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martedì 29 maggio 2012

Leonardo Metalli, il minzoliniano grillino



Dopo le ultime elezioni politiche, che hanno segnato una sconfitta (o una "non-vittoria", per dirla con Bersani) per tutti i partiti che sostengono il governo bocconiano e la conseguente affermazione del MoVimento 5 Stelle, tutti si sono affrettati a mostrare i famigerati "flussi elettorali". Da questi dati, sulla cui scientificità - come ci insegnò Kant - è inutile dissertare, si evincerebbe che il MoV abbia preso voti al Pd, ma di più al PdL, anzi no alla Lega, e magari pure all'Udc. Insomma, tutti quelli che hanno perso dicono che i loro voti sono andati al MoVimento fondato da Beppe Grillo. Questo avviene per due ragioni: dimostrare che il proprio elettorato non è passato "dall'altra parte", testimoniando che gli avversari storici non sono capaci di rappresentare una reale alternativa politica; affermare che il voto in libera uscita si è rivolto alla cosiddetta antipolitica, ontologicamente non costruttiva, evitando accuratamente di analizzare i motivi che dovrebbero spingere un elettore del Pd o del PdL a votare per Grillo.
Il problema, però, è che i grillini stanno spuntando come funghi, ed in ogni settore e ambiente del Paese, produttivo o improduttivo che sia. Addirittura in Rai è nato un Gruppo 5 Stelle, capitanato dal giornalista Leonardo Metalli, il quale afferma che le fila dei grillini in Rai si stanno ingrossando. Chi è Leonardo Metalli? Beh, ufficialmente è l'inviato dello spettacolo del Tg1, ma soprattutto è un amico personale di Augusto Minzolini, cioè del peggiore direttore del Tg1 degli ultimi 20 anni, nonchè un estimatore di Gasparri ed un appassionato berlusconiano della prima ora. Sentite alcune dichiarazioni, riportate da Il Fatto Quotidiano: "la fase berlusconiana? Per me è stata brevissima. Mi piaceva il movimentismo di Forza Italia, un sentimento tradito dal Pdl. Ancora non ci posso credere che Maurizio Gasparri, una persona che conosco e che apprezzavo, sia l’autore di una legge che ammazza la Rai"; "Quando in Rai non hai un politico di riferimento sei affossato, annullato, finito"; "Minzolini come Maccari è stato un direttore politico e doveva rispettare un patto non scritto. Augusto potrebbe raccontare perché aveva il dovere di fare determinate scelte".

Un uomo saggio, senza dubbio. Un uomo coerente, di principi. Ci chiediamo se Beppe Grillo e Casaleggio daranno la possibilità a quest'uomo di utilizzare il marchio del MoVimento 5 Stelle. Scommettiamo di si: fa sempre comodo avere qualche entratura in Rai.




lunedì 30 aprile 2012

Grillo, lo Stato e la mafia




«La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la sua vittima». Questa frase di Beppe Grillo ha scatenato, come ovvio, un vespaio di polemiche. Alcune illegittime, visto che provengono da chi mette i mafiosi nelle proprie liste elettorali; altre legittime, perchè provengono da persone o movimenti che hanno fatto della lotta alle mafie la propria ragione sociale. Personalmente credo che, stavolta, Beppe Grillo abbia esagerato. Anzi no, perchè il comico genovese esagera sempre. Stavolta Grillo ha semplicemente detto una cazzata, una cosa vergognosa. Non so in quale Paese viva Grillo, ma nel paese in cui vivo io la mafia strangola da decenni i propri clienti: cittadini, commercianti, imprenditori. O paghi il pizzo o ti incendio il negozio. O voti chi ti dico o chiudi baracca.

Qualcuno obietterà: ma lo Stato non fa lo stesso? Pensate ad Equitalia, all'usura bancaria tutelata dallo stato, o alle stesse forze dell'ordine che sono "i picciotti dei banchieri" che ci governano.
Non sono d'accordo, almeno non completamente. Io non credo che TUTTO lo Stato sia mafioso: la maggioranza dei magistrati e dei poliziotti, ad esempio, è sicuramente contro la mafia e spesso paga questa scelta di campo con la vita. Anche la generalizzazione "tutti i politici sono mafiosi" è una stronzata colossale: esistono tantissimi esponenti politici e amministratori locali che QUOTIDIANAMENTE combattono contro le mafie e per la legalità. Perchè dovremmo spazzare via tutti? Solo perchè sono stati eletti nel Pd o nel PdL, in Sel o nell'IdV?

Caro Grillo, dici spesso cose giuste utilizzando la tecnica dell'eccesso tipico della satira. Stavolta, però, hai detto una cosa grave, sbagliata, falsa. Il movimento che tu hai contribuito a fondare è sicuramente lontano anni luce da questa e da altre posizioni che hai espresso negli ultimi tempi. Il problema sai qual è? Queste tue uscite fanno perdere consenso al MoVimento 5 Stelle. E in politica il consenso è importante. Fidati.

giovedì 19 aprile 2012

Andrea Scanzi: "Pro e contro Beppe Grillo"


Vi sottopongo un interessante articolo del sempre ottimo Andrea Scanzi, pubblicato su Il Fatto Quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/beppe-grillo-contro/205571/

Beppe Grillo cresce nei sondaggi, molti prevedono un suo exploit alle prossime amministrative e tutti lo crivellano. Dal centrodestra al centrosinistra, dalla Lega (a cui Grillo saboterà parte dei voti) ai dalemini caricaturali. Passando per Vendola, che – per quanto colto e munito di perenne supercazzola retorica – non è andato oltre l’accusa stantia di “populismo”. Ovvero una variazione sul tema della solita melassa piddina: demagogo, qualunquista, disfattista, bla bla bla. Prenderà davvero il 7 percento alle prossime amministrative? Più? Meno? Vediamo i pro e i contro, suoi e del Movimento 5 Stelle.


Contro

- Il programma qua e là leggero. O quantomeno un po’ troppo utopico e sognante. Il M5S sembra molto forte nel criticare, non si sa quanto nel costruire. Non è vero che non abbia una parte propositiva (menzogna atta a screditarlo in partenza), ma al momento sembra più credibile come sentinella del (contro)potere che come progetto di governo.

- Alcune uscite sbagliatissime, come lo Ius Soli. Grillo è abile nell’alzare i toni, ma se li alzi sempre finisce che perdi la voce. E ti esce qualche sciocchezza greve.

- La generalizzazione. Grillo deve smetterla di dire “tutti i politici”, “tutti i giornalisti”. Non sono “tutti”: ce ne sono di bravi e onesti e di pavidi e disonesti. Sarebbe come dire che Grillo è uguale a Panariello, o Martufello; o che è uguale a Casini, o Bersani.

- Una tendenza alla dittatura interna. Grillo mal sopporta il dissenso, ama essere detestato dal potere ma pretende un po’ troppo l’adulazione dagli adepti (era così anche il vecchio Pci, per la cronaca).

- I toni. Non puoi usare sempre la forma eccessiva del linguaggio satirico per commentare la realtà. Più prende in giro (i nomignoli ad esempio), più presta il fianco alla critica facile di essere “volgare” (e dunque on meritevole di attenzioni). Grillo si disinnesca spesso da solo.

- Casaleggio. E’ lui – l’ineffabile spin doctor – a dettare la linea, quasi imponendosi e plagiando Grillo, o semplicemente la pensano allo stesso modo?

- Inesperienza. I militanti sono tutti alle prime esperienze politiche. Non è detto che sia un male.

- Manicheismo. Lui (e loro) sono il bene, gli altri il male. Magari fosse così facile.

- Ripetizioni. Grillo tende a reiterare le stesse battute e per chi lo segue da anni scatta il déjà vu.

- La latente rozzezza della prima (ma anche seconda) Lega.

- Lo scazzo con De Magistris. Grillo può fare l’offeso quanto vuole, ma se cominciano a litigare tra loro anche i pochi in grado di catalizare la “società civile”, non c’è speranza.

- Il rischio di una progressiva berlusconizzazione (l’uomo che si è fatto da sé, etc), per quanto le differenze tra i due siano contenutisticamente abissali.


Pro

- Una attività di controcultura, e controinformazione, che nessuno – o quasi – ha fatto in Italia. E non da ieri: da più di 20 anni, abbandonando tv e territori facili. Occorre coraggio: tanto.

- La capacità preveggente di individuare temi cardine (ambiente, informazione, economia) e contesti (la Rete), anticipando evoluzioni (e involuzioni) politiche e mediatiche.

- La competenza in ogni ambito, sua e dei collaboratori (Grillo citava Chomsky e Rifkin quando Vendola era ancora ai presocratici: e c’è rimasto).

- Il coraggio (a volte ostentato) di essere politicamente scorretti.

- L’attenzione a battaglie spesso sottaciute (o peggio) dai media. Per esempio l’omicidio di Federico Aldrovandi e la spaventosa realtà carceraria.

- La credibilità (figlia di una carriera inattaccabile o quasi).

- La politica intesa come servizio civile. Niente rimborsi, tetto agli stipendi.

- L’avere raggiunto gli obiettivi attuali, pur avendo quasi tutti contro.- L’entusiasmo, la novità, la capacità di incarnare il nuovo (che poi lo sia davvero, è aperto il dibattito).

- Il saper essere pienamente politico e non antipolitico (a meno che l’antipolitica sia banalmente il non accontentarsi dell’attuale “abc” al governo).

- Quando sei in grado di fare arrabbiare così tanto, in un colpo solo, Belpietrini e Velardi Muppets, vuol dire che hai innegabili meriti.

Si potrebbe andare avanti, ma l’estrema sintesi può essere questa: Grillo fa battaglie giuste e sbagliate, alterna intuizioni lodevolissime a inciampi rovinosi, ma di sicuro non è il “Male” né “il distruttore” della democrazia. Più semplicemente, al momento sembra essere la figura più brava a catalizzare quel malcontento (a volte confuso) che non voterà mai Berlusconi ma al tempo stesso non ha più voglia di farsi bastare i brodini lessi del Partito Democratico (e derivati).

E’ un reato votare Movimento 5 Stelle? Chi lo fa è antipolitico, qualunquista, populista, demagogo? Sciocchezze. E alibi facili, a cui si aggrappano politici inadeguati e tromboni stonati.

sabato 1 ottobre 2011

Lezioni spirituali per giovani Indignati






Trovo in rete e pubblico.
Un punto di vista sfascista, caustico e originale su giovani Indignados italiani, fratelli scemi degli Indignados spagnoli.

Invece di indignarsi, bisogna incazzarsi.

Se c’è qualcosa di più avvilente dei bambini grassi che alle feste di compleanno fanno battute sul mangiarsi l’intera torta, è questo nuovo pseudomovimento degli Indignati.
Io sono sempre l’ultimo a sapere le cose, perché non parlo mai con nessuno. Anche perché se proprio devo parlare con qualcuno, prendo una tavoletta Ouija e parlo con i morti. Oppure semplicemente mi dimentico le cose (che mi raccontano i morti) per colpa del Tavernello. Quindi è oggi che realizzo consapevolmente l’esistenza di questi Indignati.
Una doccia fredda, inutile dirlo.

L’Italia sta sfornando una nuova generazione di giovani che la condurranno inevitabilmente in un baratro ancora più profondo di quello dove già agonizza. Dei giovani deboli, educati, politicamente corretti, buonisti, piagnoni, giustizialisti e ipocriti, vomitati fuori da vagine secche, imborghesite e finto-idealiste. L’onnipresente contrapposizione destra-sinistra che rompe le palle a tutti da decenni sta venendo risucchiata in un nuovo assetto politico di marca yankee, e questa nuova generazione di sfigati ci si butta anima e corpo, consapevole, forse, che il nuovo agone politico è una gara a chi chiede più legalità. Una dittatura di volemossebbene, arredata con poster di Shepard Fairey, campagne pro-voto di Mtv con Fabri Fibra, la magica parola “precario”, diritti, altri diritti, più diritti, ancora diritti, repressione, terzomondismo d’accatto, le delazioni delle Iene, l’infanticida Grillo, col suo popolo (?) Viola di bannati dal teatro, la pinguedine di Telese, il botulino della Gruber, le sale vuote della Guzzanti, i boxer di Travaglio, la corona di spine di Saviano (che è nascosto nel condotto d’areazione e quando passi ti fa “shhh!”), il conto in banca di De Benedetti, la fede bianconera di Idris (che non c’entra ma c’entra sempre), e tutta quella cricca là insomma, un odio ossessivo per Berlusconi, un odio ossessivo per tutti, un altro po’ di diritti, ed il desiderio malato di vedere chiunque in carcere, di metter fine ad ogni ingiustizia mandando tutti quanti bevuti. Una generazione di infami. Ma io dico, ma cazzo, ma come fai a essere così a vent’anni? Ma veramente ti fomenti coi magistrati? Ma che cazzo hai nella testa?
Sono indignato, è la risposta.
Ma anche qui: ma che è che t’indigni? Ma chi sei, mia zia? Chi sei, Tipper Gore?
Ma incazzati, al massimo.

Non capisco, ma mi sforzo di capire. Come Willy Pasini, nel suo Il Mein Kampf di Willy Pasini, dove tenta di spiegare e superare le infedeltà settembrine del ’43.
Dopo qualche Peroni, la rivelazione. In costoro alberga l’essenza del Kali Yuga, a cominciare dalle origini, che sono sempre decisive. Hanno mutuato il loro nome dagli spagnoli. I nostri cuginetti down. E hanno conosciuto gli spagnoli in Erasmus. Fare l’Erasmus in Spagna, capisci, non è un’esperienza, è una tara genetica. Vai fondamentalmente lì a scopare con le spagnole (che sono le italiane down) e a farti le canne. Così quando torni sai dire hola. Cioè per quello puoi anche andà a Bologna, o a Perugia. Ma no, andiamo in Spagna, che lì non c’è Berlusconi. Se avessi una figlia, piuttosto che mandarla in Erasmus in Spagna la stuprerei io.
Ma in Spagna, i nostri, hanno imparato molte cose, anzi, fondamentalmente tre: che i vecchi porci della politica italiana si sfondano le modelle a 70 anni suonati, mentre loro, i poveri studenti di scienze della comunicazione, giovani e nel pieno della vita e della salute, devono arrivare a Madrid e fare ubriacare una tizia brutta coi capelli zozzi. E che, a conti fatti, ha speso di meno il politicante con la sua mignotta (no, scusate, escort, abbiamo imparato anche questa parola nuova ed esotica) e si è fatto una bella scopata di classe, altro che una tizia semisvenuta colla zazzera tra le gambe e il coinquilino che scorreggia sopra sul letto a castello.
E poi vabè, dire hola.
Ora che ve l’ho svelato, qualsiasi cazzata si inventano, lo sapete: è solo per questo. Non esistono le questioni morali, esiste chi becca e chi no. E al massimo esiste l’avanguardia della repressione totale, che dal professore di lettere orfano del suo ’68 al magistrato in politica orfano di Mani Pulite ha trovato i suoi sbirri nell’Erasmus Generation.
Ma almeno, oh, non li mandano a morire in piazza, che ora le rivoluzioni si fanno con Twitter.

Io che sono oramai vetusto rimpiango i bei vecchi tempi, dove non c’erano l’Erasmus e il blog di Grillo, ma solo l’eroina e gli 883. E non c’era questa tendenza a fare i ribelli, c’era solo un vuoto cosmico e totalizzante, neanche disimpegno, proprio il Maelstrom. Ma almeno ti facevi in vena ascoltando Sei un Mito, mica facevi il ribelle all’università dei codardi, il ribelle che è d’accordo col padre, col professore, con i quotidiani, con i conduttori televisivi, con i giudici, il partigiano delle mezze stagioni in mobilitazione perenne per… cosa? Quello che dicono tutti? Quello che è universalmente accettato? Ma quanto sei stronzo? A vedere dittature ovunque mentre invochi carcere e reati ideologici per ogni cazzata? E tutto questo perché ti scopi solo tizie fatte col pube afro?

Io con la tua democrazia a scacchi mi ci pulisco il culo mentre mi sfascio di Jim Beam con Mauro Repetto che balla convulso su Remix ’94.

Da oggi la Curva del Male predica la forma mentis dell’hooligan (di Innsmouth) come dipinto dai giornalisti, aka ‘sti cazzi della partita, vojo solo fa casino.

Hola.

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lunedì 13 giugno 2011

Abbiamo vinto!

Alla faccia degli speculatori, dei liberisti e dei mafiosi...
alla faccia di chi voleva toglierci l'acqua...
alla faccia di chi voleva distruggere l'ambiente...
alla faccia di chi voleva boicottare le energie rinnovabili...
alla faccia di chi voleva far giocare i nostri figli su terreni neri sotto cieli atomici...
alla faccia di chi voleva distribuire l'acqua come la benzina...
alla faccia di chi vuole difendersi DAI processi...
alla faccia dei vecchi pedofili che fanno il bunga bunga...
alla faccia del Regime che ci governa, e le cui leggi abbiamo bocciato...
alla faccia dei Disponibili che si sono chiamati Responsabili ma sono solo venduti...
alla faccia delle zoccole che sono state elette nelle istituzioni...

ABBIAMO VINTO!!!

e adesso ROSICATE


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venerdì 10 giugno 2011

Beppe Grillo: "Il quorum è una fregatura"






http://www.beppegrillo.it/2011/06/il_quorum_e_un/index.html

Il quorum è un furto di democrazia. Un modo costituzionale per fottere il cittadino. Le porte del Palazzo devono rimanere chiuse. E' inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare, andrebbe denunciato. In giro ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti. Chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum. Preferisce quindi usare la tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2. Sanno che l'opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne. L'Italia è una dittatura con due soli spiragli di democrazia. Due lumini sempre più fiochi di partecipazione: la proposta di legge popolare e il referendum. La prima è solo fumo negli occhi, puoi raccogliere 350.000 firme per una nuova legge elettorale, come per Parlamento Pulito, e Schifani può usarle per pulirsi il culo senza che nessuno possa obiettare, in questi giorni ricorre il secondo anniversario della mia audizione alla commissione affari costituzionali per presentare la legge... Il referendum, quando supera le barriere della disinformazione durante la raccolta di firme e il giudizio della Corte Costituzionale e viene finalmente messo in calendario, diventa allora una pistola caricata contro la partitocrazia che inizia subito l'osceno balletto per depotenziarlo. Il primo passo è evitare qualunque accorpamento con elezioni amministrative, politiche o europee. Il secondo passo è scegliere una data estiva per il voto. Il terzo è evitare di parlarne o invitare la gente a stare a casa o ad andare al mare, come hanno fatto Formigoni e a suo tempo Craxi. E' ormai evidente che democrazia e partitocrazia sono inconciliabili. Quando esiste la prima non può esistere la seconda e viceversa. La democrazia è per i partiti italiani l'equivalente della luce per i vampiri, non possono tollerarla. Per questo il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e che propositivo senza quorum (chi non vota conta zero), come riportato nel suo Programma.

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giovedì 2 giugno 2011

Risposta di SEL a Beppe Grillo



Sono giorni che Beppe Grillo sta accusando Pisapia, da lui ribattezzato "Pisapippa", di essere un uomo del Sistema, una persona che non cambierà un cazzo a Milano. Non c'è nessuna differenza, nè personale, nè politica, nè programmatica, tra Pisapia e la Moratti, secondo il comico genovese.


Come è noto, non condivido queste posizioni di Grillo, in quanto esse rischiano di far etichettare come "qualunquista" il MoVimento 5 Stelle, che meritoriamente rappresenta la più bella novità di queste elezioni.


Per completezza, posto qui sotto la risposta di SEL alle accuse di Grillo:

Friedrich Nietzsche affermava che “le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità”. Si parte dal presupposto che il proprio pensiero sia giusto senza ombra di dubbio, che si possegga la verità assoluta. La politica deve essere umiltà, dialogo, dibattito, senza pretendere di avere la verità in tasca. Beppe Grillo è sempre certo di tutto: gli altri sono i cattivi, lui è il buono; gli altri sono i morti, lui è il nuovo; gli altri sono i neri, lui è il bianco.

Queste elezioni hanno determinato un nuovo modo di fare politica: costruttività, partecipazione, pacatezza (che non vuol dire non essere passionali), confronto, delicatezza (a Milano gli atteggiamenti aggressivi del PDL e della Lega sono stati sonoramente bocciati).
Occorre dialogare con i militanti, i candidati e gli eletti del MoVimento 5 Stelle, sentire e accogliere, se condivise (e ce ne sono tante sui cui è possibile convergere), le loro proposte, senza partire col pressuposto che uno dei due abbia torto a prescindere.

Nell’ultimo post sul suo blog, l’Italia di Pisapippa, Beppe Grillo, tanto per cambiare, spara su tutto e tutti, anche sul neo-eletto Giuliano Pisapia.
“Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui”, scrive il comico-politico, riferendosi al trionfo di Pisapia a Milano.Ciò, tuttavia, contraddice quanto detto da lui stesso in Piazza Duomo, il 4 Maggio 2011: “La Sinistra qui a Milano ha messo Pisapia, che è una brava persona, ma non ce la fa, è un vecchio di 60 anni. Con 15 milioni di euro chiunque diventa sindaco, la Moratti è già rieletta, si sono spartiti le città, Torino a Fassino, Milano a Berlusconi“ e “Questa città ha già deciso chi deve essere il sindaco, qui il sindaco lo farà una signora che ha il marito petroliere”.

1.Se Pisapia “fa parte del Sistema”, perché Grillo aveva detto che Milano sarebbe finita al centrodestra in quanto se l’era spartita col centrosinistra?
2.Se era a conoscenza di questo Sistema, perché Beppe non l’ha “denunciato” prima del risultato elettorale?
3.Essendo a conoscenza del Sistema, perché ha previsto la vittoria della Moratti? Il Sistema non si era ancora mosso il 4 Maggio 2011 per Pisapia (data del suo comizio)?
Il fondatore del MoVimento 5 Stelle prosegue poi con le accuse, spostando l’obiettivo dal neo-sindaco di Milano a Nichi Vendola “che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua”
Per quanto riguarda gli inceneritori, Vendola ha spiegato in diverse situazioni i fatti (video 1, video 2, video 3).

In sostanza, come stanno le cose: nel 2005, anno del primo mandato Vendola, gli impianti previsti dal piano Fitto (5) erano stati già appaltati relativamente alla loro gestione. A questi appalti erano seguiti anche diversi contenziosi amministrativi, per lo più promossi dalle ditte concorrenti e escluse dall’aggiudicazioni. La giunta Vendola ha bloccato tutti gli inceneritori previsti nella parte pubblica. Al contrario, non ha potuto bloccare la parte privata (della Marcegaglia, progettata in Capitanata), poiché questa è regolamentata da normative nazionali e comunitarie e non da leggi regionali.

La battaglia contro gli inceneritori è sacrosanta e bene si fa a promuovere campagne di denuncia sulla dannosità degli stessi al fine di far crescere la consapevolezza dei più, e in particolare della classe politica, sulla dannosità che essi hanno sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Ma la vittoria la conseguiremo solo e se riusciremo a cambiare la normativa vigente.

Sul “San Raffaele del Mediterraneo”, ci sono diversi interventi di Nichi Vendola che chiariscono la situazione (video 1, video 2, post 1). Il nuovo Polo Oncologico di Taranto, il “San Raffaele del Mediterraneo”, non sarà una struttura privata diretta da Don Verzè. Sarà, infatti, un mix tra pubblico e privato, ma a maggioranza pubblica. La parte privata e minoritaria è costituita dalla Fondazione San Raffaele Monte Tabor, quella pubblica e maggioritaria dalla Regione Puglia.

I fondi finora deliberati dalla giunta pugliese fanno riferimento al pacchetto dei fondi FAS 2007-2013 e rispondono alla quota finanziaria spettante al proprietario maggioritario (ovvero la Regione Puglia) per la costruzione e l’avvio dell’ospedale. Nessun regalo alle società di Don Verzè, ma solo gli stanziamenti dovuti per l’edificazione del Polo.

In sostanza, la Regione Puglia, essendo la parte maggioritaria (e pubblica) pagherà 120 milioni di € (dai FAS), mentre la Fondazione San Raffaele Monte Tabor, la parte privata (e minoritaria) ne pagherà 90. Va precisato, inoltre, che il “San Raffaele del Mediterraneo” non sarà un semplice ospedale, ma un IRCCS, vale a dire un centro di ricerca a di eccellenza (come quello di Milano) e che, proprio nel campo della ricerca, viene considerato uno dei migliori a livello internazionale.

Per quel che concerne l’Acquedotto Pugliese, non solo Vendola ha già risposto a Grillo, ma, probabilmente, il fondatore del MoVimento 5 Stelle deve essersi perso qualche passaggio. Il 18 Maggio 2011, infatti, la Commissione Regionale ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto, che da ora potrà essere discusso in Consiglio Regionale.

Caro Beppe, ci parli continuamente di “Sistemi di potere” (come in questo caso), ma vogliamo parlare del sistema di potere che ruota attorno al tuo editore, la Casaleggio Associati? L’esponente principale della Casaleggio, azienda uscita dall’universo Telecom (qui per approfondimenti) è Enrico Sassoon, che si occupa del business e delle relazioni. E’ un ex giornalista del Sole 24 ore, ex direttore di Mondo economico e in particolare amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby delle corporation americane in Italia. Tra i componenti del Cda di questa camera di commercio figurano tra gli altri Mediaset, Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia, Ibm Italia, Walt Disney, Esso, Rcs, Standard & Poor’s, Impregilo Spa, Aspen Institute, guidato da Giulio Tremonti. Come dire: una consistente parte del potere mediatico di marca conservatrice e del sistema berlusconiano.

Inoltre, Casaleggio Associati, l’editore dell’uomo per cui tutti sono uguali, ha una partnership con la Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management. La quale è sostenuta da Pepsico, Northrop Grumman, il Dipartimento del Tesoro Usa, Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller, Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa).

Noi saremo anche delle pecorelle smarrite, Beppe, ma tu, che ti ergi a pastore, sei proprio sicuro di conoscere bene la strada?
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mercoledì 25 maggio 2011

Giulietto Chiesa: la fine del sistema dei partiti è vicina






C'è una proletarizzazione, una riduzione del tenore di vita di grandi masse popolari. Questo avviene in tutti i paesi europei e la gente comincia a rendersi conto. O meglio, non si rende conto di cosa sta accadendo. Scarica sulla politica la sua insoddisfazione, i suoi redditi sono diminuiti.

In Italia secondo i calcoli attendibili pubblicati dall'Istat, gli italiani hanno perduto nell'ultimo decennio qualcosa come 10/15 mila Euro a testa nel loro bilancio. Ciò significa che il tenore di vita si riduce. Questa cifra dice che ciascuna famiglia ha perduto 10/15 mila euro l'anno di reddito, ma a tutto ciò va aggiunta la diminuzione dei servizi sociali, l'aumento del costo della scuola, dei libri, la riduzione dei servizi sanitari, l'introduzione dei ticket sanitari, quindi in realtà la perdita è molto superiore a questa.

E' vicino il funerale dei partiti politici?

Sì. E' così. Le persone si ribellano contro chi le rappresenta. Siccome i rappresentanti non stanno difendendo in nessun modo gli interessi della gente, la gente comincia a perdere fiducia nelle istituzioni democratiche, nei parlamenti, nei partiti. E lo fa con buona ragione perché questi partiti non hanno difeso nulla, hanno gestito per conto delle grandi corporation e per conto delle grandi banche finanziarie. La riduzione del tenore di vita della gente è palese. Basti guardare costa sta succedendo in Grecia. In Grecia la rivolta ha assunto una forma politico - sindacale. La gente non può reggere a una drastica riduzione del suo reddito del 20/25/30% in un colpo solo, quindi si ribella. In Grecia siamo all'inizio di una grande ribellione.
In Spagna le cose sono avvenute un po' diversamente, perché i Paesi sono uno diverso dall'altro. Lì sta esplodendo l'intelligentia giovanile che è più accorta, più informata, più politicamente matura, che si ribella e si ribella contro i partiti, contro le istituzioni: "andate tutti al diavolo, voi non ci rappresentate più!".

La domanda è: in Italia può succedere? Secondo me noi siamo alla vigilia di una cosa analoga. Il successo delle liste non partitiche, fuori dalla casta, in particolare quella di Beppe Grillo che ha intercettato sicuramente una parte di questa protesta, non è che un avvertimento. L'insoddisfazione è molto più estesa. Parecchia gente ancora non la attua perché continua a essere prigioniera del trucco "o io voto per il centro-sinistra o rimane Berlusconi", quindi hanno votato per il centro-sinistra. Ma in realtà la fiducia in questi partiti è largamente già consumata, quindi si tratta semplicemente di vedere chi prende la palla al balzo e chi si muove prima. Ma la sostanza è che l'insoddisfazione e la crisi della politica dei partiti ha ormai raggiunto delle proporzioni gigantesche.

Si tratta di vedere semplicemente quando esplode, ma fenomeni analoghi stanno esplodendo anche in altri paesi europei, penso all'Olanda, alla Finlandia.

In questi casi la gente si orienta a destra, anche questo è quasi inevitabile, perché non essendoci più nessuno che rappresenta un ragionamento razionale e alternativo, perché le opposizioni di sinistra non ci sono più, i sindacati non sono capaci di fare l'opposizione e non sono capaci neanche di proporre delle linee alternative. Quindi il risultato finale qual è? Che si aspetta l'apparizione di un demiurgo, di un duce, di un condottiero, qualcosa del genere e quindi si va a destra, quindi la prima e più grave preoccupazione è che il fenomeno spagnolo non sia accompagnato in altri paesi da una chiara svolta a destra verso spinte naziste, fasciste, xenofobe, intolleranti, religiose, fanatiche

Fonte: http://www.cadoinpiedi.it/2011/05/23/il_tramonto_della_partitocrazia.html#anchor

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Al popolo italiano






Italiane, Italiani
cosa stiamo facendo? cosa stiamo aspettando? Mentre i nostri cari politici di ogni fazione si stringono la mano, dialogano tra loro e fanno festa insieme, noi ce ne stiamo sui tetti delle fabbriche di quei signori che abbiamo fatto arricchire col nostro lavoro e che ora ci hanno dato il benservito senza alcun problema; facciamo scioperi della fame, organizziamo manifestazioni pacifiche e ci entusiasmiamo per quattro ore di sciopero. Ci chiamano squadristi se proviamo a farci ascoltare; ci dicono che il precariato non esiste: esiste l'astensionismo!!! Hanno disintegrato i nostri diritti: alla salute, allo studio, all'informazione, al lavoro, che è il principio stesso sul quale è stata fondata la nostra Costituzione. Costituzione nata dal coraggio, dalla lotta e pagata col sangue di quegli EROI che hanno combattuto per dare a noi la possibilità di vivere in una società migliore. Ci hanno privati di ogni libertà: anche quella di scegliere da che parte stare!!! Ci hanno tolto tutto ciò che in una parola si chiama DIGNITA'!!! Perchè un uomo senza lavoro e senza libertà è un uomo senza dignità. Se non faremo qualcosa adesso, allora consideriamoci pure loro complici. Stiamo rendendo vane le vite sacrificate per la libertà del nostro popolo. Io me ne vergogno. Voi???
Italiane, Italiani, è ora di scendere dai tetti, di smettere di stare calmi e ingoiare il rospo in nome di una pace che non può esistere poichè non vi è giustizia. Nessuno ci tenderà la mano, rendiamocene conto. Ci lasceranno precipitare. Si salveranno solo loro! Alcuni di voi pensano che Fini sia l'unica speranza; altri sperano in un'alternativa proveniente dalla sinistra... Gente, Fini non è una speranza!!! E' UN FASCISTA!!! La sinistra non è un'alternativa!!! E' una CATASTROFE!!! L'UNICA SPERANZA, L'UNICA ALTERNATIVA CHE ABBIAMO SIAMO NOI!!! Ci hanno abituati all'idea che senza un leader non contiamo nulla. non possiamo farcela. Che abbiamo bisogno di qualcuno che ci indichi la strada da percorrere. Ma quello non è un POPOLO quello è un GREGGE!!! Le pecore hanno bisogno del pastore, magari con il bastone, che le guidi!!! IL POPOLO HA UNA COSCIENZA, HA DEGLI IDEALI, SA GIA' CHE DIREZIONE PRENDERE!!! DEVE SOLO TROVARE IL CORAGGIO!!!
E allora Popolo, cosa sono quattro ore di sciopero??? Sono un accordo tra sindacati e aziende!!! Noi non possiamo e non dobbiamo più accettare e accontentarci delle briciole. DOBBIAMO LOTTARE!!! I signori tanto bravi a far la voce grossa sanno benissimo che la loro ricchezza proviene dal nostro lavoro. Siamo noi che dobbiamo mettercelo bene in testa!!! Allora, piuttosto che accettare salari da fame, zero garanzie e consolarci con qualche ora di sciopero, INCROCIAMO LE BRACCIA!!! E non per qualche ora, ma finchè non avranno ceduto!!! Perchè se proprio dobbiamo morir di fame, almeno facciamolo lottando e non facendoci sfruttare!!! Perchè in questo modo insieme a noi precipiteranno anche loro! Con la differenza che noi siamo abituati a cadere e a rialzarci, loro invece non reggeranno il colpo. E se non vorranno precipitare, beh... allora dovranno cedere. allora si che dovranno ascoltarci.
Se avessimo il coraggio, tutti insieme, di iniziare e portare avanti questa resistenza... io sono certa che ad un certo punto dovranno ascoltarci!!! E ALLORA DOVRANNO ADEGUARSI LORO ALLE NOSTRE ESIGENZE, ALLE NOSTRE PRIORITA'!!! ALLORA SAREMO NOI A DETTARE LE CONDIZIONI!!! Ma senza una lotta dura, serrata e senza esclusione di colpi, perderemo! Perderemo tutto! L'unico modo che abbiamo per ricostruire, è demolire e ricominciare dalle fondamenta, perchè non si può pensare di restaurare qualcosa che cade letteralmente a pezzi. Sono anni che mettiamo toppe e tappiamo buchi e non è servito a nulla. Se non facciamo qualcosa presto il castello ci crollerà addosso. L'UNICA LIBERTA' CHE CI RESTA E' SCEGLIERE TRA LA LOTTA E LA RASSEGNAZIONE. MA DOBBIAMO SCEGLIERE IN FRETTA!!!

Anna Maria Lanotte (Enny Thenight)

http://informarecontroinformando.info/gli-articoli-della-nostra-redazione/53-gli-articoli-della-nostra-redazione/180-al-popolo-italiano.html
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giovedì 19 maggio 2011

Scosse di assestamento del MoV





Beppe Grillo dice che il MoVimento 5 Stelle non appoggerà la Moratti (e vorrei vedere) nè Pisapia. Aggiunge che tra Lettieri (il prestanome di Cosentino) e De Magistris non c'è differenza. I militanti del MoV di Milano e Napoli, però, rivendicano il sacrosanto diritto dei territori di decidere liberamente, senza cappelli da parte dei capi. Se il Movimento 5 Stelle è un Non-Partito, non può avere gli stessi problemi e le stesse logiche dirigistiche dei partiti!

Grillo può dire tutto quello che vuole, ma nel MoV OGNUNO VALE UNO e le assemblee cittadine decideranno di votare il candidato che abbia un programma più vicino a quello del MoV.
Personalmente, però, vorrei tanto che vi fosse una PUBBLICA dichiarazione di Pisapia e De Magistris, i quali si impegnino a dire COSA vogliono realizzare del programma del MoV, COME vogliono realizzarlo e QUANDO vogliono realizzarlo.

La trasparenza è la cifra della democrazia.
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mercoledì 18 maggio 2011

Più vicini a Pisapia, come è giusto che sia






“Guardando le posizioni degli attivisti sono principalmente se votare o no, ma in caso di voto molti si sono espressi per il centrosinistra”. “Io – spiega in conferenza stampa non andrò a votare perché ho la residenza a Segrate, ma se vivessi a Milano andrei a votare per Giuliano Pisapia”.

Così parlò Mattia Calise, candidato a sindaco di Milano per il MoVimento 5 Stelle e capace di far convergere sulla propria candidatura il 3,2 % di voti. Se si potessero ipoteticamente sommare al 48% di Giuliano Pisapia, quest'ultimo diventerebbe sindaco di Milano senza dover cercare accordi con altri partiti.
Sappiamo bene, però, che questa somma matematica non ha valore, in quanto è notorio che in occasione dei ballottaggi l'affluenza alle urne subisce una flessione. In genere, ai ballottaggi sono sfavoriti i candidati di Destra, ma trattandosi di Milano, cioè del feudo berlusconiano e leghista, questi ragionamenti lasciano il tempo che trovano.

Confrontando il programma del MoVimento con quelli di Pisapia e Moratti, balza subito all'occhio che con Pisapia vi sono maggiori convergenze, se non addirittura identità. A ciò va aggiunta la preoccupazione, condivisa da Pisapia e dal MoV, che il Progetto Expo gestito da una nuova giunta Moratti rappresenti un pericolo ambientale, occupazionale e, diciamolo chiaramente, anche malavitoso, in quanto è molto probabile che le mafie abbiano maggiori e proficui contatti con chi da decenni detiene il potere politico (e, quindi, di indirizzo economico). Pisapia rappresenterebbe una rottura dei vecchi schemi di potere, delle vecchie logiche clientelari, e potrebbe aprire la strada a qualcosa di nuovo.
Sarà anche meglio? Ai posteri l'ardua sentenza.

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martedì 17 maggio 2011

Amministrative 2011: analisi del voto

I vincitori delle elezioni??? Eccoli!!!



Le elezioni amministrative, pur non essendosi concluse in quanto bisogna attendere i ballottaggi per i responsi definitivi, hanno messo in evidenza alcune questioni che meritano un approfondimento.


Prima di tutto, l'arretramento della destra. Anche se La Russa, Napoli, la Santanchè, Lupi, Stracquadanio, Belpietro, Sallusti e vari leghisti hanno provato a minimizzare, i risultati dimostrano un crollo verticale del Pdl e della Lega, che al Nord (la loro roccaforte) perdono consensi in 14 su 15 comuni capoluogo rispetto alle regionali dell'anno scorso.


Secondo dato: il terzo polo non va. Hanno ottenuto risultati davvero modesti, e solo la frammentazione potrebbe rendere determinanti i voti di Udc, Fli e Api in alcune realtà.


Terzo dato: l'elastico dell'opposizione di centrosinistra. Pd, Idv e Sel hanno percentuali troppo diverse al nord, al centro e al sud, e se per il Pd ciò potrebbe indicare una differenza di radicamento, Idv e Sel sembrano essere percepiti dagli elettori sempre più come partiti d'opinione. L'opposizione ancora non riesce ad essere riconoscibile, proprio perchè continua a barcamenarsi tra il rincorrere il terzo polo e la necessita di creare un profilo riformista e progressista degno della storia della sinistra italiana.


Infine, last but not least, la crescita delle liste civiche, ed in particolare del MoVimento 5 Stelle: l'idea di far politica (altro che antipolitica) fuori dai partiti e dagli schemi politologico-elettorali classici viene premiata dall'elettorato, soprattutto in occasione di elezioni amministrative. Invece di parlare di processi al premier, guerra in Libia, uso politico della giustizia, correntismo di partito, ecc... le liste civiche si occupano di viabilità, ambiente, territorio, scuola, trasporti, rifiuti, energia, nuove tecnologie, insomma dei temi che davvero interessano ai cittadini perchè hanno ripercussioni sulla vita di tutti i giorni nei territori. A Bologna il record italiano: 9,9 % al candidato del MoV 5 stelle. Impressionante.


Analizziamo, adesso, i due casi più interessanti: Napoli e Milano.


La capitale del Sud vedrà, tra 15 giorni, un ballottaggio tra Luigi De Magistris (appoggiato da Idv, Federazione della Sinistra, PdSud e la lista civica Napoli è Tua, che ha preso più del 4%) e il candidato della destra Gianni Lettieri, convinto di vincere al primo turno ed invece fermatosi al 38,5%. Balza subito all'occhio il risultato individuale di De Magistris, capace di prendere il 27%, cioè undici punti in più rispetto a tutte le liste che lo appoggiavano. Determinante, quindi, il voto discgiunto che ha premiato l'ex magistrato ed ha distrutto Lettieri e, soprattutto, il candidato ufficiale del centrosinistra Morcone, fermo da un 19% deludentissimo. L'affermazione di de Magistris dimostra che non è affatto vero che i candidati meno moderati siano svantaggiati, se questi candidati sono ben riconoscibili, chiari ed onesti nei programmi politici e nella vita privata. L'elettorato premia i candidati chiari, specie l'elettorato di un territorio che è stanco di essere umiliato da decenni di compromessi al ribasso, di accordi sottobanco, di zone d'ombra.


Milano è la sorpresa delle sorprese: convinti della loro roccaforte, Pdl e Lega erano certi di vincere al primo turno. Ebbene, non solo vanno al ballottaggio col "Komunista" Pisapia, ma addirittura si fermano ad un incredibile 40 %, mentre il candidato del centrosinistra supera il 48% e, se riesce a fare un alleanza programmatica con il MoV 5 Stelle su determinati punti in comune, potrebbe vincere al ballottaggio senza nemmeno dover sperare in un aiuto degli elettori del terzo polo. Anche Pisapia dimostra che l'equilibrio, non la moderazione, è la carta vincente: equilibrio e nettezza, trasparenza e coerenza. Senza mai rinnegare il proprio passato e presente di sinistra, Pisapia ha interpretato il bisogno di cambiamento di ampi settori "borghesi" di Milano, riuscendo a far comprendere che quando si parla di elezioni amministrative bisogna focalizzare l'attenzione sui marciapiedi, sulla disoccupazione, sulle speculazioni edilizie, sull'ambiente, sul traffico abominevole.


Il fallimento della Moratti è il fallimento di Berlusconi, che ha ripresentato una candidata indecente ed invisa alla cittadinanza. Lo stesso Berlusconi ha visto dimezzati i voti di preferenza, ed ora deve sorbirsi anche i mal di pancia della Lega, che esce clamorosamente sconfitta da queste elezioni amministrative.


Bene così, andiamo avanti e sviluppiamo il Civismo.

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lunedì 16 maggio 2011

Comunque vada, vincerà la cittadinanza attiva




Lo dico adesso, mentre le urne per le elezioni amministrative sono ancora aperte e non ci è dato sapere chi sia in vantaggio e dove.


Lo dico adesso, prima delle 15, quando i politicanti di partito cominceranno a dire che ognuno ha vinto, a modo suo.


Lo dico adesso, prima che Napoli e Milano abbiano deciso se andare al ballottaggio o abbiano scelto i sindaci di destra.


Queste elezioni, che segnano una ulteriore diminuzione dell'affluenza al voto, avranno un vincitore certo: il civismo, la cittadinanza attiva. Ovunque i candidati esterni (ed estranei) al sistema dei partiti vedranno crescere i consensi, specie i candidati del Movimento 5 Stelle, che sarà la più grande ed importante lista civica d'Italia!


Chi scrive non ha votato: è residente a Roma, dove non erano previste elezioni. Eppure posso dire con certezza che avrei votato, se avessi potuto, per una lista civica. Perchè credo che ormai la gente cominci a capire che l'unico modo per migliorare o cambiare le cose sia partecipare attivamente alla risoluzione dei problemi del territorio, senza lasciarsi ingabbiare in statuti, tesseramenti, correnti e logiche di partito. Le liste civiche sono ormai l'unica chance per la nostra martoriata e inefficace democrazia. Persone che possono anche provenire da destra o da sinistra, ma che si uniscono per risolvere i veri problemi dei cittadini: rifiuti, viabilità, ambiente, posti negli asili nido, servizi sociali per bambini, famiglie ed anziani, promozione della cultura e della storia del territorio.


Mentre i partiti perdono tempo a fare dibattiti sul legittimo impedimento o sull'uso politico della giustizia, le liste civiche si adoperano per costituire cooperative al fine di realizzare la raccolta differenziata porta a porta, organizzano la manutenzione e la pulizia del parco pubblico municipale, realizzano strutture e attività sportive a prezzi sociali.


Per questo mi auguro, anzi sono certo, che le liste civiche registrino una crescita: soprattutto la lista civica per eccellenza, cioè il Movimento 5 Stelle. Che non sono "grillini", sia chiaro: sono giovani e anziani, uomini e donne, di un livello culturale alto, che hanno deciso di far qualcosa per i loro territori senza aspettare che il segretario provinciale del Partito decida cosa fare, quando farla ed invitando quali persone. Persone che usano il web per informarsi ed informare, per confrontarsi con le persone degli altri paesi del mondo che magari stanno già sperimentando questa o quella soluzione.


Se una rischio c'è, si chiama qualunquismo. Credere che "tutti sono ladri" e che "nessuno si interessa della gente" è un errore. Il civismo, cioè le liste civiche, non devono mai schierarsi contro i partiti, ma semplicemente fuori dai partiti. Stringere una alleanza con questop o quel partito, per risolvere questo o quel problema del territorio, non è vendersi nè trasformarsi in altro da sè. E' cercare un accordo, un compromesso, una soluzione, una sinergia. E', o almeno dovrebbe essere, lo scopo di ciò che ancora oggi, dopo più di duemila anni, chiamiamo Politica.

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venerdì 29 ottobre 2010

Distruzione parco via Calimera



Dal MoVimento 5 Stelle dell'ottavo municipio di Roma:

Piano piano, senza che neanche ce ne accorgiamo, i nostri “politici” ci portano via un diritto dietro l’altro, un piccolissimo spazio di libertà dopo l’altro…..

Il nostro territorio è coperto di cemento, di traffico, di smog, e anche pochi metri quadrati verdi vogliono dire vita.

Il parco di via Calimera è un vero e proprio gioiello, per la sua estensione, per come è rifinito, per i servizi che offre. Una vera oasi per noi cittadini dimenticati.

Bhè quindi la nostra amministrazione nei soliti piani di tagli indiscriminati ha pensato bene di ridurre la manutenzione al nostro parco.

Ieri abbiamo realizzato un video sul parco, comprensivo di una intervista ad un cittadino come noi, cosi da sollevare l’attenzione il più possibile su questa piccola battaglia che cercheremo di affrontare che sarà fondamentale per la qualità della vita di ognuno di noi.

Sopra c'è il video che abbiamo preparato per diffondere e far conoscere la situazione dei parchi nella periferia della città di Roma.

Vi invitiamo a diffonderlo il più possibile cosi che le nostre amministrazioni capiscano che non dormiamo, ma siamo attivi e vigili per far valere i nostri diritti.