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lunedì 2 giugno 2014

Rifondazione, approvato il documento per la "Syriza italiana"



Pubblico il documento approvato dal Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista, nel quale viene lanciata la proposta della costruzione della "Syriza italiana".

Il voto del 25 maggio è segnato in tutta Europa dalla sofferenza sociale causata dalle politiche di austerità praticate da popolari, liberali e socialisti. 
Il segno prevalente è il malessere dei popoli europei rispetto alle conseguenze delle politiche di austerità assunte in sede europea in questi anni, che hanno aggravato la crisi, e rispetto ai governi e alle maggioranze, subalterne al neoliberismo . 
A fronte di questo risultato, le classi dirigenti europee rappresentate dal Partito Popolare e dal Partito Socialista intendono rispondere coniugando la prosecuzione di politiche a tutela dei profitti, delle rendite finanziarie e delle banche con la costruzione di una strategia di recupero del consenso popolare. In questa direzione si muovono le proposte di proseguire le politiche neoliberiste allentando le politiche di austerità che hanno già determinato una drastica riduzione dei livelli di copertura del welfare e dei diritti dei lavoratori. 
In tal senso il successo del Partito Democratico di Renzi – che con una mano eroga il bonus di 80 euro al mese ad ampi settori della popolazione, e con l’altra continua nell’azione ben più pesante e strutturale di taglio della spesa pubblica e sociale, nelle privatizzazioni, nella precarizzazione del mondo del lavoro, nella salvaguardia del sistema bancario nonché nel mantenimento della controriforma Fornero delle pensioni – si pone come punto di riferimento possibile per una declinazione “blairiana” delle politiche liberiste. 
In questo contesto, esprimiamo la nostra piena soddisfazione per il risultato positivo ottenuto dalle forze aderenti al partito della Sinistra Europea e al Gue-Ngl, che hanno posto al centro della proposta politica e della campagna elettorale l’opposizione alle politiche di devastazione sociale praticate da popolari e socialisti; il rifiuto netto della logica delle “larghe intese”; il ruolo delle lotte, del conflitto sociale e la prospettiva della ricostruzione del movimento operaio anche al di là dei singoli confini nazionali. 
Il rafforzamento della sinistra europea e lo sviluppo del conflitto di classe rappresentano l’anticorpo e l’alternativa più credibili all’avanzata inquietante delle forze neonaziste e neofasciste che, proprio sul terreno della destrutturazione sociale causata dalla crisi, puntano a rilanciare un “nuovo” nazionalismo fondato sull’egoismo sociale, sul razzismo, sull’esaltazione delle “piccole patrie”. 
Il superamento del quorum da parte della lista L’Altra Europa con Tsipras è a sua volta – dato il quadro italiano – un risultato importante e positivo: dopo anni di resistenza e di sconfitte elettorali sul piano nazionale, torna ad eleggere la sinistra che si presenta al fuori di alleanze con il Partito Democratico. 
La lista L’altra Europa con Tsipras non è stato solo un fatto elettorale. In questi mesi, attorno alla costruzione della lista, vi è stata una significativa mobilitazione unitaria a sinistra – all’interno della quale ci siamo mossi con nettezza, convinzione e generosità – per raccogliere le firme prima, per fare la campagna elettorale poi. 
Proponiamo quindi di operare un salto di qualità e di costruire la “Syriza italiana”, all’interno della Sinistra Europea, ponendo al centro l’alternativa alle politiche di austerità e neo-liberiste, e alle forze e alle coalizioni che le sostengono. 
Proponiamo che il processo di costruzione di tale soggetto della sinistra unitaria e plurale non avvenga in modo verticistico e pattizio, ma partecipativo ed inclusivo di tutte le persone concordi con gli obiettivi unitari. L’obiettivo è la costruzione di un soggetto politico della sinistra fondato sulla base del principio “una testa un voto”; che il soggetto unitario abbia piena titolarità sulla rappresentanza elettorale; che forze organizzate, locali e nazionali, che scelgano di attivarsi per il processo unitario senza sciogliersi, s’impegnino a non esercitare vincoli di mandato ed a garantire la libera scelta individuale nell’adesione al nuovo soggetto politico da parte dei propri iscritti e iscritte. 
Proponiamo, nello specifico: 
- la prosecuzione e l’ampliamento dell’attività dei comitati locali de L’Altra Europa anche attraverso la convocazione di assemblee popolari e territoriali della sinistra; 
- una campagna contro l’attacco eversivo di Renzi alla democrazia; attacco che passa sia attraverso la proposta di una nuova legge elettorale di chiaro segno autoritario sia attraverso il varo di una stagione più generale di controriforme. 
Riteniamo che la possibilità di costruire una “Syriza italiana” rappresenti una conferma importante della linea politica che  Rifondazione Comunista ha perseguito in questi anni e che ha trovato un primo punto di approdo  nella campagna elettorale: il Prc è stato tra le forze fondatrici della Sinistra Europea e che più hanno investito, in questi anni, in questo progetto; da tempo lavoriamo perché possa prendere piede anche in Italia un polo della sinistra autonomo e alternativo anche al centrosinistra; per primi, in Europa, abbiamo avanzato la candidatura del compagno Alexis Tsipras alla presidenza della commissione europea a tutte le forze della Sinistra Europea. 
Siamo stati in grado di contribuire alle liste, nelle diverse circoscrizioni, avanzando candidature espressione del nostro partito e al contempo di vertenze, movimenti e lotte: a partire dai compagni Eleonora Forenza e Fabio Amato, coordinatore della campagna elettorale per la Sinistra Europea, le nostre candidate e i nostri candidati hanno ottenuto risultati positivi e significativi. E’ questo il segno del consenso ottenuto da Paola Morandin, Nicoletta Dosio, Simona Lobina, Antonio Mazzeo e da tutte le compagne e i compagni presenti nella lista. Segno anche di una mobilitazione e dell’impegno della larga maggioranza delle compagne e dei compagni del partito nel dare attuazione alle indicazioni discusse e decise negli organismi. 
L’investimento nel processo di costruzione della sinistra deve quindi procedere di pari passo con l’investimento nel rafforzamento e nel rilancio di Rifondazione Comunista. Riteniamo che sia necessaria oggi più che mai la presenza di una forza politica come lo nostra che si ponga il fine di collegare – attorno all’obiettivo dell’uscita dal capitalismo in crisi – le lotte e le istanze di cambiamento e di liberazione che nascono, crescono e si coagulano nella società; il contrario cioè di un processo liquidatorio. 
Riteniamo che un rinnovato progetto della rifondazione comunista possa essere il terreno di ricomposizione di tutte le comuniste e i comunisti che vogliono costruire la Syriza italiana e superare i rapporti di produzione capitalistici. Avanziamo quindi questa proposta a tutti i compagni e le compagne interessate e ci impegniamo a perseguire questo obiettivo. 
Al fine di rilanciare e rafforzare l’azione di Rifondazione Comunista proseguiremo con gli impegni già assunti: 
·la conferenza nazionale di organizzazione; 
·il completamento dei congressi regionali entro la fine di giugno; 
·la campagna di autofinanziamento; 
·l’attività di formazione e l’individuazione di adeguati strumenti di informazione/comunicazione; 
Un appuntamento di discussione approfondita  sulle questioni del lavoro e del sindacato.

Riteniamo sia centrale, inoltre, proseguire e rafforzare la nostra iniziativa politica su alcuni grandi questioni che hanno a che fare con i danni causati dalle politiche di austerità: 
·il piano per il lavoro e la conversione ecologica dell’economia e la nostra opposizione al Jobs Act; 
·il tema del diritto all’abitare e la nostra opposizione al piano Lupi; 
il sostegno attivo alla campagna Stop TTIP (Translatantic Trade and Investment Partnership); 
·l’adesione alle manifestazioni nazionali del 28 giugno a Roma e dell’11 luglio a Torino, e alle mobilitazioni e a tutte le iniziative che, durante il semestre europeo di presidenza italiana, contesteranno l’Europa dell’austerità e del neo-liberismo per dare corpo all’idea dell’altra Europa. 
·A mobilitarsi contro la guerra in Ucraina e la complicità di Usa e Ue con il governo di Kiev e con le forze neonaziste che lo sostengono, in solidarietà con le forze di sinistra, comuniste e antifasciste ucraine. 
Le Feste di Liberazione sono un’occasione in cui organizzare iniziative e diffondere materiali su tali importanti temi. 
Aderiamo all’importante manifestazione nazionale “Per un’Italia libera e onesta. Ripartiamo dalla Costituzione” che si terrà domani, lunedì 2 giugno a Modena, a difesa della democrazia e contro lo smantellamento dei principi costituzionali.

La segreteria nazionale 

Approvato a maggioranza assoluta
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domenica 1 giugno 2014

Sinistra unita, Ferrero e Fratoianni ci provano




Sul profilo facebook di Paolo ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, è apparsa questa dichiarazione:

La proposta che avanziamo è quella di costruire da subito Syriza in Italia attraverso un processo di partecipazione largo e democratico. Costruire un soggetto politico della sinistra antiliberista basato su un principio semplice: una testa un voto. D entro questo processo unitario della sinistra proponiamo di rilanciare il processo della rifondazione comunista e lo proponiamo come terreno di unità a tutti e tutte le comuniste.

Va detto che Rifondazione è da ieri impegnata nel Comitato Politico Nazionale, che terminerà oggi. Queste parole sono molto importanti, perché vengono a poche ore di distanza dalle dichiarazioni di Gennaro Migliore e di Nichi Vendola, che invece prefiguravano l'accantonamento dell'esperienza "Lista Tsipras" e un avvicinamento al PD (Migliore) o vagheggiavano di "terre di mezzo tra Tsipras e Civati" (Vendola).
La dichiarazione di Ferrero, quindi, è l'unica che dice con chiarezza quale sia l'orizzonte verso cui muoversi dopo il risultato delle elezioni europee. Pur essendo convinto che alla sinistra italiana non serva una federazione, ma un vero e proprio partito unico (stile Linke tedesca), con un unico segretario, un unico tesseramento, sedi territoriali uniche e un unico giornale, ritengo che il tentativo di Ferrero sia da apprezzare e da sostenere.
Così come è da sostenere la battaglia di Nicola Fratoianni dentro SEL. Sul profilo facebook dello stesso è comparsa la seguente dichiarazione:

Essere una sinistra di governo non significa essere al governo. Noi riconfermiamo la nostra opposizione al governo Renzi pronti come sempre a valutare il merito dei provvedimenti. Il risultato della lista per L'Altra Europa rappresenta non un approdo ma un punto di partenza per costruire una sinistra più forte, larga e plurale. Su questo avviamo un percorso dentro e fuori di noi.

Due dichiarazioni che, pur partendo da posizioni oggettivamente diverse, sembrano convergere verso un obiettivo comune ed essere in sintonia con quel 4,03% di elettori che ha votato per la lista Altra Europa con Tsipras.
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Garanti Lista Tsipras: "Non ci fermiamo qui"



Vi posto un articolo tratto dal sito della Lista Tsipras, in cui i garanti della lista, che firmano in calce, chiedono a tutte le liste cittadine di riconvocarsi quanto prima, per dar seguito alla prospettiva di un partito unitario della Sinistra italiana.
Siccome io credo che questa sia l'unica prospettiva percorribile e realizzabile in questi frangenti, e siccome credo che anche i comunisti debbano esserne una componente fondamentale (in attesa di un partito comunista unitario che, ad oggi, non si vede all'orizzonte), lo posto volentieri.

I garanti della lista L'altra Europa con Tsipras, giunti alla conclusione di questa difficile ma entusiasmante campagna elettorale, rivolgono un caldo, affettuoso e sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto in questa impresa apparentemente impossibile e che hanno reso possibile il piccolo miracolo di questo risultato (unico, ma importante, segno di luce in un quadro generale preoccupante). 

In particolare ringraziamo, oltre naturalmente agli elettori che non si sono lasciati intimidire dal fuoco mediatico ostile, tutti i firmatari dell’Appello, da cui tutto è incominciato. Quanti raccogliendo le firme e sottoscrivendo le liste hanno permesso di superare gli ostacoli posti da una legge elettorale iniqua e incostituzionale. I Candidati, che scegliendo di esporsi in prima persona e di dedicare il proprio impegno straordinario nelle Circoscrizioni ci hanno permesso di esistere e di parlare agli elettori. Chi ha offerto il proprio lavoro volontario, a tutti i livelli, e chi ha contribuito con le proprie donazioni a raccogliere le risorse finanziarie necessarie per una campagna elettorale condotta in francescana povertà.

A tutti quanti noi vogliamo garantire che non ci fermeremo qui. Che il percorso continua, oltre la conclusione di queste elezioni europee, dando continuità all'impegno di quanti hanno partecipato al progetto con spirito unitario, con la ferma determinazione a renderlo una pratica permanente.

La lista L'altra Europa con Tsipras, nelle diverse fasi che ha attraversato, dalla formulazione e sottoscrizione del progetto alla raccolta e alla selezione delle candidature, dalla raccolta delle firme alla campagna elettorale vera e propria, è stata per molti di noi un laboratorio straordinario per sperimentare un modo nuovo di "fare politica", aperto e non di parte, a contatto diretto con un pubblico esigente e in parte anche diffidente, perché troppe volte deluso da esperienze nate o proseguite malamente in passato, in un contesto nazionale difficile, dominato da una politica-spettacolo e da un sistema dell’informazione morbosi e oppressivi.

Non sono mancati neanche questa volta – come negarlo? – errori, incomprensioni, tentazioni autoreferenziali e personalistiche, com'è forse naturale che succeda in tutti i tentativi di mettere insieme persone, punti di vista, culture, e strutture organizzate che si parlano tra loro poco e male da molto tempo. Ma su tutto ha prevalso lo spirito unitario che anima le imprese che mettono in gioco i tratti più profondi della propria esistenza, come ci insegna l'impegno di "partire insieme e tornare insieme" che per tanti anni ha dato forza e spessore umano e politico a una delle esperienze più importanti che hanno ispirato la nostra lista: quella del movimento NoTav della valle di Susa.

Per questo invitiamo tutte le compagne e i compagni, tutte le amiche e gli amici, tutti coloro che hanno sostenuto la lista L'altra Europa con Tsipras, a mantenere invariato l'impegno che li ha caratterizzati in questi mesi anche nel tempo a venire. In pochi anni Syriza, il partito guidato dall'uomo il cui nome noi abbiamo voluto iscrivere nel nostro logo, è passato da una situazione di divisione e di litigiosità a una pratica e una struttura unitaria pur nella diversità delle sue componenti; e da un risultato elettorale di pochi punti percentuali a essere il primo partito della Grecia. Lo ha fatto mantenendo, come abbiamo fatto e continueremo a fare anche noi, una posizione di intransigente opposizione nei confronti dei memorandum della Trojka, delle politiche di austerità imposte dall'Unione Europea, dei partiti che le sostengono, senza mai cedere ai facili richiami di un anti europeismo demagogico e senza prospettive a cui fanno ricorso forze che lo concepiscono solo come facile accesso a un bottino elettorale che non fa che trascinarli verso politiche isolazioniste, nazionaliste, razziste, e verso il pericolo di trasformare le guerre commerciali in fratture politiche e guerre guerreggiate, come i casi non lontani della Bosnia e dell'Ukraina non devono cessare di ricordarci.

Per questo invitiamo tutti i comitati della lista L’altra Europa con Tsipras a riconvocarsi a più presto, per dar vita a forme di collaborazione unitarie e non escludenti che permettano a tutti di continuare nell'impegno e nelle attività intraprese. Noi saremo con voi insieme a tutti coloro che ci hanno aiutato in questi mesi anche senza aderire formalmente al nostro progetto.

Vi proponiamo fin d'ora due temi su cui impegnarsi nei prossimi mesi. Una serie di attività di autoformazione sui temi delle istituzioni e delle politiche europee, per mantenere un rapporto e un contatto diretto con i nostri parlamentari a Strasburgo, in modo che possano sempre sentirsi parte di un collettivo compatto. E la messa a punto di una serie di proposte per affrontare i principali problemi del territorio, in modo che l'obiettivo di un vasto programma di tante piccole opere per creare milioni di posti di lavoro, che sta al centro del nostro impegno, trovi la propria necessaria articolazione in sede locale e in forme partecipate.

Barbara Spinelli, Luciano Gallino, Marco Revelli, Argiris Panagopulos, Guido Viale
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lunedì 26 maggio 2014

Gioie e delusioni delle elezioni europee



Quando mi chiedono se preferisco sentire prima una notizia buona o una brutta, io scelgo sempre la brutta. Meglio partire male e poi riprendersi. Per questo oggi, in questo post sulle elezioni europee che si sono concluse ieri notte (o stamattina, più correttamente), voglio partire prima dalle cose che reputo negative, senza considerare troppo il dato dell'astensionismo (più alto delle passate Europee, ma più basso della media europea).

Partiamo dall'Europa: l'avanzata delle forze populiste e neofasciste è decisamente preoccupante. Probabilmente, gli europei hanno riversato su questi partiti il loro disgusto per ciò che l'Europa è diventata: una Unione monetaria e liberista, senza anelito di libertà e di comunità, senza solidarietà e troppo germanocentrica. Le forze populiste, si sa, hanno semplicemente bisogno di un nemico fabbricato ad hoc: lo straniero, l'ebreo, il diverso, o la Merkel. Il loro messaggio è passato, non c'è che dire. Gli argini "democratici" hanno tenuto a stento. L'orda nera rischia di creare un Vajont di dimensioni continentali.
Anche la tenuta della Merkel è alquanto preoccupante: i tedeschi hanno confermato il sostegno al governo (unici, insieme agli italiani, a sostenere il partito di maggioranza), e le voci antieuropeiste hanno raggiunto risultati importantissimi. Basti pensare che il neonato AfD è il quarto partito tedesco, e i neonazisti dell'NPD sono riusciti - prima volta nella storia - ad ottenere un seggio a Strasburgo.

Veniamo ora alle dolenti note italiche. L'affermazione del PDR (Partito Di Renzi) è preoccupante: era dalla seconda metà degli anni 50 che un singolo partito - in quel caso fu la Democrazia Cristiana - non raggiungeva risultati elettorali così alti. Renzi ha ormai completato lo spostamento al centro del PD: il suo elettorato, oltre alla vecchia base orfana del Pci - Pds, è ormai moderato, interclassista, pragmatico e disponibile a piccole novità. Gli alleati di Renzi, che stanno tutti a destra del PD, hanno subito una clamorosa mazzata: NCD riesce a superare lo sbarramento solo grazie al voto nel sud e nelle isole; Scelta Europea è definitivamente estinta, con buona pace dei bocconiani e dei montiani.
Resiste ancora - ed è davvero incredibile - un elettorato berlusconiano e leghista: il 15% degli italioti è ancora disponibile a votare per il Ducetto di Arcore; la Lega di Salvini è riuscita a completare una rimonta difficilmente pronosticabile, ottenendo bei risultati nel nord e addirittura qualche voto al centro e al sud.

Diamo un'occhiata, adesso, alle buone notizie, prima in Europa e poi in Italia. In Europa assistiamo ad un bel risultato della Sinistra Europea, che ottiene una decina di seggi in più rispetto al risultato del 2009. Il merito è certamente di Syriza, la federazione di sinistra greca guidata da Tsipras: 27% e primo partito greco. Si conferma anche la Linke tedesca, che probabilmente è il primo possibile riferimento per una eventuale sinistra unita in Italia. Buoni anche i risultati del Front de Gauche francese, di Izquierda Unida in Spagna e del Bloqueo de Izquierda portoghese, oltre al KKE greco. Questi risultati dimostrano che a sinistra del PSE (e, in Italia, a sinistra del PD renziano) c'è un mondo che chiede ascolto e rappresentanza. Un mondo che spesso non vota o magari disperde il voto, ma che è pronto a ritornare quando una sinistra degna di questo nome si presenta nelle piazze, nelle istituzioni e nelle urne.
Chissà se la Sinistra italiana avrà recepito la lezione. Di certo, il risultato ottenuto dalla lista Altra Europa con Tsipras (4.03%, 3 seggi) va considerato come un qualcosa di straordinario e di inimmaginabile fino a due settimane fa, quando la stessa esistenza della lista era sconosciuta alla maggioranza degli italiani. C'è voglia di sinistra, in Europa come in Italia: una sinistra che sappia protestare ed essere conflittuale, ma anche candidarsi a governare. Pronta ad accordi tattici, non a compromessi al ribasso con chi ha attuato politiche economiche che hanno frantumato il tessuto sociale di tanti stati europei. 

Capiranno Vendola, Ferrero e compagni che il tempo della divisione e della dispersione è finito? Ne dubito, ma ci spero.
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