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venerdì 2 maggio 2014

Aforismi (1)

Di tanto in tanto pubblicherò alcuni miei aforismi. Oggi cominciamo con la prima sfornata: Tutte diverse una dall'altra, eppur tutte uguali in quanto sono ció che sono. Le persone e le onde.

Se l'Anarchia smettesse d'esser eresia e cominciasse ad essere ortodossia, non sarebbe più Anarchia.

Machiavelli non ha ragione. Machiavelli ha vinto.

Democrazia dall'alto o democrazia da basso hanno il medesimo limite strutturale: ammettono la gerarchia.

Quando la violenza è la prima scelta, è abuso. Quando la violenza è l'ultima scelta, è giustizia.

Il Comunismo è la migliore forma di governo concepibile. L'Anarchia è la migliore forma di autogoverno concepibile.
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martedì 30 luglio 2013

Allo specchio




"Vieni qua".
Il Maestro Dmitrij mi indicò un punto della palestra in cui erano posizionati gli specchi. Lasciai cadere la corda vicino al battiscopa, così da non dare fastidio a nessuno. Guardai la mia canottiera: era zuppa di sudore. Eppure avevo fatto solo dieci minuti di corda, e manco ad un ritmo forsennato.
"Cosa vedi", mi chiese Dmitrij.
"Me stesso riflesso nello specchio", risposi.
"Solo questo?".
Non capivo dove volesse arrivare.
"Perchè, tu cosa vedi?", gli chiesi.
"Uno che viene in palestra per dimagrire e per svagarsi. Nulla di più".
Non risposi. Nilin continuò.
"Uno che magari tra qualche mese mi chiederà di combattere perchè si sente pronto a dimostrare la propria forza. Uno che dovrò aiutare ad alzarsi dal tappeto".
Continuavo a non rispondere, ma il sangue mi ribolliva dentro.
"Io vedo una brava persona, un buon padre di famiglia, un marito fedele. Non vedo un combattente, un guerriero", concluse Nilin.
"Perchè mi dici questo?", chiesi arrabbiato. Il sudore si era quasi del tutto asciugato.
"Perchè non hai ancora capito che in questa palestra non si viene a dimagrire. Si viene a diventare combattenti, nella vita innanzi tutto. Poi c'è anche il ring, ma quello conta meno. Ho visto tante persone vincere sul ring e perdere nella vita di tutti i giorni. Ho visto vincere cinture e perdere la dignità. A me interessa allenare Uomini, non bravi cittadini che hanno il terrore della prova costume. Io voglio che tu sia pronto a combattere, nella vita di tutti i giorni".
Guardai la mia immagine nello specchio. Guardai i pugni stretti nelle fasce e i tatuaggi sulle mie braccia. 
"Ecco perchè adesso devi allenarti allo specchio. Devi vedere chi devi sconfiggere".
Mi misi in posizione di guardia e cominciai a saltellare, guardando negli occhi la persona che era di fronte a me, nello specchio.

"Puoi combattere contro tutti, 
ma il match più importante 
sarà sempre contro te stesso."

martedì 23 luglio 2013

Colpire e incassare



Uno degli errori più comuni è pensare che per abbattere un ostacolo bisogna puntare sulla forza o sull'astuzia. Raderlo al suolo o aggirarlo comodamente, cosa è più saggio? 
Tale visione è, a mio avviso, limitata: gli ostacoli non si muovono, non reagiscono, non schivano i nostri colpi. Si lasciano colpire o aggirare, operando solo una resistenza a volte forte, a volte insuperabile.
La vita, purtroppo, ci pone talvolta di fronte ad avversari ben più mobili, sguscianti, subdoli, cattivi degli ostacoli che quotidianamente possiamo incontrare sul nostro cammino. Avversari che assumono le sembianze di un famigliare, di un collega di lavoro, di un compagno di squadra, di un vicino di casa, di un camorrista del quartiere, di un politico venduto, di uno sbirro che ci perseguita. Talvolta, l'avversario è un batterio, un virus, o qualcosa di ancora più grave.
Questi avversari aggrediscono, reagiscono ai nostri attacchi, fiaccano le nostre difese. 
Ogni giorno bisogna allenarsi a combattere contro questi avversari. Bisogna studiarli, sapere quando attaccare e quando difendersi, capire quando è il momento di sferrare un colpo o di chiudere la guardia. Ed anche le fasi di quel bellissimo match che si chiama Vita rispondono a questa "legge dell'altalena": ci sono periodi in cui bisogna saperle prendere, ed altri in cui bisogna saperle dare.
Equilibrio, yin e yang.

Mi tornano spesso in mente le parole del mio Maestro di Muay Thai, Dmitrij Nilin: 

Puoi colpire forte quanto vuoi, 
ma se non sai anche incassare 
andrai al tappeto. 

lunedì 22 luglio 2013

Dmitrij Nilin e la tempesta



Il mio maestro di Muay Thai mi stava aspettando per chiudere la palestra. Aveva una birra in mano. Il vetro trasudava, tanto era ghiacciata.
Misi il berretto in testa e mi avviai all'uscita, per salutarlo.
"Oggi ti ho visto nervoso", mi disse.
Io confermai che era stata l'ennesima giornata dura di un periodo di merda. Tante cose non andavano: al lavoro, in famiglia, nel quartiere. Troppe cose storte e nessuna speranza di metterle a posto.
"Dmitrij, a volte penso che ci vorrebbe una bella tempesta che rade al suolo tutto e fa rimanere in piedi solo ciò che merita di restare in piedi. Tutto il resto - persone, cose - spazzato via".
Nilin pose gli occhi sulla bottiglia come a fissare le gocce scivolare lungo i fianchi di vetro verde, e mi disse: "Tu dici che la tempesta ripulisce tutto...".
Avvicinò la bottiglia alla bocca e bevve un sorso di birra, con gli occhi chiusi. Quando ebbe finito, aprì gli occhi e mi guardò nell'anima: "Io ti dico che la tempesta sradica l'albero. Distrugge la casa. Abbatte la diga. Rende orfano il bambino, vedova la moglie". 
Allora fui io ad abbassare lo sguardò, prima delle sue ultime parole: 

"La tempesta non ripulisce. La tempesta sporca. 
Sono gli Uomini che ripuliscono e ricostruiscono il villaggio, 
dopo che la tempesta si è scatenata.
Sii Uomo".