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martedì 17 giugno 2014

Brazil 2014, la polizia addestrata dall'FBI



Vi posto oggi un articolo del sito Contropiano.org in cui si fa riferimento ad una notizia data da una agenzia di giornalismo brasiliana. Secondo tale agenzia, le forze dell'ordine brasiliane sarebbero state addestrate, al fine di fronteggiare gli annunciati scontri e rivendicazioni sociali di questi giorni, addirittura da agenti dell'FBI.

É quanto si apprende da un articolo apparso sul sito dell'agenzia di giornalismo d'inchiesta Agência Pública. Un mese prima dell'inizio delle partite, la Segreteria di Sicurezza Pubblica di Rio de Janeiro annunciò che era in atto un addestramento da parte degli agenti dell'FBI alle truppe “di choque”, i reparti antisommossa della polizia militare, e alle truppe del CORE, corpo speciale della polizia civile, per contenere le proteste previste per la Coppa del mondo di calcio.
Il corso di quaranta ore, frutto di una collaborazione offerta dall'ambasciata degli Stati Uniti, prevedeva la formazione per la gestione e il controllo delle folle, dei disordini civili, pianificazione delle operazioni, uso della forza, relazione con i media, uso di mezzi di intelligence e informazioni per identificare possibili atti e attori di vandalismo.
Il corso si è svolto anche in altre città del Brasile, come San Paolo, Brasilia e Fortaleza, oltre che, come si scopre grazie all'inchiesta, all'estero nel Centro di addestramento regionale a Lima, in Perù, e nell'Accademia internazionale per l'adempimento delle leggi (ILEA, in inglese)in El Salvador, entrambi centri di addestramento finanziati dagli USA.
La collaborazione si è scoperta essere parte in un piano di formazione della polizia per i grandi eventi, in vista dei mondiali e delle prossime Olimpiadi di Rio, cominciata nel 2012 e interamente pagata dagli Stati Uniti, al quale han partecipato più di ottocento poliziotti.
L'inchiesta ha rivelato inoltre che uno dei corsi, “controllo marittimo del terrorismo”, si è svolto in una sede di Academi, il nuovo nome della multinazionale Blackwater, la famosa agenzia di contractors statunitense.

Tra gli altri corsi, “relazioni con i media” con l'obiettivo di creare una collaborazione con la stampa per creare un “sentimento di fiducia nella società”, corso che ha visto la partecipazione di numerosi giornalisti; oltre che un corso di “investigazione digitale dei cellulari” tramite l'insegnamento sull'utilizzo di una tecnologia sviluppata da un impresa israeliana, la Cellebrite, creatrice del dispositivo UFED, capace di rubare tutti i dati dei cellulari di nuova generazione.
Le accademie internazionali ILEA, vennero create nel 1995 dal governo Clinton per rilanciare l'alleanza tra il Dipartimento di Stato americano e le polizie di vari paesi del mondo, con l'obbiettivo di difendere i cittadini statunitensi e gli affari di Washington.
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giovedì 12 giugno 2014

Brazil 2014 (s)memorandum




Alla fine si è giunti dove si sapeva.
Tra poco comincerà il mondiale di calcio. Gli italiani riscopriranno il tricolore, si sentiranno "un sol popolo" per un mesetto circa, e poi torneranno ad odiarsi. I padroni ricominceranno ad essere padroni, e gli schiavi torneranno a servire. Alla faccia del nazionalismo, futbolista o meno.
Si sapeva che nulla avrebbe fermato la diabolica macchina organizzativa del Sistema. Una macchina folle, ingiusta, iniqua, violenta, fascista. Sulla targa di questa questa macchina c'è scritto "FIFA", e alla guida c'è sempre lo stesso, spregiudicato e odioso Blatter.
Tra poche ore assisterete alla cerimonia di apertura dei mondiali. Vedrete ballerini, fuochi d'artificio, coreografie fantastiche. E i vostri occhi diranno alla vostra mente di dimenticare le centinaia di persone uccise nelle favelas, le migliaia di persone cacciate dalle loro case, i tantissimi operai morti durante i lavori di costruzione degli stadi. Dimenticherete gli indios brasiliani costretti a difendere con archi e frecce, mentre la polizia brasiliana usava pistole e manganelli.
E dimenticherete anche quello che sta succedendo in Ucraina, in Italia, nella vostra città, nel vostro quartiere. I mondiali come grande arma di distrazione di massa.

Dimenticherete tutto.Voi.
Io no.
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martedì 10 giugno 2014

Brasile 2014, le violenze fisiche e morali del Sistema



Centinaia di operai morti per costruire stadi che non saranno pronti in tempo. Il caro biglietti che preclude a milioni di persone la possibilità di andare allo stadio per assistere a una partita. Comunità di indios cacciate con la violenza dalla loro terra e dai loro luoghi sacri perché "ostacolano il progresso" rappresentato dal Mondiale. Azioni di polizia nelle favelas che assomigliano ad azioni di pulizia etnica.
Queste sono solo alcune sezioni della scenografia che sta dietro a quel grande carrozzone che si chiama Mondiali Fifa 2014. Le più visibili, forse. Le più stomachevoli, sicuro. Pur non volendo usare le categorie della morale, non possiamo però ignorare l'immoralità e la violenza che ampie fasce della popolazione brasiliana hanno dovuto subire per la realizzazione di questo circo (sempre più mediatico e pubblicitario, sempre meno sportivo e popolare) che, secondo la poco amata presidentessa Rousseff, rappresenta "una irripetibile occasione" per il Brasile.
Quando un politico lascia intendere, o dichiara apertamente, che l'organizzazione di un evento sportivo rappresenti una "irripetibile occasione di sviluppo" per un Paese, significa che la Politica è morta, lasciando spazio alla politica. Non è solo un gioco di maiuscole e minuscole: è l'essenza della struttura sociale dei paesi capitalistici, in cui la Politica deve cedere il passo all'Economia e alla Finanza. I mondiali in Brasile rappresentano una irripetibile occasione non per i brasiliani, non per gli esclusi, non per gli ultimi, non per i disoccupati, non per gli indios, ma per gli speculatori, gli sponsor, le multinazionali, la Fifa, il Sistema.

La scenografia, di per sé già disgustosa, aveva bisogno di un ulteriore schizzetto di merda. Ed eccolo servito. Mentre i portoghesi soffrono la fame, i calciatori della nazionale portoghese (tra cui il celeberrimo Cristiano Ronaldo) avranno camere ultralusso con specchi riscaldati e cuscini profumati di camomilla. Mentre l'Italia versa in condizioni economiche disastrose (stipendi fermi da anni, disoccupazione oltre il 13%, più del 60% dei giovani del Sud non ha lavoro), la spedizione azzurra in Brasile sarà quella più costosa tra le 24 che parteciperanno al mondiale. Giusto per fare qualche esempio: gli atleti italioti dormiranno in camere singole con letti matrimoniali al "modico" prezzo di 350 € a notte, avranno a disposizione ottanta asciugamani bianchi di pregio e nel ritiro azzurro saranno installati  esclusivamente televisori da 46 pollici.

E noi? Noi miliardi di poveri cristi che non possiamo permetterci i prezzi dei biglietti dello stadio e che non abbiamo i soldi per la pay tv? Noi non siamo stati invitati al Mondiale. Questo spettacolo non è per noi. Gli italiani, ad esempio, dovranno accontentarsi di vedere al massimo una partita al giorno in chiaro sulla RAI.
Quando ci saranno scontri di piazza in Brasile, non vi stupite. Non vi scandalizzate. Non fate i benpensanti. Adesso sapete il perché.
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mercoledì 16 giugno 2010

Elogio della Corea del Nord



Sono stati al Mondiale una sola volta, nel 1966: il dentista Pak Doo Hik segnò un gol storico all'Italia, ed eliminò gli azzurri di Edmondo Fabbri dal Mondiale inglese.

Ieri, dopo 44 anni, la Nord Corea ha giocato nuovamente una partita di un mondiale di calcio. Esordio contro il Brasile. Praticamente: spacciati. Praticamente tutti credevano che ci sarebbe stata una goleada: addirittura il governo dittatoriale nordcoreano non ha concesso la diretta della partita, ma solo la differita. Nel caso in cui la goleada si fosse verificata, il regime non avrebbe consentito la visione della partita al popolo coreano. Invece che un pallone, la dittatura prende a calci la libertà.

Momento degli inni nazionali, e prima sorpesa: il centravanti della Corea del Nord piange. E' il primo giocatore, dopo 11 partite del mondiale, che piange al momento dell'inno della propria nazione. Al momento, è anche l'unico ad aver pianto, e credo che rimarrà unico.

I brasiliani hanno la faccia di chi pensa che deve far passare questi 90 minuti, fare 3 o 4 gol, ringraziare i coreani e andarsi a fare la doccia. Dopo 45 minuti, il tabellone dello stadio sudafricano recita: Brasile - Corea del Nord 0 a 0. Avete capito bene: 0 a 0. Applausi ai coreani, fischi per i brasiliani.

Il secondo tempo vede il Brasile passare in vantaggio con una "trivela" di Maicon, raddoppiare con Elano (dopo uno spettacolare assist di Robinho) e amministrare il vantaggio. All'improvviso, come un lampo nella gelida serata sudafricana, un puffo con la maglia rosso fuoco entra nell area di rigore del Brasile, supera due difensori e batte Julio Cesar. La Corea ha segnato!

Non ho potuto fare a meno di esultare. La partita è finita poco dopo: Brasile batte Corea del Nord 2 a 1. Applausi ai coreani, fischi per i brasiliani. Alla faccia di chi dice che la gloria è solo dei vincitori! Un'unica squadra esce dal campo ricoperta di gloria e onore: la Corea del Nord.

Spero che il governo nordcoreano faccia vedere questa partita. Perchè tutto il popolo coreano deve essere orgoglioso dei propri calciatori. Tutti devono vedere il Brasile che fatica a segnare. Tutti devono vedere i coreani cercare di segnare un gol.

Tutti devono vedere le lacrime di Jong Tae-Se, centravanti nordcoreano.




"Jong Tae-Se nasce in Giappone 26 anni fa da genitori sudcoreani ma profondamente legati alla Corea del Nord tanto che iscrivono il pargolo a una scuola nordcoreana di stanza in Giappone.

Lì muove i primi passi come calciatore e soprattutto inizia a nutrire un forte amore verso Pyongyang e la sua gente. Finita la scuola si iscrive alla Korea University di Tokyo, un ateneo privato finanziato dal governo nordcoreano; a quel punto si sente pronto per diventare cittadino della Corea del Nord a tutti gli effetti e dalle istituzioni giapponesi non trova resistenza. Tante invece sono quelle provenienti da Seoul, ma la Chongryon (Associazione Generale dei Coreani residenti in Giappone) prende a cuore il caso del ragazzo e di fatto gli procura l’agognato passaporto. Esordio il 19 giugno 2007 con la maglia rossa della sua Nazionale e subito poker contro la Mongolia."

martedì 15 giugno 2010

La vergogna di Radio Padania



Tratto da http://avantiagambatesa.blogspot.com/2010/06/la-vergogna-di-radio-padania.html

Una premessa è d'obbligo: io non tifo per l'Italia. Posizione personale, lo ammetto, ma so che è condivisa da molti ultras, partenopei e non solo.

C'è però una differenza, una sfumatura, tra NON TIFARE per l'Italia e TIFARE CONTRO l'Italia.

Ieri, infatti, Radio Padania (cioè la radio di uno dei partiti di governo, nonchè del partito di Maroni, il ministro degli Interni che con animosità si è scagliato contro noi ultras), durante la diretta radiofonica della partita Italia - Paraguay, ha esultato per il gol paraguaiano ed ha tifato, per tutta la partita, contro gli azzurri.

Ora: che dentro un bar ci sia qualche italiano (perchè la padania, lo ricordiamo, NON ESISTE) che tifi contro l'Italia, ci può stare. Ripeto che io stesso (che appartengo ad un popolo, quello delle due sicilie, che davvero è esistito a differenza del popolo padano) non ho tifato per l'Italia. Ma che addirittura una Radio di un partito politico di governo tifo CONTRO la nazionale del paese che governano, è davvero indecente. Stomachevole.

Questo episodio, devo dirlo, mi conferma che faccio bene a non tifare per l'Italia: oriundo per oriundo, tifo per la Spagna dei Borbone o per l'Argentina (dove molti meridionali emigrarono nel secolo scorso). Ci sono molti più miei "compatrioti" in Spagna o in Argentina, piuttosto che in questa fittizza italia dove chi sta al governo tifa contro il paese che governa. Che schifo.

E noi saremmo un solo popolo? Napoletani e veronesi, Palermitani e milanesi, Cosentini e torinesi... tutti un unico popolo? Mah.