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martedì 10 luglio 2012

[Roma] Genova 2001 - Presidio sotto la Corte di Cassazione





Il 13 Luglio si terrà, presso la Corte di Cassazione di Roma, l'ultimo grado di giudizio del processo contro 10 tra compagne e compagni condannati per aver partecipato agli scontri avvenuti a Genova, nel luglio 2001, in occasione del vertice del G8.

Gli imputati sono stati condannati dal tribunale di Genova a pene pesantissime, dai 10 ai 15 anni, e ora le sentenze rischiano di diventare esecutive.

In dieci fungono da capro espiatorio: tramite loro lo Stato vuole attaccare le centinaia di migliaia di persone che scesero in strada quei giorni e in primo luogo quelli che contribuirono a scatenare la rivolta contro l’arroganza dei potenti. Non accettiamo la rappresaglia di Stato; colpire questi compagni significa sferrare una pesante offensiva contro l’intero movimento.

Nel frattempo i responsabili dei massacri indiscriminati, dell’incursione alla scuola Diaz, delle torture di Bolzaneto e dell' assassinio di Carlo Giuliani dormono sonni tranquilli e vengono premiati per le loro operazioni di "bassa" macelleria.

Riteniamo che sia una nostra precisa responsabilità esprimere solidarietà ai compagni condannati, denunciare e respingere questa manovra repressiva, rivendicare il valore delle giornate di Genova.

Riteniamo inoltre che in questo periodo di violenti attacchi da parte del sistema capitalista ai danni degli sfruttati, sia importante contrapporsi alla criminalizzazione di tutte quelle lotte che fuoriescono dai ristretti spazi del consentito…Criminalizzazione che passa anche attraverso le pesanti condanne attribuibili grazie all'utilizzo del reato di "devastazione e saccheggio". 

Per queste ragioni è importante dare vita a una mobilitazione in sostegno ai condannati. Lanciamo quindi un appello di solidarietà internazionale per dare corso ad iniziative e azioni nella settimana precedente il processo. 

Inoltre, invitiamo tutti a partecipare al presidio di solidarietà che si terrà il giorno dell’udienza presso la corte di cassazione di Roma, per fare sentire direttamente la nostra voce agli inquisitori.

06 -12 Luglio
Giornate di mobilitazione

13 Luglio
Presidio sotto la Corte di Cassazione a Roma

per info e aggiornamenti: hateg8@distruzione.org

lunedì 9 luglio 2012

Fu macelleria cilena





La Corte di cassazione ha confermato le condanne per falso nei confronti dei vertici della polizia coinvolti nel pestaggio e negli arresti illegali dei no-global alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. La Suprema corte, invece, ha dichiarato prescritte le condanne per le lesioni inflitte dagli agenti del reparto Celere. Le vittime del pestaggio, circa 60 persone, potranno ora ottenere i risarcimenti dovuti.
Il ministero dell'Interno aprirà i procedimenti disciplinari a carico dei 25 imputati, anche quelli prescritti. La sentenza ha sostanzialmente confermato il pronunciamento espresso dalla Corte d'Appello di Genova il 18 maggio del 2010.
Quindi possiamo dirlo: ci fu macelleria cilena. E ci fu anche quella che Amnesty International definì come la più grave sospensione delle libertà democratiche dalla Seconda Guerra Mondiale. Non c'era bisogno di una sentenza della Magistratura per emettere il giudizio di condanna politico, civile e morale sulle forze di polizia e sui carabinieri che in quei giorni del 2001 erano a Genova con un unico intento: massacrare il movimento antagonista alla globalizzazione. Non parliamo del singolo agente, ma della cabina di comando (politica e militare) che stabilì di dare una lezione a questi "sporchi comunisti del cazzo": perché erano tutti comunisti, la Rete di Lilliput come i Black Block, i giornalisti come gli anarchici. Per Polizia e Carabinieri erano tutti comunisti del cazzo. Girano ancora tra i poliziotti e i carabinieri le magliette con la scritta "A Genova io c'ero".
Rimaniamo, però, ai fatti: le condanne sono parziali e riguardano alcuni determinati episodi e reati, sia perché alcuni reati sono andati nel frattempo prescritti, sia perché qui si parla della Diaz, non di Bolzaneto o dell'omicidio di Carlo Giuliani.
Inoltre ci sono ancora alcuni compagni che attendono il giudizio della Cassazione il 13 luglio, e rischiano condanne che - quelle si - rischiano di diventare esemplari nel senso peggiore del termine.
Non c'è da gioire quando la Giustizia ci mette 11 anni per trionfare sulla Legge, anche perché Giustizia e Legge dovrebbero andare a braccetto, secondo i liberaldemocratici di destra e di manca. Noi invece sappiamo che ogni qualvolta cerchiamo Giustizia, troviamo la Legge che ci sbatte la porta in faccia. 
Quindi la lotta continua, per la Verità su quella e sulle altre nefandezze realizzate dalle forze del (dis)ordine, certi che comunque anche tra chi indossa la divisa vi sono persone serie e oneste che dovrebbero gioire per queste condanne.

martedì 26 giugno 2012

Campagna "10x100 - Genova non è finita"




La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”, il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una “compartecipazione psichica”, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E’ inaccettabile che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

mercoledì 20 luglio 2011

Il Grido TV: Genova Brucia Ancora

'Ngopp 'o canale youtube de
IL GRIDO TV - la web tv meridionalista e identitaria:
http://www.youtube.com/user/AntonioLucignano80?feature=mhee

'o nuovo video in memoria d''i fatti 'i Genova 2001.



Non dimentiCARLO.

20/07/2001 - 20/07/2011: non dimentiCARLO




So' passati 10 anni, ma pare ieri.
10 anni fa 'e libbertà democratiche furono sospese pe' 3 juorni.
Scontri 'e piazza, zone rosse, manifestanti violenti e non violenti, black block e Rete 'i Lilliput. E Bolzaneto. E la Diaz. 'A polizia cilena.

E nu guaglione, 'nterra, cu nu passamontagna 'ncapa.
L'hanno sparato! L'hanno acciso!
Chi è stato? Nu cellerino, forse. Mario Placanica. Che però nun se ricorda niente. Che però è stato espulso dall'arma. Che però avette un incidente: gli avevano sabotato 'i freni d''a macchina. Però nun è muorto. Però da allora nun parla, sta zitto.
Pecchè ha sparato? Perchè stu guaglione cu passamontagna stava pe' lancià n'estintore. Imminente pericolo di vita. S'adda sparà.
Intanto, però, i colleghi d''o cellerino che stavano facendo? Caricavano, a tutta forza. Anche chi nun c'azzeccava niente. Anche chi era a Genova a manifestare PACIFICAMENTE.
E arrestavano. E deportavano. E torturavano.

Nun hanno mai voluto 'na sfaccimma 'e commissione d'inchiesta su Genova 2001. Sapimm buon o' pecchè: 'e magagne so' tropp, 'a democrazia libberale se n'è juta a fa' fottere. 'O sanno tutte quante, e 'o sapimm pure nuje: pecchè quanno hanno caricato int'a Diaz, ce steveno pure i giornalisti. Che hanno filmato, scritto, documentato, dimostrato.
LA MATTANZA CILENA.

Io nun voglio difendere Carlo Giuliani. Ma nun 'o voglio manco cummannà. Isso lottava contro 'o Sistema, come tanti altri guaglioni d''a mia generazione. C'è chi lo fa cu na carezza, e chi cu nu cazzimbocchio; chi 'o fa cu 'e mani pittate 'e bianco, e chi 'o fa cu 'i passamontagna neri.
Nessun martire, nè eroe.
Nessun terrorista, nè assassino.
Carlo Giuliani era nu guaglione.
Carlo Giuliani, ragazzo.
Non dimentiCARLO.

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