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sabato 18 febbraio 2012

L'Accademia dei Vampiri



C'è un luogo, in Italia, dove vengono allevati vampiri. Una vera e propria accademia, in cui i rampolli delle migliori famiglie di succhiasangue italici possono perfezionare il mestiere. Talvolta, anche ai figli dei comuni mortali è consentito accedere a questa scuola d'elite: come è noto, anche tra gli umani c'è chi desidera essere un vampiro, vivere del sangue altrui, crescere e svilupparsi proporzionalmente alla decrescita e all'involuzione dell'umana specie.
L'Accademia dei Vampiri seleziona, da sempre, buona parte della classe dirigente nazionale ed europea. Sono ovunque: nei consigli di amministrazione di banche e imprese, nei vertici delle istituzioni nazionali e sovranazionali. Succhiano il sangue dei lavoratori e dicono di farlo per il loro bene.
Non si distinguono facilmente, perchè alla accademia hanno imparato l'arte di mimetizzarsi. Riescono a vivere alla luce del sole, camminare in mezzo a noi, vestirsi come noi, parlare come noi. Addirittura, per alcuni di noi essi sono un modello da seguire o imitare, qualcosa verso cui tendere per migliorare la propria condizione (materiale) di vita. Ed i vampiri lo sanno. Si crogiolano in questo mare di sangue trasformato in denaro.
Contro di loro non funzionano i vecchi stratagemmi: aglio sulle porte, paletti di frassino conficcati nel cuore, croci cristiane. Essi si sono evoluti e riescono a resistere a questi antichi, ormai inefficaci, metodi di lotta.
Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, ed abbiamo poco tempo. Essi sono riusciti addirittura ad arrivare al governo del paese.

Per chi fosse interessato, l'Accademia dei Vampiri è sita in Via Roberto Sarfatti, 25 - 20136 Milano. State attenti.

venerdì 25 novembre 2011

ViolentamilANO



Coppia gay aggredita nel centro di Milano salvata da un ragazzo di colore.
Che era DIETRO di loro.

Coppia gay aggredita nel centro di Milano.
Avevano detto di amare il pesce e di odiare il Trota.

Coppia gay aggredita nel centro di Mil'Ano.
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lunedì 5 settembre 2011

Piazza Affari Camping





Hanno montato le tende a Piazza Affari. La pula li voleva sgomberare: due contusi tra i manifestanti. Ma le tende sono ancora lì. E saranno lì tutta la giornata, e probabilmente anche stanotte, fino allo sciopero generale di domani.

Mentre la Borsa brucia miliardi su miliardi, mentre "i mercati" continuano nello sciacallaggio e nella speculazione, i "Ribelli al debito" lanciano slogan e distribuiscono volantini in cui si chiede di mettere il "People Before Profit", srotolando uno striscione su cui è sccritto: "Predicano austerity ma razzolano male, rubano ai poveri per dare ai soliti".



Siete tutti invitati al Piazza Affari Camping! E' gratis (e di questi tempi è un'ottima cosa), goliardico ed è diverso dai soliti camping.

E' un campeggio Estraneo Alla Massa.

E va bene così.


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giovedì 2 giugno 2011

Risposta di SEL a Beppe Grillo



Sono giorni che Beppe Grillo sta accusando Pisapia, da lui ribattezzato "Pisapippa", di essere un uomo del Sistema, una persona che non cambierà un cazzo a Milano. Non c'è nessuna differenza, nè personale, nè politica, nè programmatica, tra Pisapia e la Moratti, secondo il comico genovese.


Come è noto, non condivido queste posizioni di Grillo, in quanto esse rischiano di far etichettare come "qualunquista" il MoVimento 5 Stelle, che meritoriamente rappresenta la più bella novità di queste elezioni.


Per completezza, posto qui sotto la risposta di SEL alle accuse di Grillo:

Friedrich Nietzsche affermava che “le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità”. Si parte dal presupposto che il proprio pensiero sia giusto senza ombra di dubbio, che si possegga la verità assoluta. La politica deve essere umiltà, dialogo, dibattito, senza pretendere di avere la verità in tasca. Beppe Grillo è sempre certo di tutto: gli altri sono i cattivi, lui è il buono; gli altri sono i morti, lui è il nuovo; gli altri sono i neri, lui è il bianco.

Queste elezioni hanno determinato un nuovo modo di fare politica: costruttività, partecipazione, pacatezza (che non vuol dire non essere passionali), confronto, delicatezza (a Milano gli atteggiamenti aggressivi del PDL e della Lega sono stati sonoramente bocciati).
Occorre dialogare con i militanti, i candidati e gli eletti del MoVimento 5 Stelle, sentire e accogliere, se condivise (e ce ne sono tante sui cui è possibile convergere), le loro proposte, senza partire col pressuposto che uno dei due abbia torto a prescindere.

Nell’ultimo post sul suo blog, l’Italia di Pisapippa, Beppe Grillo, tanto per cambiare, spara su tutto e tutti, anche sul neo-eletto Giuliano Pisapia.
“Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui”, scrive il comico-politico, riferendosi al trionfo di Pisapia a Milano.Ciò, tuttavia, contraddice quanto detto da lui stesso in Piazza Duomo, il 4 Maggio 2011: “La Sinistra qui a Milano ha messo Pisapia, che è una brava persona, ma non ce la fa, è un vecchio di 60 anni. Con 15 milioni di euro chiunque diventa sindaco, la Moratti è già rieletta, si sono spartiti le città, Torino a Fassino, Milano a Berlusconi“ e “Questa città ha già deciso chi deve essere il sindaco, qui il sindaco lo farà una signora che ha il marito petroliere”.

1.Se Pisapia “fa parte del Sistema”, perché Grillo aveva detto che Milano sarebbe finita al centrodestra in quanto se l’era spartita col centrosinistra?
2.Se era a conoscenza di questo Sistema, perché Beppe non l’ha “denunciato” prima del risultato elettorale?
3.Essendo a conoscenza del Sistema, perché ha previsto la vittoria della Moratti? Il Sistema non si era ancora mosso il 4 Maggio 2011 per Pisapia (data del suo comizio)?
Il fondatore del MoVimento 5 Stelle prosegue poi con le accuse, spostando l’obiettivo dal neo-sindaco di Milano a Nichi Vendola “che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua”
Per quanto riguarda gli inceneritori, Vendola ha spiegato in diverse situazioni i fatti (video 1, video 2, video 3).

In sostanza, come stanno le cose: nel 2005, anno del primo mandato Vendola, gli impianti previsti dal piano Fitto (5) erano stati già appaltati relativamente alla loro gestione. A questi appalti erano seguiti anche diversi contenziosi amministrativi, per lo più promossi dalle ditte concorrenti e escluse dall’aggiudicazioni. La giunta Vendola ha bloccato tutti gli inceneritori previsti nella parte pubblica. Al contrario, non ha potuto bloccare la parte privata (della Marcegaglia, progettata in Capitanata), poiché questa è regolamentata da normative nazionali e comunitarie e non da leggi regionali.

La battaglia contro gli inceneritori è sacrosanta e bene si fa a promuovere campagne di denuncia sulla dannosità degli stessi al fine di far crescere la consapevolezza dei più, e in particolare della classe politica, sulla dannosità che essi hanno sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Ma la vittoria la conseguiremo solo e se riusciremo a cambiare la normativa vigente.

Sul “San Raffaele del Mediterraneo”, ci sono diversi interventi di Nichi Vendola che chiariscono la situazione (video 1, video 2, post 1). Il nuovo Polo Oncologico di Taranto, il “San Raffaele del Mediterraneo”, non sarà una struttura privata diretta da Don Verzè. Sarà, infatti, un mix tra pubblico e privato, ma a maggioranza pubblica. La parte privata e minoritaria è costituita dalla Fondazione San Raffaele Monte Tabor, quella pubblica e maggioritaria dalla Regione Puglia.

I fondi finora deliberati dalla giunta pugliese fanno riferimento al pacchetto dei fondi FAS 2007-2013 e rispondono alla quota finanziaria spettante al proprietario maggioritario (ovvero la Regione Puglia) per la costruzione e l’avvio dell’ospedale. Nessun regalo alle società di Don Verzè, ma solo gli stanziamenti dovuti per l’edificazione del Polo.

In sostanza, la Regione Puglia, essendo la parte maggioritaria (e pubblica) pagherà 120 milioni di € (dai FAS), mentre la Fondazione San Raffaele Monte Tabor, la parte privata (e minoritaria) ne pagherà 90. Va precisato, inoltre, che il “San Raffaele del Mediterraneo” non sarà un semplice ospedale, ma un IRCCS, vale a dire un centro di ricerca a di eccellenza (come quello di Milano) e che, proprio nel campo della ricerca, viene considerato uno dei migliori a livello internazionale.

Per quel che concerne l’Acquedotto Pugliese, non solo Vendola ha già risposto a Grillo, ma, probabilmente, il fondatore del MoVimento 5 Stelle deve essersi perso qualche passaggio. Il 18 Maggio 2011, infatti, la Commissione Regionale ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto, che da ora potrà essere discusso in Consiglio Regionale.

Caro Beppe, ci parli continuamente di “Sistemi di potere” (come in questo caso), ma vogliamo parlare del sistema di potere che ruota attorno al tuo editore, la Casaleggio Associati? L’esponente principale della Casaleggio, azienda uscita dall’universo Telecom (qui per approfondimenti) è Enrico Sassoon, che si occupa del business e delle relazioni. E’ un ex giornalista del Sole 24 ore, ex direttore di Mondo economico e in particolare amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby delle corporation americane in Italia. Tra i componenti del Cda di questa camera di commercio figurano tra gli altri Mediaset, Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia, Ibm Italia, Walt Disney, Esso, Rcs, Standard & Poor’s, Impregilo Spa, Aspen Institute, guidato da Giulio Tremonti. Come dire: una consistente parte del potere mediatico di marca conservatrice e del sistema berlusconiano.

Inoltre, Casaleggio Associati, l’editore dell’uomo per cui tutti sono uguali, ha una partnership con la Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management. La quale è sostenuta da Pepsico, Northrop Grumman, il Dipartimento del Tesoro Usa, Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller, Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa).

Noi saremo anche delle pecorelle smarrite, Beppe, ma tu, che ti ergi a pastore, sei proprio sicuro di conoscere bene la strada?
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lunedì 30 maggio 2011

Napoli e Milano: due vittorie per una nuova fase


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Il risultato è chiaro. Pisapia è il primo sindaco di sinistra di Milano da quando esiste l'elezione diretta dei sindaci. De Magistris ha surclassato, umiliato, disintegrato Lettieri, cioè il prestanome di Nicola Cosentino, Nick O'Mericano.

Pisapia e De Magistris: due uomini di sinistra che guardano al centro, ai ceti "moderati". Due uomini estranei al PD (che deve farsi un bell'esame di coscienza, perchè cresce nei piccoli centri ma perde nelle tre città più grandi d'Italia, Roma - Napoli - Milano), i quali dimostrano per l'ennesima volta che la teoria secondo la quale un candidato non di centro fa perdere il centrosinistra perchè non è votato dai moderati è una stronzata clamorosa, a cui solo D'Alema e Veltroni possono ancora credere.

I programmi dei due candidati sono anche abbastanza radicali su certi punti: questo dimostra anche che se un programma è serio, chiaro, coi dati alla mano, con le priorità bene in vista, i cittadini ti premiano.


Stiamo rivalutando la democrazia liberale? No, nient'affatto. Anche perchè l'elezione diretta del sindaco, che prevede anche un doppio turno ma su un impianto proporzionale per quanto concerne i voti di lista, è il sistema meno liberale (e più democratico) di elezione. Infatti, i liberali sono sempre stati: o per il proporzionale puro o per il maggioritario puro. Queste elezioni, invece, hanno dimostrato che è possibile salvaguardare il voto "di partito" (proporzionale) al primo turno, ed il voto "al candidato" (maggioritario) nei ballottaggi. Un sistema misto che il "mattarellum" non garantiva totalmente, perchè era a turno unico.


Queste due vittorie dimostrano anche altre cose. Ad esempio, dimostrano che i cittadini sono molto più avanti della classe politica liberale su temi quali immigrazione, sicurezza, multiculturalismo. I richiami alla "zingaropoli", alla "stalingrado d'Italia", alle "brigate rosse nelle procure", alla "grande moschea islamica che farà da base per il terrorismo musulmano", hanno condannato la destra ad una sconfitta epocale.

Queste due vittorie dimostrano che i cittadini vogliono una classe politica che, prima ancora che capace, sia pulita, con la fedina penale linda, senza sospetti. De Magistris, ad esempio, rappresenta proprio questo tipo di candidato, ed in una città come Napoli (dove Cosentino ed il suo clan spopolavano fino a qualche tempo fa) l'onestà e la serietà vengono percepite come prioritarie rispetto alle capacità.


Queste due vittorie dimostrano anche che il terzopolismo, in Italia, non ha più ragion d'essere. Dopo decenni di governi balneari, la gente vuole vederci chiaro. Vuole una stabilità di governo. Vuole che Casini la smetta di stare con un piede ad Arcore ed un piede nelle coop rosse.

Queste due vittorie dimostrano che dove il PD, cioè il più grande partito di opposizione, si presenta INSIEME alla sinistra, e poi eventualmente alleato col centro, vince e convince; se il PD si presenta senza la sinistra, allora perde perchè viene meno la ragione sociale del partito e la sua base di riferimento.

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mercoledì 18 maggio 2011

Più vicini a Pisapia, come è giusto che sia






“Guardando le posizioni degli attivisti sono principalmente se votare o no, ma in caso di voto molti si sono espressi per il centrosinistra”. “Io – spiega in conferenza stampa non andrò a votare perché ho la residenza a Segrate, ma se vivessi a Milano andrei a votare per Giuliano Pisapia”.

Così parlò Mattia Calise, candidato a sindaco di Milano per il MoVimento 5 Stelle e capace di far convergere sulla propria candidatura il 3,2 % di voti. Se si potessero ipoteticamente sommare al 48% di Giuliano Pisapia, quest'ultimo diventerebbe sindaco di Milano senza dover cercare accordi con altri partiti.
Sappiamo bene, però, che questa somma matematica non ha valore, in quanto è notorio che in occasione dei ballottaggi l'affluenza alle urne subisce una flessione. In genere, ai ballottaggi sono sfavoriti i candidati di Destra, ma trattandosi di Milano, cioè del feudo berlusconiano e leghista, questi ragionamenti lasciano il tempo che trovano.

Confrontando il programma del MoVimento con quelli di Pisapia e Moratti, balza subito all'occhio che con Pisapia vi sono maggiori convergenze, se non addirittura identità. A ciò va aggiunta la preoccupazione, condivisa da Pisapia e dal MoV, che il Progetto Expo gestito da una nuova giunta Moratti rappresenti un pericolo ambientale, occupazionale e, diciamolo chiaramente, anche malavitoso, in quanto è molto probabile che le mafie abbiano maggiori e proficui contatti con chi da decenni detiene il potere politico (e, quindi, di indirizzo economico). Pisapia rappresenterebbe una rottura dei vecchi schemi di potere, delle vecchie logiche clientelari, e potrebbe aprire la strada a qualcosa di nuovo.
Sarà anche meglio? Ai posteri l'ardua sentenza.

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