Visualizzazione post con etichetta Bodhi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bodhi. Mostra tutti i post

giovedì 10 aprile 2014

Ancora vivo



Noi non ci battiamo per i soldi, noi ci battiamo contro il sistema, quel sistema che uccide lo spirito dell'uomo. Noi siamo l'esempio per quei morti viventi che strisciano sulle autostrade nelle loro infuocate bare di metallo, noi dimostriamo con la nostra opera che lo spirito dell'uomo è ancora vivo.
_______________________

giovedì 29 marzo 2012

Bodhi e l'inizio del percorso



Trovai il foglietto tra le vecchie agende di Bodhi.
Aprii e lessi:


Inizio del percorso

Non abbiamo bisogno di imparare una dottrina per vivere bene. Abbiamo bisogno di vivere. Sperimentare. Soffrire e allontanare la sofferenza. Gioire di ciò che non abbiamo. La dottrina verrà dopo l'esperienza.

Non abbiamo bisogno di maestri. In ognuno di noi c'è un sentiero, da molte vite. Sta a noi, e solo a noi, ritrovarlo e percorrerlo nuovamente, modificarlo e metterlo in sicurezza, prestando attenzione alle deviazioni e ai dirupi. Nessuno è maestro o discepolo. Nessuno è nato per insegnare o imparare. Nessuno è nato per comandare o obbedire. Nessuno è nato per un unico fine. Siamo tutti effetto di qualcosa e causa di qualcosa.

Non abbiamo bisogno di risposte, fino a quando non impareremo a porci le domande. Non dobbiamo chiedere a noi stessi più di quanto sia giusto, sia equilibrato. Eccessi e insufficienze fanno male allo spirito, prima che al corpo. Su un filo o su una tavola da surf, su una bicicletta o sulla parete di una montagna, serve equilibrio. E la vita non è diversa. Segue le stesse leggi.

Non abbiamo bisogno di odiare. L'odio non esiste. E' assenza d'amore. Se dobbiamo passare del tempo alla ricerca di qualcosa, ricerchiamo l'amore verso noi stessi, verso il prossimo, verso ogni cosa. Non nuocere agli altri è l'unico modo che abbiamo per non nuocere a noi stessi.

Non abbiamo bisogno di desiderare. Il desiderio non è negativo, sia chiaro. Il desiderio è una forza, e come ogni forza va indirizzata. Il desiderio di fumare, ad esempio, produce dipendenza e fa male alla salute; viene soddisfatto, ma dopo si ha di nuovo voglia di fumare. Il desiderio di smettere di fumare, viceversa, rompe la logica della dipendenza e fa anche bene al corpo, quindi alla natura. Dobbiamo imparare a desiderare, altrimenti il desiderio ci consuma, ci arde, e poi ci spegne.

giovedì 22 marzo 2012

Bodhi e il leone marino



Bodhi aveva un problema. Questo problema aveva tante soluzioni. Questo problema, però, causava un disagio, a lui e a chi gli stava vicino.
Bodhi non si preoccupava del problema: tra le tante soluzioni, avrebbe trovato la migliore. La meno dolorosa, o la più rapida. Bodhi si preoccupava del disagio. Per quello non c'erano medicine o cerotti. Perchè il disagio è una ferita dello spirito. Non la più profonda. Non la più sanguinante. Ma pur sempre una ferita dello spirito. Come curarla?

Bodhi rifletteva su queste cose, affacciato al terrazzo della sua casa sul mare. Sapeva che il mare gli avrebbe dato una risposta. Un sentiero d'acqua da seguire. Invisibile agli occhi mortali, troppo presi a riconoscere i sentieri d'asfalto percorsi quotidianamente. I sentieri d'acqua durano un attimo, poi si cancellano. Appena arriva un'onda, tutto si cancella. E tutto ricomincia.
Bodhi vide una coppia di leoni marini. Una femmina, accompagnata dal suo cucciolo. La madre lo spingeva e lo tirava a se. Lo coccolava e lo difendeva. Eppure lui sembrava infastidito, sofferente. Sfinita dai vari tentativi, la madre lo spinse su uno scoglio piatto e si mise di fianco a lui.
Bodhi vide la scena. Vide questa madre vicino al suo piccolo sofferente. Gli sembrò che quella femmina di leone marino stesse singhiozzando, mentre prendeva l'acqua e bagnava il suo piccolo. Di tanto in tanto, la madre si buttava in acqua, prendeva un pesce e lo portava al piccolo. Risaliva sullo scoglio e lo accudiva. Attendendo.

Bodhi capì. La madre aveva fatto e faceva tutto il possibile per alleviare i fastidi del piccolo. Se avesse potuto, la femmina di sealion avrebbe preso si di sè quei fastidi, quei disagi, ma non poteva. Non era possibile. La natura, nella sua perfezione, aveva concepito anche l'attesa che tutto passi. Una attesa che non significava inerzia: la madre si impegnava, faceva tutto il possibile.
L'attesa che tutto passi.
L'attesa che il disagio finisca.
L'attesa che la ferita si rimargini.
L'attesa che giunga l'onda, a cancellare il sentiero e il dolore.
L'attesa che sorga una nuova alba, dietro l'ultima onda.