mercoledì 7 settembre 2011

Schiaffeggiamo il Giro di Padania!



Beh? Che si aspettavano gli esemplari leghisti che hanno promosso ed organizzato il Giro di Padania, manifestazione ciclistica riconosciuta dalla Unione Ciclistica Internazionale?

Le prime due tappe del Giro di Padania hanno avuto molti problemi: tensione, spintoni, occupazione di strada, percorsi deviati nel traffico, e pare anche che sia volato qualche schiaffo.
Ed io godo. Si vede che il "popolo padano", evidentemente, è largamente minoritario nei territori settentrionali della penisola italica. I contestatori della corsa non sono stati ostacolati da nessuno dei "militanti leghisti pronti a lottare per l'indipendenza", anzi molti cittadini hanno sostenuto e collaborato al boicottaggio.
Caro Padre del Trota, ma i fucili della Val Brembana? I padani che vogliono la secessione? Dove stanno?
Non siete manco capaci di organizzare una corsa ciclistica! Se foste uomini, vi dovreste vergognare.

Bene così! Continuiamo a schiaffeggiare il giro di Padania! Uno schiaffo che, ahimè, non sarà mai educativo: certa gente non è recuperabile.
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Ieri sciopero. E oggi?


Ieri c'è stato lo sciopero della CGIL. Molto partecipato, non c'è che dire.
Ma ieri era ieri. Oggi, non è cambiato nulla. Oggi, la manovrà andrà avanti. Oggi, l'articolo 8 (che abolisce di fatto l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori) non verrà stracciato e buttato nel cesso.

In Francia, governo De Villepin (di cui Sarkozy era ministro): sciopero di NOVE 9 giorni. Governo ritira la legge e chiede scusa in tv ai francesi.

Grecia, manovra lacrime e sangue. Scontri di piazza, 3 morti.


In Spagna, centinaia di migliaia di persone occupano le piazze delle città. Zapatero annuncia elezioni anticipate a Novembre.

Italia, manovra lacrime e sangue. Cortei della CGIL. La sera, Italia - Slovenia. E vai col tango.
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martedì 6 settembre 2011

Octopus: il simbolo del blog




Octopus, comunemente chiamato "polpo", è un animale di cui si conosce poco. Forse è questo il motivo principale per cui esso viene spesso denigrato, deriso, associato alla bruttezza e alla cecità.
Pochi, pochissimi sanno che l'Octopus è un animale intelligentissimo, cosa ancor più stupefacente visto che è un animale fondamentalmente solitario. Inoltre, l'Octopus ha ben tre cuori, cosa che gli consente di compiere sforzi notevoli e di sviluppare una forza enorme se confrontata con la sua stazza. Infine, recenti studi dimostrerebbero che è un animale essenzialmente monogamo.

Ho sempre creduto che gli animali siano esempi, per noi umani. Esempi di fedeltà, di astuzia, di grinta, di forza, di equilibrio. Ognuno di noi, forse, ha un animale con cui è spiritualmente e caratterialmente in simbiosi.

L'Octopus è come il redattore di questo blog.
Ha tre cuori: Onore, Amore, Gloria. Sono queste le tre cose che dovrebbero far battere i cuori di tutte le persone. A cosa serve vivere se non si ha una vita onorevole, piena d'amore e votata alla gloria (per le proprie opere e per la propria stirpe)?
Come l'Octopus, anche io ho otto tentacoli, cioè otto canali di trasmissione, di conoscenza, di formazione, di creazione.
Famiglia, Cultura, Oligarchia, Mentalità, Ribellione, Solidarietà, Identità, Indipendenza.

La Famiglia è la base, il fondamento, l'origine e lo scopo del nostro essere e del nostro agire. Non mi interessa se la famiglia è costituita da eterosessuali, omosessuali o single. L'importante è che la Famiglia sia creata, curata, sviluppata, difesa, sostenuta. Tutto il bagaglio ideale di un singolo come di un Popolo si trasmette tramite la Famiglia.

La Cultura è la conditio sine qua non. Chiunque può diventare Presidente del Consiglio o leader in qualche settore. Non è necessario avere una valida e ampia cultura; possono bastare i soldi di papà o gli aiuti di amici e conoscenti, di ogni risma. La Cultura, però, consente ad una persona di amare e di essere amata, di apprezzare l'arte e di vedere apprezzata la propria. La Cultura amplifica il potere dei nostri sensi, amplia i confini, allontana gli orizzonti, distrugge i muri. La Cultura è rivoluzionaria.

L'Oligarchia è una concezione politico-esistenziale: sono le minoranze a fare la Storia. Bisogna sempre diffidare dalle masse: esse sono volubili e facilmente influenzabili o comprabili. Pochi ma buoni, nella vita e nel lavoro. Se un libro è letto da milioni di persone non vuol dire che sia un capolavoro, anzi. Molto spesso è una boiata clamorosa che ha avuto successo commerciale solo perchè fondato sui principali istinti di pancia delle Masse. Un film campione di incassi non necessariamente è un'opera d'arte. Probabilmente, invece, è una cagata mostruosa zeppa di effetti speciali, luoghi comuni, trame scontate e qualche attore/attrice di grido. Essere eletto con milioni di voti non vuol dire essere un leader politico valido e utile alla comunità: i voti possono essere comprati e scambiati, e lo stesso Hitler fu democraticamente eletto (cosa che dovrebbe far riflettere i difensori della liberaldemocrazia e del suffragio universale).

La Mentalità è un modo di porsi rispetto agli eventi e alle persone che quotidianamente interagiscono con noi. Mentalità significa portare avanti i propri ideali, se si ritengono giusti, a tutti i costi e con coerenza. Quando non si ritengono giusti, la Mentalità impone di cambiarli e di sostituirli. Solo gli ottusi continuano nell'errore. Mentalità significa non scendere a compromessi per compiacere chicchessia: questo siamo, questo pensiamo, così agiamo e fanculo al mondo. Siamo noi a decidere se una cosa va fatta o no. Ascoltiamo tutti i consigli, ma noi decidiamo. E se una cosa è ingiusta, la combattiamo. Se una legge è sbagliata, disobbediamo. Mentalità.

La Ribellione è un mezzo espressivo. Ognuno di noi può eszprimersi tramite due canali: la moderazione e la ribellione. Lo status quo può piacerci o non piacerci. Nel secondo caso, possiamo provare a correggerlo o ad abbatterlo. Non c'è altra via, tertium non datur. La Ribellione, però, non è da intendersi come parossistico estremismo: anche, anzi soprattutto, nella Ribellione ci vuole equilibrio. Ribellarsi ai canoni del "vivere civile" e della "morale comune" è un dovere per chi vede quale grado di inciviltà e di immoralità ha raggiunto la nostra società. Non arretrare di un passo. Avanzare appena possibile ed ogni volta che c'è uno spiraglio, una breccia.

La Solidarietà è il sentimento di amore verso la propria comunità. Noi non saremmo quello che siamo senza i giganti che ci hanno preceduto. La nostra comunità non progredirà se non aiutiamo i nostri fratelli e i nostri figli in difficoltà. La Solidarietà non va declinata in senso altruistico: diffidate da chi vi dice "lo faccio per te". La vera Solidarietà, ci insegna Kropotkin, è fondamentalmente egoistica: lo faccio per noi. Perchè questa cosa fa bene a me e a te, alla comunità. Se una cosa fa bene solo a te, non è solidarietà: è privilegio.

L'Identità è il "conosci te stesso". Bisogna sempre essere orgogliosi di ciò che si è, non disconoscere ciò che si è stati (anche se abbiamo commesso errori) nè da dove proveniamo. Noi siamo figli dei nostri padri e siamo padri dei nostri figli. Abbiamo un bagaglio di tradizioni che va sempre rinverdirto, riattualizzato. Abbiamo un sangue nelle vene ed una terra da cui proveniamo o su cui siamo nati. Non siamo migliori o peggiori di nessuno. Noi siamo. Padroni di nulla e servi di nessuno.

L'Indipendenza è una lotta costante. Contro ogni forma di dipendenza, sia essa fisica o psicologica. Tutto ciò che ci dà dipendenza ci rende più deboli, più ricattabili, più comprabili. Non sto dicendo che bisogna smettere di fumare una canna o di bersi una birra. Sto dicendo che quando il bisogno di nicotina diviene opprimente, è il momento di smettere. L'Indipendenza va coltivata anche nei confronti degli altri, della religione, della politica. La nostra capacità di analisi deve sempre essere libera, equilibrata e lucida. Non dobbiamo pensare o fare secondo quanto ci viene detto o imposto dal partito, dal prete o dall'amico: noi non abbiamo bisogno che di noi stessi e della persona che amiamo.
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lunedì 5 settembre 2011

Come la vedo io





Ho un difetto: amo la radicalità, la contrapposizione, il ribellismo, l'estremismo, l'essere equilibrati senza essere moderati.




Se questo aspetto del mio carattere è visto da destra, vengo tacciato di essere comunista. Non mi offendo: ho avuto la tessera con la falce e il martello fino al 2008. Poi ho mandato tutti a fanculo.

Per i destri, sono comunista perchè credo che il fascismo-regime e il nazismo siano stati un male assoluto, perchè non ho senso dello Stato, perchè non mi riconosco nel concetto di Patria Italiana e perchè il tricolore non mi piace. Perchè il 17 marzo ero in piazza a manifestare CONTRO l'unità d'Italia. Forse perchè sono favorevole all'aborto e al divorzio, alle unioni tra gay. Forse perchè sono laico eticamente e socialista economicamente. Forse perchè ascolto i Nabat e i Los Fastidios.



Se il mio ribellismo viene visto da sinistra, vengo tacciato di essere fascista.

Forse perchè ho sempre apprezzato il programma di San Sepolcro. Forse perchè ho sempre provato fastidio nei confronti delle "Masse". Forse perchè sostengo che il suffragio universale sia un male, e che la liberaldemocrazia non sia una vera democrazia. Forse perchè ritengo che siano le minoranze a fare la Storia. Forse perchè sono un nazionalista terrone. Forse perchè credo che anche CasaPound abbia prodotto qualcosa di culturalmente interessante. Forse perchè ascolto gli ZetaZeroALfa.



Comunque vada, io non rientro nei canoni del komunista o del fascio.

La mia testa rasata e il mio bomber nero sono, per i primi, l'inequivocabile dimostrazione del mio essere fascista. Se poi spieghi loro come sia nato il movimento skin e cosa siano la S.H.A.R.P. e la R.A.S.H., forse capiscono e ti lasciano in pace.



Non rientro nei vostri canoni, cari fascisti del terzo millennio e Kompagni dai campi e dalle officine.

Io me ne sono fatto una ragione.

Fatevela pure voi.

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Piazza Affari Camping





Hanno montato le tende a Piazza Affari. La pula li voleva sgomberare: due contusi tra i manifestanti. Ma le tende sono ancora lì. E saranno lì tutta la giornata, e probabilmente anche stanotte, fino allo sciopero generale di domani.

Mentre la Borsa brucia miliardi su miliardi, mentre "i mercati" continuano nello sciacallaggio e nella speculazione, i "Ribelli al debito" lanciano slogan e distribuiscono volantini in cui si chiede di mettere il "People Before Profit", srotolando uno striscione su cui è sccritto: "Predicano austerity ma razzolano male, rubano ai poveri per dare ai soliti".



Siete tutti invitati al Piazza Affari Camping! E' gratis (e di questi tempi è un'ottima cosa), goliardico ed è diverso dai soliti camping.

E' un campeggio Estraneo Alla Massa.

E va bene così.


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Il sultano mi fa pena







Berlusconi mi fa pena. E questa è una notizia.

L'odio per lui, e per ciò che lui rappresenta, non si è certo affievolito.

Semplicemente, oggi mi rendo conto che l'indistruttibile dittatorello in doppiopetto e scarpe col tacco, alla fin fine, è una merdaccia come tutti noi. Anzi, più di tutti noi.

E un figuro povero nell'anima, senza un vero amico, sfruttato e ricattato da una corte di troie e di papponi che gli impongono un pizzo pur di non aprire bocca sulle sue debolezze. In puro stile mefioso.

E il sultano paga, paga tutti e tutte, con cifre notevoli.

Con che occhi guarda i suoi figli, i quali sanno che puttaniere è il padre?

Con che faccia si guarda allo specchio, quando sa che ciò che vede è solo un vecchio rifatto che nessuno oggi ama, nemmeno tra coloro che gli leccano il culo o qualche altre parte del corpo.

E' un povero stronzo, che ha una grande colpa: governa l'Italia. Si, governa questo "paese di merda" (cit. sua). E lo governa malissimo. Perchè pensa solo ai cazzi suoi, alle sue aziende, ai suoi amici (che tanto amici non si stanno dimostrando) e alle sue debolezze da puttaniere e da mecenate.



Provo pena per quest'uomo che sta rovinando se stesso proporzionalmente a come sta rovinando l'Italia. Un uomo di cui la Storia dirà: "Odiato dai suoi avversari, non amato e sfruttato da tutti gli altri".

Che tristezza passare alla storia così.

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domenica 4 settembre 2011

Si ritira a 24 anni: "Il calcio è solo denaro e corruzione"





Non facciamone un'icona. Riflettiamo su ciò che dice.

Javi Poves, difensore 24enne dello Sporting Gijon, si ritira. Non vuole più far parte del mondo del calcio, “disgustato da un ambiente marcio, rovinato dal denaro e dalla corruzione”.

Javi Poves ha esordito nella Liga il 21 maggio 2011. Dopo appena tre mesi, si ritira.

"Ciò che si vede da dentro chiarisce molto: il calcio professionale è solo denaro e corruzione. E' capitalismo, e il capitalismo è morte".

Aveva già dato segni di insofferenza, questo giovane "indignado" come tantissimi suoi coetanei: aveva chiesto alla propria società di sospendere il pagamento del suo stipendio tramite transazioni bancarie, perché non voleva che si speculasse sul suo denaro. Inoltre aveva pregato di poter restituire l'automobile che il club gli aveva regalato: “Non posso accettare l’idea di avere due auto quando ci sono amici miei che non possono permettersene una”.

Si spiega, Javi: "Non sono anarchico o antisistema, so solo che non voglio prostituirmi come fa il 99% della gente". Beh, però un po' antisistema lo è, nei fatti: "Non voglio incitare alla violenza, ma contemporaneamente penso sia necessario passare all’azione se vogliamo cambiare in meglio qualcosa”.



Esatto.

Bisogna passare all'azione.

Javi lo ha fatto, dimostrandosi Estraneo Alla Massa.

Per questo motivo, questo blog vuole tributare un applauso a questo giovane uomo, capace di una scelta che molti (il 99% delle persone, come dice lui) non avrebbero mai fatto.

Javi ci dimostra che, per combattere il Sistema, non è necessario comprare una rivoltella o piazzare le bombe. Vi sono anche altre strade. Basta porsi CONTRO. In direzione OPPOSTA.



Boicottare. Sabotare.

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sabato 3 settembre 2011

45enne muore dopo manganellate dei carabinieri







L'ARENA è il quotidiano di quella città (innominabile) in cui gioca la squadra che più odio al mondo.

Il giorno 2 settembre, l'ARENA ha pubblicato un articolo in cui si parla di un 45enne, Roberto, tifoso della squadra locale, morto in maniera ancora inspiegabile.

La madre, Elsa Riva, racconta: “È tornato a casa dopo la partita e stava già male. Mi ha detto che c’era stata una rissa ed era stato picchiato dai carabinieri [...]. È tornato verso le 23 ed è andato a letto, ma non ha dormito tutta la notte perché stava male e così la mattina è andato all’ospedale di Borgo Roma [...]. Quando è tornato, mi ha detto che lo avevano visitato, ma era risultato negativo a tutti gli esami; anche quella notte, però, i dolori non lo hanno fatto dormire".

Il lunedì mattina, Roberto è stato trasportato da un'ambulanza all'Ospedale di Borgo Roma. All'una di notte, è morto.



Causa della morte? Non si sa, però si immagina.

Nessun telegiornale ha parlato di questo episodio.

Nessun "Pomeriggio 5" o "Vita in diretta" hanno dedicato un minuto a questa vicenda.

Le forze dell'(dis)ordine continuano impunemente ad operare, senza un numero distintivo sul casco o sulla divisa che consenta a noi di denunciare eventuali abusi o sorprusi.

E tutto continua, in un lento scorrere verso la decadenza più indecente.

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Play Ultras: il primo gioco ultras D'ASPOrto





L'avevo ordinato. Ieri mi è arrivato. Il primo gioco da tavola ultras.

Due tifoserie e un reparto ceLLerini. Bandierine e mazze. Ospedali e questura. Stazioni del treno e fermate del bus. Scontri e cori. Il tutto con un unico scopo: entrare allo stadio e colorare il proprio settore prima della tifoseria avversaria.

Un passatempo di mentalità!

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Che cazzo di blog è questo?

Giorni fa mi hanno chiesto: "Che tipo di blog hai? Un blog di informazione, di politica, di cultura, di sport?".

La domanda è legittima: che cazzo di blog è questo?

Ci ho riflettuto un pò. Sono arrivato a questa conclusione:



Questo blog è sempre stato, e lo sarà ancora di più da oggi in poi, un blog di "comunicazione alternativa e antagonista".

Analizziamo i termini:

- COMUNICAZIONE, cioè un blog in cui lo scrivente (io) comunica (a se stesso e al mondo) i propri stati d'animo, i propri punti di vista, e cerca di interagire coi lettori (voi) che commentano, criticano, stimolano;

- ALTERNATIVA, cioè un blog che parla di cose diverse e/o in maniera diversa rispetto ai classici canali di comunicazione, in primis la televisione;

- ANTAGONISTA, cioè un blog che si schiera apertamente CONTRO il Sistema, CONTRO la morale comune, CONTRO ogni moderatismo, CONTRO la comunicazione di massa, CONTRO la massa stessa.



Questo blog, in definitiva, è stato un sogno. Da oggi, diventa un progetto: essere un canale di comunicazione e di interAzione ESTRANEO ALLA MASSA.

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