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sabato 5 aprile 2014

Something in the way - a tribute to Kurt Cobain

Venti anni fa moriva Kurt Cobain. Qualcuno non sa chi sia, qualche altro ricorda che questo nome "l'ho già sentito". Per molti altri, invece, Kurt Cobain è stato il cantore di una generazione, la voce arrabbiata e disperata di chi non riesce a sentirsi parte "del migliore dei mondi possibili".
Venti anni fa Kurt Cobain se n'è andato, con uno sparo. Veloce, come una candela che si spegne prima che la cera sia finita. Rapido, come un lampo notturno che promette pioggia incessante. Fulgido, come i raggi del Sole d'inverno.
Ho deciso di dedicargli un piccolo, piccolissimo tributo personale. L'ho fatto alla mia maniera: una sottospecie di fumetto con una sottospecie di storia breve, tanto breve, pure troppo.

Se volete leggerla, e magari successivamente lasciarmi un commento a questo post, mi farà piacere.
Non dovete far altro che cliccare sulla copertina, qui sotto:


Something in the way

venerdì 4 aprile 2014

Death to birth - Pagoda



Domani saranno vent'anni.
Domani ricorderemo ciò che non abbiamo mai dimenticato.
Domani è sempre più ieri, e sempre meno domani.
A domani, Kurt.
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lunedì 23 dicembre 2013

Alice in Chains - Nutshell



Inseguiamo bugie stampate male
Fronteggiamo il sentiero del tempo
E combattiamo ancora
E combattiamo ancora
Questa battaglia tutti soli
Nessuno da piangere
Nessun posto da chiamare casa

Oooh..oooh
Oooh..oooh

Il mio regalo dell?ego ? stuprato
La mia privacy ? frugata
E ancora cerco
E ancora cerco
Ripeto nella mia mente
Se non posso essere solo
Preferirei essere morto

Oooh..oooh
Oooh..oooh


domenica 22 dicembre 2013

Pearl Jam - Black



Hey... oooh...
Pagine di canovacci vuoti, pagine intatte di creta
Venivano stese e sparse davanti a me come fece una volta il suo corpo.
Tutti I cinque orizzonti hanno rivoltato la sua anima
Come la terra attorno al sole
Ora l'aria che ho gustato e respirato è cambiata

Ooh, io le ho insegnato tutto
Ooh, so che mi dava tutta se stessa
E ora le mie mani ruvide si irritano sotto le nuvole
Di tutto quello che c'era.
Oh, le foto sono state tutte lavate nel nero, sono state tatuate completamente?

Cammino fuori
Sono circondato da alcuni bimbi che giocano
Posso sentire le loro risate, allora perché sono così insensibile?
Oh, e pensieri contorti che mi ronzano in testa
Sto brancolando, oh, sto brancolando
Come può il sole tramontare così velocemente

E ora le mie mani ruvide tengono i cocci di tutto ciò che c'era
Tutte le foto sono state tutte lavate nel nero, sono state tatuate completamente

Tutto l'amore diventato cattivo ha dipinto il mio mondo di nero
Vedo tutto tatuato, tutto ciò che sono, tutto ciò che sarà
Yeah
Uh huh  uh huh  ooh

So che un giorno avrai una vita bellissima,
so che sarai il sole nel cielo di qualcun altro,
ma perchè
perchè, perchè non può, perché non può essere mio?

aah uuh
troppo difficile, troppo difficile


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sabato 7 dicembre 2013

Death to birth

Una prosa lirica, ispirata dall'ascolto di questa splendida canzone dei Pagoda:

Adesso è tardi. Davvero è tardi.
Mi sento giù. Mi sento sotto un treno che cammina sulle mie idee. Sui miei sogni adolescenziali, che adesso hanno la barba ingrigita. 
Ho trovato la fonte del suono delle mie lacrime. Hanno un sapore amaro e puzzano di gioventù, come gli alberi su cui abbiamo lasciato morire i frutti delle battaglie dei nostri padri.
Mi guardo indietro e vedo te, tra le sue braccia. Quelle braccia dovevano essere le mie, prima che morissi di nascita. Avrei dovuto cingerti io, difenderti da tutto e tutti, stringerti come si stringe un tesoro d'aria. So che non conoscerò mai qualcosa di simile ai battiti che il mio cuore ha avuto ogni volta che i tuoi occhi si sono tuffati dentro ai miei.
Ogni mattina mi ritrovo faccia a faccia con me stesso, e vince sempre lui. Lo specchio dovrebbe essere un arbitro imparziale, ma non è più così da quando io e te non guardiamo più lo stesso albero e la stessa luna. 



giovedì 5 dicembre 2013

Vite Passate



Da tempo riflettevo sulla necessità di far diventare L'Insorgente qualcosa di più di un semplice blog personale, dove il sottoscritto dava semplicemente sfogo alle proprie passioni, polemiche, riflessioni. 
Credo profondamente che tutto ciò che pensiamo, diciamo, scriviamo, dipingiamo... insomma, ogni nostra creazione non appartiene solo a noi. Non avremmo mai potuto realizzare qualcosa (una poesia, una canzone, un romanzo, un dipinto, una scultura, un film) senza ricevere influenze da ogni parte: dal nostro quartiere, dai nostri amici, dal lavoro che facciamo, dai libri che leggiamo, dai film che vediamo, dalla musica che ascoltiamo.
Tutto è in relazione. Tutto è paritario. Una sorta di baratto mistico-mentale. Senza competizione. Senza profitto. Senza major o editori del cazzo. Hai qualcosa da dire? Sull'Insorgente puoi farlo. Hai ancora una fiamma dentro? Non la far spegnere.
Libertà. Comunità. Poesia. Rivolta. Negazione.

C'è chi ha risposto all'appello. Lo conosco da anni, e so che anche la sua fiaccola arde ancora, nonostante la vita abbia provato e provi ogni giorno a spegnerla. Ha scritto una poesia grunge: valutate voi, secondo me è clamorosamente bella. Si intitola "Vite Passate", e l'autore si chiama Fabrizio.

Inciampo nella disfatta 
Circondato da un grumo di gente
Rigetto pensieri di carta
Inondato da ciò che si sente

con la mente ritorno al passato
le mie mani si muovono lente
conati per ciò che ho mangiato
ed il viso diviene bollente 

ripenso a ciò che son stato
e a ciò che rifiuto abilmente
ritrovo un sorriso ormai perso
per ciò che pensava la gente

Mi chiedo cos’è mai successo
Al ragazzo che irrideva la sorte
E ritrovo ginocchia sbucciate
E le scarpe sempre più rotte

Così Immerso tra le piaghe del tempo
dedicandoti queste poche righe
concludo magari in un modo violento
con un bel brindisi alle nostre nuove vite
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martedì 3 dicembre 2013

Sgradevole

Sono metà dell’uomo che ero.
Questa sensazione è come l’alba
che svanisce nel grigio.

 

sabato 24 settembre 2011

20 anni fa: Nevermind



Riconoscete questa copertina? NEVERMIND dei Nirvana usciva il 24 settembre del 1991.
Esattamente 20 anni fa.
Tutti stanno ricordando l'evento. Chi si lancia in improbabili reminiscenze, chi cede alla retorica, chi al ricordo del ribellismo giovanile.

Io invece no.
Il ribellismo di cui i Nirvana sono stati colonna sonora persiste ancora.
Non cedo di un passo.

E dico solo una cosa, per ricordare l'evento:
Ci manchi, Kurt.
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