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mercoledì 28 marzo 2012

Save the Amazon

antoniolucignano.com aderisce alla campagna di Greenpeace a favore della difesa dell'Amazzonia.



L'Amazzonia è la più grande foresta rimasta al mondo.
Un inestimabile scrigno di biodiversità da difendere.

L'Amazzonia, la nostra foresta, è in pericolo a causa della deforestazione e dei cambiamenti climatici. Greenpeace si batte per fermare la deforestazione in Amazzonia entro il 2015 e a livello globale entro il 2020.L'ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior III, navigherà per due mesi sul Rio delle Amazzoni per mostrare al mondo la bellezza dell'Amazzonia. Oltre alle meraviglie del polmone del pianeta, denunceremo i responsabili della sua distruzione e dimostreremo che ci sono le soluzioni per raggiungere il nostro obiettivo comune: Deforestazione Zero in Amazzonia.
Accompagnaci in questo magico viaggio e aiuta il popolo brasiliano a salvare l’Amazzonia.

L'Amazzonia è vasta, maestosa e ospita un quarto delle specie conosciute. Il giaguaro, il delfino rosa, il bradipo, il fiore più grande al mondo, la scimmia piccola come uno spazzolino da denti e un ragno grande come una palla da baseball sono solo alcune delle specie che conosciamo. Ma ce ne sono ancora molte, tutte da scoprire.

L'Amazzonia è la casa di oltre 20 milioni di persone e centinaia di indigeni che non hanno mai avuto contatti con il mondo esterno.

L'Amazzonia è un enorme deposito di carbonio che ci aiuta a stabilizzare il clima e mitigare i cambiamenti climatici: trattiene tra 80 e 120 miliardi di tonnellate di CO2.

martedì 13 dicembre 2011

I soldi non valgono niente senza un pianeta in cui spenderli


Sembra una banalità, ma non lo è. A cosa serve avere più soldi in tasca se non c'è un luogo dove spenderli? Il luogo principe è il nostro pianeta, la Terra. In nome del Dio denaro, i governanti del mondo (quindi i governanti dei paesi più ricchi al mondo) hanno sempre criticato il Protocollo di Kyoto, cioè l'UNICO strumento attualmente esistente, a livello internazionale, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e limitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici. Basti pensare agli USA, che non hanno mai ratificato il Protocollo, o il Canada, il cuo governo ha appena comunicato, al termine dell'inutile vertice ONU di Durban sul clima, la fuoriuscita della nazione nordamericana dai vincoli dell'accordo. Perchè? Il ministro dell'Ambiente canadese Peter Kent, esponente del governo conservatore di Stephen Harper, sostiene che il Canada non può e non vuole pagare le multe per non aver raggiunto i risultati previsti dal Protocollo di Kyoto. Cosa prevedevano questi accordi? Il Canada avrebbe dovuto ridurre nel 2012 le sue emissioni del 6% rispetto ai livelli del 1990. In 22 anni bisognava ridurre le emissioni del 6%, e non ne sono stati capaci. E adesso non vogliono pagare i 14 miliardi di dollari di multa? Bene, vorrà dire che pagherà la Terra, ed in particolare i popoli che abitano i paesi più poveri (e meno inquinanti) del pianeta.
Barak Obama aveva annunciato una svolta verde (la green economy) quando fu eletto Presidente degli Usa: bisogna constatare che la sua presidenza volge al termine e il Protocollo di Kyoto non è stato ancora ratificato. Nè vi sono state parole di condanna alla decisione unilaterale del Canada di ritirarsi dagli accordi di Kyoto. Stesso dicasi per l'Unione Europea e la Russia.
Ora sono tutti intenti a presentare l'accordo di Durban come la soluzione ideale per i problemi climatici. Omettendo un particolare: bisognerà attendere altri 10 anni per la ratifica dell'accordo definitivo. Dati i ritmi dell'inquinamento e del surriscaldamento globali, 10 anni rischiano di essere troppi. Davvero troppi.
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lunedì 13 giugno 2011

Abbiamo vinto!

Alla faccia degli speculatori, dei liberisti e dei mafiosi...
alla faccia di chi voleva toglierci l'acqua...
alla faccia di chi voleva distruggere l'ambiente...
alla faccia di chi voleva boicottare le energie rinnovabili...
alla faccia di chi voleva far giocare i nostri figli su terreni neri sotto cieli atomici...
alla faccia di chi voleva distribuire l'acqua come la benzina...
alla faccia di chi vuole difendersi DAI processi...
alla faccia dei vecchi pedofili che fanno il bunga bunga...
alla faccia del Regime che ci governa, e le cui leggi abbiamo bocciato...
alla faccia dei Disponibili che si sono chiamati Responsabili ma sono solo venduti...
alla faccia delle zoccole che sono state elette nelle istituzioni...

ABBIAMO VINTO!!!

e adesso ROSICATE


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venerdì 10 giugno 2011

Grande azione di Greenpeace






Siamo di nuovo in azione. Questa volta non per protestare, ma per mandare un messaggio a tutti gli italiani: il 12 e 13 giugno votiamo Sì al Referendum per fermare il nucleare.

L'azione è partita stamattina all'alba. Primo round ore 7, striscione di 300 metri quadri sul Colosseo a Roma. Secondo round ore 9 da Ponte Vecchio a Firenze. Terzo round ore 10 sul Campanile di San Marco a Venezia. Tre luoghi simbolo del nostro Paese e un solo messaggio: "Italia, ferma il nucleare. Vota Sì".!

Insieme ai nostri attivisti anche i ragazzi de http://www.ipazzisietevoi.org/ che hanno aperto un altro striscione con lo slogan della loro protesta "I pazzi siete voi. Il nucleare non è il nostro futuro".

Ora, tra noi e un futuro senza nucleare c'è solo un ostacolo: il Quorum. Perciò, informiamo e mobilitiamo parenti, amici e vicini fino all'ultimo minuto. Il passaparola è l'unico strumento per rimediare alla censura di molti media. E tu quante persone porterai a votare?

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia
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Ecopacifisti scalano il Colosseo



10 giu, 2011
Attivisti di Greenpeace hanno scalato il Colosseo per lanciare il loro ultimo messaggio prima del Referendum sul nucleare.
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lunedì 30 maggio 2011

Anche la Germania abbandona il nucleare



Un'altra buona notizia, dopo il blitz di ieri sera di Greenpeace durante la finale di coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma.
La buona notizia è questa:

http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_30/germania-energia-nucleare_cd5b0910-8a7e-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml


MILANO - La Germania sarà la prima potenza industriale a rinunciare all'energia nucleare. Il ministero dell'Ambiente ha annunciato infatti che fermerà il suo ultimo reattore nel 2022 e ha definito la decisione «irreversibile». Venerdì scorso i ministri dell'Ambiente regionali e federale si sono accordati sulla decisione.

LA DECISIONE - Gran parte dei reattori tedeschi sarà disattivato entro quest'anno, mentre gli ultimi tre funzioneranno per altri 11 anni al massimo. Il ministro Norbert Roettgen ha spiegato che gli otto reattori dei 17 che non sono collegati alla rete di produzione di energia elettrica non saranno più riattivati. La decisione è frutto delle riflessioni che il governo tedesco ha avviato dopo il disastro di Fukushima, che ha provocato proteste di massa nel paese, contro l'impiego dell'energia atomica. L'energia nucleare garantisce attualmente il 22% del fabbisogno di elettricità del Paese.

PROTESTE - Domenica decine di attivisti di Greenpeace si erano arrampicati sulla Porta di Brandeburgo, a Berlino, per chiedere lo stop del nucleare esponendo uno striscione con la scritta «Ogni giorno di energia nucleare è uno di troppo». Sabato decine di migliaia di persone avevano manifestato in diverse città sempre contro il nucleare. Secondo gli organizzatori almeno 16 mila persone in 21 città, di cui 25 mila a Berlino e Monaco, 20 mila ad Amburgo e 10 mila a Friburgo avevano partecipato a cortei, mentre la polizia tedesca ha contato circa 20 mila manifestanti nella capitale.

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venerdì 20 maggio 2011

Greenpeace: sul nucleare si deve votare









http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/parlamento-referendum-azione/

"Furto di Referendum. Sul nucleare si deve votare" è il messaggio che gli attivisti di Greenpeace hanno aperto davanti al Parlamento. Proprio oggi parte alla Camera la discussione sul decreto Omnibus, con il quale il Governo vuole impedire il regolare svolgimento del Referendum sul nucleare il 12 e 13 giugno. La protesta è stata immediatamente interrotta dalle Forze dell'Ordine che hanno sequestrato gli striscioni, allontanato gli attivisti e trattenuto quattro di loro in Commissariato.

Non possiamo stare a guardare mentre il Governo ci ruba il diritto di decidere del nostro futuro. L’opinione degli italiani su un tema importante come quello del nucleare è chiara: in Sardegna, quasi il 98% dei votanti si è espresso contro.

Gli attivisti hanno aperto un secondo striscione "I pazzi siete voi. Il nucleare non è il nostro futuro" in Piazza di Monte Citorio a sostegno della protesta dei ragazzi di www.ipazzisietevoi.org . A preparare gli striscioni sono stati proprio i ragazzi, che da una settimana si sono rinchiusi nel rifugio anti-radiazioni e usciranno solo il giorno del Referendum. Dal rifugio stanno comunicando con l’esterno attraverso il web per scuotere le coscienze degli italiani sull'importanza del voto.

Oltre al furto di democrazia, i ragazzi su www.ipazzisietevoi.org denunciano il virtuale black out mediatico sul tema referendario. Non è servita la ferma presa di posizione del Presidente della Repubblica che invitava la RAI a rispettare le norme in materia di informazione al pubblico.

Greenpeace chiede ai Deputati di non allinearsi alla prepotenza di questo governo e di prendere posizione per garantire una campagna referendaria democratica e corretta. Sul nucleare gli italiani vogliono votare contro la follia del nucleare.
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lunedì 9 maggio 2011

Azione di Greenpeace a Piazza Venezia










Oggi alle prime luci dell'alba attivisti di Greenpeace hanno scalato il balcone di Palazzo Venezia, da cui si affacciava Mussolini, e hanno aperto uno striscione per protestare contro le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul ritorno all'energia nucleare in Italia. Sullo striscione, al fianco di una immagine del Primo Ministro che sogna il nucleare, si legge: "Italiani, il vostro futuro lo decido io".
Alle prime luci dell'alba, gli attivisti hanno scalato il balcone e hanno aperto lo striscione per protesta: sul nucleare il governo sta boicottando apertamente la possibilità dei cittadini di esprimere la propria opinione.

Non si può bloccare il referendum a un mese e mezzo dalla data fissata, programmando di ripresentare il progetto di ritorno al nucleare tra un anno. Su un tema come quello dell’accettabilità dei rischi del nucleare ci deve essere un dibattito pubblico ampio e partecipato.

Greenpeace ha inviato una richiesta di incontro ad alcuni rappresentanti del Governo, per chiedere che l'Esecutivo si faccia garante dei diritti democratici di partecipazione e di voto dei cittadini, assicurando lo svolgimento del referendum.

Oggi più che mai andare a votare rappresenta una forma di resistenza civile contro una decisione che altrimenti ci verrebbe imposta.
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domenica 8 maggio 2011

Il Tonno Riomare fa mezzo passo verso la sostenibilità






Leggo e pubblico dal sito di Greenpeace Italia. La società produttrice del famoso Tonno Riomare si è impegnata a produrre il 45% delle proprie scatolette solo con tonno pescato con metodi legali e sostenibili, evitando anche di finanziare indirettamente la pesca pirata e non sostenibile.



Il tonno Riomare finalmente si muove verso la sostenibilità, ma si ferma a metà strada. L'azienda produttrice, Bolton Alimentari, ha pubblicato questa settimana la propria politica di sostenibilità. Nelle scatolette novità importanti, ma non illudiamoci: per gustare tonno Riomare senza temere di contribuire alla distruzione dei nostri oceani, dobbiamo ancora aspettare.

L'impegno

Entro il 2013 nel 45% dei prodotti dell'azienda - una tra i leader nel mercato mondiale del tonno in scatola - ci sarà solo tonno pescato con metodi sostenibili, quali amo e lenza o reti a circuizione senza FAD (Sistemi di aggregazione per pesci).
Ben fatto! Ora però deve ripulire anche l'altra metà delle proprie scatolette, se ha veramente a cuore la tutela dell'ecosistema marino.

Insieme all'impegno del 45%, la compagnia riconosce l'importanza delle riserve marine come strumento fondamentale per una gestione sostenibile delle risorse naturali, impegnandosi a non comprare tonno proveniente dalle aree d'alto mare del Pacifico Centro Occidentale, dichiarate protette dagli stati delle Isole del Pacifico.
Non solo, Bolton ha preso una posizione decisa contro la pesca illegale, decidendo di non comprare tonno trasbordato in mare, pratica che facilita la pesca pirata, o proveniente da società con pescherecci che si sono macchiati di pesca illegale.

Cosa manca

L'impegno di Riomare è un buon primo passo, ma non va abbastanza lontano. Il mercato mondiale sta cambiando, e altre aziende, che insieme a Bolton Alimentari fanno parte di ISSF, International Seafood Sustainability Foundation, si sono spinte molto più in là. Princess, la principale marca di tonno in scatola sul mercato inglese, si è recentemente impegnata a utilizzare entro il 2014 solo tonno pescato con amo e lenza o con reti a circuizione senza FAD. Stiamo parlando del 100% dei propri prodotti!

Cambiare davvero è quindi possibile. Bolton deve sviluppare un piano preciso per garantire ai propri consumatori il 100% di sostenibilità. Altrimenti, comprando una scatoletta di tonno Riomare che non presenta in etichetta alcuna informazione sull'area o il metodo di pesca utilizzato, avremo sempre un 50% di possibilità di contribuire alla morte di migliaia di squali e altri organismi marini e di tonnellate di esemplari giovani di tonno pinna gialla e obeso, aggravando ancora di più la crisi degli stock.

Bolton Alimentari potrebbe fare la differenza. È una delle aziende più grandi sul mercato Europeo, presente con i suoi prodotti in oltre 30 Paesi, e leader indiscusso nel nostro con i marchi Riomare, Alco e Palmera. Il suo stabilimento nel nord Italia è il più grande stabilimento di conserve ittiche a livello europeo, in grado di produrre 3 milioni di scatolette al giorno utilizzando oltre 25000 tonnellate di tonno all'anno. Se utilizzassero prodotti pescati solo in modo sostenibile, potrebbero cambiare realmente la situazione del mare.

I passi di Riomare da gennaio 2010

A gennaio 2010, quando per la prima volta abbiamo pubblicato la classifica Rompiscatole in Italia, Riomare si trovava tra gli ultimi: nessuna politica, nessun principio di sostenibilità, nessuna informazione sulle proprie etichette.
A maggio 2010 si è poi impegnata ad adottare una precisa politica entro la fine dell'anno, guadagnando qualche posizione in classifica ma, fino a oggi, l'azienda non ha fatto nulla per cambiare davvero le proprie scatolette.
Ora che la loro politica è pubblica, è chiaro che Bolton ha considerato seriamente le tematiche ambientali. Dobbiamo adesso portarli al 100% della sostenibilità.

Consumi consapevoli in difesa del mare
Gli impegni di Bolton Alimentari dimostrano che le scelte dei consumatori stanno decisamente cambiando il mercato. Le altre compagnie non possono far più finta di niente, è ora che tutto il settore in Italia si muova. Non è ammissibile che grandi marchi come Nostromo, del gruppo spagnolo Calvo, o MareApero STAR continuino a ignorare il tema della sostenibilità: queste aziende non hanno ancora una politica per la sostenibilità e non danno alcuna garanzia ai consumatori.

Non solo, anche chi ieri era in cima alla nostra classifica, deve mettersi al passo: Mareblu, la cui politica fino a oggi era tra le più innovative, deve adesso impegnarsi a utilizzare solo metodi di pesca sostenibili per dimostrare di voler davvero tutelare l'ecosistema marino.

Cambiare è possibile! I produttori di tonno in scatola devono adottare fin da subito decise misure per evitare la crisi delle risorse da cui dipendono. I nostri oceani non possono più aspettare.

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giovedì 5 maggio 2011

Duemila croci per non dimenticare



Grande azione di Greenpeace a Roma. Il Circo Massimo è stato trasformato in un enorme camposanto, tappezzato di croci e con un megastriscione che invitava a votare SI al referendum sul nucleare in programma il 12 e 13 giugno. Ciò è stato fatto in occasione dell'anniversario della tragedia di Chernobyl, il cui ricordo indelebile spesso viene offuscato dagli uomini del Sistema che vogliono continuare a produrre energia tramite il nucleare.




Il blog L'OLIGARCA sostiene da tempo, nel metodo e nel merito, le battaglie di Greenpeace e le iniziative mediatiche poste in essere affinchè vi sia un risveglio delle coscienze civiche sui temi dell'ambiente, dell'animalismo, dell'energia pulita e rinnovabile, dell'ecosostenibilità.

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mercoledì 19 gennaio 2011

Il controspot sul nucleare di Greenpeace

GreenPeace usa l'ironia... per farVI riflettere sulla (dis)informazione di regime riguardo all'energia nucleare.
Ho detto "farVI riflettere" perchè io ho già riflettuto. Da tempo. Ed ho scelto di schierarmi CONTRO il nucleare e CONTRO i liberisti del Sistema che pagano i politici di tanti Paesi al fine di indirizzare le politiche energetiche degli stessi Paesi verso l'energia nucleare.