Visualizzazione post con etichetta PD. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PD. Mostra tutti i post

mercoledì 28 maggio 2014

Forse SEL non ha capito bene...



Mi sa che alcuni dirigenti di Sinistra Ecologia Libertà non abbiano capito bene. Eppure il messaggio arrivato dal voto alle europee per la lista "Altra Europa con Tsipras" è chiaro, lampante, non suscettibile di incomprensione: c'è spazio, in Italia, per un movimento unitario di sinistra che si ponga nel solco di Syriza e della Linke tedesca e che stia alla sinistra del PD.
Quattrovirgolazerotre: sembrava incredibile solo due settimane fa, eppure si è riusciti a superare uno sbarramento alto (che nel 2009 non fu superato né da Sel né dal Prc) e ad eleggere ben tre eurodeputati. E' bene ricordare che questi tre sono stati eletti in una lista che si richiamava a Tsipras, e non a Schulz; che Syriza, il partito di Tsipras, sta nel Partito della Sinistra Europea ed ha visioni politiche ed economiche molto diverse da quelle del Pasok, partito che fa parte del PSE (la grande famiglia dei socialisti liberali e democratici, di cui fa parte anche il PD renziano); che in tutta Europa, i movimenti politici di sinistra si sono consolidati o sono cresciuti, mentre tutti i partiti di centrosinistra sono arretrati (ad esclusione del PD).
Questi sono dati, non interpretazioni. Si sperava che, alla luce di questi dati, i dirigenti italiani dei due partiti che hanno contribuito alla nascita della Lista Tsipras, cioè Sel e Prc, avessero individuato il solco entro cui mettersi in cammino. Verso il sol dell'avvenire? Ci accontentiamo di un futuro migliore, non preoccupatevi.

Purtroppo queste speranze sono state, in parte, deluse dalle ultime dichiarazioni di alcuni esponenti di Sel, tra cui il leader Vendola e il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore. Vendola ha dichiarato che bisogna stare con Renzi, in una posizione di sostegno critico. Secondo il governatore della Puglia, gli italiani "amano" l'ex rottamatore fiorentino e hanno fatto una scelta chiara tra la speranza renziana e il populismo grillino o berlusconiano.
Sono, però, soprattutto le parole di Gennaro Migliore a destare preoccupazione. In una intervista a Repubblica, il capogruppo partenopeo ha dichiarato che in Europa si deve contribuire ad eleggere Schulz (ma come? Non abbiamo appena votato per Tsipras?) a presidente della commissione europea; che in Italia bisogna creare un soggetto unitario della sinistra insieme al PD (in cui, ormai, la sinistra è ridotta a sterile opposizione interna...); che PD e Sel devono abbandonare i rispettivi contenitori (certo, come no... uno di quei contenitori ha appena preso il 40% dei voti); che c'è l'impronta di Sel in molte battaglie di Renzi (ha detto proprio così, lo giuro); propone di sostituire i deputati di NCD e Scelta civica coi deputati di Sel (che sono numericamente inferiori e non sufficienti a reggere un governo, ma questo particolare gli sfugge).

Cosa dire? Sel è sicuramente un partito spaccato in due: c'è un anima "governista a tutti i costi", di cui Migliore è l'espressione; c'è un anima "syriziana", ad esempio Fratoianni, che vuole costruire un soggetto politico autonomo alla sinistra del PD, col quale si può e si deve cercare ogni convergenza possibile, sia sul piano nazionale che sul piano locale, senza però fondersi con la "nuova Balena bianca" renziana.
Chi la spunterà? Lo scopriremo tra poco.
Tra i due, preferisco i syriziani, ça va sans dire...
_________________________________

martedì 27 maggio 2014

La battutta di arresto pentastellata



"Il MoVimento 5 Stelle è il grande sconfitto di queste elezioni". E' questa la vulgata, da due giorni almeno. Non sono totalmente d'accordo: il M5S ha preso il 21%, cioè milioni di voti. Milioni di voti che, però, si sono già ridotti rispetto alle Politiche di un anno fa e che continueranno a ridursi se tutto il MoVimento, e non solo Grillo, non si renderà conto degli errori politici e comunicativi commessi in questi mesi.
Noto la totale incapacità di analisi del voto di moltissimi pentastellati. E me ne dispiaccio. Manca completamente una riflessione sull'astensionismo nelle regioni in cui sono forti, cioè nel Sud e nelle Isole. Come mai, per la prima volta, molti grillini hanno disertato le urne? Nessuna risposta.
Una prima analisi dei flussi dimostra quanto milioni di persone, che un anno fa avevano votato M5S, hanno votato PD. O meglio, hanno votato Renzi (perchè a mio avviso questa è una vittoria soprattutto di Renzi). Ciò significa che l'elettorato del M5S aveva una base di sinistra che non ha gradito il "congelamento" dei propri voti e la totale indisponibilità ad aprire uno spiraglio per un governo PD-M5S-Sel (o anche per un semplice patto di desistenza). E' stata fatta una valutazione su questo aspetto? No.
Negli ultimi anni c'è stato un forte astensionismo di sinistra, che in genere ha penalizzato soprattutto Sel e Prc. Qualcuno di questi astenuti sinistrorsi è tornato a votare: molti hanno votato PD, qualcuno ha votato Tsipras. Come mai così pochi hanno optato per il M5S, che invece risucchia voti soprattutto a Forza Italia? Non si sa.

La riflessione più alta è stata, più o meno: gli italiani sono vecchi e conservatori, si sono venduti per 80 euro e questo Paese è destinato a morire.
Sicuramente gli 80 euro possono aver inciso, ma di certo non portano un partito che aveva il 25% a superare il 40%, contando che moltissimi non avranno questi 80€ in busta paga. Renzi ha vinto perchè è riuscito ad incarnare le due storiche esigenze dell'elettorato italiano in tempi di crisi: necessità di cambiamento e pragmatismo. Si, perché l'Italia non ha mai avuto una rivoluzione. Un motivo ci sarà? Gli italiani - mi scuserete se uso questa categoria, ma lo faccio solo per capirci - non sono rivoluzionari: si dividono in conservatori, in gradualisti e in "strappisti". Gli "strappisti" sono coloro che auspicano un progresso per strappi, con forti accelerazioni e brusche frenate. Per usare una metafora sportiva: Valentino Rossi è uno strappista, la sua guida incarna alla perfezione questa caratteristica. Gli strappisti, in Italia, non sono maggioranza, ma sono molti di più di quanto si pensi. E in genere stanno a sinistra, anche a sinistra del PD. Un anno fa hanno votato M5S, mentre domenica hanno votato (in massa) il PD renziano e (in parte) la lista Tsipras, la quale ha proprio il compito di far rinascere la Sinistra fondandosi sugli strappisti.

L'incapacità di analisi del voto dei pentastellati è dimostrata anche dal fatto che, prima del videomessaggio di Grillo, nessuno ha preso la parola ed ha azzardato una bozza di analisi. Dopo il video del Capo, tutti si sono accodati. "Aspettiamo di avere i risultati ufficiali" è stata la dichiarazione più utilizzata dai pentastellati durante la notte elettorale, anche quando i risultati erano ormai chiari: il PD aveva doppiato il M5S. Punto, non c'era altro da attendere.

La politica è anche tattica, compromesso (al rialzo, si spera), capacità di analisi e di sintesi. Oltre che comunicazione. Cose in cui il M5S è mancato, almeno in questa tornata elettorale. E le elezioni amministrative di ieri stanno a dimostrare che il problema non è solo il voto d'opinione (che può premiarti oggi e punirti domani): è anche la sfiducia del "pueblo" nel fatto che votare M5S possa essere costruttivo, oltre che distruttivo. Proprio nelle amministrative il MoVimento era capace di raggiungere risultati incredibili; oggi è, quando va bene, la terza forza politica ed è abbastanza distante sia dal centrosinistra che dalla destra.
_________________________________

domenica 8 dicembre 2013

Il SUD dimenticato dalle primarie del PD



Oggi si vota per le primarie del PD. Io non andrò a votare. Perchè? Ve lo spiega bene questo articolo:

Il gioco delle tre carte è il trucco di prestigio più conosciuto nel mondo, ed è anche quello più utilizzato da molti truffatori per poter raggirare il pubblico: anche se fosse eseguito con onestà, è impossibile per il giocatore poter vincere.

Il puntatore è il Sud, le tre carte sono i candidati alle primarie del PD, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati, il gioco avrò luogo dopo domani, domenica 8 dicembre dalle ore 8,00 alle ore 20,00 in tutti i circoli del Pd, che è poi il vero prestigiatore.

Le tre carte sono state presentate in diretta televisiva, negli studi di X-factor, il 30 novembre da Sky tg 24, ma di parole per convincere il Sud a puntare non s’è ne è sentita una, non è tema prioritario, non è nei pensieri principali di nessuno dei tre, anche perché è chiaro che per Renzi, Cuperlo e Civati ci sono puntatori più importanti di noi meridionali.

Di Sud si può parlare, insomma, ma in documenti “residuali”, come le mozioni congressuali dei magnifici tre che ci siamo andati a studiare a fondo, parola per parola. Ovviamente tutti e tre i “papielli” ( per chi non fosse napoletano, la parola ” papiello” sta ad indicare un testo o un discorso lungo, prolisso e noioso) riservano per l’elettorato del Sud, un paragrafetto apposito, quasi come se non facessimo parte di un problema generale: troppe poche parole rispetto alla lunghezza dei tre documenti che indicano qual è il vero interesse dei candidati – guarda caso due toscani ed un lombardo – per la nostra terra.

E parliamo, per il grosso pubblico, quello più boccalone, di candidati che all’occorrenza si scagliano contro la stessa classe dirigente di cui fanno parte, classe che è stata al Governo, dimenticando completamente di affrontare i problemi della “colonia Sud”, che poi è la stessa classe che loro hanno appoggiato e di cui si sono serviti.

Ma vediamo cosa dicono le tre mozioni sul sud: Civati si sofferma sulle carenze infrastrutturali, ma indica che il maggior problema del Sud è culturale bisogna quindi intervenire sull’istruzione per renderci più civili. Bene.

Per Cuperlo la sinistra fa fatica a pronunciare la parola “Sud”, perché il problema non esiste né la riguarda, mentre i governi di destra hanno investito solo al Nord essendo dichiaratamente antimeridionalisti. E bla bla.

Per Renzi, infine, il problema riguarda principalmente gli interventi frammentari della destra (certo, perché in questi ultimi vent’anni ha governato solo la destra, eh?).

I tre candidati, però, sono tutti d’accordo sul fatto che il Sud è la “frontiera europea della crisi”: la soluzione comune è quella di interventi mirati con investimenti strutturali a lungo e breve termine per valorizzare le “potenzialità inespresse”, facendo sì che “l’afflusso di fondi non dia adito a rendite”. Il problema principale, secondo questi tre manichini, è l’assenza di comunicazione tra la classe politica e la popolazione meridionale, restia ai cambiamenti proposti, e ignorata dalla classe dirigente.

Per manifestare, al contrario, la sua vicinanza alle popolazioni meridionali, Renzi ci ha fatto sapere che, nel caso in cui dovesse vincere, e solo in quel caso, farà visita nei territori della “Terra dei fuochi”: lo sapeva Renzi, sindaco di Firenze, che anche in Puglia sono stati scaricati veleni tossici industriali provenienti dalla Regione Toscana?  Dunque le sue dichiarazioni strumentali sulla “Terra dei Fuochi” per dimostrare all’elettorato che “noi non stiamo nei nostri circoli, ma affrontiamo i problemi reali” , può anche tenerle per se.

Perchè noi abbiamo bisogno di una politica che rappresenti davvero i nostri interessi e non che sfrutti una situazione così grave per farsi pubblicità.

Insomma, siete ancora così convinti di voler votare per uno di questi tre alle primarie?

Elena Lopresti

mercoledì 19 settembre 2012

Il PD è incopatibile col progressismo



Mi tengo abbastanza lontano dalla costa, ma qualche spiffero puzzolente arriva anche sulle mie mura. L'ultima folata di munnezza mi è giunta da Beppe Fioroni e dai teodem del Pd. La minoranza cattolica, abbastanza integralista da poter tranquillamente stare a destra, ma siccome a destra le poltrone per i teocratici sono già tutte occupate, stanno nel Pd fingendosi "progressisti moderati". Che grande ossimoro!
Questi figuri non vogliono che Nichi Vendola, leader di SEL, partecipi alle primarie di coalizione del centrosinistra. Perchè? Ecco il motivo:
"Essendo primarie di coalizione, riteniamo che i partecipanti delle altre forze politiche debbano presentare un programma compatibile e integrabile con il nostro. Iniziative come quella referendaria abrogativa per leggi che possono essere sicuramente migliorate, ma la cui abrogazione recherebbe nocumento al paese, non sono di certo compatibili"
Vendola è "colpevole", agli occhi dei papisti, di voler abrogare la controriforma del mercato del lavoro messa in campo dal ministro Fornero, ed in particolare la norma riguardante i licenziamenti (articolo 18 dello Statuto dei Lavoratoti).
Quindi c'è subito un fatto: chi vuole abolire la riforma Fornero (cioè tutta la sinistra italiana, da SEL ai comunisti, dall'IDV ai sindacati) e l'attuale norma sui licenziamenti è incompatibile col PD. Buono a sapersi! Vuol dire che il PD è incompatibile col campo progressista, e appartiene al campo conservatore!

In realtà, credo che la reale motivazione del diniego teodem alla partecipazione di Vendola alle primarie sia un altro: Vendola è gay, vuole sposarsi col compagno e - udite udite - vuole avere un figlio! Non è scandaloso che un progressista voglia queste cose, per se e per gli altri?
No. Altrimenti non sarebbe un progressista.

Svegliatevi. Abbassate la testa altrimenti il boma vi becca.
Buon vento.

domenica 26 agosto 2012

Mi autodenuncio: sono un fascista del web!

Il segretario del Partito Democristiano ha dichiarato che "i fascisti del web" sono quelli che accusano i sedicenti democratici di essere zombie, asserviti ai poteri forti, incapaci di essere alternativi alla destra, con la quale viceversa fanno inciuci a rotta di collo. I fascisti del web usano un linguaggio scurrile, offensivo, tipico dei fascisti mussoliniani e delle squadre d'azione. "Vengano a dircelo in faccia!", urla Bersani dal palco della Festa del Pd (la possiamo ancora chiamare "Festa dell'Unità" o fa troppo comunista?).
Bene. Mi autodenuncio: sono un fascista del web. Se Bersani vuole che gli dica queste cose in faccia, gli chiedo cortesemente dove e quando possiamo incontrarci. Nel suo ufficio a Montecitorio, in una piazza qualunque. Chiedo solo una cortesia: che vi siano i testimoni. Vorrei televisioni, cellulari, ipad e roba varia. Perchè tutti devono sapere che si, lui è uno zombie, il suo partito è - nei vertici, non nella base - connivente con le destre liberiste che tanti sfaceli hanno creato in Italia e in Europa, che il Pd amministra spesso male i territori che governa, che molti dirigenti del PD sono inquisiti per affari loschi, che l'alleanza con Casini, ex alleato con Berlusconi, è un inciucio vero e proprio, che Napolitano non può essere difeso a prescindere.
E' probabile che Bersani, nel suo delirio, si riferisse a Di Pietro e, soprattutto, a Beppe Grillo. Il comico genovese, infatti, è "colpevole" di non scendere nell'agone politico e di non partecipare agli sterili dibattiti tra Pd e Pdl (che appoggiano lo stesso governo, sia chiaro), ma nella sua torre d'avorio 2.0 pontifica e critica a destra e a manca. O meglio, a destra e a destra, dato che il PD ha ufficialmente abbandonato il campo della sinistra visto che ha sostenuto i più "destri" provvedimenti del governo bocconiano di Monti.
E' paradossale questa Italia: chi sta più a sinistra del Pd è un fascista, seppure solo del web.
A posto così.
Do svidanija

venerdì 3 agosto 2012

Di Pietro a Il Fatto: "Non scodinzolo per il PD"



Pubblico l'intervista che Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha rilasciato a Il Fatto Quotidiano:

Di Pietro, che è successo?
Non lo so, so solo che noi oggi abbiamo fatto qualcosa di concreto e che qualcuno le chiama “derive”.

Vendola dice che lei di lavoro fa il polemista.
Io la chiamo politica. E il nostro non è un partito ipocrita: ieri Bersani ha presentato 10 punti programmatici. Sono anche i nostri. Ma mi domando come faccia poi a votare la fiducia a provvedimenti di Monti che dicono il contrario.

Anche Vendola alla fine ha dovuto frenare i toni.
La loro fregatura è la Rete. Nel giro di un quarto d’ora ha dovuto fare retromarcia. Alla fine della fiera SeL non potrà mai accettare di stare con l’Udc. Mi rifiuto di pensare che al mio posto, nella foto di Vasto, ci sia la faccia di Casini.

Un mese fa eravate insieme, in conferenza stampa, a dare l’ultimatum al Pd. Quanto è pesata la sua polemica con il Quirinale sulla trattativa nell’allontanamento di Vendola?
Ci hanno considerato irrispettosi solo perché informiamo i cittadini su una inopportunità, una bruttura, un comportamento che non ci piace. Abbiamo criticato il Capo dello Stato perché sollevando il conflitto di attribuzione su una vicenda così delicata ci ha delusi. Darci dei reietti, dei populisti, dei demagoghi è una furbata del sistema di potere. Se ci sono soggetti di cui non si può parlare vuol dire che siamo in una democrazia a scartamento ridotto.

Dicono che siete voi a mettervi fuori dal gioco democratico quando criticate le istituzioni.
Noi siamo l’unica alternativa al compromesso. Io mi appello agli elettori e al fronte dei non allineati: ci sono momenti in cui è necessario unire le forze per sconfiggere un nemico. Oggi il nemico della democrazia è il consociativismo falso e ipocrita che vogliono far proseguire nella prossima legislatura.

Ma chi c’è in questo fronte dei non allineati?
Se mi rivolgo a qualcuno in particolare poi domani c’è sicuramente qualcuno che dice no, noi non ci stiamo. Io mi rivolgo a tutti quelli che in privato mi dicono che faccio bene a dire basta alle fiducie, e poi in pubblico mi danno del polemico .

Il Pd però con voi ha chiuso. Ieri Bersani ha ripetuto che “avete preso un’altra strada”.
Loro vorrebbero che non esistesse un partito come il nostro che li richiama alle loro responsabilità.

La legge elettorale vi penalizzerà?
La sola idea che il fronte dei non allineati potesse mettersi insieme li ha fatti morire di paura. Hanno bisogno di una legge elettorale che fermi il voto di protesta. Ma non ce la faranno, sono disperati, siamo noi che potremmo buttarli fuori.

Grillo però con voi non vuole venire..
Capisco che vogliano stare da soli e sono contento che arrivino in Parlamento.

Dunque come si fa?
Io dico che se abbiamo coraggio, li possiamo sconfiggere. Non si veda in me il partito dello sfascio. Anche quando metto a nudo il Re Pd, cerco di convincere i suoi elettori che i dirigenti non possono predicare bene e razzolare male. In questo momento è questo il voto utile.

Eppure anche nel suo partito non tutti condividono la linea. Ieri il capogruppo Massimo Donadi è arrivato a parlare dell’ipotesi di un congresso.
Viva la democrazia. Ma Donadi è uno, il partito nella sua totalità è un altro. Comunque rispettiamo chi pensa che dovremmo dire sì al Pd come cagnolini scodinzolanti.

Spara a zero anche stavolta. Proprio quello di cui l’accusa un altro Idv, Elio Lannutti.
Lo abbiamo candidato come indipendente. Non gli abbiamo chiesto di iscriversi né di votare compatto con il gruppo. Dove sarebbe questo partito che non accetta discussioni al proprio interno?

Sabato c’è la tradizionale festa a casa sua, a Montenero di Bisaccia. Intorno, però, è cambiato tutto. Pentito di qualcosa?
Sono sempre lo stesso. Rifarei tutto quello che ho fatto.


giovedì 2 agosto 2012

Bersani-Vendola-Casini: che delusione!



Voglio essere franco: la prospettiva di essere governato da un'alleanza tra Bersani, Vendola e Casini non mi alletta per niente. Anzi: mi scoraggia totalmente. Sono già reduce da 17 anni di berlusconismo (di destra e di sinistra) e da un anno di montismo bocconiano, e non ce la faccio più. La speranza che la mattanza sociale, che stiamo continuando a subire quotidianamente, possa finire quanto prima cozza con la realtà: Casini e Bersani sostengono l'attuale governo, hanno votato le controriforme delle pensioni e del lavoro, hanno approvato l'innalzamento della tassazione e le spese militari (mantenimento dei contingenti in missione e acquisto di caccia bombardieri), non hanno realizzato la patrimoniale. Ulteriore aggravante: Casini è stato per anni alleato con Berlusconi, col quale ha votato alcune delle leggi più ignobili della giurisprudenza mondiale, e all'interno dell'Udc vi sono persone (da Buttiglione, silurato come commissario europeo, al galeotto Cuffaro) e posizioni (sul mercato del lavoro, sul finanziamento alle scuole private, sulla laicità dello Stato, sulle coppie di fatto etero o omosessuali) impresentabili come "progressiste".
E Vendola? Stendo un velo pietoso. L'ennesima speranza della sinistra che fallisce clamorosamente l'appuntamento con la Storia, intesa come svolta, come cambiamento, come discontinuità. Vendola si accoderà alle istanze liberiste e conservatrici dell'Udc e della maggioranza del PD, provando a strappare qualche piccola vittoria collaterale. Altro che rifondare la sinistra! C'è da capirli: dopo 5 anni fuori dal Parlamento, con tutti i costi economici sostenuti e gli stipendi bassi, i dirigenti di SeL vogliono tornare al potere. Quanto ne avranno? Poco, però sarà sufficiente per ripianare qualche debito e dare nuova linfa a dirigenti, militanti, sezioni e giornalini di partito o di area.

L'alternativa a questo schieramento? Secondo i politologi è il centrodestra, che attende la sesta discesa in campo (come premier o come presidente della repubblica) del Cavaliere. Secondo me, non c'è nessuna reale alternativa tra questi due schieramenti. E non solo perché Pdl, Pd e Udc oggi sostengono lo stesso governo e votano le stesse leggi, ma anche perché sembrano ontologicamente e filosoficamente simili: nessuna discontinuità rispetto alle ricette europee, anzi rincorsa costante ad accreditarsi come i più europeisti, i più liberisti, i più innovatori.
Rebus sic stantibus, sarà difficile per una persona come me, con le mie idee e la mia esperienza di lavoro e di vita, votare per uno dei partiti di questi schieramenti.
Se vanno così, io voterò e inviterò a votare contro entrambi gli schieramenti.
Tanto... chiunque di questi vincerà, governerà contro di me. Contro di noi.

mercoledì 1 agosto 2012

Bersani: "Alternativi alla carne, non alla salsiccia"



Grandissima capriola semantica del segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Un gesto atletico degno dei protagonisti del circo di Montecarlo. "Siamo alternativi alla Destra, non a Monti". Come dire: siamo alternativi alla carne, non alla salsiccia. Bisognerebbe spiegare al sig. Bersani che la salsiccia E' fatta di carne, esattamente come Monti E' di destra. Come definire, se non "di destra", le controriforme realizzate dal Governo Monti? Riduzione dei diritti dei lavoratori, aumento dell'età pensionabile, aumento della tassazione dei cittadini, nessuna patrimoniale per i ricchi, esenzione dell'Imu per la Chiesa.
La domanda è: il Partito Democratico è alternativo a queste scelte? O le condivide? Secondo gli atti parlamentari, il PD le condivide tutti, visto che le ha votate. E queste posizioni - chiedetelo ad un qualsiasi politologo fuori dalla penisola italica - sono dichiaratamente di destra. Una destra liberale, certo. Non parliamo di fascismo o di destra radicale. Parliamo di destra bocconiana, reaganiana, tatcheriana. Parliamo di destra neocon.
Il segretario del Pd ha poi sciorinato le dieci proposte politiche del PD: da "Democrazia" a "Libertà", passando per "Diritti" ed "Economia". Al momento sono involucri semivuoti, riempiti di qualche contraddizione. Si dice che bisogna alleggerire il peso fiscale sul lavoro e caricarlo su grandi patrimoni e rendite: bene, state in maggioranza, quindi fatelo. Si dice che il liberismo finanziario ha generato questa crisi: bene. siete in maggioranza, trovate le contromisure al liberismo. E avanti di questo passo su temi quali coppie gay, immigrazione, lavoro.
E sulle alleanze? Altro carpiato alla Tania Cagnotto. Bisogna ricomporre il campo dei progressisti, con Vendola e Casini. Si, avete letto bene: Casini. Cioè il genero di Caltagirone (vedete come ha votato in questi anni l'UDC su tutti i campi in cui Caltagirone ha investito miliardi); cioè il difensore della famiglia (infatti ne ha due); cioè colui che è contro i Pacs per le coppie di fatto (mentre ne usufruisce in quanto deputato) e che definisce "incivili" le unioni gay. Casini, che spesso va in carcere a salutare Totò Cuffaro, è il tipico esempio di moderato progressista. 
Esattamente come la salsiccia non è fatta di carne.

domenica 15 luglio 2012

PD: Per i Diritti o Per la Discriminazione?



Non hanno ancora deciso cosa vogliono essere. Sappiamo che vogliono morire Partito Democristiano, e quindi l'alleanza con Casini è il sentiero da percorrere, prima o poi. Meglio prima che poi.. Non sappiamo ancora cosa vogliono essere. L'assemblea di ieri non ha fugato i dubbi, anzi li ha incrementati. Sul tema delle unioni gay, il "futuro primo partito italiano", per dirla con Bersani, non ha ancora una posizione chiara. O forse ce l'ha, ma la comunicherà nel 2047.
Capiamo che per motivi di tattica politica conviene non esporsi su questo tema, perchè sui gay rischia di naufragare l'annunciata alleanza con l'UDC. Il ragionamento di Bersani è, probabilmente, il seguente: senza una posizione sulle unioni gay, avrei anche Casini dalla mia (dato per scontato che Di Pietro e Vendola stiano con me, dove vannno sennò... son due poveracci... mica stiamo a smacchiare il giaguaro...); se invece prendo posizione a favore delle unioni omosessuali, perdo sicuramente Casini, forse qualcuno dei miei, e rischio pure che i moderati cattolici (che sono tutti contro le unioni gay, si sa... me lo ha detto anche D'Alema) si avvicinino nuovamente a Berlusconi, il Ritornante.

Caro Bersani e caro PD, speriamo che vi sia un ragionamento del genere alla base della vostra incapacità di esprimervi in maniera chiara su un tema importante come i diritti delle coppie omosessuali. Significherebbe che almeno state facendo ragionamenti e calcoli elettorali.
Indegni, ma con metodo.
Altrimenti siete solo indegni.

mercoledì 11 luglio 2012

Municipio 8, forse non hanno capito il livello dell'emergenza scuola...



Questo è il testo che ho pubblicato sul blog del Comitato di Quartiere di Nuova Ponte di Nona, a seguito dell'incontro avvenuto ieri tra cittadini e istituzioni sull'emergenza scuola nel nostro municipio.


Ho fatto passare la nottata per sbollire un po' della rabbia accumulata ieri a sentire i nostri "amministratori" durante il secondo incontro tra cittadini e istituzioni sul tema degli asili nido, delle materne e delle elementari nel nostro territorio (o dovrei dire "quadrante", così Di Cosimo è contento...). Innanzi tutto voglio ringraziare i due CdQ e il Movimento Genitori per la Scuola per questo secondo incontro: è sempre costruttivo quando i cittadini si mettono in moto e si organizzano autonomamente.
Voglio riprendere un intervento di una mamma, che palesemente inviperita ha detto "Questa è una emergenza!". Beh, cari concittadini, penso che lor signori non abbiamo ancora capito il livello dell'emergenza. Non parlo del mio caso personale, o dei tanti casi personali che ognuno potrebbe esporre: parlo del diritto costituzionale a farsi una famiglia e una vita, come ricordato ieri da Bruno Foresti. E sbattere un figlio a Castelverde, un altro a Tor Bella Monaca e poi andare in ufficio a lavorare sia DISUMANO. Così come è DISUMANO pagare due scuole private e il mutuo della casa. Dato che il diritto alla resistenza contro atti DISUMANI è sancito persino dall'ONU, credo sia necessario - e lo dico apertamente - alzare il livello dello scontro. Cominciare seriamente a forme di lotta dure, che siano blocchi stradali o sit-in o occupazioni dell'aula consiliare o altro. Vengo da Napoli, e so bene che se i cittadini di Terzigno (e di altri comuni) non si fossero sollevati, anche in maniera dura, contro le Istituzioni, adesso avremmo qualche altra discarica nel Vesuvio (vulcano più visitato al mondo, nda). Ma potrei fare anche altri esempi. Non dico - sia chiaro - di abbandonare il terreno del confronto con gli attuali amministratori e con coloro che si candidano ad amministrarci tra un anno: dico che a questo confronto sia necessario affiancare lo scontro, la lotta, la disobbedienza. Bisogna cominciare ad alzare la voce, a creare problemi, a rendere palese ed evidente a tutti la nostra emergenza. Hanno costruito un quartiere e ci hanno sbattuto i cittadini, strafregandosene altamente di tanti servizi primari. Ora io posso anche farmi due ore di traffico al giorno o pagare il casello o non avere una stazione metro o avere un bus che mi porta a Rebibbia in un'ora e mezza la mattina. Ma non posso nè voglio lasciar passare sul presente e sul futuro di mio figlio e dei bambini in genere. Quando si toccano temi quali scuola, sanità, sicurezza, salubrità ambientale... beh, lì non c'è spazio per trattative. O otteniamo I NOSTRI DIRITTI o dobbiamo andarceli a prendere.
Pertanto sono disponibile ad ogni iniziativa atta agli scopi sopra elencati, pur ribadendo la necessità di continuare sul terreno del confronto politico ed istituzionale.

lunedì 14 maggio 2012

Rimborsi elettorali, ammissioni e amnesie

Comincia oggi su questo blog una rassegna di articoli brevi: Lo Spigolo Indipendente. Il nome indica le due caratteristiche fondamentali di questi articoli: essere uno spigolo, quanto più appuntito, contro cui - si spera - il conformismo e il perbenismo possano cozzare; essere indipendente, autonomo, libertario. Dire ciò che si vede e come lo si vede.

 


Stamattina Antonio Di Pietro ed altri dirigenti nazionali dell'IDV hanno consegnato 200 mila firme alla Camera dei Deputati per chiedere di abrogare il rimborso elettorale ai partiti, cioè la truffa con cui si ingannano i cittadini che votarono contro il finanziamento pubblico ai partiti tramite referendum. Inoltre l'Italia dei Valori ha ufficializzato la decisione di dare tutti i soldi dell'ultima rata di rimborso, che arriverà a breve, al ministro Fornero affinchè ella li utilizzi per il welfare.
Poca cosa, certo. Ed in colpevole ritardo. Ma è sempre meglio di niente.

Il Pd conferma che il rimborso ai partiti è "necessario in democrazia", altrimenti la politica "la fanno solo i ricchi". Non si capisce se questa è una ammissione del fatto che loro fanno politica per diventare ricchi o se hanno notato che dal 1994 ad oggi c'è stato un plurimiliardario alla guida del Paese, anche quando stava all'opposizione.

venerdì 2 dicembre 2011

Pier Luigi Zerbini



Bersani: "Monti non sia sordo alle nostre richieste".
"E ai nostri gemiti di piacere", aggiunge.

Bersami: "Abbiamo idee da proporre".
Vuole vincere il Premio Spinoza 2011.

Bersani avverte Monti: "la faccia mia sotto i piedi vostri... e vi potete anche muovere".
________________________

venerdì 4 novembre 2011

Accanimento terapeutico




Tenere in vita questo governo Berlusconi è indegno ed immorale. Accanirsi così tanto nei confronti del Governo, e soprattutto dei cittadini che da questa feccia sono governati, è una colpa che non si laverà via facilmente. Possono riciclarsi in altri partiti o partitini, possono nascondersi dietro il "golpe di palazzo" e i governi tecnici. La verità è che la sopravvivenza di questo governo è inversamente proporzionale alla sopravvivenza nostra.
Chi verrà dopo? Alcuni dicono il centrosinistra di Bersani, Di Pietro, Vendola, magari aperto a qualche terzopolista. Non lo so, e onestamente questa prospettiva non mi affascina per niente. Di certo, non voterò per il PD ed i suoi eventuali alleati.

Non voglio più scegliere la marca di vaselina con cui ce lo state mettendo nel culo.
______________________________

venerdì 21 gennaio 2011

10 milioni di cinghiate, vi meritereste.




Non riesco a comprendere con quale coraggio il Partito sedicente Democratico, per bocca del suo leader ufficiale Bersani, chieda agli italiani di sottoscrivere in 10 milioni l'appello per le dimissioni di Berlusconi.
Non lo comprendo perchè Berlusconi è lì ed è cio che è:
- per le sue indubbie capacità di comunicatore e manipolatore;
- per lo smisurato potere economico (di dubbia provenienza) che ha esercitato ed esercita;
- per le incredibili incapacità di quei politici di centrosinistra che oggi, ancora oggi, si ritrovano in gran numero dentro il PD.

Se per i primi due punti basterebbe una vera legge sul conflitto di interessi e far svolgere tutti i processi senza leggi ad personam e prescrizioni facili, per il terzo punto la colpa è tutta dei centrosinistri. Completamente loro.
D'Alema, Veltroni, Fassino, Bassolino, Jervolino, Marrazzo, Rutelli, Chiamparino, Bresso, Bersani... tutti costoro sono ancora in politica, invece che in un istituto di igiene mentale. E governano il primo partito dell'opposizione (???) oltre a moltissime istituzioni locali a vari livelli.
Lo sfascio totale in cui viviamo è stato causato anche da loro, specie quando sono stati al Governo ed hanno tradito tutti i principali impegni col loro Popolo. Non sorprende che il Pacchetto Treu sia l'anticamera della Legge Biagi, che la Turco - Napolitano abbia anticipato la Bossi - Fini, che la Berlinguer abbia spianato la strada alla Moratti, prima, e alla Gelmini, poi.
Non sorprende che Fassino, ultimo segretario del PCI a Torino, dica che se fosse stato un operaio avrebbe votato SI al ricatto Marchionne di Mirafiori.
Non sorprende che Renzi va a cena ad Arcore, che D'Alema abbia tentato la strada della Bicamerale per cambiare INSIEME A BERLUSCONI la Costituzione Italiana. Non sorprende che Veltroni sia riuscito in ciò che la Cia non è riuscita a fare in 60 anni: cacciare i comunisti dal Parlamento Italiano.

Allora, caro "compagno Bersani", prima di chiedermi di firmare inutilmente il tuo appello, devi chiedere ufficialmente scusa. A tutti coloro che ti o vi hanno votato. Perchè avete tradito tutti, e avete consentito a Berlusconi di stare lì e di rovinanrci.
E invece di invocare 10 milioni di firme, ti ricordo che i dittatori non si abbattono con le firme. Te lo ricordo, perchè penso che te lo sei scordato.
______________________