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domenica 15 luglio 2012

PD: Per i Diritti o Per la Discriminazione?



Non hanno ancora deciso cosa vogliono essere. Sappiamo che vogliono morire Partito Democristiano, e quindi l'alleanza con Casini è il sentiero da percorrere, prima o poi. Meglio prima che poi.. Non sappiamo ancora cosa vogliono essere. L'assemblea di ieri non ha fugato i dubbi, anzi li ha incrementati. Sul tema delle unioni gay, il "futuro primo partito italiano", per dirla con Bersani, non ha ancora una posizione chiara. O forse ce l'ha, ma la comunicherà nel 2047.
Capiamo che per motivi di tattica politica conviene non esporsi su questo tema, perchè sui gay rischia di naufragare l'annunciata alleanza con l'UDC. Il ragionamento di Bersani è, probabilmente, il seguente: senza una posizione sulle unioni gay, avrei anche Casini dalla mia (dato per scontato che Di Pietro e Vendola stiano con me, dove vannno sennò... son due poveracci... mica stiamo a smacchiare il giaguaro...); se invece prendo posizione a favore delle unioni omosessuali, perdo sicuramente Casini, forse qualcuno dei miei, e rischio pure che i moderati cattolici (che sono tutti contro le unioni gay, si sa... me lo ha detto anche D'Alema) si avvicinino nuovamente a Berlusconi, il Ritornante.

Caro Bersani e caro PD, speriamo che vi sia un ragionamento del genere alla base della vostra incapacità di esprimervi in maniera chiara su un tema importante come i diritti delle coppie omosessuali. Significherebbe che almeno state facendo ragionamenti e calcoli elettorali.
Indegni, ma con metodo.
Altrimenti siete solo indegni.

sabato 23 giugno 2012

Si a Roma Capitale dell'orgoglio omosessuale



Oggi c'è il Gay Pride a Roma, l'annuale sfilata dell'orgoglio omosessuale. Nella notte, i soliti esponenti omofobi di Militia Christi hanno affisso alcuni manifesti contro il Roma Pride: No a Roma Capitale dell'orgoglio omosessuale era scritto sui loro stracci.
Voglio sostituire il loro NO, e i tantissimi NO che quotidianamente vengono sbattuti in faccia ai gay, alle lesbiche, ai bisex e ai trans nel mondo, con un grande SI.
SI alla parità di diritti e doveri tra omosessuali ed eterosessuali;
SI ai matrimoni gay;
SI alle adozioni da parte di coppie gay;

Potrei dire altri SI, ma mi fermo a questi. Perchè sarei già soddisfatto se si riuscisse a realizzare questi tre obiettivi.
Dato che nessuno li realizzerà senza una spinta culturale e morale, bisogna lottare contro la disciminazione e per la libertà ogni giorno. Senza arretrare di un passo.

venerdì 23 marzo 2012

Governo vs cittadini: il ring è la (contro)riforma del lavoro


Un governo che va contro il volere dei cittadini è un governo da contrastare.
Tutti i sondaggi proposti sui vari quotidiani o siti di informazione nazionali dimostrano che la (contro)riforma del mercato del lavoro non piace agli italiani. Siano essi di destra, centro o sinistra. Nessuno vuole una riduzione drastica dei diritti, dopo che ha già subito un aumento della tassazione (dati di ieri confermano che gli italiani sono i più tassati d'Europa) e dopo che la forbice tra "ricchi e poveri" si è ulteriormente allargata in questi anni, anche a seguito dell'aumento dell'inflazione che divora gli stipendi e della assenza di una tassazione equa e progressiva sulle grandi rendite e gli stipendi alti. E' vero: la politica non si fa coi sondaggi, perchè essi potrebbero essere indirizzati, se non plagiati, a seguito di un assalto mediatico che spinge l'opinione pubblica in una direzione piuttosto che in un'altra. Il problema, però, è proprio questo: tutti i mass media italiani, ad eccezione di rari encomiabili casi, sostengono più o meno caldamente il governo Monti. Gli stessi giornali dell'ex presidente Berlusconi sono passati dall'iniziale contrarietà ad un più moderato scetticismo, fino al recente possibilismo (dovuto anche al fatto che il PdL appoggia il governo Monti in maniera costante e decisiva).

Il governo Monti non è stato eletto da nessuno. Questo semplice dato tecnico dovrebbe già spingerlo ad una maggior prudenza. Sappiamo tutti, e lo stiamo constatando quotidianamente, che questo governo sta semplicemente facendo "il lavoro sporco", cioè quelle controriforme che i politici di professione non hanno avuto il coraggio di fare (per motivi prettamente elettorali) nonostante le lobbies che li foraggiano costantemente abbiano spinto più volte nella direzione della distruzione del tessuto sociale italiano.
Proprio quelle lobbies oggi gioiscono, nel vedere ciò che il governo Monti sta facendo o ha in progetto di fare.

mercoledì 21 marzo 2012

Un Vietnam parlamentare



Facciamo un gioco. Indovinate chi ha detto questa frase: "Sulla riforma del Lavoro, siamo pronti ad un Vietnam parlamentare e a scendere in piazza con i lavoratori e i disoccupati".
Un pericoloso bolscevico? Un estremista di sinistra? O un più moderato leader della sinistra italiana? Che so: Bersani, Vendola e/o Ferrero?
Sbagliato. A proferir tali parole di fuoco è stato Antonio Di Pietro. Un uomo che, per storia e cultura, non ha mai avuto alcuna vicinanza coi komunisti trinariciuti e con quel PCI da cui Bersani, Vendola e Ferrero provengono.

Antonio Di Pietro parla di Vietnam parlamentare. Ciò significa che il governo Monti è come l'esercito americano: macchina da guerra al soldo della superpotenza (ieri USA, oggi BCE) che deve spianare la resistenza dei vietcong (cittadini e lavoratori), utilizzando tutte le armi, compreso il napalm (la cancellazione dei diritti). Per quanto cruda e fuori dal tempo, la similitudine immaginata da Di Pietro non è poi tanto peregrina. I cittadini ed i lavoratori non rischiano la vita in senso materiale, almeno per il momento; rischiano, viceversa, la loro vita lavorativa, sociale e affettiva. E soprattutto, rischiano di perdere la loro libertà. La libertà di organizzarsi contro il padrone (pardon, datore di lavoro) che magari costringe a turni di lavoro massacranti o che decide di licenziare per non meglio precisati motivi economici. Ricordiamo che l'articolo 18 tutela i lavoratori licenziati senza giusta causa: un giudice stabilisce se il licenziamento è ingiustificato o meno.

Come se non bastasse, la riforma del Lavoro prevede altre norme in puro stile bocconiano: l'assicurazione sociale per l'impiego, ad esempio, sostituirà il sussidio di disoccupazione. Come funziona? Semplice! Per i primi sei mesi ci sarà un salario lordo... lordo... di 1119 euro mensili, che diminuirà del 15% nei successivi sei mesi. Domanda al ministro Fornero e al presidente Monti: voi riuscireste a vivere con queste cifre? Con un mutuo da pagare e con i figli da mandare a scuola? Con una benzina che sfiora i 2 euro al litro? Con l'IMU e le tante altre tasse da pagare? Domanda inutile. Gli esponenti del governo Monti, come gli esponenti della maggioranza parlamentare che sostengono questo governo, non hanno idea di questi problemi.
Loro sono il Potere, il Sistema.
Noi siamo i vietcong.


giovedì 15 marzo 2012

La "manutenzione" dei diritti




Il ministro del governo bocconiano Elsa Fornero sta realizzando, in accordo coi sindacati confederali, la (contro)riforma del mercato del lavoro. Invece di partire dai veri problemi del lavoro (precarietà, stipendi bassi, straordinari a iosa, disoccupazione), sul tavolo c'è la riforma dell'articolo 18, cioè di quell'articolo dello Statuto dei Lavoratori che tutela i lavoratori licenziati, è bene ricordarlo, senza giusta causa. Si parla di "manutenzione" della norma, prevedendo la possibilità che un lavoratore licenziato ingiustamente possa non essere reintegrato sul posto di lavoro, ma debba soltanto ricevere un indennizzo economico. Non è spiegato, ovviamente, a quanto ammonta questo indennizzo (un anno? due anni? sei mesi?) e chi lo debba pagare (la sola impresa? lo Stato? entrambi?): si sa solo che se un giudice sancisce un licenziamento ingiusto, il lavoratore avrà comunque perso il lavoro.
Siamo passati, quindi, alla monetizzazione dei diritti, alla "manutenzione" delle tutele. Non esistono più cose intangibili, come i diritti dovrebbero essere ontologicamente: tutto può essere messo in discussione, tutto può essere monetizzato, tutto ha un prezzo. E' la vittoria del Sistema sui cittadini e sui lavoratori. Bersani e Bonanni, cioè il leader del principale partito "di sinistra" italiano e il segretario del secondo maggior sindacato nazionale, si dicono disponibili alla manutenzione. Lo Statuto dei Lavoratori necessita di una revisione, secondo lorsignori. Come se fosse un'auto.
Peccato, però, che le manutenzioni dei privilegi, delle ricchezze patrimoniali, dell'evasione fiscale, della struttura produttiva (industriale e non) del Paese, della classe politica e imprenditoriale, delle caste, non sono sul tavolo di discussione. Eppure l'Italia ha bisogno proprio di una manutenzione, di una revisione generali di questi gangli, di questi apparati, di queste strutture.
Se passa questa norma, si potrà essere licenziati senza giusta causa e non si potrà essere reintegrati sul posto di lavoro se un giudice dirà che il licenziamento era illegittimo.
E questa sarebbe Giustizia?

E dunque addio, cara Signora Giustizia. Ancor oggi il nostro commiato mi peserebbe, se tu fossi ancora la donna che un tempo amavo. Ecco un ultimo dono lo lascio ai suoi piedi: le fiamme della libertà, belle e giuste. Ah, mia mia preziosa Vendetta…