperienza? Tutt'altro! Ha l'esperienza di chi deve portare avanti una famiglia insieme alla compagna e sa cosa significa lavorare, tirare la cinghia, sudare quotidianamente, barbamenarsi nel traffico, vedere la propria città (un piccolo gioiello) ridotta ad una cloaca, assistere alla partenza di tanti amici che sono andati via da Pozzuoli per lavorare.
Mauro Serpico sa tutte queste cose. Se gli darete il voto, le tradurrà in delibere, in mozioni, in interrogazioni, in lotte. Ne sono certo.
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giovedì 19 aprile 2012
Andrea Scanzi: "Pro e contro Beppe Grillo"
Vi sottopongo un interessante articolo del sempre ottimo Andrea Scanzi, pubblicato su Il Fatto Quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/beppe-grillo-contro/205571/
Beppe Grillo cresce nei sondaggi, molti prevedono un suo exploit alle prossime amministrative e tutti lo crivellano. Dal centrodestra al centrosinistra, dalla Lega (a cui Grillo saboterà parte dei voti) ai dalemini caricaturali. Passando per Vendola, che – per quanto colto e munito di perenne supercazzola retorica – non è andato oltre l’accusa stantia di “populismo”. Ovvero una variazione sul tema della solita melassa piddina: demagogo, qualunquista, disfattista, bla bla bla. Prenderà davvero il 7 percento alle prossime amministrative? Più? Meno? Vediamo i pro e i contro, suoi e del Movimento 5 Stelle.
Contro
- Il programma qua e là leggero. O quantomeno un po’ troppo utopico e sognante. Il M5S sembra molto forte nel criticare, non si sa quanto nel costruire. Non è vero che non abbia una parte propositiva (menzogna atta a screditarlo in partenza), ma al momento sembra più credibile come sentinella del (contro)potere che come progetto di governo.
- Alcune uscite sbagliatissime, come lo Ius Soli. Grillo è abile nell’alzare i toni, ma se li alzi sempre finisce che perdi la voce. E ti esce qualche sciocchezza greve.
- La generalizzazione. Grillo deve smetterla di dire “tutti i politici”, “tutti i giornalisti”. Non sono “tutti”: ce ne sono di bravi e onesti e di pavidi e disonesti. Sarebbe come dire che Grillo è uguale a Panariello, o Martufello; o che è uguale a Casini, o Bersani.
- Una tendenza alla dittatura interna. Grillo mal sopporta il dissenso, ama essere detestato dal potere ma pretende un po’ troppo l’adulazione dagli adepti (era così anche il vecchio Pci, per la cronaca).
- I toni. Non puoi usare sempre la forma eccessiva del linguaggio satirico per commentare la realtà. Più prende in giro (i nomignoli ad esempio), più presta il fianco alla critica facile di essere “volgare” (e dunque on meritevole di attenzioni). Grillo si disinnesca spesso da solo.
- Casaleggio. E’ lui – l’ineffabile spin doctor – a dettare la linea, quasi imponendosi e plagiando Grillo, o semplicemente la pensano allo stesso modo?
- Inesperienza. I militanti sono tutti alle prime esperienze politiche. Non è detto che sia un male.
- Manicheismo. Lui (e loro) sono il bene, gli altri il male. Magari fosse così facile.
- Ripetizioni. Grillo tende a reiterare le stesse battute e per chi lo segue da anni scatta il déjà vu.
- La latente rozzezza della prima (ma anche seconda) Lega.
- Lo scazzo con De Magistris. Grillo può fare l’offeso quanto vuole, ma se cominciano a litigare tra loro anche i pochi in grado di catalizare la “società civile”, non c’è speranza.
- Il rischio di una progressiva berlusconizzazione (l’uomo che si è fatto da sé, etc), per quanto le differenze tra i due siano contenutisticamente abissali.
Pro
- Una attività di controcultura, e controinformazione, che nessuno – o quasi – ha fatto in Italia. E non da ieri: da più di 20 anni, abbandonando tv e territori facili. Occorre coraggio: tanto.
- La capacità preveggente di individuare temi cardine (ambiente, informazione, economia) e contesti (la Rete), anticipando evoluzioni (e involuzioni) politiche e mediatiche.
- La competenza in ogni ambito, sua e dei collaboratori (Grillo citava Chomsky e Rifkin quando Vendola era ancora ai presocratici: e c’è rimasto).
- Il coraggio (a volte ostentato) di essere politicamente scorretti.
- L’attenzione a battaglie spesso sottaciute (o peggio) dai media. Per esempio l’omicidio di Federico Aldrovandi e la spaventosa realtà carceraria.
- La credibilità (figlia di una carriera inattaccabile o quasi).
- La politica intesa come servizio civile. Niente rimborsi, tetto agli stipendi.
- L’avere raggiunto gli obiettivi attuali, pur avendo quasi tutti contro.- L’entusiasmo, la novità, la capacità di incarnare il nuovo (che poi lo sia davvero, è aperto il dibattito).
- Il saper essere pienamente politico e non antipolitico (a meno che l’antipolitica sia banalmente il non accontentarsi dell’attuale “abc” al governo).
- Quando sei in grado di fare arrabbiare così tanto, in un colpo solo, Belpietrini e Velardi Muppets, vuol dire che hai innegabili meriti.
Si potrebbe andare avanti, ma l’estrema sintesi può essere questa: Grillo fa battaglie giuste e sbagliate, alterna intuizioni lodevolissime a inciampi rovinosi, ma di sicuro non è il “Male” né “il distruttore” della democrazia. Più semplicemente, al momento sembra essere la figura più brava a catalizzare quel malcontento (a volte confuso) che non voterà mai Berlusconi ma al tempo stesso non ha più voglia di farsi bastare i brodini lessi del Partito Democratico (e derivati).
E’ un reato votare Movimento 5 Stelle? Chi lo fa è antipolitico, qualunquista, populista, demagogo? Sciocchezze. E alibi facili, a cui si aggrappano politici inadeguati e tromboni stonati.
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La Destra capitolina vuole privatizzare Acea!
Intervistato da Sky Tg 24 all'interno della trasmissione "Un caffè con...", il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha parlato di tante cose: dai problemi nazionali ai temi più locali. Particolarmente interessante è stata la risposta sulla questione della privatizzazione di Acea, inserita nella previsione di Bilancio di Roma Capitale:
"La questione holding e la privatizzazione di Acea possono essere una spinta all’economia e possono far entrare risorse nelle casse comunali per gli investimenti. Chi è contro questa ipotesi è contro lo sviluppo della città. I segnali che ho non sono positivi – ha continuato Alemanno - c’è un’opposizione blindata sull’ostruzionismo pregiudiziale. Invece bisogna affrontare questo bilancio comprendendo che siamo in una fase di emergenza. Chi continua a pensare di fare ostruzionismo non si rende conto della situazione drammatica che c’è in città. Ci vuole grande senso di responsabilità e grande attenzione al lato economico. Chiedo al Pd di non paralizzare Roma per mesi perchè abbiamo bisogno di risposte immediate”.
Tradotto in soldoni: Alemanno e la Destra capitolina hanno intenzione di privatizzare Acea, vendendo il 21% delle azioni in possesso del Comune. Nonostante l'ultimo referendum abbia sancito l'impossibilità di privatizzare i servizi idrici locali. E nonostante Acea sia una azienda in attivo, un "gioiello" per dirla con Legambiente Lazio.
La svendita del patrimonio pubblico è nel dna della Destra berlusconiana, e Alemanno giustamente cerca di ottemperare anche ai suoi obblighi verso le lobbies che, magari, potranno tra un anno sponsorizzare la sua ricanditatura a sindaco.
Auspichiamo che TUTTO il centrosinistra romano sia UNITO in questa battaglia CONTRO la privatizzazione di Acea e, in genere, dei servizilocali. Se vi sono problemi e disservizi nel pubblico, è GIUSTO che si risolvano SENZA svendere a privati. Nel caso di Acea, peraltro, siamo addirittura al paradosso della vendita di azioni di una azienda in attivo!
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Di Pietro: "Monti semina vento. Raccoglierà tempesta"
Il presidente del consiglio si complimenta con se stesso e dichiara che, grazie alle scelte del suo governo, l’Italia ha evitato uno shock distruttivo.
Ma di cosa parla, e chi vuole prendere in giro? Mentre lui evitava gli shock, negli ultimi tre mesi, 146.368 aziende chiudevano i battenti. Il saldo rispetto a quelle che invece sono entrate sul mercato è pesantemente negativo: 26.090 imprese in meno. Un bilancio in rosso che è triplo rispetto a quello del primo trimestre dell’anno scorso. Questo esecutivo continua a colpire gli onesti cittadini, lascia intatti i privilegi della casta e fa prosperare indisturbati gli evasori e i corruttori. Ogni giorno, davanti a Montecitorio, ci sono manifestazioni di protesta, di gente che soffre e con dignità chiede alla politica di restituire loro il maltolto: ieri gli specializzandidi medicina, oggi i cassaintegrati di alcune aziende collegate al fotovoltaico e domani si vedrà.
Questa è la realtà della società italiana, questa è la fotografia di cosa è diventata l’Italia oggi.
Il governo continua ad ignorarla e ripete che tutto sta andando bene.
Si comporta come Nerone che suona la cetra mentre per le strade impazza la disperazione e inizia a infuriare la protesta. Ormai i disoccupati si contano a milioni ma se le stime fossero oneste e trasparenti ne registrerebbero moltissimi in più. In media, nei tre mesi in cui Monti ha salvato l’Italia, si sono suicidate due persone al giorno: lavoratori disoccupati o imprenditori rovinati. Il miracolo dello spread si è rivelato un trucco da saltimbanchi: il tetto che tutti i commentatori, nessuno escluso, definivano catastrofico l’estate scorsa era di 400 punti. Dopo che Monti ha evitato lo shock gira intorno ai 380, e anche questo solo grazie agli acquisti massicci dei titoli di Stato italiani da parte della Bce. Presto, se le cose continuano così e non si attivano veri tagli agli sprechi e provvedimenti economici strutturali per la crescita e l’occupazione, questa protesta smetterà di essere pacifica.
Siamo a un passo dalla rivolta sociale e chi soffia sul fuoco non è chi, come noi dell’Italia dei Valori, chiama le cose con il loro nome ma chi fa finta di non vedere e di non capire. Se vogliono evitare la rivolta, sostengano i lavoratori, lascino perdere l’articolo 18 e curino anche gli interessi della povera gente e delle imprese oltre che quelli dei banchieri. Non se la prendano con noi che ci limitiamo a dire la verità e a denunciare un pericolo.
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mercoledì 18 aprile 2012
Una risposta a Borghezio: puoi vendere solo ciò che esiste.
Mario Borghezio: ti vogliamo così!
Le affermazioni del leghista Borghezio meritano una riflessione ed una risposta. Il sempre sano esponente settentrionale ha dichiarato: "Inutile negare che la mafia in Sicilia e la camorra in Campania sono saldamente radicate nel territorio, quindi una soluzione potrebbe essere che Monti la venda agli Usa o a qualche miliardario russo visto che non si riesce ad estirpare il malaffare troppo radicato". Ha ragione Borghezio: vendiamo Campania e Sicilia. Sono d'accordo: voglio morire americano, o russo, o magari irlandese.
Facciamo però notare che, mentre è possibile vendere la Campania e la Sicilia perchè ESISTONO, non sarebbe possibile fare lo stesso con la Padania, che notoriamente E' UNA INVENZIONE storica. Significherebbe vendere Topolinia o Paperopoli, che sono reali esattamente quanto la Padania.
Evitiamo di far notare che il sig. Borghezio, a cui auguriamo sempre tanta salute e fortuna, è rappresentante dell'Italia al Parlamento Europeo. Quando prende la parola a Bruxelles, egli rappresenta l'Italia. Chi si sente italiano, ed è orgoglioso di appartenere a questo popolo, dovrebbe indignarsi e reagire, anche con durezza, nei confronti di Borghezio e dei tanti borghezi che pascolano nelle istituzioni, soprattutto al nord.
Noi, invece, che siamo orgogliosamente apolidi, dato che la Magna Grecia non è riconosciuta come Stato, la buttiamo sull'ironia.
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lunedì 16 aprile 2012
Politica e legalità: il "caso Cerveteri"
Un interessante articolo de Il Fatto Quotidiano, riguardante il caso delle elezioni comunali a Cerveteri, dove i due principali candidati a sindaco sono un politico accusato di corruzione (pdl) e l'avvocato che l'ha difeso (pd). Fuori dal coro, il terzo incomodo: il candidato dell'Idv che ha denunciato tutto.
L’Idv si schiera con la “spia” che denunciò il (presunto) corruttore. L’Udc punta direttamente sul (presunto) corrotto. Il Pd invece candida il suo l’avvocato. È uno strano test politico, quello di Cerveteri, dove il 6 e 7 maggio l’elettore dovrà scegliere se farsi amministrare dalla “spia”, dal “corrotto” o dal suo difensore. Certo, le indagini della magistratura sono ancora in corso, quindi ogni accusa deve essere ancora dimostrata, ma nel frattempo si vota e i ruoli – in campagna elettorale – sembrano definiti.
Nei panni della “spia” – sostenuta dall’Idv, Verdi, Pli, e due liste civiche – c’è il trentenne Alessio Pascucci. Nel 2011 Pascucci denunciò ai carabinieri una storia di mazzette e delibere comunali. Dopo la sua denuncia, nel fascicolo d’inchiesta, tra i nomi degli 11 indagati, venne iscritto anche quello di Lamberto Ramazzotti. È lo stesso Ramazzotti che campeggia sui manifesti elettorali affissi in città: parliamo del candidato sindaco dell’Udc, già Presidente del consiglio comunale, già primo cittadino. Qui il partito scudo crociato corre da solo con l’appoggio delle liste civiche. Diamo un altro sguardo al cast del centrodestra: il Pdl candida Guido Rossi. E anche Rossi è indagato nella stessa inchiesta. Però ha fatto un piccolo passo indietro: il suo partito l’aveva candidato a correre per la poltrona di sindaco, poi per quella più piccola, di semplice consigliere comunale. Il Pdl deve ripiegare su un altro nome: Angelo Galli. “Una scelta dolorosa – commenta Rossi – fatta per un atto di responsabilità nei confronti dei miei concittadini e del partito”. E staccarsi da questa vicenda giudiziaria, per l’elettore di Cerveteri, si dimostra impossibile se pensiamo allo schieramento del centrosinistra: il Pd candida Celestino Gnazi e il cortocircuito, a questo punto, è davvero completo. Gnazi è l’uomo che, fino alla vigilia della sua candidatura, difendeva, come avvocato, il suo sfidante (Ramazzotti, Udc), dalle accuse della magistratura, accuse nate dalla denuncia dell’altro sfidante (Pascucci, Idv). Secondo l’ex avvocato e oggi candidato del Pd “utilizzare la vicenda giudiziaria, tutta da chiarire, per farsi pubblicità nella campagna elettorale è un fatto non ammirevole”. Il riferimento è alla “spia” Pascucci.
Su Ramazzotti, Rossi – e altri nove – è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Civitavecchia. L’atto incriminato, sul quale sta indagando il Pm Lorenzo Del Giudice, riguarda un bando di urbanistica. E’ su questa storia – ormai di cronaca giudiziaria – che si muovono le prossime elezioni politiche: nel 2008, da poco insediatosi, il sindaco del Pd e assessore all’urbanistica, Gino Ciogli, anch’egli coinvolto nelle indagini, predispose un bando con cui chiunque poteva proporre al comune accordi e – in cambio di servizi offerti alla collettività – realizzare progetti di edilizia residenziale e commerciale.
Tre anni dopo scoppia lo scandalo giudiziario.“Il bando – racconta Pascucci, il grande accusatore, che denunciò tutto ai carabinieri – era generico e mal fatto. In commissione giunsero circa sessanta proposte: quasi tutte giudicate non congrue. Furono lasciate in un cassetto per mesi”.
Tra quelle bocciate ne venne presa una e riproposta. Quella della società Cafire srl di Carlo Fondate. L’imprenditore proponeva di costruire una scuola e in cambio, però, un suo terreno avrebbe ottenuto il mutamento della destinazione d’uso. Risultato: aumento di cubatura, per costruire case e negozi (31mila metri cubi per abitazioni, 50mila per negozi), per un affare da 16 milioni di euro. Realizzato in cambio di una scuola che, invece, ne sarebbe costata 4. “Ciogli – dice Pascucci – nonostante il parere negativo del tecnico comunale decise di portare la proposta in consiglio che, compatto, vota a favore”. E qui arriva il colpo di scena, messo nero su bianco nelle denunce che Pascucci presenta in procura: “Qualche giorno prima del voto – si legge nei verbali - ricevo una strana telefonata da un professionista di Cerveteri, che dice di rappresentare la Cafire, e chiede di incontrarmi con urgenza. In mezz’ora è a casa mia e mi spiega che la società aveva calcolato, nel budget, dei costi per i diversi “step” che l’atto avrebbe dovuto fare in consiglio”. Strani gli step, strano il budget: “A me e ad altri quattro consiglieri della mia area – continua Pascucci – avrebbe riconosciuto 75.000 euro a voto, più un bonus di altri 75.000”. La presunta tangente, da 375mila euro, viene però denunciata ai carabinieri.
“Fingendo di essere d’accordo – racconta il giovane candidato – votiamo la delibera. Per ringraziarmi, il professionista torna a trovarmi e – prima di andarsene – lascia una busta sul tavolo del soggiorno. La consegno ai carabinieri senza aprirla”. Pochi mesi dopo arrivano le perquisizioni nelle case e uffici di 11 persone che secondo gli inquirenti sarebbero coinvolte in un’attività corruttiva che mostrerebbe il legame tra interessi politici e privati. Tra i politici raggiunti da avviso di garanzia anche Rossi (candidato consigliere comunale del Pdl) e Ramazzotti (candidato sindaco Udc) che, all’epoca dei fatti era difeso dall’avvocato Gnazi (candidato sindaco del Pd). Ramazzotti raggiunto al telefono sulla vicenda dichiara: “Sono stato indagato per una promessa di corruzione, fatto che mi vede totalmente estraneo e confido nell’operato dei magistrati”. Pascucci oggi si candida con l’Idv e, come slogan, ha scelto di definirsi “la spia della giustizia e della legalità”.
di Loredana Di Cesare
domenica 15 aprile 2012
Fornero: "Riforma o a casa". Allora speriamo che non passi!
Il ministro Fornero ha annunciato che, se non passa la riforma del mercato del lavoro, il Governo Monti cesserà di esistere.
Un motivo in più, quindi, per continuare la lotta contro questa sottospecie di riforma del lavoro! Questo governo, in cui molti avevano riposto tante speranze dopo le esperienze dei governicchi berlusconiani, ha deluso tutti... tranne i soliti noti.
Prima torniamo alle urne e meglio sarà. Con questa legge elettorale? No, preferiremmo un'altra. Ma se non c'è... si va con questa.
venerdì 13 aprile 2012
La Minetti come Nilde Iotti? E la Santanchè è come Cicciolina!
La Santanchè ha detto che Nicole Minetti è come Nilde Iotti. Entrambe sono state amanti del "capo", l'uomo di potere: rispettivamente Berlusconi e Togliatti.
Questo ardito paragone me ne ha fatto venire in mente un altro: la Santanchè è come Cicciolina.
Ma che avete capito! Non mi riferivo alle capacità sessuali utilizzate per fare carriera! Volevo solo evidenziare le similitudini: entrambe deputate, entrambe sufficientemente ricche, entrambe con amici nei circoli di potere.
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giovedì 12 aprile 2012
Dalla parte dei centurioni
"Scontri a Roma tra vigili urbani e centurioni". A leggere questo titolo si rischia di trasalire: ce stanno ancora i centurioni? E da quanno?
In realtà ci si riferisce a quelle persone che, vestite da centurioni, stazionano nei pressi del Colossseo e si fanno fotografare (previo pagamento) con i turisti. Dopo la lettera spedita dalla soprintendente Mariarosaria Barbera al sindaco Alemanno con la disposizione immediata di sgomberare le aree sottoposte a vincoli archeologici da camion-bar, bancarelle e centurioni, l'assessore al Commercio Davide Bordoni ha dichiarato guerra all'illegalità. "L'abusivismo deve essere represso, per questo partirà una task force che vedrà la polizia municipale impegnata in una vasta operazione di decoro intorno al monumento più celebre di Roma".
Ora ci chiediamo: i centurioni creano al decoro urbano lo stesso danno dei camion-bar o delle bancarelle abusive? Perchè, se comprendiamo le ragioni che spingono ad impedire la presenza di camion-bar nei pressi dei monumenti più belli di Roma, non riusciamo a comprendere perchè i centurioni non possano fare un lavoro onesto. Meglio se andassero a rubare? Crediamo proprio di no!
La motivazione addotta è: contrastano col decoro. I centurioni? Col Colosseo alle spalle? Fossero dei rompicoglioni che ti pedinano fino a quando non ti fai fare una foto con loro... capiremmo il fastidio, ma non è così!
Allora la motivazione cambia: sono abusivi. Per loro scelta o perchè non esiste quella figura professionale? Cioè: è possibile fare i centurioni senza essere abusivi? Pare di no, visto che i centurioni chiedono di essere regolarizzati e il Comune di Roma, tramite l'assessore al Commercio (e non alla Cultura, si noti bene) Davide Bordoni ha proposto una sorta di Tessera del Centurione. Dopo la Tessera del Tifoso, l'idea di tesserare tutti i cittadini e i lavoratori continua a prendere piede. Comunque sarebbe già un'ottima cosa, questa tessera.
Eppure non riusciamo a capire: PERCHE' i centurioni sarebbero un ostacolo, un limite per il decoro dei monumenti romani? Che male fanno, sti centurioni che si fanno pagare per le foto al Colosseo?
Parlo per esperienza personale: praticamente tutte le volte che passo per il Colosseo vengo avvicinato da un centurione che chiede se voglio farmi una foto; al mio diniego, lasciano andare e non mi infastidiscono affatto.
Si vede che sono fortunato.
Iniziativa IdV municipio 8, domenica 18 marzo (video)
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domenica 8 aprile 2012
Comunicato stampa dell'IdV Municipio 8 sui problemi della scuola nel nostro municipio.
SIAMO STANCHI DELLE GRADUATORIE DELLA VERGOGNA! LA SCUOLA E’ UN DIRITTO!
L’Italia dei Valori – Municipio 8 vuole evidenziare l’indecenza raggiunta dal sistema scolastico municipale. Le graduatorie per la scuola dell’infanzia, appena pubblicate, palesano un problema che, anno dopo anno, si aggrava sempre di più: la totale insufficienza dei posti disponibili nelle strutture scolastiche comunali, dagli asili nido alle scuole superiori. Percentuali indecenti di domande accolte spingeranno sempre più famiglie ad iscrivere i loro figli alle scuole private, le cui rette mensile incidono spaventosamente sul bilancio familiare.
Tale problema, presente in tutto il territorio comunale, diventa ancora più opprimente nel nostro municipio ed in quartieri come Ponte di Nona e Castelverde, popolati soprattutto da giovani coppie con bambini. Invece di continuare a costruire appartamenti, sarebbe ora che si cominciasse a costruire qualche istituto scolastico! Solo un nuovo piano di edilizia scolastica, la revisione dei termini di assegnazione dei posti in graduatoria ed il controllo costante per verificare quanti ne hanno realmente diritto, possono rappresentare una soluzione del problema. Qualsiasi altri intervento sarebbe un semplice palliativo, incapace di risolvere a monte un disservizio che sta assumendo i caratteri di una emergenza.
“L’Italia dei Valori, all’opposizione sia in Campidoglio che nel Municipio VIII, vuole denunciare l’inadeguatezza delle giunte Alemanno e Lorenzotti nell’affrontare questo ed altri problemi. Sicurezza e servizi erano i due temi su cui la destra capitolina aveva investito, spesso strumentalmente, in campagna elettorale: alla prova dei fatti, hanno fallito clamorosamente!”, aggiunge Antonio Lucignano, membro del Direttivo dell’IDV –Municipio 8.
“L’Italia dei Valori sostiene e incoraggia la lotta dei cittadini che vedono leso un diritto costituzionale, perché LA SCUOLA E’ UN DIRITTO! Le vergognose graduatorie incoraggiano la logica della guerra tra poveri (italiani contro stranieri); il problema, lo ribadiamo, va risolto radicalmente. Per questo, l’IDV è disponibile fin da subito a collaborare con qualsiasi realtà politica e sociale interessate a realizzare una “rivoluzione culturale” sul tema della scuola.”, conclude Marco Argenti, coordinatore municipale dell’Italia dei Valori.
Coordinamento
ITALIA DEI VALORI – MUNICIPIO 8
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sabato 7 aprile 2012
Lo scandalo delle graduatorie per le scuole dell'infanzia: il 70% è fuori!
Sul sito istituzionale
è possibile scorrere le graduatorie per le scuole dell'infanzia.
Nel quartiere romano in cui abito, Ponte di Nona, la situazione è a dir poco spaventosa: a fronte di un quartiere popolato soprattutto da giovani coppie con bambini piccoli, solo il 30 % delle domande è stata accolta. In pratica: su 100 famiglie che hanno fatto domanda, 70 saranno costrette a mandare i loro figli nelle scuole private (la cui retta mensile oscilla tra le 450 e le 600 euro).
Il presidente del Municipio VIII, Lorenzotti (PdL), insieme alla sua giunta, non ha fatto nulla in questi quattro anni per migliorare la situazione dei servizi al cittadino. Ricordiamo anche la recente visita di Striscia la Notizia nel nostro quartiere, durante la quale è stato visitato un istituto scolastico pronto eppur ancora vuoto. La risposta dell'istituzione municipale, per voce dell'assessore al ramo Baldassarri? "Tutto ciò che era di nostra competenza è stato fatto". Cioè: la colpa non è nostra, ma di altri. Noi abbiamo fatto tutto. Poi chissenefrega se la scuola viene effetivamente aperta!
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venerdì 6 aprile 2012
Idv Lazio: le proteste dei pendolari sono sacrosante!
Dopo alcuni giorni di "pausa", con questo post ricomincio a parlare di politica:
«Le continue proteste che ci arrivano tramite incontri, email e azioni dimostrative da parte degli ormai sfiniti pendolari laziali, sulle loro odissee giornaliere, non possono che avere il nostro massimo sostegno». Lo dichiarano, in una nota, Giovanni Loreto Colagrossi, consigliere regionale dell' Italia dei Valori e Componente Commissione Mobilità della Regione Lazio e Daniele Parrucci, Responsabile Regionale IDV Trasporti. «Non è più accettabile - prosegue Colagrossi - che su linee come la Roma/Tivoli, la Roma-Cassino, la Roma-Viterbo, e non ultima per disagi la Roma-Lido i nostri cittadini laziali, per recarsi sul posto di lavoro o di studio, siano costretti ogni giorno a condizioni di viaggio disumane». «Continui ritardi, - continua Parrucci - numero di treni insufficiente per coprire un bacino d'utenza di migliaia di persone, carrozze chiuse nonostante il sovraffollamento al limite della decenza umana, sporcizia e assenza di bagni praticabili, fanno delle linee sopracitate vere e proprie macchie indelebili per tutta la nostra Regione». «È il momento di dire basta - concludono Colagrossi e Parrucci - assistere e vivere questo disagio ogni giorno è assolutamente intollerabile». Ci rivolgiamo nuovamente all'Assessore Lollobrigida affinché si adoperi quanto prima nel prendere, e nel pretendere, provvedimenti immediati dai vertici di Trenitalia, nel pieno rispetto del Contratto di Servizio stipulato dalle parti.
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giovedì 5 aprile 2012
Haiku per le dimissioni di Bossi
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