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domenica 1 settembre 2013

Obamush



Barak Obama come George W. Bush.
La guerra alla Siria come la guerra all'Iraq: prove inconsistenti (o inventate) e volontà di dominio globale.
Saranno contente le lobbies che hanno finanziato la campagna elettorale di Obama.
Barak è stata la più grande delusione del campo progressista... per chi ci credeva. Personalmente, dopo il primo mandato avevo già capito che neanche Obama avrebbe cambiato l'America. 
Solo il Popolo americano può, come ogni popolo sui questa Terra, cambiare il proprio destino. Non servono elezioni, ma lotte sociali.

domenica 20 novembre 2011

Uranio, questo sconosciuto



Una ricerca dell'Università dell' Ulster rivela: “Gli americani a Falluja hanno usato armi vietate e sconosciute”.
Sono gli unici a non sapere che l'uranio può essere impoverito o arricchito.
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lunedì 19 settembre 2011

Tra tricolore e sole delle alpi




Il Tricolore è la bandiera della Repubblica Italiana.
Il Sole delle Alpi è la bandiera della sedicente "repubblica federale di Padiania".
Umberto Bossi, leader di quel movimento politico illegale e xenofobo che risponde al nome di Lega Nord Padania, ieri ha annunciato, durante la Festa dei Popoli Sedicenti Padani, la volontà di raggiungere l'agnognata indipendenza ("secessione, secessione" gridavano i padano-celtici sotto il palco) tramite referendum costituzionale.
Questa dichiarazione contraddice (ma è tipico dello sbiascicante Padre del Trota dire cose contraddittorie e incomprensibili) le innumerevoli litanìe circa l'esercito di liberazione della Padania, i "trecentomila fucili" della Val Brembana, ed altri propositi secessionisti manu militari.

Ho pensato, per assurdo: se ci fosse una guerra civile tra Italia e sedicenti padani, io che farei? Una domanda razionalmente legittima, ma la cui risposta era già stata trovata dal cuore: starei con l'Italia, senza dubbio. Perchè l'Italia non è stata nè è la causa dello sfruttamento del Sud, ma è stato ed è il mezzo di sfruttamento utilizzato dal Nord contro il Sud.
Credo sia importante questa distinzione: l'Italia non è la causa dei mali, ma il mezzo. La causa è il nord, inteso come coacervo di interessi politici e economici settentrionali. I "piemontesi" utilizzarono la chimera Italia per invadere e depredare il Sud. Ora che l'Italia non serve più, i "piemontesi" di oggi, rappresentati politicamente dalla Lega Nord, vogliono disfarsene.
Evito di parlare del fatto che ministri della Repubblica Italiana parlino di secessione: la dignità e l'onore politico e umano sono stati cancellati da Berlusconi e dal berlusconismo. Voglio parlare invece di cosa dovrebbero fare i meridionali: contrastare o agevolare i propositi secessionisti padani? Credo sia una domanda legittima, a cui io ho dato la mia personale risposta: contrastare i leghisti utilizzando, una volta tanto, l'Italia contro di loro.
Se vogliono la via "cecoslovacca", se la paghino. Abbiamo parecchio debito pubblico causato da 150 anni di politiche filonordiste. Se vogliono la via "jugoslava", preparino i fucili della val Brembana.
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sabato 28 maggio 2011

Ratko Mladic, eroe o boia?




Hanno arrestato Ratko Mladic. Secondo alcuni, il "boia di Sebrenica". Secondo altri, un eroe nazionale.
Secondo il governo serbo, questa è una vittoria importante della democrazia liberale.
"Credo che l'operazione che ha portato all'arresto di Mladic renda il nostro Paese più sicuro, e più credibile. Sono fiero del risultato raggiunto, è una cosa buona per la Serbia che questa pagina della storia si sia chiusa. E che si sia conclusa la fuga di Mladic. Ora bisogna continuare a cercare i suoi complici, quelli che l'hanno aiutato a nascondersi per tutti questi anni, anche tra membri del governo. Arresteremo Goran Hadzic. Per adesso però penso che per la Serbia le porte dell'Ue siano aperte", ha detto il presidente serbo Tadic prima di ringrziare i servizi segreti serbi che hanno agito in collaborazione con Usa e Gran Bretagna. "Si deve lavorare per la riconciliazione nazionale", ha aggiunto il presidente serbo che non si aspetta disordini nel Paese dopo l'arresto di Mlavic: "La Serbia fa tutto nel rispetto delle leggi nazionali e internazionale, e continuerà a farlo. Se qualcuno tenterà di creare incidenti e disordini verrà subito arrestato e processato", ha concluso. L'arresto dell'ex generale era stato fissato come "conditio sine qua non" per l'adesione della Serbia all'Unione europea dal Consiglio dei 27.

Eppure in tutta la Serbia sono in atto, da giorni, manifestazioni di piazza che chiedono la liberazione di Mladic o quantomeno un giusto processo; la sentenza, invece, appare già scritta, ed il processo rischia solo di essere l'ennesima farsa.

In attesa che il tribunale dell'Aja si pronunci, ed immaginando per Mladic una fine simile a quella di Milosevic, ci chiediamo:

Perchè si scatenarono le "guerre dei balcani"? Perchè le ricche ed egoiste Slovenia e Croazia decisero di dichiararsi indipendenti, e le liberaldemocrazie occidentali le riconobbero all'istante. Man mano la voglia di indipendenza venne a tutti, pure a quelli che si inventarono una nazione (vedasi Kosovo).
Oggi, la Grande Serbia non ha più neppure un approdo a mare, visto che per molti stati anche il Kosovo è da considerarsi indipendente.

Ancora non si riesce a capire: ma se i serbi sono stati gli unici a sparare, uccidere, sterminare, stuprare, deportare e fare pulizia etnica in quegli anni... come mai hanno perso???
E' la prima volta nella storia che un esercito viene sconfitto da gente che non spara, uccide, stermina, ecc...!!!

La realtà è un'altra: la storia la scrivono i vincitori. Ed i vincitori hanno stabilito la damnatio memoriae per tutti coloro che combatterono per la loro patria, che allora era la Jugoslavia. Costoro, inoltre, avevano ed hanno un'altra pecca gravissima, che non fa prendere nemmeno in considerazione l'idea che, forse, la storia sia andata diversamente nella realtà: erano comunisti.
Come è noto, la damnatio memoriae del Comunismo, iniziata nel 1991, non ha ancora avuto termine.
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martedì 18 gennaio 2011

In this Country...



Potrei parlare di Berlusconi, della mignottocrazia, dei soldi che il Sultano ha elargito a troiette di vario tipo, alcune delle quali oggi sono "rappresentanti del Popolo italiano" in tutti i livelli istituzionali.
Potrei parlare del vostro premier che va con le minorenni, di Emilio Fede che si fa la cresta sui soldi, di gente come la Nicole Minetti che chiede rispetto perchè lei lavora... ed io le metterei una vanga in mano, così la farei lavorare davvero.
Potrei parlare di una zoccola marocchina che si fa chiamare Ruby Rubacuori, la quale al telefono si vantava delle sue frequentazioni col premier, e che oggi fa serate da duemila euro per presenziare in qualche festa o discoteca.


Invece voglio parlarvi di Luca Sanna, un militare sardo che oggi è morto. In Afghanistan. Dove molti soldati sono stati mandati per meri interessi economici del Sistema (una cosa diversa e peggiore dell'imperialismo statunitense novecentesco) eludendo l'articolo 11 della Costituzione Italiana. Luca Sanna si era sposato quattro mesi fa, nella sua terra. La magnifica Sardegna. E' morto per una guerra, altro che missione di pace. E' morto ed ha lasciato sola una ragazza che non ha avuto tempo di essere moglie ed è già diventata vedova.


Ora diranno che era un eroe. Un martire della Libertà.
Per me è solo un uomo. Con tutti i suoi limiti e difetti. Che magari faceva il militare perchè ci credeva, o perchè era l'unico canale di lavoro. Ma sono sicuro, ci metterei la mano sul fuoco, che non ha mai organizzato festini, nè elargito compensi o promozioni, nè favorito carriere televisive e politiche, come il suo presidente del Consiglio.
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martedì 12 ottobre 2010

La retorica e l'ombra



L'Italia sta piangendo, o fingendo di piangere, i propri militari morti in Afghanistan. Il Ministro La Russa si starà "godendo lo spettacolo", come gli aveva detto un parente di un caduto. Il sangue ancora non è stato lavato, e già si parla di mettere le bombe sugli aerei italiani, che al momento sono armati di semplici mitragliatrici. Le lacrime ancora sgorgano, ma l'inumana realpolitik già impone al nostro servile pseudogoverno di obbedire al diktat americano: c'è una guerra da combattere.

Non voglio ricordare, per l'ennesima volta, che la Costituzione vigente in Italia "rifiuta la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali": l'articolo 11, come tanti altri articoli costituzionali, è puntualmente aggirato o ignorato.

Voglio solo ricordare quel padre che disse: "Non piango un figlio caduto per la Patria. Piango un figlio andato in missione perchè non c'è lavoro".

E ora lasciatevi andare alla retorica patriottarda e ai servizi di Studio Aperto e Porta a Porta con musica triste ed immagini di quattro vite che furono e che non saranno più.

Io me ne torno nell'ombra.


P.s. metà degli "alpini" è meridionale: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-12/oggi-roma-funerali-alpini-083056.shtml
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