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giovedì 28 luglio 2011

Miccichè contro le cialtronerie leghiste



La video-dichiarazione di Gianfranco Miccichè, fondatore e leader di Forza del Sud, è assolutamente condivisibile. La Lega Nord non può chiedere di ridurre gli incentivi del fotovoltaico alle regioni del Sud, cioè quelle regioni che per posizione geografica e condizioni climatiche sono le più soleggiate della penisola italica.
Solo un partito di cialtroni, abituati alle buffonate dell'ampolla e dei ministeri al Nord, può produrre proposte politiche di così basso livello.

mercoledì 27 luglio 2011

Rinnovabile, la Lega prova a fregare il SUD



La Lega Nord vuole che il governo adotti “al più presto una revisione delle modalità per la determinazione dell’incentivazione al fotovoltaico, che introduca un correttivo perequativo collegato ai gradi-giorno delle zone climatiche, uniformando il valore dell’incentivo su tutto il territorio nazional”. Illustrando la risoluzione del Carroccio relativa al fotovoltaico e alle energie rinnovabili, il capogruppo della Lega Nord in Commissione Attività produttive a Montecitorio Alberto Torazzi, ha sottolineato: “A parità di impianto, rispetto alla Lombardia, in Sicilia gli incentivi sono più alti di circa il 40% mentre in Puglia del 30%. Questa differenza è inaccettabile”.

Immediata la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e leader di Forza del Sud Gianfranco Miccichè: “L’idea della Lega Nord di introdurre per gli incentivi al fotovoltaico un correttivo perequativo collegato ai gradi-giorno delle zone climatiche, uniformando il valore dell’incentivo su tutto il territorio nazionale è da cialtroni. Hanno scovato qualcosa che avvantaggia il Sud e vogliono subito eliminarla. E’ ridicolo che rispetto a tutto quello che c’è da perequare nel nostro Paese, i leghisti puntino il dito sulle rinnovabili, ribadisco, il loro è un atteggiamento da cialtroni”.

Poi l’affondo: “Su questo aspetto – avverte Miccichè – il Sud non è disposto a cedere un millimetro. Se il governo intende dare retta alla Lega sarà rottura profonda e irrevesibile”.
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mercoledì 15 giugno 2011

Ecco come il solare può sostituire il nucleare



Un impianto che funziona anche col cielo nuvoloso e persino con il buio: all'indomani del referendum che ha bocciato il nucleare in Italia, ecco la risposta green ai bisogni di energia della società contemporanea

Non un'utopia (come sostengono molti detrattori delle celle fotovoltaiche) ma un progetto reale, ideato dal premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia e già in fase di sperimentazione nel centro Enea (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie) della Casaccia, a pochi chilometri da Roma

Dalle campagne italiane è possibile ottenere nei prossimi dieci anni energia rinnovabile in grado di sostituire tre centrali nucleari con il diretto coinvolgimento delle imprese agricole e senza causare danni al territorio. E' quanto e' emerso nel corso dell'incontro della Coldiretti a Venezia 'Per una filiera agricola italiana e rinnovabile' sul futuro energetico dell'Italia.

In questo nuovo scenario - ha sottolineato la Coldiretti - l'agricoltura gioca un ruolo decisivo poiche' si propone di contribuire al bilancio energetico nazionale con una produzione di energia verde effettivamente sostenibile per l'ambiente ed integrata col territorio, privilegiando l'efficienza energetica anche grazie alla possibilita', tipica degli impianti agricoli di piccole dimensioni, di impiegare l'energia termica prodotta evitando gli sprechi e valorizzando i residui delle attivita' agricole, forestali e zootecniche. Secondo lo studio Coldiretti, la produzione energetica potenziale complessiva dell'agricoltura al 2020 puo' raggiungere 15,80 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio). Si tratta - ha spiegato la Coldiretti - della somma 4,3 Mtep prodotti attualmente dal settore con i 11,50 Mtep che potenzialmente potrebbero aggiungersi nei prossimi dieci anni. Il risultato e' un contributo pari all'8 per cento del bilancio energetico nazionale al 2020 (2,2 per cento attuale piu' la quota di espansione potenziale del 5,9 per cento).

Sul piano ambientale sviluppando le rinnovabili con il coinvolgimento diretto del mondo agricolo e senza causare danni al territorio, si potrebbero evitare emissioni pari a a 26,37 milioni di tonnellate all'anno di anidride carbonica (CO2), con un impatto occupazionale al 2020 di poco meno di 100.000 unita'. "Ci sono diversi motivi che ci avevano gia' convinti che in Italia era meglio tenersi lontani dalle centrali nucleari e investire sulle rinnovabili", ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

"Innanzitutto - ha sottolineato - c'e' il tema della sicurezza che e' drammaticamente tornato alla ribalta dopo il disastro in Giappone, che non si puo' semplicemente liquidare come una questione "emotiva". In secondo luogo - ha continuato Marini - sarebbe stato assurdo per l'Italia avviare oggi un percorso che ci impegnerebbe per diversi anni proprio quando molti Paesi, a cominciare dalla Germania, hanno invece deciso in questi giorni di uscire dal nucleare. E' bene tenere in mente anche per il futuro che sulle applicazioni scientifiche che potenzialmente possono arrecare danni planetari, irreversibili e irrisolvibili, come il nucleare e gli ogm - ha precisato Marini - i cittadini hanno il diritto e il dovere di potere decidere se e come cio' che la scienza propone debba essere applicato".
da Affaritaliani.it
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venerdì 10 giugno 2011

Grande azione di Greenpeace






Siamo di nuovo in azione. Questa volta non per protestare, ma per mandare un messaggio a tutti gli italiani: il 12 e 13 giugno votiamo Sì al Referendum per fermare il nucleare.

L'azione è partita stamattina all'alba. Primo round ore 7, striscione di 300 metri quadri sul Colosseo a Roma. Secondo round ore 9 da Ponte Vecchio a Firenze. Terzo round ore 10 sul Campanile di San Marco a Venezia. Tre luoghi simbolo del nostro Paese e un solo messaggio: "Italia, ferma il nucleare. Vota Sì".!

Insieme ai nostri attivisti anche i ragazzi de http://www.ipazzisietevoi.org/ che hanno aperto un altro striscione con lo slogan della loro protesta "I pazzi siete voi. Il nucleare non è il nostro futuro".

Ora, tra noi e un futuro senza nucleare c'è solo un ostacolo: il Quorum. Perciò, informiamo e mobilitiamo parenti, amici e vicini fino all'ultimo minuto. Il passaparola è l'unico strumento per rimediare alla censura di molti media. E tu quante persone porterai a votare?

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia
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venerdì 3 giugno 2011

Perchè voterò 4 SI ai referendum






L'epopea del "privato è meglio" sta crollando. Il privato non solo non è meglio, non solo non è meritocratico, non solo non abbassa i prezzi e le tariffe, ma si è dimostrato incapace di gestire "socialmente" le strutture della nazione.
Il pubblico non funziona bene? Giustissimo. Allora la battaglia va fatta affinchè il pubblico funzioni meglio, non dando tutto in mano ai privati.

Quindi: 2 si convinti sull'acqua.

Energia nucleare. Invece di ricordarci che la francia ha le centrali ai nostri confini, il governo italiano dovrebbe farsi paladino, in Europa, dell'abbandono continentale del nucleare.
Inoltre: un territorio sismico e dissestato come quello italico è inadatto alle centrali nucleari.
Inoltre: se si iniziasse a costruire oggi, le centrali produrrebbero una energia tale da legittimare gli intensi capitali utilizzati per costruirle tra 20 anni.
Sono certo che tra 20 anni, invece, gli sviluppi e le scoperte scientifiche sulle fonte alternative di energia avranno fatto passi da gigante.
Già OGGI, anno 2011, è possibile avere condomini e quartieri TOTALMENTE autosufficienti dal punto di vista energetico. Tra 20 anni INTERE CITTA' saranno indipendenti, grazie al solare, l'eolico, l'idroelettrico, ecc...

Quindi: SI all'energia pulita e no al nucleare.

Legittimo impedimento. La legge è uguale per tutti. E chi ha incarici pubblici o di governo deve non solo ESSERE una persona onesta, ma anche APPARIRE tale. Quindi dovrebbe PRIMA risolvere i propri problemi con la giustizia, e POI fare attività politica.
Nel caso specifico, inoltre, è chiaro che questa legge è stata fatta SOLO ET SOLTANTO per Silvio Berlusconi, non per la collettività.

Quindi: SI all'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
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lunedì 30 maggio 2011

Anche la Germania abbandona il nucleare



Un'altra buona notizia, dopo il blitz di ieri sera di Greenpeace durante la finale di coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma.
La buona notizia è questa:

http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_30/germania-energia-nucleare_cd5b0910-8a7e-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml


MILANO - La Germania sarà la prima potenza industriale a rinunciare all'energia nucleare. Il ministero dell'Ambiente ha annunciato infatti che fermerà il suo ultimo reattore nel 2022 e ha definito la decisione «irreversibile». Venerdì scorso i ministri dell'Ambiente regionali e federale si sono accordati sulla decisione.

LA DECISIONE - Gran parte dei reattori tedeschi sarà disattivato entro quest'anno, mentre gli ultimi tre funzioneranno per altri 11 anni al massimo. Il ministro Norbert Roettgen ha spiegato che gli otto reattori dei 17 che non sono collegati alla rete di produzione di energia elettrica non saranno più riattivati. La decisione è frutto delle riflessioni che il governo tedesco ha avviato dopo il disastro di Fukushima, che ha provocato proteste di massa nel paese, contro l'impiego dell'energia atomica. L'energia nucleare garantisce attualmente il 22% del fabbisogno di elettricità del Paese.

PROTESTE - Domenica decine di attivisti di Greenpeace si erano arrampicati sulla Porta di Brandeburgo, a Berlino, per chiedere lo stop del nucleare esponendo uno striscione con la scritta «Ogni giorno di energia nucleare è uno di troppo». Sabato decine di migliaia di persone avevano manifestato in diverse città sempre contro il nucleare. Secondo gli organizzatori almeno 16 mila persone in 21 città, di cui 25 mila a Berlino e Monaco, 20 mila ad Amburgo e 10 mila a Friburgo avevano partecipato a cortei, mentre la polizia tedesca ha contato circa 20 mila manifestanti nella capitale.

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mercoledì 25 maggio 2011

... e Berlusconi vuole ancora il nucleare.



Mentre il Regime Berlusconi, votando la fiducia sul decreto Omnibus, impedirà ai cittadini italiani di esprimersi nel referendum sul nucleare (a meno che la Corte Costituzionale non consideri inefficace il decreto, e quindi ancora necessaria la consultazione referendaria), arrivano queste notizie dal Giappone:

http://www.cadoinpiedi.it/2011/05/24/i_bambini_di_fukushima.html#anchor

La Tepco ha annunciato, oggi, che anche nei reattori 2 e 3 c'è stata la parziale fusione del nocciolo. Abbiamo sentito Ernesto Burgio, Coordinatore del Gruppo ISDE-Medici per l'Ambiente.

La notizia non ha nulla di nuovo. Nonostante la comunicazione della Tepco, perché già il 25/26 marzo le notizie sul fatto che ci fosse una fusione almeno parziale nei reattori 1, 2, 3 non solo nell'1, erano emerse con certezza. Tutti e 3 i reattori erano stati abbondantemente innaffiati con acqua di mare già alla fine di marzo, e l'acqua di mare come tutti sappiamo danneggia notevolmente le strutture. Ma quel procedimento urgente ci fa capire che era legato a un inizio di fusione. La Tepco sostiene che la situazione sia abbastanza sottocontrollo. Rimane il dato però che loro stessi già a marzo dissero che le acque degli oceani, dell'Oceano Pacifico nella zona delle centrali, presentava un aumento significativo di radionuclidi. Quindi che ci siano stati degli sversamenti lo ammettono dal 30 marzo. I livelli di radioattività dell'acqua nella zona erano saliti da 1200 a 3000 a 4000 volte sia per lo iodio che per il cesio e per di più proprio qualche giorno fa ho visto il grafico: è vero che è calata la quantità, la densità di questi radioisotopi nelle acque. Però c'è ancora parecchio cesio, che è forse il problema maggiore in questi casi, perché si concentra molto nei muscoli, quindi nelle catene alimentari. Dura molto più a lungo, perché dura decenni, quindi chiaramente bisognerà capire nei prossimi mesi.

In Giappone hanno innalzato i limiti di radiazioni ai quali può essere esposto un bambino. C'è chi sostiene che un bambino ogni 200 si ammalerà di cancro. Ma in casi di radiazioni c'è più rischio per un adulto o per un bimbo?

Questa è una bella domanda, ma è anche complessa. Il problema vero è questo: il modello di esposizione e di valutazione dei rischi è un modello antico, di 50 anni fa. Si continua a valutare la pericolosità della situazione sulla base di un modello prima di tutto disegnato dai fisici e non dai biologi e tanto meno dai medici, che tiene conto della cosiddetta dose totale assorbita e che valuta, ma in maniera assolutamente teorica, a tavolino i rischi come legati direttamente, in modo proporzionale alla dose totale. Questo non ha niente a che vedere con quello che realmente succede. La pericolosità di queste situazioni, soprattutto quando si verificano incidenti, non è legato alla quantità massima di radiazioni emesse immediatamente, che colpisce tutto sommato una parte limitata di popolazione direttamente esposta. Il pericolo è legato alle piccole quantità quotidiane che vengono assorbite da milioni di persone. Per di più, questo tipo di assunzione per via alimentare significa un assorbimento per via interna. Le cellule vengono esposte per anni o decenni a piccole quantità quotidiane di radioisotopi e quindi di radioattività. Nei bambini soprattutto, ma in generale nei soggetti in via di sviluppo, quindi dove gli organi e i tessuti si stanno formando, la tossicità è ancora maggiore. Il fatto che aumentino queste soglie arbitrariamente, proprio per permettere che la situazione non venga paralizzata, è un espediente purtroppo non del tutto inusuale perché perfino in Italia ultimamente con il benzopirene, pensando a situazioni come Taranto, hanno fatto la stessa cosa. Poi c'è stata una levata di scudi, però di fatto anche qui si fanno queste cose. Con l'atrazina è successa la stessa cosa. Quando vedono che una sostanza tossica diventa diffusa, anziché dire la riduciamo, tendono a fare questa follia di alzare i livelli di soglia. Perfino con le centraline nelle nostre città lo fanno, anziché dire: l'Europa chiede una diminuzione progressiva del particolato fine e soprattutto dell'ultrafine che neanche viene preso in considerazione, le cosiddette autorità locali fanno il contrario, tendono a elevare le soglie per lasciare tutto com'è. Ma questo sostanzialmente per una questione di incoscienza e di inconsapevolezza: sono convinti che tutto sommato i danni non sono così gravi. Sui bambini e ancora di più sull'embrione e sul feto queste piccole quantità quotidiane, interferiscono sulla programmazione addirittura dei tessuti. Gli studi che hanno dimostrato l'aumento delle leucemie attorno alle centrali. Ma non è importante l'esposizione diretta dei bambini a dosi massive come si continua a pensare e come continuano le istituzioni a rassicurare dicendo: "beh l'esposizione a dosi piccolissime... ". Le dosi piccolissime quotidiane, soprattutto per via interna, sono proprio quelle più pericolose.

Alcuni oceanografi hanno stabilito che anche l'Atlantico è stato contaminato. Dunque lo sarà anche il Mediterraneo?

Che venga addirittura inquinato l'intero Oceano Pacifico e quindi l'Atlantico e il Mediterraneo, attualmente a me sembra un allarme un po' eccessivo. Però tutto dipende da quanto dura l'emissione e la diffusione e quindi le capacità di diluizione da parte degli oceani. Sarà da vedere, speriamo di avere la possibilità di ragionare su dati attendibili, perché come dicevamo già le altre volte, è un po' paradossale, ma noi dobbiamo ragionare sui dati che vengono dati dalla Tepco che sono inevitabilmente riduttivi. C'è un silenzio stampa abbastanza assordante!

Abbiamo dati certi circa l'impatto di Chernobyl sui tumori in Europa?

Rivedendo tutti gli studi epidemiologici a partire da Hiroshima e poi soprattutto proprio su Chernobyl, la quantità di patologie che realmente è stata prodotta direttamente dall'esposizione, quindi sulle popolazioni che vivevano in Ucraina, in Bielorussia e nei paesi limitrofi e soprattutto via, via che la nube è stata studiata più a fondo per quanto riguarda gli effetti e la deposizione in particolare del cesio nelle catene alimentari, è stato verificato che c'è un aumento abbastanza marcato delle leucemie infantili in proporzione diretta. Lì dove è stato trovato un livello alto di cesio, in proporzione sono aumentate le leucemie infantili. Chernobyl è stata un ingrediente fondamentale nell'aumento dei tumori infantili che abbiamo in Italia. Abbiamo addirittura un incremento nel primo anno del 3% dei tumori infantili che in 15/20 anni significa un aumento veramente significativo.
In più c'è per esempio il problema della tiroide. Anche dopo Chernobyl abbiamo cercato di avere i dati sicuri sulle emissioni e sulla diffusione dello iodio 131. Non abbiamo potuto fare nulla, perché i dati si sono saputi dopo anni. I dati ufficiali non arrivavano, erano state fatte delle verifiche in Italia. Che ci fosse un aumento di iodio 131 si sapeva, ma se si fosse potuto sapere in tempo e in maniera continua, avremmo potuto per esempio dare iodio preventivo ai nostri pazienti e secondo me si sarebbero ridotti i danni, invece c'è stato un aumento veramente notevole di patologie tiroidee in tutta Europa e nelle zone più vicine all'incidente. C'è stato un aumento veramente notevole, centinaia di volte, del calcinoma tiroideo infantile che è un tumore raro che colpisce la tiroide perché proprio lo iodio 131 si fissa sulla ghiandola e praticamente produce una proliferazione cellulare neoplastica. Questi sono dati assolutamente sicuri.


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lunedì 23 maggio 2011

Come fregare la democrazia diretta





Non chiamatela democrazia, ve ne prego. La liberaldemocrazia berlusconiana è un regime dittatoriale.


Voi credete davvero che i regimi, oggi, siano caratterizzati da uomini in divisa, manganello ed olio di ricino? No, oggi i regimi liberaldemocratici sono guidati da oligarchie economiche, uomini in doppiopetto, manager di grido.


Il Sistema, che si definisce liberaldemocratico ma che in realtà è antidemocratico, consente formalmente al Popolo di esprimersi direttamente, tramite i referendum, cioè tramite il principale istituto di democrazia diretta.


Ebbene, il regime di Berlusconi sta preparando il decreto Omnibus per impedire ai cittadini italiani di esprimersi sul tema-nucleare.


Non chiamatela democrazia, ve ne prego.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/governo-fiducia-sul-decreto-omnibus-domani-il-via-alla-discussione-in-aula/113133/

Il Governo pone la fiducia sul decreto Omnibus che comprende anche la moratoria sulle centrali nucleari da realizzare in Italia, così da impedire ai cittadini di esprimersi con il referendum indetto per il 12 e il 13 giugno. Silvio Berlusconi, del resto, lo aveva detto: l’effetto Giappone potrebbe riempire le urne e far raggiungere il quorum anche al referendum che chiede di abrogare la legge sul legittimo impedimento. Vera preoccupazione del premier. La volontà della maggioranza non è rinunciare alla partita nucleare ma piuttosto rimandare la questione. E il modo migliore per riuscirci è porre la fiducia.

La conferenza dei capigruppo ha fissato per domani l’inizio della discussione alla Camera, su richiesta del Pdl che ha giustificato il voto di fiducia per i “tempi ristretti”, ha detto Elio Vito. Il testo del decreto è lo stesso uscito dal Senato, con la moratoria sul nucleare, il reintegro del Fus, l’aumento delle accise sui carburanti. Su richiesta di Roberto Giachetti, del Pd, il ministro ha poi chiarito che la fiducia è stata autorizzata dal consiglio dei Ministri il 19 maggio.

Immediata la levata di scudi da parte dell’opposizione, in particolare per quanto riguarda la moratoria sul nucleare. “Nelle norme che l’esecutivo vuole imporre non c’è nessun abbandono del piano nucleare ma solo un rinvio per evitare il giudizio dei cittadini che, come già dimostrato dal voto in Sardegna, è nettamente contrario al ritorno delle centrali nucleare in Italia”, ha detto Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Partito Democratico, osservando che “siamo di fronte all’ennesimo tentativo di scippo del voto ai cittadini che non avrà successo dal momento che si tratta solo di un espediente che non cambia la sostanza delle cose”. Secondo Massimo Donadi, presidente del gruppo Idv alla Camera, la fiducia “è un doppio schiaffo: al parlamento e ai cittadini”. Al parlamento “perché non si può mettere la fiducia su un provvedimento che, una volta tanto, è di una certa importanza. Ed è uno schiaffo ai cittadini perché si tenta di scippargli il diritto di esprimersi con il referendum. Un tentativo che non andrà a buon fine perché la Cassazione non potra’ far altro che ribadire la validita’ del referendum, in quanto il governo, con questa legge, non rinuncia al suo nefasto piano nucleare. Questa fiducia – conclude il capogruppo Idv – è l’ennesima dimostrazione della estrema debolezza del centrodestra, che sa di non essere piu’ maggioranza nel Paese e teme ogni giorno di più il voto parlamentare”.

La “chiama” alla Camera inizierà domani alle 15.10. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo, che ha fissato alle 13,45 l’inizio delle dichiarazioni di voto da parte dei gruppi. Dopo la doppia “chiama” nominale e l’annuncio del risultato sulla fiducia, inizierà l’illustrazione degli ordini del giorno che si protrarrà per tutto il pomeriggio e probabilmente proseguirà nella giornata di mercoledì. Seguirà il voto finale sul decreto. Per domani mattina alle 10 è stato fissato il termine per presentare gli ordini del giorno. L’incertezza sui tempi, hanno spiegato Gianluca Galletti (Udc), Michele Ventura (Pd) e Simone Baldelli (Pdl) dipende dalla mancanza di accordo tra i gruppi sul voto sugli ordini del giorno. La maggioranza ha negato l’assenso alla diretta televisiva sulle dichiarazioni di voto, richiesta dal Pd, al che quest’ultimo non ha dato un impegno sui tempi del voto sugli ordini del giorno.

Intanto, oggi pomeriggio alle 15, ha preso il via il presidio permanente davanti a Montecitorio a “difesa della democrazia, del diritto al voto e all’informazione”. L’iniziativa è organizzata dai Comitati referendari “Vota sì per fermare il nucleare” e “2 sì per l’acqua bene comune” contro il decreto omnibus: “Una norma che prende in giro gli italiani con un finto addio al programma atomico e punta a cancellare il quesito sul nucleare sottraendo ai cittadini il diritto a scegliere sul loro futuro”, allo stesso modo “il governo sta tentando di depotenziare i referendum sull’acqua, proponendo la creazione di fantomatiche autorita’ garanti”. La mobilitazione proseguirà anche per l’intera giornata di domani.
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venerdì 20 maggio 2011

Greenpeace: sul nucleare si deve votare









http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/parlamento-referendum-azione/

"Furto di Referendum. Sul nucleare si deve votare" è il messaggio che gli attivisti di Greenpeace hanno aperto davanti al Parlamento. Proprio oggi parte alla Camera la discussione sul decreto Omnibus, con il quale il Governo vuole impedire il regolare svolgimento del Referendum sul nucleare il 12 e 13 giugno. La protesta è stata immediatamente interrotta dalle Forze dell'Ordine che hanno sequestrato gli striscioni, allontanato gli attivisti e trattenuto quattro di loro in Commissariato.

Non possiamo stare a guardare mentre il Governo ci ruba il diritto di decidere del nostro futuro. L’opinione degli italiani su un tema importante come quello del nucleare è chiara: in Sardegna, quasi il 98% dei votanti si è espresso contro.

Gli attivisti hanno aperto un secondo striscione "I pazzi siete voi. Il nucleare non è il nostro futuro" in Piazza di Monte Citorio a sostegno della protesta dei ragazzi di www.ipazzisietevoi.org . A preparare gli striscioni sono stati proprio i ragazzi, che da una settimana si sono rinchiusi nel rifugio anti-radiazioni e usciranno solo il giorno del Referendum. Dal rifugio stanno comunicando con l’esterno attraverso il web per scuotere le coscienze degli italiani sull'importanza del voto.

Oltre al furto di democrazia, i ragazzi su www.ipazzisietevoi.org denunciano il virtuale black out mediatico sul tema referendario. Non è servita la ferma presa di posizione del Presidente della Repubblica che invitava la RAI a rispettare le norme in materia di informazione al pubblico.

Greenpeace chiede ai Deputati di non allinearsi alla prepotenza di questo governo e di prendere posizione per garantire una campagna referendaria democratica e corretta. Sul nucleare gli italiani vogliono votare contro la follia del nucleare.
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giovedì 12 maggio 2011

Tepco ammette: "Potrebbe esserci stata la fusione nucleare"









Con un ritardo di qualche mese, nella sua miglior tradizione, la TEPCO ha finalmente ammesso che almeno nel reattore n.1 la temuta fusione del nocciolo potrebbe esserci stata e, probabilmente, una parte rilevante del combustibile nucleare è stato danneggiato.

Il ritardo sarebbe motivato dal fatto che gli strumenti di misura del livello dell'acqua nel reattore per settimane hanno fornito dati errati: il livello era in realtà 1,5 metri inferiore a quanto indicato. Un malfunzionamento che non era difficile ipotizzare dopo l'esplosione di idrogeno che aveva scoperchiato il reattore n.1, poche ore dopo il terremoto/tsunami dell'11 marzo.

Mentre TEPCO continua a riscontrare crepe e perdite di acqua dalle varie componenti della centrale, con relativa contaminazione per terra e per mare, adesso anche lo scenario apocalittico della "lava" di uranio radioattivo che scava il fondo del cuore del reattore, il cosiddetto "vessel", entra a far parte ufficialmente nell'elenco dei problemi che il disastro nucleare di Fukushima aggiunge a un Paese già in ginocchio per il sisma.

Ovviamente, la situazione è ben peggiore rispetto a quanto TEPCO e il governo del Giappone hanno cercato di farci credere e il rischio di una rapida "escalation" dell'incidente non può essere escluso.

Dopo Cernobyl, un disastro i cui costi economici e sociali ebbero un peso nel crollo dell'URSS, anche Fukushima si presenta come un mostro incontrollabile con cui i giapponesi dovranno fare a lungo i conti.

I dati raccolti da una missione nippo-americana non solo hanno mostrato radioattività nell'aria fino a 80km dalla centrale di Fukushima (e così si spiega la richiesta USA di evacuazione fino a tale distanza) ma, come si vede nella mappa qui a fianco, evidenziano la pesante contaminazione da Cesio-137 anche oltre la fascia di rispetto dei 30 km.

Per confronto, secondo i criteri utilizzati dopo Cernobyl, ci dovrebbe essere un'evacuazione completa dalle aree in rosso e almeno parziale di quelle in giallo. In queste aree, ma anche nell'area in verde, e in parte in quella in azzurro, i raccolti dovrebbero essere distrutti e l'agricoltura vietata fino alla decontaminazione del suolo.

La decontaminazione dei suoli circostanti la centrale, potrebbe richiedere fino a 3 secoli. Il periodo di dimezzamento della radioattività del Cesio-137 è infatti di oltre 30 anni e, nel caso di una contaminazione elevata, possono essere necessari una decina di cicli di dimezzamento della radioattività per rendere le aree maggiormante contaminate accessibili alle normali attività umane.


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mercoledì 11 maggio 2011

Verdi-Lazio: Rifiuti, la confusione è totale





IL CASO. Lo scorso novembre Alemanno annunciava lo stop a Malagrotta. Invece c’è ancora incertezza. Verdi: «Subito un ciclo virtuoso».

La Capitale non sa ancora dove metterà la propria immondizia. Era il 12 novembre 2010, quando su questo giornale veniva pubblicato un articolo di Alessandro De Pascale, in cui si evinceva che «Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nei giorni scorsi ha assicurato che “entro la fine di novembre definiremo la nuova area, diremo quando entrerà in funzione il nuovo impianto e solo allora daremo l’ultima proroga per Malagrotta”». Per Alemanno, entro aprile doveva esserci la chiusura di Malagrotta e la scelta della nuova discarica, ma il presidente di Regione Polverini ha detto che per il nuovo sito ci vorranno ancora alcuni giorni.

Su Notizie Radicali Massimiliano Iervolino ha commentato: «Il Lazio non è la Campania semplicemente perché nella Regione della Capitale esiste la discarica più grande d’Europa, una discarica illegale che va contro tutte le leggi nazionali ed europee». L’esponente radicale ha denunciato come l’intenzione non sia quella di chiudere il sito di Malagrotta, ma di estenderlo verso l’adiacente area definita “Testa di Cane”. Saputa la notizia gli abitanti di Valle Galeria hanno reagito con forza, mandando una lettera a Renata Polverini con la richiesta di non utilizzare ancora la zona per una nuova discarica. Immediata la risposta della governatrice: «(...)Vorrei smentire categoricamente l’ipotesi Testa di Cane. Vorrei rassicurare quelli del comitato civico che so che si stanno agitando. Possono stare tranquilli, non c’è nessun progetto su Testa di Cane né mai ci sarà».

Resta quindi il dubbio (o il mistero) su quale sarà la nuova discarica romana; ma soprattutto su quali politiche si stiano attuando per superare l’epoca dei commissariamenti e delle proroghe. Il Piano rifiuti presentato dalla Regione Lazio all’Europa prometteva di raggiungere, entro 2011, il 60 per cento di raccolta differenziata. Siamo arrivati a un terzo dell’anno e la situazione non sembra sia cambiata molto. «Perché non si vuole mettere in pratica nel Comune di Roma e nella Regione Lazio un trattamento dei rifiuti basato sulla filosofia delle “quattro erre”, riconosciuta e sancita dalle direttive della Comunità europea?».

Lo dichiara Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio, che aggiunge: «Cosa osta a ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare, e a chiudere il ciclo dei rifiuti senza bruciare e senza aprire nuove discariche?».Come non bastasse la confusione creatasi, la sostituzione della Tari (tariffa rifiuti) con la Tia (tariffa igiene ambientale) porterà un aumento del costo per i romani tra il 12 e il 15 per cento, anche grazie alla reintroduzione dell’Iva. Per Bonessio «si tratta di aumenti dovuti all’utilizzo di una tecnologia obsoleta, (...) non si fa nulla per il contenimento dei rifiuti, non si coinvolge la cittadinanza e non si avviano filiere virtuose». L’esponente ecologista ha concluso avvisando della preparazione di «iniziative che coinvolgano la cittadinanza nel chiedere che Roma scelga la raccolta differenziata».
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Il Giappone rinuncia al nucleare e punta sulle rinnovabili






Finalmente una buona notizia:

Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, ha riferito che il Giappone rinuncerà al progetto di aumentare la percenutale di energia prodotta dalle centrali nucleari. Il progetto del governo prevedeva entro il 2030 un aumento dal 30 al 50%, affidando solo un 20% alle energie rinnovabili. Ma ora questo calcolo verrà rivisto, prevedendo un impiego maggiore delle energie rinnovabili. Per prevenire gli effetti devastanti di future catastrofi, il governo ha chiesto alla centrale nucleare di Hamaoka - che si trova sull’oceano, in una località dove si ritiene vi sia un’alta probabilità di forti terremoti - di cessare l’attività.

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martedì 10 maggio 2011

Il nucleare, o dello sterminio del genere umano





Per coloro che ritengono che l'energia nucleare sia sicura, sia necessaria e sia il futuro... leggete questo articolo tratto dal sito http://www.cadoinpiedi.it/ , in cui viene intervistata Helen Caldicott, scenziata australiana esperta di energia atomica.


L'allarme nucleare è tutt'altro che rientrato. In Giappone qualche ora fa hanno registrato una fuoriuscita radioattiva dalla centrale di Tsuruga, proprio mentre in Italia Greenpeace esponeva un lungo striscione sulla facciata di Palazzo Venezia a Roma, contro l'eventualità di bloccare il referendum. Helen Caldicott, dottoressa autraliana che ha dedicato la sua vita agli studi contro il nucleare, qualche giorno fa a Montreal, in Canada, ha parlato dei rischi dell'atomo. Ne è uscito un quadro raccapricciante. Ecco le parole della Caldicott:

"Secondo alcuni studi quasi un milione di persone sono già morte a causa del disastro di Chernobyl. Ma OMS e AIEA dicono altro. Ritengo che Chernobyl sia stato uno dei più mostruosi insabbiamenti nella storia della medicina. Tutti dovrebbero sapere di questa storia.
E oggi facciamo i conti col Giappone. Quanto accaduto in Giappone, come ordine di grandezza, è molte volte peggio di Chernobyl. Mai in vita mia avrei pensato che 6 reattori nucleari potevano essere a rischio. Conoscevo tre ingegneri della General Eletric che hanno collaborato nella pianificazione dei reattori di prima generazione prodotti dalla GE. Questi tre ingegneri si sono dimessi proprio perché sapevano benissimo che questi reattori sono pericolosi. E i giapponesi hanno pensato bene di andare a costruirli proprio sopra ad una faglia sismica. I reattori hanno resistito parzialmente al terremoto ma non allo tsunami. L'energia elettrica è mancata ed è proprio l'energia elettrica che spinge l'acqua di raffreddamento (un milione di galloni al minuto) a ognuno dei 6 reattori. Senza l'acqua di raffreddamento le barre di combustibile si surriscaldano fino a sciogliersi, proprio com'è capitato a Three-Mile Island e a Chernobyl. I generatori d'emergenza, ognuno grande come una casa, sono stati distrutti dallo tsunami e non è rimasto alcun rimedio per fare circolare l'acqua di raffreddamento nei reattori. In più, sui tetti dei reattori, non dentro all'involucro stesso dei reattori, ci sono dei bagni di raffreddamento. Ogni anno rimuovono circa 30 tonnellate delle barre di combustibile più radioattive.
Ognuna delle barre è lunga 12 piedi, ed è spessa mezzo pollice. Emette un livello così elevato di radioattività, tipo raggi-X, che se tu dovessi stargli accanto per un solo paio di minuti, moriresti senz'altro. Non moriresti stecchito ma ... vi ricordate ancora quel Litvinenko, il Russo che è stato avvelenato con il Polonio, beh moriresti proprio così, ti cascherebbero i capelli, emorragia fatale, e moriresti di un'infezione gigantesca, come muoiono anche quelli affetti da Aids. Per di più, queste barre sono anche termicamente caldissime quindi devono essere sommerse in un grosso bagno e raffreddate costantemente.
In Giappone ci sono state tre esplosioni di Idrogeno le quali hanno scoperchiato l'edificio, non l'involucro del reattore ma il tetto dell'edificio stesso. Il che ha esposto il bagno di raffreddamento. Due di questi bagni di raffreddamento ora sono secchi e non contengono nessuna acqua, il che ha conseguenze disastrose.
Le barre di combustibile sono rivestite con un materiale che si chiama Zirconio. Quando lo Zirconio viene esposto all'aria, brucia. A Fukushima 2 dei bagni di raffreddamento producono 20 volte più radiazione di quanta ne produce il nocciolo del reattore. Considerate che in ognuno dei noccioli dei reattori c'è tanta radiazione quanta prodotta da mille bombe come quella sgaciata su Hiroshima.
Si tratta di energia diabolica. E=mc2 è l'energia che fa esplodere le bombe nucleari. Einstein disse che "l'energia nucleare è un modo pazzesco per fare bollire l'acqua!" Questo è l'unico utilizzo dell'energia nucleare: fare bollire l'acqua con calore pazzesco per produrre il vapore che poi fa girare le turbine che quindi producono energia elettrica. Quando si pratica la fissione dell'Uranio, si formano circa 200 elementi, ognuno dei quali è ancora più velenoso dell'Uranio per il corpo umano. Nonostante il fatto che l'Uranio sia così velenoso, gli americani lo hanno comunque usato a Fallujah, e pure a Baghdad. Ora a Fallujah, 80% dei neonati nasce senza cervello, con un occhio solo e senza arti superiori. I dottori del posto hanno addirittura detto alle donne di smettere di fare figli.
L'incidenza di cancro infantile è aumentato di circa 12 volte. Questo è un genocidio. È una vera guerra nucleare quella che si svolge in Iraq. L'Uranio che utilizzano dura per più di 4,5 miliardi d'anni, quindi stanno contaminando la culla della civiltà.
Comunque sia, negl'impianti nucleari ci sono dei livelli altissimi di radiazione. Ci sono 200 elementi, alcuni durano pochi secondi ed altri invece milioni d'anni. Lo Iodio radioattivo per esempio dura sei settimane e provoca il cancro della tiroide.
A Chernobyl oltre 20.000 persone hanno contratto il cancro della tiroide. Hanno dovuto farsi prelevare la tiroide e morirebbero senz'altro se smettessero di assumere dosi giornaliere di medicinali supplementari, proprio come un diabetico deve assumere dosi giornaliere di Insulina.
Lo Stronzio 90 si disperderà. Durerà circa 600 anni. Entra nelle ossa e provoca il cancro delle ossa o la leucemia.
Anche il Cesio dura circa 600 anni. Si trova dappertutto in Europa. Il 40% dell'Europa è tuttora radioattiva. Gli alimenti turchi sono tuttora molto radioattivi. Non acquistate mai albicocche secche prodotte in Turchia ed evitate le nocciole prodotte in Turchia. I turchi si sono arrabbiati moltissimo con i Russi, tanto che hanno spedito tutto il loro thè radioattivo in Russia a seguito del disastro a Chernobyl. Comunque, il 40% dell'Europa rimane tuttora radioattiva. Nelle aziende agricole Britanniche gli agnelli sono così pieni di Cesio che non possono nemmeno venderli. Qualsiasi alimento prodotto in Europa è a rischio.
Ma tutto ciò non è niente rispetto a cosa sta capitando ora. Uno degli elementi più mortali rimane il Plutonio, il quale prende il nome da Plutone, dio degli inferi. Solamente un milionesimo di un grammo, se inalato, provoca il cancro. Teoricamente, una sola libbra di questo elemento sarebbe sufficiente per provocare il cancro in tutta la gente esistente nel mondo. Ognuno dei reattori contiene 250 chili di Plutonio al suo interno, e qui si parla di chilogrammi. Bastano solo 2.5 chilogrammi per produrre una bomba perche attualmente si utilizza il Plutonio per produrre le bombe. Il Canada vende attualmente solo due cose. Vende il grano per la vita e l'Uranio per la morte.
Il Plutonio fuoriuscirà e si disperderà per tutto l'emisfero boreale. Sta tuttora già viaggiando verso l'America del Nord.
Poi c'è lo Iodio 129 radioattivo, il che ha una "half-life" di 17 milioni d'anni, e poi ancora lo Stronzio, il Cesio, il Trizio, e potrei continuare ad infinitum...
Quando piove precipita anche la radioattività e si concentra negli alimenti. Se finisce in mare, viene concentrata centinaia di volte dalle alghe, poi dai pesciolini, poi dai pesci più grandi ed infine dagli esseri umani che stanno all'apice della catena alimentare. Questi elementi radioattivi non hanno alcun gusto o odore e non sono visibili. Sono silenziosi! Quando entrano nel corpo, non si muore immediatamente dal cancro. Ci vogliono 5-6 anni per contrarre il cancro e quando una persona ha il cancro, non può risalire al boccone di pesce che gliel'ha procurato. Qualsiasi tipo di radiazione è dannosa. Ha un effetto cumulativo e ogni dose che si assume aumenta il rischio di contrattare il cancro.
Se piove e la radioattività precipita, non si devono produrre alimenti. Il che significa non magiare qualsiasi alimento per i prossimi 600 anni!
Ho sentito che le scorie radioattive, qui in Canada, verranno seppellite nei dintorni del Lago Ontario. Quindi fuoriuscirà e durerà per milioni d'anni, finirà nell'acqua e quindi nella catena alimentare. Questa radioattività finirà per provocare delle vere e proprie epidemie di cancri, leucemie e malattie genetiche in eterno. Questo è il più importante rischio per la sanità pubblica che il mondo abbia mai visto, a parte il rischio onnipresente di una guerra nucleare. Einstein disse che "lo spaccamento dell'atomo ha cambiato tutto meno che il modo di pensare del uomo!" Molto profondo... E quindi si galleggia verso una catastrofe incomparabile! Siamo troppo arroganti. Abbiamo un eccesso di presunzione e secondo me il mesencefalo rettile del cervello di certi uomini è completamente patologico. Siamo di fronte ad una situazione dove siamo riusciti ad imbrigliare la forza del sole. Tutto pero è fuori controllo e oramai non possiamo farci più nulla!"



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lunedì 9 maggio 2011

Azione di Greenpeace a Piazza Venezia










Oggi alle prime luci dell'alba attivisti di Greenpeace hanno scalato il balcone di Palazzo Venezia, da cui si affacciava Mussolini, e hanno aperto uno striscione per protestare contro le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul ritorno all'energia nucleare in Italia. Sullo striscione, al fianco di una immagine del Primo Ministro che sogna il nucleare, si legge: "Italiani, il vostro futuro lo decido io".
Alle prime luci dell'alba, gli attivisti hanno scalato il balcone e hanno aperto lo striscione per protesta: sul nucleare il governo sta boicottando apertamente la possibilità dei cittadini di esprimere la propria opinione.

Non si può bloccare il referendum a un mese e mezzo dalla data fissata, programmando di ripresentare il progetto di ritorno al nucleare tra un anno. Su un tema come quello dell’accettabilità dei rischi del nucleare ci deve essere un dibattito pubblico ampio e partecipato.

Greenpeace ha inviato una richiesta di incontro ad alcuni rappresentanti del Governo, per chiedere che l'Esecutivo si faccia garante dei diritti democratici di partecipazione e di voto dei cittadini, assicurando lo svolgimento del referendum.

Oggi più che mai andare a votare rappresenta una forma di resistenza civile contro una decisione che altrimenti ci verrebbe imposta.
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Avigliana (TO): sui binari per bloccare il "treno delle scorie"





Il convoglio che trasportava scorie radioattive dall’Italia alla Francia è stato bloccato dalla protesta degli ecologisti, sdraiati sui binari per impedirne il transito.
La tensione fra manifestanti e forze dell’ordine è sfociata in qualche contatto, prima che la polizia prendesse di peso e spostasse una ad una le 50 persone a terra davanti al convoglio.
Circa 200 ecologisti hanno protestato per il passaggio delle scorie nucleari in Val di Susa, scandendo slogan contro le centrali, la radioattività e contro le forze dell’ordine.
Al momento la protesta nel torinese è stata sedata, il convoglio è ripartito.
E’ il secondo degli 8 convogli con partenza dal sito di Saluggia, a Vercelli e destinazione Francia, programmati per il trasporto di scorie e il loro smaltimento. Anche in occasione della partenza del primo treno, i manifestanti che protestavano contro il nucleare erano riusciti a mattere in atto azioni per rallentarne il transito.



Questo tipo di azioni vanno pubblicizzate ed estese in tutti i territori. I nuclearisti devono capire che l'opposizione sociale al nucleare c'è, è forte e si sta organizzando.

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domenica 8 maggio 2011

Perchè bisogna dire SI alle Rinnovabili







1 Le rinnovabili producono occupazione: VERO
Oggi il settore conta 120mila addetti in Italia, che arriveranno a 250mila entro il 2010. In tutto il mondo la Green Economy non ha conosciuto la crisi

2 Sulle rinnovabili ci sono forti investimenti: VERO
Nel prossimo decennio sulle rinnovabili saranno investiti 42 miliardi di euro, più che i 36 previsti per il nucleare, molto di più di quelli del settore auto

3 Le rinnovabili saranno in grado di sostenere il Paese: VERO
Più di uno studio internazionale e la stessa Unione Europea puntano al 100% di produzione elettrica da rinnovabili entro il 2050

4 Le rinnovabili aiutano il clima: VERO
Ogni kW installato di rinnovabili evita l'immissione di CO2 durante tutta la vita dell'impianto. Per il clima le rinnovabili sono la soluzione duratura

5 Le rinnovabili aiutano i cittadini: VERO
L'installazione di un impianto domestico di produzione da rinnovabili è uno dei migliori investimenti possibili, poiché garantisce il 7% annuo per venti anni

6 Le rinnovabili aiutano i giovani: VERO
Le fonti rinnovabili creano occupazione giovanile perché le imprese sono in continua evoluzione e il settore della ricerca nelle fonti verdi è in crescita

7 Le rinnovabili sono democratiche: VERO
La diffusione delle rinnovabili presso i cittadini, in Italia su 160mila impianti fotovoltaici 120mila sono domestici, garantisce la democraticità dell'energia, sia nella produzione, sia nei consumi

8 Le rinnovabili aiutano l'efficienza energetica: VERO
Diventare produttori d'energia significa avere una maggiore consapevolezza dei propri consumi energetici e porta a ridurli senza compromettere il proprio stile di vita

9 Le rinnovabili non inquinano: VERO
Tutti gli impianti a fonti rinnovabili non emettono inquinanti durante tutto il periodo d'esercizio e sono completamente riciclabili a fine vita

10 Le rinnovabili sono affidabili: VERO
Collegando le diverse fonti rinnovabili con le reti elettriche intelligenti, le "smart grid" si ottiene un sistema affidabile e sicuro nel quale è assicurata la continuità della fornitura

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Perchè bisogna dire No al Nucleare






http://www.reset-italia.net/2011/03/14/le-10-ragioni-per-dire-no-allenergia-nucleare/

1) IL NUCLEARE È UNA ENERGIA FOSSILE.
L’uranio non è una fonte di energia rinnovabile. La sua disponibilità è limitata: tra 40 e 120 anni secondo differenti stime. La disponibilità dell’uranio è limitata quanto quella del petrolio…

2) IL NUCLEARE PRODUCE DEI GAS A EFFETTO SERRA.
L’emissione specifica di CO2 al kWh prodotto da una centrale nucleare è superiore all’emissione specifica per le energie rinnovabili…

3) IL NUCLEARE NON CREA POSTI DI LAVORO DECENTRALIZZATI E SICURI.
Il numero di posti di lavoro creati da una centrale elettronucleare è 15 volte inferiore al numero di posti di lavoro creati sviluppando, con lo stesso investimento e assicurando un risultato equivalente, il settore delle energie rinnovabile e le misure che rinforzano l’efficienza energetica. La potente organizzazione sindacale IG Metall in Germania difende pienamente il settore delle energie rinnovabile in nome dell’impiego… Il nucleare non lotta contro la disoccupazione.

4) IL NUCLEARE SPRECA UNA DELLE NOSTRE RISORSE PIU PREZIOSE: L’ACQUA!
Una centrale nucleare consuma molta acqua virtuale (circa 2 metri cubi/ MWh). Per cuocere un dolce nel forno elettrico con l’energia eolica si consuma 1 cl d’acqua, con l’energia solare fotovoltaica si consumano 0,3 litri, invece con l’elettricità nucleare 5,5 litri d’acqua…

5) IL NUCLEARE NON E ADATTO ALLE STAGIONI CALDE E IN ITALIA FA PIU CALDO CHE IN FRANCIA!
Una centrale nucleare per fare funzionare il suo sistema di raffreddamento preleva importanti volumi d’acqua dai fiumi o dal mare, e li rigetta riscaldati creando cosi un inquinamento termico. In Francia nell’estate 2006, l’aumento della temperatura delle acque entrante ha richiesto delle misure eccezionali: EDF sorella francese di ENEL ha ottenuto l’autorizzazione di superare di qualche grado il limite imposto per la temperatura delle acque scaricate e di ricorrere alla clorazione massiva. Questa clorazione ha per scopo di limitare la proliferazione di germi responsabili di una meningo-encefalite gravissima. Certe centrali hanno funzionato a basso regime, certe sono state chiuse, il tetto della centrale Fessenhein è stato annaffiato d’acqua per permettere il suo funzionamento…

6) IL NUCLEARE NON RISOLVE LA DIPENDENZA ENERGETICA DELL’ITALIA.
L’uranio che dovrebbe alimentare le centrali nucleari italiane proviene dai siti di estrazione dell’AREVA nel Niger, in una zona contesa tra il governo e le tribù locali, “pacificata” con l’aiuto economico e militare della Francia. Proviene dunque da una zona politicamente instabile ciò che non ci garantisce un approvvigionamento sicuro. L’introduzione del nucleare rende l’Italia dipendente:
- tecnologicamente dall’expertise francese;
- dall’uranio estratto dall’AREVA francese nel Niger.

7) IL kWh NUCLEARE È PIÙ CARO DEL kWh RINNOVABILE.
Il costo del kWh prodotto da una centrale nucleare è adesso comparabile al costo del kWh dalle energie rinnovabili.
Pero se si considera:
- la gestione della centrale nucleare dopo la sua fine di vita (incluso smantellamento),
- il stoccaggio sicuro delle scorie,
- i costi per garantire la sicurezza della centrale e del suo approvvigionamento,
Il nucleare è una delle energie le più care….

8 ) IL NUCLEARE PRODUCE DEI RIFIUTI INSOSTENIBILI PER IL SISTEMA TERRA.
Che cosa fare delle scorie radioattive? Affondarle con le barche? Mandarle in Siberia come fanno i francesi? Lasciarle in regalo ai nostri figli? I nostri figli ci accuseranno! Che nonni e che genitori siamo?

9) IL NUCLEARE È ALTAMENTE VULNERABILE.
Una centrale nucleare è vulnerabile nel caso di un attentato terroristico o nel caso di guerra, molto più vulnerabile che tutte le fonti di energia rinnovabile. Nessuno ci può boicottare il sole, il vento, i rifiuti organici,…. Anche in tempi di crisi le fonti d’energia rinnovabili sono sempre disponibili….

10) IL NUCLEARE È UN’ARMA POTENTE CAPACE DI DISTRUGGERE OGNI FORMA DI VITA SU TERRA.
Le centrali nucleari sono un rischio per l’ambiente e la salute. Già durante il suo funzionamento normale, una centrale è responsabile di un inquinamento radioattivo a bassa intensità, il cui impatto è difficile da valutare a causa dell’assenza di studi epidemiologici.
Probabilmente più grave è l’impatto sulla salute degli incidenti nucleari – qualunque sia il livello di tecnologia, il 100% senza rischio d’incidente nucleare grave è un assoluto inaccessibile.
L’incidente di Chernobyl ha provocato la morte tra 5.000 e 200.000 mila persone (mancano i dati per un’analisi epidemiologica). Vaste regioni sono state, e lo sono sempre, gravemente inquinate. Una zona attorno alla centrale di un raggio di 30 km è vietata all’accesso. Nella fauna e flora di questa zona è stato osservato un aumento delle alterazioni genetiche.
In più, una catastrofe ancora più grande (l’esplosione nucleare del nucleo del reattore) era possibile ed è stata evitata di poco, grazie alla lucidità di uno scienziato e il sacrificio non consapevole di soccorritori “volontari”.
Senza di loro chi lo sa se oggi l’Europa sarebbe abitabile…Con le nostre conoscenze attuali, chi di noi andrebbe a sacrificarsi per spegnere un incendio in una centrale nucleare ?
Ma se l’errore è umano, se la malafede è di regola, se il non sacrificio è legittimo e se l’analisi lucida non è sempre al RDV, allora nessuno, tranne un pazzo, ci può garantire un rischio zero d’incidente nucleare che contamina tutta l’Italia….

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10 bugie del Governo sul nucleare






1 Le nuove centrali sono sicure: FALSO
La logica è la stessa delle vecchie centrali. Non c'è innovazione radicale, solo dei miglioramenti.
In più sono costruite secondo una logica di mercato che lima sui tutti i costi: sicurezza compresa

2 L'elettricità da nucleare costa meno: FALSO
La bolletta salirà almeno del 20% perché le banche considerano il nucleare ad alto rischio finanziario.
Negli Usa l'unico a prestare soldi al nucleare è lo Stato.

3 Il nucleare è pulito: FALSO
Oltre agli incidenti, che sono migliaia negli ultimi 50 anni, l'attività quotidiana delle centrali rilascia radioattività nell'ambiente, come è stato dimostrato in Germania.

4 Le scorie non sono un problema: FALSO
Nessun paese al mondo ha risolto il problema e da 50 anni si stoccano scorie radioattive in depositi provvisori che non garantiscono la sicurezza negli anni.

5 È in corso il "rinascimento" nucleare: FALSO
Il peso del nucleare nel mondo per la produzione elettrica è sceso dal 17,2% al 13,5%. In occidente si stanno costruendo solo due nuovi reattori.

6 Il nucleare risolverà la scarsità dei fossili: FALSO
L'uranio disponibile è limitato come il petrolio. Estrarre uranio dall'acqua del mare ha dei costi proibitivi che pongono l'atomo fuori mercato.

7 La moratoria del governo è uno stop nucleare: FALSO
E' solo un trucco per sabotare il referendum. Nello stesso giorno in cui ha approvato la moratoria il governo ha approvato il decreto per la LOCALIZZAZIONE delle centrali. L'unico modo per fermare il nucleare è votare SI al referendum del 12 e 13 giugno!

8 Tutti hanno le centrali nucleari: FALSO
Molte nazioni le hanno avute, ma hanno bloccato, come la Germania, ulteriori sviluppi dell'atomo, vista l'assoluta non economicità sul lungo periodo.

9 Con il nucleare si salva il clima: FALSO
La costruzione di una centrale e la sua filiera di funzionamento emettono CO2 pari al 25% di una tradizionale. Raddoppiando l'attuale potenza mondiale installata si taglierebbe la CO2 solo del 5%

10 Incidenti come in Giappone da noi sono impossibili: FALSO
I sistemi d'emergenza e di raffreddamento delle centrali nucleari sono identici in tutte le centrali. L'Italia è ad alto rischio sismico e idrogeologico. Non serve uno tsunami, basta un alluvione.

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giovedì 5 maggio 2011

Duemila croci per non dimenticare



Grande azione di Greenpeace a Roma. Il Circo Massimo è stato trasformato in un enorme camposanto, tappezzato di croci e con un megastriscione che invitava a votare SI al referendum sul nucleare in programma il 12 e 13 giugno. Ciò è stato fatto in occasione dell'anniversario della tragedia di Chernobyl, il cui ricordo indelebile spesso viene offuscato dagli uomini del Sistema che vogliono continuare a produrre energia tramite il nucleare.




Il blog L'OLIGARCA sostiene da tempo, nel metodo e nel merito, le battaglie di Greenpeace e le iniziative mediatiche poste in essere affinchè vi sia un risveglio delle coscienze civiche sui temi dell'ambiente, dell'animalismo, dell'energia pulita e rinnovabile, dell'ecosostenibilità.

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giovedì 24 marzo 2011

La forza energetica di un Sud autonomo







A sentir parlare i padroni del vapore, siano essi politici settentrionali o politici meridionali al soldo dei potentati economici del Sistema Nord, la forza energetica dell'Italia può crescere solo tramite il ritorno all'energia nucleare. Il recente decreto approvato dal governo in data 3 marzo, il cosiddetto Decreto Romani (dal nome del ministro per lo sviluppo) subito ribattezzato "Ammazarinnovabili", ha sancito una volta di più che questo governo è ostaggio delle facoltose lobbies nucleariste. L'Italia deve tornare al nucleare, nonostante un referendum abbia sancito più di venti anni fa l'abbandono di questa pericolosa fonte di energia.
Le ultime vicende in Giappone hanno spinto il Governo Berlusconi alla prudenza: una moratoria di un anno sul nucleare era ed è il minimo che si dovesse fare. Il problema, però, rimane: può l'Italia, una penisola soggetta a frequenti attività sismiche e bagnata per tre quarti dal mare, abbandonare l'energia solare, eolica, idroelettrica e termica, per ritornare al nucleare? Questa domanda ha una sola risposta: no, non può. E se mai si decidesse di rispondere "si", allora bisognerebbe spiegare dove si comprerebbero e quanto costerebbero l'uranio e il plutonio (visto che l'Italia ne è sprovvista), dove si costruirebbero le centrali nucleari (visto che la parte meridionale della penisola è universalmente ritenuta quella a più alto rischio sismico ed idrogeologico di Europa), dove verrebbero stoccate le scorie. Un programma energetico serio dovrebbe dire tutte queste cose, perchè le Regioni, anzi le Province ed i Comuni dovrebbero potersi esprimere.
Facile profezia: la sindrome N.I.M.B.Y. (Not In My Back Yard, non nel mio giardino) porterebbe tutti i cittadini attualmente favorevoli al nucleare a dire "no, non lo voglio qui da me... fate la centrale lì". E così facendo, il nucleare fallirebbe de facto, oltre ad essere fallimentare per principio.

In Germania, dove vi sono 16 centrali nucleari, due studi diversi, del 2008 e del 2010, hanno portato a queste conclusioni:
"Esaminando tutti i 16 impianti nucleari presenti sul territorio tedesco in relazione all'incidenza dei tumori tra i bambini è emersa una correlazione diretta tra il rischio di essere colpiti da leucemia in bambini con meno di cinque anni. I bambini che vivono entro 5 km dai reattori sono soggetti ad un incremento del 76% del rischio di contrarre una leucemia rispetto ai coetanei che vivono almeno a più di 50 km." (Bundesamtes fur Strahlenschutz (BfS) - Childhood Cancer and Nuclear Power Plants);
"La disparità nella nascita di maschi e femmine è aumentata a livello globale dopo i test di esplosioni atomiche nell'atmosfera, ed in Europa dopo il disastro di Chernobyl; c'è un aumento di tumori infantili nelle vicinanze delle centrali nucleari; la disparità nella nascita di maschi e femmine aumenta nei pressi di impianti nucleari in un modo che potrebbe essere associato al rilascio di radiazioni durante le operazioni di routine di tali impianti" (http://ibb.gsf.de/homepage/hagen.scherb/KusmierzVoigtScherbEnviroInfoBonn2010.pdf ).

Per quanto concerne le rinnovabili, esse sono l'unica speranza... anzi, l'unica prospettiva energetica per il Sud. Ed il Sistema Nord lo sa talmente bene che ha spinto fortemente affinchè il decreto Romani fosse redatto ed approvato. Non basta il furto del petrolio lucano, per il quale alle popolazioni viene corrisposto un misero 7%. Non bastano i tagli del Decreto Romani, che mettono in ginocchio l'80% delle imprese che hanno investito nel fotovoltaico, la maggior parte delle quali sono al Sud. Non basta che il Governo abbia presentato ricorso alla Corte costituzionale chiedendo l'annullamento delle leggi regionali approvate da tre Regioni meridionali (Puglia, Basilicata e Campania) che vietano unilateralmente l'insediamento di impianti nucleari. Adesso il Sud deve diventare il luogo ove sperimentare il nucleare e ove stoccare le scorie.

Vi sono anche studi recenti che dimostrerebbero come sia possibile sfruttare il moto delle correnti marine per produrre energia attraverso l’utilizzo di turbine sommerse. Per non parlare poi delle biomasse che, diversamente da quanto si dice , emettono un percentuale di CO2 in atmosfera assorbibile dalle piante senza alterare gli equilibri del nostro pianeta.
Bisogna entrare nell'ordine di idee che il nostro pianeta ha un equilibrio energetico, ovvero produce e rilascia energia. Le scorie nucleari che, seppur inattive, producono energia, messe nel sottosuolo aumentano l’energia prodotta dalla terra, generando un eccesso di energia prodotta. Possiamo pensare che i continui assestamenti, terremoti e tsunami sono il modo che la Terra trova per bilanciare il proprio equilibrio energetico?


Per questi motivi, tutte le regioni meridionali devono unirsi in una battaglia comune che conduca il Sud ad essere autonomo dal punto di vista energetico, in attesa di una autonomia politica di cui si sente sempre più la necessità e l'urgenza.
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