sabato 4 giugno 2011

Non ci vogliono far votare!









Tipico esempio di democrazia liberale: il Regime Berlusconi ricorre alla Consulta (che lunedì eleggerà come presidente un uomo del centrodestra) per rendere inammissibile il referendum sul nucleare, che fa da traino anche per gli altri (e al dittatore interessa soprattutto quello sul legittimo impedimento).

di SILVIO BUZZANCA

ROMA - Silvio Berlusconi con una mano giura di voler rispettare il verdetto popolare sui referendum, soprattutto quello sul nucleare. Ma con l'altra lavora ancora al "sabotaggio" del quesito. Il governo, infatti, il primo giugno, con una lettera firmata da Gianni Letta, ha chiesto all'Avvocatura generale dello Stato, di "intervenire" all'udienza della Corte costituzionale sull'ammissibilità del nuovo quesito sul nucleare dopo il via libera dato dall'Ufficio per il referendum della Cassazione. Con il mandato chiarissimo di "evidenziare l'inammissibilità della consultazione".

Dunque gli avvocati dello Stato martedì chiederanno che ai cittadini sia impedito di votare sul nucleare. Mentre il premier giura in tv che "i referendum sono inutili e fuorvianti", ma che "il governo si rimetterà alla volontà dei cittadini; l'esito del referendum non ha nulla a che vedere con il governo: se i cittadini non vorranno il nucleare, il governo ne prenderà atto". "Inutili?", chiede Pierluigi Bersani: "Credo - dice - che quello del referendum sia un voto utilissimo". Gli avvocati nella loro memoria di fatto sollevano anche un conflitto di attribuzione "mascherato" su chi debba "verificare la permanenza dell'originaria intenzione del legislatore". E sostengono che il potere non spetta alla Cassazione. Nel merito, i legali di Palazzo Chigi spiegheranno ai giudici che non si deve andare a votare perché il referendum "avrebbe a questo punto un oggetto del tutto difforme rispetto al quesito in base al quale sono state raccolte le firme". Il quesito inoltre sarebbe inammissibile perché non sarebbe di tipo abrogativo, ma consultivo o propositivo.

Insomma il governo questo referendum non lo vuole proprio celebrare. E a Palazzo Chigi sperano ancora di potere ribaltare l'esito di una battaglia che al momento li vede perdenti. Lo rivela l'interesse con cui segue la vicenda il ministro Paolo Romani e quello che dice: "Ritengo che la Cassazione abbia riproposto un quesito referendario che non è stato sottoscritto da coloro che hanno chiesto di fare il referendum, quindi per dare un giudizio: aspetto la sentenza della Consulta". La questione si fa ancora più complessa alla luce delle motivazioni dell'Ufficio per il referendum che sono state rese note ieri. Intanto c'è da notare che il relatore non ha scritto la sentenza: segno di grande divisione fra i giudici. Che hanno constato, a maggioranza, che nelle nuove norme c'è una "manifesta contraddizione con le dichiarate abrogazioni" e si "dà luogo a una flessibile politica dell'energia che include e non esclude anche nei tempi più prossimi la produzione a mezzo di energia nucleare". Per i giudici il famoso comma 1 dell'articolo 5 "apre nell'immediato al nucleare (solo apparentemente cancellato". La sentenza appare molto "politica" e potrebbe prestare il fianco a qualche critica da parte dei giudici costituzionali, lasciando sul tappeto qualche dubbio sulla decisione della Consulta. Consulta che proprio lunedì eleggerà Alfonso Quaranta, che piace al centrodestra, nuovo presidente.

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Quando giunsero gli Alleati nella Roma liberata...



4 giugno 1944 - 4 giugno 2011
Gli Alleati entrano nella Roma abbandonata dagli occupanti tedeschi, sfiacchiti dalla resistenza partigiana e dai G.A.P.

Ho trovato questo video autoprodotto. Molto ben fatto, secondo me.




4 giugno 1944 - 4 giugno 2011

L'entrata degli Alleati nella Roma abbandonata dai tedeschi.

In memoria di questo evento, ecco il monologo di Ascanio Celestini che ricorda il più grande esempio di resistenza contro l'occupante tedesco: Via Rasella.

venerdì 3 giugno 2011

La politica romana dice no ai pedaggi. Speriamo.







http://www.romatoday.it/politica/pedaggi-raccordo-roma-fiumicino-polemiche.html

Si torna a parlare dei pedaggi sulla Gra e sulla Roma - Fiumicino. Ieri infatti è stato presentato il bilancio dell'Anas e tra i vari argomenti toccati dal presidente Ciucci, c'è anche la destinazione degli introiti dei futuri pedaggi su Gra e Roma - Fiumicino.

Spiega Ciucci: "La prossima introduzione del pedaggio sulle autostrade e i raccordi autostradali gestiti direttamente dall’Anas non lascia prevedere, al momento, la creazione di nuove fonti finanziarie da dedicare a investimenti sulla rete stradale di interesse nazionale. Infatti la stessa norma dispone che gli introiti derivanti dall’applicazione del pedaggio su parte della rete aziendale vadano a ridurre l’esposizione debitoria dello Stato verso la stessa Anas".

ZINGARETTI - Il presidente della Provincia Zingaretti affida ad una nota le sue considerazioni: "E' evidente che il governo Berlusconi è il governo delle tasse che anche sulla questione dei pedaggi continua a perseguitare i cittadini italiani. Le parole dell'Anas sono inequivocabili: i pedaggi servono solo a ripianare i debiti e non a creare nuove infrastrutture o a rendere migliori e più sicure quelle già esistenti. Ci siamo opposti ai pedaggi, con successo, di fronte al Tar e al Consiglio di Stato e - conclude - continueremo su questa strada per la difesa dei cittadini del nostro territorio dalla persecuzione dalle tasse del governo Berlusconi".

POLVERINI - "Ci eravamo già opposti all'introduzione di pedaggi sul Gra e sulla Roma Fiumicino, a maggior ragione la Regione Lazio ribadisce oggi la sua contrarietà se come sostiene l'Anas i proventi servono solo a ripianare i debiti. La Regione - aggiunge la Polverini - proseguirà il suo impegno, insieme alle altre istituzioni locali, come ha già fatto sostenendo il primo ricorso della Provincia di Roma, per tutelare i cittadini e i pendolari di Roma e del Lazio da un provvedimento ingiusto".

ALEMANNO - Alemanno si accuda: "Ribadiamo la nostra opposizione all'introduzione di pedaggi sul Gra, anche se solo per i pendolari, soprattutto se gli introiti derivanti dai pagamenti non sono vincolati alla manutenzione di questa stessa rete stradale. Per questo, insieme a Regione e Provincia, proseguiremo - conclude - nel nostro fermo impegno come sempre abbiamo fatto finora, nell'interesse dei cittadini".

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CdQ Colle Prenestino: esempio da seguire







di ELEONORA DI CARLO, da OttavoNews
Un grande esempio di cosa sia una comunità unita. Questo è apparso agli occhi di chi passava la mattina di sabato 28 maggio per viale Nusco, nel quartiere Colle Prenestino. Il nuovo comitato di quartiere dopo aver richiesto più volte l'intervento delle autorità competenti, nello specifico la società Acea, che si limitano al taglio dell'erba, ha organizzato con l'aiuto di volontari una pulizia straordinaria del grande viale che da troppo tempo si trovava in stato di abbandono. E così di prima mattina questo gruppo di 'cittadini modello', termine più adatto non potremmo usare, ha letteralmente preso arnesi e sacchi e ha ripulito questa importante strada del quartiere. La pulizia delle strade di Colle Prenestino è solo uno dei tanti obiettivi che si è posto il nuovo comitato di quartiere, che benchè di recentissima costituzione è già riuscito ad ottenere dalla società Ama una pulizia straordinaria delle strade in giorni prestabiliti. Migliorare la qualità del quartiere è il traguardo che si è prefissato il comitato grazie anche al coinvolgimento della comunità: perchè il termine periferia non deve necessariamente significare degrado e indifferenza.
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Al via i lavori per le complanari della A24



http://www.ottavonews.com/1/territorio_1331729.html


Al via i lavori per la realizzazione delle complanari sul tratto urbano dell'autostrada A24 (Roma-L’Aquila-Teramo) tra la Barriera di Roma Est e Via Palmiro Togliatti. A dare il simbolico "start" al cantiere, nei pressi di Lunghezza, la scorsa settimana, erano presenti il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, gli assessori capitolini alla Mobilita' e ai Lavori pubblici, Antonello Aurigemma e Fabrizio Ghera, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, l'assessore regionale ai Lavori pubblici Luca Malcotti, il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, il presidente di Strada dei Parchi Lelio Scopa e l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci. La realizzazione dell'opera viaria durerà 37 mesi, con ultimazione prevista per il mese di giugno 2014, e costerà 256 milioni di euro. "Una volta completate - ha detto Matteoli - le complanari della A24 apporteranno benefici significativi alla circolazione su un asse fondamentale della capitale. In questo triennio di Governo - ha ricordato il ministro - il ministero delle Infrastrutture ha assicurato alla capitale circa 10 miliardi per adeguare le sue infrastrutture alle crescenti necessita' di modernita' e di sviluppo. Uno sforzo necessario che rappresenta anche un forte sostegno alla candidatura di Roma quale sede delle Olimpiadi del 2020". Nel corso della cerimonia di avvio dei lavori di realizzazione delle complanari, Zingaretti ha tenuto a sottolineare come "quest'opera interviene significativamente sulla qualita' della vita dei cittadini che vengono a Roma per lavoro: tutto cio' che aiuta la competizione del nostro territorio costituisce una grandissima opportunita' di sviluppo". Secondo Aurigemma, la realizzazione delle complanari "dimostra che il lavoro di squadra porta a rsultati concreti sul territorio", mentre Malcotti ha assicurato che la Regione si impegnera' "a fare in modo che quest'opera possa essere completata prima di tre anni". Tecnicamente, la realizzazione delle due complanari una per ogni carreggiata della A24, e la conseguente separazione dei flussi di traffico locali da quelli di più lunga distanza, consentira' di aumentare la capacità di trasporto in entrambe le direzioni (in uscita da Roma per L'Aquila e viceversa). "Saranno cosi' ridotti - ha detto Ciucci - i tempi di percorrenza, migliorati i livelli di sicurezza con un abbassamento del tasso d'incidentalita'". I lavori si articoleranno in diverse fasi e saranno eseguiti compatibilmente con i limiti sonori ed ambientali. Inoltre, durante le ore diurne le attivita' verranno svolte garantendo sempre, come oggi, due corsie di transito per ogni senso di marcia. Tutte le operazioni che invece potrebbero determinare eventuali turbative al traffico e rallentare la circolazione, verranno eseguite in orario notturno con la chiusura del tratto autostradale interessato. Con l'occasione, Ciucci ha anche ribadito che "l'Anas e' un patrimonio nazionale e deve rimanere tale". Era presente anche il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro.


Va tutto benissimo. Siamo lieti che si intervenga per ridurre il traffico a Roma.

Abbiamo solo due perplessità:

- siamo certi che i lavori termineranno nel giugno 2014 e non vi saranno problemi al traffico diurno? Con chi ce la dobbiamo prendere se ciò non avvenisse?

- le complanari saranno gratuite o i cittadini dovranno pagare un pedaggio?


Attendiamo risposte.

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Perchè voterò 4 SI ai referendum






L'epopea del "privato è meglio" sta crollando. Il privato non solo non è meglio, non solo non è meritocratico, non solo non abbassa i prezzi e le tariffe, ma si è dimostrato incapace di gestire "socialmente" le strutture della nazione.
Il pubblico non funziona bene? Giustissimo. Allora la battaglia va fatta affinchè il pubblico funzioni meglio, non dando tutto in mano ai privati.

Quindi: 2 si convinti sull'acqua.

Energia nucleare. Invece di ricordarci che la francia ha le centrali ai nostri confini, il governo italiano dovrebbe farsi paladino, in Europa, dell'abbandono continentale del nucleare.
Inoltre: un territorio sismico e dissestato come quello italico è inadatto alle centrali nucleari.
Inoltre: se si iniziasse a costruire oggi, le centrali produrrebbero una energia tale da legittimare gli intensi capitali utilizzati per costruirle tra 20 anni.
Sono certo che tra 20 anni, invece, gli sviluppi e le scoperte scientifiche sulle fonte alternative di energia avranno fatto passi da gigante.
Già OGGI, anno 2011, è possibile avere condomini e quartieri TOTALMENTE autosufficienti dal punto di vista energetico. Tra 20 anni INTERE CITTA' saranno indipendenti, grazie al solare, l'eolico, l'idroelettrico, ecc...

Quindi: SI all'energia pulita e no al nucleare.

Legittimo impedimento. La legge è uguale per tutti. E chi ha incarici pubblici o di governo deve non solo ESSERE una persona onesta, ma anche APPARIRE tale. Quindi dovrebbe PRIMA risolvere i propri problemi con la giustizia, e POI fare attività politica.
Nel caso specifico, inoltre, è chiaro che questa legge è stata fatta SOLO ET SOLTANTO per Silvio Berlusconi, non per la collettività.

Quindi: SI all'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
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giovedì 2 giugno 2011

Risposta di SEL a Beppe Grillo



Sono giorni che Beppe Grillo sta accusando Pisapia, da lui ribattezzato "Pisapippa", di essere un uomo del Sistema, una persona che non cambierà un cazzo a Milano. Non c'è nessuna differenza, nè personale, nè politica, nè programmatica, tra Pisapia e la Moratti, secondo il comico genovese.


Come è noto, non condivido queste posizioni di Grillo, in quanto esse rischiano di far etichettare come "qualunquista" il MoVimento 5 Stelle, che meritoriamente rappresenta la più bella novità di queste elezioni.


Per completezza, posto qui sotto la risposta di SEL alle accuse di Grillo:

Friedrich Nietzsche affermava che “le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità”. Si parte dal presupposto che il proprio pensiero sia giusto senza ombra di dubbio, che si possegga la verità assoluta. La politica deve essere umiltà, dialogo, dibattito, senza pretendere di avere la verità in tasca. Beppe Grillo è sempre certo di tutto: gli altri sono i cattivi, lui è il buono; gli altri sono i morti, lui è il nuovo; gli altri sono i neri, lui è il bianco.

Queste elezioni hanno determinato un nuovo modo di fare politica: costruttività, partecipazione, pacatezza (che non vuol dire non essere passionali), confronto, delicatezza (a Milano gli atteggiamenti aggressivi del PDL e della Lega sono stati sonoramente bocciati).
Occorre dialogare con i militanti, i candidati e gli eletti del MoVimento 5 Stelle, sentire e accogliere, se condivise (e ce ne sono tante sui cui è possibile convergere), le loro proposte, senza partire col pressuposto che uno dei due abbia torto a prescindere.

Nell’ultimo post sul suo blog, l’Italia di Pisapippa, Beppe Grillo, tanto per cambiare, spara su tutto e tutti, anche sul neo-eletto Giuliano Pisapia.
“Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui”, scrive il comico-politico, riferendosi al trionfo di Pisapia a Milano.Ciò, tuttavia, contraddice quanto detto da lui stesso in Piazza Duomo, il 4 Maggio 2011: “La Sinistra qui a Milano ha messo Pisapia, che è una brava persona, ma non ce la fa, è un vecchio di 60 anni. Con 15 milioni di euro chiunque diventa sindaco, la Moratti è già rieletta, si sono spartiti le città, Torino a Fassino, Milano a Berlusconi“ e “Questa città ha già deciso chi deve essere il sindaco, qui il sindaco lo farà una signora che ha il marito petroliere”.

1.Se Pisapia “fa parte del Sistema”, perché Grillo aveva detto che Milano sarebbe finita al centrodestra in quanto se l’era spartita col centrosinistra?
2.Se era a conoscenza di questo Sistema, perché Beppe non l’ha “denunciato” prima del risultato elettorale?
3.Essendo a conoscenza del Sistema, perché ha previsto la vittoria della Moratti? Il Sistema non si era ancora mosso il 4 Maggio 2011 per Pisapia (data del suo comizio)?
Il fondatore del MoVimento 5 Stelle prosegue poi con le accuse, spostando l’obiettivo dal neo-sindaco di Milano a Nichi Vendola “che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua”
Per quanto riguarda gli inceneritori, Vendola ha spiegato in diverse situazioni i fatti (video 1, video 2, video 3).

In sostanza, come stanno le cose: nel 2005, anno del primo mandato Vendola, gli impianti previsti dal piano Fitto (5) erano stati già appaltati relativamente alla loro gestione. A questi appalti erano seguiti anche diversi contenziosi amministrativi, per lo più promossi dalle ditte concorrenti e escluse dall’aggiudicazioni. La giunta Vendola ha bloccato tutti gli inceneritori previsti nella parte pubblica. Al contrario, non ha potuto bloccare la parte privata (della Marcegaglia, progettata in Capitanata), poiché questa è regolamentata da normative nazionali e comunitarie e non da leggi regionali.

La battaglia contro gli inceneritori è sacrosanta e bene si fa a promuovere campagne di denuncia sulla dannosità degli stessi al fine di far crescere la consapevolezza dei più, e in particolare della classe politica, sulla dannosità che essi hanno sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Ma la vittoria la conseguiremo solo e se riusciremo a cambiare la normativa vigente.

Sul “San Raffaele del Mediterraneo”, ci sono diversi interventi di Nichi Vendola che chiariscono la situazione (video 1, video 2, post 1). Il nuovo Polo Oncologico di Taranto, il “San Raffaele del Mediterraneo”, non sarà una struttura privata diretta da Don Verzè. Sarà, infatti, un mix tra pubblico e privato, ma a maggioranza pubblica. La parte privata e minoritaria è costituita dalla Fondazione San Raffaele Monte Tabor, quella pubblica e maggioritaria dalla Regione Puglia.

I fondi finora deliberati dalla giunta pugliese fanno riferimento al pacchetto dei fondi FAS 2007-2013 e rispondono alla quota finanziaria spettante al proprietario maggioritario (ovvero la Regione Puglia) per la costruzione e l’avvio dell’ospedale. Nessun regalo alle società di Don Verzè, ma solo gli stanziamenti dovuti per l’edificazione del Polo.

In sostanza, la Regione Puglia, essendo la parte maggioritaria (e pubblica) pagherà 120 milioni di € (dai FAS), mentre la Fondazione San Raffaele Monte Tabor, la parte privata (e minoritaria) ne pagherà 90. Va precisato, inoltre, che il “San Raffaele del Mediterraneo” non sarà un semplice ospedale, ma un IRCCS, vale a dire un centro di ricerca a di eccellenza (come quello di Milano) e che, proprio nel campo della ricerca, viene considerato uno dei migliori a livello internazionale.

Per quel che concerne l’Acquedotto Pugliese, non solo Vendola ha già risposto a Grillo, ma, probabilmente, il fondatore del MoVimento 5 Stelle deve essersi perso qualche passaggio. Il 18 Maggio 2011, infatti, la Commissione Regionale ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto, che da ora potrà essere discusso in Consiglio Regionale.

Caro Beppe, ci parli continuamente di “Sistemi di potere” (come in questo caso), ma vogliamo parlare del sistema di potere che ruota attorno al tuo editore, la Casaleggio Associati? L’esponente principale della Casaleggio, azienda uscita dall’universo Telecom (qui per approfondimenti) è Enrico Sassoon, che si occupa del business e delle relazioni. E’ un ex giornalista del Sole 24 ore, ex direttore di Mondo economico e in particolare amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby delle corporation americane in Italia. Tra i componenti del Cda di questa camera di commercio figurano tra gli altri Mediaset, Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia, Ibm Italia, Walt Disney, Esso, Rcs, Standard & Poor’s, Impregilo Spa, Aspen Institute, guidato da Giulio Tremonti. Come dire: una consistente parte del potere mediatico di marca conservatrice e del sistema berlusconiano.

Inoltre, Casaleggio Associati, l’editore dell’uomo per cui tutti sono uguali, ha una partnership con la Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management. La quale è sostenuta da Pepsico, Northrop Grumman, il Dipartimento del Tesoro Usa, Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller, Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa).

Noi saremo anche delle pecorelle smarrite, Beppe, ma tu, che ti ergi a pastore, sei proprio sicuro di conoscere bene la strada?
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Vogliono massacrare i No Tav







COMUNICATO STAMPA
Torino, 1 giugno 2011

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” (http://www.unitiediversi.it/ ) fa proprie le dichiarazioni del Coordinamento delle Liste Civiche Valsusa, alla luce delle scandalose affermazioni di questi ultimi giorni, da parte del mondo politico, imprenditoriale e sindacale locale, torinese e nazionale, in cui si auspica l'intervento della forza pubblica “ad ogni costo” e “senza regole di ingaggio” in Valsusa, per consentire l'installazione del cantiere per il cunicolo esplorativo della Maddalena a Chiomonte, propedeutico alla costruzione della nuova ferroviaria ad Alta Velocità Torino – Lione, e condanna fermamente tali affermazioni sia sul piano politico sia sul piano democratico.

Si considera fin d'ora politicamente e moralmente responsabili di qualunque atto di violenza si potesse verificare in queste ore nei territori della Valsusa, coloro i quali hanno rilasciato tali dichiarazioni sui mezzi di comunicazioni, ritenendoli i mandanti di un clima di tensione e di giustificazione della violenza non accettabile in una nazione democratica.

Invitiamo tutti i rappresentanti del mondo politico, imprenditoriale, sindacale e tutti coloro che rappresentano pezzi della società civile, intellettuale e associazionistica, a dissociarsi pubblicamente dalle dichiarazioni che auspicano il ricorso alla violenza e alla militarizzazione del territorio della Valsusa.

Si ritiene che l'installazione di un cantiere di un'opera di tali dimensioni non possa avvenire “ad ogni costo” e “senza regole di ingaggio”, ma solo attraverso la dimostrazione della validità e dell'utilità di quell'opera, circostanza questa mai avvenuta.
Se ad “ogni costo” significasse anche a costo di violenza su un popolo in lotta, questo sarebbe un atto gravissimo e ingiustificabile e a questo ogni persona, ogni individuo onesto, si deve ribellare.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” si uniscono al Coordinamento delle Liste Civiche Valsusa nel chiedere a coloro che hanno auspicato pubblicamente la violenza su chi si oppone alla Torino-Lione, di ritrattare le loro dichiarazioni pubbliche che li rendono responsabili di qualunque incidente possa verificarsi nei prossimi giorni.
La violenza non è mai la soluzione per dirimere controversie, in particolare per una lotta sociale, pacifica e consapevole che da 22 anni, il popolo della Valsusa, porta avanti con coerenza, caparbietà e correttezza.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” e le liste civiche Valsusa esecrano altresì l’organizzazione del presidio di Edili organizzato il 30 maggio 2011 a Susa da parte della CISL.
Si tratta evidentemente di un gesto sconsiderato, fatto in un momento in cui la tensione sociale in Valle di Susa è altissima.
La difesa del posto di lavoro e la dignità dei lavoratori sono tra le priorità dei promotori del progetto “Uniti e Diversi”, oltre che delle Liste civiche Valsusa. Difesa e dignità di tutti i lavoratori, compresi i circa 3.000 addetti in campo agricoltura che vedranno svanire il proprio posto di lavoro con l’installazione dei cantieri. Non così pare per il segretario nazionale della CISL che, dopo aver dimenticato la dignità dei lavoratori di Mirafiori ora sta dimenticando anche la dignità dei lavoratori agricoli della Valle e utilizza i bisogni dei lavoratori per porli gli uni contro gli altri.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi” sostengono le Liste civiche della Valsusa nell’invito alle lavoratrici e ai lavoratori a non prestarsi a queste bieche strumentalizzazioni e a pensare insieme a un presente e a un futuro sicuri e non funzionali all’arricchimento di pochi a
scapito della vita sia degli agricoltori che degli edili.

Invitiamo tutti gli uomini e le donne di buon senso a far la loro parte per evitare atti e azioni dalle conseguenze incalcolabili.

I promotori del progetto “Uniti e Diversi”:
Movimento Zero (Massimo Fini), , Per il Bene Comune (Monia Benini), Alternativa (Giulietto Chiesa), Maurizio Pallante (Presidente del Movimento per la Decrescita Felice), Rete Provinciale torinese dei Movimenti e delle Liste di Cittadinanza.

Per contatti:
Maurizio Pallante – Portavoce nazionale “Uniti e Diversi” – 339 7522290
E_mail: info@unitiediversi.it
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mercoledì 1 giugno 2011

Cassazione: si al referendum sul nucleare




La Corte di Cassazione ha detto SI: il 12 e 13 giugno, insieme ai due referendum sull'acqua e a quello sul legittimo impedimento, si terrà anche quello sull'energia nucleare.


Scende di giubilo, con tanto di spumante, si sono registrate fuori alla sede della Cassazione, dove i cittadini, insieme ai comitati referendari ed ai partiti politici de I Verdi, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia Libertà, hanno festeggiato la notizia.


Ennesima figura barbina per il governo Berlusconi e per il suo leader, che in conferenza stampa con Sarkozy aveva confermato il carattere strumentale della moratoria sul nucleare.


La speranza, inoltre, che il referendum non si tenesse era anche legata, come sempre, ad un egoistico interesse del premier: siccome tra i quattro quesiti vi è quello sul legittimo impedimento, Berlusconi sperava che l'annullamento del referendum sul nucleare facilitasse il non raggiungimento del quorum.


Mi spiace, Silvio B., ma anche questa volta ti sei preso una bella tranvata in faccia. Solo che stavolta non te l'ha lanciata un Tartaglia qualunque, bensì la pur fragile democrazia italiana.

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